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ITTO940021A1 - Tenditore per filo. - Google Patents

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ITTO940021A1
ITTO940021A1 IT94TO000021A ITTO940021A ITTO940021A1 IT TO940021 A1 ITTO940021 A1 IT TO940021A1 IT 94TO000021 A IT94TO000021 A IT 94TO000021A IT TO940021 A ITTO940021 A IT TO940021A IT TO940021 A1 ITTO940021 A1 IT TO940021A1
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IT
Italy
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wire
tensioning member
thread
member according
braking
Prior art date
Application number
IT94TO000021A
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English (en)
Inventor
Attila Horvath
Hermann Schmodde
Josef Fecker
Original Assignee
Memminger Iro Gmbh
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Memminger Iro Gmbh filed Critical Memminger Iro Gmbh
Publication of ITTO940021A0 publication Critical patent/ITTO940021A0/it
Publication of ITTO940021A1 publication Critical patent/ITTO940021A1/it
Application granted granted Critical
Publication of IT1267983B1 publication Critical patent/IT1267983B1/it

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Abstract

Un organo tenditore a piattelli per filo presenta due elementi frenanti premuti in modo cedevole l'uno contro l'altro, tra i quali passa il filo in movimento. Questi elementi frenanti sono sospesi eccentricamente, in corrispondenza alla parete interna di un'apertura centrale, su mezzi di supporto che occupano solamente una piccola parte della apertura. Inoltre nella zona di questa apertura centrale sono disposti dei mezzi di guida del filo.

Description

DESCRIZIONE dell'invenzione industriale dal titolo:
"Tenditore per filo",
DESCRIZIONE
L'invenzione riguarda un tenditore per filo con due elementi frenanti a forma di dischetti o piattelli, premuti in modo cedevole l'uno contro l'altro per effetto di mezzi di carica, fra i quali può esser fatto passare almeno un filo da sottoporre a frenamento, e dei quali almeno un elemento frenante presenta un'apertura centrale, ed è montato girevole su mezzi di supporto nella zona all'interno del suo contorno esterno, e dal filo passante per accoppiamento d'attrito può esser fatto girare intorno ad un asse di rotazione, e con mezzi di guida per il filo fatto passare tra gli elementi frenanti.
Per il frenamento dei fili in movimento nelle macchine tessili vengono impiegati in larga misura i cosiddetti organi tenditori per filo, che tradizionalmente sono costruiti in modo tale per cui su un asse centrale cilindrico di supporto sono montati liberamente girevoli due piattelli frenanti, i quali sono premuti in maniera cedevole l'uno contro l'altro per effetto di una molla ad elica infilata sullo stesso asse di supporto. La forza di frenamento esercitata sul filo passante tra i suddetti piattelli, aventi normalmente una conformazione toroidale, può essere variata mediante un dado di regolazione, il quale è avvitato su una corrispondente filettatura presente sull'asse di supporto, e che permette di influire sul precarico della molla di pressione.
Particolarmente nel caso dei fili in rapido movimento, con questi organi tenditori a piattelli si manifesta il fondamentale problema dovuto al fatto che i piattelli frenanti, spesso ruotanti in maniera non controllata, tendono a spostare il filo fuori dalla sua posizione tra i piattelli medesimi, per cui l'organo tenditore diviene inefficace. Un fenomeno analogo può verificarsi quando il filo, come avviene talvolta nel processo di trasporto del filo stesso, si inceppa sulla spola oppure sulla via di trasferimento dinanzi all'organo tenditore a piattelli, con la conseguenza che, per effetto della forza di trazione prodotta dal dispositivo di erogazione del filo medesimo, il filo in questione risulta per breve tempo sottoposto ad una tensione più elevata.
Se, per effetto di questo aumento di tensione del filo, avviene un improvviso allentamento dell'azione di frenamento, di manifesta un cosiddetto "movimento a scatto" del filo. Con i noti organi tenditori a piattelli, questo movimento a scatto del filo, che quindi subisce un temporaneo allentamento, determina spesso la formazione di un'ansa laterale del filo medesimo su uno dei piattelli frenanti. Da ciò consegue che il dispositivo di erogazione del filo, producente l'ulteriore tiro del filo medesimo, determina la fuoriuscita del filo dalla sua posizione tra i piattelli frenanti, per cui successivamente il filo in questione continua a scorrere senza frenamenti accanto ai piattelli suddetti.
Per prevenire questa indesiderabile fuoriuscita del filo dalla sua posizione tra i piattelli frenanti, è noto l'accorgimento di disporre appositi elementi di guida del filo nello spazio compreso tra i piattelli medesimi, ove il filo in questione può essere introdotto ad esempio attraverso una apposita feritoia di guida. Alcuni esempi a tale riguardo sono descritti nei documenti DE-OS 3504 739 e DE-OS 3318 435. Tuttavia questi elementi di guida del filo, situati nel vano racchiuso dai piattelli frenanti, non accessibili dall'esterno od accessibili solo con grande difficoltà, determinano dei problemi di insudiciamento non superabili nella pratica, che limitano le possibilità d'impiego dell'intero organo tenditore a piattelli.
Siffatti problemi di insudiciamento si manifestano anche con un nodo organo tenditore per filo con effetto di auto-pulitura, noto dal documento DE-OS 3828762 nelle forme di attuazione (Figure 22 ÷ 24) in cui tra i piattelli suddetti è disposto un rullo di azionamento per i piattelli frenanti, operante nello stesso tempo come elemento di guida del filo ed azionato dal filo in movimento.
Per prevenire un'azione d'intaglio del filo in movimento sui piattelli frenanti, è necessario provvedere affinché gli stessi piattelli frenanti durante l'esercizio effettuino un movimento di rotazione nei confronti della via di scorrimento del filo suddetto. Particolarmente nel caso di un azionamento dei piattelli frenanti da parte del filo in movimento, prodotto con l'accoppiamento per attrito, esiste il pericolo che l'appoggio degli stessi piattelli frenanti sull'asse di supporto venga insudiciato da depositi di lanugine e di materiale dei mezzi di guida del filo, per cui i piattelli frenanti perdono la loro scorrevolezza.
La pratica mostra che la lanugine tende ad inserirsi tra i piattelli frenanti ed a depositarsi qui intorno all'asse di supporto. Il raggiungimento e l'eliminazione di questi accumuli di lanugine risultano difficili, perché un intasamento prodotto da questa lanugine nel vano racchiuso tra i due piattelli frenanti non è riconoscibile dall'esterno, ed anche può essere rimosso con mezzi meccanici solo in maniera molto dispendiosa. Tuttavia, se viene trascurata una tempestiva pulitura dell'organo tenditore, si giunge rapidamente ad un danneggiamento dei piattelli frenanti da parte del fil in movimento, e quindi alla necessità di sostituire l'intero organo tenditore per filo.
Per produrre in modo forzato una auto-pulitura costante dell'organo tenditore per il filo, è anche noto l'accorgimento di azionare in maniera obbligata i piattelli frenanti mediante una sorgente di comando esterna (documenti DE-OS 2758 334, EP 0 498464 A2). A tale scopo sono però necessari dei dispendiosi meccanismi di trasmissione con elevati rapporti di riduzione, che a loro volta danno nuovamente origine a depositi di lanugine, e costituiscono delle ulteriori fonti di inconvenienti.
E* particolarmente efficace l'accorgimento descritto nel documento EP 0499218 Al, consistente nell'impartire dei movimenti di oscillazione agli elementi frenanti a forma di dischi o piattelli, mediante un apposito dispositivo generatore di oscillazioni, detti movimenti essendo orientati preferibilmente in senso trasversale rispetto al comune asse di supporto degli elementi frenanti. Tuttavia un siffatto dispositivo per la generazione di oscillazioni non può essere provvisto in tutti i luoghi d'impiego di un organo tenditore per il filo, e ciò vale in particolare quando si tratta di effettuare il riallestimento di organi tenditori del tipo tradizionale su apparecchi o macchine preesistenti.
L'invenzione ha pertanto lo scopo di provvedere un organo tenditore per filo del tipo menzionato all'inizio, che con un semplice azionamento degli elementi frenanti mediante accoppiamento per attrito sia caratterizzato da una elevata sicurezza d'esercizio e da un eccellente effetto di autopulitura, e che offra la possibilità di impedire con mezzi semplici il suddetto indesiderabile fenomeno di fuoriuscita del filo.
Per l'assolvimento di tale compito, in base all' invenzione l'organo tenditore per filo è caratterizzato dal fatto che l'almeno un elemento frenante, in corrispondenza dei mezzi di supporto protendentisi attraverso la sua apertura centrale ed occupanti solo parzialmente il vano delimitato da questo, è montato su un luogo di supporto sul bordo interno dell'apertura situato in posizione eccentrica rispetto all'asse di rotazione.
In una forma di attuazione preferenziale, i due elementi frenanti presentano una apertura centrale, ed a tale riguardo essi sono montati girevoli sui mezzi di supporto in corrispondenza di un luogo di supporto sul bordo interno della rispettiva apertura. In tali condizioni, il bordo interno della apertura cilindrica può essere situato su un anello costituito da materiale riducente l'attrito e/o resistente all'usura. A tale riguardo, con il termine "anello" si intende tanto^un'apposita parte separata, inserita nella apertura centrale degli elementi frenanti, normalmente costituiti da acciaio o ceramica, quanto una forma di attuazione nella quale gli stessi elementi frenanti, almeno nella zona del bordo dell'apertura, sono provvisti di uno strato perimetrale costituito da un corrispondente materiale, in modo che questo strato formi il cosiddetto "anello".
Per effetto della loro sospensione al di fuori del centro di rotazione, lungo il bordo della apertura centrale non si forma, come ha mostrato la pratica, alcun deposito di lanugine tra gli elementi frenanti ed i mezzi di supporto. Invece le lanugini vengono costantemente trascinate via, e viene impedito un loro accumulo; esse vengono espulse attraverso l'apertura centrale relativamente grande, che a differenza di quanto avviene nelle condizioni di un asse di supporto passante, non risulta occupata dai mezzi di supporto.
Con il filo in movimento, gli elementi frenanti a forma di dischi o piattelli, in aggiunta al loro moto di rotazione intorno al loro asse, possono compiere un irregolare movimento pendolare intorno ad un asse estendentesi attraverso il loro luogo di supporto sul bordo interno della apertura centrale, per cui l'asse di rotazione di questi elementi frenanti non è fisso nello spazio, ma si muove nei confronti dei mezzi di supporto. Questo asse di rotazione si estende attraverso il centro di rotazione degli elementi frenanti a forma di dischi o piattelli, che preferibilmente forma nello stesso tempo il centro dell'apertura centrale, in particolare cilindrica.
Per evitare che gli elementi frenanti si stacchino involontariamente dai mezzi di supporto, è opportuno che agli stessi mezzi di supporto siano associati dei mezzi di battuta, limitanti la mobilità assiale di almeno uno degli elementi frenanti. Questi mezzi di battuta possono presentare almeno un elemento di battuta in posizione fissa, situato ad una certa distanza laterale dal rispettivo elemento frenante montato girevole, che in particolare dall'esterno può essere conformato in modo da sporgere sul contorno dell'associato elemento frenante.
In una configurazione pratica, l'elemento di battuta può essere conformato a guisa di un archetto con un varco che almeno parzialmente lascia libera l'apertura centrale dell'adiacente elemento frenante, per cui non viene impedito l'allontanamento delle lanugini. Questo archetto può essere costituito da materia plastica, oppure può anche essere un filo metallico opportunamente piegato. Per il resto, i mezzi di battuta possono far parte dei mezzi di supporto, anche se sono concepibili delle forme di attuazione nelle quali i mezzi di battuta comprendono propri elementi di battuta montati in modo a sé stante, oppure sono formati da parti costruttive già esistenti, come organi di ritegno e simili, o ancora sono disposti su parti siffatte.
I mezzi di guida del filo assicurano che il filo da frenare venga condotto regolarmente sul suo percorso tra gli elementi frenanti, ed a tale riguardo il percorso del filo è scelto in modo che, durante il movimento del filo stesso, si produca una componente risultante della forza di azionamento nella direzione periferica degli elementi frenanti, che garantisce un sicuro azionamento degli stessi elementi frenanti da parte del filo, mediante un accoppiamento per attrito. Fondamentalmente è concepibile disporre i mezzi di guida del filo al di fuori del contorno degli elementi frenanti, e quindi riservare l'apertura centrale esclusivamente alla sospensione eccentrica degli stessi elementi frenanti sui mezzi di supporto, e per l'allontanamento delle lanugini.
Tuttavia, in una forma di attuazione preferenziale, i mezzi di guida del filo sono disposti nella zona della apertura centrale tra gli elementi frenanti, per impedire una indesiderata fuoriuscita del filo dalla sua posizione tra i piattelli frenanti. A tale riguardo, la disposizione può essere realizzata in modo che i due elementi frenanti siano centrati assialmente dal filo in movimento, condotto in maniera obbligata dai mezzi di guida del filo medesimo.
I mezzi di guida del filo sono disposti all'interno dell'apertura centrale con un completo sfalsamento rispetto all'asse di rotazione degli elementi frenanti e/o nei confronti dei mezzi di supporto di questi. Per una semplificazione della struttura, essi possono anche essere disposti direttamente sugli stessi mezzi di supporto, tuttavia essi sono in ogni caso separati dal medesimo luogo di appoggio.
A differenza di quanto avviene nelle condizioni degli organi tenditori per filo del tipo convenzionale, ove l'asse passante centrale di supporto viene spesso utilizzato nello stesso tempo come elemento di guida del filo, con la conseguenza che direttamente sui luoghi di appoggio degli elementi frenanti viene prodotta un'abrasione da parte del filo, e si giunge alla formazione di depositi, con il nuovo organo tenditore a piattelli i luoghi di appoggio per il rispettivo elemento frenante e per i mezzi di guida del filo sono separati nello spazio l'uno dall'altro, e precisamente anche quando i due mezzi sono ricavati su un elemento comune, per esempio un archetto di filo metallico. La superficie dei mezzi di guida, utilizzata per condurre il filo, non ha alcun contatto diretto con gli elementi frenanti.
Condizioni costruttive particolarmente semplici si ottengono quando i mezzi di supporto presentano un archetto di filo metallico estendentesi attraverso l'apertura centrale dei due elementi frenanti, che porta il luogo di supporto ed è provvisto di una porzione di guida del filo. A tale scopo, l'archetto di filo metallico può presentare una piegatura sostanzialmente a forma di U, sul cui lato interno è ricavata la porzione di guida del filo. Nello stesso tempo, anche l'elemento di battuta già menzionato in precedenza, limitante la mobilità assiale del rispettivo elemento frenante, può far parte di questo archetto di filo metallico, formante i mezzi di supporto.
In dipendenza dal tipo e dalla struttura, ed anche dalla velocità del filo da frenare, può essere desiderabile variare il percorso del filo medesimo tra gli elementi frenanti, al fine di ottenere in questo modo una regolazione ottimale delle condizioni d'esercizio per l'organo tenditore del filo in questione. Per realizzare in modo semplice questa possibilità, i mezzi di guida del filo, situati nella apertura centrale del rispettivo elemento frenante, possono essere spostabili rispetto all'asse di rotazione dello stesso elemento frenante. Nella pratica, ciò può essere ottenuto ad esempio per il fatto che i mezzi di guida del filo presentano un elemento di guida, il quale è montato con possibilità di spostamento.
In una conveniente forma di attuazione, i mezzi di supporto ed i mezzi di guida del filo possono presentare una parte sagomata comune, sostanzialmente a forma di U, costituita per esempio da acciaio o ceramica, che in corrispondenza ad una parte a guisa di ponticello, collegante due fianchi tra loro, costituisce internamente una parte dei mezzi di guida del filo, ed a tale riguardo la parte sagomata è montata con possibilità di spostamento su un organo di ritegno in posizione fissa, ad esempio con possibilità di movimento angolare su un perno di supporto con asse parallelo alla parte
a ponticello.
In un'altra forma di attuazione, la disposizione può
essere realizzata in modo che i mezzi di supporto e/o i mezzi
di guida del filo presentino ogni volta uno spinotto pròtendentesi attraverso l'apertura centrale, ed a tale riguardo,
per rendere più agevole l'introduzione del filo, lo spinotto
dei mezzi di guida del filo può essere provvisto, alla sua
estremità libera, di una superficie obliqua per l'introduzione
del filo medesimo.
Poiché il nuovo organo tenditore per filo non presenta
un asse passante centrale di supporto per gli elementi
frenanti, sul quale può essere semplicemente infilata una
molla di pressione, i mezzi di carico, destinati a premere i
due elementi frenanti in modo cedevole l'uno contro l'altro,
debbono essere conformati in modo da tener conto della
configurazione costruttiva del nuovo organo tenditore per
filo. In linea di principio non è escluso utilizzare, nel
nuovo organo tenditore per filo, dei mezzi elastici opportunamente conformati e disposti come mezzi di carico, tuttavia
si ottengono condizioni costruttive molto semplici quando i
mezzi di carico sono conformati in modo da agire per via
magnetica.
A tale scopo, essi possono presentare almeno un anello
a magnetismo permanente, collegato ad un elemento frenante, X che è disposto in modo da circondare l'apertura centrale. Per poter regolare la forza di pressione agente tra gli elementi frenanti, in corrispondenza alle diverse necessità, i mezzi magnetici di carico possono essere spostabili. A tale scopo, almeno un anello a magnetismo permanente può essere realizzato con possibilità di spostamento in senso assiale, mediante una filettatura, nei confronti dell'elemento frenante ad esso associato. I mezzi di carico operanti per effetto magnetico permanente sono di per sé noti in altre forme costruttive di organi tenditori a piattelli per filo (documenti DE-PS 27 58 334, DE-OS 3318435, EP 0499 218 Al).
Poiché il nuovo organo tenditore a piattelli per filo non presenta parti che ne accrescano il fabbisogno di spazio rispetto agli organi tenditori di tipo tradizionale, ma è piuttosto caratterizzato da minori dimensioni d'ingombro, ed inoltre esso non richiede neppure degli appositi apparati di azionamento, ecc., esso è particolarmente adatto anche al riallestimento di apparecchi o macchine già esistenti, operanti con i noti organi tenditori per filo, in special modo nella tecnica della tessitura.
Nel disegno sono rappresentati alcuni esempi di attuazione dell'oggetto dell'invenzione. Sono mostrati:
nella Figura 1, un dispositivo erogatore di filo con un organo tenditore del filo in una prima forma di attuazione secondo l'invenzione, nella condizione di apprestamento per l'esercizio, in una vista laterale;
nella Figura 2 , l'organo tenditore per filo del dispositivo erogatore secondo la Figura 1, in una vista laterale ed in un’altra scala di rappresentazione;
nella Figura 3, il dispositivo erogatore di filo secondo la Figura 2, sezionato lungo la linea III-III della stessa Figura 2, in una vista nella direzione della sezione;
nella Figura 4, una seconda forma di attuazione di un organo tenditore per filo secondo l'invenzione, in una vista laterale ed in una rappresentazione corrispondente a quella della Figura 2;
nella Figura 5, l'organo tenditore per filo secondo la Figura 4, sezionato lungo la linea V-V della stessa Figura 4, in una vista nella direzione della sezione;
nella Figura 6, una terza forma di attuazione di organo tenditore per filo secondo l'invenzione, in una vista laterale ed in una rappresentazione corrispondente a quella della Figura 2;
nella Figura 7, l'organo tenditore per filo secondo la Figura 6, sezionato lungo la linea VII-VII della stessa Figura 6, in una vista nella direzione della sezione;
nella Figura 8, il dispositivo erogatore di filo secondo la Figura 6, sezionato lungo la linea VIII-VIII della Figura 7, in una vista nella direzione della sezione, in un particolare ed in un'altra scala di rappresentazione;
nella Figura 9, l'organo tenditore per filo secondo la Figura 8, in una vista nella direzione della freccia Z indicata nella Figura 8;
nella Figura 10, una quarta forma di attuazione di un organo tenditore per filo secondo l'invenzione, in una vista laterale ed in una rappresentazione corrispondente a quella della Figura 2;
nella Figura 11, l'organo tenditore per filo secondo la Figura 10, sezionato lungo la linea XI-XI della stessa Figura 10, in una vista nella direzione della sezione;
nella Figura 12, i due elementi frenanti di un organo tenditore per filo secondo l'invenzione, con un apparato per variare la forza di pressione agente tra gli stessi elementi frenanti, nella sezione trasversale assiale in vista laterale, e
nella Figura 13, un elemento frenante della disposizione secondo la Figura 12, in posizione smontata, in una vista laterale parzialmente in sezione assiale.
Il dispositivo erogatore di filo rappresentato nella Figura 1, destinato in particolare a macchine circolari per maglieria, presenta un organo 1 di ritegno il quale è allestito in modo da poter essere fissato, mediante una vite 2 di bloccaggio, all'anello di supporto di una macchina circolare per maglieria, indicato in 3. In questo organo 1 di ritegno, conformato a guisa di una struttura di alloggiamento, è montato girevole un albero 4, che sul lato inferiore dell'organo di ritegno porta un elemento di erogazione del filo, collegato rigidamente con esso ed avente la forma di un cosiddetto rullo 5 di avvolgimento, mentre sul lato superiore dello stesso organo di ritegno è accoppiato solidale in rotazione con una puleggia 6 per cinghia dentata. I dispositivi erogatori di filo, sistemati in maniera nota ad anello intorno al cilindro della macchina circolare per maglieria, vengono azionati in modo sincrono insieme mediante una cinghia dentata 7, con la quale è impegnata l'apposita puleggia 6.
Il rullo 5 di avvolgimento è conformato come gabbia a barrette; le particolarità della sua struttura sono descritte nel documento EP 0234208 Bl. Esso presenta un certo numero di barrette 8 distribuite in modo uniforme, ad eguali distanze radiali intorno al suo asse di rotazione, che presentano ciascuna una parte obliqua per l'arrivo del filo ed una parte 10 di appoggio del filo medesimo.
Sul lato anteriore dell'organo 1 di ritegno è disposto un organo tenditore 11 per filo, che è conformato come organo a piattelli, ed al quale viene condotto il filo 12, prelevato da una spola non ulteriormente rappresentata, e passante attraverso un occhiello 14 a collare, fissato all'organo 1 di ritegno mediante una apposita staffa 13, un raccoglitore 15 di nodi ed un uncino 16 di limitazione del filo. Lo stesso filo 12, uscente dall'organo tenditore 11, passa per un occhiello 17 d’imbocco, che mediante una apposita staffa 18 è fissato all'organo 1 di ritegno, ed il quale conduce il suddetto filo 12 nella zona della parte obliqua 9 di arrivo sul rullo 5 di avvolgimento.
Le spire di filo fermentisi in modo continuo sul lato di entrata, quando il rullo 5 di avvolgimento è posto in movimento, vengono condotte lungo le parti oblique 9 verso le zone 10 di appoggio del filo sulle barrette 8, ove esse sono deposte sotto forma di un avvolgimento 19 di filo, che viene trascinato sostanzialmente senza slittamenti dal suddetto rullo 5 di avvolgimento, per cui il filo 12 con velocità costante viene prelevato dalla spola ed è erogato ad un luogo di utilizzazione.
Lungo il percorso verso questo luogo di utilizzazione, il filo 12 scorre dall'avvolgimento 19, passando attraverso due uncini 21, 22 di uscita, disposti mediante una struttura 20 d'involucro sul lato inferiore dell'organo 1 di ritegno sul lato di uscita del filo dal rotolo 5 di avvolgimento, fra i quali il filo medesimo viene tastato da un sensore 23 di uscita. Sul lato di entrata del filo, tra l'organo tenditore 11 e l'occhiello 17 di entrata del filo medesimo, è provvisto un sensore 24 di entrata, che in modo analogo a quanto avviene per il sensore 23 di uscita è montato con possibilità di movimento angolare sull'organo 1 di ritegno, ed è collegato a mezzi di commutazione sistemati nello stesso organo 1 di ritegno, non rappresentati con altri particolari, che in corrispondenza ad un movimento angolare del sensore 24 di entrata oppure del sensore 23 di uscita, manifestantesi per effetto di un allentamento di tensione del filo, emettono un segnale di arresto della macchina.
Il dispositivo erogatore di filo fin qui descritto è già noto; esso costituisce un tipico esempio di applicazione per un organo tenditore 11, che in questo stesso dispositivo erogatore ha il compito di produrre un frenamento uniforme del filo 12 in arrivo dalla spola, affinché lo stesso filo 12 possa essere avvolto in modo continuo sull'apposito rullo con la necessaria tensione di avvolgimento.
Le particolarità dell'organo tenditore 11 per filo si possono rilevare in particolare dalle Figure 2 e 3:
L'organo tenditore 11 per filo presenta due elementi frenanti circolari 26, aventi la forma di due dischetti o piattelli frenanti. Ciascuno di questi elementi frenanti 26 ha una conformazione anulare, con un'apertura passante cilindrica coassiale 27. Essi sono costituiti da acciaio, materia plastica o ceramica, e presentano una superficie bombata liscia 28 di frenamento del dischetto, avente una forma toroidale, che eventualmente può anche essere provvista di uno strato di materiale resistente all'usura.
Con le loro superfici convesse 28 di frenamento del filo, i due elementi frenanti 26 sono premuti in modo cedevole l'uno contro l'altro in senso assiale mediante appositi mezzi di carico. Questi mezzi di carico sono costituiti ciascuno da un anello 29 a magnetismo permanente, il quale circonda l'apertura 27 ed è inserito nell'incavo 30 a guisa di scanalatura presente nell'elemento frenante 26, ed è collegato con questo. Un anello coassiale 31 di materiale resistente all'usura e/o riducente l'attrito, collegato con l'elemento frenante 26, con la sua parete interna sostanzialmente cilindrica 32 delimita l'apertura centrale 27. Questo anello 31 è opportunamente foggiato sull'elemento frenante 26, ed è utilizzato nello stesso tempo anche per il ritegno dell'anello magnetico permanente 29.
Nella zona della sua parete interna 32, l'anello 31 presenta delle smussature frontali in 33, 34 per cui, quando gli elementi frenanti 26 sono premuti assialmente l'uno contro l'altro nella posizione d'esercizio, le due smussature 33 situate esternamente formano parti di superfici anulari perimetrali d'appoggio, le quali sono inclinate in senso obliquo l'una verso l'altra con andamento verso l'interno, come si può osservare nella Figura 3 nella indicazione rappresentata da due linee tratteggiate 35,
I due elementi frenanti 26 a forma di dischetti o piattelli anulari sono montati girevoli su mezzi di supporto protendentisi attraverso la loro apertura centrale 27, i quali sono formati da un archetto 36 di filo metallico, che esercita una sollecitazione ogni volta solo su una piccola parte nelle aperture centrali 27, com'è mostrato nella Figura 2, per cui queste stesse aperture rimangono sostanzialmente libere.
Con una sua parte 37 di estremità, sostanzialmente piegata ad angolo retto, l'archetto 36 di filo metallico è alloggiato su un lato entro l'apposita scanalatura 39 di un elemento 40 di ritegno, ed attraverso questo esso è fissato mediante una vite 41 rigidamente ad un prolungamento 42 dell'organo 1 di ritegno. Sull'altro lato, ad un fianco orizzontale 38 fa seguito una parte 43 di archetto sostanzialmente piegata a forma di U che, partendo all'incirca dalla periferia degli elementi frenanti 26, si estende obliquamente verso l'alto ad una certa distanza laterale dall'adiacente parallelo elemento frenante 26.
Insieme al prolungamento 42 dell'organo 1 di ritegno, che con la sua parete interna 44 (Figura 3) si estende ad una certa distanza laterale dall'adiacente elemento frenante 26, la parte 43 di archetto forma dei mezzi di battuta per i due elementi frenanti 26, mediante i quali viene limitata la mobilità assiale degli stessi elementi frenanti 26, in modo che questi siano tenuti in maniera stabilmente composta sull'archetto 36 di filo metallico, senza essere ostacolati nella loro possibilità di rotazione.
Il fianco della parte 43 di archetto a forma di U, non connesso con il fianco diritto 38, è piegato lateralmente, per cui è realizzata una parte 45 di supporto estendentesi attraverso le due aperture centrali 27 degli elementi frenanti 26, che presenta una ingobbatura 46 orientata in modo all'incirca parallelo alla parte 43 di archetto (Figura 2) con andamento obliquo.
Le porzioni della parte 45 di supporto situate ai due lati della ingobbatura 46 sostanzialmente a forma di U, situata all'incirca nel centro tra gli elementi di battuta nella forma della parte 43 di archetto e del prolungamento 42, sul loro lato esterno rivolto verso l'alto (Figura 2) presentano ciascuna una superficie 47 di sostegno con curvatura sostanzialmente ad arco di circonferenza, contro la quale si appoggiano i due elementi frenanti 26 con la loro parete interna 32, formante parimenti una superficie di sostegno, e con gli smussi conici 34 dell'anello 31.
I due elementi frenanti 26 sono sospesi od appoggiati sulla superficie 47 di sostegno della parte 45 di supporto, in un luogo 48 (Figura 2) che si trova sull'asse verticale 49 passante per l'asse (ideale) 50 di rotazione degli stessi elementi frenanti 26, e che coincide con il centro geometrico dei suddetti elementi frenanti 26, sostanzialmente conformati come dischetti anulari circolari. Questo luogo 48 di supporto si trova sulla parete interna 32 dell'apertura centrale 27 negli elementi frenanti 26, in posizione eccentrica rispetto all'asse 50 di questi. Esso è localmente molto limitato, per cui gli elementi frenanti 26 possono compiere in caso di necessità un certo movimento pendolare intorno ad un asse passante per il luogo 48 di supporto, il quale si estende parallelamente all'asse 50 di rotazione.
Sul suo lato interno, l'ingobbatura 46 a forma di U costituisce dei mezzi di guida per il filo 12, che all'interno dell'apertura centrale 27 sono situati esattamente nel piano di contatto tra le due superfici 28 di frenamento del filo, e che sono disposti con un certo sfalsamento radiale tanto nei confronti dell'asse 50 di rotazione quanto rispetto al luogo 48 di supporto. Le superfici oblique d'imbocco, risultanti dalla conformazione della parte 45 di supporto e dalla ingobbatura 46, facilitano la manipolazione dell'organo tenditore nell' inserimento del filo, per cui anche un filo non correttamente inserito nell'esercizio scorre automaticamente entro la suddetta ingobbatura 46.
Mediante la ingobbatura 46, operante come porzione di guida del filo, lo stesso filo 12 in movimento viene condotto lateralmente in direzione assiale, per cui i due elementi frenanti 26 vengono centrati assialmente in modo obbligato per effetto del suddetto filo 12, passante tra le due superfici 28 di frenamento del filo degli elementi medesimi, e sulla parte 45 di supporto essi non possono subire spostamenti in maniera incontrollata, e venire a contatto con le parti fisse 43, 44.
I due elementi di battuta nella forma della parte 43 di archetto e del prolungamento 42, sporgenti dall'esterno oltre il contorno degli elementi frenanti 26, hanno solamente il compito di trattenere gli stessi elementi frenanti 26 in maniera stabilmente composta sull'archetto 36 di filo metallico.
Durante l'esercizio, il dispositivo erogatore di filo rappresentato nella Figura 1 viene leggermente deviato verso sinistra per effetto del filo in movimento attraverso l'occhiello 14 a collare sull'uncino 16 di delimitazione del filo stesso. Quest'ultimo scorre poi tra le superfici 28 di frenamento degli elementi 26, premute in modo cedevole l'una contro l'altra e producenti la richiesta forza di frenamento, perviene nell'apertura centrale 27, ove per effetto dell'ingobbatura 46 a forma di U, formante i mezzi di guida del filo, viene a sua volta leggermente deviato verso destra, ed infine, dopo un ulteriore passaggio attraverso le superfici frenanti 28, esso giunge all'occhiello 17 d'imbocco del filo.
Come si può rilevare dalle Figure 1, 2, l'ingobbatura 46 nella apertura centrale 27 è disposta in modo che il filo attraversi lateralmente, accanto all'asse verticale 49, i luoghi di bloccaggio formati dalle superfici 28 di frenamento del filo, per cui, con il filo 12 in movimento, sugli elementi frenanti 26 viene esercitata per accoppiamento ad attrito una forza di azionamento operante in direzione periferica, la quale fa girare gli stessi elementi frenanti 26 intorno al loro asse 50 di rotazione nel verso indicato dalla freccia 51 (Figura 2).
Poiché i due elementi frenanti 26 sono montati solamente in corrispondenza di un luogo 48 di supporto, situato ad una certa distanza al di sopra del suddetto asse 50 di rotazione, sulla periferia interna della loro apertura centrale 27, di dimensioni relativamente grandi rispetto ai mezzi di supporto, gli elementi frenanti 26 possono compiere il già menzionato piccolo movimento pendolare intorno al luogo 48 di supporto, ossia l'asse 50 di rotazione non è in posizione fissa nello spazio.
La seconda forma di attuazione dell’organo tenditore 11 per filo, rappresentata nelle Figure 4, 5, corrisponde sostanzialmente alla prima forma di attuazione descritta con riferimento alle Figure 1 ÷ 3. Pertanto le parti uguali sono indicate con gli stessi numeri di riferimento e non sono oggetto di nuove descrizioni.
Mentre nella prima forma di attuazione l'archetto 36 di filo metallico con la sua parte 43 forma direttamente un elemento di battuta assiale, nella seconda forma di attuazione l'archetto 36a di filo metallico è sostanzialmente ridotto alla sua parte 45 di supporto con l'ingobbatura 46, attraversante l'apertura centrale 27 dei due elementi frenanti 26. In luogo della parte 43 d'archetto, come elemento di battuta assiale è provvisto un archetto 52, eventualmente costituito anche da materia plastica, il quale è realizzato con un grande vano passante 53, ed in 54 è fissato al prolungamento 42.
Questo vano 53 si estende al di sopra dell'apertura centrale 27 dei due elementi frenanti 26, per cui anche su questo lato non possono impigliarsi delle lanugini, quando gli stessi elementi frenanti 26 sono sottoposti ad un getto d'aria compressa, nelle operazioni di pulitura periodica. L'archetto elastico 52 consente anche un agevole smontaggio degli elementi frenanti 26, e nello stesso tempo assicura questi ultimi contro la fuoriuscita.
Nell'impiego per fili 12 con differenti grossezze e caratteristiche d'attrito, è opportuno poter impostare in maniera ottimale la velocità di rotazione degli elementi frenanti 26 in base alle diverse proprietà del filo. Questa possibilità è offerta dalla terza forma di attuazione del nuovo organo tenditore 11 per filo, secondo la rappresentazione delle Figure 6 ÷ 9, ove gli elementi già illustrati sono nuovamente indicati con gli stessi numeri di riferimento riportati nelle Figure 1 ÷ 5, e non vengono ulteriormente descritti.
La regolazione della velocità di rotazione degli elementi frenanti 26, in dipendenza dalla velocità di scorrimento del filo, viene effettuata mediante una opportuna variazione di posizione della parte di percorso del filo medesimo, situata tra le superfici 28 di frenamento del filo in questione, nei confronti dell'asse verticale 49 intersecante l'asse 50 di rotazione.
A tale scopo, i mezzi di supporto per gli elementi frenanti 26 ed i mezzi di guida del filo sono ricavati su una parte sagomata 57 a guisa di perno, la quale presenta una sezione trasversale approssimativamente a forma di cuneo (Figura 9), ed è provvista al centro di una feritoia 58 di introduzione del filo, la quale è formata da due fianchi · laterali 59 e da una parte 60 a guisa di ponticello, collegante i fianchi suddetti, per cui nell' insieme si ottiene sostanzialmente una configurazione ad U.
La parte 60 a guisa di ponticello costituisce i mezzi di guida del filo, che sono situati nell'apertura centrale 27 degli elementi frenanti 26 con orientamento sul piano di contatto delle superfici 28 di frenamento del filo. I due fianchi 59 presentano le superfici 47a di sostegno, sulle quali è situato il luogo 48 di supporto, e queste superfici 47a di sostegno, estendentisi ai due lati della feritoia 58 di introduzione del filo, presentano sostanzialmente una forma parzialmente cilindrica circolare rispetto ad un asse 61 di spostamento angolare, che è definito da un perno cilindrico 62 ricavato su un lato, il quale si estende ad una certa distanza assiale dalla parte 60 a forma di ponticello.
Il perno 62 è montato girevole in un corrispondente foro 63 di supporto di un elemento 64 di ritegno, che è fissato con viti in 65 (Figura 7) al prolungamento 42 dell'organo 1 di ritegno. Attraverso il perno 62, un anello 66 di sicurezza ed una molla 67 a piattello, l'elemento sagomato 57 è serrato contro l'elemento 64 di ritegno. Esso presenta un nasello 68 d'arresto (Figura 8), il quale si impegna in un'apposita scanalatura 69 con corrispondenti incavi d'arresto sulla superficie frontale del suddetto elemento 64 d'arresto rivolta verso il-nasello in questione, e quindi blocca in posizione fissa l'elemento sagomato 57 nella sua posizione angolare ogni volta impostata.
Con l'ausilio di un utensile, ad esempio di un cacciavite, che viene inserito entro un intaglio 70 di regolazione del perno 62, la parte sagomata 57 può essere sollevata dal suo arresto sull'elemento 64 di ritegno, in opposizione alla pressione esercitata dalla molla 67 a piattello, e sul suo settore d'impostazione, indicato nella Figura 9, essa può essere spostata angolarmente lungo la scanalatura 69 di arresto fino alla posizione indicata con linee tratteggiate nelle Figure 8, 9, ove la parte 60 a forma di ponticello, costituente i mezzi di guida del filo, si trova più vicina all'asse verticale 49. In questo modo viene ridotto il momento torcente esercitato dal filo passante 12 sugli elementi frenanti 26, per cui decresce la velocità di rotazione degli stessi elementi frenanti 26, com'è indicato dalla freccia tratteggiata più corta 51a nella Figura 9.
Un'altra possibilità di configurazione dei mezzi di supporto per gli elementi frenanti 26, come pure dei mezzi di guida del filo, è illustrata nelle Figure 10, 11 sulla base di una quarta forma di attuazione del nuovo organo tenditore per filo. Gli elementi uguali a quelli presenti nelle forme di attuazione già illustrate sono indicati con gli stessi numeri di riferimento, e non vengono ulteriormente descritti.
In questa forma di attuazione, i mezzi di supporto ed i mezzi di guida del filo sono ogni volta conformati come spinotti cilindrici lisci 71, 72, i quali si protendono parallelamente all'asse attraverso all'apertura centrale 27 degli elementi frenanti 26, e ad una estremità sono ancorati nell'elemento 64 di ritegno, anche qui fissato con viti al prolungamento 42 dell'organo 1 di ritegno. Come si può rilevare dalla Figura 10, il primo spinotto più corto 71, che presenta la superficie 47b di supporto, è situato ad una certa distanza al di sopra del secondo spinotto 72, operante come mezzo di guida del filo. Sulla superficie 47b di sostegno è presente il luogo 48 di supporto.
La configurazione cilindrica liscia del primo spinotto 71 rende più difficile l'accumulo di lanugini e di residui di abrasione dei filati, ed agli elementi frenanti 26 consente un limitato movimento alterno sullo spinotto. Questo movimento alterno migliora l'effetto di auto-pulitura degli elementi frenanti 26 in rotazione, nella zona del luogo 48 di supporto.
Inoltre viene ridotto al minimo il pericolo di un effetto d'intaglio prodotto dal filo 12 in movimento, sull'altro spinotto 72 che costituisce i mezzi di guida del filo medesimo.
Per rendere più agevole l'introduzione del filo 12 nell'organo tenditore, il primo spinotto 71 presenta frontalmente in 73 una superficie inclinata verso l'esterno. Il filo da introdurre viene inserito tra i due elementi frenanti 26, e successivamente insieme a questi esso viene mosso assialmente nella direzione verso l'archetto 52, fin quando i due elementi frenanti 26 raggiungono una posizione nella quale il filo 12, passando sulla apposita superficie obliqua 73 rappresentata in Figura 11, può essere inserito nel vano compreso tra i due spinotti 71 e 72. La tensione del filo, esistente durante il movimento del filo medesimo, determina il centraggio dei due elementi frenanti in direzione assiale, e mantiene questi ultimi in una determinata zona tra l'elemento 64 di ritegno e l'archetto 52.
Nelle descritte forme di attuazione dell'organo tenditore 11 per filo, la forza di frenamento è stabilita con valore non variabile per effetto della progettazione degli anelli 29 a magnetismo permanente. Per la regolazione della forza di frenamento, in relazione a diversi tipi di filo da frenare, esisterebbe ora la possibilità di sostituire gli elementi frenanti 26, individualmente o come gruppo completo, con altri elementi frenanti 26, dotati di anelli 29 a magnetismo permanente i quali presentano differenti proprietà magnetiche.
La forma di attuazione degli elementi frenanti 26, rappresentata nelle Figure 12, 13, mostra una possibilità di fare a meno di questa sostituzione, dispendiosa tanto per le complesse operazioni di montaggio quanto per la necessità di tenere una riserva di parti sostitutive. Questi elementi frenanti 26a, individualmente od in combinazione, possono essere utilizzati in luogo degli elementi frenanti 26 nelle descritte forme di attuazione dell'organo tenditore 11.
Come si può rilevare dalle Figure 12, 13, nell' elemento frenante 26a l'anello 31a è provvisto di una filettatura esterna 74, nella quale è condotto l'associato anello 29a a magnetismo permanente con almeno un nasello 75 d'arresto. Sul suo lato superiore, l'anello 29a a magnetismo permanente è provvisto di incavi 76 per l'alloggiamento di un utensile adatto, mediante il quale è possibile produrre una rotazione dello stesso anello 29a a magnetismo permanente sull'anello 31a, e quindi variare la sua distanza assiale dalla superficie 28 di. frenamento del filo. La posizione assialmente più distante è rappresentata con linee a tratto e punto nella Figura 12.
Le forze di attrazione, agenti in direzione assiale tra l'anello 29a a magnetismo permanente e l'anello magnetico 29 con polarità opposta dell'altro elemento frenante 26, dipendono dalla distanza esistente tra i due anelli 29, 29a a magnetismo permanente, ed a tale riguardo sussiste una relazione quadratica tra l'entità della forza di attrazione e la distanza suddetta. Pertanto la forza di frenamento esercitata dall'organo tenditore sul filo in movimento può essere opportunamente regolata mediante una semplice rotazione dell'anello 29a a magnetismo permanente.
Gli incavi 77 d'arresto, provvisti nelle spire della filettatura 74 (Figura 13), nei quali si impegna un prolungamento del nasello 75 d'arresto dell'anello magnetico permanente 29a, rendono possibile un definito posizionamento dello stesso anello magnetico 29a, assicurando nello stesso tempo quest'ultimo contro una involontaria rotazione.
Le diverse forme di attuazione dell'organo tenditore 11 per filo sono state sopra illustrate in combinazione con un dispositivo erogatore di filo del tipo mostrato in Figura 1. S'intende naturalmente che questo organo tenditore può essere impiegato in tutte le applicazioni ove è necessario produrre un definito frenamento su un filo tessile o non tessile in movimento.

Claims (29)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Organo tenditore per filo con due elementi frenanti a forma di dischetti o piattelli, premuti in modo cedevole l'uno contro l'altro per effetto di mezzi di carico, fra i quali può esser fatto passare almeno un filo da sottoporre all'azione di frenamento, e dei quali almeno un elemento frenante presenta un'apertura centrale, ed è montato girevole su mezzi di supporto nella zona all'interno del suo contorno esterno, e dal filo passante per accoppiamento ad attrito può esser fatto girare intorno ad un asse di rotazione, e con mezzi di guida per il filo fatto passare tra gli elementi frenanti, caratterizzato dal fatto che 1'almeno un elemento frenante (26), in corrispondenza dei mezzi (45; 57; 71) di supporto protendentisi attraverso la sua apertura centrale (27) ed occupanti solo parzialmente il vano delimitato da questa è montato su un luogo (48) di supporto sul bordo interno dell'apertura (27) situato in posizione eccentrica rispetto all'asse (50) di rotazione.
  2. 2. Organo tenditore per filo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che i due elementi frenanti (26) presentano una apertura centrale (27), ed a tale riguardo essi sono montati girevoli sui mezzi di supporto in corrispondenza di un luogo (48) di supporto sul bordo interno della rispettiva apertura (27).
  3. 3. Organo tenditore per filo secondo la rivendicazione 1 o 2, caratterizzato dal fatto che il bordo interno della apertura cilindrica (27) è situato su un anello (31) costituito da materiale riducente l'attrito e/o resistente all'usura.
  4. 4. Organo tenditore per filo secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che ai mezzi (45; 57; 71) di supporto sono associati dei mezzi di battuta, limitanti la mobilità assiale di almeno uno degli elementi frenanti (26).
  5. 5. Organo tenditore per filo secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che i mezzi di battuta presentano almeno un elemento (43; 42; 52) di battuta in posizione fissa, situato ad una certa distanza laterale dal rispettivo elemento frenante (26) montato girevole.
  6. 6. Organo tenditore per filo secondo la rivendicazione 5, caratterizzato dal fatto che ogni elemento di battuta è conformato in modo da sporgere sul contorno dell'associato elemento frenante (26).
  7. 7. Organo tenditore per filo secondo la rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto che l'elemento di battuta è conformato a guisa di un archetto (43; 52) con un varco (53) che almeno parzialmente lascia libera l'apertura centrale (27) dell'adiacente elemento frenante (26).
  8. 8. Organo tenditore per filo secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che l'archetto (52) ha una conformazione elastica.
  9. 9. Organo tenditore per filo secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che l'archetto (43) è un elemento di filo metallico opportunamente piegato.
  10. 10. Organo tenditore per filo secondo una delle rivendicazioni 4 a 9, caratterizzato dal fatto che i mezzi (43) di battuta fanno parte dei mezzi (36, 45) di supporto.
  11. 11. Organo tenditore per filo secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che i mezzi di guida del filo sono disposti nella zona della apertura centrale (27) tra gli elementi frenanti (26).
  12. 12. Organo tenditore per filo secondo le rivendicazioni 2 ed 11, caratterizzato dal fatto che i due elementi frenanti (26) sono centrati assialmente dal filo (12) in movimento, condotto in maniera obbligata dai mezzi (46, 60) di guida del filo medesimo.
  13. 13. Organo tenditore per filo secondo la rivendicazione 11 o 12, caratterizzato dal fatto che i mezzi di guida del filo sono disposti all'interno dell'apertura centrale (27) con un certo sfalsamento rispetto all'asse (50) di rotazione.
  14. 14. Organo tenditore per filo secondo una delle rivendicazioni 11 a 13, caratterizzato dal fatto che i mezzi di guida del filo sono disposti all'interno dell'apertura centrale (27) con un certo sfalsamento rispetto ai mezzi (45; 57; 71) di supporto.
  15. 15. Organo tenditore per filo secondo una delle rivendicazioni 11 a 14, caratterizzato dal fatto che i mezzi (46) di guida del filo sono disposti sui mezzi (36, 45) di supporto.
  16. 16. Organo tenditore per filo secondo le rivendicazioni 2 e 15, caratterizzato dal fatto che i mezzi di supporto presentano un archetto (36, 36a) di filo metallico estendentesi attraverso l'apertura centrale (27) dei due elementi frenanti (26), che porta il luogo (48) di supporto ed è provvisto di una porzione (46) di guida del filo.
  17. 17. Organo tenditore per filo secondo la rivendicazione 16, caratterizzato dal fatto che l'archetto (36, 36a) di filo metallico presenta una piegatura (46) sostanzialmente a forma di U, sul cui lato interno è ricavata la porzione di guida del filo.
  18. 18. Organo tenditore per filo secondo le rivendicazioni 9 e 17, caratterizzato dal fatto che l'elemento (43) di battuta fa parte dell'archetto (36) di filo metallico, costituente i mezzi di supporto.
  19. 19. Organo tenditore per filo secondo una delle rivendicazioni 11 a 18, caratterizzato dal fatto che i mezzi (60) di guida del filo, situati nella apertura centrale (27), sono realizzati con possibilità di regolazione.
  20. 20. Organo tenditore per filo secondo le rivendicazioni 13 e 19, caratterizzato dal fatto che i mezzi (60) di guida del filo sono spostabili rispetto all'asse (50) di rotazione.
  21. 21. Organo tenditore per filo secondo le rivendicazioni 15 e 20, caratterizzato dal fatto che i mezzi di guida del filo presentano un elemento (60) di guida del filo medesimo, il quale è montato con possibilità di regolazione.
  22. 22. Organo tenditore per filo secondo le rivendicazioni 13 e 19, caratterizzato dal fatto che i mezzi di supporto ed i mezzi di guida del filo presentano una parte sagomata comune (57), sostanzialmente a forma di U, che in corrispondenza ad una parte (60) a guisa di ponticello, collegante due fianchi (59) tra loro, costituisce internamente una parte dei mezzi dì guida del filo, e che la parte sagomata è montata con possibilità di spostamento su un organo (64) di ritegno in posizione fissa.
  23. 23. Organo tenditore per filo secondo la rivendicazione 22, caratterizzato dal fatto che la parte sagomata (57) è montata con possibilità di movimento angolare su un perno (62) di supporto con asse parallelo alla parte (60) a ponticello.
  24. 24. Organo tenditore per filo secondo la rivendicazione 14, caratterizzato dal fatto che i mezzi di supporto e/o i mezzi di guida del filo presentano ogni volta uno spinotto (71; 72) protendentesi attraverso l'apertura centrale (27).
  25. 25. Organo tenditore per filo secondo la rivendicazione 24,.caratterizzato dal fatto che almeno lo spinotto (71) dei mezzi di supporto è provvisto, alla sua estremità libera, di una superficie obliqua (73) per l'introduzione del filo.
  26. 26. Organo tenditore per filo secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che i mezzi (29) di carico sono conformati in modo da agire per via magnetica.
  27. 27. Organo tenditore per filo secondo la rivendicazione ι ' 26, caratterizzato dal fatto che i mezzi di carico presentano almeno un anello (29) a magnetismo permanente, collegato ad un elemento frenante (26), che è disposto in modo da circondare l'apertura centrale (27).
  28. 28. Organo tenditore per filo secondo la rivendicazione 26 o 27, caratterizzato dal fatto che i mezzi magnetici di carico sono spostabili per variare la forza di pressione agente tra gli elementi frenanti (26).
  29. 29. Organo tenditore per filo secondo le rivendicazioni 27 e 28, caratterizzato dal fatto che almeno un anello (29a) a magnetismo permanente è realizzato con possibilità di spostamento assiale, mediante una filettatura (74), nei confronti dell'elemento frenante (26a) ad esso associato.
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