ITTO980281A1 - Dispositivo per il caricamento ed il dosaggio di liquido nella vasca di una macchina di lavaggio di uso domestico, in particolare una lava- - Google Patents
Dispositivo per il caricamento ed il dosaggio di liquido nella vasca di una macchina di lavaggio di uso domestico, in particolare una lava-Info
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Description
Descrizione dell'invenzione industriale dal titolo:
"DISPOSITIVO PER IL CARICAMENTO ED IL DOSAGGIO DI LIQUIDO NELLA VASCA DI UNA MACCHINA DI LAVAGGIO DI USO DOMESTICO, IN PARTICOLARE UNA LAVASTOVIGLIE"
RIASSUNTO
Viene descritto un dispositivo per il caricamento ed il dosaggio di liquido nella vasca (7) di una macchina di lavaggio di uso domestico, in particolare una lavastoviglie, del tipo in cui il dosaggio viene realizzato rilevando il livello del liquido presente all'interno della vasca (7), detto dispositivo (6,6A,6B,6C) comprendendo mezzi di rilevazione operanti in base alla quantità di liquido caricata in vasca (7), detti mezzi di rilevazione comprendendo almeno un primo galleggiante (17A;17A’,17A”) atto a provocare la commutazione di un primo contatto elettrico (18A) per interrompere l’adduzione del liquido alla vasca (7). Secondo l’invenzione, detto primo galleggiante (17A;17A’,17A”) è alloggiato in una prima camera (16A) definita in un corpo (l i) di detto dispositivo (6,6A,6B,6C), detto corpo (11) essendo posto all’esterno della vasca (7) e connesso idraulicamente ad essa in modo tale che il progressivo innalzamento del livello del liquido nella vasca (7) determini un conseguente innalzamento del primo galleggiante (17A;17A’,17A”) nella prima camera (16A), che avviene progressivamente sino a provocare detta commutazione del primo contatto (18A), la soglia di commutazione di detto primo contatto (18A) corrispondendo al raggiungimento di un primo livello predeterminato di liquido entro la vasca (7).
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad un dispositivo per il caricamento ed il dosaggio di liquido nella vasca di una macchina di lavaggio di uso domestico, in particolare una lavastoviglie.
E' noto che le lavastoviglie comprendono una vasca di lavaggio, sul fondo della quale viene raccolta dell'acqua prelevata dalla rete idrica e necessaria per il lavaggio delle stoviglie; a tale scopo, la macchina è dotata di una pompa di lavaggio, o ricircolo, che provvede ad alimentare uno o più organi irroratori, con la citata acqua raccolta sul fondo della vasca.
Il dosaggio dell'acqua necessaria all'espletamento del lavaggio può essere effettuato in vari modi.
La soluzione più semplice è quella di prevedere l'apertura a tempo di una elettrovalvola per il caricamento dell'acqua nella vasca di lavaggio; tale sistema, ormai praticamente abbandonato, può tuttavia risultare molto impreciso, poiché non tiene conto delle sempre possibili variazioni di pressione nella rete di alimentazione idrica e delle conseguenti variazioni di portata dell’elettrovalvola.
La soluzione attualmente più difiiisa, sostanzialmente per ragioni di economicità, è quella di realizzare il dosaggio dell'acqua di lavaggio per il tramite di un pressostato elettropneumatico che, tramite una trappola d’aria, è atto a rilevare il livello dell'acqua direttamente all'interno della vasca di lavaggio, al fine di fornire un criterio di controllo dell'elettrovalvola di caricamento dalla rete idrica.
Tale sistema, per quanto economico, richiede tuttavia una taratura molto precisa (e quindi costosa in fase produttiva) del pressostato: infatti, tenendo conto del fatto che la vasca di lavaggio ha una sezione piuttosto estesa, anche una variazione di pochi millimetri del livello di acqua in vasca può tradursi in un errore di diversi litri nel dosaggio. Ciò contrasta con l’esigenza di avere macchine con consumi rigorosamente sotto controllo.
II pressostato elettromeccanico, col passare del tempo, tende inoltre a perdere di precisione e ciò si traduce in un caricamento di acqua maggiore di quella strettamente necessaria; dall’altro lato, la ritaratura del pressostato, su macchine di lavaggio già installate, risulta assai critica da realizzare, al punto che risulta preferibile la sua sostituzione; nella maggior parte dei casi, quindi, si accetta passivamente l’errore di caricamento e dosaggio dell’acqua.
Il fatto che la trappola d’aria necessaria al funzionamento del pressostato si trovi praticamente all’interno della vasca di lavaggio, può inoltre determinare dei malfunzionamenti del sistema, dovuti al deposito di particelle di sporco proprio in corrispondenza della trappola d’aria.
Sono poi note alcune soluzioni, attualmente abbandonate, in cui il rilevamento del livello di acqua è effettuato direttamente all’intemo della vasca di lavaggio, a mezzo di un galleggiante a fungo, il cui gambo è atto a produrre la commutazione di un contatto elettrico, il funzionamento di tale galleggiante viene tuttavia negativamente influenzato dalle particelle di sporco che possono essere presenti nella vasca di lavaggio, le quali potrebbero addirittura provocare un inceppamento del galleggiante stesso.
In altre soluzioni note, il livello che l’acqua deve raggiungere entro la vasca di lavaggio è predeterminato attraverso l’opportuno posizionamento in altezza di un sifone, in modo tale che, non appena una minima quantità d’acqua supera la curvatura del sifone stesso, un dispositivo di rilevazione determina la subitanea interruzione dell’alimentazione dell’elettrovalvola di carico.
Anche tali dispositivi di caricamento e dosaggio presentano tuttavia degli inconvenienti, a causa del posizionamento entro la vasca di lavaggio o in adiacenza ad essa, il che può determinare dei malfunzionamenti, dovuti al calore che si sviluppa entro la vasca, ovvero al deposito di particelle di sporco proprio entro il sifone o in corrispondenza del dispositivo di rilevazione. Altro problema di tale tipo di soluzioni è dato dal fatto che, per realizzare la regolazione del livello desiderato dell’acqua entro la vasca, è necessario effettuare la variazione della posizione in altezza del sifone, operazione che risulta critica e complicata.
La forma dei galleggianti impiegati in tali soluzioni, come detto cilindrici o parallelepipedi, può inoltre determinare delle imprecisioni nella rilevazione, a causa degli attriti cui essi sono soggetti. Tali galleggianti hanno infatti la tendenza ad aderire o eventualmente incastrarsi alle pareti della relativa camera di alloggiamento, ed a raccogliere delle particelle di sporco.
Posto che il caricamento di una quantità di acqua maggiore di quella necessaria contrasta con le esigenze di contenimento dei consumi (l'acqua deve anche venire riscaldata ai fini del lavaggio), il sistema a pressostato viene sostituito, nel caso di macchine di lavaggio di alta gamma, da soluzioni in cui il dosaggio dell’acqua viene effettuato all'esterno della vasca di lavaggio.
In tale ottica, sono note soluzioni in accordo alle quali la macchina lavastoviglie viene dotata di un serbatoio di misurazione, posto in derivazione al condotto di adduzione dell'acqua alla vasca di lavaggio, in modo tale che una parte dell'acqua proveniente dalla rete idrica giunga direttamente in vasca ed una parte giunga al citato serbatoio.
II serbatoio di misurazione presenta una capacità di acqua ridotta rispetto a quella necessaria per il lavaggio e in essa è posto un sensore di livello a galleggiante; il sensore opera su di una piccola quantità di acqua, proporzionale a quella caricata in vasca, e provvede a far chiudere l'elettrovalvola di caricamento dell'acqua al raggiungimento del livello prefissato per il serbatoio. In altre parole, quindi, il sensore di livello opera su di una frazione dell'acqua alimentata alla vasca, che riempie una vaschetta di piccola sezione, cosi riducendo gli errori di rilevazione.
Anche tale sistema, tuttavia, non è immune da errori di rilevazione, dovuti a possibili differenze nella ripartizione della portata nel condotto di derivazione che alimenta il serbatoio di misurazione; il sistema, inoltre, si dimostra decisamente costoso, rispetto a quelli in precedenza citati.
Sono poi noti anche sistemi di caricamento e dosaggio che prevedono l'adduzione ripetuta di acqua ad uno o più serbatoi, aventi una capacità pari ad una frazione di quella necessaria al lavaggio; in tal caso almeno un serbatoio è dotato di un sensore di livello a galleggiante, anche in questo caso di forma cilindrica o parallelepipeda, che controlla la solita elettrovalvola di caricamento, e l'adduzione dell'acqua alla vasca di lavaggio avviene per successivi travasi del contenuto del serbatoio nella vasca stessa.
Tali sistemi possono richiedere dei tempi lunghi per realizzare il caricamento dell'acqua necessaria al lavaggio, e risultano comunque di realizzazione complicata e costosa.
Gli ultimi due tipi di sistemi citati presentano inoltre l inconveniente di richiedere una notevole precisione in fase di stampaggio del corpo del serbatoio, ai fini dell’ottenimento delle sedi per i sensori di livello, e di fissaggio in esse dei medesimi.
In sostanza, quindi, le soluzioni di dosaggio note attualmente in uso possono essere distinte in due categorie, a seconda del sistema di rilevazione impiegato:
- sistemi che prevedono mezzi di rilevazione operanti sull’intera quantità di liquido caricata in vasca, ossia in cui il dosaggio viene realizzato rilevando il livello del liquido presente direttamente all'interno della vasca di lavaggio; tali sistemi sono vantaggiosi dal punto di vista dell’economicità realizzativa, ma svantaggiosi dal punto di vista della precisione di dosaggio e dell’affidabilità;
- sistemi che prevedono mezzi di rilevazione operanti su una porzione ridotta della quantità d’acqua necessaria al lavaggio, ossia in cui il dosaggio viene realizzato all’ esterno della vasca di lavaggio; tali sistemi sono vantaggiosi dal punto di vista della precisione di dosaggio e dell 'affidabilità, ma svantaggiosi dal punto di vista dei costi di produzione.
Scopo della presente invenzione è quello di indicare un dispositivo per il caricamento ed il dosaggio di liquido nella vasca di una macchina di lavaggio di uso domestico, in particolare una lavastoviglie, del tipo in cui il dosaggio venga realizzato rilevando il livello del liquido presente all'interno della vasca di lavaggio, di realizzazione semplice e compatta, e quindi economica, e che consenta, rispetto alle soluzioni note adottanti una simile filosofia, il raggiungimento di una maggiore precisione di dosaggio, una maggiore affidabilità di impiego ed una più agevole ed economica realizzazione e taratura in fase produttiva.
Scopo ulteriore della presente invenzione è quello di indicare un dispositivo per il caricamento ed il dosaggio di liquido nella vasca di una macchina di lavaggio di uso domestico, in particolare una lavastoviglie, che all’ occorrenza possa essere tarato in modo agevole, anche prima del suo montaggio sulla macchina.
Gli scopi suddetti sono raggiunti secondo la presente invenzione da un dispositivo per il caricamento ed il dosaggio di liquido nella vasca di una macchina di lavaggio di uso domestico, in particolare una lavastoviglie, incorporante le caratteristiche delle rivendicazioni allegate, che formano parte integrante della presente descrizione.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi della presente invenzione risulteranno chiari dalla descrizione particolareggiata che segue e dai disegni annessi, forniti a puro titolo di esempio esplicativo e non limitativo, in cui:
- la Fig. 1 rappresenta schematicamente una parte del circuito idraulico di una macchina di lavaggio, in particolare una lavastoviglie, impiegante un dispositivo per il caricamento ed il dosaggio di liquido realizzato secondo i dettami della presente invenzione;
- la Fig. 2 rappresenta una sezione schematica di un dispositivo secondo la presente invenzione, realizzato in accordo ad una sua prima possibile forma realizzativa;
- la Fig. 3 rappresenta una sezione schematica di un dispositivo secondo la presente invenzione, realizzato in accordo ad una sua seconda possibile forma realizzativa; - la Fig. 4 rappresenta una sezione schematica di un dispositivo secondo la presente invenzione, realizzato in accordo ad una sua terza possibile forma realizzativa;
- la Fig. 5 rappresenta una sezione schematica di un dispositivo secondo la presente invenzione, realizzato in accordo ad una sua quarta possibile forma realizzativa;
- la Fig. 6 rappresenta schematicamente una parte del circuito idraulico di una macchina di lavaggio, in particolare una lavastoviglie, in accordo ad una quinta possibile variante dell’invenzione.
In Fig. 1 è rappresentata schematicamente una parte del circuito idraulico di una macchina di lavaggio, realizzata secondo i dettami della presente invenzione; nel caso esemplificato l’invenzione è applicata ad una macchina lavastoviglie.
In tale figura, con 1 è indicato un raccordo alla rete idrica (quale un rubinetto) al quale è connesso un condotto 2 di alimentazione dell'acqua di rete alla lavastoviglie; su tale condotto 2 è posta un'elettrovalvola 3, di controllo dell'adduzione dell'acqua di rete alla lavastoviglie, a valle dell'elettrovalvola 3, sul condotto 2 sono posti in serie un dispositivo di antiriflusso 4, noto genericamente con il nome di salto in aria o airhreaker , e un dispositivo decalcificatore 5. Si noti che il dispositivo decalcificatore 5 può non essere indispensabile per una lavastoviglie, se nella zona in cui la medesima è installata l’acqua ha bassa durezza.
I dispositivi 3, 4 e 5 sono di realizzazione e funzionamento in sé ben noti, e pertanto essi non verranno qui descritti in dettaglio.
A valle del decalcificatore, sempre sul condotto 2, è inserito un dispositivo di dosaggio 6 del liquido di lavaggio, realizzato secondo i dettami della presente invenzione; in uscita dal dispositivo 6, il condotto 2 raggiunge la vasca di lavaggio della macchina, indicata con 7; la vasca 7 è dotata di un condotto di scarico 8, sul quale è posta una apposita pompa di scarico 9.
Come si nota, il dispositivo 6 è alloggiato all 'esterno della vasca di lavaggio 7, ed in posizione remota rispetto a questa.
La vasca 7 è altresì in comunicazione con una idonea pompa di lavaggio, che provvede ad alimentare uno o più organi irroratori con il liquido raccolto dal fondo della vasca 7; anche i citati organi irroratori e la pompa di lavaggio non sono rappresentati in Fig. 1, in quanto di realizzazione e funzionamento in sé noti.
In Fig. 2 è illustrata una prima possibile forma realizzativa del dispositivo di dosaggio 6. Tale dispositivo 6 comprende un corpo 1 1 in materiale plastico, ad esempio realizzato da due semigusci in polipropilene saldati a lama calda.
Nella parte inferiore del corpo 1 1 sono presenti un raccordo di ingresso 12 ed un raccordo di uscita 13, per la connessione del dispositivo 6 sul condotto 2, come si nota, il raccordo 12 presenta una sezione di dimensioni inferiori rispetto al raccordo 13.
Tra i due citati raccordi 12 e 13 sono definite due canalizzazioni 14 e 15; la canalizzazione 14 mette in comunicazione diretta il raccordo 12 con il raccordo 13, mentre la canalizzazione 15 mette in comunicazione diretta il raccordo 13 con la sovrastante parte del dispositivo 6.
Nel corpo 11 sono definite due camere 16A e 16B, entrambe comunicanti nella loro parte inferiore con la canalizzazione 15.
Con 17A e 17B sono indicati due galleggiati (rappresentati in due diverse posizioni di lavoro), realizzati con un polimero, rispettivamente inserite nelle camere 16A e 16B ed atti allo scorrimento in esse; secondo un importante aspetto dell’invenzione, i galleggianti 17A e 17B sono realizzati in forma di sfere, ad esempio in polipropilene o polistirolo soffiato e burattato.
Con 18A e 18B sono indicati due microinterruttori elettrici, di tipo e funzionamento in sé noto, ciascuno alloggiato nella parte superiore delle camere 16A e 16B.
I microinterruttori I8A e 18B sono dotati di rispettive aste di comando 19A e 19B, atte ad essere movimentate dalle sfere 17A e 17B le quali, durante le fasi di caricamento di acqua nella vasca di lavaggio 6, tendono a salire nelle camere 16A e 16B, come sarà in seguito chiarito.
Come si nota, i microinterruttori 18A e 18B si trovano in posizione decentrata rispetto alle camere 16A e 16B ed alle relative sfere 17A e 17B; le aste di comando 19A e 19B hanno una lunghezza tale da consentire un’agevole intervento dei relativi microinterruttori.
Con 20A e 20B sono indicati degli elementi di fine corsa inferiore, definiti sulle pareti del corpo 11, sui quali le sfere 17A e 17B possono poggiare in assenza di acqua nelle camere 16A e 16B.
Si noti che, nel caso qui esemplificato, la sfera 17A ed il microinterruttore 18A sono previsti per il controllo del livello del liquido caricato nella vasca 7, mentre la sfera 17B ed il microinterruttore 18B sono previsti a fini di sicurezza, nel caso in cui il primo microinterruttore 18A non intervenga. A tale scopo, come si nota, il microinterruttore 18B e la relativa asta 19B si trovano ad una altezza superiore, e quindi ad un livello di intervento, che è superiore rispetto alla posizione e soglia di intervento del microinterruttore 18A e della relativa asta 19A.
Nel caso esemplificato in Fig. 2, il microinterruttore 18B risulta fissato al corpo 11 in modo inamovibile, ossia senza che sia prevista la possibilità di variare la sua posizione rispetto alla camera 16B, e ciò è perfettamente compatibile con la sua funzione di sicurezza.
Invece, secondo un importante aspetto dell’invenzione, il microinterruttore 18A risulta invece associato al corpo 11 in modo tale che la sua posizione di lavoro, e quindi la sua soglia di intervento, possa essere regolata o calibrata con estrema facilità e precisione. Tale sistema di calibrazione comprende un supporto 21, a cui il microinterruttore 18A è reso solidale, il quale è montato scorrevole in direzione verticale entro la camera 16A, ed una vite senza fine 22; il supporto 21 e la vite 22 sono alloggiati in idonee sedi definite nel corpo 11.
Come si nota, il supporto 21 presenta un’appendice 21 A, che è ingranata sulla filettatura della vite 22. pertanto, ruotando la vite 22, è possibile determinare una variazione della posizione verticale del supporto 21, e quindi del microinterruttore 18A con la relativa asta di comando 19A.
Da quanto sopra, quindi, risulta chiaro come, intervenendo sulla vite 22, sia possibile realizzare una regolazione fine in altezza del microinterruttore 18A, e quindi una taratura della sua soglia di intervento; tale taratura è facilmente realizzabile in modo automatico, a mezzo di appositi macchinari, anche in linea di produzione.
Il funzionamento della macchina rappresentata in Fig. 1 è il seguente.
Quando l’utente della macchina lavastoviglie, con modalità in sé note, avvia un ciclo di lavaggio, un dispositivo programmatore o timer (non rappresentato per semplicità) comanda l’apertura della elettrovalvola 3.
L’acqua in ingresso dalla rete idrica, dopo aver superato il dispositivo di salto in aria 4, entra nel decalcìficatore 5. L’acqua in uscita dal decalcificatore 5, quindi filtrata e decalcificata, viene convogliata al raccordo di ingresso 12 del dispositivo 6, e da questo, tramite la canalizzazione 14, al raccordo di uscita 13 del dispositivo stesso.
L’acqua può quindi proseguire lungo il condotto 2, e raggiungere la vasca di lavaggio 7, la quale viene progressivamente riempita.
Il progressivo aumento del livello dell’acqua nella vasca 7 viene trasferito, in virtù della sezione del raccordo 13 e la canalizzazione 15, anche alle camere 16A e 16B, con il conseguente progressivo riempimento delle stesse; tale riempimento determina anche il progressivo innalzamento della sfera 17A entro la camera 16 A, a partire da quando il livello dell’acqua in quest’ultima supera gli elementi 20A.
L’adduzione di acqua alla vasca 7 continua sino a che la sfera 17A entra in contatto con l’asta 19A, spostandola di una angolazione prefissata, e così provocando la commutazione del microinterruttore 18A (tale fase transitoria è quella viene illustrata in Fig. 2).
Tale commutazione- costituisce un segnale di comando per interrompere l’alimentazione dell’elettrovalvola di caricamento 3, e quindi provocare la chiusura della stessa. In tale condizione, quindi, la vasca risulta riempita di un predeterminato livello di acqua, il quale dipende dalla soglia intervento determinata dalla posizione del microinterruttore 18A.
Il citato segnale di comando ha inoltre la funzione di far ripartire il motore elettrico del programmatore o timer, che durante la fase di caricamento dell’acqua è tipicamente fermo, in modo da abilitare l’esecuzione delle successive fasi previste dal ciclo di lavaggio.
In caso di mancato intervento del microinterruttore 18A, ad esempio dovuto ad un qualsiasi malfunzionamento dello stesso, l’acqua continuerà ad essere caricata nella vasca 7 e quindi a determinare un ulteriore innalzamento di livello nelle camere 16A e 16B; in questo caso, quindi, quando il livello dell’acqua nella camera 16B supera gli elementi 20B, anche la sfera I7B inizia ad essere portata verso l’alto.
L’adduzione di acqua alla vasca 7 continua sino a che la sfera 17B entra in contatto con l’asta 19B, spostandola, e così provocando la commutazione del microinterruttore 18B. Anche in questo caso, quindi, tale commutazione genera un segnale, ovvero un’interruzione di alimentazione, atto a provocare la chiusura dell’elettrovalvola di caricamento 3. Tale segnale può essere eventualmente utilizzato anche per comandare Tazionamento della pompa 9 di Fig. 1, così da scaricare dalla vasca 7 l’acqua in eccesso, oppure per fare intervenire una seconda elettrovalvola, eventualmente prevista a fini di sicurezza lungo il condotto 2. Tale segnale può infine anche essere utilizzato per azionare una indicazione visiva e/o acustica per l’utente.
L’intervento del microinterruttore 18B quindi, ha la funzione di evitare che il livello dell’acqua nella vasca 7 superi un limite di sicurezza predeterminato, definito dalla soglia di intervento del microinterruttore 18B stesso, così evitando un possibile allagamento. Come si intuisce, al momento dello scarico del liquido di lavaggio dalla vasca 7, il livello dell’acqua entro le camere 16A e 16B scenderà progressivamente, sino a quanto tutto il liquido non sarà stato scaricato.
Ciò determinerà il progressivo abbassamento delle sfere 17A e 17B verso la posizione iniziale, in appoggio sugli elementi 20A e 20B, con il conseguente “riarmo” del microinterruttore 18A (ed eventualmente del microinterruttore 18B, se lo scarico suddetto fa seguito ad un intervento in sicurezza del dispositivo).
Si noti che il citato “riarmo” dei mi ero interruttori, a seguito di uno scarico, non è necessariamente tale da abilitare automaticamente una nuova apertura dell’elettrovalvola 3, poiché questa è comunque sottoposta anche al controllo del programmatore della lavastoviglie.
Si sottolinea infine che, in Fig. 2, viene rappresentata la situazione di in cui entrambe le sfere 17A e 17B stanno agendo contemporaneamente sulle aste 19A e 19B; si tenga tuttavia presente che tale condizione è illustrata a puro scopo esemplificativo del principio di azionamento dei due microinterruttori 18A e 18B, e che essa non si realizza nella pratica, se non in caso di avaria del sistema di controllo principale.
E’ infine importante sottolineare come, in una forma preferita dell’ invenzione, il punto di intervento dei micro interruttori 18A e 18B, ed i microinterruttori stessi (ma non l’estremità delle aste di comando), si trovino ad una altezza maggiore rispetto al livello di trabocco dell’acqua (N, Fig. 1), ossia il livello massimo oltre il quale l’acqua potrebbe fuoriuscire dalla vasca 7, in caso di guasto del sistema di caricamento e dosaggio, ovvero dell’elettrovalvola 3.
Quindi, con la sistemazione dei microinterruttori 18A e 18B in posizione elevata, l’impiego di sfere I7A e 17B di dimensioni significative (preferibilmente nell’ordine dei 18-30 mm di diametro) e la scelta di aste 19A e 19B aventi una certa lunghezza è possibile distanziare le parti sotto tensione elettrica (ossia proprio i microinterruttori) dall’acqua caricata nel dispositivo 6 ed anche evitare che l’eventuale acqua di trabocco dalla vasca 7 possa giungere in contatto con esse.
A tale scopo, si noti che, vantaggiosamente, il punto di intervento dei microinterruttori potrebbe essere ulteriormente innalzato, tramite la semplice previsione di più di una sfera entro ciascuna camera 16A e/o 16B (si veda ad esempio la forma realizzativa di Fig. 4). Va inoltre sottolineato, secondo un importante aspetto dell’invenzione, che la forma sferica dei galleggianti 17A e 17B determina attriti, entro le relative camere di scorrimento I6A e 16B, di gran lunga minori rispetto ai galleggianti di forma sostanzialmente cilindrica o parallelepipeda sinora utilizzati nei dispositivi di dosaggio noti, come spiegato in apertura della presente descrizione, cosi riducendo i rischi di errori o inceppamento; per gli stessi motivi, la forma sferica dei galleggianti secondo l’invenzione, garantisce una spinta costante sulle aste di azionamento dei microinterruttori.
La struttura sferica, grazie alle sue caratteristiche intrinseche, evita altresì la possibilità di alterazioni nella forma esterna del galleggiante (i cosiddetti “imbarcamenti”), che nei dispositivi noti si possono verifica a causa dell’uso prolungato.
Vantaggio sostanziale della forma sferica dei galleggianti è data dalla loro capacità di “autopulenza”; in altre parole, tali galleggianti sferici, nel corso delle loro fasi di movimentazione, tendono a ruotare naturalmente attorno al loro centro geometrico, e quindi a liberarsi degli eventuali residui di sporco su di essi depositatisi.
In Fig. 3 è rappresentata una possibile variante del dispositivo di caricamento e dosaggio secondo la presente invenzione, il quale viene qui indicato nel suo complesso con il riferimento 6A; in tale figura vengono impiegati i medesimi numeri di riferimento delle figure precedenti, per indicare elementi tecnicamente equivalenti.
La differenza sostanziale della forma realizzativa di Fig. 3 rispetto a quella di Fig. 2 è che in questo caso la camera 16A non è in diretta comunicazione con la canalizzazione 15, e quindi con la vasca di lavaggio 7.
Infatti, come si nota, in questo caso il fondo della camera 16A è definito da una apposita parete P, che si trova ad una altezza maggiore rispetto alla canalizzazione 15.
E’ invece previsto un sifone S, che collega la camera 16A con la camera 16B, quest’ultima essendo in comunicazione diretta, per il tramite della canalizzazione 15, con la vasca 7 (si noti che le zone del corpo 11 indicate con A non hanno alcuna funzione ai fini della presente invenzione).
La presenza del sifone S si dimostra utile nel caso di macchine di lavaggio, ed in particolare macchine lavastoviglie, dotate di cosiddetti sistemi di caricamento o dosaggio “dinamico” dell’acqua, ossia sistemi in cui una pompa di ricircolo viene attivata ancor prima che il caricamento dell’acqua dalla rete sia stato ultimato.
In tali applicazioni, 1’awiamento della pompa di ricircolo può determinare delle fluttuazioni del livello dell’acqua nella vasca, e quindi potenzialmente anche nelle camere 16A e 16B di un dispositivo secondo la precedente forma realizzativa di Fig. 2.
Come si può intuire, tali fluttuazioni di livello (sostanzialmente dovute alla portata non perfettamente costante della pompa di ricircolo), potrebbero determinare spostamenti alternati verso l’alto ed il basso della sfera 17A, con le conseguenti commutazioni alternate del microinterruttore 18A, le quali potrebbero determinare un funzionamento casuale della valvola di caricamento 3, anche dopo un primo arresto nell’adduzione dì acqua.
Tali anomalie di funzionamento possono quindi essere evitate eliminando le fluttuazioni della sfera 17A, ossia ponendo un sifone S tra la camera 16B e la camera 16A.
Si noti che la camera 16B, essendo prevista per funzioni di sicurezza ed intesa per operare ad un livello decisamente anormale, può rimanere connessa direttamente con la vasca di lavaggio.
Nel caso della variante di Fig. 3, quando l’acqua viene caricata nella vasca 7, nel modo sopra descritto, viene ottenuto un progressivo innalzamento del livello anche nella camera 16B; parte dell’acqua entra anche nella bocca inferiore SI del sifone e risale in esso. II sifone S si innesca (ossia l’acqua supera la sua curvatura) quando nella vasca di lavaggio viene raggiunto un livello X, sicché da tale momento del caricamento dell’acqua in avanti, l’acqua stessa possa stramazzare, tramite il sifone, dalla camera 16B alla camera 16A, con un minimo grado di rimescolamento nella camera 16 A stessa.
Per il resto, come si intuisce, il funzionamento della variante di Fig. 3 è simile a quello di Fig. 2: il progressivo innalzamento del livello dell’acqua nella camera 16A determina il progressivo innalzamento della sfera 17A, sino a determinare l’intervento del microinterruttore 18A, tramite la movimentazione dell’asta 19 A; come si comprende intuitivamente, la presenza del sifone impedisce le variazioni di livello che potrebbero portare ad un funzionamento intermittente.
Invece, in caso di malfunzionamento del microinterruttore 18 A, il progressivo innalzamento del livello dell’acqua nella camera 16B determina il progressivo innalzamento della sfera 17B, sino a determinare l’intervento del microinterruttore 18B, tramite la movimentazione dell’asta 19B.
Nel caso della variante proposta in Fig. 3, al momento dello scarico del liquido di lavaggio dalla vasca 7, il sifone S, che è innescato, provvede a richiamare l’acqua presente nella camera 16A, sino a che l’acqua nella camera stessa raggiunga il livello della bocca superiore S2. del sifone S. Per assicurare uno svuotamento completo della camera 16 A, in ogni caso, sul fondo della medesima è previsto un idoneo passaggio calibrato, non rappresentato in figura per semplicità.
In Fig. 4 viene illustrata una terza possibile forma realizzativa del dispositivo di caricamento e dosaggio secondo la presente invenzione, il quale viene qui indicato nel suo complesso con il riferimento 6B; in tale figura vengono impiegati i medesimi numeri di riferimento delle figure precedenti, per indicare elementi tecnicamente equivalenti. Si noti fra l’altro che la posizione della parte normalmente operativa e di quella che entra in funzione in caso di malfunzionamento del comando normale sono invertite rispetto alle Figg. 2 e 3.
Nel caso di Fig. 4, la camera 16A presenta al suo fondo una parete P, ed in essa sono inserite due sfere, indicate con 17A’ e 17A”.
In questo caso la camera 16A è in comunicazione con la canalizzazione 15 per mezzo di un passaggio T ad alta caduta di pressione, ossia avente una sezione ridotta ed un certo sviluppo in lunghezza.
In linea di principio, il funzionamento del dispositivo 6B di Fig. 4 è sostanzialmente analogo a quello del dispositivo 6 di Fig. 2, ma con limportante caratteristica aggiuntiva che il passaggio T consente di smorzare le eventuali fluttuazioni di livello dell’acqua, in precedenza citate al riguardo dei cosiddetti sistemi di caricamento o dosaggio “dinamico”.
La realizzazione di Fig. 4 risulta quindi ancor più vantaggiosa di quella illustrata in Fig. 3, in quanto viene garantita una maggiore precisione di intervento, in considerazione del fatto che un sifone potrebbe non consentire un’adeguata costanza di innesco, ad esempio in presenza di bollicine e turbolenze, o particelle di sporco, quali gocce di olio o di unto, provenienti dalla vasca di lavaggio, che potrebbero inficiare l’innesco o per lo meno la ripetibilità dell’innesco di un sifone.
La previsione del passaggio T in diretta comunicazione con la canalizzazione 15 consente altresì di ottenere una maggiore pulizia della camera 16A, poiché le eventuali particelle di sporco in essa presenti tendono per gravità ad uscire al passaggio T stesso.
Il dispositivo 6B di Fig. 4 presenta poi il grande vantaggio di consentire una minore criticità del processo di produzione, in considerazione del fatto che la formazione di sifoni è solitamente fonte di qualche problema di ripetibilità, durate le fasi di saldatura a lama calda con i quali essi sono ottenuti.
Si noti che, nel caso illustrato in Fig. 4, i microinterruttori 18A e 19A non sono dotati dei relativi mezzi di regolazione della posizione 21-22, ma è chiaro che questi potrebbero essere agevolmente previsti, in caso di necessità.
In Fig. 5 è illustrata una ulteriore possibile variante della presente invenzione, in accordo alla quale la funzione di sicurezza del dispositivo, indicato nel suo complesso con 6C, viene realizzata tramite un dispositivo a membrana; anche in tale figura verranno utilizzati i medesimi riferimenti delle figure precedenti, per indicare elementi tecnicamente equivalenti.
In questo caso, nel corpo 11 del dispositivo 6C è prevista una prima camera 30, comunicante a mezzo dei raccordi 12 e 13 con il condotto 2, e quindi sia con la rete idrica che con la vasca di lavaggio 7; si noti che, in Fig. 5, i raccordi 12 e 13 sono rappresentati in sezione frontale (ossia diversamente da quanto illustrato nelle figure precedenti), ma si tenga presente che la loro realizzazione e quella delle canalizzazioni tra loro presenti (14 e 15, Figg. 2 e 3) sono analoghe a quella già descritta.
Con S viene indicato un primo sifone, atto a mettere in comunicazione la camera 30 con un camera 16 A, entro la quale è alloggiata una sfera 17A, atta a provocare la commutazione di un microinterruttore 18A, dotato di propria asta di comando 19A; come nel caso delle figure precedenti, il microinterruttore 18A è dotato dei mezzi 21-22 di regolazione della posizione; il microinterruttore 18A svolge la funzione di controllo del livello del liquido nella vasca.
Con SS viene indicato un secondo sifone, atto a mettere in comunicazione la camera 30 con una camera 31, che funge da trappola d’aria per un dispositivo che svolge invece la funzione di sicurezza. Tale dispositivo di sicurezza è del tipo a membrana, quale ad esempio, ma non necessariamente, un pressostato (non rappresentato in figura).
Con 32 è indicato un primo raccordo per il collegamento della trappola d’aria 31, tramite un tubetto (non rappresentato), al citato dispositivo di sicurezza.
Con 33 è indicato un secondo raccordo, occluso tramite mezzi in sé noti, quale un tappo, da utilizzarsi per effettuare lo scarico dell’acqua eventualmente presente nella trappola d’aria 31; tale operazione deve essere effettuata da personale tecnico specializzato, poiché la condizione di presenza di acqua entro la trappola d’aria 31 si verifica solo in caso di malfunzionamenti del microinterruttore 18 A, come sarà in seguito chiarito.
Con 34 viene indicata una presa d’aria, necessaria per consentire lo stramazzo di acqua dalla camera 30 alla trappola d’aria 31, allorché il livello dell’acqua arriva, entro il sifone SS, ad un livello LS.
Con 35 viene infine indicato un passaggio che funge da uscita dell’acqua dalla camera 16A, qualora il livello in essa superi il livello LSS definito da uno stramazzo 36.
Come sarà chiarito in seguito, il passaggio 35 costituisce una ulteriore sicurezza, nel caso in cui anche il citato dispositivo di sicurezza si dimostri inefficace.
Il funzionamento del dispositivo 6C di Fig. 5 è il seguente.
In fase di caricamento, nei modi già sopra descritti, l’acqua proveniente dal dispositivo decalcificatore 5 penetra nel dispositivo 6C tramite il raccordo 12 e procede nel il raccordo 13, verso la vasca di lavaggio 7.
Man mano che il livello di acqua nella vasca 7 aumenta, il livello sale anche alfinterno della camera 30, per il tramite del raccordo 13, ed entro il sifone S.
Una volta raggiunto il livello di stramazzo del sifone S, l’acqua potrà riversarsi anche nella camera 16A, di modo che la sfera 17A venga sollevata, sino a determinare Fintervento del microinterruttore 18A, a mezzo dell’asta 19A, similmente ai casi in precedenza descritti con riferimento alle Figg. 2, 3 e 4.
L’intervento del microinterruttore 18 A, come detto, corrisponde al raggiungimento del livello desiderato per l’acqua entro la vasca 7, e la sua commutazione provoca la chiusura dell’elettrovalvola 3.
Nel caso in cui il microinterruttore 18A non intervenga, e quindi la valvola 3 rimanga aperta, il livello dell’acqua nella vasca 7 continua a salire; man mano che l’acqua nella vasca 7 aumenta, il livello sale anche all’interno della camera 30, per il tramite del raccordo 13, ed entro il sifone SS.
Una volta raggiunto il livello di stramazzo LS del sifone SS, l’acqua può riversarsi anche nella trappola 31, cosi comprimendo l’aria ivi contenuta e determinando l’azionamento del citato dispositivo di sicurezza a membrana (tramite il raccordo 32 ed i! tubetto ad esso connesso), il quale provoca a sua volta la chiusura dell’elettrovalvola 3.
A seguito di tale situazione anomala di funzionamento, dell’acqua risulta quindi presente entro la trappola 31, per cui sarà necessario procedere alla sua evacuazione; ciò, come detto, viene realizzato tramite il raccordo 33, preferibilmente da personale specializzato. Nel caso in cui anche il dispositivo di sicurezza a membrana non intervenga, il livello dell’acqua continua a salire entro la vasca 7, e quindi anche nella camera 16 A.
Tale condizione prosegue sino al raggiungimento del livello LSS, oltre il quale l’acqua supera lo stramazzo 36 e può confluire nel passaggio 35, che la dirige verso il fondo della macchina di lavaggio, lontano da parti elettriche; in particolare, l’acqua che fuoriesce attraverso il passaggio 35 può essere convogliata in un vassoio di raccolta, che può essere previsto nella parte inferiore della macchina di lavaggio, nel quale può essere sistemato un opportuno sensore di rilevazione di acqua, atto a provocare la chiusura di una ulteriore elettrovalvola di sicurezza, operante sul condotto di alimentazione dell'acqua di rete alla macchina.
Per quello che riguarda le fasi di scarico, in condizioni di normale funzionamento, il dispositivo 6C funziona sostanzialmente come il dispositivo di Fig. 3; si tenga quindi presente a tal riguardo che anche nel caso di Fig. 4 sul fondo della camera 16A potrebbe essere previsto un idoneo passaggio calibrato, non rappresentato in figura per semplicità, al fine di realizzare Io scarico dell’acqua.
Si tenga presente che il sifone S di Fig. 5 può essere vantaggiosamente sostituito da una disposizione del tipo di quella illustrata in Fig. 4, nel qual caso la camera 16A sarebbe dotata di una parete di fondo P e di un passaggio ad alta caduta di pressione T.
Si noti infine che la variante di Fig. 5, utilizzante un pressostato o simile dispositivo a membrana avente funzioni di sicurezza è perfettamente compatibile con gli scopi di economicità e precisione della presente invenzione.
Infatti, l’impiego di un dispositivo a membrana a fini di sicurezza non determina aumenti di costo rispetto alle soluzioni note basate sull’ impiego di pressostati, le quali infatti prevedono normalmente almeno due pressostati, uno di dosaggio ed uno di sicurezza. Inoltre, il dispositivo a membrana impiegato in accordo alla variante di Fig. 5 non necessita di taratura ad elevata precisione (e quindi di costo elevato), proprio in virtù del fatto che esso è non previsto per effettuare un dosaggio di liquido, ma semplicemente per rilevare una condizione anomala di funzionamento.
Dalla descrizione effettuata risultano chiare le caratteristiche della presente invenzione; in particolare, è stato descritto un dispositivo per il caricamento ed il dosaggio del liquido di lavaggio nella vasca di macchina di lavaggio di uso domestico, in particolare una lavastoviglie, del tipo in cui il dosaggio viene realizzato rilevando il livello del liquido presente all'interno della vasca; il dispositivo comprende mezzi di rilevazione operanti sull’intera quantità di liquido caricata in vasca, e i mezzi di rilevazione comprendono almeno un galleggiante, atto a provocare la commutazione di un relativo contatto elettrico, al fine di interrompere l’adduzione del liquido alla vasca; secondo l’invenzione, il galleggiante è alloggiato in una camera definita nel corpo del dispositivo, il quale è posto all’esterno della vasca; il corpo del dispositivo è connesso idraulicamente alla vasca in modo tale che il progressivo innalzamento del livello del liquido nella vasca determini il progressivo innalzamento del galleggiante nella relativa camera, sino a provocare la commutazione del contatto elettrico, ove la soglia di commutazione di detto contatto corrisponde al raggiungimento di un livello predeterminato del liquido entro la vasca.
Il galleggiante è preferibilmente di forma sferica, realizzato ad esempio con un polimero, quale polipropilene o polistirolo soffiato e burattato; vantaggiosamente sono previsti appositi mezzi per regolare la posizione del contatto elettrico, e quindi la sua soglia di commutazione.
In una forma preferita dell’ invenzione, i mezzi di connessione idraulica tra la camera per il galleggiante e la vasca sono atti a smorzare eventuali oscillazioni nel livello del liquido, particolarmente nel caso di caricamenti di liquido con pompa di lavaggio in funzione. Il dispositivo può comprendere più camere per l’alloggiamento di rispettivi galleggianti, ed anche più galleggianti operanti in una medesima camera.
Dalla descrizione effettuata risultano altresì chiari i vantaggi della presente invenzione; in particolare vanno sottolineati:
- la semplicità di funzionamento, in quanto il dosaggio dell'acqua nella vasca è basato sull’impiego di galleggianti e microinterruttori;
- la semplicità realizzativa, in quanto il dispositivo comprende componenti di alta ripetibilità nel processo di produzione e di lunga vita meccanica, ossia galleggianti sferici e microinterruttori, usualmente garantiti per migliaia di cicli di commutazione; parimenti, il corpo del dispositivo secondo l'invenzione è ottenibile con una semplice operazione di stampaggio termoplastico o saldatura a lama calda;
- la compattezza e l’ingombro ridotto;
- l’affidabilità nella rilevazione, in quanto la forma sferica del galleggiante utilizzato presenta attriti, entro le relative camere, ben minori rispetto ai galleggianti sinora utilizzati nelle soluzioni note, così riducendo i rischi di errori o inceppamento; per gli stessi motivi, la forma sferica del galleggiante garantisce una spinta costante sull’asta di azionamento del relativo microinterruttore;
- la forma sferica evita la possibilità di alterazioni nella forma esterna del galleggiante (i cosiddetti “imbarcamenti”) dovuti ad un suo uso prolungato, grazie alle caratteristiche proprie di una struttura sferica;
- la forma sferica consente di ottenere un effetto di “autopulenza” dei galleggianti, i quali nel corso delle fasi di movimentazione tendono a ruotare naturalmente attorno al loro centro geometrico, e quindi a liberarsi degli eventuali residui di sporco su di essi depositatisi;
- per i suddetti motivi, è consentito l’alloggiamento in una medesima camera di più di un galleggiante, cosa non consigliabile nel caso dei galleggianti cilindrici o parallelepipedi secondo l’arte nota, per ragioni di affidabilità;
- strutture di forma sferica, atte all’impiego nel dispositivo secondo l’invenzione, sono assai comuni e di facile reperibilità in commercio, e quindi di costo limitato.
E' chiaro che numerose altre varianti sono possibili per l'uomo del ramo al dispositivo per il caricamento ed il dosaggio di liquido nella vasca di una macchina di lavaggio di uso domestico, in particolare una lavastoviglie, descritto come esempio, senza per questo uscire dagli ambiti di novità insiti dell'idea inventiva.
Ad esempio, l’idea di prevedere un passaggio ed uno stramazzo di sicurezza, del tipo di quelli rispettivamente indicati con 35 e 36 in Fig. 5, può essere agevolmente previsto anche nel caso delle forme realizzative delle Figg. 2, 3 e 4.
Una ulteriore possibile variante viene illustrata in Fig. 6, la quale utilizza i numeri di riferimento delle figure precedenti, per indicare elementi tecnicamente equivalenti a quelli già utilizzati.
In accordo a tale variante, viene prevista una derivazione o by-pass 2A, sul condotto di alimentazione 2, la quale è posta a monte del dispositivo 6 secondo l’invenzione.
Tale derivazione 2 A si innesta in un apposito condotto 40, realizzato tra le due camere I6A e 16B, ed avente lo scopo di garantire un lavaggio preliminare e diretto delle sfere I7A e 17B, prima che queste entrino in funzione ai fini del dosaggio dell’acqua, e delle camere 16 A e 16B stesse.
Come in precedenza descritto, infatti, il dispositivo secondo l’invenzione risulta connesso direttamente alla vasca tramite il condotto 2, e quindi sussiste la possibilità che alcune particelle di sporco, rimosse dalle stoviglie durante il lavaggio e non trattenute dagli usuali filtri di ricircolo, possano raggiungere le camere di alloggiamento delle sfere 17A e 17B.
Secondo la variante proposta, all’inizio di una fase di caricamento, una prima parte di acqua, ossia quella che percorre il citato condotto di derivazione 2A ed il relativo condotto 40, raggiunge il dispositivo 6 prima che la restante parte di acqua caricata, che percorre la parte principale del condotto 2, raggiunga la vasca di lavaggio.
Detta prima parte di acqua determinerà dei getti in uscita, tramite fori nelle zone indicate con 40A e 40B opportunamente realizzati e diretti, per effettuare un lavaggio preliminare delle sfere 17A e 17B e delle relative camere 16A e 16B.
Anche nel prosieguo, i getti in uscita dai citati fori della zona 40A espleteranno la loro funzione di lavaggio, per tutta la durata della fase di caricamento dell’acqua, assicurando la rimozione delle eventuali particelle di sporco residue, ma senza contrastare l’innalzamento delle sfere stesse.
Una ulteriore possibile variante dell’invenzione potrebbe avere lo scopo di evitare rimposizione di tempi fìssi per la realizzazione dello scarico dell’acqua dalla vasca di lavaggio, nel caso di macchine dotate di un programmatore di tipo elettromeccanico. E’ noto a tal riguardo che alcune macchine di lavaggio, quali le lavastoviglie, sono dotate di dispositivi programmatori di tipo elettromeccanico, i quali sono ben noti e non necessitano qui di descrizione approfondita. Ai fini della variante proposta, giova tuttavia ricordare che i programmatori elettromeccanici comprendono solitamente un motorino elettrico che, quando alimentato, provvede a méttere in rotazione, tramite opportuni motoriduttori e/o arpionismi, delle camme; tali camme sono solitamente costituite da dischi in materiale plastico, il profilo esterno dei quali è sagomato in modo da attivare/disattivare dei contatti elettrici, che provvedono a loro volta ad abilitare/disabilitare i vari dispositivi intemi della macchina, e quindi le relative funzioni. Ai fini delle fasi di scarico dell’acqua sporca dalla vasca, è pratica comune alimentare il motorino del programmatore, per un tempo prefissato (in fase di progetto), per consentire lo scarico del liquido dell’acqua dalla vasca, tramite la relativa pompa (9, Fig. 1).
Nella pratica, può tuttavia avvenire che tale tempo prefissato risulti più lungo di quello strettamente necessario per realizzare lo scarico, cosi da avere un margine di sicurezza, e da ciò consegue un allungamento complessivo del ciclo di lavaggio (soprattutto se si considera che in un normale lavaggio vengono realizzate numerose fasi di scarico).
In altri casi, al contrario, il tempo prefissato di alimentazione del motorino può risultare non sufficiente a garantire uno scarico completo, ad esempio a causa di strozzature sul tubo di scarico, o per cause che comunque determinano un rallentamento dell’evacuazione dell’acqua dalla vasca, in questo caso, visto che una fase di scarico è solitamente seguita da una fase di caricamento, vi è quindi il rischio di addurre alla vasca dell’acqua pulita, mentre in essa è ancora presente una parte di acqua sporca.
La variante proposta ha appunto la funzione di evitare la necessità di imporre ad un programmatore elettromeccanico delle pause di alimentazione di tempo fisso, ai fini dello scarico, per superare i suddetti inconvenienti.
In accordo a tale variante, il dispositivo secondo la presente invenzione può essere dotato di una camera aggiuntiva, avente un galleggiante sferico con un relativo microinterruttore, di funzionamento inverso rispetto a quelli in precedenza citati, ossia atto a commutare quando nella relativa camera non vi sia quasi più acqua.
In questo caso, la sfera aggiuntiva deve avere un peso specifico sufficiente per far commutare, in assenza d’acqua e quindi in virtù del suo peso, il citato microinterruttore, da contatto aperto a contatto chiuso, in pratica, quindi, il peso della sfera deve essere in questo caso tale da spostare una leva di comando del citato microinterruttore, appositamente sagomata, verso il basso.
Nel caso della variante proposta, quindi, quando dell’acqua penetra nella camera aggiuntiva durante una fase di caricamento, la sfera si solleva, cosi determinando la commutazione del microinterruttore da contatto chiuso a contatto aperto; lo stato di apertura di tale contatto può quindi essere utilizzato per ottenere l’interruzione dell’ alimentazione al motorino del programmatore, all’inizio di una fase di scarico dell’acqua.
Quando invece durante una fase di scarico, si determina una diminuzione del livello dell’acqua entro la camera aggiuntiva, la sfera, raggiunta una altezza prefissata, determina la commutazione del microinterruttore da contatto aperto a contatto chiuso, così da restituire l’alimentazione al motorino del programmatore, per la prosecuzione del programma di lavaggio.
Come si intuisce, quindi, disponendo di idonei mezzi atti a rilevare la sostanziale assenza di acqua entro la suddetta camera, è possibile effettuare lo scarico dell’acqua con il motorino del programmatore fermo, sino allo svuotamento quasi completo della vasca; in tal modo è quindi possibile ottenere una durata dello scarico che è quella strettamente necessaria ed che è effettivamente funzione della portata della pompa di scarico, e di eventuali strozzature o ostruzioni nelle tubazioni di scarico della lavastoviglie o dell’ambiente domestico.
Si noti che nel caso in cui si verifichi una ostruzione completa del condotto di scarico, o un guasto nella pompa di scarico, il programma di lavaggio viene interrotto, in virtù del fatto che il funzionamento del timer viene “bloccato”, tramite l’assenza ad esso di alimentazione.
E’ poi chiaro che, in luogo di una camera ed una sfera aggiuntive, gli scopi testé illustrati potrebbero anche essere realizzati tramite la stessa sfera utilizzata per il dosaggio (17A, Figg. 2-4), che in questo caso sarebbe prevista per far commutare due microinterruttori, e precisamente un microinterruttore “superiore”, atto a rilevare il raggiungimento del livello d’acqua desiderato per il caricamento (e quindi del tutto simile a quelli indicati nelle Figg. 2-4), ed un microinterruttore “inferiore, di funzionamento inverso al primo, atto a rilevare l’abbassamento del livello dell’acqua sino ad un livello prossimo, o coincidente, con lo scarico completo dell’acqua dalla vasca.
Claims (34)
- RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo per il caricamento ed il dosaggio di liquido nella vasca (7) di una macchina di lavaggio di uso domestico, in particolare una lavastoviglie, del tipo in cui il dosaggio viene realizzato rilevando il livello del liquido presente all'intemo della vasca (7), detto dispositivo (6,6A,6B,6C) comprendendo mezzi di rilevazione operanti in base alla quantità di liquido caricata in vasca (7), detti mezzi di rilevazione comprendendo almeno un primo galleggiante (17A;I7A’,17A”) atto a provocare la commutazione di un primo contatto elettrico (18A) per interrompere l’adduzione del liquido alla vasca (7), caratterizzato dal fatto che detto primo galleggiante (17A;17A’,17A”) è alloggiato in una prima camera (I6A) definita in un corpo (11) di detto dispositivo (6,6A,6B,6C), detto corpo (11) essendo posto aH’estemo della vasca (7) e connesso idraulicamente ad essa in modo tale che il progressivo innalzamento del livello del liquido nella vasca (7) determini un conseguente innalzamento del primo galleggiante (17A, 17A\17A”) nella prima camera (16A), che avviene progressivamente sino a provocare detta commutazione del primo contatto (18A), la soglia di commutazione di detto primo contatto (18A) corrispondendo al raggiungimento di un primo livello predeterminato di liquido entro la vasca (7).
- 2. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detto primo galleggiante (17A;17A’, 17 A”) è di forma sferica.
- 3. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detto galleggiante sferico (17A;17A’,17A”) è realizzato mediante l’uso di un polimero, in particolare polipropilene o polistirolo soffiato e burattato.
- 4. Dispositivo, secondo la; rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che sono previsti mezzi (21,22) per regolare la posizione di detto primo contatto (18A), e quindi la sua soglia di commutazione.
- 5. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detti mezzi comprendono un supporto mobile (21) di detto primo contatto (18A) e mezzi (22) per variare la posizione di detto supporto (21), detto supporto (21) e detti mezzi (22) di variazione della posizione essendo alloggiati in relative sedi definite in detto corpo (11).
- 6. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detto corpo (11 ) è interposto su di una linea di alimentazione del liquido alla vasca (7).
- 7. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto corpo (1 1) è in materiale plastico, ed è in particolare realizzato da due semigusci in polipropilene saldati a lama calda.
- 8. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che sono previsti mezzi di connessione idraulica (T,S,2, 12-15) tra detta camera (16A) e detta vasca (7) atti a smorzare eventuali oscillazioni nel livello del liquido, particolarmente nel caso di caricamenti di liquido con pompa di lavaggio in funzione.
- 9. Dispositivo, secondo la rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che detti mezzi comprendono un passaggio (T) del liquido ad alta caduta di pressione.
- 10. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detto passaggio (T) presenta una sezione ridotta ed un certo sviluppo in lunghezza.
- 11. Dispositivo, secondo la rivendicazione 9, caratterizzato dal fatto che detti mezzi comprendono una parete di fondo (P) di detta prima camera (16A) da cui si diparte detto passaggio (T).
- 12. Dispositivo, secondo la rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che detti mezzi comprendono un sifone (S).
- 13. Dispositivo, secondo la rivendicazione 12, caratterizzato dal fatto che detti mezzi comprendono una parete di fondo (P) in cui è presente un’apertura calibrata, per realizzare lo svuotamento completo del liquido da detta prima camera (16A).
- 14. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1 e/o 8, caratterizzato dal fatto che i mezzi di connessione idraulica (T,S,2, 12-15) tra detta camera (16A) e detta vasca (7) comprendono un raccordo di ingresso (12) ed un raccordo di uscita (13) presenti nella parte inferiore di detto corpo (11), per la sua connessione a detta linea di alimentazione (2), il raccordo di uscita (12) avendo in particolare una sezione di dimensioni inferiori rispetto al raccordo di ingresso (13).
- 15. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che tra detti raccordi (12,13) sono definite almeno due canalizzazioni (14,15), una prima canalizzazione (14) mettendo in comunicazione diretta detto raccordo di ingresso (12) con detto raccordo di uscita (13), una seconda canalizzazione (15) mettendo in comunicazione diretta detto raccordo di uscita (13) con la parte superiore del dispositivo, in cui è definita detta prima camera (16A).
- 16. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che in detto corpo (11) è prevista almeno una seconda camera (16B), per l alloggiamento di almeno un secondo galleggiante (17B) atto a provocare la commutazione di un secondo contatto elettrico (18B), detta seconda camera (16B) essendo connessa idraulicamente alla vasca (7) in modo tale che il progressivo innalzamento del livello del liquido nella vasca (7) determini un conseguente innalzamento del secondo galleggiante (17B) nella seconda camera (16B), che avviene progressivamente sino a provocare detta commutazione del secondo contatto ( 18B), la soglia di commutazione di detto secondo contatto (18B) corrispondendo al raggiungimento di un secondo livello predeterminato di liquido entro la vasca (7).
- 17. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che anche detto secondo galleggiante ( 17B) è di forma sferica.
- 18. Dispositivo, secondo la rivendicazione 16 o 17, caratterizzato dal fatto che detta seconda camera (16B), detto secondo galleggiante (17B) e detto secondo contatto (18B) sono previsti a fini di sicurezza, nel caso in cui detto primo contatto (18A) non intervenga, la soglia di commutazione di detto secondo contatto ( 18B) trovandosi ad una altezza superiore rispetto alla soglia di commutazione di detto primo contatto (18A).
- 19. Dispositivo, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che almeno uno di detti contatti è in forma di microinterruttore (18A, 18B), dotato di un’asta di comando (19A,19B) atta ad essere movimentata da detto galleggiante ( 17 A, 17B).
- 20. Dispositivo, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che almeno uno di detti contatti (18A,18B) si trova in posizione decentrata rispetto alla relativa camera (16A, 16B) ed al relativo galleggiante (17A,17B).
- 21. Dispositivo, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che sono previsti mezzi di fine corsa (20A,20B) in almeno una di dette camere (16A,16B) sui quali il relativo galleggiante (17A.17B) può poggiare in assenza di acqua nella camera stessa.
- 22. Dispositivo, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che sono previsti almeno due galleggianti sferici (17A’,17A”) entro una medesima camera (I6A,16B).
- 23. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato -dal fatto che è prevista una seconda camera (31), in comunicazione idraulica con detta prima camera (16A), che fùnge da trappola d’aria per un dispositivo di sicurezza del tipo a membrana.
- 24. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che è previsto un sifone (SS) per collegare idraulicamente detta prima camera (16A) a detta seconda camera (31).
- 25. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detta prima camera (16A) presenta un condotto (35) di uscita, dal quale il liquido che in detta prima camera (16A) supera un livello di sicurezza può fuoriuscire, detto livello di sicurezza essendo definito da uno stramazzo (36) di detta prima camera (16A), detto condotto (35) essendo atto a dirigere il liquido che supera detto stramazzo (36) lontano da parti elettriche della macchina di lavaggio.
- 26. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto detto condotto (35) convoglia l’acqua in un vassoio di raccolta, in particolare previsto nella parte inferiore della macchina di lavaggio, ove è previsto un sensore di rilevazione di acqua atto a provocare la chiusura di una valvola di sicurezza operante sul condotto di alimentazione dell'acqua di rete alla macchina.
- 27. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che sono previsti mezzi (2A,40,40A,40B) per realizzare un lavaggio preliminare di detti galleggianti (17A,17B;17A’, 17A”) e delle relative camere (16A,16B) prima che in esse venga immesso del liquido proveniente da detta vasca (7).
- 28. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detti mezzi (2A,40,40A,40B) comprendono un condotto in derivazione (2A) da detta linea di alimentazione.
- 29. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che sono previsti mezzi sensori per evitare l'imposizione di tempi fissi per la realizzazione dello scarico del liquido da detta vasca (7).
- 30. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori comprendono una camera aggiuntiva, dotata di un galleggiante aggiuntivo per l’azionamento di un relativo contatto elettrico aggiuntivo, il galleggiante aggiuntivo essendo atto a determinare la commutazione del contatto aggiuntivo quando in detta camera aggiuntiva non vi è sostanzialmente più liquido.
- 31. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detto galleggiante aggiuntivo ha un peso specifico sufficiente per determinare la commutazione di detto contatto aggiuntivo.
- 32. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detto galleggiante è atto a produrre la commutazione di due diversi contatti elettrici, ed in particolare un contatto atto alla rilevazione del raggiungimento di un primo livello predeterminato di liquido in detta vasca (7) ed un contatto, di funzionamento inverso al primo, per la rilevazione della diminuzione del livello del liquido sino ad un punto prossimo, o coincidente, all’assenza di liquido in detta vasca (7).
- 33. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti contatti ( 18A, 18B) si trovano ad una altezza maggiore rispetto al livello di trabocco (N) del liquido da detta vasca (7).
- 34. Dispositivo per il caricamento ed il dosaggio del liquido di lavaggio nella vasca di macchina di lavaggio di' uso domestico, in particolare una lavastoviglie, secondo gli insegnamenti della presente descrizione e dei disegni annessi,
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