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IT8349467A1 - Cella elettrolitica per il recupero dei metalli dei materiali dai materiali che li contengono. - Google Patents

Cella elettrolitica per il recupero dei metalli dei materiali dai materiali che li contengono.

Info

Publication number
IT8349467A1
IT8349467A1 ITRM1983A049467A IT4946783A IT8349467A1 IT 8349467 A1 IT8349467 A1 IT 8349467A1 IT RM1983A049467 A ITRM1983A049467 A IT RM1983A049467A IT 4946783 A IT4946783 A IT 4946783A IT 8349467 A1 IT8349467 A1 IT 8349467A1
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IT
Italy
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electrolytic cell
cell according
anodes
cathodes
aforementioned
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Application number
ITRM1983A049467A
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English (en)
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IT8349467A0 (it
Original Assignee
Dextec Metallurg
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Dextec Metallurg filed Critical Dextec Metallurg
Publication of IT8349467A0 publication Critical patent/IT8349467A0/it
Publication of IT8349467A1 publication Critical patent/IT8349467A1/it
Application granted granted Critical
Publication of IT1169372B publication Critical patent/IT1169372B/it

Links

Classifications

    • CCHEMISTRY; METALLURGY
    • C25ELECTROLYTIC OR ELECTROPHORETIC PROCESSES; APPARATUS THEREFOR
    • C25CPROCESSES FOR THE ELECTROLYTIC PRODUCTION, RECOVERY OR REFINING OF METALS; APPARATUS THEREFOR
    • C25C7/00Constructional parts, or assemblies thereof, of cells; Servicing or operating of cells
    • C25C7/02Electrodes; Connections thereof

Landscapes

  • Chemical & Material Sciences (AREA)
  • Engineering & Computer Science (AREA)
  • Chemical Kinetics & Catalysis (AREA)
  • Electrochemistry (AREA)
  • Materials Engineering (AREA)
  • Metallurgy (AREA)
  • Organic Chemistry (AREA)
  • Electrolytic Production Of Metals (AREA)
  • Manufacture And Refinement Of Metals (AREA)

Description

La cella elettrolitica ? di particolare importanza
inel recupero di rame dai minerali e dai concentrati
che lo contengono, come ? stato descritto nel Bre?
vetto degli Stati Uniti 4.061.552, e nel recupero di
piombo dai minerali e dai concentrati che lo conten-J
gono, come ? stato descritto nei Brevetti degli Stati
'Uniti N. 4,148.698 e 4.381,225. j
In questi procedimenti, non solo sono implicati gli I elettrodi e l'elettrolita, ma anche due gruppi di solidi, il minerale o concentrato che contiene il me s 1 tallo ed il particolare metallo prodotto. Per ottenere il massimo dalla reazione, con il risultato di un 'elevato rendimento, si riteneva precedentemente che j
*- J [l'anodo ed il catodo dovessero essere in relazione 1 5 aa= >C? ! I
(di stretto parallelismo. Questo concetto generale si1
!pu? vedere illustrato nel Brevetto australiano 292.235, in cui viene posto considerevolmente in risalto un progetto che conserva la relazione di parallelismo,
II .
E' anche tipico della cella elettrolitica conyenzio-?jnale l'impiego di involucri di diaframma che circondano il catodo. Una molteplicit? di involucri di diaframma ? impiegata per tenere lontano il miscuglio
liquido dai catodi, dove ? richiesto che si depositi metallo puro. Alcuni problemi frutto dell'esperienzaI
di funzionamento di una cella di questo tipo sono dati
?
!l) Intasamento dei materiali del diaframma a causa | 'di particelle, quando elevati gradienti idraulici de?vono essere adottati nella cella per mantenere una uniformit? di agitazione dell'impasto liquido.
2) Difficolt? nel cercare di mantenere grandi aree
di materiale di stoffa in piani paralleli senza che
si verifichino distorsioni, la qual cosa ? particolar
mente aggravata dagli elevati gradienti idraulici
nella,cella. Nella maggior parte dei casi ? insedide- ?t=<v ?> > rabile che la stoffa venga a contatto con gli elet-
itrodi.
I
.3) Richieste di energia risultanti dalla necessit?
? t
di agitare il fondo della cella per mantenere adegua 0
> tamente in sospensione il minerale tra gli involucri, Altri problemi prevedono:
Difficolt? nel recuperare la polvere di metallo se
essa cade dagli elettrodi sul fondo della cella o
sugli involucri, ovvero difficolt? e costi nel rimuovere e nello,spogliate gli elettrodi se le particelle
di metallo aderiscono fortemente.
Per superare questi problemi ? noto introdurre additivi nell'elettrolita, i quali inibiscono la crescita di dendriti di polvere metallica sul catodo. Inoll
tre, sono stati fatti molti tentativi per realizzare
un semplice ed efficace recupero della polvere metallica. Tuttavia, il progetto reale di un rapporto di parallelismo tra i catodi complica il recupero. In ^particolare, non ? stato precedentemente possibile
integrare un sistema di recupero centralizzato, specialmente con celle a diaframma, senza tubature complesse e tecniche di fluidificazione.
i\
La presente invenzione prevede un dispositivo che supera questi problemi ed in aggiunta realizza celle
che sono relativamente poco costose, hanno una lunga
5w ^? durata e consentono un grosso incremento di rendimen- :> to nelle operazioni. E' anche previsto un dispositivo
e per la rimozione dei prodotti quali le polveri metal 3 liche secondo il Brevetto degli Stati Uniti No, 4.061.552 1
?J ? ? per il rame ed i Brevetti degli Stati Uniti No. 4.148.698 > e 4.381,225 per il piombo,
I metodi e gli argomenti del Brevetto degli Stati Uni
ti No. 4.061.552 e dei Brevetti degli Stati Uniti
Np. 4,148.698 e 4.381.225 ed il dispositivo della pre
sente domanda di brevetto realizzano una combinazione unica di un miscuglio liquido di minerali di metal
lo comprendenti il rame, il piombo, l'argento, lo .
I
zinco, il bismuto, l'oro, il nichel ed il cobalto , nell'elettrolita, e l'estrazione di uno Q pi? dei
I
metalli di valore dall'elettrolita tramite mezzi elet-
I
jtrolitici. Il sistema opera a pressione atmosferica,
L temperature al di sotto del punto di ebollizione dell'elettrolita e con nessun reagente o materiale
esotico o costoso e senza strette tolleranze.
'Sorprendentemente, dopo considerevole ricerca e svilu?
!
fpo, ? stato trovato che anodi e catodi disposti radialmente danno efficienze di reazione comparabili
'alla pratica comune degli elettrodi paralleli, Inol-i
I '
'tre, l'impiego della disposizione radiale facilita
il recupero centralizzato efficiente ed economico
p
delle particelle di metallo,
t 1 Di conseguenza, in base ad un aspetto della presente invenzione ? prevista una cella elettrolitica per il
3 recupero di metalli dai minerali o concentrati, com 3
AMU. > prendente;
(a) un serbatoio atto a contenere un miscuglio liquido di elettrolita e dei suddetti minerali o concentra
ti;
(b) mezzi meccanici e/o a gas pressurizzato all'inter
no del serbatoio per agitare il suddetto miscuglio liquido;
(c) una pluralit? di anodi verticali disposti radialmente in tale serbatoio; e
'(d) una pluralit? di catodi verticali disposti radialmente in tale serbatoio ed interposti tra i suddetti
Ianodi.
Preferibilmente sono anche compresi mezzi per la ri-
mozione di metallo dai catodi all'interno della cella
? i
,ed anche mezzi per il riscaldamento del suddetto mir
I
scuglio liquido o elettrolita quando le condizioni di
(processo richiedono alla cella di operare a tempera-
i t
:tura superiore a quella atmosferica, I
Preferibilmente, i mezzi di turbolenza sono anche I
I,previsti per favorire il flusso di turbolenza. Nel r!
I
'caso di un miscuglio liquido contenente rame ? desisv?-<st jderabile avere il miscuglio in uno stato di turbolenza
1 ,ln prossimit? della superficie anodica. Nel caso di .
[un miscuglio liquido contenente piombo ? desiderabile
avere la soluzione libera solida in uno stato di turo I Q > bolenza attorno alla superficie anodica. Si ritiene |
che ci? minimizzi l'effetto polarizzante che viene ^
ordinariamente indotto sulla superficie anodica. Nel-
la tecnica precedente si impiegano elevati gradienti
idraulici. In contrasto a questa tecnica, i mezzi di
turbolenza possono essere pale interposte tra l'ano-
do ed il catodo. Ci? fa s? pertanto che il miscuglio
liquido o la soluzione priva di solidi urti costante-
mente contro la superficie anodica. Le pale potrebbe-
ro essere disposte indipendentemente oppure formare
parte della superficie esterna di un involucro di
(diaframma se ? presente. In maniera simile, i mezzi |
-per creare un flusso di turbolenza possono essere protuberanze sull'effettiva superficie anodica. La j
,superficie anodica irregolare in questa realizzazio-; !
ne pratica inibirebbe un flusso laminare superficia-;le del miscuglio liquido e permetterebbe al miscuglio litj
jquido fresco di partecipare alla reazione.
'In un'altra realizzazione pratica preferita della pre-!sente invenzione, i mezzi a involucro di diaframma poroso circondano ciascuno dei catodi per separare il
f 3 miscuglio liquido dal metallo. E' ben noto che l'in- > volucro di diaframma crolla sul catodo e pertanto
si verificher? una perdita di rendimento della rea- i
zione chimica. Di conseguenza, ? desiderabile fissare
i mezzi a involucro ad una pluralit? di elementi di
telaio verticali situati internamente ai mezzi a in-
I
?volucro che impediscono in maniera sostanziale il sudi
detto crollo.
Inoltre, in base ad un altro aspetto della presente invenzione, le particelle di metallo cadono dal catodo e si depositano sul fondo dei mezzi a involucro
di diaframma. Per facilitare la rimozione dei prodotti
? desiderabile avere il fondo dei mezzi a involucro degradante verso mezzi di raccolta centrali, che sono situati centralmente rispetto a tutti i mezzi a
involucro.
[
La disposizione radiale dei mezzi a involucro di diaf?ramraa consente pertanto una realizzazione che attua
!
lo svuotamento di tutti i mezzi a involucro dai pr?-I
dotti nei mezzi di raccolta centrali. Per incrementare ulteriormente la concentrazione dei prodotti nei
mezzi di raccolta, questi ultimi posono essere dotati di una superficie inclinata. Questa superficie fa^
si che i prodotti si accumulino in un punto in cui
possono essere collocati i mezzi per la rimozione 1
del metallo.
| to Per quanto riguarda l'anodo, come ? stato precedentemente indicato, ? stato trovato sorprendentemente
che la relazione di parallelismo con il catodo non
3 era- strettamente richiesta. La disposizione radiale 3 v > degli anodi mette in mostra un rendimento chimico accettabile e consente al tempo stesso tecniche superiori per il recupero del prodotto. Ci? nonostante, 1
la summenzionata relazione di parallelismo pu? essere,
se si desidera, approssimata in maniera pi? aderente' dall'impiego di anodi sagomati a cuneo. La forma a
cuneo, naturalmente,-sar? nella direzione della sezione trasversale. In maniera simile, se non sono
richiesti anodi a piastra, l'anodo pu? essere costitui
to da una pluralit? di anodi ad aste verticali.
j Per quanto riguarda il catodo, esso pu? essere di for?
T ?
ma conveniente qualsiasi ed ? tipicamente costituitoj
' i
da una pluralit? di aste o tubi verticali. Le polve-j
! !
ri di particelle metalliche sono pmdotte su questi j catodi ad elevate densit? di corrente, dando originej
i
ad un potenziale catodico leggermente superiore di i 'quello nel caso di una produzione di una piastra ade-J
rente. Questo sovrapotenziale coadiuva alla distribuzione della corrente uniformemente sugli anodi della piastra a causa della bassissima caduta nell'elettrolita rispetto a questo sovrapotenziale. Occorre fare
? % ? molta attenzione per assicurare che non vi sia una eccessiva crescita dendritica delle particelle di metallo che inibirebbe l'efficienza di recupero.
Normalmente essa pu? essere controllata mediante vi-( brazioni periodiche del catodo e/o adottando una for-I
ma di catodo che inibisce l'eccessiva crescita delle particelle prima della loro caduta sul fondo dello involucro di diaframma.
Di conseguenza, secondo un altro aspetto preferito .
* ^
i
della presente invenzione, almeno uno della pluralit?
!
idi catodi comprende:
(a) una porzione conduttiva; e j
(b) un elemento di copertura non conduttivo che rivelate una parte della porzione conduttiva. L'elemento j
,di copertura non conduttivo pu? essere una rete pla-?stica o una tubatura plastica perforata a contrazioi
ne applicata alla porzione conduttiva mediante con-
I
trazione termica. Ci? implica la copertura del catodo con la tubatura o rete plastica a contrazione ed !
I
jll riscaldamento di quest'ultima che si contrae sul
icatodo. Il prodotto pertanto cresce sul catodo e ca-Jde in forme discrete della massima dimensione deside*
rata per facilit? di pompaggio del prodotto come miscuglio miiquido.
I mezzi gassosi possono essere aggiunti direttamente ?? <s e/o mediante uno o pi? dispersori di gas. Gas ulte* riormente pressurizzato pu? contenere ossigeno, per ?
esempio aria, che pu? risultare necessaria per la
' I ai conversione dei minerali oppure dei concentrati in j metallo.
I
In alternativa, il gas pressurizzato pu? contenere
tvapor d'acqua addizionale, per esempio vapore, in
maniera che quest'ultimo sia nel gas strettamente in
i |equilibrio con l'elettrolita in corrispondenza del
punto o dei punti di immissione del gas,
!
Il gas pressurizzato pu? essere immesso nel miscuglio liquido per mezzo di un dispersore di gas poroso, Il gas pu? essere immesso attraverso un tubo aper
to al di sotto di un agitatore, per esempio, una tur
bina a flusso radiale. I
i Avendo discusso i vari aspetti preferiti della pre- |
I
sente invenzione si faccia adesso riferimento ad alcu
ne caratteristiche strutturali generali di essa:
{
1. I serbatoi possono essere di resina ordinaria e
fibra di vetro, con sezione trasversale circolare per
I
evitare sollecitazioni agli angoli. I serbatoi possono essere leggermente rastremati per essere impilati'
! ; durante l'immagazzinamento ed il trasporto. j
2. Il tessuto del diaframma pu? essere composto da ;
i
polipropilene commerciale, preferibilmente con entrain-1 t X < ! i
bi gli strati feltrati ed intessuti per impedire sti- ?V?45v ! ramenti e distorsioni del formato delle maglie. !
i
3. I semplici telai di metallo, fibra di vetro, pla-j
stica o altro materiale sono costruiti per fare,da ' supporto agli involucri di diaframma con leggerezza
e resistenza* Non vi sono componenti orizzontali al
di sopra delle sezioni di base che possano ostruire
f
la libera sedimentazione del prodotto metallico sul ,
fondo ovvero la libera circolazione dei miscugli liquidi,
t
4. Gli anodi possono essere fatti di grafite e, per I
i effetto delle basse densit? di corrente, possono non
I
avere praticamente usura. La superficie degli anodi
pu? essere scanalata o sagomata in modo da incremen-j
.tare l'are^feuperficiale e creare superfici inclina- i
! :
te che aumentano il contatto tra le particelle minejrali e gli elettrodi, ma non impediscono la sedi-I
mentazione n? la circolazione.
5. I catodi sono tipicamente di rame. I metalli ottenuti per placcatura o cadono o vengono scossi via dai
?
catodi per raccogliersi sul fondo degli involucri, j
|Se necessario, i catodi possono essere scossi via '
i
(periodicamente per contribuire a facilitare il distac
co dei depositi metallici.
6. I metalli si depositano a densit? di correnti ab-' bastanza elevate, cos? che invece di formare piastre
0 strati sulla superficie dell?elettrodo essi cresco-I
no come cristalliti che vengono facilmente distaccate, 5 I?
3 t j a 17. Nei casi in cui il metallo depositato sulla super-
?
fiele dell'elettrodo subisce la coalescenza e cade ,
via in larghi frammenti, ci? pu? essere impedito frazionando la superficie dell'elettrodo con un reticolo non conduttivo. Un metodo conveniente per ottenere questo effetto, come ? stato precedentemente ?ndi-1
cato, ? quello di ricoprire gli elettrodi ad asta 0
a tubo con una rete plastica o una tubatura plastica?
perforata a contrazione. !
1 I
!8. Per quei minerali 0 metalli che richiedono come |
(
reagente un gas contenente ossigeno, il contatto del miscuglio liquido con l'elettrodo ? di solito necessario. In questi casi, il gas contenente ossigeno, .generalmente ma non necessariamente aria, solge le
^seguenti funzioni in maniera molto economica:
a) Le fini bolle di gas si mescolano uniformemente
ed intimamente con il miscuglio liquido per consentile l'unica reazione del gas, del miscuglio liquido
e dell'ossigeno sulla superficie dell'elettrodo. Si
.ottiene cosi un altissimo rendimento di consumo di
oss?geno dall'aria (per esempio, 50%); <?
> b) il gas crea una sospensione del miscuglio liquido efficace ed omogenea e crea una turbolenza uniforme
,in tale miscuglio, incrementando il rendimento energetico ed impedendo una forte ed irregolare turbolenza che pu? distoreere gli involucri di diaframma;
c) le bolle di gas, che si muovono parallelamente ai
lati degli involucri di diaframma, fluiscono sulla superficie ed aiutano ad impedire l'intasamento degli involucri da parte del miscuglio;
d) le bolle di gas nel compartimento del miscuglio
liquido aiutano ad equalizzare il peso specifico del miscuglio liquido e quello dell'elettrolita senza miscuglio liquido dall'altro lato del diaframma. Le pressioni indesiderate attraverso gli involucri possono essere pertanto evitate,
9. Il gas ? introdotto al di sotto degli involucri
del catodo da uno o pi? tubi indipendentemente oppure al centro dell'albero dell'agitatore. Questi tubi possono essere porosi e rivestiti con tessuto poroso.
Le bolle di gas creano una turbolenza uniforme tra
gli involucri ed attorno agli anodi.
10. Per quei minerali e metalli dove non ? richiesto
un gas contenente ossigeno, il miscuglio liquido pi?
non necessitare di stare a contatto con gli anodi.
In questi casi, la cella pu? essere costruita in for ? ma,pi? profonda ed il miscuglio liquido di minerale
o concentrato pu? essere agitato nel compartimento
al di sotto degli involucri per ottenere una miscela c.i o <zu te .3 zione completa ed un contatto con l'elettrolita. La ? a ir m <?> turbolenza dell'anglita ? creata per trasportare il materiale disciolto al di l? degli anodi ad una velocit? sufficiente. Un altro gas quale l'azoto pu? essere utilizzato per realizzare una agitazione uniforme del miscuglio liquido o dell'elettrolita.
Si faccia adesso riferimento ai disegni che illustrar
no vari aspetti preferiti della presente invenzione.
Figura 1 rappresenta una vista prospettica della sommit? di una cella a diaframma;
Figura 2 rappresenta una vista parziale in sezione trasversale della cella;
Figura 3 rappresenta una vista parziale in sezione trasversale longitudinale della cella;
Figura 4 rappresenta una vista di un elettrodo rivestito in base ad un ulteriore aspetto della presente invenzione;
Figura 5 rappresenta una vista frammentaria in sezione trasversale di una forma alternativa dell'anodo;
Figura 6 rappresenta una vista prospettica dei mezzi
di turbolenza nella cella;
Figura 7 rappresenta una vista laterale dei mezzi di turbolenza della Figura 6. ^ ? Nella Figura 1 ? illustrata una vista dall'alto della cella 1. La cella 1 ? provvista di un elemento di copertura 2 attraverso cui si estendono i catodi 3. j S= * CJ > I catodi 3 si estendono longitudinalmente nella cella 1 e sono disposti radialmente in essa. Al di sopra
*
dell 'elemento di copertura 2, i catodi 3 sono dotati
di un elemento di collegamento 4 sporgente verso l'alato, il quale costituisce per l'intero elemento di copertura un cerchio frammentario. Una barra collettrice circolare (non rappresentata) ? fissata agli elementi 4, consentendo in tal modo 1'energizzazione dei catodi 3. Radialmente interposti tra i catodi 3 vi
sono gli anodi 5 (rappresentati nella Figura 3), i
quali attraversano l'elemento di copertura 2 e sono infissi in elementi di supporto 6. Questi possono essere fissati facendo uso di un mezzo qualsiasi convenzionale, per esempio bulloni o perni. Gli elementi
di supporto 6, che sono anch'essi disposti radialmente, stanno a contatto con una barra collettrice circolare 7, consentendo in tal modo una facile energizzazione di ciascun anodo.
Facendo riferimento alla Figura 2, in essa ? rappresentata una tipica realizzazione pratica degli anodi
5 e dei catodi 3 nella cella 1. Il catodo 3 pu? esse**-== <* re di qualsiasi forma conveniente. Come ? stato rappresentato, esso comprende una pluralit? di aste racchiu se in un involucro di diaframma 8, Questi involucri
8 sono usati per separare il miscuglio liquido da sot-3 toporre a trattamento dagli ioni metallici migranti > liberati. Sebbene gli anodi 5 ed i catodi 3 non siano esattamente paralleli, il rendimento chimico del sistema non ne soffre. Se tuttavia si desiderasse qttene
re una disposizione di maggiore parallelismo, si dovrebbero usare anodi a forma di cuneo, Facendo riferimento alla Figura 5, in essa ? rivelata una disposizione che utilizza anodi 9 a forma di cuneo. Le superfici degli anodi 9 sono sostanzialmente parallele
a quelle dei catodi 3,
La Figua 3 rappresenta maggiormente nei particolari
, 1
il sistema di recupero della cella 1. Come ? stato precedentemente indicato, l'adozione di una disposizione
i radiale dei catodi 3 negli involucri di diaframma 8
consente a ciascun involucro di essere in comunicazione con un contenitore di raccolta centrale 10. progettando gli involucri di diaframma 8 con un fon-j
do 11 in pendenza verso il contenitore 10, le parti-j
celle di metallo che cadono verso il fondo 11 si muo
veranno verso il contenitore 10 per gravit? o per effetto di vibrazioni. Il sistema pu? essere fatto vibrare
; i
i
tramite un albero 16 azionato da un motore 25. L'al-,
bero 16 ? racchiuso in un tubo 22 fissato al tubo
centrale 17 e montato su cuscinetti separati 23, Un
?
elemento eccentrico 24 fissato all'albero.16 tra i cuscinetti 23 impartisce ua rotazione sbilanciata aIr > ! . l'albero 16 per determinare la necessaria vibrazione(
* ?
nel sistema. All'interno del contenitore 10 ? prevista una ; i superficie inclinata 12 che dirige tutte le particelle
di metallo in arrivo verso un tubo di recupero del pr?
dotto 13. Le particelle di metallo del prodotto veni
gono pompate insieme con l'elettrolita sotto forma di
un miscuglio liquido e vengono passate per ottenere
una separazione. La separazione pu? avvenire per sedimentazione o con un altro metodo convenzionale dopodich? l'elettrolita viene riciclato nella cella 1.
!Centralmente nella cella 1 ? disposto un agitatore (comprendente un'elica 14 collegata mediante un albe-I
ro assiale 15 ad un motore di comando (non rappresenjtato). Questo agitatore distribuisce minerale ed el?t
I
trolita, causando il flusso del miscuglio liquido e [
se necessario poetandolo a contatto con gli anodi 5J
I
t
II gas pu? essere irtrodotto al di sotto dell'elica
14 quando ? richiesta l'ossidazione. Preferibilmente
? 1
,? richiesto un movimento turbolento costante del mi-^scuglio liquido cQntro la superficie anodica,
=,.t:> [L'agitatore centrale, sebbene impartisca un movimene
to verso l'alto al miscuglio liquido, non pu? senza
1considerevole energia addizionale approssimare il mo-9 3 Ivimento desiderato fra l'involucro di diaframma 8 e ? ( a > ^l'anodo 5, Di conseguenza, come ? stato rappresenta*-to nelle Figure 6 e 7, i mezzi di turbolenza 18 son?
I l previsti per deflettere il miscuglio liquido in asce*'
sa verso la superficie degli anodi. Sebbene siano
stati rappresentati come deflettori indipendenti, apparir? subito evidente che il flusso di turbolenza desiderato potrebbe essere ottenuto mediante deflettori sull'involucro di diaframma 8 oppure dotando
I
|l'anodo 8 di una superficie irregolare, per esempio
con protuberanze. Queste ultime otterrebbero l'obieti
tivo di distruggere sostanzialmente lo strato lamina
re adiacente alla superficie degli anodi che pu? cau-*
sare polarizzazione. i
l
La Figura 4 rappresenta la superficie degli elettrodi
?
per la deposizione del prodotto in una forma facil- j
mente staccabile. Un elettrodo conduttivo 19 ? parzialmente ricoperto con un materiale non conduttivo
^20, che consente al prodotto di crescere dagli elet-(
;trodi 19 soltanto in certe aree 21. Uno dei metodi
1 t
pi? convenienti per ottenere questo effetto ? quelt
lo di ricoprire gli elettrodi ad asta o a tubo con
I
una rete plastica o una tubatura plastica perforata a
? I contrazione. La tubatura o rete plastica viene quindi riscaldata e fatta contrarre sull'asta o sul tubo. Ci? causa la crescita del prodotto dall'elettrodo in pie- ^ I \ ? ? cole forme disqpte, che permettono di essere facil- M > I' . I, mente staccate dall'elettrodo (in alcuni casi con
l'aiuto di una vibrazione periodica dell'elettrodo)
e facilmente ppmpate come un miscuglio liquido.
Quanto precede descrive i vantaggi meccanici del pro<-getto della cella. I dati seguenti mostrano un effetto chimico di tale progetto di cella.
ESEMPIO
I
40 kg di un concentrato di rame, all'analisi 23% di
rame e 23,2% di ferror sono stati aggiunti in una cella, come ? stata illustrata nei disegni, la quale coni
| teneva 15001 di elettrolita, all'analisi 35 gpl ,
di rame (Cu ionico totale), 6,4 gpl di cuprite e 0,5'
gpl di ferro. Il miscuglio ? stato aerato facendo uso
T
'di 1351 di aria al minuto ed ? stata fatta passare
corrente dell'ampiezza di 700 ampere con un voltaggio
i
di 1,0 V. I catodi sono stati gentilmente percossi |
ogni 15-30 minuti edina piccola vibrazione ? stata |
! Ir impartita al telaio di fibra di vetro per consentire:
alla polvere di rame di percorrere i bracci verso il;
! i
basso fino al fondo in pendenza del contenitore cen-,
Itrale. Dal punto pi? basso di questo contenitore, la!
i
polvere di rame ? stata prelevata, sotto forma di un
I
miscuglio liquido, tramite un tubo verticale, come , richiesto, e portata verso una camera di sedimenta-=:? e?> zione dove la polvere di rame ? stata separata dallo
i I elettrolita, che ? stato fatto successivamente passare
da una pompa centrifuga per il trasferimento nuovamente nella cella. Il pH del miscuglio nel compartimento del . | l'anoiita ? rimasto compreso tra 2,2 e 3,0 per tuttala durata dell'esperimento ed ? stato possibile variarlo
! I leggermente regolando la quantit? di aria immessa nella cella. Una riduzione della quantit? di aria immessa
i
nella cella ha potuto abbassare il pH fino al campo preferito di 2,0 a 2,5, Dopo 10 ore di funzionamento,
" ? ' t l'aria e la corrente sono state interrotte ed il mi- j

Claims (1)

  1. RIVENDICAZIONI
    1, Cella elettrolitica per il recupero dei metalli dai minerali 0 concentrati, comprendente;
    (a) un serbatoio atto a contenere un miscuglio liquido di elettrolita e dei suddetti minerali o concentrati?
    (b) mezzi meccanici e/o a gas pressurizzato all'inter nQ del serbatoip per agitare il suddetto miscuglio liquido;
    (c) una pluralit? di anodi verticali disposti radialmente nel suddetto serbatoio; e
    (d) una pluralit? di catodi verticali disposti radial^
    mente nel serbatoio ed interposti tra i suddetti ano-I
    di.
    m
    2. Cella elettrolitica secondo la rivendicazione 1, comprendente ulteriormente mezzi per il riscaldamento
    fdel s1uddetto miscuglio liquido o dell'elettrolita,
    ?quando le condizioni di processo richiedono che la
    5= 4 '? cella operi ad una temperatura superiore di quella 1 atmosferica.
    3. Cella elettrolitica secondo la rivendicazione 1,
    I ; J c.? -comprendente ulteriormente mezzi per la rimozione del ?
    ? ? ?:? metallo dai suddetti catodi all'interno della cella. <3> 4. Cella elettrolitica secondo la rivendicazione 1, comprendente ulteriormente mezzi di turbolenza per
    favorire il flusso turbolento del suddetto miscuglio
    liquido sulla superficie di almeno uno dei suddetti
    anodi.
    5. Cella elettrolitica secondo la rivendicazione 4,
    in cui i suddetti mezzi di turbolenza comprendono
    una pluralit? di pale interposte fra i suddetti anodi
    e catodi,
    6. Cella elettrolitica secondo la rivendicazione 4,
    \ ...
    in cui i suddetti mezzi di turbolenza compendone una pluralit? di protuberanze sulla suddetta superficie.
    7. Cella elettrolitica secondo la rivendicazione 1,
    in cui i mezzi a involucro di diaframma poroso circondano il suddetto gruppo di catodi disposti radialmente e separa i catodi dal miscuglio liquido dell'anolita.
    8. Cella elettrolitica secondo la rivendicazione 7,
    in cui i suddetti mezzi a involucro di diaframma poroso presentano un fondo in pendenza verso mezzi di
    raccolta centrali.
    9. Cella elettrolitica secondo la rivendicazione 8,
    I
    in cui i suddetti mezzi di raccolta centrali comprendono un ricettacolo avente una superficie inclinata
    per favorire il movimento del metallo emanato dai ViQau*i??U?MA<j,.., suddetti mezzi a involucro di diaframma poroso verso
    i mezzi per la rimozione del metallo.
    10. Cella elettrolitica secondo la rivendicazione 7f
    in cui i suddetti mezzi a involucro di diaframma poroso sono fissati ad una pluralit? di elementi di telaio verticali situati internamente a tali mezzi a
    involucro per limitare il movimento di essi e minimizzare la crescita del metallo in punti diversi dalla
    porzione inferiore dei mezzi a involucro.
    11. Cella elettrolitica secondo la rivendicazione 1,
    in cui almeno uno dei suddetti anodi ha una sezione trasversale a forma di cuneo.
    12. Cella elettrolitica secondo la rivendicazione 1,
    in cui almeno uno dei suddetti anodi ? a forma di
    piastra.
    13. Cella elettrolitica secondo la rivendicazione 1,
    in cui almeno uno dei suddetti anodi comprende una pluralit? di anodi ad aste verticali.
    .14. Cella elettrolitica secondo la rivendicazione 1,
    in cui almeno uno dei suddetti catodi comprende una
    I 37 pluralit? di catodi ad aste verticali. 11?
    ?3 15. Cella elettrolitica secondo la rivendicazione 1,
    in cui i suddetti mezzi gassosi vengono aggiunti direttamente e/o mediante uno o pi? dispersori per .3
    3o il gas. l? > 16. Cella elettrolitica secondo la rivendicazione 1,
    I
    in cui il suddetto gas pressurizzato contiene ossigeno che ? richiesto per l'anodo e/o per le reazioni chimiche che si verificano all'interno della cella.
    17. Cella elettrolitica secondo la rivendicazione 1,
    in cui il gas pressurizzato contiene vapor d'acqua
    aggiunto f in maniera che quest'ultimo nel gas sia in Stretto equilibrio con l'elettrolita nel punto o nei
    punti di immissione del gas.
    ,18. Cella elettrolitica secondo la rivendicazione 1,
    in cui il suddetto gas pressurizzato viene immesso nel miscuglio liquido per mezzo di un dispersore di gas poroso.
    19. Cella elettrolitica secondo la rivendicazione 1, in cui i suddetti mezzi meccanici comprendono una turbina a flusso radiale.
    20. Cella elettrolitica secondo la rivendicazione 1,. in cui almeno uno della suddetta pluralit? di catodi, comprende :
    (a) una porzione conduttiva; e
    (b) un elemento di copertura non conduttivo che riveste una parte della suddetta porzione conduttiva.
    21. Cella elettrolitica secondo la rivendicazione 20, in cui il suddetto elemento di copertura non conduttivo ? una rete plastica o una tubatura plastica perforata a contrazione applicata alla suddetta porzione conduttiva mediante contrazione termica. //J..JL/?YA
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