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ITTO980482A1 - Dispositivo per il caricamento ed il dosaggio di liquido nella vasca d i una macchina di lavaggio di uso domestico, in particolare una lavast - Google Patents

Dispositivo per il caricamento ed il dosaggio di liquido nella vasca d i una macchina di lavaggio di uso domestico, in particolare una lavast Download PDF

Info

Publication number
ITTO980482A1
ITTO980482A1 ITTO980482A ITTO980482A1 IT TO980482 A1 ITTO980482 A1 IT TO980482A1 IT TO980482 A ITTO980482 A IT TO980482A IT TO980482 A1 ITTO980482 A1 IT TO980482A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
tank
liquid
float
duct
loading
Prior art date
Application number
Other languages
English (en)
Inventor
Carlo Carli
Emilio Cazzini
Giuseppe Borroni
Original Assignee
T & P Spa
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by T & P Spa filed Critical T & P Spa
Priority to ITTO980482 priority Critical patent/ITTO980482A1/it
Priority to EP99110526A priority patent/EP0962182A1/en
Publication of ITTO980482A1 publication Critical patent/ITTO980482A1/it

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Classifications

    • AHUMAN NECESSITIES
    • A47FURNITURE; DOMESTIC ARTICLES OR APPLIANCES; COFFEE MILLS; SPICE MILLS; SUCTION CLEANERS IN GENERAL
    • A47LDOMESTIC WASHING OR CLEANING; SUCTION CLEANERS IN GENERAL
    • A47L15/00Washing or rinsing machines for crockery or tableware
    • A47L15/42Details
    • A47L15/4244Water-level measuring or regulating arrangements

Landscapes

  • Detail Structures Of Washing Machines And Dryers (AREA)
  • Main Body Construction Of Washing Machines And Laundry Dryers (AREA)

Description

Descrizione dell'invenzione industriale dal titolo:
"DISPOSITIVO PER IL CARICAMENTO ED IL DOSAGGIO DI LIQUIDO NELLA VASCA DI UNA MACCHINA DI LAVAGGIO DI USO DOMESTICO, IN PARTICOLARE UNA LAVASTOVIGLIE"
RIASSUNTO
Viene descritto un dispositivo per il caricamento ed il dosaggio di liquido nella vasca (7) di una macchina di lavaggio di uso domestico, in particolare una lavastoviglie, del tipo in cui il dosaggio viene realizzato rilevando il livello del liquido presente all'interno della vasca (7), detto dispositivo (6) comprendendo mezzi di rilevazione (16A,16B,17A, 17B,18A,18B,19A,19B) posti all' esterno della vasca (7) ed operanti in base alla quantità di liquido caricata in essa, un condotto (C2,13,T) essendo previsto per mettere in comunicazione detti mezzi di rilevazione (16A16B,17A,17B,18A,18B,19A,19B) con detta vasca (7). Secondo l’invenzione, sono previsti mezzi di chiusura (V) atti a produrre l’occlusione di detto condotto (C2,13,T) al termine di un’operazione di caricamento di liquido nella vasca (7), al fine di prevenire il sostanziale ritorno di liquido da detta vasca (7) verso detti mezzi di rilevazione (16A,16B,17A,17B, 18A,18B,19A,19B).
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad un dispositivo per il caricamento ed il dosaggio di liquido nella vasca di una macchina di lavaggio di uso domestico, in particolare una lavastoviglie.
E' noto che le lavastoviglie comprendono una vasca di lavaggio, sul fondo della quale viene raccolta dell'acqua prelevata dalla rete idrica e necessaria per il lavaggio delle stoviglie; a tale scopo, la macchina è dotata di una pompa di lavaggio, o ricircolo, che provvede ad alimentare uno o più organi irroratori, con la citata acqua raccolta sul fondo della vasca.
Il dosaggio dell'acqua necessaria all'espletamento del lavaggio può essere effettuato in vari modi.
La soluzione più semplice è quella di prevedere l'apertura a tempo di una elettrovalvola per il caricamento dell'acqua nella vasca di lavaggio; tale sistema, ormai praticamente abbandonato, può tuttavia risultare molto impreciso, poiché non tiene conto delle sempre possibili variazioni di pressione nella rete di alimentazione idrica e delle conseguenti variazioni di portata dell’ elettrovalvola.
La soluzione attualmente più diffusa, sostanzialmente per ragioni di economicità, è quella di realizzare il dosaggio dell'acqua di lavaggio per il tramite di un pressostato elettropneumatico che, tramite una trappola d’aria, è atto a rilevare il livello dell'acqua direttamente all'interno della vasca di lavaggio, al fine di fornire un criterio di controllo dell'elettrovalvola di caricamento dalla rete idrica.
Tale sistema, per quanto economico, richiede tuttavia una taratura molto precisa (e quindi costosa in fase produttiva) del pressostato: infatti, tenendo conto del fatto che la vasca di lavaggio ha una sezione piuttosto estesa, anche una variazione di pochi millimetri del livello di acqua in vasca può tradursi in un errore di diversi litri nel dosaggio. Ciò contrasta con l’esigenza di avere macchine con consumi rigorosamente sotto controllo.
Il pressostato elettromeccanico, col passare del tempo, tende inoltre a perdere di precisione e ciò si traduce in un caricamento di acqua maggiore di quella strettamente necessaria; dall’altro lato, la ritaratura del pressostato, su macchine di lavaggio già installate, risulta assai critica da realizzare, al punto che risulta preferibile la sua sostituzione; nella maggior parte dei casi, quindi, si accetta passivamente Terrore di caricamento e dosaggio dell’acqua.
II fatto che la trappola d’aria necessaria al funzionamento del pressostato si trovi praticamente all’interno della vasca di lavaggio, può inoltre determinare dei malfunzionamenti del sistema, dovuti al deposito di particelle di sporco proprio in corrispondenza della trappola d’aria.
Sono poi note alcune soluzioni, attualmente abbandonate, in cui il rilevamento del livello di acqua è effettuato direttamente all’interno della vasca di lavaggio, a mezzo di un galleggiante a fungo, il cui gambo è atto a produrre la commutazione di un contatto elettrico; il funzionamento di tale galleggiante viene tuttavia negativamente influenzato dalle particelle di sporco che possono essere presenti nella vasca di lavaggio, le quali potrebbero addirittura provocare un inceppamento del galleggiante stesso.
In altre soluzioni note, il livello che l’acqua deve raggiungere entro la vasca di lavaggio è predeterminato attraverso l’opportuno posizionamento in altezza di un sifone, in modo tale che, non appena una mìnima quantità d’acqua supera la curvatura del sifone stesso, un dispositivo di rilevazione determina la subitanea interruzione dell’alimentazione dell’elettrovalvola di carico.
Anche tali dispositivi di caricamento e dosaggio presentano tuttavia degli inconvenienti, a causa del posizionamento entro la vasca di lavaggio o in adiacenza ad essa, il che può determinare dei malfunzionamenti, dovuti al calore che si sviluppa entro la vasca, ovvero al deposito di particelle di sporco proprio entro il sifone o in corrispondenza del dispositivo di rilevazione.
La forma dei galleggianti impiegati in tali soluzioni, come detto cilindrici o parallelepipedi, può inoltre determinare delle imprecisioni nella rilevazione, a causa degli attriti cui essi sono soggetti. Tali galleggianti hanno infatti la tendenza ad aderire o eventualmente incastrarsi alle pareti della relativa camera di alloggiamento, ed a raccogliere delle particelle di sporco.
Posto che il caricamento di una quantità di acqua maggiore di quella necessaria contrasta con le esigenze di contenimento dei consumi (l'acqua deve anche venire riscaldata ai fini del lavaggio), il sistema a pressostato viene sostituito, nel caso di macchine di lavaggio di alta gamma, da soluzioni in cui il dosaggio dell’acqua viene effettuato all'esterno della vasca di lavaggio.
In tale ottica, sono note soluzioni in accordo alle quali la macchina lavastoviglie viene dotata di un serbatoio di misurazione, collegato in derivazione al condotto di adduzione dell'acqua alla vasca di lavaggio, in modo tale che una parte dell'acqua proveniente dalla rete idrica giunga direttamente in vasca ed una parte giunga al citato serbatoio.
Il serbatoio di misurazione presenta una capacità di acqua ridotta rispetto a quella necessaria per il lavaggio e in essa è posto un sensore di livello a galleggiante; il sensore opera su di una piccola quantità di acqua, proporzionale a quella caricata in vasca, e provvede a far chiudere l'elettrovalvola di caricamento dell'acqua al raggiungimento del livello prefissato per il serbatoio. In altre parole, quindi, il sensore di livello opera su di una frazione dell'acqua alimentata alla vasca, che riempie una vaschetta di piccola sezione, cosi riducendo gli errori di rilevazione.
Anche tale sistema, tuttavia, non è immune da errori di rilevazione, dovuti a possibili differenze nella ripartizione della portata nel condotto di derivazione che alimenta il serbatoio di misurazione; il sistema, inoltre, si dimostra decisamente costoso, rispetto a quelli in precedenza citati.
Sono poi noti anche sistemi di caricamento e dosaggio che prevedono l'adduzione ripetuta di acqua ad uno o più serbatoi, aventi una capacità pari ad una frazione di quella necessaria al lavaggio; in tal caso almeno un serbatoio è dotato di un sensore di livello a galleggiante, anche in questo caso di forma cilindrica o parallelepipeda, che controlla la solita elettrovalvola di caricamento, e l'adduzione dell'acqua alla vasca di lavaggio avviene per successivi travasi del contenuto del serbatoio nella vasca stessa.
Tali sistemi possono richiedere dei tempi lunghi per realizzare il caricamento dell'acqua necessaria al lavaggio, e risultano comunque di realizzazione complicata e costosa.
Gli ultimi due tipi di sistemi citati presentano inoltre l i'nconveniente di richiedere una notevole precisione in fase di stampaggio del corpo del serbatoio, ai fini dell’ ottenimento delle sedi per i sensori di livello, e di fissaggio in esse dei medesimi.
In sostanza, quindi, le soluzioni di dosaggio note attualmente in uso possono essere distinte in due categorie, a seconda del sistema di rilevazione impiegato:
- sistemi che prevedono mezzi di rilevazione operanti sull’intera quantità di liquido caricata in vasca, ossia in cui il dosaggio viene realizzato rilevando il livello del liquido presente direttamente all'interno della vasca di lavaggio; tali sistemi sono vantaggiosi dal punto di vista dell’economicità realizzativa, ma svantaggiosi dal punto di vista della precisione di dosaggio, dell’affidabilità e della pulizia;
- sistemi che prevedono mezzi di rilevazione operanti su una porzione ridotta della quantità d’acqua necessaria al lavaggio, ossia in cui il dosaggio viene realizzato all’esterno della vasca di lavaggio; tali sistemi sono vantaggiosi dal punto di vista della precisione di dosaggio, dell’affidabilità della pulizia, ma svantaggiosi dal punto di vista dei costi di produzione e dei tempi di funzionamento.
La presente invenzione si propone di risolvere gli inconvenienti sopra citati dei dispositivi di tipo noto.
In tale ambito, un primo scopo della presente invenzione è quello di indicare un dispositivo per il caricamento ed il dosaggio di liquido nella vasca di una macchina di lavaggio di uso domestico, in particolare una lavastoviglie, del tipo in cui il dosaggio viene realizzato rilevando il livello del liquido presente all'interno della vasca di lavaggio, di realizzazione semplice e compatta, e quindi economica, e che consenta, rispetto alle soluzioni note adottanti una simile filosofia, il raggiungimento di una maggiore precisione di dosaggio, una maggiore affidabilità di impiego ed una più agevole ed economica realizzazione.
Scopo ulteriore della presente invenzione è quello di indicare un dispositivo del tipo suddetto di affidabilità accresciuta, in virtù della presenza di mezzi idonei ad impedire il riflusso, verso i mezzi preposti al dosaggio del liquido, dei residui di sporco eventualmente presenti nella vasca di lavaggio.
Questi ed altri scopi sono raggiunti secondo la presente invenzione da un dispositivo per il caricamento ed il dosaggio di liquido nella vasca di una macchina di lavaggio di uso domestico, in particolare una lavastoviglie, incorporante le caratteristiche delle rivendicazioni allegate, che formano parte integrante della presente descrizione.
Ulteriori scopi, caratteristiche e vantaggi della presente invenzione risulteranno chiari dalla descrizione particolareggiata che segue e dai disegni annessi, fomiti a puro titolo di esempio esplicativo e non limitativo, in cui:
- la Fig. 1 rappresenta schematicamente una parte del circuito idraulico di una macchina di lavaggio, in particolare una lavastoviglie, impiegante un dispositivo per il caricamento ed il dosaggio di liquido realizzato secondo i dettami della presente invenzione;
- la Fig. 2 rappresenta una sezione schematica di un dispositivo secondo la presente invenzione, realizzato in accordo ad una sua possibile forma realizzativa, in una prima condizione di funzionamento;
- la Fig. 3 rappresenta tramite una vista frontale schematica un primo particolare del dispositivo di Fig. 2;
- la Fig. 4 rappresenta tramite una vista frontale ed una vista laterale schematiche un secondo particolare del dispositivo di Fig. 2;
- la Fig. 5 rappresenta una sezione schematica di un dispositivo di Fig. 2, in una seconda condizione di funzionamento.
In Fig. 1 è rappresentata schematicamente una parte del circuito idraulico di una macchina di lavaggio, realizzata secondo i dettami della presente invenzione; nel caso esemplificato l’invenzione è applicata ad una macchina lavastoviglie.
In tale figura, con 1 è indicato un raccordo alla rete idrica (quale un rubinetto) al quale è connesso un condotto 2 di alimentazione dell'acqua di rete alla lavastoviglie; su tale condotto 2 è posta un'elettrovalvola 3, di controllo dell'adduzione dell'acqua di rete alla lavastoviglie; a valle dell'elettrovalvola 3, sul condotto 2 sono posti in serie un dispositivo di antiriflusso 4, noto genericamente con il nome di salto in aria o air-break, e un dispositivo decalcificatore 5. Si noti che il dispositivo decalcificatore 5 può non essere indispensabile per una lavastoviglie, se nella zona in cui la medesima è installata l’acqua ha bassa durezza.
I dispositivi 3, 4 e 5 sono di realizzazione e funzionamento in sé ben noti, e pertanto essi non verranno qui descritti in dettaglio; si ritiene comunque utile ricordare che la presenza di un salto in aria ha come conseguenza che, nel circuito idraulico di una macchina di lavaggio, viene solitamente immessa anche una certa quantità di aria, che viene trasportata verso la vasca di lavaggio; parte di tale aria è solita accumularsi nel tratto del condotto più prossimo alla vasca, a seguito del riempimento di quest’ultima.
A valle del decalcificatore, sempre sul condotto 2, è inserito un dispositivo di dosaggio 6 del liquido di lavaggio, realizzato secondo i dettami della presente invenzione; un tubo T connette il dispositivo 6 alla vasca di lavaggio della macchina, indicata con 7, la quale è dotata di un condotto di scarico 8, collegato ad una apposita pompa di scarico 9.
Come si nota, il dispositivo 6 è alloggiato all’esterno della vasca di lavaggio 7, in posizione remota rispetto a questa; nel caso esemplificato, il dispositivo 6 si trova inoltre ad una altezza leggermente superiore rispetto a quella del fondo della vasca 7.
La vasca 7 è altresì in comunicazione con una idonea pompa di lavaggio o ricircolo, indicata con P, che provvede ad alimentare uno o più organi irroratori I con il liquido raccolto dal fondo della vasca 7; anche i citati organi irroratori e la pompa di lavaggio sono di realizzazione e funzionamento in sé noti, e quindi non verranno qui descritti in dettaglio.
In Fig. 2 è illustrata in forma schematica una possibile forma realizzativa del dispositivo di dosaggio 6; si noti che in tale figura, la porzione di condotto 2 proveniente dal dispositivo decalcificatore 5 ha un andamento differente rispetto a quello illustrato in Fig. 1; il funzionamento del dispositivo 6 è comunque sostanzialmente analogo nelle due versioni illustrate.
Il dispositivo 6 comprende un corpo 11 in materiale plastico, ad esempio realizzato da due semigusci in polipropilene saldati a lama calda, nel quale è definito un raccordo di connessione, indicato nel suo complesso con R.
Il raccordo R presenta un primo attacco 12, di collegamento al condotto 2, ed un secondo attacco 13, di collegamento al tubo T; come si nota, l’attacco 12 ed il condotto 2, presentano una sezione di dimensioni inferiori rispetto all’attacco 13 ed al tubo T. Tra gli attacchi 12 e 13 ed il corpo 11 sono definite tre canalizzazioni, e precisamente: - una prima canalizzazione Cl, volta a mettere in comunicazione il condotto 2 con il tubo T, ovvero l’uscita dell’attacco 12 con l’ingresso dell’attacco 13;
- una seconda canalizzazione C2, che mette in comunicazione diretta la zona circostante la canalizzazione Cl, e quindi l’attacco 13, con una prima ed una seconda camera 16A e 16B, definite all’interno del corpo del dispositivo 6;
- una terza canalizzazione C3, che mette in comunicazione la parte superiore dell’attacco 13, e quindi il tubo T, con una terza camera 16C, definita all’interno del corpo del dispositivo 6.
Le due camere 16A e 16B sono entrambe comunicanti nella loro parte inferiore con la canalizzazione C2 e sono aperte verso l’alto (e quindi in comunicazione con l’atmosfera); anche la camera 16C è aperta versa l’alto, ma è isolata rispetto alle camere 16A e 16B. In Fig. 3 è rappresentata una vista frontale schematica del raccordo R, ove si possono notare le canalizzazioni Cl, C2 e C3; in tale figura, con S è indicata una sede per il fissaggio di una valvola di non ritorno, che viene indicata in Fig. 2 con il riferimento V, la quale è fissata sull’attacco 13.
La valvola V, illustrata in vista laterale e frontale in Fig. 4, è costituita in sostanza da un elemento in gomma o materiale similare, presentante una anello periferico VI, atto all’accoppiamento elastico con la sede S del raccordo R, ed una parte centrale V2, che nella sua posizione di riposo è atta a realizzare almeno la chiusura delle canalizzazioni Cl e C2 rispetto all’attacco 13; con V3 sono indicati dei lembi spaziati che collegano la parte centrale V2 all’anello periferico VI, e con V4 delle aperture, presenti sull’anello VI; le dimensioni della parte centrale V2, e la presenza dei lembi spaziati V3 e delle aperture V4 fanno si che la canalizzazione C3 non risulti mai completamente chiusa dalla parte centrale V2.
L’elasticità dei lembi V3 è tale che la parte centrale V2, sotto la spinta dell’acqua in transito nel raccordo R, sia suscettibile di movimento tra una posizione di chiusura (Fig.
5) ed una posizione di apertura (Fig. 2), come sarà meglio chiarito in seguito.
Tornando alla Fig. 2, con 17A e 17B sono indicati due galleggiati, realizzati in polimero, rispettivamente inseriti nelle camere 16A e 16B ed atti allo scorrimento in esse; secondo un importante aspetto dell’ invenzione, i galleggianti 17A e 17B sono realizzati in forma di sfere, ad esempio in polipropilene o polistirolo soffiato e burattato.
Con 18A e 18B sono indicati due microinterruttori elettrici, di tipo e funzionamento in sé noto, fissati nella zona superiore del corpo 11.
I microinterruttori 18A e 18B sono dotati di rispettive aste di comando 19A e 19B, atte ad essere movimentate dalle sfere 17A e 17B le quali, durante le fasi di caricamento di acqua nella vasca di lavaggio 6, tendono a salire nelle camere 16A e 16B, come sarà in seguito chiarito.
Si noti che, nel caso qui esemplificato, la sfera 17A ed il microinterruttore 18A sono previsti per il controllo del livello del liquido caricato nella vasca 7, mentre la sfera 17B ed il microinterruttore 18B sono previsti a fini di sicurezza, nel caso in cui il primo microinterruttore 18A non intervenga. A tale scopo, come si nota, l’asta 19B del microinterruttore 18B è disposta per commutare ad una altezza superiore, e quindi ad un livello di intervento, che è superiore rispetto alla posizione e soglia di intervento del microinterruttore 18A e della relativa asta 19A.
II funzionamento della macchina rappresentata in Fig. 1 è il seguente.
Quando l’utente della macchina lavastoviglie, con modalità in sé note, avvia un ciclo di lavaggio, un dispositivo programmatore o timer (non rappresentato per semplicità) comanda l’apertura della elettrovalvola 3.
L’acqua in ingresso dalla rete idrica, dopo aver superato il dispositivo di salto in aria 4, entra nel decalcificatore 5; l’acqua in uscita dal decalcificatore 5, quindi filtrata e addolcita, viene convogliata al raccordo R del dispositivo 6, e precisamente all’attacco Dopo il transito entro l’attacco 12, l’acqua prosegue lungo la canalizzazione Cl, nel senso indicato dalla freccia F di Fig. 1 e determina l’apertura della valvola V, nella posizione visibile in Fig. 2.
L’acqua può quindi passare nell’attacco 13, per poi proseguire lungo il tubo T e raggiungere la vasca di lavaggio 7, la quale viene progressivamente riempita.
Il progressivo aumento del livello dell’acqua nella vasca 7 viene trasferito, a mezzo dello stesso tubo T ed in virtù della presenza della canalizzazione C2, anche alle camere 16A e 16B, con il conseguente progressivo riempimento delle stesse; tale riempimento determina anche il progressivo innalzamento delle sfere 17A e 17B entro le camere 16A e 16B.
L’adduzione di acqua alla vasca 7 continua sino a che la sfera 17A non sposta l’asta 19A di una angolazione prefissata, così provocando la commutazione del microinterruttore 18 A. Tale commutazione costituisce un segnale di comando per interrompere l’alimentazione dell’elettrovalvola di caricamento 3, e quindi provocare la chiusura della stessa. In tale condizione, quindi, la vasca risulta riempita di un predeterminato livello di acqua, il quale dipende dalla soglia intervento determinata dalla posizione di lavoro del microinterruttore 18A.
Il citato segnale di comando ha inoltre la funzione di far ripartire il motore elettrico del programmatore o timer della macchina, che durante la fase di caricamento dell’acqua è tipicamente fermo, in modo da abilitare l’esecuzione delle successive fasi previste dal ciclo di lavaggio.
A seguito della summenzionata interruzione del flusso di acqua, la valvola V ritorna nella posizione iniziale di riposo, di chiusura del raccordo 13; tale situazione è illustrata in Fig. 5. Si noti che la valvola V viene mantenuta in posizione di chiusura, oltre che dalla forza elastica dei lembi V3, anche e soprattutto dalla pressione dell’acqua che tende a risalire nel tubo T, nella direzione indicata dalla freccia F.
In tale condizione, di chiusura dell’attacco 13, quindi, ogni sostanziale riflusso di acqua sporca verso il dispositivo 6 viene impedito, cosi come la contaminazione delle camere di dosaggio 16A e 16B.
In caso di mancato intervento del microinterruttore 18A, ad esempio dovuto ad un qualsiasi malfunzionamento dello stesso, l’acqua continuerà ad essere caricata nella vasca 7 e quindi a determinare un ulteriore innalzamento di livello nelle camere 16A e 16B. In tale caso, l’adduzione di acqua alla vasca 7 continua sino a che la sfera 17B non entra in contatto con l’asta 19B e la sposta di un’angolazione prefissata, così provocando la commutazione del microinterruttore 18B. Anche in questo caso, quindi, tale commutazione genera un segnale, ovvero un’interruzione di alimentazione, atto a provocare la chiusura dell’elettrovalvola di caricamento 3. Tale segnale può essere eventualmente utilizzato anche per comandare l’azionamento della pompa 9 di Fig. 1, in modo da scaricare dalla vasca 7 l’acqua in eccesso, oppure per fare intervenire una seconda elettrovalvola, eventualmente prevista a fini di sicurezza lungo il condotto 2. Tale segnale può infine anche essere utilizzato per azionare una indicazione visiva e/o acustica di allarme per Putente.
L’intervento del microinterruttore 18B quindi, ha la funzione di evitare che il livello dell’acqua nella vasca 7 superi un limite di sicurezza predeterminato, definito dalla soglia di intervento del microinterruttore 18B stesso, così evitando un possibile allagamento. In ogni caso, il funzionamento della valvola V, in caso di intervento del microinterruttore 18B è analogo a quello già in precedenza descritto.
Come si intuisce, al momento dello scarico del liquido di lavaggio dalla vasca 7, il livello dell’acqua entro le camere 16A e 16B scenderà progressivamente, sino a quanto tutto il liquido non sarà stato scaricato.
Ciò determinerà il progressivo abbassamento delle sfere 17A e 17B verso la posizione iniziale, visibile in Fig. 2, con il conseguente “riarmo” del microinterruttore 18A (ed eventualmente del microinterruttore 18B, se lo scarico suddetto fa seguito ad un intervento in sicurezza del dispositivo).
Si noti che il citato “riarmo” dei microinterruttori, a seguito di uno scarico, non è necessariamente tale da abilitare automaticamente una nuova apertura dell’elettrovalvola 3, poiché questa è comunque sottoposta anche al controllo del programmatore della lavastoviglie.
La camera 16C e la relativa canalizzazione C3 sono di impiego vantaggioso nel caso di macchine di lavaggio, ed in particolare macchine lavastoviglie, dotate di cosiddetti sistemi di caricamento o dosaggio “dinamico” dell’acqua, ossia sistemi in cui la pompa di lavaggio viene attivata ancor prima che il caricamento dell’acqua dalla rete idrica sia stato ultimato.
In tale tipo di applicazioni avviene che il livello predeterminato, rilevato sul fondo vasca per determinare la chiusura dell’elettrovalvola di caricamento, corrisponde ad un volume di liquido che è in effetti inferiore a quello presente nel circuito idraulico della lavastoviglie, infatti, in tale condizione, parte del liquido è in circolazione, tramite la pompa di lavaggio ed i relativi irroratori.
Pertanto, se per un motivo qualsiasi il ciclo di lavaggio viene interrotto (ad esempio perché l’utente apre lo sportello della macchina per aggiungere delle stoviglie da lavare), la pompa di lavaggio si arresta, l’acqua presente nel circuito di irrorazione ricade sul fondo della vasca, determinandovi un conseguente aumento di livello.
Si noti che in tali casi, è possibile che dell’aria si accumuli nel condotto di adduzione del liquido alla vasca, a seguito del progressivo riempimento di quest’ultima durante il normale caricamento (si veda quanto citato in apertura della presenza descrizione, a proposito del dispositivo di salto in aria), e tale sacca di aria può impedire all’aumento di livello determinato dall’interruzione del ciclo di lavaggio di trovare sfogo nel tubo di adduzione del liquido alla vasca. Pertanto, il citato aumento di livello potrebbe in talune circostanze determinare un trabocco di liquido dalla vasca.
Nel caso della presente invenzione, al contrario, la ricaduta del liquido presente nel circuito di irrorazione determina sicuramente un rientro di acqua lungo il tubo T, il che è consentito dalla presenza della canalizzazione C3.
Infatti, l’aria eventualmente accumulatasi nel tubo T, è libera di uscire, dietro la spinta del liquido che risale nel tubo T stesso, dalla canalizzazione C3, verso la camera 16C, ma senza rischi di contaminazione delle camere 16A e 16B, che sono isolate a mezzo della valvola V. Come detto, infatti, tale valvola V è realizzata in modo tale da occludere le canalizzazioni CI e C2, ma non la canalizzazione C3, nemmeno nella condizione illustrata in Fig. 5.
Eventualmente, il circuito idraulico della lavastoviglie può essere progettato in modo che, nel caso summenzionato di interruzione del lavaggio, una parte del liquido che risale il tubo T possa raggiungere la camera 16C; si noti che non vi sono particolari problemi se tale liquido contiene dei residui di sporco, poiché la camera 16C non ha funzioni di dosaggio, e non presenta mezzi a ciò preposti, quali galleggianti e microinterruttori.
In ogni caso, quando il ciclo di lavaggio viene in seguito riavviato (nel caso sopra esemplificato, chiudendo lo sportello), la pompa di lavaggio ritorna in funzione, aspirando l’acqua presente sul fondo vasca, e quindi richiamando anche quella eventualmente presente in eccesso nel tubo T e nella camera 16C.
Nella forma preferita dell’invenzione, il punto di intervento dei microinterruttori 18A e 18B, ed i microinterruttori stessi (ma non l’estremità delle aste di comando), si trovano ad una altezza maggiore rispetto al livello di trabocco dell’acqua (N, Fig. 1), ossia il livello massimo oltre il quale l’acqua potrebbe fuoriuscire dalla vasca 7, in caso di guasto del sistema di caricamento e dosaggio, ovvero dell’elettrovalvola 3.
Quindi, con la sistemazione dei microinterruttori 18A e 18B in posizione elevata, l’impiego di sfere 17A e 17B di dimensioni significative (preferibilmente nell’ordine dei 18-30 mm di diametro) e la scelta di aste 19A e 19B aventi una certa lunghezza è possibile distanziare le parti sotto tensione elettrica (ossia proprio i microinterruttori) dall’acqua caricata nel dispositivo 6 ed anche evitare che l’eventuale acqua di trabocco dalla vasca 7 possa giungere in contatto con esse.
A tale scopo, si noti che, vantaggiosamente, il punto di intervento dei microinterruttori potrebbe essere ulteriormente innalzato, tramite la semplice previsione di più di una sfera entro una o ciascuna camera 16A e/o 16B.
Va inoltre sottolineato, secondo un importante aspetto dell’invenzione, che la forma sferica dei galleggianti 17A e 17B determina attriti, entro le relative camere di scorrimento 16A e 16B, di gran lunga minori rispetto ai galleggianti di forma sostanzialmente cilindrica o parallelepipeda sinora utilizzati nei dispositivi di dosaggio noti, come spiegato in apertura della presente descrizione, cosi riducendo i rischi di errori o inceppamento; per gli stessi motivi, la forma sferica dei galleggianti secondo l i'nvenzione, garantisce una spinta costante sulle aste di azionamento dei microinterruttori .
La struttura sferica, grazie alle sue caratteristiche intrinseche, evita altresì la possibilità di alterazioni nella forma esterna del galleggiante (i cosiddetti “imbarcamenti”), che nei dispositivi noti si possono verifica a causa dell’uso prolungato.
Vantaggio sostanziale della forma sferica dei galleggianti è data dalla loro capacità di “autopulenza”; in altre parole, tali galleggianti sferici, nel corso delle loro fasi di movimentazione, tendono a ruotare naturalmente attorno al loro centro geometrico, e quindi a liberarsi degli eventuali residui di sporco su di essi depositatisi.
Come detto, la presenza della canalizzazione C3 e della camera 16C è particolarmente vantaggiosa nel caso di macchine di lavaggio dotate di sistemi di caricamento dinamico dell’acqua.
L’invenzione può in ogni caso trovare vantaggiosa applicazione anche nel caso di macchine dotate di caricamento statico, ossia del tipo in cui la pompa di lavaggio viene avviata solo al termine della fase di dosaggio del liquido. Per tali applicazioni, quindi, non è al limite necessario prevedere la canalizzazione C3 e la camera 16C, poiché non vi sono rischi di aumenti del livello di liquido nella vasca, dovuti ad interruzioni del lavaggio.
In tale caso, infatti, quando l’apertura dell’elettrovalvola 3 viene chiusa, sotto comando del timer, si determina la chiusura anche della valvola di non ritorno V, come sopra spiegato, il che impedisce eventuali riflussi di sporco all’interno del dispositivo 6.
Si noti comunque che in tali casi, l’aria eventualmente presente si accumula proprio tra l’acqua presente nel tubo T, al momento dell’interruzione del flusso, e la valvola V; tale sacca di aria viene quindi a costituire essa stessa una buona “barriera” contro il riflusso di liquido, ed eventualmente di sporco, entro il dispositivo 6. La presenza della valvola V garantisce in ogni caso rischi di contaminazione delle camere 16A e 16B, e dei galleggianti in esse contenuti.
Dalla descrizione effettuata risultano chiare le caratteristiche della presente invenzione. In particolare è stato descritto un dispositivo per il caricamento ed il dosaggio di liquido nella vasca di una macchina di lavaggio di uso domestico, in particolare una lavastoviglie, del tipo in cui il dosaggio viene realizzato rilevando il livello del liquido presente all'interno della vasca; il dispositivo comprendendo mezzi di rilevazione posti all’esterno della vasca 7 ed operanti in base alla quantità di liquido caricata in essa, un condotto essendo previsto per mettere in comunicazione i mezzi di rilevazione con la vasca. Secondo l’invenzione, vengono previsti mezzi di chiusura per produrre l’occlusione di detto condotto a seguito dell’intervento dei mezzi di rilevazione, ovvero al termine di un’operazione di caricamento di liquido nella vasca, al fine di prevenire il sostanziale ritorno di liquido dalla vasca verso i mezzi di rilevazione.
I mezzi di rilevazione possono comprendere galleggianti atti a provocare la commutazione di contatti elettrici per interrompere l’adduzione del liquido alla vasca, i galleggianti essendo alloggiati in rispettive camere definite nel corpo del dispositivo; tale corpo è connesso idraulicamente alla vasca in modo tale che il progressivo innalzamento del livello del liquido in quest 'ultima determini un conseguente innalzamento di un galleggiante nella rispettiva camera, che avviene progressivamente sino a provocare la commutazione di un contatto, la soglia di commutazione del contatto corrispondendo al raggiungimento di un livello predeterminato di liquido entro la vasca. Il o i galleggianti utilizzati sono preferibilmente di forma sferica.
Nella forma preferita dell’invenzione, i mezzi di chiusura comprendono una valvola di non ritorno, in particolare realizzata in materiale elastico e/o azionata a mezzo dello stesso liquido.
Secondo un importante aspetto dell’invenzione, sono previsti mezzi di sfiato che, anche a seguito dell’ intervento dei mezzi di rilevazione, sono atti consentire il rientro di liquido dalla vasca nel detto condotto, particolarmente nel caso di sistemi di caricamento di liquido del tipo dinamico. Tali mezzi di sfiato comprendono almeno una canalizzazione che mette in costante collegamento detto condotto con l’atmosfera, indipendentemente dalla condizione di funzionamento di detti mezzi di chiusura, ed una camera definita nel corpo del dispositivo.
Dalla descrizione effettuata risultano altresì chiari i vantaggi della presente invenzione; in particolare vanno sottolineati:
- la semplicità di funzionamento, in quanto il dosaggio dell'acqua nella vasca è basato sull’impiego di galleggianti e microinterruttori;
- la semplicità realizzativa, in quanto il dispositivo comprende componenti di alta ripetibilità nel processo di produzione e di lunga vita meccanica, ossia galleggianti sferici e microinterruttori, usualmente garantiti per migliaia di cicli di commutazione; parimenti, il corpo del dispositivo secondo l'invenzione è ottenibile con una semplice operazione di stampaggio termoplastico o saldatura a lama calda;
- la presenza di mezzi atti ad evitare il riflusso di acqua sporca nel dispositivo consente di aumentare l' efficienza del dispositivo e la sua affidabilità nel tempo;
- la compattezza e l'ingombro ridotto;
- la presenza dello sfiato costituito dalla canalizzazione C3 e dalla camera aperta 16C evitano problemi di trabocco dell’acqua dalla vasca, in caso di interruzioni del ciclo di lavaggio, nel caso di macchine dotate di sistemi di caricamento dinamico dell’acqua; - l’affidabilità nella rilevazione, in quanto la forma sferica del galleggiante utilizzato presenta attriti, entro le relative camere, ben minori rispetto ai galleggianti sinora utilizzati nelle soluzioni note, cosi riducendo i rischi di errori o inceppamento; per gli stessi motivi, la forma sferica del galleggiante garantisce una spinta costante sull’asta di azionamento del relativo microinterruttore;
- la forma sferica evita la possibilità di alterazioni nella forma esterna del galleggiante (i cosiddetti “imbarcamenti”) dovuti ad un suo uso prolungato, grazie alle caratteristiche proprie di una struttura sferica, e consente di ottenere un effetto di “autopulenza” dei galleggianti, i quali nel corso delle fasi di movimentazione tendono a ruotare naturalmente attorno al loro centro geometrico, e quindi a liberarsi degli eventuali residui di sporco su di essi depositatisi;
- per i suddetti motivi, è consentito l’alloggiamento in una medesima camera di più di un galleggiante, cosa non consigliabile nel caso dei galleggianti cilindrici o parallelepipedi secondo l’arte nota, per ragioni di affidabilità;
- strutture di forma sferica, atte all’impiego nel dispositivo secondo l’invenzione, sono assai comuni e di facile reperibilità in commercio, e quindi di costo limitato.
E' chiaro che numerose altre varianti sono possibili per l'uomo del ramo al dispositivo per il caricamento ed il dosaggio di liquido nella vasca di una macchina di lavaggio di uso domestico, in particolare una lavastoviglie, descritto come esempio, senza per questo uscire dagli ambiti di novità insiti dell'idea inventiva.

Claims (22)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo per il caricamento ed il dosaggio di liquido nella vasca (7) di una macchina di lavaggio di uso domestico, in particolare una lavastoviglie, del tipo in cui il dosaggio viene realizzato rilevando il livello del liquido presente all'interno della vasca (7), detto dispositivo (6) comprendendo mezzi di rilevazione (16A,16B,17A,17B,18A,18B,19A, 19B) posti all’esterno della vasca (7) ed operanti in base alla quantità di liquido caricata in essa, un condotto (C2,13,T) essendo previsto per mettere in comunicazione detti mezzi di rilevazione (16A,16B,17A,17B,18A,18B,19A,19B) con detta vasca (7), caratterizzato dal fatto che sono previsti mezzi di chiusura (V) atti a produrre l’occlusione di detto condotto (C2,13,T) al termine di un’operazione di caricamento di liquido nella vasca (7), al fine di prevenire il sostanziale ritorno di liquido da detta vasca (7) verso detti mezzi di rilevazione (16A,16B,17A,17B, 18A,18B,19A,19B).
  2. 2. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di rilevazione (16A,16B,17A,17B,18A,18B,19A,19B) comprendono almeno un primo galleggiante (17A) atto a provocare la commutazione di un primo contatto elettrico (18A) per interrompere l’adduzione del liquido alla vasca (7).
  3. 3. Dispositivo, secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detto primo galleggiante (17A) è alloggiato in una prima camera (16A) definita in un corpo (11) di detto dispositivo (6).
  4. 4. Dispositivo, secondo la rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che detto corpo (11) è connesso idraulicamente alla vasca (7) in modo tale che il progressivo innalzamento del livello del liquido nella vasca (7) determini un conseguente innalzamento del primo galleggiante (17A) nella prima camera (16A), che avviene progressivamente sino a provocare detta commutazione di detto primo contatto (18A), la soglia di commutazione di detto primo contatto (18A) corrispondendo al raggiungimento di un primo livello predeterminato di liquido entro la vasca (7).
  5. 5. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di chiusura (V) comprendono una valvola di non ritorno (V).
  6. 6. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1 o 5, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di chiusura (V) sono realizzati in materiale elastico, quale gomma o materiale similare.
  7. 7. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1 o 5, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di chiusura (V) sono azionati a mezzo di liquido presente in detto condotto (C2,13,T).
  8. 8. Dispositivo, secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detto primo galleggiante (17A) è di forma sferica.
  9. 9. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che sono previsti mezzi di sfiato (C3,16C) che, anche al termine di un’operazione di caricamento di liquido nella vasca (7), sono atti consentire il rientro di liquido dalla vasca (7) in detto condotto (C2,13,T), particolarmente nel caso di sistemi di caricamento di liquido del tipo dinamico.
  10. 10. Dispositivo, secondo la rivendicazione 9, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di sfiato (C3,16C) comprendono almeno una canalizzazione (C3) che mette in costante collegamento detto condotto (C2,I3,T) con l’atmosfera, indipendentemente dalla condizione di funzionamento di detti mezzi di chiusura (V).
  11. 11. Dispositivo, secondo la rivendicazione 10, caratterizzato dal fatto che detti mezzi (C3,16C) comprendono una seconda camera (16C) definita nel corpo (11) di detto dispositivo (6) e connessa a detta canalizzazione (C3).
  12. 12. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che sono previsti mezzi di connessione idraulica (R) tra detto corpo (11) e detta vasca (7), che comprendono un raccordo (R) avente un ingresso (12) ed una uscita (13), l’ingresso essendo collegato ad una linea di alimentazione del liquido (2) e l’uscita essendo connessa a detto condotto (C2,13,T).
  13. 13. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che tra detti raccordi (12,13) è definita una terza canalizzazione (C2), atta a mettere in comunicazione diretta detto raccordo di uscita (13) con detta prima camera (16A).
  14. 14. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detta seconda canalizzazione (C3) si diparte da detto raccordo (R).
  15. 15. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di rilevazione (16A,16B,17A,17B,18A,18B,19A,19B) comprendono almeno una terza camera (16B) definita in detto corpo (11), per l’alloggiamento di almeno un secondo galleggiante (17B) atto a provocare la commutazione di un secondo contatto elettrico (18B), detta terza camera (16B) essendo connessa idraulicamente alla vasca (7) in modo tale che il progressivo innalzamento del livello del liquido nella vasca (7) determini un conseguente innalzamento del secondo galleggiante (17B) nella terza camera (16B), che avviene progressivamente sino a provocare detta commutazione del secondo contatto (18B), la soglia di commutazione di detto secondo contatto (18B) corrispondendo al raggiungimento di un secondo livello predeterminato di liquido entro la vasca (7).
  16. 16. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che anche detto secondo galleggiante (17B) è di forma sferica.
  17. 17. Dispositivo, secondo la rivendicazione 15 o 16, caratterizzato dal fatto che detta terza camera (16B), detto secondo galleggiante (17B) e detto secondo contatto (18B) sono previsti a fini di sicurezza, nel caso in cui detto primo contatto (18A) non intervenga, la soglia di commutazione di detto secondo contatto (18B) trovandosi ad una altezza superiore rispetto alla soglia di commutazione di detto primo contatto (18A).
  18. 18. Dispositivo, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che almeno uno di detti contatti è in forma di microinterruttore (18A,18B), dotato di un’asta di comando (19A,19B) atta ad essere mossa da detto galleggiante (17A,17B).
  19. 19. Dispositivo, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che sono previsti almeno due galleggianti sferici entro una medesima camera.
  20. 20. Metodo per il caricamento ed il dosaggio di liquido nella vasca (7) di una macchina di lavaggio di uso domestico, in particolare una lavastoviglie, del tipo in cui il dosaggio viene realizzato rilevando il livello del liquido presente all'interno della vasca (7) a mezzo di un dispositivo (6) comprendente mezzi di rilevazione (16A,16B,17A,17B,18A,18B, 19A,19B) posti all’ esterno della vasca (7) ed operanti in base alla quantità di liquido caricata in essa, un condotto (C2,13,T) essendo previsto per mettere in comunicazione detti mezzi di rilevazione (16A,16B,17A,17B,18A,18B,19A,19B) con detta vasca (7), caratterizzato dal fatto che, a seguito dell’intervento di detti mezzi di rilevazione (16A,16B,17A, 17B,18A,18B,19A,19B), viene prodotta l’occlusione di detto condotto (C2, 13,T), al fine di prevenire il sostanziale ritorno di liquido da detta vasca (7) verso detti mezzi di rilevazione (16A,16B,17A,17B, 18A,18B,19A,19B).
  21. 21. Metodo, secondo la rivendicazione 20, caratterizzato dal fatto che, anche a seguito dell’intervento di detti mezzi di rilevazione (16A,16B,17A,17B,18A,18B,19A, 19B), è consentito il rientro di liquido dalla vasca (7) in detto condotto (C2,13,T), particolarmente nel caso di sistemi di caricamento di liquido del tipo dinamico.
  22. 22. Dispositivo per il caricamento ed il dosaggio del liquido di lavaggio nella vasca di macchina di lavaggio di uso domestico, in particolare una lavastoviglie, secondo gli insegnamenti della presente descrizione e dei disegni annessi.
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