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ITTV990071A1 - Struttura di calzatura sportiva, particolarmente per la pratica delgrinding - Google Patents

Struttura di calzatura sportiva, particolarmente per la pratica delgrinding Download PDF

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ITTV990071A1
ITTV990071A1 IT1999TV000071A ITTV990071A ITTV990071A1 IT TV990071 A1 ITTV990071 A1 IT TV990071A1 IT 1999TV000071 A IT1999TV000071 A IT 1999TV000071A IT TV990071 A ITTV990071 A IT TV990071A IT TV990071 A1 ITTV990071 A1 IT TV990071A1
Authority
IT
Italy
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plate
sole
fact
correspondence
seat
Prior art date
Application number
IT1999TV000071A
Other languages
English (en)
Inventor
Roberto Gorza
Mirco Bergamin
Original Assignee
Benetton Spa
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Filing date
Publication date
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  • Footwear And Its Accessory, Manufacturing Method And Apparatuses (AREA)

Description

D E S C R I Z I O N E
La presente domanda ha per oggetto una struttura di calzatura sportiva, del tipo comprendente una tomaia ed una suola, la quale trova particolare utilizzo nella pratica del “grinding” che consiste essenzialmente nel saltare in corrispondenza ad esempio di corrimani o di muretti strisciando superiormente e trasversalmente ai medesimi.
Tale pratica oggi giorno è svolta utilizzando in particolare dei pattini con ruote disposte in linea tra loro in corrispondenza di un telaio usualmente conformato essenzialmente ad U: a tal fine il pattinatore compie un salto ad esempio sopra ad un corrimano disponendo trasversalmente al medesimo il telaio di supporto per le ruote e facendo strisciare le estremità inferiori delle ali libere di tale supporto sul corrimano stesso.
Un primo notevole inconveniente consiste nel fatto che il supporto per le ruote è soggetto ad una rapida usura, solo parzialmente limitata adottando delle predisposte piastre di raccordo tra dette ali libere del supporto che risultano intercambiabili una volta usurate.
II secondo inconveniente consiste nel fatto che tale pratica risulta assai pericolosa essendo eseguita in condizione di equilibrio precario e dato che in caso di caduta l'utilizzatore non trova una condizione di equilibrio nell'impatto con il suolo a causa della presenza delle ruote.
E' anche noto il Brevetto WO 9803092 A2 in cui è illustrata una calzatura presentante una tomaia a cui è associata una suola, a cui risulta inferiormente applicabile, in corrispondenza della zona dell'arco plantare, una piastra arcuata.
Pur consentendo tale soluzione la deambulazione e la pratica del grinding, si riscontra nella medesima ancora la presenza di alcuni inconvenienti, quali il rapido deterioramento della piastra durante la pratica del grinding che ne richiede la continua sostituzione, creando così un costo aggiuntivo per l'utilizzatore.
Non è ipotizzabile, sempre per questione di costi, l’utilizzo di una piastra in materiale altamente resistente all'abrasione, dato che il costo della piastra risulterebbe rilevante in relazione al costo globale della calzatura; inoltre essendo interessata durante la pratica del grinding la superficie laterale della piastra si avrà che le forze su di essa impressa si ripercuoteranno in corrispondenza dei punti di attacco alla suola, i quali dovranno essere opportunamente rinforzati, creando così possibili zone localizzate di elevata durezza.
Nelle soluzioni note illustrate lo scopo principale consisteva nel poter effettuare la pratica del grinding in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo, scivolando su una qualsiasi superficie più o meno regolare ed abrasiva quali tubi di metallo, bordi di marciapiedi in cemento, cornicioni in cemento o marmo, scalini in cemento o marmo ecc..
Però tali scopi non vengono raggiunti pienamente dalla tecnica nota illustrata in quanto sarebbe stato necessario utilizzare piastre o elementi di strisciamento specifici in funzione della particolare superficie su cui si effettua la pratica del grinding e quindi utilizzando materiali che offrono prestazioni anche assai diverse, queste essendo funzione anche del grado di finitura della superficie su cui la calzatura scivola dato che le dimensione e l entità delle asperità determinano il grado di usura della superfìcie di scivolamento della calzatura.
Si riscontra infatti come materiali più resistenti all’abrasione determinata dallo scivolamento siano i materiali metallici in genere che però risultano molto costosi ed oltre tutto aumentano in modo considerevole il peso globale della calzatura, la loro applicazione influendo notevolmente sui costi finali della stessa.
Si rileva inoltre come l utilizzatore in molte occasioni possa essere costretto a camminare su scalini, marciapiedi, dossi o comunque su superfìci non regolari che possono essere causa di pericolosi scivolamenti dovuti al contatto diretto di tale superficie con la piastra associata alla suola e non solamente con la suola.
Di fatto quindi la tecnica nota illustata può portare a condizioni di insicurezza per l’utilizzatore essendo la piastra causa di pericolosi infortuni.
Inoltre lo strisciamento in corrispondenza della superficie della piastra può portare ad un notevole e repentino riscaldamento della stessa a causa della elevata superficie a contatto ad esempio con il corrimano su cui si effettua la pratica del grinding.
La medesima richiedente è anche titolare della domanda TV98U000014 nella quale è illustrata una struttura di calzatura sportiva, particolarmente per la pratica del grinding, comprendente una tomaia a cui è associata inferiormente una suola, che si caratterizza per il fatto che su detta suola è ricavato, in corrispondenza della zona dell'arcoplantare, almeno uno scarico richiudibile mediante una piastra dotata di fianchi arrotondati e di almeno una sede longitudinale per almeno un rullo folle e parzialmente sporgente esternamente a detta piastra.
Compito principale di quanto forma oggetto della presente domanda è quindi quello di risolvere i problemi tecnici evidenziati, eliminando gli inconvenienti di cui alla tecnica nota citata e quindi escogitando una calzatura che possa essere utilizzata sia per la normale deambulazione sia per effettuare la pratica del grinding in condizioni di sicurezza e confortevolezza per Tutilizzatore nonché di effettuare tale pratica del grinding in condizioni ottimali in funzione della superficie su cui tale pratica viene svolta.
Nell'ambito del compito sopra esposto un altro importante scopo è quello di realizzare una calzatura che permetta di conseguire una ottimale esecuzione della pratica del grinding migliorando le prestazioni e generando un attrito limitato.
Ancora un importante scopo è quello di realizzare una calzatura in cui l’utilizzatore possa, in modo rapido e semplice, ottimizzarne l impiego in funzione della superficie su cui svolgere la pratica del grinding.
Un altro importante scopo è quello di ottenere una calzatura che permetta allutilizzatore, in caso di caduta durante la pratica del grinding, di riacquistare prontamente una condizione di equilibrio.
Non ultimo scopo è quello di realizzare una calzatura che risulti strutturalmente semplice, la stessa presentando costi realizzativi e di manutenzione contenuti.
Il compito e gli scopi sopra accennati, nonché altri che più chiaramente appariranno in seguito, vengono raggiunti da una struttura di calzatura sportiva, particolarmente per la pratica del grinding, comprendente una tomaia a cui è associata inferiormente una suola, che si caratterizza per il fatto che su detta suola sono ricavate, in corrispondenza della zona dell'arcoplantare e del tacco, almeno una prima ed una seconda sede, rispettivamente per il posizionamento in condizione operativa e non operativa, di almeno una piastra girevolmente fulcrata a detta suola.
Vantaggiosamente sono previsti mezzi atti a forzare detta piastra a posizionarsi nella condizione operativa.
Opportunamente sono previsti mezzi atti a bloccare temporaneamente detta piastra nella condizione non operativa.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi del trovato risulteranno maggiormente dalla descrizione dettagliata di alcune particolari forme di realizzazione, illustrate a titolo indicativo nelle allegate tavole di disegni in cui:
la figura 1 illustra, in una vista laterale, la struttura di calzatura;
la figura 2 illustra, in una vista in pianta, la struttura di calzatura nella condizione di piastra posta in condizione operativa;
la figura 3 illustra, in una vista analoga alla precedente, la calzatura con la piastra posizionata in condizione non operativa, la figura 4 illustra, in un particolare, la struttura di cui la figura precedente;
la figura 5 illustra, in una vista laterale parziale, la struttura di calzatura nella condizione di piastra non operativa;
le figure 6 e 7 illustrano, in una vista in pianta parzialmente sezionata, i mezzi atti a bloccare temporaneamente la piastra nella condizione non operativa;
le figure 8,9,10 e 11 illustrano, in viste analoghe a quelle di figura 1, 2, 3 e 4, un ulteriore forma realizzativa;
le figure 12, 13, 14 e 15 illustrano, in viste laterali e in pianta, una ulteriore forma realizzativa per una struttura di calzatura con un diverso posizionamento di una seconda piastra rispetto a una prima piastra associata alla suola;
le figure 16 e 17 illustrano, in viste laterali parzialmente' sezionate, la soluzione di cui alle figure da 12 a 15.
Con riferimento alle figure precedentemente citate si è indicata con il numero 1 una struttura di calzatura sportiva che trova particolarmente utilizzo nella pratica del grinding.
Tale struttura di calzatura risulta comprendere una tomaia 2 a cui risulta inferiormente associata una suola 3.
In corrispondenza di quest'ultima, ed in particolare nella zona 4 dell'arco plantare, è ricavata una prima sede 5 per una prima piastra 6 girevolmente associata trasversalmente alla suola 3.
Tale piastra 6 presenta preferibilmente una conformazione in pianta ad anello chiuso di larghezza ovviamente non superiore a quello della suola e presentante uno sviluppo arcuato per seguire la conformazione dell arcoplantare.
La prima sede 5 sarà quindi parimenti controsagomata alla piastra 6 in modo che quest’ultima risulti sporgere leggermente in modo da poter interagire ad esempio con un cordolo per la pratica del grinding.
La prima piastra presenta un primo lato 7 trasversale alla suola nella zona 4 dell’ arcoplantare, internamente cavo e sede per un perno 8 di fulcraggio in corrispondenza di un predisposto manicotto 9 sporgente dalla suola 3 in asse con il primo lato 7.
Vantaggiosamente tale primo lato 7 risulta opportunamente scaricato in corrispondenza del manicotto 9 il quale presenta una estensione longitudinale inferiore a detto primo lato stesso per consentire il posizionamento, assialmente al perno 8, di predisposti mezzi atti a forzare la piastra a posizionarsi in corrispondenza della prima sede 5.
Tali mezzi sono costituiti da una coppia di molle 10a, 10b poste coassialmente al perno 8 nelle zone attigue le estremità del manicotto 9, tali prime molle interagendo alle estremità con detto manicotto e detta piastra.
In corrispondenza della zona 11 del tacco è ricavata, in corrispondenza della relativa suola 3, una seconda sede 12 atta ad alloggiare la prima piastra 6 una volta ruotata circa di 180° rispetto alla condizione di posizionamento in corrispondenza della prima sede 5.
La seconda sede 12 presenterà quindi una conformazione tale da alloggiare completamente la prima piastra 6 all’interno della suola così da non rendere possibile l’interazione della seconda piastra con il suolo durante la normale deambulazione.
Di fatto, quindi, la seconda sede 12 presenta una profondità tale da alloggiare completamente al suo interno i lati della prima piastra interconnessi al primo lato 7 di fìilcraggio alla suola.
Sono inoltre previsti mezzi atti a bloccare temporaneamente la prima piastra nella seconda sede 12 e quindi, di fatto, in una condizione non operativa per la pratica del grinding.
Tali mezzi sono costituiti da un corpo scatolare 13, preferibilmente a forma di parallelepipedo, inserito in corrispondenza di una predisposta terza sede 14 ricavata longitudinalmente alla suola 3 a partire dal bordo perimetrale 15 del tacco in una zona soprastante la seconda sede 12.
Entro il corpo 13 è presente un cursore 16 mobile in contrasto con una coppia di molle 17a, 17b le quali forzano il cursore 16 a fuoriuscire esternamente al corpo scatolare oltre il bordo perimetrale 15 del tacco.
Inferiormente al cursore 16 sporge, attraverso una predisposta apertura 18 ricavata sul corpo scatolare 13 ed in corrispondenza di una quarta sede 19 ricavata sulla suola 3 perpendicolarmente alla terza sede 14, un uncino 20 atto ad impegnarsi temporaneamente con il secondo lato 21 della prima piastra 6 opposto al primo lato 7, come illustrato in figura 5.
In tale condizione di bloccaggio parte del cursore 16 sporge esternamente al bordo perimetrale 15 del tacco nel mentre le dimensioni della quarta sede 19 sono tali da consentire di conseguire uno spostamento assiale al cursore 16 tale da far disimpegnare l’uncino 20 dal lato 21 della prima piastra 6 la quale, cosi liberata, viene forzata dalle prime molle 10a, 10b a riposizionarsi in corrispondenza della prima sede 5.
Si è così constatato come il trovato abbia raggiunto il compito e gli scopi prefissati essendosi escogitata una struttura di calzatura che consente di all’utilizzatore di poter fare in modo di disporre la prima piastra 6 in una condizione operativa, in cui tale piastra interessa la prima sede 5, e quindi atta a consentire la pratica del grinding, variando la posizione in una condizione non operativa, in cui tale piastra risulta alloggiata completamente entro la seconda sede 12.
Tale soluzione comporta una maggiore sicurezza di utilizzo in quanto la piastra non può entrare in contatto con il terreno quando è nella condizione non operativa dato che l’uncino 20 trattiene la prima piastra 6 completamente all intemo della seconda sede 12 ricavata nella suola 3.
Il posizionamento della prima piastra nella condizione operativa è molto semplice dovendo l’utente solamente imporre una rotazione alla prima piastra stessa facendo interagire il lato 21 della medesima con l'uncino 20.
Quest’ultimo potrà presentare vantaggiosamente una superficie inclinata di interazione col lato 21 in modo da consentire, al posizionamento della piastra, un automatico scorrimento del cursore 16 all’interno della terza sede 14 a comprimere le seconde molle le quali poi ri sospingeranno l’uncino una volta completato l’alloggiamento della prima piastra nella seconda sede 12.
La soluzione illustrata consente all’utilizzatore di poter variare il tipo di piastra utilizzabile semplicemente sfilando il perno e sostituendo la prima piastra stessa con una di materiale più consono in funzione delle superfici in corrispondenza delle quali deve essere praticato il grinding.
Questo comporta un considerevole risparmio economico per il minor numero di sostituzioni delle piastre conseguentemente alla minore usura delle stesse grazie ad un più razionale impiego che evita l’utilizzo di materiali non idonei su superfici molto abrasive quali, ad esempio superfici in cemento mediante l’uso di piastre in materia plastica.
Naturalmente il trovato è suscettibile di numerose altre modifiche e varianti, tutte rientranti nell'ambito del medesimo concetto inventivo.
Così, ad esempio, nelle figure da 8 a 11 è illustrata una ulteriore forma realizzativa per una struttura di calzatura 101 la quale comprende, al pari della soluzione precedentemente illustrata, una prima piastra 106 girevolmente fulcrata a folle, in corrispondenza del lato 107, alla suola 103, tale prima piastra 106 risultando temporaneamente alloggiabile in una condizione di non attivazione entro una predisposta seconda sede 112 ricavata nella zona 1 11 del tacco.
A costituire la struttura di calzatura 101 concorre una seconda piastra 122 la quale risulta associata direttamente, ed eventualmente solidalmente, alla suola 103 in corrispondenza della zona 104 sottostante l'arco plantare, su detta seconda piastra 122 essendo ricavata una prima sede 105 per Γ alloggiamento della prima piastra 106.
Tale soluzione permette di conseguire un ulteriore vantaggio che è quello di disporre di almeno due materiali completamente diversi, e quindi con caratteristiche di scivolamento diverse, che possono essere liberamente selezionate da parte dell’utilizzatore semplicemente alloggiando la prima piastra 106 nella seconda sede 112 (questo consentendo di utilizzare la seconda piastra 122), o di posizionare la prima piastra 106 nella prima sede 105 (così da poter utilizzare per la pratica dei grinding la piastra 106 che sporgerà leggermente dalla seconda piastra 122).
Nelle figure da 12 a 17 è illustrata una ulteriore forma realizzativa per una struttura di calzatura sportiva 201 la quale prevede, nella zona 204 dell’ arcoplantare la presenza, in corrispondenza della suola 203, di una prima piastra 206, mobile rispetto alla suola 203, ed una seconda piastra 222 associata o resa solidale in corrispondenza della suola 203 stessa.
La seconda piastra 222 risulta vantaggiosamente interessare tutta la zona dell’ arcoplantare presentando una voluta curvatura atta a consentire l’ottimale pratica del grinding.
Tale seconda piastra 222 potrà quindi essere realizzata in materiale particolarmente resistente all’attrito in modo da essere eventualmente utilizzata su superfici particolarmente abrasive.
La prima piastra 206 risulta girevolmente e/o amovibilmente associabile in corrispondenza della seconda piastra 122; nella soluzione illustrata nelle citate figure la prima piastra 206 presenta una conformazione preferibilmente a farfalla e tale da poter essere posizionata longitudinalmente o trasversalmente alla seconda piastra 222 in posizioni rispettivamente di non utilizzo e di utilizzo per la pratica del grinding.
La prima piastra 206 presenta infatti le estremità terminali 223a, 223b leggermente arcuate e controsagomate ad una coppia di cordoli longitudinali 224a e 224b presenti lateralmente alla seconda piastra 222.
L’estensione della prima piastra 206 sarà quindi tale da consentire, nelle due posizioni precedentemente accennate, il completo occultamento della stessa all’interno della zona concava della seconda piastra 222 o la sovrapposizione delle estremità terminali 223a, 223b in corrispondenza dei, controsagomati cordoli 224a, 224b.
La selezione di tali due distinte posizioni avviene mediante l’utilizzo di predisposti mezzi costituiti ad esempio da un perno 208 conformato a T la cui testa 225 fa battuta in corrispondenza della prima piastra 206 ed il cui gambo 226 risulta passare in corrispondenza di un predisposto foro ricavato circa centralmente alla seconda piastra 122 e presentante alla estremità terminale un piatto 227 liberamente scorrevole in corrispondenza alla predisposta quinta sede 228 ricavata internamente alla suola.
Coassialmente al gambo 226 è posta, internamente alla quinta sede 228, una terza molla 229 atta a contrastare l’allontanamento della prima piastra dalla seconda.
Le conformazioni del perno sono tali da consentire all’utilizzatore, una volta impugnata la prima piastra 206, di poterla far fuoriuscire dalla zona concava della seconda piastra 122 e ruotarla in modo da disporla o longitudinalmente o trasversalmente alla seconda piastra stessa.
La terza molla 229 manterrà in condizione stabile la posizione prescelta che sarà di non attivazione se la prima piastra è disposta longitudinalmente alla seconda piastra 222 e di attivazione nel caso la disposizione sia in senso trasversale.
Anche tale soluzione raggiunge i compiti e gli scopi prefissati con l’aggiunta che risulta ancora più agevole per l utilizzatore modificare, in funzione della superficie su cui effettuare il grindìng, il tipo di piastra utilizzabile.
Anche i materiali nonché le dimensioni dei singoli componenti il trovato potranno essere i più pertinenti a seconda delle specifiche esigenze.

Claims (22)

  1. R I V E N D I C A Z I O N I 1) Struttura di calzatura sportiva, particolarmente per la pratica del grinding, comprendente una tomaia a cui è associata inferiormente una suola, che si caratterizza per il fatto che su detta suola sono ricavate, in corrispondenza della zona dell'arcoplantare e . del tacco, almeno una prima ed una seconda sede, rispettivamente per il posizionamento in condizione operativa e non operativa, di almeno una piastra girevolmente fulcrata a detta suola.
  2. 2) Struttura come alla rivendicazione 1 che si caratterizza per il fatto di comprendere mezzi atti a forzare detta almeno una piastra a posizionarsi nella condizione operativa.
  3. 3) Struttura come alla rivendicazione 1 che si caratterizza per il fatto di comprendere mezzi atti a bloccare temporaneamente detta piastra nella condizione non operativa.
  4. 4) Struttura come ad una o più delle rivendicazioni precedenti che si caratterizza per il fatto che si caratterizza dal fatto che in corrispondenza della zona dell’arco plantare è ricavata una prima sede per una prima piastra presentante in pianta una conformazione ad anello chiuso ed uno sviluppo arcuato a seguire l arcoplantare, detta prima piastra presentando un primo lato girevolmente associato trasversalmente a detta suola.
  5. 5) Struttura come alla rivendicazione 1 e 4 che si caratterizza per il fatto che detto primo Iato è internamente cavo ed alloggia un perno di fulcraggio ad un manicotto, sporgente da detta suola e contenuto in detto primo Iato.
  6. 6) Struttura come alle rivendicazioni 2 e 5 che si caratterizza per il fatto che detti mezzi sono costituiti da una coppia di prime molle poste coassialmente a detto perno e le cui estremità sono associate a detti manicotto e prima piastra per forzare quest’ ultima in corrispondenza di detta prima sede.
  7. 7) Struttura come alla rivendicazione 1 che si caratterizza per il fatto che su detta suola, in corrispondenza della zona del tacco, è ricavata una seconda sede atta ad alloggiare detta prima piastra a seguito di una sua rotazione dalla condizione di posizionamento in detta prima sede.
  8. 8) Struttura come alla rivendicazioni 1 e 7 che si caratterizza per il fatto che detta seconda sede è controsagomata a detta prima piastra che risulta ivi allogiabile a scomparsa.
  9. 9) Struttura come alla rivendicazioni 1 e 3 che si caratterizza per il fatto che detti mezzi sono costituiti da un corpo scatolare inserito entro una terza sede ricavata longitudinalmente a detta suola a partire dal bordo perimetrale di detto tacco in una zona soprastante detta seconda sede.
  10. 10) Struttura come alla rivendicazioni 1 e 9 che si caratterizza per il fatto che entro detto corpo scatolare è presente un cursore, mobile assialmente in contrasto con una coppia di seconde molle atte a forzare detto cursore a fuoriuscire esternamente a detto corpo scatolare oltre detto bordo perimetrale di detto tacco.
  11. 11) Struttura come alle indicazioni 1 e 10 che si caratterizza per il fatto che inferiormente a detto cursore sporge, attraverso una predisposta apertura ricavata su detto corpo scatolare ed in corrispondenza di una quarta sede ricavata su detta suola perpendicolarmente a detta terza sede, un uncino atto ad impegnarsi temporaneamente con il secondo lato di detta prima piastra opposto a detto primo lato.
  12. 12) Struttura come ad una o più delle rivendicazioni precedenti che si caratterizza per il fatto di comprendere una seconda piastra associata direttamente, eventualmente solidalmente, a detta suola in corrispondenza della zona sottostante l'arco plantare, su detta seconda piastra essendo ricavata una prima sede per l’alloggiamento di detta prima piastra.
  13. 13) Struttura come ad una o più delle rivendicazioni precedenti che si caratterizza per il fatto di comprendere, nella zona dell’arcoplantare, in corrispondenza di detta suola, una prima piastra, mobile rispetto a detta suola, ed una seconda piastra, associata o resa solidale in corrispondenza di detta suola stessa.
  14. 14) Struttura come alle indicazioni 1 e 13 che si caratterizza per il fatto che detta seconda piastra interessa la zona dell’arcoplantare presentando una voluta curvatura atta a consentire Γ ottimale pratica del grinding.
  15. 15) Struttura come alle indicazioni 1 e 13 che si caratterizza per il fatto che detta prima piastra è girevolmente e/o amovibilmente associabile in corrispondenza di detta seconda piastra.
  16. 16) Struttura come alle indicazioni 1 e 15 che si caratterizza per il fatto che detta prima piastra presenta una conformazione preferibilmente a farfalla e tale da poter essere posizionata longitudinalmente o trasversalmente a detta seconda piastra in posizioni rispettivamente di non utilizzo e di utilizzo per la pratica del grinding.
  17. 17) Struttura come alle indicazioni 1 e 16 che si caratterizza per il fatto che detta prima piastra presenta le estremità terminali leggermente arcuate e controsagomate ad una coppia di cordoli longitudinali presenti lateralmente a detta seconda piastra stessa, la estensione di detta prima piastra essendo tale da consentire, nelle posizioni di non utilizzo e di impiego, rispettivamente il completo occultamento della stessa aH’intemo della zona concava di detta seconda piastra o la sovrapposizione di dette estremità terminali in corrispondenza di detti, controsagomati, cordoli.
  18. 18) Struttura come alle indicazioni 1 e 17 che si caratterizza per il fatto che la selezione di dette due distinte posizioni avviene mediante l utilizzo di predisposti mezzi costituiti da un perno conformato a T la cui testa fa battuta in corrispondenza di detta prima piastra ed il cui gambo passa in corrispondenza di un predisposto foro ricavato circa centralmente a detta seconda piastra e presenta alla estremità terminale un piatto liberamente scorrevole in corrispondenza ad una predisposta quinta sede ricavata internamente a detta suola.
  19. 19) Struttura come alle indicazioni 1 e 18 che si caratterizza per il fatto che coassialmente a detto gambo è posta, internamente a detta quinta sede, una terza molla atta a contrastare l’allontanamento di detta prima piastra da detta seconda piastra.
  20. 20) Struttura come alle indicazioni 1 e 19 che si caratterizza per il fatto che la conformazione di detto perno è tale da consentire al l utilizzatore, una volta impugnata detta prima piastra, di poterla far fuoriuscire dalla zona concava di detta seconda piastra e ruotarla in modo da disporla o longitudinalmente o trasversalmente a detta seconda piastra stessa.
  21. 21) Struttura come alle indicazioni 1 e 20 che si caratterizza per il fatto che detta terza molla mantiene in condizione stabile la posizione di non attivazione di detta prima piastra se questa è disposta longitudinalmente a detta seconda piastra e di attivazione nel caso la disposizione sia in senso trasversale.
  22. 22) Struttura di calzatura come ad una o più delle rivendicazioni precedenti che si caratterizza per quanto descritto ed illustrato nelle allegate tavole di disegni.
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