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ITTO20060569A1 - "macchina di lavaggio, in particolare una lavabiancheria, comprendente un dispensatore di agenti di lavaggio a lunga autonomia" - Google Patents

"macchina di lavaggio, in particolare una lavabiancheria, comprendente un dispensatore di agenti di lavaggio a lunga autonomia" Download PDF

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Publication number
ITTO20060569A1
ITTO20060569A1 IT000569A ITTO20060569A ITTO20060569A1 IT TO20060569 A1 ITTO20060569 A1 IT TO20060569A1 IT 000569 A IT000569 A IT 000569A IT TO20060569 A ITTO20060569 A IT TO20060569A IT TO20060569 A1 ITTO20060569 A1 IT TO20060569A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
washing
container
machine according
machine
tank
Prior art date
Application number
IT000569A
Other languages
English (en)
Inventor
Dino Bongini
Original Assignee
Indesit Co Spa
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Indesit Co Spa filed Critical Indesit Co Spa
Priority to IT000569A priority Critical patent/ITTO20060569A1/it
Priority to EP07106497.6A priority patent/EP1884584B1/en
Priority to PL07106497.6T priority patent/PL1884584T3/pl
Publication of ITTO20060569A1 publication Critical patent/ITTO20060569A1/it

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    • D06TREATMENT OF TEXTILES OR THE LIKE; LAUNDERING; FLEXIBLE MATERIALS NOT OTHERWISE PROVIDED FOR
    • D06FLAUNDERING, DRYING, IRONING, PRESSING OR FOLDING TEXTILE ARTICLES
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    • D06F33/32Control of operational steps, e.g. optimisation or improvement of operational steps depending on the condition of the laundry
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  • Textile Engineering (AREA)
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  • Detergent Compositions (AREA)

Description

DESCRIZIONE dell'invenzione industriale dal titolo:
“Macchina di lavaggio, in particolare una lavabiancheria, comprendente un dispensatore di agenti di lavaggio a lunga autonomia”
di Indesit Company S.p.A., nazionalità italiana, con sede in Viale Aristide Merloni, 47 -60044 Fabriano (AN).
Inventore designato: Dino Bongini
Depositata il: 31 luglio 2006
* * *
TESTO DELLA DESCRIZIONE
La presente invenzione riguarda una macchina di lavaggio, particolarmente una lavabiancheria, secondo il preambolo della rivendicazione 1.
Come è noto, l’effettuazione di un ciclo di trattamento da parte di una macchina di lavaggio presuppone l’impiego di sostanze detergenti, in polvere o liquide, e di eventuali ulteriori sostanze, come ad esempio ammorbidenti e profumanti nel caso di lavabiancheria o brillantanti nel caso di lavastoviglie, tipicamente in forma liquida. Tali sostanze vengono qui complessivamente definite come “agenti di lavaggio”.
A questo scopo le macchine di lavaggio di tipo più comune sono dotate di un dispositivo dispensatore, destinato ad essere caricato da un utente con singole dosi dell’agente o degli agenti di lavaggio, richiesti in funzione delle caratteristiche e del quantitativo di capi tessili o di stoviglie che debbono essere lavati, nonché del ciclo di lavaggio selezionato. A tale scopo gli agenti di lavaggio, del tipo e nella quantità consigliata, vengono immessi dall’utente in appositi vani del dispensatore, prima dell’avvio del ciclo.
Nel caso di macchine lavabiancheria a caricamento frontale tali vani sono tipicamente realizzati da scomparti di un contenitore a cassetto, parzialmente estraibile dalla zona frontale della macchina lavabiancheria. Nel caso delle macchine lavabiancheria a carica dall’alto il dispensatore è invece solitamente concepito come contenitore statico, comunque suddiviso in scomparti per i vari agenti di lavaggio, che è integrato allo sportello della macchina oppure alla parte fissa del suo mobile, in corrispondenza della faccia superiore. Nel caso delle lavastoviglie il dispensatore, solitamente associato alla porta della macchina, comprende un vano per il detersivo di lavaggio, dotato di sportellino mobile, e di un serbatoio dotato di tappo, atto a contenere una quantità di brillantante liquido sufficiente per più cicli di lavaggio.
Sono anche note macchine lavabiancheria dotate di dispensatori di agenti di lavaggio liquidi a lunga carica o a lunga autonomia di funzionamento.
Queste macchine, a differenza di quelle tradizionali - che devono essere rifornite di agenti di lavaggio prima di ogni trattamento - sono in grado di ritenere, in uno o più appositi recipienti o serbatoi, quantità complessive di agenti di lavaggio liquidi (detersivo liquido, ammorbidente, candeggina, ecc.) tali da essere utilizzate per una pluralità di trattamenti di lavaggio, nonché di dispensare quantità dosate di tali agenti nel corso di ogni trattamento effettuato (ad esempio, ad ogni ciclo il detersivo liquido è rilasciato in vasca nella fase di lavaggio, mentre la candeggina o l’ammorbidente sono rilasciate durante una fase di risciacquo, in particolare rispettivamente durante il penultimo e l’ultimo risciacquo).
GB-A-2214524 descrive una macchina lavabiancheria a carica frontale comprendente recipienti elastici atti a contenere agenti di lavaggio liquidi, dove a ciascun recipiente sono associati un tubo flessibile per il pescaggio del relativo agente di lavaggio ed una pompa per il suo trascinamento nella vasca della macchina. Tali recipienti sono disposti in un alloggiamento definito nella struttura fissa del mobile della macchina e sono accessibili previa rimozione di un pannello posizionato nella parte inferiore della parete frontale del mobile. La macchina lavabiancheria descritta in GB-A-2214524 ha l’inconveniente che il caricamento degli agenti di lavaggio richiede all’utente una pluralità di operazioni, alcune delle quali sono piuttosto disagevoli. I recipienti elastici hanno una capacità limitata e non possono essere puliti, per cui devono essere sostituiti quando degradati.
EP-A-0449060 descrive una macchina lavabiancheria a carica frontale avente una pluralità di serbatoi per agenti di lavaggio, i quali sono allocati in posizione verticale in una zona della macchina compresa tra la parete posteriore della sua vasca e la parete posteriore del relativo mobile. Il caricamento degli agenti di lavaggio è assai poco confortevole, potendo avvenire solo tramite appositi beccucci che sporgono dalla parete posteriore del mobile oppure attraverso una ribaltina posizionata sulla parete superiore del mobile. Tale soluzione non risulta evidentemente utilizzabile nel caso di macchine del tipo da incasso. L’allocazione dei serbatoi risulta essere molto svantaggiosa, poiché va a limitare lo spazio a disposizione della vasca, e quindi la capacità di carico di biancheria, nel caso in cui si vogliano mantenere le dimensioni standard del mobile della macchina. Eventuali interventi di manutenzione sul sistema dispensatore risultano complicati.
US-B-6,401,499 descrive una macchina lavabiancheria a carica dall’alto in cui, tra la parete frontale della vasca di lavaggio e la parete frontale del mobile sono allocati serbatoi per il contenimento di agenti di lavaggio Tramite la pressione di pulsanti dedicati da parte dell’utente i serbatoi vengono pressurizzati, per causare il trasferimento di quantità dosate degli agenti di lavaggio in corrispondenti camere, dalle quali tali quantità dosate vengono poi dispensate nella vasca. L’allocazione dei serbatoi proposta in US-A-6,401,499 è perseguibile solo nel caso di macchine a carica dall’alto e non può quindi essere adottata per macchine a carica frontale. Inoltre costituisce uno svantaggio della soluzione di US-B-6,401,499 il fatto che non può essere effettuata la pulizia dei serbatoi, non essendo gli stessi rimovibili dall’interno della macchina.
Anche nel caso delle lavastoviglie sono stati proposti dispensatori a lunga autonomia, i quali sono tuttavia generalmente ingombranti talché la loro allocazione spesso riduce il volume utile della vasca di lavaggio.
Alla luce dello stato della tecnica menzionato, la presente invenzione si propone di realizzare una macchina di lavaggio, particolarmente una lavabiancheria, che superi uno o più degli inconvenienti suddetti. In tale ambito, uno scopo dell’invenzione è quello di realizzare una tale macchina dotata di un sistema dispensatore a lunga carica che includa almeno un recipiente per agenti di lavaggio facilmente accessibile, sia ai fini delle operazioni di caricamento periodico degli agenti di lavaggio, sia ai fini di eventuali trattamenti di pulizia, sia ancora nei casi in cui si presenti la necessità di interventi di riparazione. Uno scopo ulteriore dell’invenzione è quello di realizzare una macchina di lavaggio, particolarmente una lavabiancheria, in cui l’allocazione del suddetto recipiente sia particolarmente vantaggiosa in funzione della sempre maggiore attenzione che si riserva all’ergonomia degli apparecchi elettrodomestici.
Questi ed ulteriori scopi sono raggiunti, secondo la presente invenzione, da una macchina lavabiancheria avente le caratteristiche indicate nelle rivendicazioni allegate, che si intendono parte integrante della presente descrizione.
Le caratteristiche della presente invenzione, insieme ai relativi vantaggi, risulteranno chiare dalla seguente descrizione dettagliata e dai disegni annessi, riportati a puro titolo esemplificativo ma non limitativo, in cui:
- la figura 1 è una vista in prospettiva di una prima forma realizzazione di una macchina lavabiancheria secondo la presente invenzione, in una prima condizione;
- la figura 2 è una sezione laterale della macchina di figura 2;
- la figura 3 è una sezione laterale della macchina di figura 1, in una seconda condizione;
- la figura 4 è una vista in prospettiva di una seconda forma di realizzazione di una macchina lavabiancheria secondo la presente invenzione;
- la figura 5 è una sezione schematica di un recipiente a lunga autonomia appartenente ad un dispensatore di agenti di lavaggio liquidi della macchina lavabiancheria di figura 1, e
- la figura 6 è una sezione schematica di una variante di realizzazione del recipiente di figura 5.
Nelle figure da 1 a 3, con 1 è indicata nel suo complesso una macchina di lavaggio secondo una prima forma di realizzazione della presente invenzione. La macchina 1 è, a titolo esemplificativo ma non limitativo, una lavabiancheria a carica frontale, ma si tenga presente che l’invenzione è ugualmente applicabile a lavabiancheria del tipo a carica dall’alto, siano esse del tipo predisposto per il solo lavaggio di capi tessili oppure del tipo predisposto per il lavaggio e la successiva asciugatura di capi tessili (le cosiddette “lava-asciuga”). La macchina 1 comprende tutti gli elementi noi per il suo normale e corretto funzionamento, tra i quali:
- un mobile o struttura fissa 2, avente una parete frontale 3;
- un’apertura per il caricamento dei capi tessili, ricavata nella struttura fissa 2, in particolare nella parete frontale 3;
- un cosiddetto “gruppo oscillante”, comprendente una vasca di lavaggio 4, per il contenimento di acqua o liquido di trattamento, ed un cestello per il contenimento dei capi tessili; il cestello, non rappresentato, è montato girevole nella vasca 4 ed è suscettibile di essere messo in rotazione attorno al proprio asse mediante un dispositivo motore, non rappresentato;
- uno sportello 5, montato in corrispondenza della suddetta apertura di caricamento e volto a consentire all’utente di accedere all’interno del cestello;
- un sistema di sospensione, non rappresentato, atto a supportare e sostenere il gruppo oscillante entro la struttura fissa 2;
- mezzi di interfaccia 6, atti a consentire all’utente di selezionare almeno uno tra i programmi e/o i parametri di trattamento resi disponibili dalla macchina e/o a visualizzare informazioni utili all’utente.
- un sistema di controllo, preferibilmente di tipo elettronico e che si supponga essere integrato nei mezzi di interfaccia 6, configurato per gestire tutte le funzioni caratteristiche della macchina, ivi compresi i suoi cicli di trattamento o programmi.
La macchina 1 comprende inoltre un dispositivo dispensatore di agenti di lavaggio a “lunga carica” o a “lunga autonomia di funzionamento”: con tali termini si intende qui designare un dispensatore avente uno o più recipienti in grado di ritenere ciascuno una massa liquida di un rispettivo agente di lavaggio, tale da consentire l’effettuazione di più cicli di trattamento da parte della macchina, il quale dispositivo necessita così di essere caricato solo periodicamente dall’utente.
Il suddetto dispensatore comprende, per ciascun recipiente, mezzi erogatori controllabili, il funzionamento dei quali è gestito dal sistema di controllo della macchina al fine di frazionare o suddividere la suddetta massa liquida, ovvero prelevare dal rispettivo recipiente quantità dosate dell’agente di lavaggio, per addurle nella vasca di lavaggio 4.
Secondo l’aspetto principale dell’invenzione, il suddetto recipiente è montato su di una struttura di supporto mobile, che è suscettibile di spostamento tra una prima ed una seconda posizione, nella prima posizione il recipiente essendo accessibile e nella seconda posizione il recipiente essendo inaccessibile.
Preferibilmente, la suddetta struttura di supporto mobile è suscettibile di scorrere tra le suddette due posizioni: a tale scopo, nella forma di attuazione preferenziale, la suddetta struttura di supporto mobile può essere rappresentata da un contenitore conformato sostanzialmente a cassetto, nel quale il detto almeno un recipiente è posizionato, preferibilmente in modo rimuovibile.
Un esempio di tale cassetto è indicato con 8 nelle figure 1-3. Il cassetto 8 è montato scorrevole in una rispettiva sede o cavità 7, ricavata nella parte inferiore della struttura fissa 2 ed estendentesi in particolare dalla parete frontale 3 verso l’interno della struttura stessa. Ad esempio, la vasca può essere sostenuta dal basso tramite almeno due elementi ammortizzatori laterali contrapposti, con la cavità 7 che si estende nello spazio esistente tra i punti di ancoraggio inferiore di tali elementi ammortizzatori.
Il cassetto 8 è spostabile manualmente dall’utente tra almeno una prima posizione, rappresentata in figura 3, in cui esso è in posizione chiusa e si trova prevalentemente all’interno del volume della struttura 2, e una seconda posizione, rappresentata nelle figure 1 e 2, in cui esso è in posizione aperta e si trova parzialmente all’esterno del volume della struttura 2, risultando quindi accessibile all’utente, che può così riporvi o prelevarvi oggetti di varia natura.
Nella forma di attuazione rappresentata nelle figure 1-3 la macchina 1 comprende tre distinti recipienti 9, 10 e 11, idonei a contenere tre differenti agenti di lavaggio liquidi, ognuno dei quali deve essere rilasciato in una particolare fase del trattamento di lavaggio selezionato: tali agenti di lavaggio possono essere, ad esempio, un detersivo liquido (nel recipiente 9), un ammorbidente (nel recipiente 10) ed un candeggiante (nel recipiente 11). Ovviamente sono possibili altre forme di attuazione della presente invenzione, ad esempio secondo cui la macchina 1 comprende solo due distinti recipienti (ad esempio per il detersivo liquido e per l’ammorbidente), oppure un unico recipiente (ad esempio per il detersivo liquido), o ancora quattro recipienti (ad esempio uno dei quali destinato ad una sostanza liquida profumante).
Come visibile in figura 1, l’insieme dei tre recipienti 9-11 occupa preferibilmente solo una parte del cassetto 8 - nell’esempio la parte posteriore - in modo da lasciare all’utente la possibilità di disporre di spazio utile nel cassetto, ove riporre altri oggetti di varia natura.
Ognuno dei tre recipienti 9-11 è realizzato in materiale rigido, preferibilmente in materiale rigido plastico, ed ha una forma ed una capacità tali da contenere una rispettiva massa di agente di lavaggio liquido sufficiente per una pluralità di trattamenti di lavaggio. Vantaggiosamente, ogni recipiente 9-11 è dotato di un volume di riserva, nel senso che esso ha una capacità un poco superiore a quella dei flaconi di agenti di lavaggio attualmente in commercio. Ad esempio, nel caso particolare del recipiente 9 atto al contenimento del detersivo liquido, la capacità complessiva può essere opportunamente pari a circa 1,5 litri oppure pari a circa 4 litri, essendo disponibili in commercio prevalentemente flaconi contenenti 1 litro e 3,5 litri di detersivo liquido.
Secondo un’ulteriore caratteristica vantaggiosa i recipienti 9-11 sono alloggiati stabilmente nel cassetto 8, ma in modo rimovibile: grazie a tale caratteristica, all’utente della macchina 1 viene assicurata la possibilità di estrarre agevolmente i recipienti 9-11 dal cassetto 8 qualora se ne presenti la necessità, ad esempio per effettuare un’operazione di pulizia (manuale o mediante lavastoviglie), volta a rimuovere eventuali incrostazioni di agenti di lavaggio sulle pareti interne dei recipienti stessi e/o eventuali impurità solide presenti all’interno degli stessi.
In figura 4 è rappresentata una macchina lavabiancheria 12 realizzata in accordo ad una seconda forma di realizzazione della presente invenzione. La macchina lavabiancheria 12 è, a titolo esemplificativo ma non limitativo, una lavatrice a carica frontale, ma si tenga conto che anche per questa realizzazione la macchina potrebbe essere del tipo a carica dall’alto, ed indifferentemente destinata al solo lavaggio oppure sia al lavaggio che all’asciugatura di biancheria.
La macchina 12 è predisposta per l’associazione ad un accessorio strutturato 14, atto ad innalzarne la struttura fissa 13, la vasca 4 (e quindi il gruppo oscillante), lo sportello 15 ed i mezzi di interfaccia 16: tale innalzamento consente vantaggiosamente di ottenere una maggiore ergonomia della macchina lavabiancheria 12.
In accordo alla forma di attuazione di figura 4 l’accessorio strutturato 14, che può essere fissato alla struttura 13 in qualunque modo noto, è configurato essenzialmente come un basamento, nello spazio interno al quale si trovano i recipienti per gli agenti di lavaggio liquidi, indicati con 17, 18 e 19, con i relativi mezzi erogatori controllabili, alloggiati nel cassetto indicato con 20. Tale basamento può ad esempio avere una conformazione complessivamente a forma di C, in modo da definite una cavità o sede aperta almeno frontalmente, nell’ambito della quale il cassetto 20 è montato scorrevole.
La macchina 12 può integrare sin dall’inizio (ossia in fase produttiva) l’accessorio strutturato 14 con i relativi cassetto 20, recipienti 17-19 e mezzi erogatori, oppure può essere soltanto predisposta a tale integrazione: in questo secondo caso, l’integrazione dell’accessorio strutturato 14 può avvenire in qualsiasi momento della vita della macchina 12, essendo quest’ultima opportunamente predisposta al collegamento - sia elettrico che idraulico - con i recipienti 17-19 ed i relativi mezzi erogatori. Si noti comunque che anche la macchina 1 della prima forma di attuazione può integrare sin dall’inizio i recipienti 9-11, oppure può essere realizzata in maniera tale da consentire l’integrazione successiva del dispensatore a lunga autonomia, in qualsiasi momento della vita della macchina 1.
Tra le caratteristiche particolarmente vantaggiose della presente invenzione va sottolineata la possibilità di agevole rimozione dei recipienti, che consente all’utente, tra l’altro, di effettuare con semplicità le relative operazioni di pulizia, se necessarie. La possibilità di asportazione dei recipienti dalla struttura mobile che li supporta non deve tuttavia pregiudicare né la stabilità dell’alloggiamento dei recipienti, né la corretta funzionalità del sistema. Per questo la Richiedente ha concepito, per i recipienti suddetti, alcune possibili forme di realizzazione illustrate nelle figure 5 e 6, che costituiscono esempi aventi valore puramente esplicativo e non limitativo.
La figura 5 rappresenta un primo recipiente, sezionato secondo un piano ortogonale alla parete frontale 3 del mobile 2 di figura 1; nel caso specifico è illustrato il recipiente 9, ma si tenga conto che i recipienti 10 e 11 (o 17-19) possono essere di analoga realizzazione.
Il recipiente 9 illustrato presenta una conformazione tale da garantirne uno stabile e nel contempo rimovibile alloggiamento nella struttura mobile rappresentata dal cassetto 8 o 20. Tale recipiente 9 è cavo internamente e nel suo volume interno sono individuate una prima porzione di cavità 21 ed una seconda porzione di cavità 22, posizionata ad un livello inferiore rispetto alla prima porzione 21, le due porzioni essendo tra loro comunicanti. La seconda porzione 22 è atta a contenere la suddetta quantità di riserva di agente di lavaggio liquido (ad esempio una quantità di detersivo liquido sufficiente per effettuare 3 lavaggi mediante la macchina 1, 12) ed ha una capacità sensibilmente minore rispetto alla prima porzione 21: a titolo puramente indicativo, il volume utile della seconda porzione 22 può essere compreso approssimativamente tra il 10% ed il 35% del volume complessivo del recipiente.
La prima e la seconda porzione 21, 22 sono ricavate a partire da una forma sostanzialmente parallelepipeda, essendo la dimensione caratteristica della prima porzione 21 (la profondità indicata con P1) maggiore rispetto alla dimensione caratteristica della seconda porzione 22 (la profondità P2). In questo modo la seconda porzione 22 del recipiente 9 può essere almeno parzialmente inserita in modo stabile in una rispettiva sede o alloggiamento ricavato sul fondo del cassetto 8, 20: Il citato alloggiamento, non indicato da un numero di riferimento ma visibile nelle figure 2-3, ha preferibilmente una profondità P3 di poco superiore rispetto alla profondità P2 della seconda porzione 22.
Il recipiente 9 presenta due aperture di accesso al suo volume interno, preferibilmente ricavate nella sua parete superiore, ed in particolare:
- una prima apertura, idonea a permettere all’utente di caricare l’agente di lavaggio liquido nel recipiente 9, e
- una seconda apertura, idonea a permettere l’uscita dell’agente di lavaggio liquido dal recipiente 9, quando tale agente, durante un trattamento di lavaggio, viene prelevato dai relativi mezzi erogatori per essere addotto nella vasca 4.
Alla prima apertura, che costituisce la bocca di carico dell’agente di lavaggio, è associato un tappo di chiusura, indicato con 23 in figura 1, che impedisce l’ingresso di impurità solide nel recipiente 9 e che viene rimosso dall’utente per effettuare il caricamento dell’agente di lavaggio. Alla seconda apertura sono invece associati mezzi di fissaggio atti a vincolare al recipiente 9 i rispettivi mezzi erogatori, indicati con 24 nelle figure 1 e 5, connessi ad un tubo di spinta 25 attraverso cui l’agente di lavaggio viene addotto nella vasca 4. I mezzi erogatori 24 sono fissati al relativo recipiente 9 in modo rimovibile (ad esempio con un innesto a scatto, o a baionetta, o filettato, eccetera), in modo che essi possano essere scollegati al momento in cui l’utente intenda procedere alla pulizia del recipiente 9.
In figura 6 è rappresentato una possibile variante di realizzazione di un recipiente per agenti di lavaggio liquidi utilizzabile nella macchina secondo l’invenzione, sezionato secondo un piano passante per il proprio asse. Il recipiente di figura 6, indicato nel complesso con 26, presenta una conformazione diversa rispetto a quello di figura 5, consentendo comunque l’ottenimento delle medesime caratteristiche di stabilità e possibilità di rimozione. Secondo tale conformazione il recipiente 26 comprende una prima porzione 27 di forma sostanzialmente assialsimmetrica e una seconda porzione 28, anch’essa di forma sostanzialmente assialsimmetrica, le due porzioni 27 e 28 essendo comunicanti tra loro. La prima porzione 27 si trova ad un livello più alto rispetto alla seconda porzione 28, destinata al contenimento della quantità di riserva di agente di lavaggio liquido. La prima porzione27 ha una dimensione caratteristica, ossia il diametro esterno indicato con D1, che è maggiore rispetto alla dimensione caratteristica della seconda porzione 28, ossia il diametro esterno indicato con D2.
Come per la precedente forma di attuazione, anche il recipiente 26 - o meglio la sua parte 28 - si presta ad essere stabilmente collocata in una sede o alloggiamento ricavato nel cassetto 8, 20, ed avente la rispettiva dimensione caratteristica (ad esempio il diametro interno dell’alloggiamento, qualora esso abbia forma sostanzialmente assialsimmetrica) compresa tra la dimensione caratteristica della seconda porzione 28 del recipiente 26 e la dimensione caratteristica della prima porzione 27; in tal modo parte della superficie anulare svasata 29 che delimita inferiormente la porzione 27 rimane a contatto con la superficie circostante l’alloggiamento ricavato sul cassetto.
Anche il recipiente 26, cavo internamente, presenta due aperture di accesso al relativo volume interno, collocate entrambe nella sua parte superiore, e segnatamente:
- una prima apertura 30 di caricamento dell’agente di lavaggio, a cui è associato un tappo di chiusura 31, e
- una seconda apertura 32 di uscita dell’agente di lavaggio, a cui sono vincolati, preferibilmente in modo rimovibile, i mezzi erogatori, qui indicati con 33, atti ad addurre, durante un trattamento di lavaggio, l’agente liquido nella vasca 4, attraverso il tubo di spinta, qui indicato con 34.
In entrambe le forme di attuazione esemplificative e non limitative delle figure 5 e 6 i mezzi erogatori 24, 33 sono di tipo elettromeccanico, di concezione di per sé nota, alloggiati almeno parzialmente all’interno del recipiente e fissati in modo stabile ma rimovibile al recipiente stesso, in corrispondenza dell’apertura di uscita. Tali mezzi erogatori 24, 33 possono comprendere:
- una pompa di dosaggio 35, 36 (quale ad esempio una pompa volumetrica, una pompa peristaltica, una pompa centrifuga, una pompa assiale), a cui è preferibilmente associato un sistema di valutazione precisa della quantità di agente di lavaggio liquido elaborata dalla pompa stessa;
- un attuatore motorizzato 37, 38, elettricamente alimentato dalla scheda di potenza della macchina 1 o 12 ed idoneo ad azionare la pompa 35, 36;
- un tubo di pescaggio 39, 40, che si estende all’interno del recipiente 9, 26, in particolare fino in prossimità della parete di fondo della porzione 22, 28 del recipiente 9, 26 che contiene la quantità di riserva di agente di lavaggio;
- mezzi di collegamento 41, 42 al tubo di spinta 25, 34, volti a permettere alla quantità di liquido di lavaggio, prelevata attraverso il tubo di pescaggio 39, 40 ed elaborata dalla pompa di dosaggio 35, 36, di essere convogliata nel tubo di spinta 25, 34, per poter essere poi rilasciata nella vasca di lavaggio 4, e
- eventuali mezzi sensori, elettricamente alimentati dal sistema di controllo elettronico della macchina 1, 12 ed idonei a rilevare il valore di una o più grandezze fisiche relative all’agente di lavaggio liquido.
Tali mezzi sensori possono comprendere dispositivi sensori di differente tipologia di per sé nota, tra i quali ad esempio:
- mezzi sensori di livello, di tipo idoneo a rilevare il livello dell’agente di lavaggio liquido all’interno del recipiente 9, 26. Secondo una possibile forma di realizzazione, tali mezzi sensori rilevano se il livello raggiunto dall’agente liquido nel recipiente 9, 26 è superiore oppure è inferiore ad un predeterminato livello di soglia (quale livello di soglia si può scegliere il livello di inizio riserva). Qualora il livello rilevato sia inferiore al livello di soglia, i mezzi sensori generano un segnale che viene trasmesso al sistema di controllo elettronico della macchina 1, 12, il quale, sulla base di tale segnale, può comandare l’attivazione di un dispositivo di segnalazione (ad esempio una spia facente parte dei mezzi di interfaccia 6, 16), appositamente dedicato a segnalare all’utente la necessità di provvedere quanto prima al caricamento del recipiente 9, 26;
- mezzi sensori di viscosità e/o di torbidezza, atti a misurare la viscosità e/o la torbidezza dell’agente liquido contenuto all’interno del recipiente 9, 26. Da tali misure si può risalire alla tipologia di agente di lavaggio liquido e si possono anche evidenziare eventuali degradazioni a carico dell’agente stesso, e
- mezzi sensori di portata, ad esempio un flussometro, atti a misurare la portata di agente di lavaggio liquido elaborata dalla pompa di dosaggio 35, 36.
Il controllo dell’attuatore 37, 38 di azionamento della pompa è finalizzato a conseguire l’erogazione nella vasca 4 di una quantità ottimale di agente di lavaggio liquido ed avviene ad opera del sistema di controllo della macchina 1, 12. In particolare, tale controllo può essere effettuato sulla base dei segnali che il sistema di controllo riceve da alcuni tra i mezzi sensori precedentemente elencati (ad esempio in base al valore di torbidezza o in base al valore di portata) e/o da altri mezzi sensori eventualmente applicati alla macchina 1 (che rilevano parametri come la conducibilità o la temperatura del liquido di lavaggio, oppure il peso o la tipologia o il livello di sporco dei capi tessili caricati nel cestello, ecc.).
Secondo una forma di realizzazione preferita della presente invenzione, la macchina 1, 12 comprende inoltre un dispositivo sensore del tipo descritto in EP-A-0 582 329, per la misura della conducibilità del liquido di trattamento contenuto nella vasca 4 ed il sistema di controllo elettronico della macchina 1, 12 si avvale delle informazioni ricavate tramite il suddetto sensore di conducibilità per il controllo della pompa 35, 36, in modo che sussista, all’interno della vasca 4, la concentrazione di agente di lavaggio ritenuta ottimale.
In particolare, tale dispositivo sensore di conducibilità consente al sistema di controllo della macchina 1 - a ciò predisposto - di regolare la quantità di agente di lavaggio liquido erogata dalla pompa 35, 36 all’inizio di una fase di lavaggio, interrompendo il flusso di agente liquido - mediante disattivazione dell’attuatore motorizzato 37, 38 - nel momento in cui si raggiunge la concentrazione di agente liquido in vasca ritenuta ottimale. Il valore di concentrazione ritenuto ottimale viene calcolato o generato automaticamente dal sistema di controllo elettronico, sulla base di informazioni quali la quantità, la tipologia e il livello di sporco dei capi tessili, la durezza dell’acqua e la tipologia di trattamento di lavaggio selezionato dall’utente.
Durante lo svolgimento di un trattamento di lavaggio, inoltre, qualora la concentrazione di agente liquido dovesse scendere al di sotto di una predeterminata soglia, il sistema di controllo elettronico - a ciò predisposto - attiva l’attuatore 37, 38 accoppiato alla pompa 35, 36, in modo da riportare la suddetta concentrazione al livello desiderato.
Nelle figure 2 e 3 è ben visibile il percorso di un tubo di spinta 25, convenientemente di tipo flessibile, idoneo a mettere in collegamento idraulico il rispettivo recipiente, ad esempio il recipiente 9, con il punto di rilascio in vasca (ovviamente analoghi tubi sono previsti per i recipienti 10-11 ed il/i tubi 34 di figura 6 sono di simile realizzazione).
Il detersivo liquido può essere condotto, mediante il tubo 25, direttamente dal recipiente 9 alla vasca 4: tale modalità di erogazione dell’agente di lavaggio liquido si presta bene ad essere utilizzata qualora la macchina lavabiancheria non comprenda un dispositivo dispensatore di tipo tradizionale (dove per “dispositivo dispensatore di tipo tradizionale” si intende un dispositivo dispensatore che deve essere caricato con singole dosi di agenti di lavaggio prima di ogni trattamento di lavaggio effettuato dalla macchina lavabiancheria).
Alternativamente, come esemplificato nel caso della macchina lavabiancheria 1 rappresentata nelle figure 2-3, si può adottare una differente modalità di erogazione degli agenti liquidi. La macchina 1 comprende, oltre ai recipienti 9-11 anche un dispositivo dispensatore di tipo tradizionale, indicato con 43 nelle sole figure 2-3. In questo caso, il rilascio dell’agente liquido prelevato dal recipiente 9 avviene convenientemente in una tramoggia 44, ossia nell’elemento atto al caricamento in vasca degli agenti di lavaggio contenuti nel dispensatore 43. Il detersivo liquido, condotto dal recipiente 9 alla tramoggia 44 per mezzo della prevalenza ad esso fornita dalla pompa di dosaggio 35, viene poi rimosso dalla tramoggia 44 e rilasciato nella vasca di lavaggio 4 per mezzo dell’usuale flusso d’acqua di trascinamento proveniente dal tubo indicato con 45, previsto per immettere l’acqua nella lavabiancheria 1.
Tale variante di lavabiancheria 1, comprendente sia un dispositivo dispensatore a lunga carica, sia un dispositivo dispensatore di tipo tradizionale, risulta particolarmente vantaggioso nel caso in cui la macchina sia dotata di un dispositivo sensore di conducibilità, del tipo descritto nel già citato EP-A-0 582 329. Un tale sensore è infatti in grado di rilevare automaticamente un eventuale caricamento in vasca di un agente di lavaggio effettuato tramite il dispensatore 43, e di valutare la quantità di tale agente di lavaggio in funzione della concentrazione ritenuta ottimale. A seconda della rilevazione del dispositivo sensore di conducibilità, il sistema di controllo elettronico della macchina provvede ad escludere l’attivazione dell’attuatore 37 nel caso in cui la quantità di agente di lavaggio erogata tramite il dispensatore 43 sia stata sufficiente a raggiungere la concentrazione desiderata, oppure provvede ad attivare l’attuatore 37 affinché sia erogata dal recipiente 9 la quantità di agente liquido mancante per ottenere la concentrazione considerata ottimale di agente di lavaggio.
Adiacentemente ai tubi di spinta si trovano i cavi di connessione elettrica, non rappresentati, attraverso cui viene fornita la tensione di alimentazione ai mezzi erogatori 24 - in particolare all’attuatore motorizzato 37 ed agli eventuali mezzi sensori - ed attraverso cui i segnali generati dagli eventuali mezzi sensori raggiungono il sistema di controllo della macchina.
I materiali con cui sono realizzati gli elementi di collegamento idraulico ed elettrico (tubi di spinta 25 e cavi di connessione elettrica) ed il percorso seguito da tali elementi sono vantaggiosamente scelti in maniera tale che il o i recipienti previsti (9-11, 17-19, 26) rimanga/rimangano comunque accoppiati al cassetto 8, 20 della macchina 1, 12 durante le aperture e le chiusure del cassetto stesso. In questo modo, quando il/i tubi 25 e i cavi di connessione elettrica sono collegati ai mezzi erogatori 24, 33 non è impedita al rispettivo recipiente la possibilità di essere portato, mediante apertura del cassetto, al di fuori del volume della struttura fissa, sia essa rappresentata dal mobile 2 o dal basamento 14, in modo da essere così accessibile all’utente per operazioni quali il caricamento dell’agente di lavaggio, oppure la rimozione del recipiente dal proprio alloggiamento nel cassetto. Perciò i suddetti elementi di collegamento sono realizzati, interamente oppure almeno nella parte adiacente al rispettivo recipiente, con materiali flessibili e presentano una porzione conformata in modo tale da potersi liberamente ripiegare su sé stessa all’apertura del cassetto 8, 20, variando opportunamente la propria curvatura durante gli spostamenti del recipiente lungo la direzione orizzontale di apertura del cassetto stesso.
Dalla presente descrizione si evince come la presente invenzione consenta di superare gli inconvenienti dello stato della tecnica, conseguendo numerosi vantaggi.
Un primo vantaggio è quello di rendere disponibile all’utente una macchina con almeno un recipiente a lunga carica di agenti di lavaggio liquidi contraddistinta da un notevole confort di caricamento. Infatti, con la soluzione secondo la presente invenzione, il o i recipienti di agenti di lavaggio liquidi possono essere estratti dalla macchina mediante un’operazione agevole, rappresentata nel caso esemplificato dall’apertura del cassetto, che non richiede l’accesso ad elementi funzionali della macchina o la rimozione di parti del relativo mobile.
Inoltre, essendo l’alloggiamento del/dei recipienti nel cassetto un alloggiamento preferibilmente rimovibile, si ha che la presente invenzione si distingue per la facilità e per l’efficacia con cui i recipienti possono essere sottoposti a trattamenti di pulizia, per rimuovere eventuali impurità e/o incrostazioni. La possibilità di rimozione del collegamento tra recipienti e cassetto, che non pregiudica in alcun modo la stabilità dell’alloggiamento dei primi nel secondo, consente anche all’utente di poter porre agevolmente rimedio ad un caricamento errato di uno dei recipienti (ad esempio ad un caricamento dell’ammorbidente nel recipiente dedicato al detersivo liquido): in tal caso il recipiente viene rimosso dal proprio luogo di installazione, vuotato del contenuto, eventualmente pulito e quindi caricato con un agente di lavaggio liquido corretto.
Un ulteriore importante vantaggio della presente invenzione è quello di rendere disponibile all’utente una macchina lavabiancheria con dispensatore di agenti di lavaggio a lunga autonomia contraddistinta da una notevole ergonomia, in cui il gruppo oscillante e l’apertura di caricamento dei capi tessili si trovano favorevolmente in una posizione innalzata e in cui viene lasciato spazio nella parte inferiore per l’alloggiamento dei recipienti di agenti di lavaggio liquidi. Con un siffatto posizionamento dei gruppi funzionali della macchina vengono rese massimamente confortevoli le operazioni di caricamento e scaricamento dei capi tessili, effettuate ad ogni trattamento di lavaggio, e quindi molto più frequentemente rispetto alle operazioni di caricamento degli agenti di lavaggio liquidi nei recipienti, che avvengono con una cadenza ragionevolmente mensile.
Risulta infine vantaggiosa la variante di macchina che comprende sia un dispositivo dispensatore a lunga carica, sia un dispositivo dispensatore di tipo tradizionale. Tale variante assicura all’utente di disporre di una macchina che gli consenta di scegliere tra un sistema di caricamento automatico, un sistema di caricamento manuale ed un sistema di caricamento misto, in cui la macchina stessa, disponendo di opportuni mezzi di controllo elettronico, è in grado di ottenere il rilascio nella vasca di lavaggio di una quantità sempre ottimale di agenti di lavaggio, anche a partire da un caricamento insufficiente di agenti di lavaggio nel dispositivo dispensatore di tipo tradizionale.
La presente invenzione, suscettibile di evidente applicazione industriale, è stata descritta con riferimento ad un particolare esempio di realizzazione, ma è evidente che numerose varianti, tutte rientranti nell’ambito del medesimo concetto inventivo, sono possibili alla luce delle conoscenze degli esperti del settore e che tutti i dettagli possono essere sostituiti da elementi tecnicamente equivalenti.
Oltre alle forme di attuazione di cui alle figure 1 e 4 è possibile ipotizzare anche una terza forma di realizzazione della presente invenzione, in cui la macchina comprende una cavità inferiore ed è posta su un basamento cavo internamente, dove la cavità inferiore della macchina e lo spazio interno del basamento sono tra loro comunicanti, in modo da generare un alloggiamento di grandi dimensioni, in cui è alloggiato un cassetto di capacità accresciuta rispetto ai casi illustrati nelle suddette figure, con possibilità dio avere quindi anche recipienti di agenti di lavaggio liquidi di maggiore capacità.
L’invenzione è stata descritta con riferimento ad una macchina per il trattamento di capi tessili, ma si apprezzerà che l’idea di soluzione è ugualmente applicabile con i medesimi vantaggi anche nel caso di macchine lavastoviglie.
* * * * *

Claims (24)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Una macchina di lavaggio, in particolare una lavabiancheria avente una struttura fissa (2; 13, 14), una vasca di lavaggio (4) in detta struttura (2; 13, 14), mezzi di caricamento (45) per addurre un liquido di trattamento in detta vasca (4), un sistema di controllo (6; 16), predisposto per gestire cicli di trattamento eseguibili dalla macchina (1; 12) ed un dispositivo dispensatore di agenti di lavaggio a lunga autonomia, il dispositivo dispensatore comprendendo - almeno un recipiente (9-11; 17-19; 26) suscettibile di contenere una massa di un agente di lavaggio liquido sufficiente per l’effettuazione di una pluralità di cicli di trattamento, e - mezzi erogatori (24; 33) controllabili per prelevare quantità dosate dell’agente di lavaggio da detto almeno un recipiente (9-11; 17-19; 26), al fine di addurre dette quantità dosate alla vasca di lavaggio (4), caratterizzata dal fatto di comprendere ulteriormente un supporto mobile (8; 20) per detto almeno un recipiente (9-11; 17-19; 26), il supporto mobile (8; 20) essendo spostabile, rispetto ad una relativa sede (7), tra una posizione estratta ed una posizione ritratta, nella posizione estratta detto almeno un recipiente (9-11; 17-19; 26) essendo accessibile ed in detta posizione ritratta detto almeno un recipiente (9-11; 17-19; 26) essendo inaccessibile.
  2. 2. La macchina secondo la rivendicazione 1, in cui detta sede (7) è definita in una regione inferiore di detta struttura fissa (2; 13, 14) ovvero inferiormente a detta vasca (4).
  3. 3. La macchina secondo la rivendicazione 2, in cui detta struttura fissa (13, 14) comprende una parte superiore (13) in cui è alloggiata detta vasca (4) ed una parte inferiore configurata come basamento (14) associato alla parte superiore (13), detta sede (7) essendo definita in detta parte inferiore (14) della struttura fissa (13, 14).
  4. 4. La macchina secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui detto supporto mobile (8; 20) è configurato sostanzialmente a cassetto.
  5. 5. La macchina secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, in cui detto almeno un recipiente (9-11; 17-19; 26) supporta rispettivi mezzi erogatori (24; 33).
  6. 6. La macchina secondo la rivendicazione 1, in cui detto almeno un recipiente (9-11; 17-19; 26) è dotato di un volume di riserva (22; 28).
  7. 7. La macchina secondo la rivendicazione 1, in cui detto almeno un recipiente (9-11; 17-19; 26) è montato rimuovibile su detto supporto mobile (8; 20).
  8. 8. La macchina secondo la rivendicazione 7, in cui detto almeno un recipiente (9-11; 17-19; 26) e detto supporto mobile (8; 20) sono configurati per consentire un accoppiamento rapido del primo rispetto al secondo, il recipiente avendo una rispettiva porzione suscettibile di impegno con un relativo alloggiamento formato nel supporto mobile.
  9. 9. La macchina secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui detto almeno un recipiente (9; 26) definisce un volume interno in cui sono individuate una porzione superiore (21; 27) ed una porzione inferiore (22; 28), la porzione superiore (21; 27) avendo una dimensione caratteristica (P1; D1) maggiore rispetto ad una omologa dimensione caratteristica (P2; D2) della porzione inferiore (22; 28).
  10. 10. La macchina secondo le rivendicazione 6 e 9, in cui detto volume di riserva è realizzato da detta porzione inferiore (22; 28).
  11. 11. La macchina secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui detti mezzi erogatori (24; 33) comprendono una pompa (35; 36) ed un attuatore (37; 38) configurato per azionare detta pompa.
  12. 12. La macchina secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, comprendente inoltre mezzi sensori operativamente connessi a detto sistema di controllo (6; 16) ed idonei a rilevare una o più grandezze relative all’agente di lavaggio contenuto in e/o erogato da detto almeno un recipiente (9-11; 17-19; 26), detti mezzi sensori comprendendo in particolare uno o più sensori selezionati tra sensori di livello, sensori di viscosità, sensori di torbidezza, sensori di portata, sensori di portata.
  13. 13. La macchina secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, comprendente inoltre mezzi di misura della presenza e/o concentrazione di un agente di lavaggio nel liquido di trattamento contenuto in detta vasca (4).
  14. 14. La macchina secondo la rivendicazione 13, in cui detti mezzi di misura comprendono un sensore di conducibilità.
  15. 15. La macchina secondo le rivendicazioni 11 e 13 oppure 11 e 14, in cui detto attuatore (37; 38) è controllato da detto sistema di controllo sulla base di segnali ricevuti da detti mezzi di misura, ai fini dell’erogazione di una quantità ritenuta ottimale dell’agente di lavaggio liquido in detta vasca (4).
  16. 16. La macchina secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, comprendente inoltre un dispositivo dispensatore a dosi singole di agenti di lavaggio (43).
  17. 17. La macchina secondo la rivendicazione 16, comprendente in cui detto dispositivo dispensatore a dosi singole (43) comprende un contenitore a tramoggia (44) in comunicazione con detti mezzi di caricamento (45) e detta vasca (4).
  18. 18. La macchina secondo la rivendicazione 17, in cui detto almeno un recipiente (9-11; 17-19; 26) è in comunicazione di fluido con detto contenitore a tramoggia (44), ai fini dell’erogazione in vasca dell’agente di lavaggio contenuto nel recipiente stesso.
  19. 19. La macchina secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui detto almeno un recipiente (9-11; 17-19; 26) è realizzato in materiale rigido, preferibilmente in materiale rigido plastico.
  20. 20. La macchina secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti in cui detto almeno un recipiente (9; 26) comprende almeno una prima ed una seconda apertura (30, 32), idonee a permettere, rispettivamente, il caricamento ed il prelievo dell’agente di lavaggio.
  21. 21. La macchina secondo la rivendicazione 20, i cui detti mezzi di erogazione (24; 33) sono fissati amovibilmente a detto almeno un recipiente (9; 26) in corrispondenza di detta seconda apertura (33).
  22. 22. La macchina secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, in cui il dispositivo dispensatore a lunga autonomia comprende due o più di detti recipienti (9-11; 17-19; 26), predisposti per contenere differenti agenti di lavaggio liquidi, detti agenti di lavaggio essendo in particolare selezionati tra detersivi liquidi, ammorbidenti, candeggianti, profumanti, brillantanti.
  23. 23. La macchina secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui detta vasca (4) è allocata in una regione superiore di detta struttura fissa (2; 13, 14), la macchina essendo una lavabiancheria o una lava-asciuga.
  24. 24. Una macchina di lavaggio, in particolare una lavabiancheria, secondo gli insegnamenti della presente descrizione e dei disegni annessi. Il tutto sostanzialmente come descritto ed illustrato, e per gli scopi specificati.
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