ITTO950321A1 - Elemento di copertura per un involucro che accoglie i riflettori di un gruppo ottico per veicoli - Google Patents
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Abstract
Un elemento di copertura per un involucro (2, 3) che accoglie i riflettori (1) di un gruppo ottico per veicoli presenta vetri trasparenti (4) a forma di guscio disposti l'uno vicino all'altro. Questi vetri (4) sono vetri esterni di chiusura del gruppo ottico, sono costruiti in materiale sintetico e chiudono ciascuno un'apertura (5) di una parte (2) dell'involucro. I due vetri (4) sono collegati in modo mobile da una nervatura (7) che li unisce. Questa nervatura (7) presenta almeno una sezione la cui superficie è tanto ridotta che durante il loro montaggio i vetri (4) possono muoversi su almeno una linea di invito alla flessione (8) che è formata dalla nervatura (7) e ha andamento trasversale rispetto alla direzione di uscita della luce e trasversale rispetto all'estensione longitudinale della nervatura (7).
Description
DESCRIZIONE dell'invenzione industriale avente per titolo: Elemento di copertura per un involucro che accoglie i riflettori di un gruppo ottico per veicoli.
DESCRIZIONE
La presente invenzione riguarda un elemento di copertura per un involucro che accoglie i riflettori di un gruppo ottico per veicoli e presenta vetri trasparenti a forma di guscio distanziati l'uno dall'altro con ciascuno dei quali si può chiudere l'apertura di una parte dell'involucro.
Un elemento di copertura di questo genere per un involucro che accoglie i riflettori di un gruppo ottico per veicoli è noto dalla pubblicazione tedesca DE 4120 503. Il gruppo ottico presenta due proiettori disposti l'uno vicino all'altro i cui riflettori sono inseriti in una prima parte a tazza dell'involucro. Al bordo esterno della prima parte a tazza dell'involucro è applicata una seconda parte a telaio dell'involucro che è fissata in modo amovibile alla prima parte dell'involucro ed è fabbricata in materiale sintetico. Ciascuno dei due riflettori è disposto dietro un'apertura praticata nella seconda parte a telaio dell'involucro e queste aperture sono chiuse ciascuna da un vetro separato a forma di guscio che viene fatto passare dal lato della prima parte dell'involucro per essere inserito nella rispettiva apertura della seconda parte dell'involucro. I due vetri trasparenti a forma di guscio sono coperti entrambi da un vetro di chiusura esterno, anch'esso trasparente e a forma di guscio, la cui base è applicata e incollata al bordo circolare esterno della seconda parte dell'involucro. Un gruppo ottico di questo genere può essere sistemato dietro un'unica apertura della carrozzeria di un veicolo ed essere regolato rispetto al bordo dell’apertura della carrozzeria in modo che tra il vetro di chiusura esterno a guscio e il bordo dell'apertura della carrozzeria rimanga una fessura che corre intorno mantenendo la stessa larghezza. Per via dei due vetri interni inseriti nella seconda parte a telaio dell'involucro, chi osserva la parte anteriore del veicolo ha l'impressione che si tratti di due proiettori separati disposti l'uno vicino all'altro, mentre in realtà i due riflettori hanno in comune una prima parte dell'involucro. L'inconveniente di questa soluzione è che, oltre ai due vetri, è necessario impiegare un vetro esterno di chiusura per ottenere una fessura che presenta la stessa larghezza tutt 'intorno al bordo dell'apertura della carrozzeria e che tra la seconda parte a telaio dell'involucro, in ciascuna delle cui aperture è inserito uno dei vetri, e il vetro esterno di chiusura a forma di guscio risulta una cavità in cui può raccogliersi acqua di condensa. Queste gocce d'acqua non possono essere tolte a mano, quando i due vetri a guscio e il vetro esterno di chiusura sono incollati al telaio. Un altro inconveniente è costituito dal fatto che questo gruppo ottico, diversamente dal gruppo ottico noto dalla pubblicazione tedesca DE 34 17 041, non può essere montato dietro due aperture di una carrozzeria. Quest'ultimo gruppo ottico presenta due vetri esterni di chiusura a forma di guscio, disposti l'uno vicino all'altro, ciascuno dei cui bordi circolari esterni è applicato e incollato al bordo circolare esterno di un riflettore. Ciascuno dei due riflettori è inserito in un'apertura di un telaio portante comune ed è collegato a questo telaio portante in modo da poter essere assicurato allo stesso. A questo scopo i due vetri esterni di chiusura devono essere distanziati con la massima precisione l'uno dall'altro, per garantire che, dopo la regolazione del gruppo ottico nel veicolo, tra il bordo dei due vetri,di chiusura e il bordo della rispettiva apertura della carrozzeria risulti una fessura di larghezza uguale lungo l'intero perimetro. Ma non è possibile mantenere esattamente la stessa distanza fra i due vetri di chiusura, dato che questa distanza dipende da molte tolleranze che si sommano le une alle altre. C'è inoltre l'inconveniente che i due vetri possono spostarsi insieme ai riflettori, per cui ogni volta che vengono regolati i riflettori, cambia la larghezza della fessura tra il vetro esterno di chiusura e l'adiacente bordo dell'apertura della carrozzeria.
La presente invenzione si prefigge lo scopo di realizzare l'elemento di copertura descritto nel preambolo della rivendicazione 1 per un involucro che accoglie i riflettori di un gruppo ottico per veicoli, in modo che i due vetri possano sporgere entro due fori adiacenti praticati nella carrozzeria del veicolo e che la distanza tra i due vetri rimanga pertanto sempre uguale, essendo che i vetri non devono essere regolati l’uno rispetto all’altro e/o la distanza tra i vetri non dipende da elementi di fissaggio dell'involucro, per ottenere che tra i due vetri e il bordo della rispettiva apertura della carrozzeria risulti una fessura che ha possibilmente la stessa larghezza lungo l'intero perimetro. Inoltre, durante il loro montaggio, deve essere possibile allineare i due vetri in direzione di montaggio rispetto all'involucro.
Questo scopo viene raggiunto secondo la presente invenzione per il fatto che i vetri sono vetri esterni di chiusura del gruppo ottico, sono costruiti in materiale sintetico e sono realizzati in pezzo solo con almeno una nervatura che li unisce, ed è ricavato di formatura sulle pareti laterali adiacenti dei vetri e presenta almeno una sezione la cui estensione in direzione di uscita della luce è tanto ridotta che durante il loro montaggio i vetri possono essere piegati su almeno una linea di invito alla flessione che ha andamento trasversale rispetto alla direzione di uscita della luce e trasversale rispetto alle superfici laterali della nervatura. Con una configurazione del genere non sono necessari vetri interni addizionali oltre ai vetri esterni e i vetri esterni a forma di guscio, essendo realizzati in un pezzo solo, sono facili e rapidi da montare. Con una regolazione del gruppo ottico rispetto alla carrozzeria del veicolo è possibile allineare i vetri con precisione rispetto al bordo della rispettiva apertura della carrozzeria. Per ottenere tra i vetri e l'adiacente bordo dell'apertura della carrozzeria una fessura di larghezza uguale lungo l'intero perimetro, basta proporzionare la distanza reciproca dei vetri esattamente alla distanza fra le aperture della carrozzeria. Grazie alla loro forma a guscio i vetri esterni sono in sé molto resistenti alla torsione, ma la nervatura che unisce i vetri può incurvarsi dopo la loro sformatura per via delle forze di deformazione interne. Inoltre la nervatura corre il pericolo di incurvarsi, quando i vetri vengono messi in un forno per trattamenti termici per far indurire lo strato di vernice applicato al loro esterno. Dopo una incurvatura della nervatura i vetri possono sempre essere allineati reciprocamente sulla linea di invito a flessione della nervatura. Per un allineamento preciso in direzione di uscita della luce può bastare premere la base circolare dei vetri contro il bordo della rispettiva apertura dell'involucro. Dopo questo allineamento i vetri, grazie alla nervatura che li unisce, presentano una distanza reciproca precisa. Se si impiegassero vetri separati a forma di guscio, sarebbe necessario allinearli sempre con la massima precisione l'uno rispetto all'altro, ma un montaggio del genere è molto complesso e richiede molto tempo.
E' inoltre vantaggioso che la nervatura sia ricavata di formatura sulla base dei vetri. In questo modo la nervatura viene a trovarsi nelle immediate vicinanze della porzione della parete dell'involucro che passa tra le aperture dell'involucro e quindi lo spazio che risulta tra i vetri esterni a guscio rimane ampiamente a disposizione per altri usi.
E' inoltre vantaggioso che la linea di invito a flessione sia costituita da una sezione rettangolare della nervatura, essendo che i lati longitudinali della sezione hanno andamento parallelo alla linea di invito a flessione. E1 opportuno che la nervatura abbia forma di piastrina con le superfici laterali lunghe che hanno andamento trasversale rispetto alla direzione di uscita della luce. Con una configurazione del genere la nervatura può presentare un numero infinito di linee di invito a flessione, soprattutto se i lati stretti liberi della nervatura a piastrina hanno andamento approssimativamente equidistante. La resistenza alla flessione della nervatura dovrebbe essere tale che la nervatura non possa subire un'inflessione sotto il peso dei vetri a guscio, ma sia sempre necessario esercitare una certa forza per incurvarla durante il montaggio.
Nel caso di vetri disposti l'uno vicino all'altro è inoltre vantaggioso che ci sia una nervatura che unisce la metà superiore dei vetri adiacenti e un'altra nervatura che unisce la metà inferiore dei vetri adiacenti. In questo modo i vetri possono essere allineati esclusivamente su una o più linee di invito a flessione che hanno andamento trasversale rispetto alla direzione di uscita della luce e passano tra i vetri stessi.
E' inoltre vantaggioso che la nervatura vada a battuta contro un gradino che serve da arresto e si trova sulla porzione di parete dell'involucro che passa tra le aperture dell'involucro. Durante il montaggio dei vetri la nervatura incurvata va a battuta contro l'arresto col proprio lato convesso appoggiandosi all'arresto stesso mentre i vetri vengono applicati a pressione al bordo della rispettiva apertura dell'involucro oppure la nervatura viene premuta contro l'arresto, quando all'atto del montaggio dei vetri un lato concavo della nervatura è rivolto verso l'arresto.
In uno sviluppo particolarmente vantaggioso della presente invenzione la nervatura è fissata alla porzione di parete dell'involucro che passa tra i due vetri. La nervatura, così, realizza non solo un collegamento articolato tra i vetri, che in tal modo costituiscono un pezzo solo, ma anche un collegamento fisso tra i vetri e l'involucro. Il collegamento tra la nervatura e l'involucro può essere effettuato in modo molto semplice e a costo conveniente impiegando un adesivo che, prima di montare il vetro sull'involucro, viene applicato alla porzione di parete che passa tra le aperture dell'involucro.
In un altro sviluppo vantaggioso la nervatura presenta una sola linea di invito a flessione ottenuta con un intaglio praticato nella stessa. In questo modo la nervatura, eccezion fatta per la linea di invito a flessione, può avere una struttura molto rigida.
Un esempio di realizzazione della presente invenzione è rappresentato nel disegno, dove:
la figura 1 è una vista anteriore di un gruppo ottico con due vetri a forma di guscio disposti l'uno vicino all'altro,
la figura 2 è una sezione secondo la linea A-A della figura 1 e
la figura 3 è una sezione secondo la linea B-B della figura 1.
Questo gruppo ottico per autoveicoli presenta un involucro in materiale sintetico composto da una prima parte a tazza 2 e da una seconda parte a telaio 3. La parte a telaio 3 dell'involucro è montata col proprio bordo circolare esterno sul bordo circolare esterno della parte a tazza 2 alla quale parte a tazza 2 dell'involucro è fissata in modo amovibile. Nel fondo della parte a tazza 2 dell'involucro è praticata un'apertura che è chiusa da un coperchio 15. La parte a telaio 3 dell'involucro è montata sul bordo esterno circolare della parte a tazza 2 dell'involucro mediante interposizione di una guarnizione ad anello 16 che è inserita in una sede di alloggiamento del bordo circolare esterno della parte a telaio 3 dell'involucro. Nella parte a telaio 3 dell'involucro sono praticate due aperture 5 adiacenti ciascuna delle quali è chiusa da un vetro 4 trasparente a forma di guscio. I vetri 4 sono costruiti in materiale sintetico e si impegnano con la loro base 11 in una sede di alloggiamento 17 ricavata nella porzione anteriore del bordo delle due aperture. I vetri 4 sono vincolati alla parte a telaio 3 dell'involucro per mezzo di un adesivo introdotto nella sede di alloggiamento 17. I vetri 4 a forma di guscio sono molto fondi e con la loro parte anteriore, che è la parte otticamente attiva, sporgono ciascuno in un'apertura 18 della carrozzeria 19 del veicolo. Sui lati adiacenti dei due vetri 4 a forma di guscio, vicino alla loro base 11, sono ricavate di formatura due nervature 7 che uniscono i due vetri 4. Le due nervature 7 hanno forma a piastrina e con le loro superfici laterali larghe hanno andamento trasversale rispetto alla direzione di uscita della luce. Le superfici laterali strette 10 di ogni nervatura 7 hanno andamento approssimativamente in parallelo o con un angolo acuto molto piccolo. Per questa ragione e per il fatto che l'estensione delle due nervature 7 in direzione di uscita della luce è ridotta, i due vetri 4 sono collegati in modo mobile dalla nervatura, essendo che la nervatura presenta un numero infinito di linee di invito a flessione 8 che hanno andamento in senso trasversale rispetto alla direzione di uscita della luce e in parallelo ai lati longitudinali delle sezioni delle nervature 7.
Le due nervature 7 corrono a breve distanza dalla porzione di parete 13 della seconda parte 3 dell'involucro che passa tra le due aperture 5 della seconda parte 3 dell'involucro, vanno a battuta contro un gradino 12 della porzione di parete 13 che serve da arresto e con un adesivo 14 sono saldamente vincolate alla parte a telaio 3 dell'involucro. La nervatura 7 che li unisce fa sì che la distanza fra i due vetri 4 adiacenti sia sempre uguale. Per questo motivo la distanza reciproca dei due vetri 4 deve essere proporzionata esclusivamente alla distanza che esiste tra le due aperture 18 della carrozzeria 19 del veicolo, per ottenere che, alla regolazione del gruppo ottico rispetto alla carrozzeria 19 del veicolo, tra i due vetri e il rispettivo bordo delle due aperture 18 della carrozzeria risulti sempre una fessura di larghezza uguale lungo l’intero perimetro. Dato che le due nervature 7 collegano in modo mobile i due vetri 4 a forma di guscio, i vetri 4 possono essere di nuovo allineati nella posizione desiderata, anche se durante il raffreddamento del materiale sintetico con cui sono costruite le nervature si incurvano per via delle forze di deformazione interne. Dopo il raffreddamento infatti, i due vetri presentano sempre esattamente la stessa distanza reciproca.
Claims (10)
- RIVENDICAZIONI 1. Elemento di copertura per un involucro (2, 3) che accoglie i riflettori (1) di un gruppo ottico per veicoli e presenta vetri (4) trasparenti a forma di guscio che sono distanziati l'uno dall'altro e con ciascuno dei quali si può chiudere l'apertura di una parte {3} dell'involucro, caratterizzato dal fatto che i vetri (4) sono vetri esterni di chiusura del gruppo ottico, sono costruiti in materiale sintetico e sono realizzati in pezzo solo con almeno una nervatura (7) che li unisce, è ricavata di formatura sulle pareti laterali (6) adiacenti dei vetri (4) e presenta almeno una sezione la cui estensione in direzione di uscita della luce è tanto ridotta che durante il loro montaggio i vetri (4) possono muoversi su almeno una linea di invito alla flessione (8) che è formata dalla nervatura (7) e ha andamento trasversale rispetto alla direzione di uscita della luce e trasversale rispetto alle superfici laterali (10) della nervatura (7).
- 2. Elemento di copertura secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che la nervatura (7) è ricavata di formatura sulla base (11) dei vetri (4).
- 3. Elemento di copertura secondo la rivendicazione 1 o 2, caratterizzato dal fatto che la linea di invito a flessione (8) è costituita da una sezione rettangolare, essendo che i lati longitudinali (9) di questa sezione hanno andamento parallelo alla linea di invito a flessione (8).
- 4. Elemento di copertura secondo la rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che la nervatura (7) è realizzata a forma di piastrina e con le sue superfici laterali lunghe ha andamento trasversale rispetto alla direzione di uscita della luce.
- 5. Elemento di copertura secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che i lati stretti (10) liberi della nervatura a piastrina hanno andamento approssimativamente equidistante.
- 6. Elemento di copertura secondo una delle rivendicazioni da 1 a 5, caratterizzato dal fatto che, quando i vetri (4) sono disposti l'uno vicino all'altro c'è una nervatura (7) che unisce la metà superiore dei vetri (4) adiacenti e un'altra nervatura (7) che unisce la metà inferiore dei vetri (4) adiacenti.
- 7. Elemento di copertura secondo una delle rivendicazioni da 1 a 6, caratterizzato dal fatto che la nervatura (7) va a battuta contro un gradino (12} che serve da arresto e si trova sulla porzione di parete (13} della parte (3) dell’involucro che passa tra le aperture (5} della parte (3) dell'involucro.
- 8. Elemento di copertura secondo una delle rivendicazioni da 1 a 7, caratterizzato dal fatto che la nervatura (7) è fissata alla porzione di parete (13) della parte (3) dell'involucro che passa tra i due vetri (4).
- 9. Elemento di copertura secondo la rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che la nervatura (7) è fissata alla porzione di parete (13) della parte (3) dell'involucro mediante un adesivo (14).
- 10. Elemento di copertura secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la nervatura (7) presenta una sola linea di invita a flessione (8) ottenuta con un intaglio praticato nella stessa.
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