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ITTS990007U1 - Apparato distributore di fette biscottate e/o pane - Google Patents

Apparato distributore di fette biscottate e/o pane Download PDF

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ITTS990007U1
ITTS990007U1 ITTS990007U ITTS990007U1 IT TS990007 U1 ITTS990007 U1 IT TS990007U1 IT TS990007 U ITTS990007 U IT TS990007U IT TS990007 U1 ITTS990007 U1 IT TS990007U1
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IT
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Inventor
Nives Stocca
Original Assignee
Nives Stocca
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Publication date
Application filed by Nives Stocca filed Critical Nives Stocca
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Description

Descrizione del Brevetto per Modello di Utilità avente per titolo: Apparato distributore di fette biscottate e/o di pane.
Apparato distributore di fette biscottate e/o di pane.
Il presente trovato consiste in un apparato in grado di distribuire le fette biscottate o di pane una ad una, mantenendo l’integrità delle rimanenti. Esso trova valido impiego sia in ambito domestico che in quello della ristorazione.
Stato della tecnica
Quando una confezione di fette biscottate viene aperta si assapora piacevolmente la fragranza e la freschezza di questo alimento, perfettamente integro. Poi, con il passare del tempo, si assiste ad un decadimento di questi due parametri: le fette divengono sempre più morbide, frantumate e perdono il caratteristico profumo. L’industria alimentare ha tentato di risolvere questo problema mettendo sul mercato delle confezioni in cartone, multistratificato o meno, sempre più rigide e spesse, dotate di aperture richiudibili. Pur non negando la validità di questo tipo di confezioni rimane il fatto che le ultime fette non sono raggiungibili se non distruggendo la confezione stessa oppure capovolgendola, provocando così la rottura delle fette rimaste.
Un altro problema mai sinora risolto nei ristoranti, nelle mense aziendali, nei self-Service, ecc. è invece quello della distribuzione delle fette di pane appena tagliato. Lasciarlo indifeso sulla tavola, nei cestini, non è igienico ma d’altro canto non è neanche proponibile offrirlo una fetta alla volta ai consumatori.
Sommario del trovato
Scopo del trovato in oggetto è quello di mettere a disposizione degli utilizzatori un apparato che permetta la distribuzione di singole fette biscottate o di pane senza che le rimanenti vengano a contatto con le mani dell’ utilizzatore.
Un altro scopo è quello di realizzare un distributore che mantenga nel tempo l’integrità delle fette.
Questi ed altri scopi vengono raggiunti dall’apparato oggetto del presente brevetto il quale è costituito da un contenitore, di forma preferibilmente parallelepipeda, presentante più pareti verticali, in modo tale da formare almeno un vano chiuso centrale, due camere laterali, una camera inferiore ed eventualmente una camera frontale o posteriore. Nella parete frontale è presente un’apertura, comunicante con il vano chiuso centrale, di dimensioni tali da consentire l’uscita di una sola fetta biscottata o di pane alla volta. Sulla parete posteriore o su quella frontale è ricavata una seconda apertura posta in comunicazione con la camera inferiore, all’interno della quale è presente un cassettino per la raccolta e l’asportazione delle briciole cadute dalle fette.
Nelle camere laterali oppure in quella frontale o posteriore sono inseriti i meccanismi che consentono contemporaneamente il sollevamento di uno sportello che libera la succitata apertura frontale e l’avanzamento verso tale apertura di un carrello ospitante la fetta inferiore della pila.
Tali meccanismi consistono in:
- organi rigidi verticali quali barre che vanno ad agire su dispositivi rotanti quali organi eccentrici ed organi preferibilmente triangolari, imperniati sui primi; tali dispositivi rotanti aprono lo sportello e causano la traslazione orizzontale de! carrello su cui è disposta una sola fetta;
- organi rigidi verticali quali barre che vanno ad agire su dispositivi rotanti quali organi eccentrici oppure organi preferibilmente triangolari, imperniati sui primi, tali organi rotanti agiscono sullo sportello oppure sul carrello e trasmettono il movimento al carrello oppure allo sportello tramite rotismi oppure organi rigidi o flessibili;
- organi flessibili quali un cordino fissati sia agli organi rotanti, preferibilmente triangolari agenti sullo sportello, che al carrello;
- organi rigidi orizzontali quali almeno una barra che vanno ad agire con un movimento a leva, tramite altri organi rigidi quali barre sul carrello; quest’ultimo muove lo sportello che viene richiamato nella posizione iniziale da una molla; - organi rigidi orizzontali quali almeno una barra che vanno ad agire, tramite altri organi rigidi, con un movimento a leva su organi rotanti preferibilmente triangolari, imperniati su questi ultimi ed agenti sullo sportello; tali organi rotanti sono a loro volta collegati tramite organi rigidi o flessibili quale un cordino ad organi rotanti agenti sul carrello.
La presenza del vano chiuso centrale permette di mantenere le fette biscottate o di pane in un ambiente povero di ossigeno e di umidità. All’interno del contenitore possono essere comunque previste delle resistenze elettriche, debitamente collegate alla rete, con la funzione di riscaldare per lo meno il vano chiuso centrale e le fette in esso contenute, eliminando così l’umidità assorbita dalle stesse, Ciò anche in considerazione del fatto che tale vano chiuso centrale non è a tenuta d’aria.
II contenitore è realizzato in materiali rigidi; conseguentemente le fette non vengono frantumate afferrandolo. Esse vengono espulse una alla volta movimentando in minima maniera le restanti. L’igienicità è garantita dal fatto che le fette vengono asportate singolarmente dal distributore in oggetto.
Breve descrizione dei disegni
Ulteriori caratteristiche e vantaggi del trovato risulteranno maggiormente dalla descrizione di alcune particolari forme di esecuzione, preferite ma non esclusive, dell’apparato in oggetto, illustrato a titolo indicativo ma non limitativo negli uniti disegni, in cui:
- la figura 1 mostra una vista superiore di un distributore con un primo sistema di espulsione della fetta;
- la figura 2 illustra una vista prospettica dello stesso distributore;
- la figura 3 mostra una vista laterale dello stesso distributore; la parete laterale più esterna dello stesso è stata rimossa per evidenziare al meglio i dispositivi interni di espulsione della fetta;
- la figura 4 illustra una seconda vista laterale del distributore nella fase in cui esso presenta la fetta in fase di espulsione;
- la figura 5 mostra in una vista prospettica dei soli dispositivi mobili di questo sistema di espulsione;
- la figura 6 illustra, in scala minore, una vista prospettica di un distributore con i dispositivi di espulsione diversi rispetto a quelli illustrati nelle figure 1 - 5; - la figura 7 mostra una vista laterale di un distributore con i dispositivi di espulsione a rotismo;
- la figura 8 illustra una vista laterale di un distributore con i dispositivi di espulsione ancora diversi;
- la figura 9 mostra una vista laterale di un distributore con i dispositivi di espulsione della fetta configurati in modo ancora diverso;
- la figura 10 illustra una vista laterale di un distributore con i dispositivi di espulsione ulteriormente diversi.
Descrizione dettagliata di un esempio preferito di esecuzione
Più precisamente, il distributore illustrato nelle allegate figure 1-5 consiste in un contenitore 1 di forma parallelepipeda presentante una parete frontale 1.1, una parete posteriore 1.2 e quattro pareti laterali 1.3. Le due pareti laterali 1.3 interne, la parete frontale 1.1, la parete posteriore 1.2, un tappo 2 superiore ed un carrello 3 delimitano un vano chiuso centrale, mentre le pareti laterali 1.3, in combinazione con la parete frontale 1.1, la parete posteriore 1.2 e la parete di fondo racchiudono tre camere di cui due poste lateralmente (e simmetricamente) al contenitore 1 e la restante inferiormente al contenitore 1 stesso.
Nelle camere laterali sono inseriti i dispositivi che consentono il sollevamento di uno sportello 4 che libera così un’apertura 1.4 realizzata nella parete frontale 1.1, da cui esce una fetta biscottata alla volta. Entro ciascuna camera laterale sono contenute tre barre 5.1, 5.2, 5.3 disposte verticalmente, fissate fra loro ad Y mediante una barra orizzontale 5.4. Tali barre 5.1, 5.2, 5.3 possono essere spinte manualmente verso il basso agendo su un copritappo 6 superiore, appoggiato sulle estremità superiori delle barre 5.1, 5.3.
La prima barra 5.1 è imperniata, tramite un perno 5.5 posto alla sua estremità inferiore, su un organo 7 triangolare alla cui estremità inferiore è fissato lo sportello 4. In sostanza, i due organi 7 costituiscono i bracci di supporto dello sportello 4 stesso. Tali organi 7 sono imperniati anche sulle due pareti laterali 1.3 interne mediante due perni 7.1.
L’estremità di ciascuna delle due seconde barre 5.2 è imperniata, tramite un perno 5.6 situato alla sua estremità inferiore, su un organo 8 eccentrico presentante inferiormente una feritoia 8.1 curviforme. Anche gli organi 8 sono imperniati sulle stesse pareti laterali 1.3 interne su cui agiscono gli organi 7, tramite due perni 8.2. Entro ogni feritoia 8.1 scorre un perno 3.1, il quale è alloggiato anche in una seconda feritoia 3.2 ad andamento orizzontale ricavata nella parete laterale 1.3 interna. Ciascun perno 3.1 è fissato rigidamente ad una paretina 3.3 verticale, fissata inferiormente al carrello 3, parallela alle pareti laterali 1.3 interne e posta entro il vano chiuso centrale. Il carrello 3, situato in corrispondenza del fondo del vano chiuso centrale, consiste in una base 3.4 ed in uno sbalzo 3.5.
L’estremità inferiore di ciascuna delle due terze barre 5.3 è imperniata sulla barra orizzontale 5.4.
Sulla sella della Y formata dalle tre barre 5.1, 5.2, 5.3 è fissato un perno 5.7 unito, tramite una molla 9, ad un secondo perno 5.8 posto superiormente e fissato ad una parete laterale 1.3 interna.
Spingendo verso il basso il copritappo 6 anche le barre 5.1, 5.3, che lo sorreggono, sono costrette a muoversi verso il basso. Questo movimento causa la contemporanea rotazione degli organi 7 triangolari e degli organi 8 eccentrici, aventi come fulcri i perni 7.1, 8.2 che uniscono gli organi 7 triangolari e gli organi 8 eccentrici, rispettivamente, alle pareti laterali 1.3 interne.
La rotazione degli organi 7 triangolari causa il sollevamento dello sportello 4 di cui, come sopra descritto, costituiscono i bracci di supporto. Questo movimento dello sportello 4 libera l’apertura 1.4 ricavata nella parete frontale 1.1 del contenitore 1.
La rotazione degli organi 8 eccentrici costringe invece i perni 3.1 a traslare orizzontalmente nelle feritoie 1.3 ricavate nelle pareti interne 1.1, guidati nel loro moto dal profilo curvilineo delle feritoie 8.1. Il movimento verso la parete frontale 1.1 del contenitore 1 dei perni 3.1 causa l’analogo movimento delle paretine 3.2 verticali, a cui tali perni 3.1 sono fissati e soprattutto del carrello 3 ad esse connesso.
Lo sbalzo 3.5, di altezza minore a quella di una fetta biscottata, spinge allora una sola fetta verso la parete frontale 1.1, da cui emerge attraverso la succitata apertura 1.4, non più ricoperta dallo sportello 4.
Presa manualmente la fetta si rilascia quindi il manico 6. Le barre 5.1, 5.2, 5.3 sono costrette a muoversi verso l’alto a causa della forza elastica esercitata dalla molla 9, sollecitata nella fase di spinta verso il basso. Gli organi 7 triangolari e gli organi 8 eccentrici ritornano quindi nella loro posizione iniziale, chiudendo cosi l’apertura 1.4 tramite lo sportello 4. Un’altra fetta, occupante la posizione inferiore della pila, va allora ad adagiarsi sulla base 3.4 del carrello 3.
La camera posta inferiormente al contenitore 1 ospita un cassetto 10 estraibile manualmente, nel quale vanno a raccogliersi le briciole che cadono dalle fette per essere successivamente eliminate.
La figura 6 mostra un distributore dotato di dispositivi interni di espulsione della fetta diversamente conformati. Essi consistono in un cordino 11, in tre carrucole 12, in due organi 7 triangolari alla cui estremità inferiore è fissato lo sportello 4 ed in una molla 9.
Tirando verso il basso un pomello 13, fissato all’estremità del cordino l i fuoriuscente dal contenitore 1, il cordino 11 stesso è costretto a spostarsi verso l’alto provocando così la rotazione di uno degli organi 7 triangolari su cui è imperniato tramite un perno 7.2. Il secondo organo 7 triangolare è invece privo di dispositivi di movimentazione e serve solo per bilanciare il movimento dello sportello 4. La rotazione degli organi 7 provoca, come prima descritto, l’apertura dello sportello 4. Gli organi 7 triangolari sono imperniati sulle due pareti laterali 1.3 interne mediante due perni 7.1.
Il cordino 11 scorre verticalmente in una camera laterale teso fra due carrucole 12, quindi passa nella camera inferiore del contenitore 1 e, grazie alla terza carrucola con asse di rotazione sfalsato di 90°, assume un andamento orizzontale. Infine esso va ad impegnarsi sul carrello 3. Lo spostamento del cordino l i causato dalla trazione del pomello 13 causa anche il trascinamento del carrello 3 verso l’apertura 1.4 frontale, consentendo così l’espulsione di una fetta. Rilasciando il pomello 13 la molla 9, connessa inferiormente al carrello 3 ed alla parete 1.2 posteriore del contenitore 1, richiama sia il carrello 3 che il cordino 11 nella sua posizione iniziale, provocando la rotazione contraria degli organi 7 triangolari e la chiusura dello sportello 4.
La figura 7 mostra un distributore dotato di dispositivi interni di espulsione della fetta ancora diversi conformati. Essi consistono in due barre 5.1, in due organi 7 triangolari alla cui estremità inferiore è fissato lo sportello 4, in una molla 9, in due ruote dentate 14 ed in due organi 8 eccentrici presentanti inferiormente una feritoia 8.1 curviforme. Gli organi 7 triangolari sono imperniati sulle pareti laterali 1.3 interne tramite due perni 7.1, mentre gli organi 8 sono imperniati sulle stesse pareti laterali 1.3 interne tramite due perni 8.2. Sia gli organi 7 triangolari che gli organi 8 eccentrici sono dotati di denti che vanno ad ingranare con quelli delle ruote dentate 14. Anche queste ultime sono imperniate sulle stesse pareti laterali 1.3 interne tramite due perni 14.1.
Spingendo verso il basso le due barre 5.1 si ottiene la rotazione degli organi 7 triangolari, ai quali tale barre 5.1 sono imperniate tramite due perni 5.5 e l’apertura dello sportello 4. La rotazione dei denti degli organi 7 triangolari causa, in questo caso, anche la rotazione delle ruote dentate 14 e di conseguenza degli organi 8 eccentrici. I perni 3.1, alloggiati entro le feritoie 8.1, sono così costretti a traslare orizzontalmente nelle feritoie 3.2 ricavate nelle pareti laterali 1.3 interne.
11 movimento verso la parete frontale 1.1 del contenitore 1 dei perni 3.1 causa l’analogo movimento delle paretine 3.3 verticali, a cui tali perni 3.1 sono fissati e soprattutto del carrello 3 ad esse connesso.
Rilasciando la barra 5.1 la forza elastica esercitata dalla molla 9, collegata alla barra 5.1 tramite una barra 5.4, richiama la barra 5.1 verso l’alto provocando la controrotazione degli organi 7 triangolari, delle ruote dentate 14 e degli organi 8 eccentrici. Si chiude così lo sportello 4 (e l’apertura 1.4) ed il carrello 3 ritorna alla sua posizione iniziale.
La figura 8 mostra un distributore dotato di dispositivi interni di espulsione della fetta concettualmente simili a quelli illustrati nella figura 7. Essi consistono in due barre 5.9 verticali, in due organi 7 triangolari alla cui estremità inferiore è fissato lo sportello 4, in una molla 9, in due barrette rigide 15 ed in due organi 8 eccentrici presentanti inferiormente una feritoia 8.1 curviforme. Gli organi 7 triangolari sono imperniati sulle pareti laterali 1.3 interne tramite due perni 7.1, mentre gli organi 8 sono imperniati sulle barre 5.9 tramite due perni 5.6. Le due barrette rigide 15 sono vincolate a perni 8.3 degli organi 8 eccentrici ed a perni 7.2 fissati agli organi 7 triangolari. La molla 9 è collegata a ciascuna barra 5.9 tramite una barra 5.4 orizzontale.
Spingendo verso il basso le due barre 5.9 si ottiene la rotazione degli organi 8 eccentrici alle quali sono imperniate tramite i perni 5.6. 1 perni 3.1, alloggiati entro le feritoie 8.1, sono cosi costretti a traslare orizzontalmente nelle feritoie 3.2 ricavate nelle pareti 1.3 interne. Il movimento verso la parete frontale 1.1 del contenitore 1 dei perni 3.1 causa l’analogo movimento delle paretine 3.3 verticali, a cui tali perni 3.1 sono fissati e soprattutto del carrello 3 ad esse connesso.
La rotazione degli organi 8 eccentrici causa anche la traslazione obliqua delle barrette rigide 15 il che provoca la rotazione degli organi 7 triangolari e l’apertura dello sportello 4.
Rilasciando la barra 5.9 la forza elastica esercitata dalla molla 9 richiama la barra 5.9 stessa verso l’alto provocando la traslazione contraria del carrello 3 e delle barrette rigide 15. Il movimento di queste ultime causa la controrotazione degli organi 7 triangolari e la chiusura dello sportello 4.
La figura 9 mostra un distributore dotato di dispositivi interni di espulsione della fetta solo simili a quelli illustrati nella figura 8. Essi consistono in una barra 5.10 con sviluppo orizzontale, in una barra 5.11 ad andamento obliquo, in due organi 7 triangolari alla cui estremità inferiore è fissato Io sportello 4 ed in un organo 8 eccentrico presentante inferiormente una feritoia 8.1 curviforme. La barra 5.10 è imperniata sulla parete laterale 1.3 interna del contenitore 1 tramite un perno 5.12 e sulla barra 5.11 tramite un perno 5,13. Quest’ultima è imperniata ad un organo 7 triangolare tramite un perno 5.14. L’organo 7 triangolare presenta una puleggia 16, sulla quale è avvolto un filo 11, che va ad avvolgersi su una seconda puleggia 16 fissata all’organo 8 eccentrico. Gli organi 7 triangolari sono imperniati sulle pareti laterali 1.3 interne tramite due perni 7.1, di cui uno passa attraverso la prima puleggia 16. L’organo 8 eccentrico è imperniato sulla parete laterale 1.3 interna tramite un perno 8.2 passante attraverso la seconda puleggia 16.
Spingendo verso il basso l’estremità della barra 5.10 fuoriuscente dal contenitore 1 si provoca la traslazione verso l’alto della barra 5.11, il che causa la rotazione degli organi 7 triangolari e l’apertura dello sportello 4. Tale rotazione causa però anche l avvolgimento del filo 11 dalla seconda alla prima puleggia 16. Come conseguenza l’organo 8 eccentrico è costretto a ruotare, causando la traslazione orizzontale dei perni 3.1, alloggiati entro le feritoie 3.2. Analogamente a quanto prima descritto, il movimento verso la parete frontale 1.1 dei perni 3.1 causa l’analogo movimento delle paretine 3.3 verticali, a cui tali perni 3.1 sono fissati e del carrello 3 ad esse connesso.
Rilasciando la barra 5.10 una molla 9, solidale alla parete di fondo del contenitore 1 ed alla barra 5.11, prima dilatata, ritorna nella sua forma originale riportando la barra 5.11 stessa verso il basso e la barra 5.10 verso l’alto. Gli organi 7 triangolari ritornano quindi al loro posto, chiudendo lo sportello 4 ed il filo 11 si riavvolge sulla puleggia 16 fissata all’organo 8 eccentrico causando la traslazione del carrello 3 sino alla posizione iniziale.
La figura 10 mostra un distributore dotato di un ulteriore tipo di dispositivi interni di espulsione della fetta. Essi consistono in una barra 5.15 con sviluppo orizzontale, in una barra 5.16 ad andamento obliquo ed in due organi 7 triangolari alla cui estremità inferiore è fissato lo sportello 4. La barra 5.15 è solidale ad una molla 9, fissata alla parete frontale 1.1, Tale 5.15 è inoltre imperniata alla barra 5.16 tramite un perno 5.17. Quest’ultima è imperniata sulla parete laterale 1.3 interna tramite un perno 5.18. L’estremità inferiore della barra 5.16 ospita il perno 3.1, fissato al carrello 3. Gli organi 7 triangolari sono imperniati sulle pareti laterali 1.3 interne tramite due perni 7.1; tali organi 7 triangolari sono dotati di una seconda molla 9 a sviluppo orizzontale.
Spingendo verso Tintemo del contenitore l’estremità della barra 5.15 fuoriuscente dal contenitore 1 (che agisce pertanto da pulsante), si provoca una traslazione sul fulcro costituito dal perno 5.18 della barra 5.16, il che causa la traslazione orizzontale dei perni 3.1 e del carrello 3 ad essi connesso. A causa di questo movimento orizzontale il carrello 3 urta Io sportello 4 e lo costringe a ruotare ed a liberare l’apertura 1.4.
Rilasciando la barra 5.15 la molla 9 ad essa connessa, prima dilatata ritorna alla sua forma iniziale e richiama la stessa barra 5.15 verso l’esterno e la barra 5.16 verso la posizione inizialmente occupata. I perni 3.1 vengono quindi trascinati verso la parete posteriore 1.2 ed il carrello 3 ritorna nella sua posizione iniziale. La molla 9 collegata agli organi 7 triangolari richiama infine anche questi ultimi con la conseguente rotazione dello sportello 4 e la chiusura dell’apertura 1.4. Il trovato, così concepito, è suscettibile di numerose modifiche e varianti, tutte rientranti nell'ambito del concetto inventivo. Inoltre tutti i particolari sono sostituibili con altri tecnicamente equivalenti.

Claims (1)

  1. Rivendicazioni 1 - Apparato distributore di fette biscottate e/o di pane, caratterizzato dal fatto di essere costituito da un contenitore (1), di forma preferibilmente parallelepipeda, presentante più di quattro pareti verticali (1.1, 1.2, 1.3), in modo tale da formare almeno un vano chiuso centrale, due camere laterali ed eventualmente una camera inferiore, una camera frontale od una camera posteriore; detto vano chiuso centrale è delimitato da almeno due pareti laterali (1.3), da almeno una parete frontale (1.1), da almeno una parete posteriore (1.2), da un tappo (2) che chiude superiormente il vano e da un carrello (3) posto inferiormente, sul quale è alloggiata la pila di fette, formato da una base (3.4) e da uno sbalzo (3.5); nella parete frontale (1.1) è presente un’apertura (1.4), comunicante con il vano chiuso centrale, di dimensioni tali da consentire l’uscita di una sola fetta biscottata o di pane alla volta; nelle camere laterali od in quella frontale od in quella posteriore sono inseriti i dispositivi che consentono contemporaneamente il sollevamento di uno sportello (4) che libera la predetta apertura (1.4) frontale e l’avanzamento verso tale apertura (1.4) del predetto carrello (3) che spinge aH’esterno la fetta inferiore della pila; sulla parete posteriore (1.2) o su quella frontale (1.1) è ricavata una seconda apertura posta in comunicazione con la camera inferiore, alPinterno della quale è presente un cassetto (10) per la raccolta e Γ asportazione delle briciole cadute dalle fette; all’interno del contenitore (1) è prevista la presenza di resistenze elettriche, debitamente collegate alla rete; i predetti dispositivi consistono in: - organi rigidi verticali quali barre (5.1, 5.2, 5.3), collegati fra loro tramite altri organi rigidi verticali quali barre (5.4); - organi (7) rotanti, preferibilmente triangolari, costituenti i bracci di supporto dello sportello (4), imperniati sulle pareti (1.1, 1.2, 1.3) verticali tramite perni (7.1); almeno un organo rigido verticale quale una barra (5.1) è imperniato su uno dei predetti organi (7) triangolari tramite un perno (5.5); - organi eccentrici (8) rotanti imperniati sulle pareti (1.1, 1.2, 1.3) verticali tramite un perno (8.2); ciascuno dei predetti organi (8) eccentrici presenta inferiormente una feritoia (8.1) curviforme airintemo della quale scorre un perno (3.1), il quale è alloggiato anche in una seconda feritoia (3.2) ad andamento orizzontale ricavata in una delle pareti (1.1, 1.2, 1.3) verticali; detto perno (3.1) è fissato direttamente od indirettamente al carrello (3); almeno un organo rigido verticale quale una barra (5.2) è imperniato su uno dei predetti organi (8) eccentrici tramite un perno (5.6) - organi elastici quale una o più molle (9), le cui estremità sono connesse ad almeno uno degli organi rigidi quali barre (5.1, 5.2, 5.3, 5.4, 5.10, 5.11, 5.15, 5.16) ed a una delle pareti (1.1, 1.2, 1.3) verticali o di fondo del contenitore (1); detti organi rigidi verticali, spinti manualmente verso il basso agendo preferibilmente su un copritappo (6) superiore, vanno ad agire sia sui dispositivi rotanti a cui è connesso lo sportello (4), causandone l’apertura che sugli organi rotanti (8) eccentrici collegati al carrello (3), provocando la traslazione orizzontale di quest’ultimo verso l’apertura (1.4) realizzata nelle pareti del contenitore (1). 2 - Apparato distributore, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che i predetti organi rigidi verticali quali barre (5.1) agiscono solo sui predetti organi (7) rotanti preferibilmente triangolari fissati allo sportello (4). 3 - Apparato distributore, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che i predetti organi rigidi verticali quali barre (5.9) agiscono solo sui predetti organi eccentrici (8) rotanti collegati al carrello (3). 4 - Apparato distributore, secondo le rivendicazioni 1, 2 e 3, caratterizzato dal fatto di utilizzare organi rigidi quali almeno una barra (5.10) orizzontale, imperniata su almeno un’altra barra (5.11) tramite un perno (5.13) ed alle pareti (1.1, 1.2, 1.3) verticali tramite un perno (5.12); detta seconda barra (5.11) è imperniata all’altra estremità con uno dei predetti organi (7) rotanti sui quali è fissato lo sportello (4) oppure con uno dei predetti organi (8) eccentrici collegati al carrello (3); detta prima barra (5.10), la cui estremità esce dal contenitore (1), va ad agire con un movimento a leva sulla seconda barra (5.11). 5 - Apparato distributore, secondo le rivendicazioni 1, 2, 3 e 4, caratterizzato dal fatto che la trasmissione del movimento fra detti organi (7) fissati allo sportello (4), dotati di denti e detti organi (8) eccentrici rotanti collegati al carrello (3), anch’essi dotati di denti, avviene mediante ruote dentate (14) imperniate sulle pareti (1.1, 1.2, 1.3) verticali. 6 - Apparato distributore, secondo le rivendicazioni 1, 2, 3 e 4, caratterizzato dal fatto che la trasmissione del movimento fra detti organi (7) fissati allo sportello (4) e detti organi (8) eccentrici rotanti collegati al carrello (3) avviene mediante organi rigidi quali barrette (15) o flessibili quali cordini (11). 7 - Apparato distributore, secondo le rivendicazioni 1 e 4, caratterizzato dal fatto di utilizzare organi rigidi quali almeno una barra (5.15) orizzontale imperniata su almeno un’altra barra (5.16) tramite un perno (5.17); detta seconda barra (5.16) è imperniata anche sulle pareti (1.1, 1.2, 1.3) tramite un perno (5.18) ed alloggia ad una sua estremità il perno (3.1) fissato al carrello (3); detta prima barra (5.15), la cui estremità esce dal contenitore (1), va ad agire con un movimento a leva sulla seconda barra (5.16) e questa sul carrello (3), il quale urta Io sportello (4) e lo costringe ad aprirsi ed a liberare l’apertura (1.4); i due organi (7) rotanti preferibilmente triangolari a cui è fissato lo sportello (4) vengono richiamati nella posizione iniziale da una seconda molla (9). 8 - Apparato distributore, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che i predetti dispositivi prevedono l’utilizzo di organi flessibili quali un cordino (11) direttamente fissati sia agli organi (7) rotanti fissati allo sportello (4), che al carrello (3); un’estremità di detto cordino (11) esce dal contenitore (1); detto cordino (11) scorre verticalmente in una camera teso fra due carrucole (12), quindi passa nella camera inferiore del contenitore (1) e, grazie ad una terza carrucola (12) con asse di rotazione sfalsato di 90°, assume un andamento orizzontale per andare infine ad impegnarsi inferiormente al carrello (3); la rotazione degli organi (7) rotanti e conseguentemente quella dello sportello (4) e la traslazione del carrello (3) verso l’apertura (1.4) frontale è causata solo dallo spostamento del cordino (11), il quale viene richiamato da una molla (9) fissata al carrello (3) stesso.
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