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ITTO20090049A1 - Parete divisoria modulare per la partizione d'interni - Google Patents

Parete divisoria modulare per la partizione d'interni Download PDF

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ITTO20090049A1
ITTO20090049A1 IT000049A ITTO20090049A ITTO20090049A1 IT TO20090049 A1 ITTO20090049 A1 IT TO20090049A1 IT 000049 A IT000049 A IT 000049A IT TO20090049 A ITTO20090049 A IT TO20090049A IT TO20090049 A1 ITTO20090049 A1 IT TO20090049A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
longitudinal
profile
longitudinal guide
section
partition wall
Prior art date
Application number
IT000049A
Other languages
English (en)
Inventor
Missier Daniele Del
Original Assignee
Faram S P A
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Faram S P A filed Critical Faram S P A
Priority to IT000049A priority Critical patent/ITTO20090049A1/it
Publication of ITTO20090049A1 publication Critical patent/ITTO20090049A1/it

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    • E04BUILDING
    • E04BGENERAL BUILDING CONSTRUCTIONS; WALLS, e.g. PARTITIONS; ROOFS; FLOORS; CEILINGS; INSULATION OR OTHER PROTECTION OF BUILDINGS
    • E04B2/00Walls, e.g. partitions, for buildings; Wall construction with regard to insulation; Connections specially adapted to walls
    • E04B2/74Removable non-load-bearing partitions; Partitions with a free upper edge
    • E04B2/82Removable non-load-bearing partitions; Partitions with a free upper edge characterised by the manner in which edges are connected to the building; Means therefor; Special details of easily-removable partitions as far as related to the connection with other parts of the building
    • E04B2/821Connections between two opposed surfaces (i.e. floor and ceiling) by means of a device offering a restraining force acting in the plane of the partition
    • E04B2/824Connections between two opposed surfaces (i.e. floor and ceiling) by means of a device offering a restraining force acting in the plane of the partition restrained elastically at one surface and inelastically at the opposing surface
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  • Architecture (AREA)
  • Physics & Mathematics (AREA)
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  • Civil Engineering (AREA)
  • Structural Engineering (AREA)
  • Vehicle Interior And Exterior Ornaments, Soundproofing, And Insulation (AREA)

Description

DESCRIZIONE
del brevetto per invenzione industriale dal titolo:
“PARETE DIVISORIA MODULARE PER LA PARTIZIONE D'INTERNI”
La presente invenzione è relativa ad una parete divisoria modulare per la partizione d’interni.
Più in dettaglio, la presente invenzione è relativa ad una parete vetrata per la partizione d’interni di tipo modulare e con struttura tipo vetrocamera, a cui la trattazione che segue farà esplicito riferimento senza per questo perdere in generalità.
Com’è noto, le pareti divisorie di tipo modulare sono solitamente composte da una coppia di guide longitudinali ancorate una al soffitto e l’altra al pavimento del locale da partizionare, perfettamente allineate una al disopra dell’altra, e da una serie di pannelli di tamponamento preassemblati che sono atti ad essere inseriti e bloccati, in posizione verticale, tra le due guide longitudinali, in modo tale da formare, una volta posizionati uno accostato all’altro, una parete continua atta a suddividere un locale di grandi dimensioni in una serie di ambienti di dimensioni più piccole, garantendo contestualmente un adeguato isolamento acustico tra i vari ambienti.
Per massimizzare la diffusione della luce all’interno degli ambienti, i pannelli di tamponamento attualmente più diffusi sono composti da una lastra di vetro di forma rettangolare, solitamente con struttura vetrocamera, e da una cornice perimetrale di supporto che ha forma rettangolare, racchiude completamente la lastra, ed è strutturata in modo tale che i suoi bordi laterali possano accoppiarsi alle guide longitudinali ed ai bordi laterali verticali dei pannelli adiacenti, in modo tale da garantire un adeguato isolamento acustico tra gli ambienti.
Più in dettaglio, la cornice perimetrale di supporto è generalmente composta da quattro profilati metallici rettilinei a sezione complessa, che sono fissati di testa uno all’altro in modo tale formare una intelaiatura rigida rettangolare. A seconda della posizione occupata sull’intelaiatura, i profilati metallici sono inoltre sagomati in modo tale da potersi innestare nelle due guide longitudinali della parete, o da potersi accoppiare ai bordi laterali dei pannelli di tamponamento adiacenti.
L’insonorizzazione è invece garantita dalla particolare sezione dei profilati metallici che, in corrispondenza della zona di accoppiamento, sono sagomati in modo tale da realizzare un profilo a labirinto che ostacola la propagazione delle onde sonore, e da una serie di guarnizioni fonoisolanti disposte a chiusura delle fessure che si vanno a formare in corrispondenza delle giunzioni.
Pur avendo costi di produzione molto competitivi e tempi di posa in opera particolarmente ridotti, le pareti divisorie modulari che utilizzano pannelli di tamponamento preassemblati mal si prestano ad essere istallate in locali dove il pavimento e/o il soffitto presentano delle irregolarità e/o non sono perfettamente orizzontali.
Infatti, se il pavimento od il soffitto del locale da partizionare sono inclinati anche di pochi gradi, l’accoppiamento della cornice perimetrale del pannello con una delle due guide longitudinali della parete e/o con uno dei bordi laterali verticali dei pannelli adiacenti, diviene estremamente problematico, se non impossibile, con tutti i problemi che questo comporta.
Scopo della presente invenzione è quello di realizzare una parete divisoria di tipo modulare che possa essere facilmente istallata anche in locali dove il pavimento e/o il soffitto presentano delle notevoli irregolarità e/o sono inclinati di diversi gradi rispetto alla posizione ideale perfettamente orizzontale.
In accordo con questi obiettivi, secondo la presente invenzione viene realizzata una parete divisoria per la partizione d’interni come definita nella rivendicazione 1, e preferibilmente, ma non necessariamente, in una qualsiasi delle rivendicazioni da essa dipendenti.
La presente invenzione verrà ora descritta con riferimento ai disegni annessi, che ne illustrano un esempio di attuazione non limitativo, in cui:
- la figura 1 è una vista prospettica, con parti in sezione e parti asportate per chiarezza, di una parete divisoria modulare per la partizione d’interni realizzata secondo i dettami della presente invenzione;
- la figura 2 è vista in sezione della parte superiore della parete divisoria illustrata in figura 1;
- la figura 3 illustra in vista prospettica, con parti in sezione e parti asportate per chiarezza, la parte superiore della parete divisoria visibile in figura 2;
- la figura 4 è vista in sezione della parte inferiore della parete divisoria illustrata in figura 1;
- la figura 5 illustra in vista prospettica, con parti in sezione e parti asportate per chiarezza, la parte inferiore della parete divisoria visibile in figura 4; mentre
- la figura 6 è una vista laterale, con parti in sezione e parti asportate per chiarezza, di una variante realizzativa della parete divisoria illustrata in figura 1.
Con riferimento alla figura 1, con il numero 1 è indicata nel suo complesso una parete divisoria di tipo modulare che trova utilizzo particolarmente vantaggioso nella partizione d’interni.
La parete divisoria 1 comprende essenzialmente due guide longitudinali 2 e 3 che si estendono parallele ed affacciate tra loro, rispettivamente lungo il pavimento e lungo il soffitto del locale da partizionare, ed una serie di pannelli 4 di tamponamento di forma sostanzialmente rettangolare, che sono strutturati in modo tale da essere agganciati, in posizione sostanzialmente verticale, sulle guide longitudinali 2 e 3 in modo tale da formare, una volta accostati gli uni agli altri, una parete continua atta a suddividere il locale in una serie di ambienti chiusi di dimensioni più piccole, garantendo contestualmente un adeguato isolamento acustico tra gli stessi ambienti.
Con riferimento alle figure 1, 2 e 3, diversamente dalle pareti divisorie attualmente conosciute, la guida longitudinale 2 superiore, ossia quella ancorata al soffitto del locale da partizionare, è composta da due profilati metallici 5 e 6 che sono accoppiati in modo telescopico uno all’altro, in modo tale da poter scorrere uno rispetto all’altro lungo una direzione z localmente sostanzialmente perpendicolare all’asse longitudinale dei due profilati; e da un organo di collegamento 7 che è interposto tra i due profilati metallici 5 e 6 ed è strutturato in modo tale da tirare in modo elastico i due profilati metallici 5 e 6 uno contro l’altro.
Più in dettaglio, il profilato metallico 5 è ancorato in modo rigido e stabile al soffitto del locale da partizionare; mentre il profilato metallico 6 è affacciato alla la guida longitudinale 3 disposta sul pavimento del locale da partizionare, ed è calzato in modo telescopico sul profilato metallico 5 in modo tale da potersi muovere rispetto al profilato metallico 5 lungo una direzione z localmente sostanzialmente perpendicolare all’asse longitudinale dei due profilati ed al soffitto immediatamente soprastante.
L’organo di collegamento 7 è invece strutturato in modo tale da trattenere in modo elastico il profilato metallico 6 alla minima distanza possibile dal soffitto.
In altre parole, il profilato metallico 6 è calzato in modo telescopico sul profilato metallico 5 in modo tale da potersi muovere rispetto a quest’ultimo lungo una direzione z sostanzialmente verticale, così da poter variare la sua distanza e/o inclinazione dal soffitto e dalla guida longitudinale 3 sottostante; mentre l’organo di collegamento 7 è strutturato in modo tale da esercitare sul profilato metallico 6 una forza elastica di richiamo orientata verticalmente ed atta a tirare il profilato metallico 6 verso il soffitto, contro il profilato metallico 5.
Con riferimento alle figure 2 e 3, nell’esempio illustrato, in particolare, il profilato metallico 5 è preferibilmente, ma non necessariamente, costituito da una barra metallica 5 rettilinea con sezione trasversale sostanzialmente ad U, che è atta ad essere ancorata al soffitto con la gola rivolta verso il pavimento, ovvero verso la guida longitudinale 3 sottostante; mentre il profilato metallico 6 è preferibilmente, ma non necessariamente, costituito da una barra metallica 6 rettilinea con sezione trasversale sostanzialmente ad H, che è calzata a cavallo della barra metallica 5 con l’interposizione di apposite guarnizioni longitudinali 8 di tenuta fono-isolanti, disposte lungo le due sponde laterali della barra metallica 5.
L’organo di collegamento 7 è invece collocato all’interno dell’elemento tubolare risultante dall’accoppiamento delle barre metalliche 5 e 6, ed è preferibilmente ma non necessariamente, costituito da una serie di molle a balestra 9 fissate saldamente sull’anima centrale 6a della barra metallica 6. Ciascuna molla a balestra 9 è dotata di almeno un magnete permanente 10 che è ancorato saldamente al corpo della molla a balestra 9, direttamente affacciato alla porzione centrale 5a della barra metallica 5 soprastante, e genera un campo magnetico che è in grado di mantenere il corpo del magnete permanente 10 saldamente attaccato alla porzione centrale 5a della barra metallica 5, ancorando quindi in modo rigido la molla a balestra 9 anche alla barra metallica 5 soprastante.
Nell’esempio illustrato, in particolare, la molla a balestra 9 è costituita da una piattina in acciaio armonico ripiegata sostanzialmente a V, che ha il segmento centrale ancorato saldamente sull’anima centrale 6a della barra metallica 6, ed i due lembi terminali paralleli ed affacciati alla porzione centrale 5a della barra metallica 5. Ognuno dei due lembi terminali della piattina 9 porta fissato un magnete permanente 10 di forma sostanzialmente cilindrica, che genera un campo magnetico in grado di mantenere il corpo del magnete permanente 10 e quanto ad esso solidale, saldamente attaccato alla porzione centrale 5a della barra metallica 5, collegando quindi il lembo terminale della piattina 9 in modo rigido e stabile, ma facilmente rimovibile, alla barra metallica 5.
Nell’esempio illustrato, inoltre, le barre metalliche 5 e 6 sono realizzate preferibilmente, ma non necessariamente, in alluminio od altro materiale non ferromagnetico, e l’organo di collegamento 7 comprende anche una serie di piastre di ancoraggio 10a di materiale ferromagnetico che sono fissate saldamente sulla porzione centrale 5a della barra metallica 5, ciascuna al disopra di un rispettivo magnete permanente 10, in modo tale da consentire comunque al magnete permanente 10 di attaccare saldamente il lembo terminale della piattina 9 alla barra metallica 5. Le piastre di ancoraggio 10a sono preferibilmente, ma non necessariamente, fissate saldamente sulla porzione centrale 5a della barra metallica 5 mediante un sistema di bloccaggio a scatto del tipo a baionetta.
Con riferimento alle figure 1, 4 e 5, analogamente alla guida longitudinale 2, la guida longitudinale 3 inferiore, ossia la guida ancorata al pavimento del locale da partizionare, è composta da due profilati metallici 11 e 12 che sono accoppiati in modo telescopico uno all’altro, in modo tale da poter scorrere uno rispetto all’altro lungo una direzione z’ localmente sostanzialmente perpendicolare all’asse longitudinale dei due profilati; e da un organo di supporto 13 che è interposto tra i due profilati metallici 11 e 12 ed è strutturato in modo tale poter regolare manualmente la distanza esistente tra i profilati metallici 11 e 12, parallelamente alla direzione z’ di spostamento degli stessi profilati, e/o e l’inclinazione tra gli stessi profilati metallici 11 e 12.
Più in dettaglio, il profilato metallico 11 è ancorato in modo rigido e stabile al pavimento del locale da partizionare; mentre il profilato metallico 12 è affacciato alla la guida longitudinale 2 disposta sul soffitto del locale da partizionare, ed è calzato in modo telescopico sul profilato metallico 11 in modo tale da potersi muovere rispetto al profilato metallico 11 lungo una direzione z’ localmente sostanzialmente perpendicolare all’asse longitudinale dei due profilati ed al pavimento immediatamente sottostante. L’organo di supporto 13 è invece strutturato in modo tale da consentire la regolazione manuale della distanza e/o dell’inclinazione del profilato metallico 12 rispetto al pavimento sottostante.
In altre parole, il profilato metallico 12 è calzato in modo telescopico sul profilato metallico 11 in modo tale da potersi muovere rispetto a quest’ultimo lungo una direzione z’ sostanzialmente verticale, così da poter variare la sua distanza dalla guida longitudinale 2 soprastante; mentre l’organo di supporto 13 è strutturato in modo tale da poter alzare ed abbassare il profilato metallico 12 rispetto al profilato metallico 11, permettendo anche l’eventuale regolazione dell’inclinazione del profilato metallico 12 rispetto al pavimento sottostante.
Con riferimento alle figure 4 e 5, nell’esempio illustrato, in particolare, il profilato metallico 11 è preferibilmente, ma non necessariamente, costituito da una barra metallica 11 rettilinea con sezione trasversale sostanzialmente ad U, che è atta ad essere ancorata al pavimento con la gola rivolta verso il soffitto, ovvero verso la guida longitudinale 2 soprastante; mentre il profilato metallico 12 è preferibilmente, ma non necessariamente, costituito da una barra metallica 12 rettilinea con sezione trasversale sostanzialmente ad H, che è calzata a cavallo della barra metallica 11 con l’interposizione di apposite guarnizioni longitudinali 14 di tenuta fono-isolanti, disposte lungo le due sponde laterali della barra metallica 11.
Anche in questo caso, l’organo di supporto 13 è collocato all’interno dell’elemento tubolare risultante dall’accoppiamento delle barre metalliche 11 e 12, ed è preferibilmente ma non necessariamente, costituito da una serie di martinetti 13 meccanici a regolazione manuale che sono interposti tra la porzione centrale 11a della barra metallica 11 e l’anima centrale 12a della barra metallica 12 soprastante.
Ciascun martinetto 13 è composto da uno stelo 15 cilindrico filettato, che si estende a sbalzo dalla porzione centrale 11a della barra metallica 11 perpendicolarmente all’asse longitudinale della stessa barra, verso la barra metallica 12 soprastante; e da un cannotto 16 cilindrico internante filettato, che è avvitato parzialmente sullo stelo 15 ed ha l’estremità libera superiore in appoggio sull’anima centrale 12a della barra metallica 12.
Più in dettaglio, lo stelo 15 è fissato sulla porzione centrale 11a della barra metallica 11 in modo tale da rimanere immobile rispetto al corpo della barra, mentre il cannotto 16 è disposto in appoggio sull’anima centrale 12a della barra metallica 12 mediante l’interposizione di una piastra di accoppiamento 16a di forma sostanzialmente rettangolare che è dimensionata in modo tale da impedire, quando appoggia sull’anima centrale 12a, la rotazione del cannotto 16 attorno al suo asse longitudinale, all’interno della barra metallica 12. In questo modo, il cannotto 16 può ruotare attorno al suo asse longitudinale e spostarsi assialmente lungo lo stelo 15 variando l’altezza complessiva del martinetto 13, solamente quando la barra metallica 12 non si trova in appoggio sul martinetto 13.
Nell’esempio illustrato, in particolare, l’estremità inferiore dello stelo 15 è preferibilmente, ma non necessariamente, dotata di una piastra di ancoraggio 15a che, analogamente alle piastre di ancoraggio 10a dell’organo di collegamento 7, è fissata saldamente sulla porzione centrale 11a della barra metallica 11 mediante un sistema di bloccaggio a scatto del tipo a baionetta.
Con riferimento alle figure allegate, diversamente dalle pareti divisorie attualmente conosciute, ciascun pannello 4 di tamponamento è composto da due riquadri 4’ di tamponamento separati ed indipendenti tra loro, che sono attaccati, paralleli ed affacciati tra loro, da bande opposte delle guide longitudinali 2 e 3, e sono atti a formare, una volta affacciati ed accostati gli uni agli altri, due pareti continue tra loro completamente indipendenti. Ciascun riquadro 4’ ha forma sostanzialmente rettangolare, ed è strutturato in modo tale da poter agganciare il suo bordo laterale superiore direttamente su di un rispettivo fianco laterale della guida longitudinale 2, ed il suo bordo laterale inferiore direttamente su di un rispettivo fianco laterale della guida longitudinale 3.
Più in dettaglio, con riferimento alle figure 1, 2 e 4, ciascun riquadro 4’ di tamponamento comprende una lastra di vetro 18 di forma rettangolare, e due creste o alette longitudinali 19 di aggancio con sezione trasversale a forma sostanzialmente di coda di rondine, che si prolungano a sbalzo da due bordi laterali opposti della lastra di vetro 18, in direzione localmente perpendicolare al piano di giacitura della lastra. Le due alette longitudinali 19 sono destinate ad innestarsi all’interno di apposite scanalature longitudinali 19a a forma sostanzialmente di coda di rondine, appositamente ricavate su entrambi i fianchi laterali del profilato metallico 6 della guida longitudinale 2, e su entrambi i fianchi laterali del profilato metallico 12 della guida longitudinale 3. La larghezza minima di ciascuna scanalatura longitudinale 19a (corrispondente all’ampiezza della gola o strozzatura presente nella scanalatura a coda di rondine) approssima per eccesso la larghezza massima della testa terminale dell’aletta longitudinale 19, in modo tale da consentire all’aletta longitudinale 19 di penetrare completamente all’interno della scanalatura longitudinale 19a entrando dall’apertura sul fianco laterale del profilato.
Con riferimento alle figure 2 e 4, il profilato metallico 12 della guida longitudinale 3 è inoltre preferibilmente, ma non necessariamente, provvisto anche di un’aletta o mensola longitudinale 19b sporgente che si prolunga a sbalzo dal fianco laterale del profilato, immediatamente al disotto dell’ingresso di ciascuna scanalatura longitudinale 19a, per ricevere in appoggio il bordo laterale inferiore della lastra di vetro 18 da cui si prolunga a sbalzo l’aletta longitudinale 19.
Nell’esempio illustrato, in particolare, le due alette longitudinali 19 di aggancio sono ricavate di pezzo su due profilati metallici 20 rettilinei con sezione trasversale ad L, che sono incollati stabilmente sugli spigoli dei due bordi laterali opposti della lastra di vetro 18, mediante nastro biadesivo, silicone od altri sistemi di incollaggio. La lunghezza dei profilati metallici 20 è sostanzialmente uguale alla lunghezza due bordi laterali della lastra di vetro 18.
Con riferimento alle figure 2 e 3, per impedire lo sganciamento dei riquadri 4’ di tamponamento dalle guide longitudinali 2 e 3, la parete divisoria 1 comprende anche dei listelli di bloccaggio 21 con sezione trasversale preferibilmente, ma non necessariamente, ad U, che sono atti ad essere inseriti a forza all’interno delle scanalature longitudinali 19a presenti sui fianci laterali del profilato metallico 6 della guida longitudinale 2, in modo tale da impedire lo spostamento verso l’alto della lastra di vetro 18 e delle alette longitudinali 19 ad essa solidali, tappando contemporaneamente senza soluzione di continuità gli ingressi delle scanalature longitudinali 19a per impedire la propagazione delle onde sonore.
In altre parole i listelli di bloccaggio 21 assolvono anche alla funzione di guarnizioni di tenuta fono-isolanti.
Con riferimento alla figura 1, la parete divisoria 1 è infine preferibilmente, ma non necessariamente, provvista anche di una serie di listelli di collegamento 22 in policarbonato o altro materiale plastico trasparente, che sono incollati sui fianchi verticali delle lastre di vetro 18 dei vari riquadri 4’ di tamponamento, mediante nastro biadesivo, silicone od altri sistemi di incollaggio, in modo tale da giuntare le lastre di vetro 18 una all’altra per evitare la formazione di fessure ed impedire contestualmente la propagazione delle onde sonore. Anche i listelli di collegamento 22 assolvono quindi alla funzione di guarnizioni di tenuta fono-isolanti.
Con riferimento alle figure 2 e 4, nell’esempio illustrato, infine, la sezione trasversale del profilato metallico 6 è preferibilmente, ma non necessariamente, uguale alla sezione trasversale del profilato metallico 12, per cui anche il profilato metallico 6 presenta, immediatamente al disopra dell’ingresso di ciascuna scanalatura longitudinale 19a, un’aletta longitudinale 19b sporgente che si prolunga a sbalzo dal fianco laterale del profilato. I listelli di bloccaggio 21 sono quindi inseriti a forza tra l’aletta longitudinale 19b del profilato metallico 6 ed il bordo laterale superiore della lastra di vetro 18.
Nell’esempio illustrato, inoltre, anche la sezione trasversale del profilato metallico 5 è preferibilmente, ma non necessariamente, uguale alla sezione trasversale del profilato metallico 11.
Il montaggio della parete divisoria 1 è radicalmente diverso da quello delle pareti divisorie tradizionali, e prevede, in primo luogo, l’ancoraggio dei profilati metallici 5 e 11 rispettivamente al soffitto ed al pavimento del locale da partizionare, mediante tasselli ad espansione o altri tirafondi di tipo noto.
Dopo aver ancorato al soffitto il profilato metallico 5, il montaggio della parete divisoria 1 prosegue con il posizionamento del profilato metallico 6 a cavallo del profilato metallico 5, a parziale copertura del medesimo. A questo punto il campo magnetico generato dai magneti permanenti 10 provvede ad attaccare saldamente le estremità libere delle molle a balestra 9 sulla porzione centrale 5a della barra metallica 5, permettendo quindi all’organo di collegamento 7 di tirare in modo elastico il profilato metallico 6 verso il soffitto e contro il profilato metallico 5.
Dopo aver ancorato al pavimento il profilato metallico 11, il montaggio della parete divisoria 1 prosegue con la regolazione manuale dell’altezza dei vari martinetti 13 meccanici che compongono l’organo di supporto 13, in modo tale che il profilato metallico 12, quando viene collocato a cavallo del profilato metallico 11 ed in appoggio sulle piastre di accoppiamento 16a dei vari martinetti 13, sia disposto in posizione perfettamente orizzontale, a prescindere dalla eventuale inclinazione del pavimento del locale da partizionare.
Dopo aver agganciato il profilato metallico 6 al profilato metallico 5 ed aver “messo in bolla” il profilato metallico 12 della guida longitudinale 3, il montaggio della parete divisoria 1 prevede di sollevare un primo riquadro 4’ di tamponamento in posizione verticale, di fronte alle guide longitudinali 2 e 3, e poi spostare orizzontalmente il riquadro 4’ verso le guide longitudinali 2 e 3, in modo tale inserire l’aletta longitudinale 19 superiore del riquadro, ossia l’aletta presente sul bordo orizzontale superiore della lastra di vetro 18, all’interno della scanalatura longitudinale 19a del profilato metallico 6; e l’aletta longitudinale 19 inferiore del riquadro, ossia l’aletta presente sul bordo orizzontale inferiore della lastra di vetro 18, all’interno della scanalatura longitudinale 19a del profilato metallico 12.
Contemporaneamente od immediatamente dopo, il montaggio della parete divisoria 1 prevede di sollevare un secondo riquadro 4’ di tamponamento in posizione verticale, di fronte alle guide longitudinali 2 e 3 ma dalla parte opposta della parete divisoria 1 in corso di assemblaggio, e poi spostare orizzontalmente il riquadro 4’ verso le guide longitudinali 2 e 3 e il primo riquadro 4’ di tamponamento, in modo tale da inserire l’aletta longitudinale 19 superiore del secondo riquadro all’interno della seconda scanalatura longitudinale 19a del profilato metallico 6; e l’aletta longitudinale 19 inferiore del secondo riquadro all’interno della seconda scanalatura longitudinale 19a del profilato metallico 12.
Quando le alette longitudinali 19 di entrambi i riquadri 4’ di tamponamento sono penetrate all’interno delle rispettive scanalature longitudinali 19a presenti sulle guide longitudinali 2 e 3, il montaggio della parete divisoria 1 prevede di abbassare lentamente entrambi i riquadri 4’, in modo tale che ciascuna aletta longitudinale 19 del riquadro 4’ ingrani con la rispettiva scanalatura longitudinale 19a della guida, ed in modo tale che il bordo orizzontale inferiore della lastra di vetro 18 di ciascun riquadro 4’ vada ad appoggiarsi sull’aletta o mensola longitudinale 19b sporgente che si prolunga a sbalzo dal corrispondente fianco laterale del profilato metallico 12.
Quando il bordo orizzontale inferiore della lastra di vetro 18 si pone in battuta sull’aletta o mensola longitudinale 19b sporgente che si prolunga a sbalzo dal fianco laterale del profilato metallico 12, il riquadro 4’ di tamponamento rimane ancorato stabilmente ad entrambe le guide longitudinali 2 e 3 grazie all’azione dell’organo di collegamento 7, che tende a contrastare l’abbassamento del profilato metallico 6 sotto il peso dei riquadri 4’, impedendo lo sgancio dell’aletta longitudinale 19 superiore dei due riquadri 4’ dal profilato metallico 6 della guida longitudinale 2.
Dopo aver agganciato stabilmente i due riquadri 4’ di tamponamento alle guide longitudinali 2 e 3, il montaggio della parete divisoria 1 prevede di piantare a forza i listelli di bloccaggio 21 tra le alette longitudinali 19b del profilato metallico 6 ed i bordi orizzontali superiore delle lastre di vetro 18 dei riquadri 4’ di tamponamento, in modo tale da occupare parte delle due scanalature longitudinali 19a presenti sui fianci laterali del profilato metallico 6 per impedire il sollevamento accidentale degli stessi riquadri 4’.
Il montaggio della parete divisoria 1 si ripete poi con l’aggancio dei due riquadri 4’ che formano il pannello 4 di tamponamento immediatamente adiacente, con l’accortezza di interporre un listello di collegamento 22 in policarbonato tra le lastre di vetro 18 agganciate sullo stesso fianco della guida longitudinale 2 e 3.
I vantaggi derivanti dalla particolare struttura della parete divisoria 1 sono numerosissimi. In primo luogo, la parete divisoria 1 si adatta facilmente a pavimenti e soffitti anche molto inclinati e/o irregolari, e garantisce dei tempi di posa in opera estremamente ridotti.
La parete divisoria 1 può essere inoltre trasportata nel luogo di istallazione con estrema facilità, perché i riquadri 4’ di tamponamento costituiscono gli unici moduli preassemblati della parete con peso rilevante, ed hanno un peso uguale a circa la metà di un pannello di tamponamento tradizionale con pari caratteristiche.
Risulta infine chiaro che alla parete divisoria 1 sopra descritta possono essere apportate modifiche e varianti senza per questo uscire dall’ambito della presente invenzione.
Per esempio, anziché avere una sezione trasversale ad H, i profilati metallici 6 e/o 12 possono avere una sezione trasversale ad U; mentre la lastra di vetro 18 del riquadro 4’ di tamponamento può essere sostituita da una lastra di policarbonato o da una tavola di legno impiallacciato o similare.
Ed ancora, con riferimento alla variante realizzativa illustrata in figura 6, ciascun pannello 4 di tamponamento della parete divisoria 1 può essere composto da un solo riquadro 4’ di tamponamento, che è atto ad essere fissato su di un solo ed unico fianco laterale delle due guide longitudinali 2 e 3. In questo caso, quindi, i riquadri 4’ di tamponamento sono atti a formare, una volta accostati gli uni agli altri, una sola parete continua in grado di suddividere un locale di grandi dimensioni in una serie di ambienti di dimensioni più piccole.
In questa variante realizzativa, inoltre, la parete divisoria 1 può essere provvista anche di un listello di copertura 23, che è atto ad essere fissato sul profilato metallico 6 e 12, a copertura della porzione centrale del profilato e della scanalatura longitudinale 19a dello stesso profilato rimasta inutilizzata.
Infine, in una versione semplificata, la guida longitudinale 2 superiore della parete divisoria 1 può essere priva dell’organo di collegamento 7.
In questo caso, lo spostamento del profilato metallico 6 sul profilato metallico 7 è contrastato dall’attrito dovuto alla presenza delle guarnizioni longitudinali 8, mentre lo sganciamento del o dei riquadri 4’ di tamponamento dalla guida longitudinale 2 superiore, è impedito dai listelli di bloccaggio 21 inseriti a forza nelle scanalature longitudinali 19a presenti sui fianchi laterali del profilato metallico 6.

Claims (16)

  1. R I V E N D I C A Z I O N I 1. Parete divisoria (1) modulare per la partizione d’interni comprendente una guida longitudinale superiore (2) ed una guida longitudinale inferiore (3) che si estendono allineate una al disopra dell’altra, rispettivamente lungo il pavimento e lungo il soffitto del locale da partizionare, ed una serie di pannelli di tamponamento (4) che sono strutturati in modo tale da essere agganciati alla guida longitudinale superiore (2) ed inferiore (3) uno accostato all’altro; la parete divisoria (1) essendo caratterizzata - dal fatto che la guida longitudinale superiore (2) comprende un primo profilato (5) ancorato al soffitto, ed un secondo profilato (6) calzato in modo telescopico sul primo profilato (5) in modo tale da poter scorrere rispetto a detto primo profilato (5) in una direzione (z) localmente sostanzialmente perpendicolare all’asse longitudinale dei due profilati (5, 6), e - dal fatto che ciascun detto pannello di tamponamento (4, 4’) comprende almeno un setto piano divisorio (18) di forma sostanzialmente rettangolare che è dotato di due alette longitudinali (19) di aggancio che si prolungano a sbalzo da due bordi laterali opposti del setto piano divisorio (18) in direzione localmente sostanzialmente perpendicolare al piano di giacitura del setto; le alette longitudinali (19) presentando una sezione trasversale a forma sostanzialmente di coda di rondine, ed essendo atte ad innestarsi all’interno di apposite scanalature longitudinali (19a) ricavate sul fianco laterale del secondo profilato (6) della guida longitudinale superiore (2), e sul fianco laterale della guida longitudinale inferiore (3); dette scanalature longitudinali (19a) presentando una sezione trasversale a forma sostanzialmente di coda di rondine, in cui la larghezza minima della scanalatura longitudinali (19a) approssima per eccesso la larghezza massima della testa terminale dell’aletta longitudinale (19), in modo tale da consentire all’aletta longitudinale (19) di penetrare completamente all’interno della scanalatura longitudinale (19a).
  2. 2. Parete divisoria modulare secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che la guida longitudinale superiore (2) comprende anche un organo di collegamento (7) che è strutturato in modo tale da tirare in modo elastico il secondo profilato (6) contro il primo profilato (5).
  3. 3. Parete divisoria modulare secondo la rivendicazione 1 o 2, caratterizzata dal fatto che la guida longitudinale inferiore (3) comprende un primo profilato (11) ancorato al pavimento, un secondo profilato (12) calzato in modo telescopico sul primo profilato (11) in modo tale da poter scorrere rispetto a detto primo profilato (5) in una direzione localmente sostanzialmente perpendicolare all’asse longitudinale dei due profilati (11, 12), ed un organo di supporto (13) che è strutturato in modo tale poter regolare la distanza tra i due profilati (11, 12) parallelamente alla direzione di spostamento degli stessi profilati (11, 12) e/o l’inclinazione esistente tra i due profilati (11, 12); le scanalature longitudinali (19a) essendo ricavate sul fianco laterale del secondo profilato (6) della guida longitudinale superiore (2), e sul fianco laterale del secondo profilato (12) della guida longitudinale inferiore (3).
  4. 4. Parete divisoria modulare secondo la rivendicazione 3, caratterizzata dal fatto che il secondo profilato (12) della guida longitudinale inferiore (3) è provvisto anche di una mensola longitudinale (19b) sporgente che si prolunga a sbalzo dal fianco laterale del profilato, immediatamente al disotto dell’ingresso della scanalatura longitudinale (19a), per ricevere in appoggio il bordo laterale inferiore del setto piano divisorio (18) da cui si prolunga a sbalzo la detta aletta longitudinale (19) di aggancio.
  5. 5. Parete divisoria modulare secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che il primo profilato (5) della guida longitudinale superiore (2) è costituito da una prima barra metallica (5) con sezione trasversale sostanzialmente ad U, che è atta ad essere ancorata al soffitto con la gola rivolta verso il pavimento; e che il secondo profilato (6) della guida longitudinale superiore (2) è costituito da una seconda barra metallica (6) con sezione trasversale sostanzialmente ad H o ad U, calzata a cavallo della prima barra metallica (5).
  6. 6. Parete divisoria modulare secondo la rivendicazione 5, caratterizzata dal fatto che detto organo di collegamento (7) è collocato all’interno dell’elemento tubolare risultante dall’accoppiamento della prima (5) e seconda barra metallica (6) della guida longitudinale superiore (2).
  7. 7. Parete divisoria modulare secondo la rivendicazione 6, caratterizzata dal fatto che detto organo di collegamento (7) comprende una serie di molle a balestra (9) fissate saldamente sul secondo profilato (6) della guida longitudinale superiore (2); ciascuna molla a balestra (9) essendo dotata di almeno un magnete permanente (10) che è ancorato saldamente al corpo della molla a balestra (9), direttamente affacciato al primo profilato (5) della guida longitudinale superiore (2), e genera un campo magnetico che è in grado di mantenere il corpo del magnete permanente (10) saldamente attaccato al primo profilato (5).
  8. 8. Parete divisoria modulare secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 2 a 7, caratterizzata dal fatto che il primo profilato (11) della guida longitudinale inferiore (3) è costituito da una prima barra metallica (11) con sezione trasversale sostanzialmente ad U, che è atta ad essere ancorata al pavimento con la gola rivolta verso il soffitto; e che il secondo profilato (12) della guida longitudinale inferiore (3) è costituito da una seconda barra metallica (12) con sezione trasversale sostanzialmente ad H o ad U, calzata a cavallo della prima barra metallica (11).
  9. 9. Parete divisoria modulare secondo la rivendicazione 8, caratterizzata dal fatto che detto organo di supporto (13) è collocato all’interno dell’elemento tubolare risultante dall’accoppiamento della prima (11) e seconda barra metallica (12) della guida longitudinale inferiore (3).
  10. 10. Parete divisoria modulare secondo la rivendicazione 9, caratterizzata dal fatto che detto organo di supporto (13) comprende una serie di martinetti meccanici (13) a regolazione manuale che sono interposti tra il primo (11) ed il secondo profilato (12) della guida longitudinale inferiore (3).
  11. 11. Parete divisoria modulare secondo la rivendicazione 10, caratterizzata dal fatto che ciascun martinetto meccanico (13) comprende uno stelo (15) cilindrico filettato, che si estende a sbalzo dal primo profilato (11) della guida longitudinale inferiore (3) perpendicolarmente all’asse longitudinale dello stesso profilato, verso il secondo profilato (12) della guida longitudinale inferiore (3); ed un cannotto (16) che è avvitato parzialmente sullo stelo (15) ed ha l’estremità libera superiore in appoggio sul secondo profilato (12) della guida longitudinale inferiore (3).
  12. 12. Parete divisoria modulare secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto di comprendere anche almeno un listello di bloccaggio (21) che è atto ad essere inserito a forza all’interno della scanalatura longitudinale (19a) presente sul fianco laterale del secondo profilato metallico (6) della guida longitudinale superiore (2), in modo tale da impedire lo spostamento verso l’alto del setto piano divisorio (18) e delle alette longitudinali (19) di aggancio ad esso solidali.
  13. 13. Parete divisoria modulare secondo la rivendicazione 12, caratterizzata dal fatto che detto listello di bloccaggio (21) ha una trasversale sostanzialmente ad U.
  14. 14. Parete divisoria modulare secondo la rivendicazione 12 o 13, caratterizzata dal fatto che detto listello di bloccaggio (21) è atto a tappare senza soluzione di continuità l’ingresso della scanalatura longitudinale (19a) presente sul fianco laterale del secondo profilato metallico (6) della guida longitudinale superiore (2).
  15. 15. Parete divisoria modulare secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che il setto piano divisorio (18) del pannello di tamponamento (4, 4’) è una lastra di vetro (18), e che le due alette longitudinali (19) di aggancio sono ricavate di pezzo su due profilati metallici (20) rettilinei, ciascuno dei quali è incollato stabilmente su di un corrispondente spigolo della lastra di vetro (18).
  16. 16. Parete divisoria modulare secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che ciascun detto pannello di tamponamento (4, 4’) comprende almeno due setti piani divisori (18) di forma sostanzialmente rettangolare, ciascuno dei quali è dotato di due alette longitudinali (19) di aggancio che si prolungano a sbalzo da due bordi laterali opposti del setto piano divisorio (18) in direzione localmente sostanzialmente perpendicolare al piano di giacitura del setto; i due setti piani divisori (18) essendo atti ad essere agganciati, da bande opposte delle guide longitudinali superiore (2) ed inferiore (3), su entrambi i fianchi laterali della guida longitudinale superiore (2) e della guida longitudinale inferiore (3), in modo tale da formare due pareti continue tra loro completamente indipendenti.
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