Anno | 1995 |
Genere | Commedia, |
Produzione | USA |
Durata | 95 minuti |
Regia di | Paul Verhoeven (II) |
Attori | Kyle MacLachlan, Gina Gershon, Elizabeth Berkley, Glenn Plummer, Jack McGee . |
Uscita | giovedì 26 ottobre 1995 |
Distribuzione | Warner Bros Italia |
MYmonetro | Valutazione: 0,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 19 febbraio 2020
Scritto e diretto dalla coppia Joe Eszterhas-Paul Verhoeven ( Basic Instinct), il film-scandalo dell'anno racconta la lotta di Nomi Malone, una... Al Box Office Usa Showgirls ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 20,1 milioni di dollari e 8,1 milioni di dollari nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Scritto e diretto dalla coppia Joe Eszterhas-Paul Verhoeven ( Basic Instinct), il film-scandalo dell'anno racconta la lotta di Nomi Malone, una giovane ballerina sexy di provincia, dal passato torbido, per affermarsi nel mondo dello spettacolo di Las Vegas. Tra tette, sederi al silicone e lap-dance (le ballerine danzano nude strusciandosi al cliente, senza farsi toccare) questa sorta di versione hard di Flashdance tenta di lanciare Elisabeth Berkley, una biondona con occhi di colore diverso, ma dalla recitazione semidisastrosa, che vorrebbe vanamente seguire le orme di Sharon Stone.
Un vero buco nell'acqua questo film di Verhoeven regista di alto livello che stavolta prende una sbandata colossale, impacchettando un film vuoto, scarno, privo di senso e dai dialoghi indecenti e mai incisivi nel contesto. Tra l'altro lancia un'attricetta improbabile quale la Berkley proveniente da serie TV per ragazzi (quella della scuola piena di sfigatelli che non ricordo il nome, "Bays [...] Vai alla recensione »
"Showgirls" è una delle produzioni hollywoodiane più ridicole di sempre. Sotto l'immagine di un film impegnato a denunciare lo squallore del mondo dello spettacolo si cela un'immensa boiata dagli incredibili picchi trash. La trama in sé non è male, ma il modo in cui è stato realizzato il film è davvero pietoso, e questo vale anche per le prestazioni degli attori, tra cui salvo solo Gena Gershon.
Turpiloquio e nudità, molto sesso ma non esplicito, la Las Vegas dello show business. Se le aspettative non sono quelle di un film d'essai oppure di un film porno lo spettacolo vale il biglietto.
A parte il fatto che invece io nn sn d'accordo su nulla... è un film molto più realistico (e realista) di molti altri che trattano temi simili in maniera edulcorata e/o inutilmente scenografica, se il nudo, in un film che racconta di spogliarelliste ed affini in un ambiente che pullula di papponi e puttane, lo trovate "spinto", beh.
può bastare la bellezza di una donna a giustificare la visione di un film, qualcuno direbbe di si nel caso dei film di Marylin Monroe. Non è ahimé questo caso malgrado qui si veda molta più pelle (e che pelle), ma di cinema non vi è traccia.
un film decisamente intelligente con una trama che fa riflettere su cosa si nasconde dietro a ciò che vediamo in superficie.
Ci sono stato a Las Vegas.....e questo è uno dei tanti mondi della città di milioni di luci.....
Bel film: tagliente, duro, mai retorico, ritratto implacabile della società del denaro, tutto corpi plastificati sbattuti sulla faccia dello spettatore. Quando uscì, ovviamente, non venne capito: Verhoeven del resto è uno che non liscia lo spettatore, non gli propina prodotti perbenisti e di buon gusto. All'epoca ero uno dei pochissimi a difenderlo.
Avrà pur vinto l'oscr dei peggiori film nel lontano '95, ma ho sempre trovato affascinante questo film!!! ...c'è sempre una più giovane ed affamata che scende le scale dietro di te!...fantastica!
Per i voyeurs è una festa: ragazze nude, molte e bellissime; atti sessuali variati, coiti pure subacquei, baci carezze e altro anche tra donne, stupro di gruppo con sodomia, e la lap dance in cui una ballerina nuda finge di possedere sedendogli in grembo il cliente che neppure può toccarla. Per chi ama il musical è un colpo: gli ipotetici balletti di Las Vegas, cafoni, ginnici e imprecisi, con scenografie [...] Vai alla recensione »
“Che pericolo c’è se un ragazzino di tredici anni vede questo film? Che vada a casa e si masturbi?” finge di domandarsi dalle pagine del pressbook di Showgirls il regista Paul Verhoeven(Robocop, Atto di forza, Basic Instinct), facendo sfoggio di commovente e simulato candore per polemizzare con la censura americana che ha vietato il suo nuovo film ai minori di diciassette anni, in pratica equiparandolo [...] Vai alla recensione »