ITTV990049U1 - Elementi di protezione localizzata, del tipo con elevato grado diresistenza all'abrasione, particolarmente per l'abbigliamento tecnico - Google Patents
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Description
Brevetto per modello industriale di utilità
Titolo:
ELEMENTI DI PROTEZIONE LOCALIZZATA, DEL TIPO CON ELEVATO GRADO DI RESISTENZA ALL'ABRASIONE, PARTICOLARMENTE PER L'ABBIGLIAMENTO TECNICO-SPORTIVO ED I SUOI ACCESSORI.
DESCRIZIONE
Il presente trovato ha per oggetto degli elementi di protezione localizzata del tipo con elevato grado di resistenza all'abrasione, particolarmente per l'abbigliamento tecnico-sportivo ed i suoi accessori L'innovazione, trova particolare se pur non esclusiva applicazi nel settore dell'abbigliamento per la pratica del motociclismo, e comun degli «pori estremi su ruote: come la discesa in mountain bike, il free style su pattini a ruote in linea, ed altri ancora.
STATO DELL'ARTE
Sono noti i capi di abbigliamento tecnico per la pratica delle attività sportive. Ciascuno, solitamente, è particolarmente studiato per garantire maggiore comfort all'utilizzatore e al tempo stesso, per assicurare una certa efficacia protettiva alle parti del corpo.
In linea di massima, quasi sempre, questi capi di abbigliamento, in ordine con le peculiarità sopra esposte, si avvalgono in primo luogo di tessuti in concorso spesso con altri materiali più o meno innovativi, ottimizzati per consentire al corpo una buona climatizzazione, con ciò intendendo anche l'impermeabilità all'acqua.
Di questi, alcuni, hanno inteso andare oltre alle caratteristiche richiamate, in quanto sono anche pensati per proteggere dagli urti accidentali, durante la pratica sportiva, quelle parti del corpo ed in particolare la cute, che sono maggiormente esposte.
Si è osservato, così, in talune discipline, la nascita di particolari capi, come ad esempio giacche e pantaloni, i quali localmente, incorporano delle aree di protezione; delle aree, la cui localizzazione dipende dal genere di sport cui il capo è destinato.
Cosicché, ad esempio nella pratica del motociclismo, è certamente usuale, reperire delle giacche o dei pantaloni, sui quali, in corrispondenza dei gomiti per le prime e delle ginocchia per i secondi, si prevedono delle aree localmente irrigidite, rispetto al circostante materiale di rivestimento del corpo. Queste aree, solitamente, si ottengono cucendo o termosaldando degli inserti di spessoramento in determinati punti, in pratica vengono unite delle pezze di varia forma ed in materiale del tipo ad assorbimento d'urto. Questo materiale, in un primo tempo, poteva consistere in una pezza di cuoio, di maggiore spessore, poi via via sostituito con materiali plastici semi rigidi tipo gomme o schiume di polietilene, poi ancora rigidi tipo PVC, nylon ed altro, sino all'odierno impiego di forme sempre rigide ed associate al capo di vestiario, generalmente ottenute in fibra composita.
A questa prima tecnica di salvaguardia delle parti del corpo, diremo del tipo fissa, se n'è aggiunta una seconda del tipo rimovibile. Sono le classiche ginocchiere o le gomitiere, le quali, sostanzialmente differiscono dalle prime, in quanto, al termine dell'impiego in condizioni estreme, esse sono completamente dissociabili dal capo, ciò che consente una maggiore libertà di movimento. Questi accessori, usualmente, si compongono di una scocca, rigida, ottenuta in materiale plastico, conformata secondo la parte anatomica del corpo da rivestire, con l'intradosso, più o meno imbottito. Diverse, poi, sono le tecniche di fissaggio degli accessori al capo d'abbigliamento interessato. In un primo tempo, vi era la tendenza a preferire sistemi di aggancio tradizionali, tipo cinghioli ed altre tecniche poco sicure, dei sistemi i quali in un secondo tempo sono poi evoluti in sistemi a velcro od altri sistemi di ancoraggio rapido come per incastro o mediante viti, i quali indubbiamente, appaiono oggi molto più pratici.
Che il fattore protezione sia molto importante lo è noto agli amantidelie motociclette ad esempio di quelle da strada, sicché oggi è praticamente una necessità possedere un capo di siffatta manifattura.
L'appassionato, infatti, riesce ad apprezzare la propria moto unicamente nel momento in cui compie deile evoluzioni che non necessariamente coincidono con il significato letterale della parola, ma che per i terzi possono sembrare tali. Notoriamente, soprattutto la moto da strada, nell'esecuzione di una curva, tende ad inclinarsi, originando quella che in gergo si definisce una -piega-, ed è propria questa caratteristica che origina la convinzione di una conduzione assai spregiudicata. In realtà, questo movimento, può essere più o meno accentuato e dipende, sia dalla posizione assunta dal motociclista sia dalla velocità con la quale questo si appresta ad affrontare la curva. A prescindere dalla spericolatezza della manovra, è intuibile che anche il neofita, a cavallo della propria moto, ad esempio nel percorrere una strada di montagna, ricca di curve, si troverà nella condizione di produrne diverse, di pieghe, anche consecutive ed inavvertitamente, dipendendo unicamente dalla conformazione del percorso. Questo movimento, che possiamo definire a pendolo, origina poi una accelerazione laterale, provocando una piega appena controllabile verso l'interno della curva, la quale può produrre una extra-inclinazione della moto sino a ipotizzare il contatto al suolo delle appendici inferiori e sporgenti del telaio.
Se questa condizione di utilizzo è relativamente poco frequente per i neofiti, per il motociclista esperto, è ricorrente, non solo nella conduzione su strade di montagna, ma anche in percorsi tradizionalmente poco impegnativi, come ad esempio l’esecuzione in piano e a moderata velocità di una svolta a 90°. Infine, la piega è certamente la regola, nel motociclismo su pista, dove, l’esecuzione in velocità di curve e controcurve, ha l'effetto di provocare delle repentine extra-inclinazioni della moto, davvero esaltanti, si può dire al limite della tenuta di strada.
A causa di queste pieghe eccessive, ora da un lato ora dall'altro, è inevitabile che non solo alcune parti della moto, ma anche parti del corpo, vengano a contatto del suolo. Queste, per effetto della naturale posizione e del fatto che possono essere indotte dal pilota a sporgere fuori sagoma, vengono interessate da uno sfregamento anche prolungato, che comporta l'abrasione localizzata del capo d'abbigliamento, quindi delle sue protezioni che rivestono localmente alcune parti del corpo, solitamente maggiormente sporgenti. Notoriamente, queste parti, sono individuate, oltre che nella calzatura, all'altezza dell'articolazione del ginocchio, dei gomiti come delle spalle e a lato delle mani, ed è proprio per questo motivo che si realizzano le suddette protezioni. Il fenomeno descritto, ad esempio, è osservabile con particolare evidenza tra i piloti professionisti, i quali, come noto ed a causa dell'usura e delle lacerazioni, sostituiscono i propri capi di abbigliamento, praticamente ad ogni gara.
INCONVENIENTI
L'inconveniente piuttosto comune di tutte queste soluzioni protettive, tanto di quelle integrate nel capo d'abbigliamento, tanto in quelle del tipo rimovibile, deriva dal fatto che essendo di materiale plastico, hanno una ridotta resistenza all'usura, sicché esse, sin dai primi giri e dopo appena pochi contatti con il suolo, appaiono sostanzialmente consumate e prive di alcuna efficacia protettiva.
* Oltretutto, a causa dell'attrito che si verifica tra le due parti che vengono improvvisamente a contatto, non è affatto raro, rilevare l'improvviso distacco del dispositivo di protezione, talvolta con lacerazioni dell'Indumento, venendo meno ogni funzione.
Un secondo rilevante aspetto, è dettato dal fatto che a causa dell'attrito, che in caso di contatto, si origina tra corpo plastico di protezione e manto stradale, il pilota lo percepisce in maniera molto accentuata provocando l'immediato spostamento della parte dei corpo sollecitata. Oltre al dolore, questo brusco movimento modifica il bilanciamento corretto assunto prima di impostare la curva, con delle evidenti ripercussioni, negative, sull'assetto complessivo della moto.
Uno scopo del presente trovato è anche quello di risolvere i sopra citati problemi.
RIASSUNTO DELL'INVENZIONE
Questo ed altri scopi, vengono raggiunti con la presente innovazione secondo le caratteristiche di cui alle annesse rivendicazioni, risolvendo i problemi esposti mediante elementi di protezione localizzata del tipo a basso attrito, particolarmente per l'abbigliamento tecnico-sportivo ed i suoi accessori, comprendenti: almeno una struttura di protezione del tipo fissa al capo d'abbigliamento, o rimovibile essendo unita al capo d'abbigliamento mediante dei mezzi di reciproca ritenuta; detta struttura prevedendo almeno un supporto, sul quale è ottenuta monoliticamente da un lato, ovvero quello rivolto verso l'esterno, almeno un'asperità, la quale consìste in una sede emergente, dove all'interno è introdotto ed ancorato un corpo in materiale ad alta resistenza all'abrasione, detto corpo; eventualmente sostituibile, essendo sporgente con una estremità dalla rispettiva detta sede.
VANTAGGI
In tal modo, attraverso il notevole apporto creativo il cui effetto costituisce un immediato progresso tecnico, vengono conseguiti diversi vantaggi. Preliminarmente, è possibile citare il fatto che l'impiego di materiali a basso attrito e dunque quantomeno ad alta resistenza all'abrasione, consentono alla parte interessata dal dispositivo di protezione, quando a contatto, pressoché di scivolare sul manto stradale, senza subire abrasioni degne di nota.
Questa funzione, in caso di contatto con il suolo, permette al pilota di non diminuirne la percezione ed al tempo stesso, evita quei bruschi strappi e movimenti indesiderati che inducono il pilota a modificare l'impostazione della moto. Sostanzialmente, pertanto, essa partecipa a favorire il mantenimento corretto deH'impostazione, assunta al momento dell'entrata in curva, senza dare luogo ad indesiderati ed improvvisi spostamenti del baricentro.
Un secondo scopo, è quello di ridurre e limitare l'abrasione della superficie protettiva del capo d'abbigliamento, che incidentalmente tocca il suolo, salvaguardando al tempo stesso la cute ed il capo di vestiario. Vero è che in caso di utilizzo di materiali, dalla particolare durezza, come ad esempio l'acciaio o leghe tecniche, il consumo è pressoché inesistente, quanto la superficie protettiva tende praticamente a scivolare sul ma stradale.
Un terzo scopo, consiste nell'impedire il distacco del dispositivo dai capo 'd'abbigliamento. Questo vantaggio, viene conseguito per effetto del ridotto attrito del dispositivo con il suolo, il cui contatto favorisce lo slittamento, dunque non è cruento.
Un quarto scopo, consiste nel rendere possibile la realizzazione di un dispositivo mirato, ad alta capacità protettiva, che possa al tempo stesso formare anche parte integrante del capo d'abbigliamento, risultando unito, localmente nelle parti che con maggiore probabilità possono venire a contatto con il suolo, come ad esempio, le ginocchia, le spalle, i gomiti ed il fianco delle mani.
Questi, ed altri vantaggi appariranno dalla successiva particolareggiata descrizione di una soluzione preferenziale di realizzazione con l'aiuto dei disegni allegati.
BREVE DESCRIZIONE DEI DISEGNI
La Figura 1., rappresenta una vista laterale, di una struttura di protezione, in particolare, una ginocchiera, provvista sull'estradosso di una serie di elementi di protezione.
La Figura 2., è una vista parziale ed in prospettiva di un supporto per elementi di protezione, ricavato nella ginocchiera di cui in Figura 1 La Figura 3., è una vista laterale del supporto per elementi protezione, di cui in Figura 2.
La Figura 4. è una vista in sezione trasversale del supporto elementi di protezione di cui in Figura 3., presa secondo l'asse A-A di Figura 3.
Infine, la Figura 5., è una possibile vista ancora in sezione trasversale del dispositivo di cui in Figura 3., la quale rappresenta un diverso sistema di ancoraggio dei corpi a basso attrito.
DESCRIZIONE DI UN ESEMPIO DI REALIZZAZIONE
Si tratta, più in dettaglio, di una struttura di protezione, in particolare di una ginocchiera (A), alternativamente potendo essere anche una gomitiera od altro elemento di protezione di parti del corpo, del tipo provvista di una scocca rigida (1) ad ampia superficie, sostanzialmente a forma di conchiglia, unita sull'intradosso ad una imbottitura e del materiale più morbido (2), che debordando dalla stessa consente di adattarsi perfettamente alla parte del corpo interessata.
Sempre sull'intradosso (non illustrati) possono essere previsti dei mezzi di reciproca tenuta, quali ad esemplo mezzi ad incastro, viti, velcro ed altre tecniche equivalenti, le quali consentono alla ginocchiera (A) di essere unita al capo di abbigliamento, per poi al termine dell'impiego in condizioni sportive, essere rapidamente rimossa, consentendo di mantenere addosso il capo, migliorando il comfort deH'utiiizzatore.
Unicamente sul lato rivolto verso l'esterno della detta ginocchiera (A), ovvero sull'estradosso, sono previsti una serie di inserti (3), di materiale plastico o ferroso, ma anche carbonio, titanio o altre leghe tecniche, uniti alla scocca (1) in fase di realizzazione e dunque almeno ,, parzialmente annegati nella stessa.
Nel caso di specie, detti inserti (3), preferibilmente del tipo assorbimento d'urto, si dispongono longitudinalmente ed appaiono distribuiti pressoché a ventaglio, in modo tale da coprire l'ampia superficie della scocca (1), seguendo al tempo stesso delle linee tangenti, ipotetiche, di contatto con il suolo. Ciascuno dei detti inserti (3), si compone di un supporto (31 ) più o meno sviluppato longitudinalmente; dal quale emergono, essendo monolitici, dei ricettacoli (32), allineati ed equidistanti, aventi una conformazione cilindrica od anche conica. Eventualmente, al fine di ottimizzare la rigidità del supporto (31), può essere prevista longitudinalmente, una nervatura, la quale interessa diametralmente i singoli ricettacoli (32), concatenandoli.
Essendo internamente cavi, all'interno dei detti ricettacoli emergenti (32) sono alloggiati dei corpi (4), di materiale piuttosto duro e comunque a basso attrito, di modo che l'estremità (41), nel caso di specie semisferica, di ciascuno dei detti corpi, sporga sostanzialmente rispetto alla corrispondente sede (32).
La conformazione ed il materiale dei singoli corpi (4) associabili al supporto (3), può essere di diverso tipo purché venga rispettata la condizione di minimizzare l'attrito. Sicché, ad esempio per l'ancoraggio, da un lato possono essere utilizzate delle borchie, viti, rivetti, barre, tutti metallici, ma anche carbonio, titanio o altre leghe tecniche, sempre con l'estremità opposta(41) che sporge dalla sede (32), preferibilmente stondata. Altre soluzioni, ad esempio, possono prevedere delle sfere metalliche od anche ottenute in vetro, in questo caso parzialmente annegate oltre 180°, all'interno di ciascuna sede (32).
Nella soluzione descritta, si sono scelte due ipotesi di applicazione Nella prima, (Fig. 4), si tratta di un perno metallico, da un lato (41) emergente rispetto alla sede/ricettacolo (32), con una porzione semisferica, dall'altro, risultando con una base (42), annegata inferiormente al supporto (3). Nella seconda, (Fig. 5), in luogo della base annegata, si prevede una estremità filettata (43), di modo tale che i corpi (4) risultino così avvitabili al detto supporto (3). In questa ipotesi, all'interno di ciascuna sede (32) può essere prevista un'anima metallica, convenientemente filettata per accogliere e trattenere in sede il corpo (4).
In una terza ipotesi, il capo di abbigliamento interessato, può prevedere una struttura di portezione non più rimovibile dallo stesso. E‘ il caso in cui la detta struttura di protezione, nel caso di specie una ginocchiera, una gomitiera, un copri spalla, od una protezione per guanti, sia resa solidale, permanentemente, prevedendo la possibilità di unire, lo stesso, mediante cucitura, termosaldatura, od altro alia parte di abbigliamento interessata.
Una variante agli inserti (3), consiste nel prevedere un supporto (31) dal quale emerge anche solo un ricettacolo (32), non necessariamente di forma cilindrica, ma ad esempio sotto forma lineare, all'interno del quale è annegato o comunque impegnato un corpo (4), con una porzione (41) a basso attrito, sempre sporgente dal detto ricettacolo (32).
Claims (11)
- RIVENDICAZIONI 1. Elementi di protezione localizzata del tipo a basso attrito, particolarmente per l'abbigliamento tecnico-sportivo ed i suol accessori, comprendenti: almeno una struttura di protezione del tipo fissa al capo d'abbigliamento, o rimovibile essendo unita al capo d'abbigliamento mediante dei mezzi di reciproca ritenuta; caratterizzata dal fatto che detta struttura prevede almeno un supporto (31), sul quale è prevista da un lato, almeno una asperità (32); detta asperità (32) consistendo in una sede emergente, all'interno della quale è introdotto ed ancorato un corpo (4) in materiale ad alta resistenza all'abrasione, detto corpo (4) essendo sporgente con una estremità (41) dalla rispettiva detta sede (32).
- 2. Elementi di protezione localizzata, secondo la rivendicazione 1 caratterizzati dal fatto che unicamente sul lato rivolto verso l'esterno una ginocchiera o gomitiera (A), ovvero sull'estradosso, sono previsti u serie di inserti longitudinali (3), di materiale plastico o ferroso comunque materiale tecnico come carbonio o titanio, uniti alla scocca (1) in fase di realizzazione e dunque almeno parzialmente annegati nella stessa; detti* inserti (3), essendo costituiti da un supporto (31 ), dal quale emergono, essendo monolitici, dei ricettacoli (32), ed in cui all'interno dei detti ricettacoli emergenti (32) sono alloggiati dei corpi (4), di materiale piuttosto duro e comunque a basso attrito, di modo che l'estremità (41), di ciascuno dei detti corpi, sporga rispetto alla corrispondente sede (32).
- 3. Elementi di protezione localizzata, secondo le rivendicazioni 1. e 2., caratterizzati dal fatto che il supporto (31) dei detti inserti (3), è in materiale del tipo ad assorbimento d'urto.
- 4. Elementi di protezione localizzata, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzati dal fatto che gli inserti (3) sulla scocca (1 ) si dispongono longitudinalmente ed appaiono distribuiti, in modo tale da coprire la superficie della scocca (1), di un capo d'abbigliamento o struttura di protezione (A).
- 5. Elementi di protezione localizzata, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzati dal fatto che la conformazione ed il materiale dei singoli corpi (4) ancorabili al supporto (3), può essere di diverso tipo purché venga rispettata la condizione di minimizzare l'attrito, prevedendo delle borchie, viti, rivetti, barre, tutti metallici, ma anche in carbonio, titanio o altre leghe tecniche, sempre con l'estremità opposta(41) che sporge dalla sede (32), preferibilmente sfondata.
- 6. Elementi di protezione localizzata, secondo le rivendicazioni precedenti caratterizzati dal fatto che la detta struttura di protezione (A) è unita. stabilmente, alla parte di abbigliamento interessata.
- 7. Elementi di protezione localizzata, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzati dai fatto che il corpo (4) è dato da un perno o barra metanica o lega, da un lato (41) emergente rispetto alla sede/ricettacolo (32), con una porzione semisferica, dall'altro, risultando con una base (42), annegata inferiormente al supporto (3), alternativamente, prevedendo una estremità filettata (43).
- 8. Elementi di protezione localizzata, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzati dal fatto che la struttura di protezione essendo rimovibile dal capo di abbigliamento, prevede sul lato Interno dei mezzi di ancoraggio reciproco, di cui una parte, unita preventivamente alla stessa ed una parte di tenuta reciproca, alla porzione localizzata di capo di abbigliamento, come del velcro, o mezzi meccanici di ritenuta ad incastro o viti ed equivalenti.
- 9. Elementi di protezione localizzata, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzati dal fatto che un inserto (3), prevede un supporto (31) dal quale emerge anche solo un ricettacolo (32), del tipo secondo una conformazione lineare, all'interno del quale è annegato o comunque impegnato un corpo (4), con una porzione (41) a basso attrito, sempre sporgente dal detto ricettacolo (32).
- 10. Elementi di protezione localizzata, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzati dal fatto che i corpi (4), sono dati da sfere metalliche od anche ottenute in vetro, in questo caso parzialmente annegate, oltre 180°, all'interno di ciascuna sede (32).
- 11. Capo di abbigliamento provvisto di una struttura di protezione localizzata, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che nello stesso, almeno localmente è prevista l'unione di inserti del tipo
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