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ITMO990085A1 - Apparecchiatura per la distribuzione di quantita dosate di materiali in forma granulare e/o polverulenta su superfici. - Google Patents

Apparecchiatura per la distribuzione di quantita dosate di materiali in forma granulare e/o polverulenta su superfici. Download PDF

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ITMO990085A1
ITMO990085A1 IT1999MO000085A ITMO990085A ITMO990085A1 IT MO990085 A1 ITMO990085 A1 IT MO990085A1 IT 1999MO000085 A IT1999MO000085 A IT 1999MO000085A IT MO990085 A ITMO990085 A IT MO990085A IT MO990085 A1 ITMO990085 A1 IT MO990085A1
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IT
Italy
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Vito Abbatecola
Lorenzo Ferrari
Gian Piero Pizzingrilli
Mirco Bagli
Original Assignee
Vito Abbatecola
Lorenzo Ferrari
Gian Piero Pizzingrilli
Mirco Bagli
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    • B28WORKING CEMENT, CLAY, OR STONE
    • B28BSHAPING CLAY OR OTHER CERAMIC COMPOSITIONS; SHAPING SLAG; SHAPING MIXTURES CONTAINING CEMENTITIOUS MATERIAL, e.g. PLASTER
    • B28B11/00Apparatus or processes for treating or working the shaped or preshaped articles
    • B28B11/04Apparatus or processes for treating or working the shaped or preshaped articles for coating or applying engobing layers
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Description

DESCRIZIONE
annessa a domanda di brevetto per INVENZIONE INDUSTRIALE avente per titolo: APPARECCHIATURA PER LA DISTRIBUZIONE DI QUANTITÀ DOSATE DI MATERIALI IN FORMA GRANULARE E/O POLVERULENTA SU SUPERFICI.
Forma oggetto del presente trovato un’apparecchiatura per la distribuzione di quantità dosate di materiali in forma granulare e/o polverulenta su superfici.
In particolare, ma non esclusivamente essa è utilizzabile per applicare materiali ceramici “secchi” in forma granulare e/o polverulenta, come ad ad esempio smalti, sulla superficie di altri materiali ceramici utilizzati nella fabbricazione di piastrelle ceramiche con lo scopo di realizzare, attraverso un’appropriata distribuzione comandata secondo un programma prestabilito, un disegno che dia luogo ad un decoro.
Un’applicazione preferita del trovato è quella di deporre, con la distribuzione voluta, smalto a secco sul materiale destinato a formare piastrelle direttamente all’ interno dello stampo utilizzato nella pressatura. La particolare struttura del trovato consente allo stesso di inserirsi tra la parte inferiore e quella superiore dello stampo guidato da un carrello scorrevole in orizzontale.
Un altro impiego del trovato è quello che ne prevede l’inserimento, in modo statico, su di una usuale linea di produzione lungo la quale viene fatto scorrere il materiale da decorare con smalto a secco.
La deposizione di smalto a secco sulla parte superiore delle piastrelle al fine di produrre particolari effetti decorativi (venature, macchie, effetti sfumati, etc...) attualmente può essere eseguita o in pressa durante la fase di formatura della piastrella oppure in linea di produzione.
Nell’esecuzione del procedimento in pressa si seguono normalmente due tecniche diverse in funzione del tipo di prodotto che si vuole ottenere.
Si può eseguire il disegno voluto distribuendo i materiali secchi e colorati su tutto lo spessore della piastrella in modo da poterla poi levigare sia in fase di produzione che dopo la posa per eliminare segni di usura. Questa tecnica è caratteristica del gres porcellanato. In questo caso l’utilizzo di un materiale pregiato a tutto spessore dà luogo a un prodotto costoso.
Per evitare di impiegare un materiale pregiato a tutto spessore, per una vasta categoria di prodotti, si sta affermando una tecnica produttiva che prevede un caricamento dello stampo “a strati”in base al quale su un primo caricamento con un materiale di base non particolarmente pregiato ( quindi poco costoso) vengono eseguiti successivi caricamenti di materiali pregiati (sempre in polvere).
I metodi attualmente utilizzati per entrambe le tecniche descritte presentano in comune due caratteristiche principali.
La prima consiste nell’eseguire decori sempre uguali oppure parzialmente diversificati pur nell’ ambito del mantenimento di alcune caratteristiche decorative base ( ad esempio venature, colori disposti in macchie in modo relativamente pilotato, colori mescolati secondo una logica ciclica). Ciò consente di realizzare combinazioni relativamente casuali sulle varie piastrelle determinando così un aspetto del decoro prevedibile solo nelle sue caratteristiche e forme essenziali più evidenti.
La seconda caratteristica consiste nel fatto che Γ ottenimento dei detti decori avviene attraverso l’impiego di attrezzature le quali sono tutte accomunate dal fatto di dover essere sostituite nella loro totalità o in parte al variare del decoro e/o del formato.
Queste sostituzioni o modifiche , con la conseguente necessità di (laboriose) messe punto comportano arresti relativamente lunghi della attività di pressatura con evidenti ripercussioni negative sulla produttività.
Esiste un’altra tecnica produttiva secondo la quale le piastrelle formate alla pressa che già hanno subito un trattamento di smaltatura monocolore di fondo vengono poi decorate in linea con smalto a secco attraverso Γ impiego di retini serigrafici o mascherine sagomate nel caso in cui si voglia un decoro che si ripete identico sulle piastrelle oppure attraverso macchine speciali appositamente costruite che distribuiscono lo smalto eseguendo (normalmente) venature in modo relativamente casuale.
Sia per le macchine provviste di retini o maschere, sia per quelle speciali distributrici di smalto, è però necessario, al variare della produzione, procedere a una regolazione o ad una vera e propria sostituzione delle attrezzature stesse. Dal che consegue un inevitabile arresto della produzione per tutto il tempo necessario alla regolazione e/o sostituzione e alla successiva messa a punto.
Non è quindi possibile, secondo la tecnica nota, procedere in tempo reale, in linea, alla variazione del decoro senza necessariamente dover ricorrere a onerosi arresti della produzione.
Scopo principale del presente trovato è quello di ovviare ai limiti ed alle manchevolezze della tecnica nota mediante un’apparecchiatura in grado eseguire decori in linea con la possibilità di cambiare il decoro ad ogni ciclo di decorazione . Altro scopo del presente trovato è quello di consentire la realizzazione di una qualunque distribuzione desiderata di smalto secco sulle singole piastrelle in modo del tutto indipendente da una piastrella all’altra così da ottenere disegni o decori diversi senza che ciò comporti, come nella tecnica nota, la necessità di dover cambiare i mezzi speciali utilizzati per produrre i disegni.
Ulteriore scopo del trovato è quello di consentire la deposizione “per punti” di quantità dosate, e differenziate, di polveri,
Un altro scopo ancora del trovato è quello di consentire, per ogni “punto”, il deposito di una quantità dosata di una miscela di due polveri (colori) nella quale la composizione è predeterminata.
Vantaggi del presente trovato sono la semplicità costruttiva e funzionale.
Un altro vantaggio del presente trovato consiste nel suo limitato ingombro che ne consente Γ inserimento tra la parte inferiore e quella superiore dello stampo guidato da un carrello scorrevole in orizzontale.
Un ulteriore vantaggio del presente trovato consiste nella possibilità di operare con più di un colore.
Questi scopi e vantaggi ed altri ancora sono tutti raggiunti dal presente trovato così come esso risulta caratterizzato dalle rivendicazioni.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi del presente ritrovato meglio appariranno dalla descrizione dettagliata che segue di una forma preferita, ma non esclusiva, di realizzazione del trovato medesimo, illustrata a titolo puramente esemplificativo, ma non limitativo, nelle allegate figure in cui:
la figura 1 ne mostra una schematica sezione trasversale eseguita secondo un piano verticale;
la figura 2 mostra parte di una schematica vista dal basso di figura 1 in cui alcune parti non sono state rappresentate per meglio evidenziarne altre;
la figura 3 mostra una schematica vista laterale di figura 1 ; - la figura 4 mostra, in scala ingrandita, parte di una sezione eseguita secondo il piano di traccia I-I di figura 1;
la figura 5 ne mostra, schematicamente, secondo una vista laterale in elevazione verticale, l' applicazione ad una pressa attrezzata con uno stampo per la formatura di piastrelle.
Con riferimento alle menzionate figure, con 1 si è indicata complessivamente una tramoggia la quale è inferiormente provvista di un fondello 2 .
Sul fondello 2 sono predisposte delle aperture 3 che, nella forma di realizzazione illustrata, sono costituite da fori circolari.
Le aperture 3 sono uguali e sono disposte parallelamente affiancate secondo due file dove ciascuna fila comprende una pluralità di aperture 3 uguali e disposte allineate con passo costante.
In una forma di realizzazione più semplice, non illustrata, può essere prevista una sola fila di aperture 3 sempre tra loro uguali e allineate con passo costante.
Nella forma di realizzazione illustrata invece le due pluralità di aperture 3 disposte parallelamente affiancate secondo due file risultano collocate in modo perfettamente simmetrico rispetto alla linea mediana delle due file medesime e appartengono a due distinte tramogge 1.
Su ciascuna apertura 3 opera, con assoluta indipendenza rispetto alle altre, un otturatore che comprende un elemento di chiusura (cucchiaio) con sezione trasversale a “U” 4 che è predisposto per agire tangenzialmente in prossimità della porzione di superficie del detto fondello 2 in corrispondenza della quale è ricavata la relativa apertura 3 in modo da inserirsi , con le proprie costole d’estremità 40 sporgenti verso l’alto, all’ interno di sedi cave 30 ricavate nel fondello 2 e da realizzare la chiusura andando ad effettuare una tenuta frontale su una superficie di tenuta 5 disposta lateralmente all’ apertura 3 .
I bordi superiori sporgenti verso l’alto delle costole 40 sono collocati ad una quota superiore rispetto a quella delle corrispondenti aperture 3. Ciò impedisce alla polvere alimentata dall’apertura 3 di uscire lateralmente.
La sezione frontale a “U” del detto elemento di chiusura (cucchiaio) 4, destinata a venire a contatto con la superficie 5 per effettuare la chiusura a tenuta, si presenta molto sottile e complessivamente caratterizzata da una superficie di contatto molto piccola che consente di evitare una indesiderata dispersione di polveri e, in generale, difetti di chiusura dovuti all’ accumularsi delle polveri tra il fronte dell’elemento 4 e la corrispondente superficie di tenuta 5.
La chiusura frontale garantisce inoltre: - una lunga durata dei vari componenti perché mancano azioni di strisciamento relativo;-elevate sezioni di passaggio delle polveri con corse limitate nelle manovre di apertura , il che consente alte frequenze di lavoro; - una caduta uniforme delle polveri per tutta la larghezza dell’elemento 4.
Ciascun elemento di chiusura (cucchiaio con sezione trasversale a “U”) 4 è movimentato da un attuatore lineare costituito da un cilindretto 6, la cui corsa è regolabile così da consentire la regolazione della corsa di apertura dello stesso elemento 4.
Allo scopo è previsto un elemento di riscontro 7 il quale è dotato della possibilità di essere spostato e posizionato, dietro comando, su un piano perpendicolare alla direzione di azione di ogni cilindretto 6 e parallelo alla detta superficie di tenuta 5.
L’ elemento di riscontro 7 presenta una faccia composta da gradini 8 ciascuno dei quali è predisposto per interagire con una corrispondente superficie di arresto 9, di cui è dotato ogni elemento 4, per fungere da arresto o fermo della corsa di apertura dell’elemento 4 medesimo.
Nella forma di realizzazione illustrata su ciascuna delle due file di aperture 3 opera una pluralità di elementi 4 i quali sono uguali e sono predisposti in modo che, in posizione di chiusura, le loro parti frontali realizzino le rispettive chiusure andando ad effettuare una tenuta frontale su corrispondenti superficie di tenuta 5 disposte lateralmente. Gli elementi 4 operanti su una detta fila risultano contrapposti a quelli operanti sull’altra fila.
La regolazione delle corse dei cilindretti 6 è effettuata nello stesso modo per tutti i cilindretti di ogni fila di aperture 3. Infatti per ciascuna fila di dette aperture 3 è predisposto un unico elemento di riscontro 7 il quale è in forma di barra orizzontale parallela alle aperture 3 ed è dotato della possibilità di essere spostato e posizionato, dietro comando, su un piano 12 perpendicolare alla direzione di azione dei cilindretti 6 e parallelo alla corrispondente superficie di tenuta 5 che è anch’essa unica. L’ elemento di riscontro 7 in forma di barra orizzontale è comandato da attuatori 10 ad assumere la prestabilita posizione verticale, in corrispondenza della quale si verifica l’interazione del singolo gradino 8 con le corrispondenti superficie di arresto 9, di cui sono dotati gli elementi di chiusura 4.
La garanzia dell’appoggio dell’ elemento di riscontro 7 in forma di barra orizzontale al piano 12 è assicurata dalla presenza di una pluralità di boccole 13 che sono spinte da molle 14 contro l’elemento 7. Le boccole 13 sono assialmente scorrevoli lungo perni con testa 15 i quali sono fissati al piano 12 e risultano liberamente alloggiati all’interno di asole 16.
La deposizione delle polveri rilasciate dalle aperture 3 non avviene in modo diretto, ma attraverso una piccola tramoggia simmetrica 11 la quale è predisposta inferiormente alle dette aperture 3 in modo da raccogliere e convogliare il materiale in forma granulare e/o polverulenta rilasciato dalle aperture medesime per guidarne lo scarico in ima uscita simmetricamente disposta rispetto alle dette due pluralità di aperture 3.
Mediante la tramoggia 11, oltre a determinare spazialmente l’esatta posizione di scarico delle polveri per tutte le coppie di aperture 3 simmetricamente affacciate, consente di realizzare, ad ogni ciclo di scarico, una miscela delle due polveri immagazzinate nelle due tramogge 1 simmetricamente affiancate. La composizione della miscela è facilmente ottenibile dosando le quantità emesse da ciascuna delle due aperture 3 simmetricamente affacciate.
In considerazione delle ridotte dimensioni delle aperture 3, nonché della loro reciproca vicinanza, i cilindretti 6 preposti alla movimentazione degli elementi 4 di ciascuna detta pluralità di aperture 3 associata alla singola tramoggia 1, sono sistemati su almeno due file parallele sovrapposte l’una all’altra in modo che l’asse del generico cilindretto 6 della fila superiore sia contenuto nel piano mediano verticale di mezzeria di due cilindretti 6 contiguamente allineati nella fila inferiore.
Inoltre, dal punto di vista costruttivo, i cilindretti 6 sono ricavati in blocchi uguali tra loro componibili. Ciascun blocco 17 è costituito da due file parallele sovrapposte ognuna delle quali è composta dallo stesso numero di cilindretti 6 in modo che le superfici delimitanti lateralmente i blocchi coincidano con i detti piani verticali di mezzeria di due cilindretti 6 contigui.
La struttura modulare a blocchi testé descritta rende estremamente semplice la costruzione e l’assemblaggio dell’ intera apparecchiatura. Inoltre la modularità consente di realizzare tramogge di qualsivoglia lunghezza in funzione dei formati di piastrelle da produrre.
La gestione del singolo elemento 4 è comandata elettronicamente mediante un sistema che riceve un impulso di ciclo dopo uno spostamento prefissato della tramoggia rispetto alla piastrella (sulla quale deve essere eseguito il deposito delle polveri secondo un disegno prestabilito).
L’impulso fa partire il ciclo che comanda ogni singolo elemento 4 in modo indipendente secondo un programma prefissato che è determinato dalla ricostruzione per “punti” del disegno da produrre. I “punti” sono ovviamente costituiti dai depositi di quantità dosate di polveri effettuati a distanze gli uni dagli altri che corrispondono, secondo una direzione, all’interasse tra le aperture 3 delle singola tramoggia 1, mentre secondo l’altra direzione - quella del moto relativo della tramoggia rispetto alla sottostante piastrella -altro non sono se non gli spostamenti che l’intera tramoggia compie ad ogni ciclo.
Infatti la tramoggia - costituita dalle due tramogge 1 simmetricamente affiancate - esplica la sua funzione a seguito di un moto relativo di traslazione rispetto alla superficie su cui deve essere distribuito il materiale in forma granulare e/o polverulento.
La distribuzione per produrre un particolare disegno o decoro viene comandata da un programma che mette in correlazione la posizione relativa tramoggia-superficie con l’apertura (cui consegue il rilascio e quindi il deposito di materiale) o la chiusura della singola apertura 3.
Tale programma genera, in definitiva, una sorta di retino virtuale (o matrice) su una superficie prestabilita sul quale è preordinato il disegno da produrre attraverso la deposizione o meno in punti predeterminati di quantità dosata di materiale in forma granulare e/o polverulento (smalto secco nell’ applicazione ceramica).
Nel caso di applicazione di smalti in polvere sul materiale di base predisposto in uno stampo per piastrelle ceramiche l’apparecchiatura oggetto del trovato può anche essere solidalmente associata al carrello di caricamento che usualmente equipaggia la pressa impiegata per la formatura delle piastrelle. Il limitato ingombro dell’apparecchiatura oggetto del trovato fa’ sì che, per effettuare il ciclo operativo, la corsa di lavoro del carrello subisca, rispetto alla sua corsa normale, soltanto un piccolo incremento corrispondente alla dimensione trasversale della tramoggia. Ciò comporta una riduzione molto modesta della produttività rispetto al normale ciclo di pressatura.
Poiché la deposizione di quantità dosate di smalto in polvere è comandata da un programma è evidentemente possibile produrre materialmente disegni diversi in rapida successione. Nella fattispecie sarà possibile eseguire, ad esempio, decori diversi sulle piastrelle in due battute consecutive della pressa. In altra situazione in cui la tramoggia fissa operi su piastrelle in transito sotto di essa sarà possibile depositare due disegni diversi su due piastrelle che consecutivamente si succedono lungo la linea.
In ogni caso la possibilità di cambiare disegno in tempi rapidissimi non richiede modifiche o sostituzione di pezzi meccanici che comporterebbero inevitabilmente tempi morti considerevoli.
Inoltre, data la peculiarità del ritrovato, attraverso il quale lo scarico di una quantità dosata di materiale può essere comandata indipendentemente da ogni apertura 3, sarà possibile l’immediato, automatico adeguamento ad ogni forma della superficie su cui effettuare la distribuzione ovverosia, nel caso specifico delle piastrelle ceramiche, del formato delle stesse, senza alcun bisogno di interventi meccanici o di sostituzione di pezzi.
Ovviamente al trovato potranno essere apportate numerose modifiche di natura pratico-applicativa dei dettagli costruttivi senza che per altro si esca dall'ambito di protezione dell’idea inventiva come sotto rivendicata.

Claims (12)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Apparecchiatura per la distribuzione di quantità dosate di materiali in forma granulare e/o polverulenta su superfici. comprendente una tramoggia (1) provvista inferiormente di un fondello (2) che è dotato di almeno una pluralità di aperture di scarico (3) su ciascuna delle quali opera indipendentemente un otturatore, caratterizzata per il fatto che detto otturatore comprende un elemento di chiusura (cucchiaio) con sezione trasversale a “U” (4) che è predisposto per agire tangenzialmente in prossimità della porzione di superficie del detto fondello (2) in corrispondenza della quale è ricavata la detta apertura (3) in modo da inserirsi , con le proprie costole d’estremità (40) sporgenti verso l’alto, all’interno di sedi cave (30) ricavate nel detto fondello (2) e da realizzare la chiusura andando ad effettuare una tenuta frontale su una superficie di tenuta (5) disposta lateralmente aH’apertura (3); essendo previsto che i bordi superiori delle dette costole (40) sporgenti verso l’alto siano collocati ad una quota superiore rispetto a quella delle corrispondenti aperture (3).
  2. 2. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 1, caratterizzata per il fatto che la sezione frontale a “U” del detto elemento di chiusura (cucchiaio) (4), destinata a venire a contatto con la detta superficie (5) per effettuare la chiusura a tenuta, si presenta molto sottile e complessivamente contraddistinta da una superficie destinata al contatto molto piccola.
  3. 3. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 2 , caratterizzata per il fatto che ciascun deto elemento di chiusura (cucchiaio) con sezione trasversale a “U” (4) è movimentato da un atuatore lineare costituito da un cilindreto (6); essendo previsti mezzi per la regolazione della corsa di apertura del deto elemento di chiusura (4).
  4. 4. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 3, caratterizzata per il fatto che detti mezzi per la regolazione della corsa di apertura del deto elemento di chiusura (4) comprendono un elemento di riscontro (7) il quale è dotato della possibilità di essere spostato e posizionato, dietro comando, su un piano perpendicolare alla direzione di azione del deto cilindreto (6) e parallelo alla deta superficie di tenuta (5); deto elemento di riscontro (7) presentando una faccia composta da gradini (8) ciascuno dei quali è predisposto per interagire con una corrispondente superficie di arresto (9), di cui è dotato deto elemento di chiusura (4), per fungere da arresto o fermo della corsa di apertura dell’elemento di chiusura (4) medesimo.
  5. 5. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 4, caratterizzata per il fatto che comprende una pluralità di aperture (3) uguali e disposte allineate con passo costante.
  6. 6. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 4, caratterizzata per il fatto che comprende due pluralità di aperture (3) disposte parallelamente affiancate . secondo due file; ciascuna detta fila comprendendo una pluralità di aperture (3) uguali e disposte allineate con passo costante; essendo prevista, operante su ciascuna detta fila, una pluralità di detti elementi (4) i quali sono uguali e sono predisposti in modo che, in posizione di chiusura, le loro parti frontali realizzino le rispettive chiusure andando ad effettuare una tenuta frontale su corrispondenti superficie di tenuta (5) disposte lateralmente; essendo previsto che gli elementi (4) operanti su una detta fila risultino contrapposti a quelli operanti sull’ altra fila.
  7. 7. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 6, caratterizzata per il fatto che le dette due pluralità di aperture (3) disposte parallelamente affiancate secondo due file risultano collocate in modo perfettamente simmetrico rispetto alla linea mediana delle due file medesime; le due dette pluralità di aperture (3) disposte parallelamente affiancate a formare due file appartenendo a due distinte tramogge (1).
  8. 8. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 6 o 7, caratterizzata per il fatto che per ciascuna fila di dette aperture (3) è predisposto un unico elemento di riscontro (7) il quale è in forma di barra orizzontale parallela alle aperture (3) ed è dotato della possibilità di essere spostato e posizionato, dietro comando, su un piano perpendicolare alla direzione di azione dei cilindretti (6) e parallelo alla corrispondente superficie di tenuta (5); detto elemento di riscontro (7) essendo comandato da attuatoli (10) ad assumere la prestabilita posizione verticale, in corrispondenza della quale si verifica Γ interazione tra il singolo gradino (8) con le corrispondenti superficie di arresto (9), di cui sono dotati gli elementi di chiusura
  9. 9. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 8, caratterizzata per il fatto che comprende ima piccola tramoggia simmetrica (11) la quale è predisposta inferiormente alle dette aperture (3) in modo da raccogliere e convogliare il materiale in forma granulare e/o polverulenta rilasciato dalle aperture medesime per guidarne lo scarico in una uscita simmetricamente disposta rispetto alle dette due pluralità di aperture (3).
  10. 10. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 9, caratterizzata per il fatto che i cilindretti (6) preposti alla movimentazione degli elementi (4) di ciascuna detta pluralità di aperture (3) sono sistemati su almeno due file parallele sovrapposte l’una all’altra in modo che l’asse del generico cilindretto (6) della fila superiore sia contenuto nel piano mediano verticale di mezzeria di due cilindretti (6) contiguamente allineati nella fila inferiore.
  11. 11. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 10, caratterizzata per il fatto che i detti cilindretti (6) sono ricavati in blocchi uguali tra loro componibili; ciascun blocco essendo costituito da due file parallele sovrapposte ognuna delle quali è composta dallo stesso numero di cilindretti (6); le superfici delimitanti lateralmente i blocchi coincidendo con i detti piani verticali di mezzeria.
  12. 12. Apparecchiatura per la distribuzione di quantità dosate di materiali in forma granulare e/o polverulenta su superfici secondo le rivendicazioni precedenti e secondo quanto descritto ed illustrato con riferimento alle figure dei disegni allegati e per gli scopi sopra citati.
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