ITTV980040U1 - Asta-flex perfezionata per occhiali, del tipo con meccanismo dicedimento elastico a sfera. - Google Patents
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Description
ASTA-FLEX PERFEZIONATA PER OCCHIALI, DEL TIPO CON MECCANISMO DI CEDIMENTO ELASTICO A SFERA.
DESCRIZIONE
Il presente trovato ha per oggetto una asta-flex per occhiali, del tipo con meccanismo di cedimento elastico a sfera.
L'innovazione, trova particolare se pur non esclusiva applicazione nel settore della produzione di montature per occhiali e nella minuteria metallica per questi.
Stato del'arte.
Sono certamente note le montature per occhiali.
Alcune di . queste, prevedono II concorso di dispositivi cosiddetti asta-flex" o più semplicemente "flex", realizzati in prossimità dell'incernieramento, per consentire l'impegno elasticizzato a quella parte dell'occhiale, propriamente detta muso. Tale funzione, prevalentemente di estroflessione od extra-apertura dell'astina, ottenuta su entrambi i lati dell'occhiale, ha il vantaggio di conferire una maggiore vestibilità, in quanto le astine o stanghette meno premono in corrispondenza delle tempie, più sono facilmente sopportabili dal vasto pubblico, e conseguentemente risultando maggiormente adattabili alle diverse conformazioni anatomiche di ogni soggetto. Le aziende del settore, quindi, da tempo si sono orientate in tal senso, con lo scopo principale di ricercare delle soluzioni innovative e migliorative, sia in termini di funzionamento che soprattutto di dimensioni.
Ad esempio, una tradizionale astina o stanghetta elasticizzata, che ha trovato largo consenso nel pubblico consumatore, è costituita dal brevetto europeo n.79400087.7. Nella stessa, si descriveva una cerniera elastica per montatura di occhiali, essenzialmente costituita da una scatola, associata di lato all'astina, di contenimento di un mezzo tirante coassiale alla detta scatola, ed in cui la parte terminale del tirante è filettata, sulla quale si avvita una bussola che assicura il posizionamento di una molla, mentre dall'altro lato è in battuta all'interno di una sede ricavata nella detta scatola.
Naturalmente, molti sono i ritrovati che hanno seguito questa prima proposta, con lo scopo di migliorare e perfezionare maggiormente dal funzione flex dell'astìna, e tra questi, ne nominiamo solo alcuni come riferimento per lo stato dell'arte. E' il caso del modello di utilità n.181221, avente per oggetto una cerniera perfezionata per l'articolazione ad una montatura di occhiali di un'asta elasticamente divaricabile, in cui si prevede un supporto squadrato annegato nella montatura, sul quale si impernia un supporto anch'esso squadrato costituente spallameno per la compressione di una molla. Od anche del brevetto italiano n. 1 147 198, il quale ha per oggetto una stanghetta per occhiali ad incernieramento elastico, in cui l'estremità della stanghetta comporta un blocchetto forato assialmente entro il quale si infila una estremità di connessione della cerniera. Proseguendo con un diametro ridotto, supporta infilata una lamina spigolata che si incastra entro la foratura mentre posteriormente a questa è prevista una molla elicoidale di tensione bloccata all'estremità dell'elemento con una ghiera filettata. In tal caso si consente l'apertura elastica della stanghetta secondo un determinato angolo mediante cedimento elastico dell'attacco di cerniera.
Gli inconvenienti riscontrabili, e comuni alle soluzioni citate, sono riferibili esclusivamente alla complessità dei dispositivi utilizzati, ciò che ha comportato, oltremodo, un sovradimensionamento nel suo complesso del dispositivo flex. Inoltre, nonostante svolgano egregiamente il proprio compito, determinano non pochi problemi in fase esecutiva, da un lato per quanto riguarda la realizzazione degli innumerevoli componenti di precisione, dall'altro nel loro assemblaggio, in definitiva incidendo in misura considerevole sui tempi e sui costi di realizzazione del dispositivo Scopo principale delle aziende del settore, quindi, è stato quello di giungere all'esecuzione di dispositivi di elasticizzazione dell'astina, che, pur essendo maggiormente contenuti dimensionalmente, offrissero una ricercata funzionalità mirando nel contempo a ridurre i componenti, facilitandone l'assemblaggio ed abbattendo i costi.
Nel settore, piuttosto affollato di dispositivi flex, trovano una certa collocazione anche altri meccanismi, i quali concettualmente differiscono in misura sostanziale dai precedenti pur conseguendo la medesima funzione. Ci riferiamo più in particolare nei confronti di quelli cosiddetti a sfera, i quali, traggono sostanzialmente origine da due brevetti nazionali (Luxottica), rispettivamente n.ri 1137027, e 1153126. In buona sostanza, nel primo di questi, il n. 1137027, l'estensore descrive un “elemento di collegamento, particolarmente per cerniere elastiche applicabili a montature di occhiali in materia plastica, il quale comprende un corpo a forcella, alloggiabile in vista, per tutta la sua lunghezza, in un insellamento, definito all'estremità di un'astina, ed atto a fungere da sede di alloggiamento per dei mezzi di contrasto elastico, agenti su un elemento a camma, solidalmente previsto sulla parte frontale di una montatura. Il corpo a forcella definisce, ad una sua estremità, un elemento a forcella, accoppiabile per ìncernieramento al suddetto elemento a camma e, all'altra estremità, una sede ad incastro, accoppiabile a cavallo dell'anima metallica, inserita nell'astina". Infine, nel brevetto n. 1153126, il medesimo richiedente, descrìve un procedimento di realizzazione di astine, il quale consiste nel tagliare una barra, di profilato metallico, nella lunghezza di un'astina, nell'eseguire in corrispondenza di una estremità di una tati barra un foro assiale, interessante una prima porzione della suddetta barra, ove vengono alloggiate la molla e la sferetta realizzanti il nodo elastico, nell'assottigliare la suddetta barra nella sua porzione mediana e nel rendere sostanzialmente filiforme l'estremità terminale di quest'ultima.
Naturalmente, questo meccanismo flex a sfera, ha subito negli anni, numerose modifiche e dal punto di vista formale e funzionale, sino a giungere ai giorni nostri in una veste perfezionata. Al fine di consentire una più comoda comprensione dello stato della tecnica, si produce in allegato una Tavola esemplificativa dei dispositivi noti, indicata con il n. I, ed in dettaglio:
- la prima illustrazione, rappresenta una vista d'assieme ed in sezione longitudinale, di un dispositivo flex noto, illustrato in una condizione statica, corrispondente ad una astina perpendicolare al frontale dell'occhiale;
- la seconda illustrazione, rappresenta una vista del medesimo dispositivo flex noto di cui alla Figura precedente, ma in una condizione dinamica di estroflessione deH'astina, in cui lo spallamento della camma insiste lungo l'imboccatura dello scatolino;
- la terza illustrazione, rappresenta una vista dall'alto di un dispositivo flex noto n. TV97U000034 (Italiana Aste) in una condizione statica, corrispondente ad una astina perpendicolare al frontale dell'occhiale;
- la quarta, rappresenta una vista sempre dall'alto del dispositivo flex noto, di cui all'illustrazione precedente, n. TV97U000034 (Italiana Aste) ma in una condizione dinamica di estroflessione dell'astina, in cui lo spallamento inclinato 15 del primo corpo 12 insiste sulla superficie piana 16 del secondo corpo 14;
- la quinta illustrazione, rappresenta una vista dall'alto del dispositivo di cui all'invenzione industriale n. BL97A000017 (Italiana Aste), in una condizione di estroflessione dell'astina con la superficie inclinata 15a in battuta sullo spallamento opposto16a del secondo corpo.
Tra queste migliorie, o presunte tali, emerge la domanda pubblica di modello di utilità n. TV97U000034 del 04.07.1997, a nome della soc. Italiana Aste srl. Essa, ha per oggetto una STRUTTURA DI CERNIERA PERFEZIONATA, PARTICOLARMENTE PER OCCHIALI, la quale si propone di prevedere una asta (vedi TAV. I) associata ad un primo corpo 12 presentante una sede assiale per una molla ed una sfera e ad una cui estremità è fulcrata una camma sporgente da un secondo corpo 14 associabile ad un frontale, che si caratterizza per il fatto che detto primo corpo 12, presenta, in detta estremità, una superficie perimetrale inclinata 15 interagente in battuta, nella fase di extra apertura, con detto secondo corpo 14.
L'estensore, nella suddetta domanda di brevetto conferma resistenza di meccanismi flex a sfera, e quindi, come risulta riportato anche nella TAV. I, costituiti da un'asta 101, avente conformazione cilindrica, la cui estremità terminale 102, risulta diametralmente scavata a definire uria coppia di ali 103, trasversalmente alle quali sono ricavati, lungo il medesimo asse, dei fori sedi per una vite 104 dì fulcraggio per una camma 105 ottenuta ad una estremità di un elemento associabile, ad esempio, al frontale dell'occhiale.
Ma vi è, come già rilevato, la successiva domanda di brevetto, anch'essa pubblica, per invenzione industriale n. BL97A000017, (vedi sempre la TAV. I) ancora a nome della soc. Italiana Aste srl, e nei confronti della quale è stato espresso un parere negativo alla brevettabilità poiché, a causa della preesistente domanda TV97U000034, appare priva dei requisiti di validità ex. artt. 14 e 16 l.i. In essa, l'estensore, afferma che: "la caratteristica principale del presente trovato è quella di prevedere una associazione dell'elemento di incernieramento elastico 12 all'elemento di estremità del frontale 14, in modo che la loro interazione, in fase di massima divaricazione dell'astina 1 , sia assicurata nel tempo da una adeguata superficie di contatto che è conseguita con spallamenti e superfici inclinate 15a e 16a da realizzarsi in testa agli stessi elementi 12 e 14 da incernierare, sul bordo 3 e sulla base di spallamento 16 della camma 5, in prossimità dei perno 4 di fncernieramento.'1
Tuttavia, le soluzioni dianzi descritte, non paiono, ad oggi, sufficientemente ottimizzate, in quanto presentano ancora alcuni inconvenienti soprattutto di ordine funzionale. Tra questi, vi è la circostanza che, comunque il problema della deformazione perimetralmente all'imboccatura dello scatolino, che talune soluzioni si proponevano di risolvere, permane tuttora, anche se in misura lieve. Ciò, è principalmente 7 dettato dal fatto che le soluzioni note, intervengono esclusivamente su una. diversa conformazione degli spallamene interessati, durante la fase di estroflessione dell'astina, ed in particolare, giocando sull'inclinazione delle teste delle due profusioni ricavate dalla lavorazione dello scatolino. Ne segue, che anche il limite posto all'estroflessione deriva dall'interazione, protrusioni, particolarmente conformate dello scatolino-conformazione perimetrale della camma. In definitiva, si può concludere che la deformazione delle parti di metallo a contatto interessate, vi è comunque, in quanto si tratta di superfici sostanzialmente piane con ampi punti di contatto tra le diverse parti coinvolte nell'azione. E' altresì intuitivo, che più sono i punti di contatto maggiore è l'area di attrito, ciò che equivale, nel tempo anche ad usura, sino a causare nel dispositivo, la perdita della funzione elastica.
Per meglio chiarire lo stato dell'arte, si può statuire che in queste soluzioni, come in altre, la sfera, quando sollecitata dalla camma, nella condizione di estroflessione deli'astina, è completamente libera di scorrere lungo il foro assiale dello scatolino, essendo pressoché priva di alcun fine corsa. Analizzando il testo ma anche le Figure allegate alle privative, ad esempio della soc. Italiana Aste, e contrassegnate dal numero 1 al numero 4, si può confermare che il foro assiale ottenuto nello scatolino associato sulla terminazione deli'astina, presenta un diametro costante, che si estende dal fondo del foro sino all'imboccatura. Da ciò ne consegue, che nell'eventualità, l'unico arresto alla corsa della sfera è definito dalla massima compressione dalla molla. Tuttavia questa condizione, non si verifica mai, poiché abbiamo visto che i limiti, ad esempio in caso di estroflessione deli'astina, non vengono definiti dalla corsa della sfera, ma dall'interazione profusioni dello scatolino-conformazione perimetrale della camma. In questo modo, avremo che ad una fase di massima estroflessione deli’astina, ostacolata dall'ulteriore estroflessione dagli spallamenti la sfera risulta ancora mobile, se sollecitata dalla camma, lungo il foro assiale di contenimento nello scatolino, consentendo un certo lasco sino alla massima comprimibilità della molla di contrasto.
Un secondo e non trascurabile aspetto, riguarda il fatto che alle astine, non viene consentito di mantenere, particolarmente in fase di extra apertura, una sufficiente compressione elastica, o viceversa, può accadere che talvolta, esse esercitino una forza eccessiva, cosa che nell'un caso può offrire al fruitore una sensazione di instabilità dell'occhiale, mentre nell'altro può comportare indubitabilmente del fastidio quantomeno all'altezza delle tempie. Questi Inconvenienti, traggono origine da una modifica degli spallamenti, che abbiamo visto, caratterizzano le soluzioni precedenti, obbligando il produttore di astine ad utilizzare componenti diversi a seconda del tipo di conformazione previsto dalla cerniera in una astina, e ciò unicamente al fine di individuare quelli che maggiormente si adattano per conseguire un buon risultato sotto il profilo della leggerezza nel cedere elasticamente.
Questi ed altri scopi, vengono raggiunti con la presente innovazione secondo le caratteristiche di cui alle annesse rivendicazioni, risolvendo problemi esposti mediante una asta-flex per occhiali, del tipo con meccanismo di cedimento elastico a sfera, comprendente una asta, di cui una estremità realizza il terminale di supporto al padiglione auricolare, ed una estremità associa uno scatolino, forato assialmente, all'interno del qualev viene allocata una molla di compressione presentante una estremità in battuta sul fondo del foro ottenuto assialmente allo scatolino, ed una estremità che insiste su di una sfera, detto scatolino, offrendo delle protrusioni tra le quali si frappone, essendo ad esse incernierata, una camma quale parte di uno snodo associabile al frontale dell'occhiale, ed in cui:
- in uno scatolino, le teste delle ali che si protendono ad incernierare una camma quale parte di uno snodo associabile al frontale dell'occhiale, sono rotondeggianti;
- la cavità, ottenuta assialmente allo scatolino, comprende in prossimità dell'imboccatura una sede finalizzata ad alloggiare parzialmente la sfera, sollecitata da un lato, da una molla di compressione e trattenuta in sede dall'altro, da una camma con la quale interagisce;
- la camma, presenta sul lato corrispondente all'estradosso dello snodo, una penisola, che in condizione di progressiva estroflessione dell'astina, è finalizzata ad insistere sulla sfera sino a che quest'ultima, per effetto della battuta sul fondo della detta sede, non si arresta, impedendo così l'ulteriore divaricazione dell'astina.
Vantaggi.
In tal modo, attraverso il notevole apporto creativo il cui effetto costituisce un immediato progresso tecnico, vengono conseguite diverse migliorie. Innanzitutto, si ottiene una sostanziale riduzione delle dimensioni dello scatolino, significativamente della lunghezza ed anche della larghezza. Questa circostanza, conferisce degli innegabili pregi funzionali ed estetici all'asta-flex, consentendo l'ampliamento della gamma di astine sulle quali il detto dispositivo può essere montato.
Ancora un pregio, consiste nell'ottimizzazione del movimento, con l'eliminazione dei giochi, non solo nella condizione dinamica di estroflessione dell'astina, ma soprattutto in condizione statica, dunque, per il periodo di maggiore uso e che corrisponde all'asta in posizione normalmente aperta.
Ma un vantaggio estremamente importante, consiste nel fatto che il problema della deformazione delle superfici, che si trovano ad essere interessate da una battuta in fase di estroflessione dell'astina, in questo caso viene completamente superato, in quanto, in questa condizione, non vi è contatto alcuno di superfici estese, ed in particolare del muso della cerniera associato al frontale dell'occhiale con lo spallamento dello scatolino. In ogni caso, quand'anche si verificasse il contatto, esso è lieve e non funzionale, in quanto il limite alla corsa dell'astina, non è più dato come accadeva per le soluzioni precedenti, dall'interazione muso della cerniera-spallamento dello scatolino, ma dalia conformazione della camma-con la corsa limite della sfera. Da ciò si arguisce che il sistema è particolarmente indirizzato a salvaguardare, per questi dispositivi a sfera, la funzione elastica, riducendo al minimo l'usura in quanto l'unica parte sollecitata è la penisola della camma, corrispondente alla sommità della stessa, la quale insistendo unicamente sulla sfera, riduce fenomeni d'attrito, conferendo nel contempo una inusuale morbidezza, particolarmente gradita dal fruitore, nel cedere durante l'atto dell'indossare l'occhiale .
Questi ed altri vantaggi appariranno dalla successiva particolareggiata descrizione di una soluzione preferenziale di realizzazione con l'aiuto dei disegni allegati, ed in particolare:
- la Figura 1., rappresenta una vista del dispositivo flex di cui al presente trovato, con lo scatolino rappresentato in sezione longitudinale, in cui l'astina è in una condizione di massima estrofiessione;
- la Figura 2., rappresenta una vista del medesima dispositivo flex di cui al presente trovato, con lo scatolino rappresentato in sezione longitudinale, in cui Testina è in una condizione statica, corrispondente ad una astina normalmente in uso e perpendicolare al frontale dell'occhiale;
- infine, la Figura 3., rappresenta ancora una vista del dispositivo flex di cui al presente trovato, con lo scatolino rappresentato sempre in sezione longitudinale, in cui l'astina è in un ulteriore condizione statica, corrispondente ad una astina parallela al frontale dell'occhiale ovvero ripiegata sullo stesso.
Descrizione di una possibile esecuzione.
Facendo riferimento anche alle figure, si rileva che almeno una asta-flex (A), particolarmente per occhiali, è cedevole elasticamente per consentire, qualora indossati, la divaricazione ovvero l'estroflessione della stessa oltre l'usuale asse di apertura, generalmente perpendicolare; rispetto al frontale o facciale della montatura. Più in dettaglio, ogni astin ra" (1) di un occhiale, prevede associato in corrispondenza di una estremità V, un dispositivo flex o di cedimento elastico (B), il quale interagisce con una parte di dispositivo (C), quale componente dello snodo o "muso" della cerniera, a sua volta impegnato sul frontale della montatura dell'occhiale.
Nella fattispecie, il dispositivo flex o di cedimento elastico (B), si compone di uno scatolino (2), cavo assialmente (221), di dimensioni piuttosto contenute, da un lato (21) intestato sulla terminazione (11) di una astina (1), dall'altro capo, presentante un'imboccatura (22) di accesso all'interno dello stesso. Nella cavità (221) dello scatolino (2), trova alloggiamento una molla. (3), di cui una prima estremità (31), è in battuta sul fondo (223) della cavità (221) dello scatolino (2), mentre una seconda estremità (32), sospinge una sfera (4) parzialmente accolta all'interno dello scatolino (2). Ancora più in dettaglio, in prossimità dell'imboccatura (22), risultando localmente maggiorato il diametro della cavità (221), si ottiene una sede (222) la quale è finalizzata a contenere la detta sfera (4) ed a limitarne la sua corsa. Questo perchè, sul fondo della detta sede (222), è ricavato un dente anulare (224), che costituisce l'ostacolo naturale oltre il quale la sfera (4), qualora sollecitata, non può proseguire, limitando di conseguenza, indirettamente, l'azione del mezzo (C) che sollecita la detta sfera (4).
Dal detto scatolino (2), si protendono in avanti due ali parallele (23), simmetriche, forate trasversalmente (231) per fulcrare mediante vite od altro mezzo equivalente passante quella parte dello snodo (C), nota come camma (5). Quest'ultima, lungo due lati adiacenti, rispettivamente sull’intradosso (52) della camma (5) e sul lato di testa (51), dispone di due sedi concave (51-52) lievemente accentuate, le quali, riprendono parzialmente, in negativo, il profilo sferico della sfera (4). In questa ipotesi, quindi, abbiamo che il profilo della camma, ed in particolare le superfici (51) e (52) sollecitano la sfera (4), facendo compiere alla stessa, durante il passaggio da una sede all’altra, un movimento assiale rispetto allo scatolino (2), contrastata dalla sola forza della molla di compressione (3). E’ altresì intuitivo che il limite della corsa percorribile dalla sfera (4), è definito, da un lato dalla battuta della stessa sulla superficie perimetrale della camma (5), dall’altro dalla battuta sul dente (224) interno alla cavità (221).
Sempre per quanto riguarda la camma (5), verso l'estradosso dello snodo, la sede (51) termina con una estremità piuttosto pronunciata o penisola asimmettrica (511). La funzione di detta penisola (511), in concorso con la sfera (4), è dunque quella di definire un limite all'extra apertura dell'asta-flex (A), questo perchè divaricando oltre l'usuale asse di apertura l'asta (1), l'apice della penisola (511) si troverà ad insistere sulla sfera (4), sintanto che essa è disposta a cedere. Nel momento in cui detta sfera (4) finisce per insistere lungo il dente (224), per effetto della progressiva divaricazione dell'astina (1), l'apice delia penisola (511), non potrà scavalcare la sfera (4) determinando di conseguenza l'arresto della funzione elastica. Terminata la funzione di estreoflessione dell'astaflex (A), nella penisola (511), l'adiacente superficie all'apice, risultando inclinata favorirà l'azione della sfera (4) che sospinta dalla molla (3), obbligherà Castina (1) a riassumere una posizione ortogonale al frontale dell'occhiale.
Claims (8)
- RIVENDICAZIONI 1. Asta-flex per occhiali, del tipo con meccanismo di cedimento elastico a sfera, comprendente una asta (1), di cui una estremità realizza il terminale di supporto al padiglione auricolare, ed una estremità associa uno scatolino (2), forato assialmente, all'interno del quale viene allocata una molla di compressione (3) presentante una estremità in battuta sul fondo del foro (223) ottenuto assialmente allo scatolino (2), ed una estremità che insiste su di una sfera (4), detto scatolino (2), offrendo delle protrusioni (23) tra le quali si frappone, essendo ad esse incernierata, una camma (5) quale parte di uno snodo associabile al frontale dell'occhiale, caratterizzata dal fatto che: - la cavità (221), ottenuta assialmente allo scatolino (2), comprende in prossimità dell'imboccatura una sede (222) finalizzata ad alloggiare parzialmente la sfera (4), sollecitata da un lato, da una molla di compressione (3) e trattenuta in sede dall'altro, da una camma (5) con la quale interagisce; - la camma (5), presenta sul lato corrispondente all'estradosso dello snodo, una penisola (511), che in condizione di progressiva estroflessione dell'astina, è finalizzata ad insistere sulla sfera (4) sino a che quest'ultima, non si arresta in battuta di un dente (224) impedendo così l'ulteriore divaricazione della detta astina (1).
- 2. Asta-flex per occhiali, secondo la rivendicazione 1., caratterizzata dal fatto che nello scatolino (2), lungo la cavità (221) si prevede un dente (224).
- 3. Asta-flex per occhiali, secondo le rivendicazioni 1. e 2., caratterizzata dal fatto che lo scatolino (2), da un lato (21) intestato sulla terminazione (11) di una astina (1), dall'altro capo, provvisto di un'imboccatura (22) di accesso all'interno dello stesso, dispone assialmente di una cavità (221) nella quale trova alloggiamento una molla (3), di cui una prima estremità (31), è in battuta sul fondo (223) della cavità (221) dello scatolino (2), mentre una seconda estremità (32), sospinge una sfera (4) parzialmente accolta all'interno di una sede (222) ricavata dalla cavità (221 ) dello scatolino (2).
- 4. Asta-flex per occhiali, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che la sede (222) è ricavata in prossimità dell'imboccatura (22), risultando localmente maggiorato il diametro della cavità (221).
- 5. Asta-flex per occhiali, secondo le rivendicazioni precedenti caratterizzata dal fatto che sul fondo della detta sede (222), è ricavato un dente anulare (224), che costituisce l'ostacolo naturale oltre il quale la sfera (4), qualora sollecitata, non può proseguire, limitando indirettamente, l'azione del mezzo che sollecita la detta sfera (4).
- 6. Asta-flex per occhiali, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che dal detto scatolino (2), si protendono in avanti due ali parallele (23), simmetriche, con la testa rotondeggiante, forate trasversalmente (231) per fulcrare mediante vite od altro, mezzo equivalente passante, una camma (5), nella quale lungo due lati adiacenti, rispettivamente sull'intradosso (52) della camma (5) e sul lato di testa (51), dispone di due sedi concave (51-52).
- 7. Asta-flex per occhiali, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che il limite della corsa percorribile dalla sfera (4), è definito, da un lato dalla battuta della stessa sulla superficie perimetrale della camma (5), dall'altro dalla battuta sul dente (224) interno alla cavità (221).
- 8. Asta-flex per occhiali, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che la camma (5), presenta una sede (51), che termina, verso l'estradosso dello snodo, con una estremità piuttosto pronunciata o penisola asimmettrica (511) il cui apice corrisponde alla parte terminale del lato costituente l'estradosso della camma (5).
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