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ITTV20110063A1 - Attacco per l'ancoraggio di uno scarpone da scialpinismo su uno sci da discesa o similare - Google Patents

Attacco per l'ancoraggio di uno scarpone da scialpinismo su uno sci da discesa o similare Download PDF

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Publication number
ITTV20110063A1
ITTV20110063A1 IT000063A ITTV20110063A ITTV20110063A1 IT TV20110063 A1 ITTV20110063 A1 IT TV20110063A1 IT 000063 A IT000063 A IT 000063A IT TV20110063 A ITTV20110063 A IT TV20110063A IT TV20110063 A1 ITTV20110063 A1 IT TV20110063A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
way
boot
structured
turret
casing
Prior art date
Application number
IT000063A
Other languages
English (en)
Inventor
Roberto Giordani
Original Assignee
Tasci S R L
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Tasci S R L filed Critical Tasci S R L
Priority to IT000063A priority Critical patent/ITTV20110063A1/it
Priority to EP12729214.2A priority patent/EP2707111B1/en
Priority to PCT/IB2012/052405 priority patent/WO2012156901A1/en
Priority to US14/117,112 priority patent/US9022410B2/en
Publication of ITTV20110063A1 publication Critical patent/ITTV20110063A1/it

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    • A63C9/08Ski bindings yieldable or self-releasing in the event of an accident, i.e. safety bindings
    • A63C9/084Ski bindings yieldable or self-releasing in the event of an accident, i.e. safety bindings with heel hold-downs, e.g. swingable
    • A63C9/0845Ski bindings yieldable or self-releasing in the event of an accident, i.e. safety bindings with heel hold-downs, e.g. swingable the body or base or a jaw pivoting about a vertical axis, i.e. side release
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  • Footwear And Its Accessory, Manufacturing Method And Apparatuses (AREA)
  • Medicinal Preparation (AREA)
  • Pharmaceuticals Containing Other Organic And Inorganic Compounds (AREA)

Description

DESCRIZIONE
“ATTACCO PER L'ANCORAGGIO DI UNO SCARPONE DA SCIALPINISMO SU UNO SCI DA DISCESA O SIMILAREâ€
La presente invenzione à ̈ relativa ad un attacco per l’ancoraggio di uno scarpone da scialpinismo su uno sci da discesa o similare.
Come à ̈ noto, gli scarponi da scialpinismo più diffusi sono composti essenzialmente da uno scafo rigido in materiale plastico che à ̈ sagomato in modo tale da accogliere il piede dell’utilizzatore, ed à ̈ inferiormente provvisto di una suola anteriore e di un tacco posteriore usualmente dotati di profilo tassellato e realizzati in materiale elastomerico antisdrucciolo; da un gambetto rigido in materiale plastico che à ̈ sagomato a forma di C in modo tale da abbracciare la caviglia dell’utilizzatore da dietro, ed à ̈ incernierato alla parte superiore dello scafo in modo tale da poter oscillare attorno ad un asse di riferimento trasversale sostanzialmente coincidente con l’asse di articolazione della caviglia; da una scarpetta interna in materiale morbido e termoisolante, che à ̈ inserita in modo amovibile all’interno dello scafo e del gambetto, ed à ̈ sagomata in modo tale da avvolgere e proteggere sia il piede che la parte inferiore della gamba dell’utilizzatore; e da una serie di ganci di chiusura ad azionamento manuale, che sono opportunamente distribuiti sullo scafo e sul gambetto e sono strutturati in modo tale da poter stringere lo scafo ed il gambetto così da immobilizzare la gamba dell’utilizzatore all’interno della scarpetta.
Solitamente lo scafo degli scarponi da scialpinismo à ̈ inoltre dotato anteriormente di una piccola appendice sporgente a forma sostanzialmente di becco d’anatra, che si prolunga a sbalzo dalla punta ogivale dello scafo rimanendo localmente sostanzialmente complanare alla suola anteriore, ed à ̈ strutturata in modo tale da potersi accoppiare in modo rigido e stabile, ma facilmente rilasciabile, con il puntale dell’attacco da scialpinismo che, a sua volta, à ̈ fissato in modo rigido sulla parte centrale dello sci da discesa.
L’attacco da scialpinismo à ̈ invece composto da un puntale e da una talloniera che sono fissati in modo rigido e stabile sul dorso dello sci da discesa, ad una distanza prestabilita uno dall’altro, e sono strutturati in modo tale da poter, a scelta ed alternativamente,
- bloccare lo scafo dello scarpone sul dorso dello sci impedendo qualsiasi movimento relativo tra i due elementi; oppure
- bloccare lo scafo dello scarpone sul dorso dello sci consentendo allo scarpone di oscillare/ basculare liberamente rispetto allo sci attorno ad un asse di rotazione trasversale, disposto orizzontalmente e posizionato grosso modo in corrispondenza dell’appendice a becco d’anatra dello scafo.
Ovviamente, l’asse di rotazione dello scarpone à ̈ perpendicolare all’asse longitudinale dello sci da discesa, ossia à ̈ orientato in modo tale da essere localmente sostanzialmente perpendicolare sia al piano di mezzeria dello sci, che al piano di mezzeria dello scarpone.
Il puntale, in particolare, à ̈ solitamente dotato di un meccanismo di presa a pinza che à ̈ strutturato in modo tale da poter afferrare e trattenere stabilmente l’appendice sporgente a becco d’anatra dello scafo, consentendo contemporaneamente all’intero scafo di poter oscillare/basculare liberamente rispetto allo sci sottostante attorno all’asse di rotazione dello scarpone.
La talloniera dell’attacco à ̈ invece strutturata in modo tale da poter selettivamente agganciare e bloccare la parte posteriore dello scafo, così da poter selettivamente impedire allo scarpone di ruotare facendo perno sul puntale ed allontanare il tacco dal dorso dello sci.
Più in dettaglio, la talloniera à ̈ solitamente dotata di una coppia di perni sporgenti che si estendono a sbalzo dalla torretta verso il puntale, uno di fianco all’altro da bande opposte del piano di mezzeria della torretta, rimanendo localmente sostanzialmente paralleli ad un asse di riferimento che localmente sostanzialmente parallelo all’asse longitudinale dello sci. Le estremità dei due perni sporgenti sono strutturate in modo tale da potersi innestare nella parte posteriore dello scafo, grosso modo in corrispondenza del tallone, così da trattenere stabilmente il tacco dello scarpone in appoggio sul, o comunque a ridosso del dorso dello sci, e quindi impedire qualsiasi rotazione dello scarpone sul puntale.
Per consentire lo sgancio automatico dell’attacco in caso di caduta dello sciatore, i due perni sporgenti sono strutturati in modo tale da potersi divaricare, in presenza di sollecitazioni meccaniche impulsive particolarmente intense, in modo elastico di alcuni gradi uno rispetto all’altro, rimanendo sempre su di un piano di giacitura orizzontale e localmente perpendicolare al piano di mezzeria della torretta.
Purtroppo il sistema di sgancio automatico sopra descritto non à ̈ molto sensibile alle sollecitazioni meccaniche impulsive con angolo di inclinazione rispetto alla verticale superiore a 10-15°.
Scopo della presente invenzione à ̈ quello di realizzare un attacco da scialpinismo in cui la talloniera sia in grado di sganciare tempestivamente ed automaticamente la parte posteriore dello scarpone anche in presenza di sollecitazioni meccaniche impulsive fortemente inclinate rispetto alla verticale, rendendo inoltre l’attacco da scialpinismo più semplice ed immediato da utilizzare.
In accordo con questi obiettivi, secondo la presente invenzione viene realizzato un attacco per l’ancoraggio di uno scarpone da scialpinismo ad uno sci da discesa o similare, come esplicitato nella rivendicazione 1 e preferibilmente, ma non necessariamente, in una qualsiasi delle rivendicazioni dipendenti.
La presente invenzione verrà ora descritta con riferimento ai disegni annessi, che ne illustrano un esempio di attuazione non limitativo, in cui:
- la figura 1 Ã ̈ una vista laterale del segmento centrale di uno sci da discesa, che porta fissato sul dorso uno scarpone da scialpinismo per mezzo di un attacco da scialpinismo realizzato secondo i dettami della presente invenzione;
- le figure 2 e 3 sono due viste assonometriche della talloniera dell’attacco da scialpinismo illustrato in figura 1;
- le figure 4 à ̈ una vista laterale della talloniera dell’attacco da scialpinismo illustrato in figura 1, sezionata lungo il piano verticale di mezzeria;
- le figure 5 Ã ̈ una vista frontale della talloniera di figura 4 sezionate lungo la linea di sezione H-H, e con parti asportate per chiarezza;
- la figura 6 à ̈ una vista assonometrica della talloniera dell’attacco da scialpinismo illustrato in figura 1, in una seconda configurazione di funzionamento;
- le figure 7 Ã ̈ una vista frontale della talloniera di figura 4 sezionate lungo la linea di sezione K-K;
- le figure 8 à ̈ una vista laterale della talloniera dell’attacco da scialpinismo illustrato in figura 1, sezionata lungo il piano verticale di mezzeria ed in una terza configurazione di funzionamento; mentre
- la figura 9 illustra in scala ingrandita, e con parti asportate per chiarezza, un particolare della talloniera di figura 4.
Con riferimento alla figura 1, con il numero 1 Ã ̈ indicato nel suo complesso un attacco da scialpinismo appositamente strutturato per poter ancorare in modo stabile, ma facilmente rilasciabile, uno scarpone 2 da scialpinismo o Telemark sul segmento centrale di uno sci 3 da discesa, scialpinismo o similare, di tipo noto.
Più in dettaglio, l’attacco 1 à ̈ strutturato per poter ancorare, sul segmento centrale di uno sci 3 da discesa o similare, uno scarpone 2 da scialpinismo o Telemark di tipo noto, che à ̈ dotato di uno scafo 4 rigido inferiore in materiale plastico e/o composito, il quale à ̈ sagomato in modo tale da accogliere il piede dell’utilizzatore, ed à ̈ inoltre dotato inferiormente di una suola 5 anteriore e di un tacco 6 posteriore che hanno preferibilmente, ma non necessariamente, un profilo tassellato, e sono preferibilmente, ma non necessariamente, realizzati in materiale elastomerico antisdrucciolo.
Lo scafo 4 à ̈ inoltre anteriormente provvisto anche di una piccola appendice sporgente 7 a forma sostanzialmente di becco d’anatra, che si prolunga a sbalzo dalla punta ogivale dello scafo 4 rimanendo localmente sostanzialmente complanare alla suola anteriore 5, ed à ̈ strutturata in modo tale da potersi accoppiare/agganciare all’attacco 1 che, a sua volta, à ̈ fissato al segmento centrale dello sci 3 da discesa in modo rigido.
Con riferimento alla figura 1, nell’esempio illustrato, in particolare, lo scarpone 2, oltre allo scafo 4, comprende anche un gambetto 8 rigido in materiale plastico e/o composito, che à ̈ sagomato sostanzialmente a forma di C in modo tale da abbracciare la caviglia dell’utilizzatore da dietro, ed à ̈ incernierato sulla parte superiore dello scafo 4 in modo tale da poter oscillare liberamente attorno ad un asse di riferimento trasversale, che à ̈ sostanzialmente perpendicolare al piano di mezzeria dello scarpone (ossia perpendicolare al piano del foglio in figura 1), ed à ̈ inoltre localmente sostanzialmente coincidente con l’asse di articolazione della caviglia dell’utilizzatore; una scarpetta interna in materiale morbido e termoisolante, che à ̈ inserita in modo amovibile all’interno dello scafo 4 e del gambetto 8, ed à ̈ sagomata in modo tale da avvolgere e proteggere sia il piede che la parte inferiore della gamba dell’utilizzatore; ed una serie di ganci di chiusura ad azionamento manuale, che sono posizionati sullo scafo 4 e sul gambetto 8, e sono strutturati in modo tale da poter stringere lo scafo 4 ed il gambetto 8 così da poter immobilizzare la gamba dell’utilizzatore all’interno della scarpetta 8.
In aggiunta a quanto sopra scritto, lo scafo 4 à ̈ infine preferibilmente, ma non necessariamente, provvisto anche di una barra trasversale di irrigidimento (non illustrata) in materiale metallico, che si estende all’interno dell’appendice sporgente 7 a becco d’anatra rimanendo localmente sostanzialmente perpendicolare al piano di mezzeria dello scarpone, ed ha le due estremità assiali che emergono/affiorando all’esterno dell’appendice sporgente 7 in corrispondenza dei due fianchi laterali della medesima appendice.
Con riferimento alla figura 1, l’attacco da scialpinismo 1 à ̈ invece composto da un puntale 10 e da una talloniera 11 che sono fissati in modo rigido sul dorso del segmento centrale dello sci 3 da discesa, allineati lungo l’asse longitudinale L dello sci 3, ad una distanza prestabilita uno dall’altro, e sono strutturati in modo tale da poter selettivamente afferrare/agganciare e trattenere rispettivamente la parte anteriore e la parte posteriore dello scafo 4.
Più in dettaglio, il puntale 10 e la talloniera 11 dell’attacco da scialpinismo 1 sono strutturati in modo tale da poter, a scelta ed alternativamente,
- afferrare a trattenere stabilmente la parte anteriore e la parte posteriore dello scafo 4 sul segmento centrale dello sci 3, mantenendo lo scafo 4 immobile sullo sci 3 con la suola 5 sostanzialmente parallela al dorso dello sci 3 da discesa; oppure
- afferrare a trattenere la sola parte anteriore dello scafo 4 stabilmente sul segmento centrale dello sci 3, consentendo contemporaneamente all’intero scarpone 2 di oscillare/basculare liberamente sul dorso dello sci 3 attorno ad un asse di rotazione A sostanzialmente orizzontale, che à ̈ posizionato immediatamente al disopra dello sci 3, in corrispondenza o comunque a ridosso della punta dello scafo 4, ed à ̈ localmente sostanzialmente perpendicolare all’asse longitudinale L dello sci 3 ed al piano di mezzeria dello scarpone 2.
In altre parole, il puntale 10 à ̈ dotato di un organo di presa a pinza 12 o similare che à ̈ strutturato in modo tale da poter selettivamente afferrare e trattenere stabilmente la sola parte anteriore dello scafo 4, e contemporaneamente consentire alla parte anteriore dello scafo 4 di poter oscillare/basculare liberamente sul puntale 10 attorno all’asse di rotazione A dello scarpone.
La talloniera 11 à ̈ invece strutturata in modo tale da poter selettivamente agganciare e bloccare/trattenere la parte posteriore dello scafo 4 grosso modo in corrispondenza del tallone, così da trattenere stabilmente il tacco 6 dello scarpone 2 in appoggio sul, o comunque a ridosso del dorso dello sci 3, e conseguentemente impedire qualsiasi rotazione dello scarpone 2 sul puntale 10 attorno all’asse A di rotazione dello scarpone.
Con riferimento alla figura 1, nell’esempio illustrato, in particolare, l’organo di presa 12 del puntale 10 à ̈ strutturato in modo tale da poter stringere i fianchi laterali dell’appendice sporgente 7 dello scafo, portandosi in battuta sull’appendice sporgente 7 in corrispondenza delle due estremità assiali della barra trasversale di irrigidimento eventualmente annegata nella medesima appendice, e contemporaneamente consentire all’appendice sporgente 7 dello scafo di poter oscillare/basculare liberamente rispetto al puntale 10 in corrispondenza dei punti di contatto tra l’organo di presa a pinza 12 ed i fianchi laterali dell’appendice sporgente 7.
In altre parole, l’asse A di rotazione dello scarpone à ̈ posizionato sull’appendice sporgente 7 dello scafo 4, in corrispondenza dei punti di contatto tra l’organo di presa a pinza 12 ed i fianchi laterali dell’appendice sporgente 7. Inoltre, quando la parte anteriore dello scafo 4 à ̈ fissata sul puntale 10 tramite l’organo di presa 12, l’asse longitudinale della barra trasversale di irrigidimento dell’appendice sporgente 7, se presente, viene a coincidere con l’asse A di rotazione dello scarpone 2.
Il puntale 10 dell’attacco da scialpinismo 1 à ̈ un componente già ampiamente conosciuto nel settore, e non verrà ulteriormente descritto.
Con riferimento alle figure 1, 2 e 3, la talloniera 11 dell’attacco da scialpinismo 1 comprende invece una piastra o base di ancoraggio 13 che à ̈ strutturata in modo tale da essere ancorata in modo rigido sul dorso dello sci 3 da discesa o similare; ed una torretta 14 che si prolunga a sbalzo verso l’alto dalla faccia superiore della piastra di ancoraggio 13, parallelamente ad una asse B di riferimento che à ̈ preferibilmente, ma non necessariamente, localmente sostanzialmente perpendicolare al piano di giacitura della piastra di ancoraggio 13, ossia à ̈ localmente sostanzialmente perpendicolare al dorso dello stesso sci 3 ed all’asse longitudinale L dello sci.
La talloniera 11 comprende inoltre un’appendice sporgente 15 di aggancio che si estende a sbalzo dalla torretta 14 verso il puntale 10, ed à ̈ strutturata in modo tale da potersi agganciare/accoppiare alla parte posteriore dello scafo 4 grosso modo in corrispondenza del tallone, così da trattenere stabilmente il tacco 6 dello scarpone 2 in appoggio sul, o comunque a ridosso del dorso dello sci 3, e quindi impedire qualsiasi rotazione dello scarpone 2 sul puntale 10 attorno all’asse A di rotazione dello scarpone.
Più in dettaglio, l’appendice sporgente 15 di aggancio si estende a sbalzo dalla torretta 14 rimanendo localmente sostanzialmente parallela ad un asse C di riferimento che à ̈ preferibilmente disposto localmente sostanzialmente parallelo o comunque sostanzialmente allineato all’asse longitudinale L dello sci 3, ed à ̈ sagomata/strutturata in modo tale da raggiungere ed innestarsi nella parte posteriore dello scafo 4 per trattenere stabilmente il tacco 6 dello scarpone 2 in appoggio, o comunque a ridosso, del dorso dello sci 3, quando l’asse C à ̈ parallelo o comunque sostanzialmente allineato all’asse longitudinale L dello sci.
La talloniera 11 à ̈ inoltre posizionata sul segmento centrale dello sci 3 da discesa o similare ad una distanza nominale prestabilita dall’organo di presa 12 del puntale 10, in modo tale da consentire all’appendice sporgente 15 di raggiungere ed agganciare/bloccare stabilmente la parte posteriore dello scafo 4, quando l’organo di presa 12 del puntale 10 à ̈ stretto/chiuso sull’appendice sporgente 7 dello scafo 4 e permette allo scarpone 2 di ruotare sul puntale 10 attorno all’asse A.
Ovviamente, il valore della distanza tra il puntale 10 e la talloniera 11 dipende dalle dimensioni/lunghezza dello scafo 4, ossia dalla taglia dello scarpone 2.
Con riferimento alle figure 4 e 5, nell’esempio illustrato, in particolare, la torretta 14 à ̈ preferibilmente fissata sulla piastra di ancoraggio 13 con la possibilità di ruotare liberamente attorno all’asse B, e la talloniera 13 à ̈ preferibilmente provvista anche di un organo elastico di bloccaggio 16 a sgancio programmato, che à ̈ strutturato in modo tale da consentire la rotazione della torretta 14 attorno all’asse B quando la coppia torcente supera un valore di soglia prestabilito.
In altre parole, l’organo elastico di bloccaggio 16 à ̈ strutturato in modo tale da contrastare in modo elastico qualsiasi rotazione della torretta 14 attorno all’asse B, che comprometta l’allineamento tra l’asse C di riferimento dell’appendice di aggancio 15 e l’asse longitudinale L dello sci. Allineamento che consente all’appendice sporgente di agganciare 15 di innestarsi nella parte posteriore dello scafo 4 in modo tale da trattenere stabilmente il tacco 6 dello scarpone 2 in appoggio o comunque a ridosso del dorso dello sci 3, impedendo quindi qualsiasi rotazione dello scarpone 2 attorno all’asse A.
Nell’esempio illustrato, in particolare, la torretta 14 superiore à ̈ parzialmente inserita e bloccata in modo assialmente girevole all’interno di un mozzo 17 tubolare cilindrico che si estende a sbalzo dalla faccia superiore della piastra di ancoraggio 13, rimanendo localmente coassiale all’asse B di rotazione della torretta 14.
Invece, con riferimento alla figura 5, l’organo elastico di bloccaggio 16 à ̈ preferibilmente, ma non necessariamente, alloggiato all’interno della porzione della torretta 14 che à ̈ inserita in modo girevole nel mozzo 17, e comprende:
- una molla elicoidale 18 o elemento elastico similare, che à ̈ inserita all’interno di un foro passante 19 realizzato in posizione diametrale sulla porzione della torretta 14 che à ̈ inserita in modo girevole nel mozzo 17;
- una sfera o perno di bloccaggio 20, che à ̈ inserita in modo assialmente scorrevole in corrispondenza di una prima estremità/imboccatura del foro passante 19; ed infine
- un grano filettato 21 avvitato in corrispondenza della seconda estremità/imboccatura del foro passante 19.
La molla elicoidale 18 à ̈ calzata all’interno del foro passante 19 in modo tale da avere le due estremità in battuta una sulla sfera di bloccaggio 20 e l’altra sul grano filettato 21, ed à ̈ precaricata in compressione tramite il grano filettato 21, in modo tale da spingere e mantenere con forza la sfera di bloccaggio 20 in battuta sulla superficie interna del mozzo 17, all’interno di una sede o incavo 20a di arresto appositamente ricavato sulla parete tubolare cilindrica del mozzo 17.
Con riferimento alle figure 2, 3, 4, 5 e 6, la torretta 14 à ̈ inoltre suddivisa in una carcassa inferiore fissa 14a che à ̈ fissata in modo rigido o in modo assialmente girevole direttamente sulla piastra di ancoraggio 13, ed in una carcassa superiore ribaltabile 14b che appoggia sulla sommità della carcassa inferiore 14a, ed à ̈ incernierata sulla carcassa inferiore 14a dalla parte opposta rispetto al puntale 10, in modo tale da poter ruotare liberamente attorno ad un asse D di riferimento che à ̈ localmente sostanzialmente perpendicolare agli assi B e C, ossia à ̈ localmente sostanzialmente perpendicolare al piano di mezzeria della torretta 14.
Nell’esempio illustrato, in particolare, la parte inferiore della carcassa inferiore 14a à ̈ bloccata in modo assialmente girevole all’interno del mozzo tubolare 17, in modo tale da consentire all’intera torretta 14 di ruotare attorno all’asse B, e l’organo elastico di bloccaggio 16 à ̈ strutturato in modo tale da consentire la rotazione della carcassa inferiore 14a attorno all’asse B quando la coppia torcente supera un valore di soglia prestabilito.
L’appendice sporgente di aggancio 15 della talloniera 11 si prolunga a sbalzo dalla carcassa superiore ribaltabile 14b rimanendo localmente sostanzialmente parallela all’asse C, e la talloniera 11 à ̈ inoltre dotata di un organo di bloccaggio 22 a sgancio programmato, che à ̈ preferibilmente, ma non necessariamente, alloggiato all’interno della carcassa inferiore 14a della torretta, ed à ̈ strutturato in modo tale da poter bloccare e trattenere la carcassa superiore ribaltabile 14b in appoggio sulla carcassa inferiore 14a con l’asse C di riferimento dell’appendice sporgente di aggancio 15 disposto localmente sostanzialmente parallelo all’asse longitudinale L dello sci.
Più in dettaglio, l’organo di bloccaggio 22 a sgancio programmato à ̈ strutturato in modo tale da poter bloccare e trattenere la carcassa superiore ribaltabile 14b in appoggio sulla carcassa inferiore 14a con l’asse C di riferimento dell’appendice sporgente di aggancio 15 localmente sostanzialmente parallelo all’asse longitudinale L dello sci, fino a quando la coppia di ribaltamento trasmessa alla carcassa superiore ribaltabile 14b non supera un valore di soglia prestabilito; ed in modo tale da svincolare completamente la carcassa superiore ribaltabile 14b dalla carcassa inferiore 14a quando la coppia di ribaltamento trasmessa alla carcassa superiore ribaltabile 14b eccede il valore di soglia sopramenzionato, in modo tale da consentire alla carcassa superiore ribaltabile 14b di ruotare liberamente all’indietro attorno all’asse di articolazione della cerniera, ossia attorno all’asse D.
Nell’esempio illustrato, in particolare, la sommità della carcassa inferiore 14a ha preferibilmente, ma non necessariamente, una forma sostanzialmente parallelepipeda, e termina superiormente in una superficie piana che à ̈ localmente sostanzialmente perpendicolare all’asse B di rotazione della torretta 14. La carcassa superiore ribaltabile 14b à ̈ invece sagomata sostanzialmente a forma di L rovesciata, ed à ̈ adagiata sulla carcassa inferiore 14a in modo tale che il segmento orizzontale superiore della carcassa appoggi direttamente sulla superficie piana superiore della carcassa inferiore 14a, e che il segmento verticale inferiore della carcassa appoggi sul fianco della carcassa inferiore 14a, dalla parte opposta rispetto al puntale 10 ed all’appendice sporgente di aggancio 15.
L’appendice sporgente di aggancio 15 sporge a sbalzo dall’estremità del segmento orizzontale superiore della carcassa superiore ribaltabile 14b, mentre l’estremità inferiore del segmento verticale della carcassa ribaltabile 14b à ̈ incernierata direttamente sul fianco laterale della carcassa inferiore 14a, tramite un perno passante trasversale che si estende coassiale all’asse D.
Con riferimento alle figure 4, 6 e 7, l’organo di bloccaggio 22 à ̈ preferibilmente collocato all’interno di una cavità 22a appositamente realizzata nella carcassa inferiore 14a, a ridosso del fianco laterale della torretta 14 da dove sporge a sbalzo l’appendice sporgente di aggancio 15, ed à ̈ strutturato in modo tale da poter afferrare e trattenere, fino a quando la forza di estrazione del dente non supera un valore di soglia prestabilito, un dente di aggancio 23 che si prolunga a sbalzo dalla carcassa superiore ribaltabile 14b, e penetra all’interno della cavità 22a fino a raggiungere l’organo di bloccaggio 22.
Più in dettaglio, nell’esempio illustrato il dente di aggancio 23 si prolunga a sbalzo dalla faccia inferiore della carcassa ribaltabile 14b, rimanendo preferibilmente localmente sostanzialmente complanare al piano P di mezzeria della torretta 14, e penetra all’interno della cavità 22a attraverso un’apposita feritoia realizzata sulla sommità della carcassa inferiore 14a, fino a raggiungere l’organo di bloccaggio 22. Preferibilmente l’organo di bloccaggio 39 invece comprende:
- due ganasce reggispinta 24 che sono posizionate all’interno della cavità 22a che ospita l’organo di bloccaggio 22, da bande opposte del piano di mezzeria P della torretta sui cui giace il dente di aggancio 23;
- un meccanismo di regolazione 25 delle ganasce ad azionamento manuale, che à ̈ atto a spostare le due ganasce reggispinta 24 da e verso il piano di mezzeria della torretta, in modo tale da poter regolare la distanza esistente tra ciascuna ganascia reggispinta 41 ed il piano P di mezzeria della torretta 14;
- due sfere di bloccaggio 26 che sono posizionate in battuta sui fianchi laterali del dente di aggancio 23, da bande opposte del medesimo, in modo tale da essere allineate ciascuna ad una rispettiva ganascia reggispinta 24; ed infine - due molle elicoidali 27 o elementi elastici similari, ciascuna delle quali à ̈ interposta tra una corrispondente ganascia reggispinta 24 e la relativa sfera di bloccaggio 26, in modo tale da spingere con forza la sfera di bloccaggio 26 in battuta sul fianco del dente di aggancio 23.
La regolazione del precarico della molle elicoidali 27 viene realizzata variando, tramite il meccanismo di regolazione 25, la distanza che separa le due ganasce reggispinta 24 dal piano P di mezzeria della torretta 14, dove giace il dente di aggancio 23.
Il dente di aggancio 23 e le sfere di bloccaggio 26 sono sagomante/dimensionate in modo tale da generare una forza elastica di richiamo parallela al dente, che tende a tirare il dente di aggancio 23 all’interno della carcassa inferiore 14a; ed in modo tale da impedire l’estrazione del dente di aggancio 23 dalla carcassa inferiore 14a fino a quando la forza di estrazione si mantiene al disotto di un valore limite prestabilito, che dipende dalla forza con cui le molle elicoidali 27 schiacciano le sfere di bloccaggio 26 contro il dente di aggancio 23.
Con riferimento alla figura 7, nell’esempio illustrato, in particolare, il un meccanismo di regolazione 25 delle ganasce à ̈ costituito da un albero di supporto 25 trasversale, che si estende coassiale ad un asse G di riferimento localmente sostanzialmente perpendicolare al piano P di mezzeria della torretta 14 (ossia localmente sostanzialmente parallelo all’asse D di rotazione della carcassa superiore ribaltabile 14b), ed impegna in modo passante ed assialmente girevole la carcassa inferiore 14a della testa 14, intersecando la cavità 22a che ospita l’organo di bloccaggio 22.
L’albero di supporto 25 presenta, da bande opposte del piano P di mezzeria della torretta 14, due porzioni filettate con filettatura speculare, e le due ganasce reggispinta 24 sono avvitate ciascuna su di una rispettiva porzione filettata dell’albero, in modo tale che la rotazione dell’albero di supporto 25 attorno all’asse G consenta di avvicinare/allontanare contemporaneamente le due ganasce reggispinta 24 dal piano P di mezzeria della torretta 14.
Con riferimento alle figure 2, 3, 4 e 8, l’appendice sporgente 15 di aggancio della talloniera 11 à ̈ invece preferibilmente fissata sulla carcassa superiore ribaltabile 14b della torretta 14 con la possibilità di muoversi rispetto alla carcassa ribaltabile tra
- una posizione completamente estratta (vedi figure 2, 4 e 8), in cui l’appendice sporgente di aggancio 15 sporge a sbalzo dalla carcassa superiore ribaltabile 14a della torretta 14 di una lunghezza l1prestabilita e sufficiente per innestarsi completamente nella parte posteriore dello scafo 4 in modo tale da impedire qualsiasi rotazione dello scarpone 2 attorno all’asse A; ed
- una posizione ritratta (vedi figure 3 e 8) in cui l’appendice sporgente di aggancio 15 à ̈ completamente ritratta all’interno della carcassa superiore ribaltabile 14b, oppure sporge a sbalzo dal corpo della torretta 14 di una lunghezza l2notevolmente inferiore alla lunghezza l1, in modo tale da non poter raggiungere e bloccare la parte posteriore dello scafo 4.
In aggiunta a quanto sopra scritto, la talloniera 11 comprende inoltre un dispositivo di comando ad azionamento manuale 28, che à ̈ strutturato in modo tale da poter spostare e bloccare l’appendice sporgente 15 di aggancio, a scelta ed alternativamente, nella posizione completamente estratta o nella posizione ritratta.
Più in dettaglio, il dispositivo di comando 28 à ̈ in grado di disporre l’appendice sporgente di aggancio 15 a scelta ed alternativamente nella posizione completamente estratta o nella posizione ritratta, muovendo l’appendice sporgente 15 rispetto alla carcassa superiore ribaltabile 14b in una direzione d localmente parallela all’asse di riferimento C della stessa appendice sporgente.
Con riferimento alle figure da 4, 5 e 6, nell’esempio illustrato, in particolare, la talloniera 11 comprende un elemento a chiavistello 29 che si estende in modo passante attraverso il segmento orizzontale superiore della carcassa superiore ribaltabile 14b rimanendo localmente sostanzialmente coassiale, o comunque parallelo, all’asse C di riferimento dell’appendice sporgente 15, con la possibilità di muoversi avanti ed indietro rispetto alla carcassa superiore ribaltabile 14b parallelamente all’asse C.
L’appendice sporgente di aggancio 15 à ̈ costituita dalla punta dell’elemento a chiavistello 29, ed il dispositivo di comando 28 à ̈ strutturato in modo tale da spostare l’elemento a chiavistello 29 avanti ed indietro rispetto alla carcassa superiore ribaltabile 14b della torretta 14 parallelamente all’asse C, e poi bloccare stabilmente l’elemento a chiavistello 29 alternativamente in una posizione avanzata o in una posizione arretrata.
Più in dettaglio, il dispositivo di comando 28 ad azionamento manuale à ̈ strutturato in modo tale da poter spostare e bloccare l’elemento a chiavistello 29 in una posizione avanzata (vedi figure 4 e 5), in cui la punta 15 dell’elemento a chiavistello 29 sporge a sbalzo dal corpo alla carcassa superiore ribaltabile 14b di una lunghezza l1prestabilita e sufficiente per innestarsi completamente nella parte posteriore dello scafo 4 in modo tale da impedire qualsiasi rotazione dello scarpone 2 attorno all’asse A; oppure in una posizione arretrata (vedi figura 7) in cui la punta 15 dell’elemento a chiavistello 29 à ̈ completamente ritratta all’interno della carcassa superiore ribaltabile 14b, oppure sporge a sbalzo dalla medesima carcassa di una lunghezza l2notevolmente inferiore alla lunghezza l1, in modo tale da non poter raggiungere e bloccare la parte posteriore dello scafo 4.
Ovviamente l’appendice sporgente di aggancio 15 si trova nella posizione completamente estratta quando l’elemento a chiavistello 29 si trova nella posizione avanzata.
Con riferimento alla figura 4, nell’esempio illustrato, in particolare, il dispositivo di comando 28 preferibilmente comprende: un elemento elastico antagonista 30, che à ̈ interposto tra l’elemento a chiavistello 29 ed il corpo della carcassa superiore ribaltabile 14b, ed à ̈ strutturato in modo tale da portare e mantenere in modo elastico l’elemento a chiavistello 29 nella posizione avanzata (vedi figure 2, 4 e 6), che corrisponde a collocare l’appendice sporgente di aggancio 15 nella posizione completamente estratta; ed un organo di movimentazione 31 ad azionamento manuale, che à ̈ interposto tra l’elemento a chiavistello 29 ed il corpo della torretta 14, ed à ̈ strutturato in modo tale da consentire all’utilizzatore di spostare l’elemento a chiavistello 29 dalla posizione avanzata alla posizione arretrata, vincendo la spinta elastica dell’elemento elastico antagonista 30.
In aggiunta, l’organo di movimentazione 31 à ̈ inoltre strutturato in modo tale da poter selettivamente bloccare l’elemento a chiavistello 29 nella posizione arretrata, vincendo la spinta elastica dell’elemento elastico antagonista 30.
Con riferimento alle figure 4, 5, 7 e 8, nell’esempio illustrato, in particolare, l’elemento a chiavistello 29 à ̈ composto da un pattino o carrello 32 che à ̈ inserito in modo assialmente scorrevole all’interno di una cavità oblunga 32a che si estende all’interno della carcassa superiore ribaltabile 14b rimanendo localmente coassiale all’asse di riferimento C dell’appendice sporgente 15; da una coppia di steli o perni rettilinei 33 preferibilmente, ma non necessariamente, a sezione circolare, che si estendono uno di fianco all’altro e parallelamente all’asse C, da bande opposte del piano di mezzeria della torretta 14, in modo tale da attraversare da parte a parte il pattino o carrello 32 e sporgere a sbalzo da ambo i lati della carcassa superiore ribaltabile 14b della torretta 14; e da una traversa 34 che à ̈ atta a collegare tra loro in modo rigido le estremità distali posteriori dei due perni 33, ossia le estremità che si trovano dalla parte opposta rispetto al puntale 10.
I due perni rettilinei 33 sono fissati in modo rigido al pattino o carrello 32 in modo tale da potersi muovere parallelamente all’asse C, assieme al pattino o carrello 32; mentre le estremità distali anteriori dei due perni rettilinei 33, ossia le estremità distali che sono affacciate al puntale 10 dell’attacco da scialpinismo 1, sono sagomate/strutturate in modo tale da potersi innestare nella parte posteriore dello scafo 4 per trattenere stabilmente il tacco 6 dello scarpone 2 in appoggio sul, o comunque a ridosso del dorso dello sci 3.
In altre parole, le estremità distali anteriori dei due perni rettilinei 33 sono in grado di muoversi assialmente da e verso il puntale 10 per poter agganciare e bloccare la parte posteriore dello scafo 4 infulcrato sull’organo di presa a pinza 12 del puntale 10, e formano quindi l’appendice sporgente di aggancio 15 della talloniera 11.
Con riferimento alle figure 4, 5 e 6, la cavità oblunga 32a che à ̈ ricavata all’interno della carcassa superiore ribaltabile 14b della torretta 14, à ̈ ovviamente sagomata/dimensionata in modo tale da consentire al pattino o carrello 32 di spostarsi all’interno della carcassa superiore ribaltabile 14b parallelamente all’asse C, tra una posizione avanzata (vedi figura 4) in cui le estremità distali 15 dei due perni rettilinei 33 sporgono a sbalzo dal corpo della torretta 14 di una lunghezza l1sufficiente per innestarsi completamente nella parte posteriore dello scafo 4 in modo tale da impedire qualsiasi rotazione dello scarpone 2 attorno all’asse A; ed una posizione arretrata (vedi figura 8) in cui le estremità distali 15 dei due perni rettilinei 33 sono completamente ritratte all’interno del corpo della torretta 14, oppure sporgono a sbalzo dal corpo della torretta 14 di una lunghezza l2molto minore della lunghezza l1, in modo tale da non poter raggiungere la parte posteriore dello scafo 4.
Sempre con riferimento alle figure 4, 5 e 8, l’elemento elastico antagonista 30 à ̈ invece preferibilmente ma non necessariamente, costituito da una molla elicoidale 30 o organo elastico similare, che si estende all’interno della cavità oblunga 32a localmente sostanzialmente coassiale all’asse C, in modo tale da essere disposta tra i due perni rettilinei 33, ed ha le due estremità assiali stabilmente in battuta una sul corpo del pattino 26 e l’altra sul corpo della carcassa superiore ribaltabile 14b. La molla elicoidale 30 à ̈ inoltre precaricata in compressione in modo tale da spingere e mantenere con forza il pattino o carrello 32 in battuta sull’estremità della cavità oblunga 32a rivolta verso il puntale 10, in modo tale da far sporgere e mantenere le estremità distali 15 dei due perni rettilinei 33 nella posizione avanzata o completamente estratta.
Con riferimento alle figure allegate, l’organo di movimentazione 31 ad azionamento manuale che consente all’utilizzatore di spostare avanti ed indietro l’elemento a chiavistello 29 vincendo la spinta della molla elicoidale 30, comprende invece
- una leva di comando 35 che à ̈ agganciata alla parte posteriore dell’elemento a chiavistello 29, ed ha l’estremità inferiore incernierata sul fianco laterale della carcassa inferiore 14a della torretta 14, dalla parte opposta rispetto all’appendice sporgente di aggancio 15, in modo tale da poter oscillare liberamente su di un piano di riferimento localmente sostanzialmente parallelo e preferibilmente anche coincidente con il piano P di mezzeria della torretta 14; ed
- un dispositivo di bloccaggio 36 che à ̈ interposto tra la carcassa inferiore 14a della torretta 14 e la leva di comando 35, ed à ̈ in grado di immobilizzare/bloccare in modo rigido e stabile, ma facilmente rilasciabile, la leva di comando 35 in una posizione di sbloccaggio intermedia (vedi figure 3 e 8), in cui la leva di comando 35 à ̈ inclinata di un angolo prestabilito rispetto alla verticale, in modo tale da disporre e mantenere l’elemento a chiavistello 29 nella posizione arretrata vincendo la spinta della molla elicoidale 30.
Nell’esempio illustrato, in particolare, l’estremità inferiore della leva di comando 35 à ̈ incernierata sul fianco laterale della carcassa inferiore 14a della torretta 14, dalla parte opposta rispetto all’appendice sporgente di aggancio 15, in modo tale da poter ruotare attorno ad un asse trasversale di riferimento, che à ̈ localmente sostanzialmente ortogonale agli assi B e C, ed à ̈ inoltre preferibilmente, ma non necessariamente, anche coincidente con l’asse D di rotazione della carcassa superiore ribaltabile 14b della torretta 14.
Il dispositivo di bloccaggio 36 à ̈ invece strutturato in modo tale da consentire alla leva di comando 35 di oscillare attorno all’asse trasversale D per disporsi, alternativamente, in una posizione di bloccaggio (vedi figure 2 e 4) in cui la leva di comando 35 à ̈ disposta in posizione sostanzialmente verticale, in modo tale consentire all’elemento elastico antagonista 30 di disporre l’elemento a chiavistello 29 nella posizione avanzata; in una posizione di sbloccaggio (vedi figure 3 e 8) in cui la leva di comando 35 à ̈ inclinata di un angolo prestabilito rispetto alla verticale, in modo tale da disporre e mantenere l’elemento a chiavistello 29 nella posizione arretrata vincendo la spinta della molla elicoidale 30; ed infine in una posizione di commutazione in cui la leva di comando 35 à ̈ inclinata di un angolo prestabilito rispetto alla verticale maggiore di quello assunto nella posizione di sbloccaggio.
Il dispositivo di bloccaggio 36 Ã ̈ inoltre strutturato in modo tale da consentire alla leva di comando 35 di spostarsi/passare dalla posizione di sbloccaggio alla posizione di bloccaggio, esclusivamente previo posizionamento temporaneo della leva di comando 35 nella posizione di commutazione.
Nell’esempio illustrato, in particolare, la leva di comando 35 impegna in modo passante la gola delimitata dai due perni rettilinei 33 e dalla traversa di irrigidimento 34 dell’elemento a chiavistello 29, in modo tale da potersi appoggiare alla, e scorrere liberamente sulla, traversa di irrigidimento 34 dell’elemento a chiavistello 29.
Quando la carcassa superiore ribaltabile 14b si ribalta all’indietro ruotando attorno all’asse D, la traversa 34 dell’elemento a chiavistello 29 si allontana dalla leva di comando 36, per cui l’organo di movimentazione ad azionamento manuale 31 non ostacola/impedisce il libero ribaltamento il carcassa superiore ribaltabile 14b.
Con riferimento alla figura 4, il dispositivo di bloccaggio 36 comprende invece uno stelo o puntone longitudinale 37 rigido che ha una prima estremità infulcrata in modo liberamente girevole e scorrevole all’interno di un’asola guida 35a trasversale realizzata sul corpo della leva di comando 35, ed una seconda estremità inserita in modo assialmente scorrevole all’interno della carcassa inferiore 14a della torretta 14, immediatamente al disotto della carcassa superiore ribaltabile 14b e dell’elemento a chiavistello 29; ed un meccanismo di bloccaggio a scatto 38 bistabile che à ̈ alloggiato all’interno della carcassa inferiore 14a, immediatamente al disotto della carcassa superiore ribaltabile 14b e dell’elemento a chiavistello 29, ed à ̈ strutturato in modo tale da poter selettivamente impedire alla seconda estremità del puntone longitudinale 37 di penetrare all’interno della carcassa inferiore 14a oltre un limite prestabilito che corrisponde a collocare la leva di comando 35 nella posizione di sbloccaggio sopra menzionata.
Più in dettaglio, il meccanismo di bloccaggio a scatto 38 à ̈ strutturato in modo tale da consentire al puntone longitudinale 37 di scorrere all’interno della carcassa inferiore 14a tra una posizione avanzata che corrisponde alla leva di comando 35 disposta nella posizione di bloccaggio, ed una posizione arretrata che corrisponde alla leva di comando 35 disposta nella posizione di commutazione. In aggiunta, il meccanismo di bloccaggio a scatto 38 à ̈ strutturato in modo tale da poter selettivamente arrestare/bloccare la corsa del puntone 37 verso la posizione avanzata, quando il puntone 37 si trova in una posizione intermedia tra la posizione avanzata e la posizione arretrata.
La leva di comando 35 si trova nella posizione di sbloccaggio quando il puntone 37 si trova nella posizione intermedia, ed il meccanismo di bloccaggio a scatto 38 Ã ̈ infine strutturato in modo tale da predisporsi/commutare nella configurazione che lascia il puntone 37 libero di completare la corsa verso la posizione avanzata, quando il puntone longitudinale 37 viene portato temporaneamente nella posizione arretrata.
Con riferimento alle figure 4, 5, 8 e 9, nell’esempio illustrato, in particolare, la porzione del puntone 37 che à ̈ inserito in modo scorrevole all’interno della carcassa inferiore 14a della torretta 14, si estende lungo un asse di riferimento E che à ̈ localmente sostanzialmente complanare, e preferibilmente anche sostanzialmente parallelo, all’asse C dell’elemento a chiavistello 29.
Il puntone longitudinale 37 à ̈ inoltre preferibilmente, ma non necessariamente, costituito da un elemento forcella 37 che ha il tronco centrale incernierato direttamente sulla leva di comando 35 tramite un perno trasversale che può scorrere liberamente all’interno dell’asola guida 35a realizzata sul corpo della leva di comando 35, ed ha i due bracci o rebbi 37a che si estendono in modo assialmente scorrevole all’intero della torretta 14, dove à ̈ ospitato il meccanismo di bloccaggio a scatto 38.
Con particolare riferimento alla figura 8, preferibilmente il meccanismo di bloccaggio a scatto 38 comprende invece un bilanciere basculante 39 che à ̈ fissato all’interno della carcassa inferiore 14a della torretta 14, a ridosso della seconda estremità del puntone longitudinale 37, con la possibilità di oscillare liberamente rimanendo su di un piano di giacitura localmente sostanzialmente complanare o comunque parallelo all’asse longitudinale E del puntone 37; ed un elemento elastico 40, nella fattispecie una molla a forbice, che à ̈ interposto tra il bilanciere basculante 39 e la carcassa inferiore 14a della torretta 14, ed à ̈ strutturato in modo tale da poter mantenere in modo elastico il puntone longitudinale 37, a scelta ed alternativamente, in due diverse posizioni operative.
Nella prima posizione operativa, il bilanciere basculante 39 si trova a ridosso del puntone longitudinale 37, ed à ̈ in grado di agganciare il puntone 37 impedendogli di completare lo spostamento dalla posizione intermedia alla posizione avanzata, ossia di penetrare ulteriormente all’interno del corpo della carcassa inferiore 14a della torretta 14. Nella seconda posizione operativa, il bilanciere basculante 39 si trova invece lontano dal puntone longitudinale 37, e consente al puntone longitudinale 37 di spostarsi liberamente rispetto alla carcassa inferiore 14a della torretta 14 parallelamente all’asse E, verso la posizione avanzata.
Nell’esempio illustrato, in particolare, il bilanciere basculante 39 à ̈ preferibilmente infulcrato sulla carcassa inferiore 14a in modo tale da poter oscillare liberamente attorno ad un asse F di rotazione trasversale che à ̈ localmente sostanzialmente ortogonale all’asse E di riferimento del puntone rigido 37, rimanendo su di un piano di giacitura localmente sostanzialmente complanare o comunque parallelo agli assi B ed E, e preferibilmente anche sostanzialmente coincidente con il piano P di mezzeria della torretta 14.
Il bilanciere basculante 39 Ã ̈ infine strutturato/ sagomato in modo tale da provocare/indurre automaticamente lo spostamento del bilanciere dalla seconda alla prima posizione operativa, quando il puntone rigido 37 raggiunge la posizione avanzata sotto la spinta della molla elicoidale 24; ed in modo tale da provocare/indurre automaticamente lo spostamento del bilanciere dalla prima alla seconda posizione operativa, quando il puntone rigido 37 raggiunge la posizione arretrata tirato dalla leva di comando 35.
Più in dettaglio, con particolare riferimento alle figure 5 e 9, nell’esempio illustrato il bilanciere basculante 39 à ̈ preferibilmente posizionato tra i due bracci o rebbi 37a del puntone 37, ed à ̈ dotato di un dente di arresto 39a che sporge verso il puntone 37 immediatamente soprastante, ad una distanza prestabilita dal’asse di rotazione F, ed à ̈ dimensionato in modo tale da agganciare un perno trasversale 37b che collega in modo rigido tra loro i due bracci o rebbi 37a del puntone 37, quando il bilanciere basculante 39 si trova nella prima posizione operativa.
Ad una maggiore distanza dal’asse di rotazione F rispetto al dente di arresto 39a, il bilanciere basculante 39 presenta inoltre una prima cresta di commutazione 39b con profilo a camma che si estende verso il puntone 37 in modo tale da intersecare la traiettoria del perno trasversale 37b del puntone 37 quando il puntone longitudinale 37 si sposta dalla posizione intermedia alla posizione arretrata.
La cresta di commutazione 39b à ̈ sagomata in modo tale da costringere il bilanciere basculante 39 a ruotare attorno all’asse F contro la spinta dell’elemento elastico 40, fino ad oltrepassare il punto di equilibrio instabile che forza/costringe l’elemento elastico 40 a spostare il bilanciere basculante 39 nella seconda posizione operativa.
Dalla parte opposta rispetto al dente di arresto 39a ed alla cresta di commutazione 39b, il bilanciere basculante 39 presenta infine una seconda cresta di commutazione 39c con profilo a camma che si estende verso il puntone 37 in modo tale da intersecare la traiettoria del perno trasversale 37b del puntone longitudinale 37 quando il puntone 37 raggiunge la posizione avanzata.
La cresta di commutazione 39c à ̈ sagomata in modo tale da costringere il bilanciere basculante 39 a ruotare attorno all’asse F contro la spinta dell’elemento elastico 40, fino ad oltrepassare il punto di equilibrio instabile che forza/costringe l’elemento elastico 40 a riportare il bilanciere basculante 39 nella prima posizione operativa.
Con riferimento alle figure allegate, la talloniera 11 à ̈ infine provvista di un organo alza-tacco 41 che à ̈ fissato sulla sommità della carcassa superiore ribaltabile 14b della torretta 14 con la possibilità spostarsi sulla carcassa superiore da e verso una posizione di lavoro in cui l’organo alza-tacco 41 sporge a sbalzo oltre il fianco laterale della torretta 14 per supportare direttamente il tacco 6 dello scarpone 2 in una posizione rialzata; e di un organo meccanico 42 che collega l’organo alza-tacco 41 all’elemento a chiavistello 29 sottostante, ed à ̈ strutturato in modo tale da trasmettere all’organo alza-tacco 41 il moto traslatorio dell’elemento a chiavistello 29, così da muovere l’organo alza-tacco 41 sulla sommità della carcassa superiore ribaltabile 14b sostanzialmente assieme all’elemento a chiavistello 29.
Più in dettaglio, l’organo alza-tacco 41 à ̈ fissato sulla sommità della carcassa superiore ribaltabile 14b con possibilità di scorrere avanti ed indietro sulla torretta 14 in una direzione d localmente sostanzialmente parallela all’asse di riferimento C dell’appendice sporgente di aggancio 15, tra una posizione arretrata o di riposo (vedi figura 8) in cui l’organo alza-tacco 41 à ̈ sostanzialmente allineato al disopra della torretta 14, ed à ̈ inoltre preferibilmente confinato entro il perimetro della carcassa superiore ribaltabile 14b della torretta 14; ed una posizione avanzata o di lavoro (vedi figure 4 e 6) in cui l’organo alza-tacco 41 sporge a sbalzo oltre il fianco laterale della carcassa superiore ribaltabile 14b, immediatamente al disopra dell’appendice sporgente di aggancio 15, in modo tale da coprire come una tettoia sostanzialmente l’intera appendice sporgente di aggancio 15 disposta nella posizione estratta, e poter quindi sorreggere/mantenere stabilmente il tacco 6 dello scarpone 2 in una posizione rialzata/sopraelevata rispetto al dorso dello sci 2.
In altre parole, quando si trova nella posizione avanzata o di lavoro (vedi linea a tratteggio in figura 4), l’organo alza-tacco 41 sporge a sbalzo oltre il fianco laterale della torretta 14 di una lunghezza l3tale da superare/oltrepassare le estremità distali 15 dei due perni rettilinei 33 che, a loro volta, sporgono a sbalzo dal corpo della carcassa superiore ribaltabile 14b di una lunghezza l1sufficiente per innestarsi completamente nella parte posteriore dello scafo 4 infulcrato sul puntale 10.
L’organo meccanico 42 à ̈ invece strutturato in modo tale da spostare l’organo alza-tacco 41 nella posizione arretrata o di riposo quando l’elemento a chiavistello 29 si sposta nella posizione arretrata per collocare nella posizione ritratta le estremità distali 15 dei due perni rettilinei 33, ossia l’appendice sporgente di aggancio 15; e da spostare l’organo alza-tacco 41 nella posizione avanzata o di lavoro quando l’elemento a chiavistello 29 si sposta nella posizione avanzata per collocare nella posizione completamente estratta le estremità distali 15 dei due perni rettilinei 33.
Più in dettaglio, nell’esempio illustrato l’organo meccanico 42 à ̈ preferibilmente strutturato in modo tale da vincolare l’organo alza-tacco 41 in modo rigido all’elemento a chiavistello 29, quando l’elemento a chiavistello 29 si sposta dalla posizione avanzata alla posizione arretrata; e da vincolare l’organo alza-tacco 41 in modo elastico all’elemento a chiavistello 29, quando l’elemento a chiavistello 29 si sposta dalla posizione arretrata alla posizione avanzata.
Con particolare riferimento alle figure 2, 3 e 4, nell’esempio illustrato, in particolare, l’organo alzatacco 41 comprende una piastra di appoggio 43 principale, che appoggia sulla sommità della torretta 14, ed à ̈ fissata in modo scorrevole sul corpo della torretta 14 in modo tale da poter scorrere avanti ed indietro sulla sommità della torretta 14 in una direzione dalocalmente sostanzialmente parallela all’asse di riferimento C dell’appendice sporgente di aggancio 15; e preferibilmente anche una zeppa di appoggio 44 ausiliaria, che appoggia sulla faccia superiore della piastra di appoggio 43 principale, ed à ̈ fissata in modo scorrevole sul corpo della piastra di appoggio 43, in modo tale da poter scorrere avanti ed indietro sulla sommità della piastra di appoggio 43 in una direzione dbpreferibilmente localmente sostanzialmente parallela all’asse di riferimento C dell’appendice sporgente di aggancio 15.
Sia la piastra di appoggio 43 che la zeppa di appoggio 44 ausiliaria sono strutturate per sostenere il tacco 6 dello scarpone 2.
L’organo meccanico 42, invece, à ̈ strutturato in modo tale da collegare la piastra di appoggio 43 principale dell’organo alza-tacco 41 all’elemento a chiavistello 29 immediatamente sottostante, in modo tale da spostare la piastra di appoggio 43 tra una posizione arretrata o di riposo (vedi figura 8) in cui la piastra di appoggio 43 à ̈ sostanzialmente confinata entro il perimetro della sommità della carcassa superiore ribaltabile 14b della torretta 14; ed una posizione avanzata o di lavoro (vedi linea a tratteggio in figura 4) in cui la piastra di appoggio 43 principale sporge a sbalzo oltre il fianco laterale della carcassa superiore ribaltabile 14b, immediatamente al disopra dell’appendice sporgente di aggancio 15, in modo tale da coprire come una tettoia sostanzialmente l’intera appendice sporgente di aggancio 15 disposta nella posizione completamente estratta.
Nell’esempio illustrato, in particolare, l’organo meccanico 42 comprende una linguetta flessibile 42 in materiale elasticamente deformabile, che à ̈ ripiegata sostanzialmente a C, ed à ̈ fissata in modo rigido sul pattino o carrello 32 dell’elemento a chiavistello 29, in modo tale da sporgere a sbalzo dalla sommità della carcassa superiore ribaltabile 14b della torretta 14 attraverso una feritoia passante longitudinale che si estende parallelamente all’asse di riferimento C dell’elemento a chiavistello 29. Il fianco superiore della linguetta flessibile 42 à ̈ atto ad appoggiare e striscia sul corpo della piastra di appoggio 43 principale dell’organo alzatacco 41, sul fondo di una scanalatura longitudinale 42a che si estende sulla faccia inferiore della piastra di appoggio 43 parallelamente all’asse di riferimento C.
Il fondo della scanalatura longitudinale 42a à ̈ inoltre inclinato di alcuni gradi verso la punta 15 dell’elemento a chiavistello 29, ossia verso le estremità distali 15 dei perni rettilinei 33, in modo tale da trasformare la spinta elastica verso l’alto esercitata dalla linguetta flessibile 42, in una spinta elastica orizzontale f che tende a spingere la piastra di appoggio 43 nella posizione avanzata o di lavoro (vedi figure 4) con intensità crescente in funzione del disallineamento tra la posizione della piastra di appoggio 43 e quella del pattino o carrello 32 dell’elemento a chiavistello 29.
Il funzionamento dell’attacco da scialpinismo 1 à ̈ facilmente desumibile da quanto sopra descritto e non necessità quindi di ulteriori spiegazioni, se non per precisare che spostando avanti ed indietro l’elemento a chiavistello 29, ossia l’appendice sporgente di aggancio 15 della talloniera 11, à ̈ possibile agganciare/sganciare rapidamente la parte posteriore dello scafo 4 dalla talloniera 11 senza la necessità di sganciare la parte anteriore dello scafo 4 dal puntale 10.
I vantaggi derivanti dalla particolare struttura della talloniera 11 sono notevoli. Grazie alla struttura in due pezzi della torretta 14, infatti, lo sganciamento automatico della parte posteriore dello scafo 4 avviene in modo tempestivo anche quando, in caso di caduta, la componente vettoriale verticale delle sollecitazioni meccaniche impulsive ha un valore relativamente piccolo, ossia quando le sollecitazioni meccaniche impulsive sono dirette quasi tangenti al dorso dello sci.
Questa accresciuta sensibilità alle sollecitazioni meccaniche tangenziali, ovviamente, incrementa in modo significativo la sicurezza complessiva dell’attacco da scialpinismo 1 rispetto a quelli attualmente conosciuti.
Inoltre la soglia di intervento dell’organo di bloccaggio 22 può essere regolata molto facilmente e rapidamente agendo direttamente sul meccanismo di regolazione 25 del precarico delle molle elicoidali 27.
Risulta infine chiaro che al attacco da scialpinismo 1 sopra descritto possono essere apportate modifiche e varianti senza per questo uscire dall’ambito della presente invenzione.
Per esempio, l’elemento a chiavistello 29 potrebbe essere dotato di un unico perno che sporge a sbalzo dalla carcassa superiore ribaltabile 15b della torretta 14 coassiale all’asse C, ed ha l’estremità distale sagomata in modo tale da potersi innestare nella parte posteriore dello scafo 4 grosso modo in corrispondenza del tallone.
In questa variante, quindi, l’appendice sporgente di aggancio 15 della talloniera 11 à ̈ formata da questo unito perno sporgente.

Claims (13)

  1. R I V E N D I C A Z I O N I 1. Attacco (1) per l’ancoraggio di uno scarpone (2) da scialpinismo su uno sci da discesa o similare (3), del tipo comprendente un puntale (10) ed una talloniera (11) i quali sono atti ad essere fissati in modo rigido sul dorso dello sci (3), allineati lungo l’asse longitudinale (L) dello sci, e sono strutturati in modo tale da poter selettivamente afferrare/agganciare e trattenere rispettivamente la parte anteriore e la parte posteriore dello scafo (4) dello scarpone (2); il puntale (10) essendo provvisto di un organo di presa (12) il quale à ̈ strutturato in modo tale da poter selettivamente afferrare e trattenere stabilmente la parte anteriore (7) dello scafo (4), e contemporaneamente consentire allo scafo (4) di oscillare/basculare liberamente sul puntale (10) attorno ad un asse di rotazione dello scarpone (A) che à ̈ localmente sostanzialmente perpendicolare all’asse longitudinale dello sci (L); la talloniera (11) comprendendo invece una base di ancoraggio (13) che à ̈ strutturata in modo tale da essere ancorata in modo rigido sul dorso dello sci (3) da discesa o similare; una torretta (14) che si prolunga a sbalzo dalla base di ancoraggio (13) verso l’alto; ed una appendice sporgente di aggancio (15) che si estende a sbalzo dalla torretta (14) verso il puntale (10) rimanendo localmente sostanzialmente parallela ad un primo asse di riferimento (C) localmente sostanzialmente allineato all’asse longitudinale dello sci (L), ed à ̈ strutturata in modo tale da potersi agganciare/accoppiare alla parte posteriore dello scafo (4) per trattenere stabilmente il tacco (6) dello scarpone (2) in appoggio o comunque a ridosso del dorso dello sci (3), impedendo quindi qualsiasi rotazione dello scarpone (2) sul puntale (10) attorno a detto un asse di rotazione dello scarpone (A); l’attacco (1) essendo caratterizzato dal fatto che la torretta (14) della talloniera (11) à ̈ suddivisa in una carcassa inferiore (14a) che à ̈ fissata sulla piastra di ancoraggio (13), ed in una carcassa superiore ribaltabile (14b) che appoggia sulla sommità della carcassa inferiore (14a), ed à ̈ incernierata sulla carcassa inferiore (14a) in modo tale da poter ruotare liberamente attorno ad un secondo asse di riferimento (D) localmente sostanzialmente perpendicolare a detto primo asse di riferimento (C); l’appendice sporgente di aggancio (15) della talloniera (11) estendendosi a sbalzo dalla carcassa superiore ribaltabile (14b) rimanendo localmente sostanzialmente parallela a detto primo asse di riferimento (C), e la talloniera (11) essendo inoltre dotata di mezzi di bloccaggio a sgancio programmato (22) che sono strutturati in modo tale da poter bloccare e trattenere la carcassa superiore ribaltabile (14b) in appoggio sulla carcassa inferiore (14a) della torretta con il primo asse di riferimento (C) disposto localmente sostanzialmente parallelo all’asse longitudinale dello sci (L), fino a quando la coppia di ribaltamento trasmessa alla carcassa superiore ribaltabile (14b) non supera un valore di soglia prestabilito.
  2. 2. Attacco secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che la carcassa superiore ribaltabile (14b) Ã ̈ incernierata sulla carcassa inferiore (14a) dalla parte opposta rispetto al puntale (10).
  3. 3. Attacco secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che la carcassa superiore ribaltabile (14b) à ̈ sagomata sostanzialmente a forma di L rovesciata, ed à ̈ adagiata sulla carcassa inferiore (14a) in modo tale che il segmento orizzontale superiore della carcassa superiore ribaltabile (14b) appoggi direttamente sulla sommità della carcassa inferiore (14a), e che il segmento verticale inferiore della carcassa superiore ribaltabile (14b) appoggi sul fianco della carcassa inferiore (14a), dalla parte opposta rispetto al puntale (10); l’appendice sporgente di aggancio (15) sporgendo a sbalzo dall’estremità del segmento orizzontale superiore della carcassa superiore ribaltabile (14b); l’estremità inferiore del segmento verticale della carcassa superiore ribaltabile (14b) essendo invece incernierata sul fianco laterale della carcassa inferiore (14a).
  4. 4. Attacco secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di bloccaggio a sgancio programmato (22) sono collocati all’interno di una cavità (22a) appositamente realizzata nella carcassa inferiore (14a), a ridosso del fianco laterale della torretta (14) da dove sporge a sbalzo l’appendice sporgente di aggancio (15), e sono strutturati in modo tale da poter afferrare e trattenere un dente di aggancio (23) che si prolunga a sbalzo dalla carcassa superiore ribaltabile (14b) e penetra all’interno della carcassa inferiore (14a) fino a raggiungere detti mezzi di bloccaggio a sgancio programmato (22), fino a quando la forza di estrazione del dente non supera un valore di soglia prestabilito.
  5. 5. Attacco secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di bloccaggio a sgancio programmato (22) comprendono: - due ganasce reggispinta (24) che sono posizionate all’interno della cavità (22a) che ospita l’organo di bloccaggio (22), da bande opposte del piano (P) di giacitura del dente di aggancio (23); - un meccanismo di regolazione delle ganasce (25) ad azionamento manuale, che à ̈ atto a spostare le due ganasce reggispinta (24) da e verso il piano del piano (P) di giacitura del dente di aggancio (23), in modo tale da poter regolare la distanza esistente tra ciascuna ganascia reggispinta (41) ed del piano (P) di giacitura del dente di aggancio (23); - due sfere di bloccaggio (26) che sono posizionate in battuta sui fianchi laterali del dente di aggancio (23), da bande opposte del medesimo, in modo tale da essere allineate ciascuna ad una rispettiva ganascia reggispinta (24); ed infine - due elementi elastici (27), ciascuno dei quali à ̈ interposto tra una corrispondente ganascia reggispinta (24) e la relativa sfera di bloccaggio (26), in modo tale da spingere con forza la sfera di bloccaggio (26) in battuta sul fianco del dente di aggancio (23).
  6. 6. Attacco secondo la rivendicazione 5, caratterizzato dal fatto che il meccanismo di regolazione delle ganasce (25) comprende un albero di supporto (25) trasversale, che si estende coassiale ad un terzo asse di riferimento (G) localmente sostanzialmente perpendicolare al piano (P) di giacitura del dente di aggancio (23) ed impegna in modo passante ed assialmente girevole la carcassa inferiore ribaltabile (14a) della testa (14), intersecando la cavità (22a) che ospita l’organo di bloccaggio (22); detto albero di supporto (25) essendo dotato, da bande opposte del piano (P) di giacitura del dente di aggancio (23), di due porzioni filettate con filettatura speculare, e le due ganasce reggispinta (24) essendo avvitate ciascuna su di una rispettiva porzione filettata dell’albero.
  7. 7. Attacco secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che l’appendice sporgente di aggancio (15) della talloniera (11) à ̈ fissata sulla carcassa superiore ribaltabile (14b) della torretta (14) con la possibilità di muoversi rispetto alla carcassa superiore ribaltabile (14b) tra - una posizione completamente estratta in cui l’appendice sporgente di aggancio (15) sporge a sbalzo dalla carcassa superiore ribaltabile (14b) di una prima lunghezza (l1) prestabilita e sufficiente per innestarsi completamente nella parte posteriore dello scafo (4) dello scarpone in modo tale da impedire qualsiasi rotazione dello scarpone (2) attorno a detto asse di rotazione dello scarpone (A); ed - una posizione ritratta in cui l’appendice sporgente di aggancio (15) à ̈ ritratta all’interno della carcassa superiore ribaltabile (14b) o sporge a sbalzo dal corpo della torretta (14) di una seconda lunghezza (l2) di valore tale da non consentire all’appendice sporgente di aggancio (15) di raggiungere e bloccare la parte posteriore dello scafo (4) dello scarpone; la talloniera (11) comprendendo inoltre un dispositivo di comando ad azionamento manuale (28), che à ̈ strutturato in modo tale da poter spostare e bloccare l’appendice sporgente di aggancio (15) a scelta ed alternativamente nella posizione completamente estratta o nella posizione ritratta.
  8. 8. Attacco secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che la talloniera (11) comprende un elemento a chiavistello (29) che si estende in modo passante attraverso il segmento orizzontale superiore della carcassa superiore ribaltabile (14b) della torretta (14) rimanendo localmente sostanzialmente parallelo a detto primo asse di riferimento (C), con la possibilità di muoversi avanti ed indietro rispetto alla carcassa superiore ribaltabile (14b) parallelamente al medesimo asse (C); l’appendice sporgente di aggancio (15) essendo costituita dalla punta di detto elemento a chiavistello (29), ed il dispositivo di comando ad azionamento manuale (28) essendo strutturato in modo tale da spostare l’elemento a chiavistello (29) avanti ed indietro rispetto alla carcassa superiore ribaltabile (14b), e poi bloccare stabilmente l’elemento a chiavistello (29) alternativamente - in una posizione avanzata in cui la punta (16) dell’elemento a chiavistello (29) sporge a sbalzo dalla carcassa superiore ribaltabile (14b) di una prima lunghezza (l1) sufficiente per innestarsi completamente nella parte posteriore dello scafo (4) in modo tale da impedire qualsiasi rotazione dello scarpone (2) attorno a detto asse di rotazione dello scarpone (A); ed - in una posizione arretrata in cui la punta (15) dell’elemento a chiavistello (29) à ̈ ritratta all’interno della carcassa superiore ribaltabile (14b) o sporge a sbalzo dalla carcassa superiore ribaltabile (14b) di una seconda lunghezza (l2) di valore tale da non consentire all’appendice sporgente di aggancio (15) di raggiungere e bloccare la parte posteriore dello scafo (4) dello scarpone.
  9. 9. Attacco secondo la rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che il dispositivo di comando ad azionamento manuale (28) comprende un elemento elastico antagonista (30), che à ̈ interposto tra l’elemento a chiavistello (29) ed il corpo della carcassa superiore ribaltabile (14b), ed à ̈ strutturato in modo tale da portare e mantenere in modo elastico l’elemento a chiavistello (29) nella posizione avanzata; ed un organo di movimentazione ad azionamento manuale (31), che à ̈ interposto tra l’elemento a chiavistello (29) ed il corpo della torretta (14), ed à ̈ strutturato in modo tale da consentire all’utilizzatore di spostare l’elemento a chiavistello (29) dalla posizione avanzata alla posizione arretrata, vincendo la spinta elastica dell’elemento elastico antagonista (30).
  10. 10. Attacco secondo la rivendicazione 9, caratterizzato dal fatto che l’organo di movimentazione ad azionamento manuale (31) à ̈ inoltre strutturato in modo tale da poter selettivamente bloccare l’elemento a chiavistello (29) nella posizione arretrata, vincendo la spinta elastica dell’elemento elastico antagonista (30).
  11. 11. Attacco secondo la rivendicazione 10, caratterizzato dal fatto che l’organo di movimentazione ad azionamento manuale (25) comprende: - una leva di comando (35) che à ̈ agganciata alla parte posteriore dell’elemento a chiavistello (29), ed ha l’estremità inferiore incernierata sul fianco laterale della carcassa inferiore (14a), dalla parte opposta rispetto a detta appendice sporgente di aggancio (15), in modo tale da poter oscillare liberamente su di un piano di riferimento localmente sostanzialmente parallelo al piano di mezzeria (P) della torretta (14); - un dispositivo di bloccaggio (36) che à ̈ interposto tra la carcassa inferiore (14a) e la leva di comando (35), ed à ̈ in grado di bloccare in modo rigido e stabile, ma facilmente rilasciabile, detta leva di comando (35) in una posizione di sbloccaggio intermedia, in cui la leva di comando (35) à ̈ inclinata di un angolo prestabilito rispetto alla verticale, in modo tale da disporre e mantenere l’elemento a chiavistello (29) nella posizione arretrata.
  12. 12. Attacco secondo la rivendicazione 11, caratterizzato dal fatto che il dispositivo di bloccaggio (36) à ̈ strutturato in modo tale da consentire alla leva di comando (35) di oscillare attorno ad un asse di rotazione (D) localmente sostanzialmente perpendicolare a detto primo asse di riferimento (C), per disporsi alternativamente - in una posizione di bloccaggio in cui la leva di comando (35) à ̈ disposta in posizione sostanzialmente verticale, in modo tale da consentire all’elemento elastico antagonista (30) di disporre l’elemento a chiavistello (29) nella posizione avanzata; - in una posizione di sbloccaggio in cui la leva di comando (35) à ̈ inclinata di un angolo prestabilito rispetto alla verticale, in modo tale da disporre e mantenere l’elemento a chiavistello (29) nella posizione arretrata vincendo la spinta dell’elemento elastico antagonista (30); ed infine - in una posizione di commutazione in cui la leva di comando (35) à ̈ inclinata di un angolo prestabilito rispetto alla verticale maggiore di quello assunto nella posizione di sbloccaggio; il dispositivo di bloccaggio (36) essendo inoltre strutturato in modo tale da consentire alla leva di comando (35) di spostarsi/passare dalla posizione di sbloccaggio alla posizione di bloccaggio, esclusivamente previo posizionamento temporaneo della leva di comando (35) in detta posizione di commutazione.
  13. 13. Attacco secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la carcassa inferiore (14a) della torretta (14) à ̈ fissata sulla base di ancoraggio (13) con la possibilità di ruotare liberamente attorno ad un quarto asse di riferimento (B) localmente sostanzialmente perpendicolare all’asse longitudinale dello sci (L), e che la talloniera (11) à ̈ provvista anche di un organo elastico di bloccaggio (16) che à ̈ strutturato in modo tale da consentire la rotazione della carcassa inferiore (14a) attorno a detto quarto asse di riferimento (B) quando la coppia torcente supera un valore di soglia prestabilito.
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