ITTV990012U1 - Struttura di calzatura sportiva, particolarmente per la pratica delgrinding. - Google Patents
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Description
TC/9889D
“STRUTTURA DI CALZATURA SPORTIVA, PARTICOLARMENTE PER LA PRATICA DEL GRINDING"
DESCRIZIONE
La presente domanda ha per oggetto una struttura di calzatura sportiva, particolarmente utilizzabile per la pratica del grinding che consiste essenzialmente nel saltare in corrispondenza ad esempio di corrimani o di muretti strisciando superiormente e trasversalmente ai medesimi
Tale pratica risulta oggi giorno svolta utilizzando in particolare dei pattini con ruote disposte in linea tra loro in corrispondenza di un telaio usualmente conformato essenzialmente ad U: a tal fine il pattinatore compie un salto ad esempio sopra ad un corrimano disponendo trasversalmente al medesimo il telaio di supporto per le ruote e facendo strisciare le estremità inferiori delle ali libere di tale supporto sul corrimano stesso.
Un primo notevole inconveniente consiste nel fatto che il supporto per le ruote è soggetto ad una rapida usura, solo parzialmente limitata adottando delle predisposte piastre di raccordo tra dette ali libere del supporto che risultano intercambiabili una volta usurate.
Il secondo inconveniente consiste nel fatto che tale pratica risulta assai pericolosa essendo eseguita in condizione di equilibrio precario e dato che in caso di caduta l'uuilizzatore non trova una condizione di equilibrio nell’impatto con il suolo a causa della della presenza delle ruote.
Da ultimo si segnala come nella tecnica nota la pratica del grinding si ottenga per scivolamento: essa é quindi soggetta ad un attrito di tipo a strisciamento che rallenta comunque l'azione di scivolamento del pattino.
E' anche noto il brevetto US 5.388.350 in cui è illustrata una calzatura per il pattinaggio la cui suola presenta, lungo tutta la sua estensione longitudinale, una pluralità di rulli trasversali, equidistanti tra loro ed interposti tra un tampone anteriore ed un tampone posteriore atti a consentire la frenata.
Anche tale soluzione presenta alcuni degli inconvenienti precedentemente segnalati con l'aggravante che l'alto numero di rulli impiegati rende problematica l’azione di sterzata laterale a causa dell'elevato attrito sviluppato con il terreno che consente l'utilizzo della calzatura solo rispetto ad un determinato senso di marcia.
E' anche noto il Brevetto US 4.076.263 in cui è illustrato un pattino composto da una calzatura inferiormente alla quale è presente un telaio a cui risultano associate, nella zona anteriore e posteriore, delle sfere parzialmente fuoriuscenti inferiormente al telaio stesso.
Risulta cosi definito, nell'interspazio tra le due sfere, una zona, posta circa sotto l'arco plantare del piede, in corrispondenza della quale il pattinatore può svolgere la pratica del grinding: tale soluzione però comporta, a causa dello strisciamento sul telaio, una veloce usura del medesimo.
E' anche noto il Brevetto US 4.691.453 in cui è illustrata una calzatura per il pattinaggio, la quale risulta essere costituita essenzialmente da una tomaia con associata inferiormente una suola presentante, in corrispondenza delle sole zone del tacco e della punta, di una pluralità di sfere parzialmente sporgenti inferiormente alla suola stessa.
Tale calzatura non consente all'utilizzatore di impiegarla per la normale deambulazione, nè permette di essere utilizzata in modo efficace per la pratica del grinding, dato che verrebbe ad usurarsi notevolmente e rapidamente la zona della suola interessata ad esempio dal corrimano che va circa a posizionarsi nella zona dell'arco plantare.
E’ anche noto il Brevetto WO 9803092 A2 in cui è illustrata una calzatura presentante una tomaia a cui è associata una suola, a cui risulta inferiormente applicabile, in corrispondenza della zona dell'arco plantare, una piastra arcuata.
Pur consentendo tale soluzione la deambulazione e la pratica del grinding, si riscontra nella medesima ancora la presenza di alcuni inconvenienti, quali il rapido deterioramento della piastra durante la pratica del grinding che ne richiede la continua sostituzione, creando cosi un costo aggiuntivo per l'utilizzatore.
Non è ipotizzabile, sempre per questione di costi, l'utilizzo di una piastra in materiale altamente resistente all'abrasione in quanto il costo della piastra risulterebbe rilevante nel costo globale della calzatura; inoltre essendo interessata durante la pratica del grinding la superficie laterale della piastra si avrà che le forze su di essa impressa si ripercuoteranno in corrispondenza dei punti di attacco alla suola, i.quali dovranno essere opportunamente rinforzati, creando così possibili zone localizzate di elevata durezza che possono portare ad una diminuzione del comfort per l'utilizzatore durante la normale deambulazione. Lo strisciamento inoltre in corrispondenza della superficie della piastra può portare ad un notevole e repentino riscaldamento della stessa a causa della elevata superficie a contatto ad esempio con il corrimano su cui si effettua la pratica del grinding.
Compito principale di quanto forma oggetto della presente domanda è quindi quello di risolvere i problemi tecnici evidenziati eliminando gli inconvenienti di cui alla tecnica nota citata e quindi escogitando una calzatura che possa essere utilizzata sia per la normale deambulazione sia per effettuare la pratica del grinding in condizioni di sicurezza e confortevolezza per l'utilizzatore.
Nell’ambito del compito sopra esposto un altro importante scopo è quello di realizzare una calzatura che permetta di conseguire una ottimale esecuzione della pratica del grinding migliorando le prestazioni e generando un attrito limitato.
Ancora un importante scopo è quello di realizzare una calzatura che non risulti soggetta a notevole usura durante la pratica del grinding.
Un altro scopo è quello di ottenere una calzatura che permetta all'utilizzatore di migliorare la direzionalità.
Ancora uno scopo è quello di realizzare una calzatura che permetta di svolgere la pratica del grinding secondo angolature diverse oltre alla posizione trasversale.
Un altro importante scopo è quello di ottenere una calzatura che permetta all’utilizzatore, in caso di caduta durante la pratica del grinding, di riacquistare prontamente una condizione di equilibrio.
Non ultimo scopo è quello di realizzare una calzatura che risulti strutturalmente semplice, la stessa presentando costi realizzativi e di manutenzione contenuti.
Il compito e gli scopi sopra accennati, nonché altri che più chiaramente appariranno in seguito, vengono raggiunti da una struttura di calzatura sportiva, particolarmente per la pratica del grinding, comprendente una tomaia a cui è associata inferiormente una suola, che si caratterizza per il fatto che su detta suola è ricavata, in corrispondenza della zona dell'arcoplantare, almeno una cavità richiudibile mediante una prima piastra dotata di almeno una sede per una pluralità di sfere parzialmente sporgenti esternamente a detta prima piastra.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi del trovato risulteranno maggiormente dalla descrizione dettagliata di una particolare forma di realizzazione, illustrata nelle allegate tavole di disegni in cui:
la fig. 1 illustra, in una vista di tre quarti dal basso, la struttura di calzatura,
la fig. 2 è una vista operata secondo un primo piano di sezione trasversale a detta calzatura in corrispondenza di elementi di bloccaggio di detta piastra;
la fig. 3 è una vista operata su di un secondo piano di sezione trasversale a detta calzatura in corrispondenza di dette sfere.
Con riferimento alle figure precedentemente citate si è indicata con il numero 1 una struttura di calzatura sportiva che trova particolarmente utilizzo nella pratica del grinding.
Tale struttura di calzatura risulta comprendere una tomaia 2 a cui risulta inferiormente associata una suola 3.
In corrispondenza di quest<1>ultima, ed in particolare nella zona 4 dell'arco plantare, è ricavata una cavità 5 richiudibile mediante una controsagomata prima piastra 6.
Vantaggiosamente la prima piastra 6 presenta, in una sezione trasversale, una conformazione ondulata a definire bordi laterali longitudinali 7 ed 8 arrotondati per conseguire non solo l'ottimale raccordo alla suola 3 della tomaia 2 ma anche per permettere nell'effettuazione della pratica del grinding, che ad esempio il corrimano non interagisca direttamente con detta suola o tomaia.
La prima piastra 6 risulta amovibilmente associabile in corrispondenza della cavità 5 mediante predisposti mezzi di interconnessione quali, ad esempio, delle viti 9 associate alle suola 3 ed il cui gambo è girevolmente associabile in corrispondenza di predisposte seconde sedi ricavate sulla prima piastra 6.
Vantaggiosamente tra la suola 3 e la prima piastra 6 è interponibile una seconda piastra 10 che pemette di rendere l'intera struttura più rigida e resistente alle sollecitazioni imposte durante la pratica del grinding.
In corrispondenza della superficie della prima piastra 6 rivolta in direzione del suolo sono ricavate una pluralità di terze sedi 11, passanti, le quali presentano preferibilmente una conformazione in pianta circolare e risultano atte ad alloggiare predisposte sfere 12.
Vantaggiosamente le terze sedi 11 presentano un diametro che risulta costante a partire dall’estremità rivolta verso la suola 3 e che si restringe in corrispondenza dell'estremità 13 rivolta in direzione del suolo.
Questo consente l'inserimento delle sfere 12, le quali risultano parzialmente sporgere esternamente ed inferiormente alla prima piastra 6, come illustrato nelle figure 1, 2 e 3.
Vantaggiosamente le terze sedi 11 risultano alloggiare, unitamente alle sfere 12, anche predisposti inserti 14 aventi conformazione cilindrica e posizionati in dette terze sedi a partire dalla loro estremità attigua alla seconda piastra 10.
Tali inserti 14 sono preferibilmente realizzati in materiale antifrizione affinchè l ’attrito che si sviluppa durante la pratica del grinding tra la superficie inferiore di detti inserti e la affacciata superficie della sfera risulti il più basso possibile.
Tale soluzione consente, durante la pratica del grinding, di fare interagire, ad esempio con il corrimano od il muretto , direttamente le sfere che permettono all ' util izzatore di scivolare in modo ottimale essendo in presenza di attrito essenzialmente volvente o di rotolamento.
Il fatto inoltre che vi sia un rotolamento delle sfere evita la progressiva usura della prima piastra assicurando così una maggiore durata della calzatura ed una minore spesa nel tempo.
La presenza delle sfere inoltre consente di ottenere una migliore direzionalità della scivolata che potrà essere effettuata non solo in posizione trasversale,ma anche obliqua rispetto all'asse longitudinale della calzatura.
Si è così constatato come il trovato abbia raggiunto il compito e gli scopi prefissati essendosi escogitata una struttura di calzatura che può essere utilizzata sia per la normale deambulaiìone sia per la pratica specifica del grinding.
Inoltre l'utilizzatore potrà effettuare la pratica del grinding in condizione di ottimale sicurezza in quanto in caso di perdita di equilibrio o di caduta potrà riacquistare una condizione di equilibrio semplicemente appoggiando la calzatura sul terreno, conseguendo una ottimale e sicura presa grazie al fatto che la suola è di tipo usuale per la deambulazione nelle zone della punta e del tacco.
La pratica del grinding risulta inoltre assai facilitata grazie alla presenza delle sfere nella zona dell'arco plantare che permettono, sviluppando un'attrito di tipo volvente o di rotolamento, di conseguire una maggiore velocità di esecuzione e quindi di migliorare le prestazioni.
Risultando inoltre demandato alle sfere il contatto con, ad esempio, il corrimano od il gradino od il muretto non si ha usura della prima piastra se non eventualmente in corrispondenza dei. bordi longitudinali 7 ed 8.
La rimovibilità della prima piastra inoltre consente di utilizzare una soluzione con sfere di dimensioni e numero voluti.
Naturalmente i materiali nonché le dimensioni costituenti i singoli componenti della struttura potranno essere i piu pertinenti a seconda delle specifiche esigenze.
Claims (10)
- RIVENDICAZIONI 1) Struttura di calzatura sportiva, particolarmente per la pratica del grinding, comprendente una tomaia a cui è associata inferiormente una suola, che si caratterizza per il fatto che su detta suola è ricavata, in corrispondenza della zona dell’arcoplantare, almeno una cavità richiudibile mediante una prima piastra dotata di almeno una sede per una pluralità di sfere parzialmente sporgenti esternamente a detta prima piastra.
- 2) Struttura come alla rivendicazione 1 che si caratterizza per il fatto che in corrispondenza di detta suola è ricavato, nella 2ona dell'arco plantare, una cavità richiudibile mediante detta, controsagomata, prima piastra.
- 3) Struttura come alle rivendicazioni 1 e 2 che si caratterizza per il fatto che detto scarico presenta, in una sezione trasversale,una conformazione ondulata a definire bordi laterali longitudinali arrotondati definenti una protezione ed un raccordo per dette suola o tomaia.
- 4) Struttura come alle rivendicazioni 1 e 2 che si caratterizza per il fatto che detta prima piastra è amovibilmente associabile in corrispondenza di detta cavitào mediante predisposti mezzi di interconnessione quali delle viti associate a detta suola ed il cui gambo è girevolmente associabile in corrispondenza di predisposte seconde sedi ricavate su detta prima piastra.
- 5) Struttura come ad una o più delle rivendicazioni precedenti che si caratterizza per il fatto che tra dette suola e prima piastra è interponibile una seconda piastra atta a rendere l'intera struttura più rigida e resistente alle sollecitazioni imposte durante la pratica del grinding.
- 6) Struttura come ad una o più delle rivendicazioni precedenti che si caratterizza per il fatto che in corrispondenza della superficie di detta prima piastra rivolta in direzione del suolo sono ricavate una pluralità di terze sedi, passanti, le quali presentano preferibilmente una conformazione in pianta circolale e risultano atte ad alloggiare predisposte sfere.
- 7) Struttura come alle rivendicazioni 1 e 6 che si caratterizza per il fatto che dette terze sedi presentano un diametro che risulta costante a partire dall’estremità rivolta a detta suola e che si restringe in corrispondenza dell'estremità rivolta in direzione del suolo a consentire l'inserimento di dette sfere che risultano parzialmente sporgere esternamente ed inferiormente a detta prima piastra.
- 8) Struttura come alle rivendicazioni 1 e 7 che si caratterizza per il fatto che dette terze sedi alloggiano, unitamente a dette sfere, anche predisposti inserti aventi conformazione cilindrica e posizionati in dette terze sedi a partire dalla loro estremità attigua a detta seconda piastra.
- 9) Struttura come alle rivendicazioni 1 e 8 che si caratterizza per il fatto che detti inserti sono realizzati in materiale antifrizione affinchè l'attrito che si sviluppa durante la pratica del grinding tra la superficie inferiore di detti inserti e la affacciata superficie di una di dette sfere risulti il più basso possibile.
- 10) Struttura come ad una o più delle rivendicazioni precedenti che si caratterizza per quanto descritto ed illustrato nelle allegate tavole di disegni.
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