Titolo originale | Selma |
Anno | 2014 |
Genere | Biografico, Drammatico, Storico, |
Produzione | Gran Bretagna |
Durata | 127 minuti |
Regia di | Ava DuVernay |
Attori | David Oyelowo, Tom Wilkinson, Cuba Gooding Jr., Alessandro Nivola, Carmen Ejogo Lorraine Toussaint, Tim Roth, Oprah Winfrey, Tessa Thompson, Giovanni Ribisi, Omar J. Dorsey, André Holland, E. Roger Mitchell, Dylan Baker, Lakeith Stanfield, Corey Reynolds, Stephan James, Brandon Carroll (II), Elizabeth Diane Wells, Wendell Pierce, Jeremy Strong, Colman Domingo. |
Uscita | giovedì 12 febbraio 2015 |
Tag | Da vedere 2014 |
Distribuzione | Notorious Pictures |
Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
MYmonetro | 3,42 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 2 luglio 2019
Il film, diretto dalla regista americana Ava DuVernay, è in lizza per gli Oscar. Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 3 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 5 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, Il film è stato premiato a AFI Awards, In Italia al Box Office Selma - La strada per la libertà ha incassato 1,9 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Nella primavera del 1965 un gruppo di manifestanti, guidati dal reverendo Martin Luther King, scelsero la cittadina di Selma in Alabama, nel profondo sud degli Stati Uniti, per manifestare pacificamente contro gli impedimenti opposti ai cittadini afroamericani nell'esercitare il proprio diritto di voto.
L'afroamericana 42enne Ava DuVernay, miglior regista al Sundance Film Festival del 2012 per Middle of Nowhere, sceglie a sua volta quell'episodio storico come cartina di tornasole della battaglia per i diritti civili in America e offre un ritratto complesso e sfaccettato di una delle personalità più influenti e meno cinematograficamente documentate del passato americano.
DuVernay realizza una serie di piccoli miracoli: primo fra tutti togliere MLK dall'agiografia per restituirci la sua umanità, comprensiva di dubbi, sconfitte e cedimenti, senza per questo (o anzi, proprio per questo) sminuire la sua statura etica e politica e la sua importanza nell'evoluzione di una coscienza civile collettiva. L'interpretazione di David Oyelowo (già protagonista di Middle of Nowhere), incomprensibilmente privata di una candidatura all'Oscar, è da brividi, soprattutto in lingua originale, durante la riproposizione dei discorsi pubblici del Dottor King che iniziano in tono sommesso e si gonfiano di travolgente potenza retorica, culminando nei toni trascinanti della predica che ricordano al pubblico la formazione religiosa del pastore protestante e la convinzione che ha sostenuto la sua capacità di resistere pacificamente a umiliazioni e violenze, spingendolo verso un traguardo alto e collettivo - una lezione quanto mai adatta ai nostri tempi su come un credo dovrebbe essere strumento di elevazione spirituale e di rifiuto della barbarie, non di aggressione e oppressione.
La storia raccontata da Selma restituisce alla politica il suo significato superiore. Le scelte di King sono dettate dal bene comune, il suo infallibile istinto gli fa compiere gesti anche impopolari ma di lungimiranza storica inconfutabile, e illustra la necessità (e fondamentale nobiltà) della negoziazione politica indirizzata verso un fine ultimo elevato. La capacità di King di non accontentarsi del successo temporaneo per tenere lo sguardo fisso sulla meta finale è un saggio narrativo (anche questo adatto ai nostri tempi) su ciò che differenzia un leader da un politicante. Parallela la sua determinazione a non sacrificare vite ed entusiasmi, da lui stesso suscitati, all'altare dell'opportunità politica, e la sua volontà, spesso impopolare fra i "fratelli neri", di cercare un consenso universalmente condiviso a sostegno dei diritti civili, componente imprescindibile della sua gestione illuminata.
Tutto questo lavoro pedagogico sarebbe importante ma non cinematograficamente memorabile se DuVarnay non l'avesse veicolato attraverso una forma filmica che combina resoconto documentario (con commoventi spezzoni finali, anche della storica marcia su Washington del '63) e racconto intimo dei travagli personali dei personaggi, facendoci sentire fisicamente la loro paura nel farsi parte della storia e rendendo contemporanea, hic et nunc, una vicenda a noi cronologicamente lontana, le cui ricadute sono però assai visibili nel presente di tutti. La regista mette a nudo il cuore segreto dell'America, si infiltra dietro porte chiuse per riportare conversazioni segrete e dare contezza di confessioni sussurrate. Anche la scelta di mostrare il diverso peso che la protesta per i diritti civili ha rappresentato nella vita delle diverse generazioni, e del maschile e femminile, declina la storia (magistralmente articolata dallo sceneggiatore, Paul Webb), e la Storia, secondo coordinate anagrafiche e di genere, e delinea la capacità del movimento per i diritti civili di essere seminale per il futuro, ma anche determinante per il presente di chi era già adulto, o magari anziano, ai tempi di MLK.
La cifra artistica della DuVernay risiede nella sua capacità muscolare di attaccare frontalmente un mito, e una vicenda spartiacque, senza alcun timore reverenziale e con un profondo rispetto della complessità degli eventi e delle persone, senza lasciarsi spaventare dall'ampiezza dell'arazzo ma senza nemmeno perdere di vista la precisione del dettaglio, e nel conferire alla storia, all'interno di un impianto narrativo classico, una dimensione onirica e allucinata a metà fra l'orrore e la fiaba in alcuni passaggi-chiave, come l'omicidio delle quattro ragazzine nell'esplosione della chiesa di Birmingham o la confessione "metafisica" dei tradimenti fatta alla moglie dal reverendo. E nella sequenza finale la regista si concede lo sfizio di attingere al western, con il risultato di potenziare ulteriormente la statura mitologica dell'evento clou di Selma, codificato attraverso un genere che fa parte della costruzione dell'èpos cinematografico yankee.
La tecnica registica della DuVernay è, in un aggettivo, seduttiva, nel senso che attira gli spettatori dentro il racconto impedendo ogni distanza emotiva, e li affabula attraverso la potenza di immagini sensuali anche quando racconta episodi "di cronaca", per restituire a personaggi resi bidimensionali dai libri di Storia, come il presidente Lyndon Johnson, una terza dimensione fatta di umanità fragile e fallibile. Selma è genuinamente emozionante, non manipola né le coscienze né i sentimenti, ma li risveglia dallo stesso torpore di cui sono imbevute alcune scene del film, che ci ricordano come anche i grandi della Storia siano stati uomini spaventati dalla responsabilità delle loro decisioni.
Selma ripassa l'abc di ciò che serve, a livello umano e politico, per scardinare un sistema, e quanto questo può costare, a livello individuale, ma anche quanto ne valga la pena, a livello collettivo e di "decisione del proprio destino come esseri umani".
Selma ,cittadina dell’Alabama, resa famosa nel 1965 per il raduno di Martin Luther King e la marcia dei negri americani verso Montgomery. Torna ora la fama a distanza di 50 anni con il film di Ava Duvernay, candidato all’Oscar 2015. M.L.King organizzò 3 marce pacifiche dei suoi seguaci da Selma a Montgomery, la prima bloccata violentemente dalle forze di polizia. [...] Vai alla recensione »
Cronaca dell'ultimo periodo nella vita di Martin Luther King, quando ha già pronunciato il suo storico discorso al Lincoln Memorial (I Have a Dream), quando ha già ricevuto il Premio Nobel per la Pace e quando la sua forma di protesta non-violenta (probabilmente, anzi quasi sicuramente, derivata dagli insegnamenti di Gandhi) ha già cominciato, lentamente, a dare i suoi frutti. [...] Vai alla recensione »
SELMA: UN ESCURSUS SULL’EREDITÀ DEI DIRITTI CIVILI INTESA COME MOVIMENTO COLLETTIVO « Ho un sogno: che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo: "Riteniamo queste verità di per sé evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali" » 127 minuti, [...] Vai alla recensione »
La mia passione per i film che rievocano storie vere, questa volta mi ha portato a Selma in Alabama, dove negli anni 60' il popolo nero, guidato dal reverendo Martin Luther King, ha combattuto una delle piu' memorabili battaglie per la conquista del diritto di voto. Il film e' a tratti un po' lento soprattutto quando mostra i risvolti personali della vita del protagonista, ma comunque interessante [...] Vai alla recensione »
Ennesimo film dalle nobili intenzioni che nulla aggiunge e nulla toglie alle già numerose pellicole che trattano il tema del razzismo in maniera assai cerchiobottista con quel tanto di retorica che basta per accaparrarsi simpatie e vincere premi su premi. Il film ogni tanto prova a colpire ma non ci riesce: quando può sbilanciarsi, subito dopo fa un passo indietro.
Un bel film. : solido, emozionante, ben recitato. Indubbiament c'è molto di rivisto e risaputo, ma l'argomento rende tutto ciò necessario e , nonostante tutto, il film in molte parti riesce ad emozionare e a colpire al cuore lo spettatore. Il messaggio è chiaro: nessuno deve dimenticare.
La Storia diventa la materia dei sogni quando viene raccontata di nuovo , i personaggi di ieri diventano immortali quando vengono dati al mondo . Queste sono le premesse per ogni Biopic che si rispetti ed è quello che ci si aspetterebbe se non fosse per il modo incerto di raccontarlo dato da Ava Duvernay in questa , fondamentalmente , biografia di persone su un ponte, più ,come magari [...] Vai alla recensione »
Dopo tanti anni sembra ieri, una pagina della storia moderna mai dimenticata specialmente per tutti quei popoli che per le idiozie umane subendo anche loro soprusi di ogni genere,si sono sentiti vicini alla lotta contro l'emarginazione accompagnata dalla grande crudeltà a loro inflitta e rimasta impunità . Il film non vuole giudicare l'imbecillità del potere politico e sociale esso si basa soprattutto [...] Vai alla recensione »
SELMA - LA STRADA PER LA LIBERTA’ “I have a dream…” è uno degli aforismi che ha reso immortale quell’icona di non violenza e uguaglianza qual’è Martin Luther King, e che tanto bene è stato interpretato dal quasi sconosciuto (opinione personale) David Oyelowo. La pellicola, a tratti, risulta essere un po’ troppo politica e quindi [...] Vai alla recensione »
Bel film su Martin Luther King a 50 anni dalla sua morte, purtroppo per assassinio! Il film non tratta di tutta la vita del grande leader ma solo il periodo degli anni '60 in cui faceva le grandi marce da Selma a Montgomery per ottenere dal presidente Lyndon Johnson il diritto di voto per le minoranze di colore negli stati del sud! Johnson aveva già fatto approvare la legge sui diritti civili [...] Vai alla recensione »
Veramente un grande film, "Selma", film biografico e storico(nel senso che la vicenda di M.L.King s'intreccia con la storia USA e mondiale), nel quale la documentazione minuziosa, attenta alla storia senza arbitrarie"invenzioni"e"ricostruzioni"ridà un'esperienza di vita, ma anche etica e politica di grande importanza.
1965. Negli USA è praticamente impossibile per la popolazione di colore esercitare il diritto di voto. Martin L. KING decide allora di organizzare a Selma in Alabama una grande marcia di protesta non violenta per fare sentire le proprie ragioni. Gli Usa quando vogliono sanno ancora produrre film belli e politicamente impegnati e finalmente arriva al cinema una delle figure simbolo del Novecento [...] Vai alla recensione »
Selma è la cittadina dell’Alabama dove avvenne uno degli scontri che maggiormente aiutarono martin Luther King a portare a fondo la sua battaglia per i diritti civili degli americani di colore. La regista Ava Duvernay realizza, quindi, un quasi esordio (in pratica è il secondo film, dopo l’ottimo Middle of nowhere) con una ricostruzione storica di uno dei omenti più importanti del secolo scorso.
Un altro film sulle leggi razziali e sulla storia dei neri in America. Negli ultimi anni l'industria cinematografica americana ha sfornato tante pellicole sul tema (Django, The Butler, 12 anni schiavo, Lincoln), quasi come a voler sottolineare che in questi Anni Duemila il popolo a stelle strisce sia ormai pronto a rivedere le proprie colpe. Come sappiamo, c'è ancora tanto da [...] Vai alla recensione »
Film sobrio, robusto, lineare, onesto, impeccabilmente essenziale. Martin Luther King è ben interpretato da un attore che ha saputo demitizzare e umanizzare una figura di non facile inquadramento, facendo un ottimo lavoro certamente seppur non riuscendo fino in fondo a dare il carisma necessario. Il cast è davvero ben azzeccato, come pure la colonna sonora, e la storia funziona.
Girato in Alabama, il film narra i fatti di Selma, nello stato degli USA in cui si svolge una delle lotte più decisive del pastore nero Martin Luther King (David Oyelowo). Il clima di odio verso i neri, specialmente nel Sud del paese, è ben descritto dalla cineasta DuVernay anzitutto con l’attentato dinamitardo in una chiesa di Birmingham, dove, nel 1963, sono massacrate quattro [...] Vai alla recensione »
Una discriminaciòn vale por todas las discriminaciones. “SELMA, el camino para la libertad” Un film di Ava DuVernay Me habìa prometido no ver mas filmes donde se maltrata y segrega la gente de color. Es un tipo de segregaciòn que me hace mal. En realidad todas me hacen mal, por supuesto, pero ver negros apaleados, o injustamente separados por tener [...] Vai alla recensione »
Negli ultimi due – tre anni l’industria cinematografica americana ha sentito l’urgenza di dare il suo proprio contributo alla causa dell’integrazione, ( gli innumerevoli fatti di cronaca denunciano come ancora negli Stati Uniti i neri siano largamente discriminati) ) con una produzione, secondo me non casuale, che ha visto sfornare [...] Vai alla recensione »
Martin Luther King: un uomo e un eroe che ha fatto di tutto per permettere alla gente di colore di poter votare. In questo film capolavoro è diretto a Selma, cittadina dell' Alabama, una città razzista che ostacola in tutti i modi l'avanzata verso la libertà delle persone di colore. Questo film è incredibilmente toccante, struggente, meraviglioso, perché riesce a mostrare nei minimi dettagli la sofferenza [...] Vai alla recensione »
La bellezza di questo film, a mio parere, risiede nel fatto che affronta un argomento tanto importante, quanto ancora attuale. La regista, per fare ciò, non ha scelto di concentrarsi e di raccontarci in modo didascalico o storicistico la figura (per quanto importante e centrale) di Martin Luther King, ma ha scelto di concentrarsi sulla storia di un movimento e in particolaresu un evento [...] Vai alla recensione »
SELMA - La strada per la libertà, narra la storia di Martin Luther King e dei suoi sforzi per far approvare una più giusta legge elettorale, in difesa dei suoi fratelli neri, vittime di continui soprusi e inermi davanti alla vioelnza ceca ed edendemica del Sud. Selma assomiglia per certi aspetti ad un altro film, del 2012, che riguardava anch’esso l'approvazione di una legge [...] Vai alla recensione »
Nel 1964 Martin Luther King (Oyelowo), già premio Nobel per la pace, si reca a Selma, Alabama, per inscenare una protesta non violenta per il diritto delle persone di colore di votare, cosa di per sé già possibile grazie a una legge, ma in pratica osteggiata da tutti. Su sceneggiatura di Paul Webb, la regista di colore Ava DuVernay ha deciso di portare al cinema per la prima [...] Vai alla recensione »
. Il cinema americano già da qualche anno ha iniziato un percorso alla scoperta dei momenti fondamentali che hanno caratterizzato la storia dellla conquista dei diritti per le persone di colore. Da Lincoln, a 12 anni schiavo, a Django Unchained, film che hanno finalmente squarciato realtà drammatiche che per troppo tempo sono rimaste sconosciute [...] Vai alla recensione »
L'ennesimo film che affronta un argomento nobile come fosse una lezioncina per studenti delle medie, senza mai un minimo di inventiva, senza mai porre una situazione drammaturgicamente interessante. Solo un esercizio retorico molle e fine a se stesso. Come film è semplicemente nullo, e per lunghi tratti anche prolisso e noioso.
Niente di nuovo ,lento e senza sostanza,inquadrature di una lentezza incredibile .Niente di speciale.Se ne poteva fare a meno.almeno secondo me
Non credo sia difficile trovare modo di fare un bel film utilizzando la storia di un grande personaggio come il reverendo King ma nel cinema bisogna avere anche la mano e l'occhio per far si che la magia si sveli e non rimanga tutto un monologo ben illuminato o paesaggi mozzafiato , la regia della Duvernay è molle e insiicura sembra non avere conoscenza della macchina e della sua potenza [...] Vai alla recensione »
Un film caratterizzato da qualche pregio e da parecchi difetti: ad un'accurata e puntigliosa ricostruzione storica, ad una buona prova di recitazione (in particolar modo da parte del protagonista, David Oyelowo, davvero bravo), fa, haimè, da contraltare una sceneggiatura piuttosto debole, priva di momenti di vero pathos, con molte pause e - soprattutto -- con dialoghi troppo verbosi.
E' una bellissima storia, importante, ma il film manca di pathos...
E' sempre bene ricordare le grandi lotte per le uguaglianze dei diritti di tutti gli uomini. Grande paese l'America che, con le sue incoerenze anche forti, è sempre stato il promotore di grandi cambiamenti.
Non conoscevo questa regista Afroamericana che aveva già vinto il Sundace, è stata una bella scoperta. Film storico che narra le lotte degli afroamericani per i diritti civili. Sicuramente non vi lascerà indifferenti.
ci sono tante brave persone il mondo ne è pieno, in quegli anni il marziano martin luther king, col suo passo felpato e la voglia di rottamizzazine del questioni umane salì sul pulpito del palcoscenico e la sorte che gli riservò ancora per l'ennesima l'america fu quella kennedyanica, incredibile, il pragmatismo americano, ma cosa aveva fatto quell'alieno, senza [...] Vai alla recensione »
Forse avrei dovuto seguirlo con maggiore attenzione, ma mi è parso un film piuttosto schematico e didascalico. I tentativi, veri o presunti, di regia "asciutta" non lo rendono necessariamente interessante.
Ha una semplicità espositiva molto apprezzabile, senza complicazioni di trama inutili al fine della comprensione. La vicenda è nota, e si ricollega ai fatti che avvengono ultimamente negli Stati Uniti. La libertà è cosa apprezzabile, ma ciò non deve significare violenza. La convivenza tra razze diverse è sempre problematica, perché ognuno cerca di prevalere [...] Vai alla recensione »
Ottimo film, da vedere assolutamente. Un po' lenta la prima parte, ma poi mette il turbo.
Il film non spettacolarizza come invece ti aspetteresti da una regia americana. E questo bene. Ma alla fine risulta troppo impersonale.
Dopo Malcom X, finalmente è il turno di Martin Luther King: Selma non è solo il primo biopic, è un grande film. Senza tinte agiografiche o santini, è il ritratto commosso, vibrante e, sì, partigiano di un campione della parola e della libertà: con merito, la regista Ava DuVernay non elude né elide i difetti di MLK, le scappatelle e l'opportunismo politico.
Segmento di biografia del reverendo Martin Luther King, rievoca i mesi del 1965 (mancano tre anni all'assassinio) che videro svilupparsi nell'Alabama ferocemente segregazionista un imponente movimento per l'effettivo diritto al voto degli afroamericani, trattati come cittadini di serie B con la subdola complicità dei massimi livelli. Pieno di spunti.
La marcia che ha portato Obama alla Casa Bianca parte da Selma, Alabama, 1965. È lì che un Martin Luther King (David Oyelowo) fresco di Nobel per la pace arriva con il suo entourage per spingere la protesta degli afroamericani. L'accesso al voto politico. seppur ufficialmente accettato da Washington, viene impedito di fatto. King affronta il travaglio del vero leader (sfruttare la base per poi ricompensarla [...] Vai alla recensione »
Fu una domenica di sangue quella del 7 marzo 1965 sull'Edmund Pettus Bridge di Selma, Alabama, dove una folla di manifestanti di colore - uomini e donne, giovani e vecchi in pacifico cammino verso la capitale Montgomery - vennero bloccati e selvaggiamente picchiati dalle forze d'ordine dello Stato più razzista degli Usa. Fu la prima di tre storiche marce - di cui le prime due abortite - organizzate [...] Vai alla recensione »
Quant'è loffio questo mélo biografico, che rievoca a lotta di Martin Luther King per i diritti civili dei neri.Al centro della poco avvincente storia, la monumentale marcia del'65, riuscita solo al terzo tentativo, da Selma a Montgomery, con il Presidente Johnson incerto se dire sì o no. La regia è di tale Ava DuVernay, ma è cosi grigia che sembra di Angelina Jolie.