ITTV990030A1 - Dispositivo di protezione localizzata a basso attrito, particolarmenteper stivale tecnico finalizzato alla pratica dello sport del - Google Patents
Dispositivo di protezione localizzata a basso attrito, particolarmenteper stivale tecnico finalizzato alla pratica dello sport delInfo
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Description
Brevetto per invenzione industriale
Titolo:
DISPOSITIVO DI PROTEZIONE LOCALIZZATA A BASSO ATTRITO, PARTICOLARMENTE PER STIVALE TECNICO FINALIZZATO ALLA PRATICA DELLO SPORT DEL MOTOCICLISMO.
DESCRIZIONE
Il presente trovato ha per oggetto un dispositivo di protezione localizzata a basso attrito, particolarmente per stivale tecnico finalizzato alla pratica dello sport del motociclismo.
L'innovazione, trova particolare se pur non esclusiva applicazione nel settore dell'abbigliamento tecnico sportivo.
STATO DELL'ARTE
Una tipica calzatura da motociclismo, si compone di una tomaia, generalmente di cuoio e di grosso spessore, che interessa avvolgendo il piede anche buona parte della gamba, ed una suola, anch'essa generalmente di grosso spessore, ma ottenuta in diverso materiale, perloppiù plastico e sulla quale viene cucita la rispettiva tomaia. All'Interno, la calzatura prevede un sottopiede unito alla suola stessa, ed eventualmente una fodera, cucita sul lato interno della tomaia. In taluni casi, in luogo della classica fodera e localizzato solamente in alcuni punti, può essere previsto del materiale da imbottitura, tipo gomma piuma, od anche materiale plastico termoformato, il quale partecipa a rendere maggiormente comfortevole la calzatura.
Noto, è anche il fatto che il consumatore di tale accessorio, è tradizionalista, nel senso che, solitamente, è schivo nei confronti delle innovazioni tecnologiche, cosicché nella scelta del prodotto, opta per soluzioni di stivale più accurate sotto il profilo dei materiali impiegati, ad esempio privilegiando quelli con pellami di prima scelta, piuttosto che per la presenza di soluzioni tecniche.
Conseguentemente, è intuibile, come lo stivale da moto sia rimasto sostanzialmente immutato nel tempo, trascinando con se, per generazioni ed inevitabilmente, i problemi legati al suo utilizzo, talvolta in condizioni davvero estreme.
Per i non appassionati, è difficile comprendere lo spirito che anima il motociclista. Esso, ed in particolare quello da strada, riesce ad apprezzare la propria motocicletta unicamente nel momento in cui compie delle evoluzioni che non necessariamente coincidono con il significato letterale della parola, ma che per i terzi possono sembrare tali. Notoriamente, la moto, nell'esecuzione di una curva, tende ad inclinarsi, originando quella che in gergo si definisce una -piega-, ed è propria questa caratteristica che origina la convinzione di una conduzione assai spregiudicata. In realtà, questo movimento, può essere più o meno accentuato e dipende, sia dalla posizione assunta dal motociclista sia dalla velocità con la quale questo si appresta ad affrontare la curva. A prescindere dalia spericolatezza della manovra, è intuibile che anche il neofita, a cavallo della propria moto, ad esempio nel percorrere una strada di montagna, ricca di curve, si troverà nella condizione di produrne diverse, di pieghe, anche consecutive ed inavvertitamente, dipendendo unicamente dalla conformazione del percorso. Questo movimento, che possiamo definire a pendolo, origina poi una accelerazione laterale, provocando una piega incontrollata, la quale può produrre una extrainclinazione della moto sino a ipotizzare il contatto al suolo delle parti ed appendici inferiori più prossime al telaio.
Se questa condizione di utilizzo è poco frequente per i neofiti, per il motociclista pratico, è abbastanza ricorrente, non solo nella conduzione su strade di montagna, ma anche in percorsi tradizionalmente poco impegnativi, come ad esempio l'esecuzione a moderata velocità di una svolta a 90°. Infine, la piega è certamente la regola, nel motociclismo su pista dove, l'esecuzione in velocità di curve e controcurve, ha l'effetto di provocare delle extra-inclinazioni della moto, davvero esaltanti, si può dire al limite della tenuta di strada.
A causa di queste pieghe eccessive, ora da un lato ora dall'altro, e inevitabile che alcune parti della moto, come ad esempio le pedaliere od altre appendici, vengano a contatto del suolo. Ancora più esposte al contatto con il suolo, sono soprattutto alcune parti del corpo, le quali a causa della naturale posizione e del fatto che possono essere indotte a sporgere oltre misura, vengono interessate da uno sfregamento anche prolungato, che comporta l'abrasione localizzata del materiale di rivestimento. Notoriamente, queste parti, sono individuate nel puntale della calzatura, ovvero lateralmente, all'altezza dell'ultima falange verso l'esterno ma anche all'altezza del malleolo e dell'articolazione del ginocchio. Si può concludere pertanto, che queste parti, ed altre ancora, convenientemente interessate dall'abbigliamento tecnico, durante l'esecuzione della piega vengono dunque a contatto frequentemente con il manto asfaltato, che essendo ruvido quantomeno ne abrade localmente lo strato superficiale.
Il fenomeno descritto, ad esempio, è osservabile con particolare evidenza tra i piloti professionisti, i quali, come noto ed a causa dell'usura, al di là di ogni necessità promozionale, sostituiscono le proprie calzature ad ogni gara. La calzatura, infatti, o meglio lo stivale, è la parte maggiormente soggetta al contatto con il suolo, in quanto essa, appoggiando con la suola sui pedalini piuttosto arretrati, è naturalmente sollecitata a sporgere quantomeno con il puntale, inferiormente al telaio, e dunque, essa più vicina all'asfalto di altre parti del corpo.
In considerazione delle problematiche sopraesposte sono andati via via affermandosi sul mercato, dei dispositivi, cosiddetti -slider protection- i quali hanno lo scopo di proteggere localmente le parti delle calzature soggette a sfregamento. Questi dispositivi, sostanzialmente, constano di un corpo plastico, rigido, il quale da un lato, dispone di una conformazione tale da adattarsi per alcuni centimetri lungo il profilo esterno della calzatura, originando un rigonfiamento il cui estradosso presenta una superficie arrotondata. Al fine di assicurare il corpo plastico alla calzatura, e dunque renderlo all'occorrenza intercambiabile, solitamente si ricorre all'impiego del velcro, distribuito a tutta area su entrambe le superfici da accoppiare.
L'inconveniente di questa soluzione, deriva dal fatto che i tradizionali dispositivi di protezione, essendo di materiale plastico, hanno una ridotta resistenza all'usura, sicché essi, sin dai primi giri e dopo pochi contatti con il suolo, appaiono sostanzialmente consumati e privi di alcuna efficacia protettiva. Oltretutto, a causa dell'attrito che si verifica tra le due parti che vengono improvvisamente a contatto, non è affatto raro, rilevare il distacco del dispositivo di protezione, dallo stivale, venendo meno ogni funzione.
Un secondo rilevante aspetto, è dettato dal fatto che a causa dell'attrito che si crea tra corpo plastico e manto stradale, il pilota rileva in maniera molto accentuata il contatto, provocando l'improvviso spostamento del piede e dunque del corpo. Questo brusco movimento va a modificare il bilanciamento corretto assunto prima di impostare la curva, con delle evidenti ripercussioni negative sull'assetto della moto.
Uno scopo del presente trovato è anche quello di risolvere i sopra citati problemi.
RIASSUNTO DELL’INVENZIONE
Questo ed altri scopi, vengono raggiunti con la presente innovazione secondo le caratteristiche di cui alle annesse rivendicazioni, risolvendo i problemi esposti mediante un dispositivo di protezione localizzata a basso attrito, particolarmente per stivale tecnico, finalizzato alla pratica dello sport del motociclismo, comprendente un supporto rimovibile, essendo da un iato associabile alla calzatura mediante del mezzi di reciproca ritenuta, detto supporto prevedendo dal lato opposto ovvero sul lato esterno, delle asperità, consistendo in una pluralità di sedi all'interno di ognuna delle quali è introdotto ed ancorato un corpo in materìaje a basso attrito, detto corpo essendo sporgente con una estremità dalla detta sede.
VANTAGGI
In tal modo, attraverso il notevole apporto creativo il cui effetto costituisce un immediato progresso tecnico, vengono conseguiti diversi vantaggi. In primo luogo, è possibile citare il fatto che l'impiego di materiali a basso attrito, consente allo stivale pressoché di scivolare sul manto stradale, quando accidentalmente a contatto.
Questa funzione, in caso di contatto con il suolo, permette al pilota di non subire dei contraccolpi al piede, e di conseguenza, esso favorisce il mantenimento dell'impostazione corretta, assunta al momento dell'entrata in curva, senza causare bruschi spostamenti.
Un secondo scopo, è quello di ridurre e limitare il consumo della superficie che incidentalmente tocca il suolo, salvaguardando nel contempo il capo di abbigliamento. Per la verità, in caso di utilizzo di materiali, dalla particolare durezza, come ad esempio l'acciaio, il consumo è pressoché inesistente.
Un terzo scopo, consiste nel’impedire il distacco del dispositivo dallo stivale. Questo vantaggio, viene conseguito per effetto del ridotto attrito del dispositivo con il suolo, il cui contatto favorisce lo slittamento, e dunque non è cruento, comunque al punto tale da provocare il distacco dell'accessorio.
Un quarto scopo, consiste nel rendere possibile la realizzazione di un dispositivo, ad alta capacità protettiva, che possa formare parte integrante con la suola, risultando parzialmente annegato nella stessa.
Questi, ed altri vantaggi appariranno dalla successiva particolareggiata descrizione di una soluzione preferenziale di realizzazione con l'aiuto dei disegni allegati.
BREVE DESCRIZIONE DEI DISEGNI
La Figura 1., rappresenta una vista laterale, complessiva, di uno stivale al quale sono uniti dei dispositivi di protezione, localizzati rispettivamente lungo il puntale, all'altezza del malleolo e sopra gamba.
La Figura 2., è una vista schematica del complesso dei dispositivi di protezione associabili allo stivale di cui in Figura 1.
La Figura 3., è una vista in prospettiva di un dispositivo di protezione, in particolare di quello da unire lungo il puntale dello stivale La Figura 4., è una vista laterale del dispositivo di cui in Figura 3. La Figura 5., è una vista in sezione trasversale del dispositivo di cui in Figura 4., presa secondo l'asse A-A di Figura 4.
Infine, la Figura 6., è una possibile vista ancora in sezione trasversale del dispositivo di cui in Figura 4., la quale rappresenta un diverso sistema di ancoraggio dei corpi a basso attrito.
DESCRIZIONE DI UN ESEMPIO DI REALIZZAZIONE
Si tratta in dettaglio, di uno stivale (A), del tipo ottenuto da una tomaia (1), preferibilmente in pelle primo fiore, associata mediante cucitura perimetrale ad una suola monolitica in materiale plastico (2). Per quanto riguarda la tomaia (1), essa interessa la parte del piede e buona parte del tratto di gamba compreso tra il ginocchio ed il piede stesso, ottenendo di conseguenza un gambale piuttosto alto.
Nel caso di specie, lo stivale (A), unicamente sul lato rivolto verso l'esterno dello stesso, presenta numero tre dispositivi di protezione (B), ognuno localizzato in un corrispondente punto, il quale solitamente, può venire a contatto con il manto stradale. Un primo dispositivo di protezione (B<1>), è localizzato sulla porzione di suola, rivolta verso l'esterno e prossima al puntale, un secondo (B<2>) all'altezza del malleolo, ed un terzo (B<3>), sempre sul lato rivolto verso l'esterno ed in prossimità dell'imboccatura (11), per la calzata dello stivale.
Almeno uno dei suddetti dispositivi di protezione, è del tipo rimovibile. In questo caso, trattasi del dispositivo di protezione (B<1>), localizzato sulla porzione di suola, rivolta verso l'esterno e prossima al puntale. Esso, si compone di un supporto (3), ottenuto in materiale plastico come ad esempio poliuretano o nylon, con una sagoma ricurva, di modo tale da sposarsi al meglio alla conformazione laterale del puntale. Il lato (31) del supporto (3), è interessato da mezzi di ritenuta reciproci, che ne consentono l'unione alla corrispondente porzione di suola (2). Detti mezzi, nell'ipotesi descritta, consistono in del velcro, (4), di cui una parte (maschio o femmina) unita preventivamente al detto supporto (3) ed una parte corrispondente, alla porzione di suola (2). Dall'estradosso (32) del supporto (3), emergono dei ricettacoli (321), nel caso di specie quattro, allineati, ottenuti monoliticamente e dalla conformazione cilindrica. Ulteriormente, al fine di ottimizzare la rigidità del supporto (3), può essere inoltre prevista longitudinalmente, una nervatura (33), la quale interessa diametralmente i singoli ricettacoli (321), concatenandoli.
Essendo internamente cavi, all'interno dei detti ricettacoli (321) sono alloggiati dei corpi (5), di materiale piuttosto duro ed a basso attrito, di modo che l'estremità (51) dei detti corpi, sporga sostanzialmente rispetto alla corrispondente sede (321).
La conformazione ed il materiale dei singoli corpi (5) associabili al supporto (3), può essere di diverso tipo purché venga rispettata la condizione di minimizzare l'attrito. Sicché, ad esempio, possono essere utilizzate delle borchie, viti, rivetti, tutti metallici, ma anche altre soluzioni, in cui si prevedono delle sfere metalliche od anche ottenute in
Nella prima (Fig. 5), si tratta di un perno metallico, da un lato (51) emergente rispetto alla sede/ricettacolo (321), con una porzione semisferica, dall'altro, risultando con una base (52), annegata inferiormente al supporto (3). Nella seconda, (Fig. 6), in luogo della base
(5) risultino così avvitabili al detto supporto (3).
In una terza ipotesi, lo stivale (A) può prevedere il supporto (3) non più rimovibile dallo stesso. E‘ il caso in cui detto dispositivo (B) sia reso solidale, permanentemente, con il detto stivale (A), prevedendo la possibilità di annegare, lo stesso, almeno parzialmente lungo il perimetro ed in fase di fusione della suola. Alternativamente, come ad esempio per la soluzione di dispositivo di protezione (B<2>), lo stesso può essere cucito direttamente sulla tomaia (1).
Claims (11)
- RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo di protezione localizzata, a basso attrito, particolarmente per stivale tecnico, finalizzato alla pratica dello sport del motociclismo, comprendente un supporto (3), da un lato associabile alla calzatura (A) mediante dei mezzi di reciproca ritenuta, caratterizzato dal fatto d prevedere sul lato (32) rivolto verso l'esterno della calzatura (A), delle asperità, consistendo in una serie di corpi (5) in materiale resistente all'usura e dal basso attrito, detti corpi essendo sporgenti con una estremità (51) dal detto supporto (3).
- 2. Dispositivo di protezione localizzata, secondo la rivendicazione 1., caratterizzato dal fatto di prevedere sul lato (32) rivolto vers l'esterno della calzatura (A), delle asperità, consistendo in una pluralità di sedi (321) all'interno di ognuna delle quali è introdotto ed ancorato un corpo (5) in materiale resistente all'usura ed a basso attrito, detto corpo essendo sporgente con una estremità (51) dalla detta sede (321).
- 3. Dispositivo di protezione localizzata, secondo le rivendicazioni 1. e 2., caratterizzato dal fatto che si compone di un supporto (3), ottenuto i materiale plastico il cui lato (31) del supporto (3), è interessato da mezzi di ritenuta reciproci, che ne consentono l'unione alla corrispóndente porzione di suola (2), mentre dall'estradosso (32) del supporto (3), emergono dei ricettacoli (321), ottenuti monoliticamente e dalla conformazione cilindrica, all'Interno dei quali sono alloggiati dei corp (5), di materiale piuttosto duro ed a basso attrito, di modo che l'estremità (51) dei detti corpi, sporga sostanzialmente rispetto alla corrispondente sede (321).
- 4. Dispositivo di protezione localizzata, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il supporto (3) prevede alcuni ricettacoli {321), allineati, i quali sono interessati unitamente al supporto (3), da una nervatura longitudinale (33).
- 5. Dispositivo di protezione localizzata, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che i singoli corpi (5) associabili al supporto (3), sono delle borchie, viti, rivetti, tutti metallici, ma anche sfere metalliche od anche ottenute in vetro.
- 6. Dispositivo di protezione localizzata, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il corpo (5) è dato da un perno metallico, da un lato (51) emergente rispetto alla sede/ricettacolo (321), con una porzione semisferica, dall'altro, risultando con una base (52), annegata inferiormente al supporto (3), alternativamente , prevedendo una estremità filettata (53).
- 7. Dispositivo di protezione localizzata, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che almeno uno (B<1>) dei dispositivi di protezione (B), associati allo stivale (A) è del tipo rimovibile essendo, localizzato sulla porzione di suola, rivolta verso l'esterno e prossima al puntale.
- 8. Dispositivo di protezione localizzata, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il dispositivo di protezione (B<1>) essendo rimovibile dallo stivale (A), prevede sul lato interno (31) del velcro (4), di cui una parte (maschio o femmina) unita preventivamente al detto supporto (3) ed una parte corrispondente, alla porzione di suola (2).
- 9. Stivale provvisto di un dispositivo di protezione localizzata, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che presenta tre dispositivi di protezione (B), rispettivamente un primo (B<1>), localizzato sulla porzione di suola, rivolta verso l'esterno e prossima al puntale, un secondo (B<2>) all’altezza del malleolo, ed un terzo (B<3>), sempre sul lato rivolto verso l'esterno ed in prossimità dell'imboccatura (11), per la calzata dello stivale.
- 10. Stivale provvisto di un dispositivo di protezione localizzata, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che nello stess almeno parzialmente e lungo il perimetro ed in fase di fusione della suola, è annegato un dispositivo (B).
- 11. Stivale provvisto D di un dispositivo di p protezione localizzata, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che un dispositivo di protezione ( B <2 >) , è cucito direttamente sulla tomaia (1)
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