Un Semplice Incidente, il film diretto da Jafar Panahi, prende avvio da un incidente notturno: Rashid (Ebrahim Azizi), in auto con la moglie incinta e la figlia, investe un cane. Si ferma, scende, verifica le condizioni dell'animale, lo abbatte e riparte. Poco dopo, l'auto si guasta. Una sosta presso un'officina gli fa incontrare Vahid (Vahid Mobasheri), un meccanico che riconosce in lui un dettaglio inquietante: il passo claudicante dell’uomo e il suono metallico della sua protesi. Quel suono lo riporta a un trauma mai elaborato.
Anni prima, Vahid era stato incarcerato per aver chiesto di essere pagato. In prigione era stato torturato da un uomo noto come "Gamba di Legno". Ora, convinto che Rashid sia quel torturatore, Vahid lo segue, lo aggredisce e lo rinchiude nel retro del suo furgoncino. Parte verso il deserto, deciso a seppellirlo vivo. Ma Rashid nega, e i dubbi iniziano a insinuarsi.
Per ottenere conferme, Vahid si mette in viaggio verso la città, coinvolgendo altri ex detenuti che, come lui, hanno subito torture. A bordo del furgone salgono un libraio, una fotografa, una sposa, il suo promesso e un operaio: tutti convinti di poter riconoscere il torturatore. Ma i pareri divergono, le certezze vacillano.
Il deserto diventa il teatro di una resa dei conti incerta, dove il confine tra giustizia e vendetta si fa sottile, e la memoria si rivela un terreno instabile
Il ritorno di Panahi è un altro gioiello di semplicità e straordinaria profondità che vanno avanti a braccetto. Una capacità di mettere in scena persone comuni e avvenimenti apparentemente banali e quotidiani che innescano una cascata di avvenimenti capaci di mettere in discussione la convivenza sociale dell'Iran, ma sempre più di noi tutti. Una scelta morale, in un contesto sempre più autoritario in tutto il mondo sono al centro del film più politico del regista, in cui si pone frontalmente contro chi applica la violenza e le torture di un regime liberticida. La prima scena e l'ultima sono l'emblema della grandezza di un vero maestro delle piccole cose.
Un Simple Accident: leggi la nostra recensione completa del film.
Un semplice incidente (Yek tasadof-e sadeh) è un film scritto e diretto da Jafar Panahi. Il film è una coproduzione tra Iran, Francia e Lussemburgo. La pellicola è stata presentata in anteprima al 78esimo Festival di Cannes, dove ha vinto la Palma d'Oro ed è stato inoltre selezionato come candidato francese per il Miglior Film Internazionale alla 98esima edizione degli Academy Awards. Nel cast compaiono Vahid Mobasseri, Mariam Afshari, Ebrahim Azizi, Hadis Pakbaten, Majid Panahi, Mohamad Ali Elyasmehr, Delnaz Najafi, Afssaneh Najmabadi e Georges Hashemzadeh.
Panahi ha girato il film in segreto, senza i permessi di ripresa da parte della Repubblica islamica. Arrestato nel 2022 dopo essere stato condannato dal regime iraniano a sei anni di reclusione nel 2010 e a 20 di interdizione dal lavoro, Panahi è stato poi rilasciato a febbraio 2023 dopo aver iniziato uno sciopero della fame. Nonostante il divieto di lavorare, Panahi ha continuato a portare avanti i suoi film in Iran, con un'uscita al cinema solo nelle sale estere.
Presentato in Concorso al Festival di Cannes 2025, dove ha vinto la Palma d'oro per il Miglior Film.
Film candidato per la Francia al premio Oscar 2026 per il Miglior Film Straniero.
Presentato in anteprima italiana alla Festa del Cinema di Roma 2025, dove il regista Jafar Panahi riceve il Premio alla Carriera, consegnato dal regista premio Oscar Giuseppe Tornatore.
| Attore | Ruolo |
|---|---|
| Vahid Mobasseri | Vahid |
| Ebrahim Azizi | Rashid |
| Mariam Afshari | |
| Hadis Pakbaten | |
| Majid Panahi | |
| Mohamad Ali Elyasmehr |
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