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martedì 20 gennaio 2026

Questo blog è antifascista!



Io non amo il fascismo e le dittature, se volete inserire un banner, vi ricordo questa iniziativa.





Oggi come ieri, ora e sempre resistenza!


Tristezza di Edna St. Vincent Millay


Tristezza

Dolore come una pioggia incessante

⁠Batte sul mio cuore...

La gente si contorce e grida di dolore, 

L'alba li troverà di nuovo immobili;

Questo non ha né cera né calare,

⁠Né fermarsi né iniziare.


La gente si veste e va in città;

⁠Mi siedo sulla mia sedia.

Tutti i miei pensieri sono lenti e scuri:

alzarmi o sedermi

Poco importa, o quale abito

⁠O quali scarpe indosso.


Edna St. Vincent Millay



Ponte sullo Stretto: tra violazioni, sprechi e pericoli ignorati



Articolo da Greenpeace Italia

La bocciatura del progetto del Ponte sullo Stretto da parte della Corte dei Conti, arrivata questo autunno, non è stato un fulmine a ciel sereno. Semmai è stata la conferma delle criticità progettuali, ambientali, economiche e procedurali che noi di Greenpeace avevamo già provveduto a segnalare insieme a Legambiente, Lipu e WWF: tra queste, la violazione delle normative europee e nazionali in materia ambientale, l’insostenibilità economica dell’opera e le criticità procedurali che hanno caratterizzato l’intero iter autorizzativo.

Gli impatti ambientali in aree tutelate dalle direttive comunitarie “Habitat” e “Uccelli” sono ormai certi e non mitigabili: infatti la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) del ponte ha avuto esito negativo. Per scavalcare questo ostacolo il governo ha attivato una procedura comunitaria, ricorrendo ai cosiddetti “Imperative Reasons of Overriding Public Interest” (IROPI), ovvero a ragioni di “supremo interesse pubblico”. Tuttavia, anche su questo aspetto della procedura è poi intervenuta la Corte dei Conti che ha bloccato l’iter dell’opera. Un esito che tutela le risorse pubbliche e rafforza una conclusione ormai evidente: il progetto del ponte sullo Stretto è insostenibile sotto ogni profilo.

Quel che è certo, però, è che non è ancora finita. Il Ministro dei Trasporti Salvini ha nominato un Commissario per rimettere in pista il progetto rispondendo alle integrazioni richieste dalla Corte dei Conti: si tratta di Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina spa (ovvero la società pubblica committente dell’opera). Una scelta fortemente criticata dalle opposizioni, che hanno sottolineato il conflitto d’interesse rappresentato dal nominare commissario proprio l’amministratore delegato della società coinvolta nel progetto.

In attesa dei prossimi sviluppi, ripercorriamo i punti per cui, a nostro avviso, il progetto del ponte sullo Stretto di Messina rimane quello che è: pura propaganda.

Un’opera in perdita

È comunque interessante andare a vedere cosa sarebbe per il governo il “supremo interesse pubblico”.  In primo luogo, il governo sostiene, senza analisi alcuna, che il ponte aumenterà il PIL delle regioni Calabria e Sicilia. Ciò sembra improbabile considerando che, come dichiarato dal ministro Salvini, il ponte lo pagheranno siciliani e calabresi, e che diverse analisi economiche autorevoli parlano di una infrastruttura in deficit

Un ponte per la difesa? 

Il ponte servirebbe poi per “motivi inerenti la difesa del territorio nazionale ed europeo”. Motivazione che cela l’idea di far rientrare i costi esorbitanti del ponte (circa 14 miliardi di euro, per ora) nell’aumento delle spese militari. L’ipotesi è stata smentita sia dall’Ambasciatore USA presso la Nato, Whitaker, sia dai militari italiani che da tempo affermano la fragilità di un obiettivo semplice da distruggere come un ponte. Su Rivista Militare, luglio-agosto 1987 (pag. 64) si legge che “La soluzione del ponte sospeso sembra essere davvero quella meno valida dal punto di vista della Difesa”.

Continua la lettura su Greenpeace Italia

Fonte: Greenpeace Italia 

Autore: 
Alessandro Giannì


Licenza: Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 2.0 Generico.


Articolo tratto interamente da Greenpeace Italia


Ciclone Harry, è emergenza al Sud



Una delle ondate di maltempo più violente degli ultimi anni sta colpendo senza sosta il Mezzogiorno. Il ciclone Harry, sta martellando in queste ore Sicilia, Sardegna e Calabria, portando con sé venti superiori ai 100 km/h, piogge torrenziali e mareggiate distruttive.

A Santa Teresa di Riva una voragine ha inghiottito un'auto sul lungomare; il conducente è stato tratto in salvo poco prima che un'onda anomala investisse anche l'ambulanza intervenuta. Mareggiate record con onde fino a 8 metri hanno invaso le strade a Giardini Naxos, Taormina e Mazara del Vallo.

Gli esperti indicano che il cuore del ciclone Harry continuerà a stazionare sullo Ionio. La fase acuta persisterà per tutta la giornata di domani, con un graduale miglioramento previsto solo a partire da giovedì.

La Protezione Civile e le autorità locali hanno ribadito con forza la necessità di adottare comportamenti responsabili. Si raccomanda la massima prudenza a tutta la popolazione delle zone interessate.

Video credit IDH Weather News caricato su YouTube


Questa vita è misera


"Questa vita è misera perché orientata verso valori falsi: i soldi, gli onori, il potere, le ricchezze, la proprietà, la reputazione. È la vita infangata dai vizi della società dei consumi: il bramare, il comprare, il possedere, il consumare, il sostituire. È anche una vita falsa nel rapporto con gli altri: una vita ridotta alla superficie, alle apparenze, alla mondanità, ai salotti, alle chiacchiere."

Michel Onfray


Datemi la verità!



"Datemi la verità, invece che amore, denaro o fama. Sedetti a una tavola imbandita di cibo ricco, vino abbondante e servi ossequiosi, ma alla quale mancavano la sincerità e la verità; partii affamato da quel desco inospitale. L'ospitalità era fredda come i gelati. Non l'amore, non i soldi, non la fede, non la fama, non la giustizia, datemi la verità!"

Henry David Thoreau



Voglio scoprire...



"Voglio scoprire cos'è la felicità e che cosa valga invece la sofferenza. E voglio scoprire perché gli uomini vanno in guerra e che cosa provano davvero in fondo al cuore quando essi pregano Dio. E voglio scoprire cosa uomini e donne sentano quando dicono di amare e quanti peccati facciamo e quanta gente inganniamo e perché tutto finisce nella morte." 

Audrey Hepburn