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lizzy
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martedì 13 gennaio 2026
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beninteso, presidente...
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Non servono un cast di eccezione o delle scenografie stupefacenti o ancora delle rocambolesche imprese per creare un buon prodotto.
E questo "Bentornato Presidente" ne è la prova provata.
Bisio è un grande artitsta. Non il solito comico "prestato al mondo della celluloide" (beh, aggettivo ormai demodè visto il predominio del digitale...) o il semplice guitto che per racimolare la paghetta si improvvisa qualunque cosa capiti.
Bisio è uno di quelli che "dove lo metti sta" e che sa sempre il fatto suo.
Se poi gli dai modo di estrinsecarsi al meglio, fornendo una trama adatta alle sue corde, beh... il piccolo capolavoro è servito.
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Non servono un cast di eccezione o delle scenografie stupefacenti o ancora delle rocambolesche imprese per creare un buon prodotto.
E questo "Bentornato Presidente" ne è la prova provata.
Bisio è un grande artitsta. Non il solito comico "prestato al mondo della celluloide" (beh, aggettivo ormai demodè visto il predominio del digitale...) o il semplice guitto che per racimolare la paghetta si improvvisa qualunque cosa capiti.
Bisio è uno di quelli che "dove lo metti sta" e che sa sempre il fatto suo.
Se poi gli dai modo di estrinsecarsi al meglio, fornendo una trama adatta alle sue corde, beh... il piccolo capolavoro è servito.
Parlare della trama del film mi pare inutile; volenti o nolenti siete tutti di fronte la realtà quotidiana di quel mondo di buffoni che fanno politica o di quella cerchia ristretta di speculatori che vive (o quantomeno cerca di farlo) sulle nostre spalle.
Questo film più che altro è una cronaca prestata alla commedia e quando si ride si ride amaro, giusto perchè si ride su fatti che vanno a toccare il più intimo tessuto sociale della nostra amata Patria.
Di tutto il film la parte a me meno piaciuta invece è proprio il siparietto nei titoli di coda: vedere quella bandiera e quelle frecce tricolori (ma di ben altri colori) non fa bene all'anima e non mi sembra alquanto verosimile (viste le vicissitudini che stanno vivendo comunque anche i nostri fratelli germanici).
Perchè loro alla fine non sono meglio di noi e il caro Belpaese non è secondo a nessuno.
(Quantomeno quello da dove provengo io...ahem...)
E leggere certi commenti inutili e sicuramente creati ad hoc per cercare di sminuire il titolo anche diminuendo il valore del gradimento... beh... fa rabbia.
Anche se, e ne sono convinta, chi ha un cervello e sa leggere comunque capirà cosa proviene da gente esperta e cosa da poveri depressi o prezzolati singoli.
Benvenuto, Bentornato...e perchè no, "Benedetto Presidente!".
Perchè non ci starebbe male un terzo capitolo...
(Ma per favore, ridateci la Smutniak! Che la Felnerbaum non è proprio cosa...)
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onufrio
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giovedì 26 marzo 2020
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peppino torna a roma
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A distanza di 8 anni dall'elezione a Presidente della Repubblica, Giuseppe Garibaldi vive sui monti in quel che sembra un quadro idilliaco della sua vita. In realtà non è proprio così, la moglie orami stanca di questa vita accetta le lusinghe del palazzo e si rituffa nel mondo della politica. Di conseguenza, il buon Peppino, per riconquistare la propria amata ritorna a Roma e si ritroverà per l'ennesima volta impegnato per il bene dell'Italia. Ma a che prezzo? Un inizio di commedia balbettante che si riprende strada facendo senza comunque toccare alti vertici di gradimento, e ancora meno di comicità. Ma in fin dei conti: era proprio necessario questo sequel?
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felicity
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venerdì 4 ottobre 2019
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una parodia che non aggiunge molto alla realtà
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Bentornato Presidente è un instant movie che duplica la realtà politica: la Lega Nord diventa Precedenza Italia, i 5 stelle il Movimento Candidi, il PD sovranità democratica. E Peppino Garibaldi la rappresentazione di Conte.
Si ride? No, quasi per niente.
Bisio ricalca il personaggio del film di Milani. La faccia dell’uomo comune che propone soluzioni semplici che possono cambiare il paese. Come pagare le tase. Quasi un James Stewart redivivo da un film di Frank Capra.
Il film non convince in parte perché la politica italiana ha perso nel tempo molto del suo appeal, ma soprattutto perché è una brutta copia, una parodia che non aggiunge nulla alla realtà che vediamo quotidianamente del “Prima gli italiani” e così via per intenderci.
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Bentornato Presidente è un instant movie che duplica la realtà politica: la Lega Nord diventa Precedenza Italia, i 5 stelle il Movimento Candidi, il PD sovranità democratica. E Peppino Garibaldi la rappresentazione di Conte.
Si ride? No, quasi per niente.
Bisio ricalca il personaggio del film di Milani. La faccia dell’uomo comune che propone soluzioni semplici che possono cambiare il paese. Come pagare le tase. Quasi un James Stewart redivivo da un film di Frank Capra.
Il film non convince in parte perché la politica italiana ha perso nel tempo molto del suo appeal, ma soprattutto perché è una brutta copia, una parodia che non aggiunge nulla alla realtà che vediamo quotidianamente del “Prima gli italiani” e così via per intenderci.
Insomma, non c’è niente da ridere e quest’uomo smosso unicamente dal suo amore per la moglie, da interessi privati e non dalla res publica, è per certi versi persino infastidente.
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vepra81
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venerdì 30 agosto 2019
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bentornata comicità
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Commedia italiana bella e divertente. Recitazione buona. Trama non stupida, ma originale in molte parti.
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elisa
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martedì 14 maggio 2019
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realistico
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Film molto carino e decisamente realistico. Consiglierei a tutti la visione perché potrebbe far aprire gli occhi sulla realtà che viviamo oggigiorno. Dopo la visione del film ho quasi immaginato di vedere un'Italia migliore... La speranza è l'ultima a morire.
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jlkbest72
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martedì 16 aprile 2019
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non riesce a replicare la spensieratezza del primo
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Il film cerca di "scimmiottare" in maniera poco riuscita il precedente episodio. A differenza del primo che manteneva una certa leggerezza nel personaggio Bisio forza la mano e rende la caricatura di se stesso poco credibile e poco brillante.
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maramaldo
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giovedì 11 aprile 2019
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mouchodrome
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Fermati, Claudio. L'abuso di satire e commedie all'italiana ha portato alla rovina fior di talenti. La gente accorre a vederti principalmente per reazione ad altri sermoni, continuamente reloaded, del pari inutili ma più colpevoli in quanto non fanno nemmeno sorridere.
Rischioso continuare con le macchiette anche se ben riuscite. L'Uomo del Colle (Antonio Petrucelli), saggezza e pacatezza quando dice sì. L'Orco Populista (Paolo Calabresi, più convincente come Iena), sketch di stagione. Mi è piaciuto il piccolo furbetto e sornione (Danilo Stella), ha un futuro? Una sola attrice, la perfettina Sarah Felberbaum (Janis). Donna che comanda su chi comanda.
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Fermati, Claudio. L'abuso di satire e commedie all'italiana ha portato alla rovina fior di talenti. La gente accorre a vederti principalmente per reazione ad altri sermoni, continuamente reloaded, del pari inutili ma più colpevoli in quanto non fanno nemmeno sorridere.
Rischioso continuare con le macchiette anche se ben riuscite. L'Uomo del Colle (Antonio Petrucelli), saggezza e pacatezza quando dice sì. L'Orco Populista (Paolo Calabresi, più convincente come Iena), sketch di stagione. Mi è piaciuto il piccolo furbetto e sornione (Danilo Stella), ha un futuro? Una sola attrice, la perfettina Sarah Felberbaum (Janis). Donna che comanda su chi comanda. Un esempio per il femminismo. Ce n'era di bisogno di questi personaggi e di altri che ormai frequentiamo da anni in pagliacciate e talk show più o meno divertenti?
P.S. Dimenticavo, "Mouchodrome", una perfidia francese. Indica una testa... lucida, ideale pista di atterraggio per... mosche. Non la prenderai a male, sei il primo a scherzarci. Immutati, affetto, stima e riconoscenza (per Zelig), solo un sommesso suggerimento, dacci un taglio a queste svolazzanti sciocchezzuole. Caveranno un ragno dal buco? Oddio, un'altra metafora, stavolta letale. Povere mosche.
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[+] si concordo su moouchodrome .....
(di angelitas)
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maurizio
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giovedì 11 aprile 2019
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bisio torna a zelig
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Pessimi i tuoi film e pieni di politica che non fa ridere
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lunedì 8 aprile 2019
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benvenuto presidente
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domenica 7 aprile 2019
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pessimo
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Menomale che ho visto il film durante i cinema days a 3€, non valeva nemmeno quelli.
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