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ITTO960316A1 - Dispositivo di sicurezza antiallagamento, in particolare per macchine di lavaggio. - Google Patents

Dispositivo di sicurezza antiallagamento, in particolare per macchine di lavaggio. Download PDF

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Publication number
ITTO960316A1
ITTO960316A1 IT96TO000316A ITTO960316A ITTO960316A1 IT TO960316 A1 ITTO960316 A1 IT TO960316A1 IT 96TO000316 A IT96TO000316 A IT 96TO000316A IT TO960316 A ITTO960316 A IT TO960316A IT TO960316 A1 ITTO960316 A1 IT TO960316A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
module
coupling
modules
series
duct
Prior art date
Application number
IT96TO000316A
Other languages
English (en)
Inventor
Luigi Sassone
Costanzo Gadini
Stefano Belfiore
Original Assignee
Eltek Spa
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Eltek Spa filed Critical Eltek Spa
Priority to IT96TO000316A priority Critical patent/IT1285845B1/it
Publication of ITTO960316A0 publication Critical patent/ITTO960316A0/it
Priority to DE19715828A priority patent/DE19715828B4/de
Publication of ITTO960316A1 publication Critical patent/ITTO960316A1/it
Application granted granted Critical
Publication of IT1285845B1 publication Critical patent/IT1285845B1/it

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    • DTEXTILES; PAPER
    • D06TREATMENT OF TEXTILES OR THE LIKE; LAUNDERING; FLEXIBLE MATERIALS NOT OTHERWISE PROVIDED FOR
    • D06FLAUNDERING, DRYING, IRONING, PRESSING OR FOLDING TEXTILE ARTICLES
    • D06F39/00Details of washing machines not specific to a single type of machines covered by groups D06F9/00 - D06F27/00 
    • D06F39/08Liquid supply or discharge arrangements
    • D06F39/081Safety arrangements for preventing water damage
    • DTEXTILES; PAPER
    • D06TREATMENT OF TEXTILES OR THE LIKE; LAUNDERING; FLEXIBLE MATERIALS NOT OTHERWISE PROVIDED FOR
    • D06FLAUNDERING, DRYING, IRONING, PRESSING OR FOLDING TEXTILE ARTICLES
    • D06F33/00Control of operations performed in washing machines or washer-dryers 
    • D06F33/30Control of washing machines characterised by the purpose or target of the control 
    • D06F33/47Responding to irregular working conditions, e.g. malfunctioning of pumps 

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  • Textile Engineering (AREA)
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  • Optical Radar Systems And Details Thereof (AREA)

Description

"DISPOSITIVO DI SICUREZZA ANTIALLAGAMENTO, IN PARTICOLARE PER MACCHINE DI LAVAGGIO"
RIASSUNTO
Viene descritto un dispositivo di sicurezza antiallagamento, del tipo comprendente un condotto per l'adduzione di un liquido ad un apparato utilizzatore, quale in particolare una macchina di lavaggio, detto condotto essendo previsto per collegare detto apparato ad una presa di alimentazione di detto liquido, lungo detto condotto essendo previsti mezzi di intercettazione (3,4) del flusso di liquido. Secondo l'invenzione, il dispositivo è composto da due o più moduli (M1,M2,M3) distinti e connessi in serie tra loro, dove ciascuno di detti moduli (M1,M2,M3) comprende almeno una porzione di detto condotto (2,28,28”) e dove almeno un'estremità (20,40,20”) di un modulo (M1,M2) presenta mezzi di accoppiamento/disaccoppiamento (2A, 10, 10’, 11,11') con un'estremità di un modulo adiacente (M2,M3) della serie, presentante ulteriori mezzi di accoppiamento/ disaccoppiamento rapido (23, 23”, 24, 24” ,26, 26”, 41A).
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad un dispositivo di sicurezza antiallagamento per elettrodomestici, in particolare per macchine lavastoviglie o lavabiancheria.
E' noto che, nel campo delle macchine di lavaggio, esiste in genere il rischio dell'allagamento dell'abitazione, a seguito di una perdita improvvisa del sistema di caricamento o di scarico del liquido di lavaggio; le cause di tali perdite improvvise possono ad esempio essere dovute a guasti dei dispositivi interni alla macchina (elettrovalvola o pressostato di caricamento inceppati, ecc.) o a rotture dei tubi di adduzione o scarico del liquido di lavaggio.
A tale scopo sono noti i dispositivi antiallagamento, che consentono di realizzare un controllo pressoché continuo della presenza di eventuali perdite.
Tali dispositivi prevedono generalmente almeno una elettrovalvola, posta all'inizio di un condotto di adduzione dell'acqua, ed un opportuno sensore (quale un galleggiante o una spugna anidra), sistemato in una vaschetta di raccolta dell'acqua, situata inferiormente alla vasca di lavaggio, della macchina; in caso di malfunzionamenti dei dispositivi interni della macchina, l'acqua trabocca in tale vaschetta di raccolta ed il conseguente intervento del sensore è tale da azionare un interruttore elettrico, che invia alla citata elettrovalvola un idoneo segnale elettrico, che ne provoca la chiusura; in alcune soluzioni note, in luogo di valvole elettriche, vengono impiegate allo scopo delle valvole di tipo pneumatico, alimentate tramite un opportuno generatore di aria compressa.
Sono anche noti dispositivi del tipo citato che prevedono un tubo esterno, il quale racchiude il condotto di caricamento dell'acqua; in caso di rotture di quest'ultimo, il tubo esterno permette di far confluire nella citata vaschetta di raccolta il liquido fuoriuscente dal condotto di caricamento (che diversamente causerebbe un allagamento) e così provocare la chiusura dell'elettrovalvola di sicurezza.
I dispositivi noti del tipo citato presentano alcuni problemi di natura pratica, che ne ostacolano la diffusione. In particolare, nei dispositivi di tipo noto, la lunghezza del condotto di adduzione dell'acqua e del relativo tubo esterno è sostanzialmente standardizzata; in altre parole, il medesimo dispositivo è prodotto in un numero limitato di modelli, che presentano lunghezze del condotto e del tubo esterno diverse; tipicamente, condotti e tubi dei dispositivi noti presentano una lunghezza di cm 150 o 200. Tale fatto introduce ovviamente una certa rigidità nell'impiego dei dispositivi noti. E' infatti chiaro che l'utente dovrebbe poter installare una macchina di lavaggio nella posizione preferita, e non necessariamente in prossimità di un rubinetto dell'acqua; tuttavia, affatto pratico, il fatto che i dispositivi antiallagamento di tipo noto siano di lunghezze standardizzate, impone all'utente, che voglia fame uso, di posizionare la macchina entro una ben definita distanza massima dal rubinetto dell'acqua (che corrisponde alla lunghezza dei tubi del dispositivo antiallagamento). Dall’altro lato, in alcuni casi, la lunghezza dei tubi del dispositivo potrà essere eccessiva, con il rischio di avere in tal caso una parte di tubo in eccesso; ciò determina quindi la difficoltà di alloggiare o nascondere alla vista tale parte di tubo. Il citato inconveniente, che già di per sé ostacola l'impiego dei dispositivi antiallagamento sulle macchine di lavaggio del tipo da incasso (ove ad esempio una lavastoviglie è alloggiata entro il mobiletto di una cucina componibile), è ovviamente più sentito nel caso di macchine di lavaggio da libera installazione, ossia macchine che sono direttamente in vista.
E’ poi chiaro che se l'utente decide nel tempo di cambiare la disposizione di una macchina di lavaggio dotata di dispositivo antiallagamento, i tubi di quest'ultimo potrebbero non essere di lunghezza sufficiente per la nuova posizione scelta per l'elettrodomestico.
Un altro problema della tecnica nota è costituito dal fatto che, in caso di rotture parziali del dispositivo, questo diventa di fatto inutilizzabile e necessita di essere sostituito. Tipicamente, i componenti più soggetti a deterioramento e rotture nei dispositivi di tipo noto sono costituiti dal condotto di adduzione dell'acqua e dal relativo tubo esterno, piuttosto che dal dispositivo che comprende la valvola di sicurezza; infatti, mentre quest'ultimo è inglobato in una scatola protettiva, le tubazioni sono invece più soggettead urti e sollecitazioni che possono produrre perdite, forature, o rotture occasionali, che rendono quindi il dispositivo inefficace. Nei dispositivi noti, in caso di tali danneggiamenti, l'utente è di fatto costretto a sostituire l'intero dispositivo, poiché la sostituzione del solo condotto e/o tubo esterno danneggiato risulta praticamente impossibile, in termini di tempo e di costi; lo stesso dicasi nel caso di rottura della o delle valvole di sicurezza previste dal dispositivo. E' quindi chiaro che tale fatto introduce un ulteriore elemento di rigidità nei dispositivi di tipo noto.
La presente invenzione si propone di risolvere i suddetti inconvenienti dei dispositivi di sicurezza antiallagamento di tipo noto.
In tale ambito, un primo scopo della presente invenzione è quello di indicare un dispositivo di sicurezza antiallagamento che sia di concezione modulare, in modo tale che la lunghezza del condotto di caricamento dell'acqua e del relativo tubo esterno possa all'occonenza essere variata, in funzione di specifiche esigenze dell'utenza. Un secondo scopo della presente invenzione è quello di indicare un dispositivo di sicurezza antiallagamento di concezione modulare in modo tale che, in caso di rotture o malfunzionamenti, possa essere sostituita solo la parte di dispositivo danneggiata. Un terzo scopo della presente invenzione è quello di indicare un sistema di accoppiamento/disaccoppiamento rapido per due tronconi di tubo per un dispositivo antiallagamento.
Tali scopi sono raggiunti secondo la presente invenzione da un dispositivo di sicurezza antiallagamento incorporante le caratteristiche delle rivendicazioni allegate. Le caratteristiche ed i vantaggi della presente invenzione risulteranno chiari dalla descrizione particolareggiata che segue e dai disegni annessi, forniti a puro titolo di esempio esplicativo e non limitativo, in cui:
- la Fig. 1 rappresenta una vista parziale di un dispositivo di sicurezza antiallagamento secondo la presente invenzione;
- la Fig. 2 rappresenta una vista in sezione del dispositivo di sicurezza antiallagamento della Fig. 1;
- la Fig. 3 rappresenta un primo particolare ingrandito della Fig. 2;
- la Fig. 4 rappresenta un secondo ed un terzo particolare ingranditi della Fig. 2, tra loro disaccoppiati;
- la Fig. 5 rappresenta una vista in sezione di una parte del dispositivo di sicurezza antiallagamento secondo la presente invenzione, secondo la linea B-B di Fig. 1; - la Fig. 6 rappresenta in modo schematico una possibile forma realizzativa di un dispositivo di sicurezza antiallagamento secondo la presente invenzione.
Nelle figure citate viene rappresentato un dispositivo di sicurezza antiallagamento di concezione modulare, realizzato secondo i dettami della presente invenzione.
Nel caso esemplificato nelle Figg. 1 e 2, il dispositivo è costituito da tre moduli, tra loro differenti, e precisamente un modulo valvola, indicato con MI, un modulo di prolunga, indicato con M2 ed un modulo terminale indicato con M3.
Il modulo MI comprende un corpo valvola 1, realizzato in materiale termoplastico, che definisce un condotto di passaggio 2 sul quale sono poste in serie due elettrovalvole, indicate nel loro complesso con 3 e 4 (vedere anche Fig. 2).
Le elettrovalvole 3 e 4 sono di tipo e funzionamento in sé noto (per una descrizione dettagliata di tale tipo di elettrovalvole, si rimanda ad esempio alla domanda di brevetto italiano No. AL92A000003 a nome della stessa Richiedente).
In assenza di alimentazione elettrica, le elettrovalvole 3 e 4 mantengono chiuso il condotto 2, tramite rispettivi otturatori, in modo da impedire il deflusso del liquido; nel caso in cui le elettrovalvole 3 e 4 siano alimentate, al contrario, i citati otturatori sono atti ad assumere delle posizioni che consentono il passaggio del flusso di liquido nel condotto 2.
Nel caso illustrato, le elettrovalvole 3 e 4 montate sul corpo 1 sono racchiuse entro un elemento di protezione e isolamento 5, in materiale termoplastico, sovrastampato direttamente sul corpo 1; in particolare, per l'ottenimento dell'elemento 5, sul corpo valvola 1 vengono montate le elettrovalvole 3 e 4 e il gruppo così ottenuto viene inserito in un apposito stampo; in detto stampo viene successivamente iniettato un materiale termoplastico e, al termine di un ciclo di indurimento, il pezzo può essere estratto. La funzione di rivestimento dei mezzi 3 e 4 potrebbe peraltro essere ottenuta anche tramite un involucro o una coppia di semigusci, realizzati a parte per stampaggio di materiale termoplastico, i quali vengono successivamente fissati tramite viti o idonei mezzi di aggancio (quali dentini), con interposto il corpo valvola 1 e gli elementi ad esso associati; in tal caso, all'interno del rivestimento potrebbe essere colata una resina di caratteristiche tali da consentire il necessario isolamento elettrico ed igroscopico.
Come si nota, in particolare in Fig. 3, nella zona superiore del corpo valvola 1, risulta montata una ghiera filettata 6, per l'accoppiamento del modulo valvola MI ad un rubinetto, con relativa guarnizione di tenuta 7; nella parte superiore del condotto 2, a monte delle elettrovalvole 3 e 4, sono inseriti un filtro 8 ed un regolatore di flusso 9. Dalla Fig. 3 si nota altresì come nella sua parte inferiore, il corpo valvola 1 definisca un innesto 2A, costituente l'estremità inferiore del condotto 2, dotato nella sua parte esterna di una guarnizione di tenuta 2B.
Nella parte inferiore del corpo valvola 1 sono inoltre definite una sede per un connettore elettrico di tipo maschio, indicato con 10, ed una sede di bloccaggio 11; come sarà chiarito nel seguito della presente descrizione, gli elementi 2A, 10 e 11 costituiscono dei mezzi di accoppiamento del modulo MI ad un altro modulo del dispositivo secondo l’invenzione.
Il connettore 10 presenta una coppia di terminali ad innesto maschio, indicati con 12, che sono elettricamente connessi, in modo in sé noto, alle elettrovalvole 3 e 4; come si nota, i punti di collegamento tra i terminali 12 ed i relativi conduttori di collegamento alle elettrovalvole 3 e 4 sono racchiusi in un materiale sigillante R (costituito ad esempio da una resina), allo scopo di evitare rischi di infiltrazioni di umidità e di acqua verso i contatti in tensione (ad esempio 220 o 24 Vac); a tale scopo, sulla superficie esterna del connettore 10 è inoltre presente una guarnizione di tenuta 10A. La sede di bloccaggio 11 è, nel caso esemplificato, di forma sostanzialmente circolare e presenta una apertura, costituita da una gola 13.
Come si nota, sia l'innesto 2A, che il connettore maschio 10, che la sede 11 sporgono dalla parte inferiore del corpo valvola 1 e del relativo rivestimento 5.
Si noti inoltre che in tale parte inferiore, il rivestimento 5 del corpo valvola 1 presenta degli agganci, indicati con 5A, per l'accoppiamento ed il fissaggio con un guscio di rivestimento (22) dell'estremità superiore del successivo modulo prolunga M2.
Come si nota in Fig. 2, il modulo prolunga M2 comprende una estremità superiore ed una estremità inferiore (come si vedrà, l'estremità superiore dell'elemento M2 è praticamente identica airestremità superiore del modulo M3).
L'estremità superiore del modulo M2, indicata con 20, comprende un corpo 21 in materiale termoplastico, il quale è racchiuso, con i relativi componenti associati, in un guscio in plastica (22).
In Fig. 3 si nota come il corpo 21 definisca nella sua parte superiore una sede 23, atta a ricevere l'innesto 2A del condotto 2; all'interno di tale sede 23 è presente una opportuna guarnizione di tenuta, indicata con 23A.
Sempre nella parte superiore, al corpo 21 è associato un connettore elettrico di tipo femmina, indicato con 24, contenuto in un'apposita sede ricavata nel corpo 21; il connettore 24 presenta una coppia di terminali ad innesto femmina 25, atti ad essere accoppiati con i terminali maschio 12 del connettore 10 del modulo MI; all'estremità superiore del connettore 24 è inoltre presente una guarnizione di tenuta 24A.
Nella parte superiore del corpo 21 è infine ricavato un supporto per un mezzo di bloccaggio 26, che nel caso esemplificato è costituito da un elemento ruotabile, tramite un utensile (quale un cacciavite) e suscettibile di assumere almeno due posizioni; poste l'una a 90° dall'altra. L'elemento 26 è di dimensioni tali da penetrare nella gola 13 quando è posto in in posizione verticale, e di rimanere bloccato in essa quando è stato ruotato in posizione orizzontale.
Dalla parte opposta della sede 23, il corpo 21 definisce un attacco 27 per un tubo in gomma 28, il quale è assicurato tramite un fermaglio 29 di aggraffatura.
Con 30 è indicato un tubo corrugato esterno, che racchiude il tubo 28, e che ha la funzione di raccogliere l’acqua di perdita in caso di rottura del tubo 28; il tubo 30 racchiude inoltre un cavo elettrico 31, i cui conduttori sono collegati ai citati terminali ad innesto femmina 25 del connettore 24; anche in questo caso, i punti di collegamento tra i terminali 25 ed i conduttori del cavo 31 sono racchiusi in un materiale sigillante R, allo scopo di evitare rischi di infiltrazioni di umidità e acqua prodotta da un'eventuale perdita.
Con 22 è indicato il citato guscio in plastica, costituente un involucro protettivo esterno, che racchiude il corpo 21 ed ha anche funzioni di fissaggio a tenuta del tubo corrugato 30; in fase di realizzazione del dispositivo, il guscio 22 può scorrere sul tubo corrugato 30, sino ad arrivare in battuta su di una guarnizione G, fissata in prossimità dell'estremità superiore del tubo 30. Come si nota, il guscio 22 prevede dei risalti, indicati con 22A, atti ad accoppiarsi con gli agganci 5 A del modulo MI, allo scopo di consentire un buon accoppiamento tra le due parti.
L'estremità inferiore del modulo M2, rappresentata in dettaglio in Fig. 4 in basso, indicata con 40, comprende un corpo 41 in materiale termoplastico, il quale è racchiuso, con i componenti ad esso associati, in un guscio in plastica (42).
Il corpo 41 definisce nella sua parte inferiore un innesto 41A, del tutto simile all'innesto 2A previsto dal modulo MI; sempre nella parte inferiore, al corpo 41 è associato un connettore elettrico di tipo maschio 10’, analogo a quello previsto dal modulo MI; nella parte inferiore del corpo 41 è infine ricavata anche una sede di bloccaggio 1 Γ, analoga a quella prevista dal modulo MI e dotata di relativa gola 13’. Dalla parte opposta dell'innesto 41A, il corpo 41 definisce un attacco 43 per la seconda estremità del tubo 28 compreso nel modulo M2, il quale è assicurato tramite un fermaglio 29’.
Con 30 è indicato il già citato tubo corrugato esterno, che racchiude il tubo 28 ed il cavo 31, Ì cui conduttori sono collegati ai terminali ad innesto maschio 12’ del connettore 10’ previsto dall'estremità 40. Con 42 è indicato il citato guscio in plastica, che racchiude il corpo 41 ed ha funzioni di fissaggio a tenuta del tubo corrugato 30.
Come si nota, il corpo 41 definisce degli agganci 44 per il fissaggio sul corpo 41 del guscio 42; il corpo 41 definisce inoltre degli agganci 5A’, simili a quelli del modulo MI, per l’accoppiamento al guscio (22") del modulo terminale M3.
I gusci 22 e 42 sono ovviamente atti a garantire la necessaria tenuta idraulica, in caso di perdite di liquido dal tubo 28 e a tale scopo possono vantaggiosamente prevedere sui bordi opportune guarnizioni di tenuta.
Anche il modulo terminale M3 comprende una estremità superiore ed una estremità inferiore, poste alle estremità della relativa tubazione.
Come detto, l’estremità superiore del modulo M3 è praticamente identica all'estremità superiore 20 del modulo M2, per cui la medesima e le sue parti componenti (compreso il tubo corrugato e gli elementi in esso contenuti) vengono identificate nelle figure con i medesimi numeri di riferimento, con l’aggiunta dell'indice “.
In Fig. 5 è rappresentata, tramite una sezione secondo la linea B-B di Fig. 1, un accoppiamento tra l'estremità inferiore 40 del modulo M2 e l'estremità superiore 20” del modulo M3. In tale figura, con Z sono indicati dei fori, presenti in posizioni corrispondenti sia suH'estremità 40 che sull'estremità 20”, atti a consentire il passaggio dell'eventuale liquido di perdita da un modulo al successivo, e quindi il deflusso del liquido attraverso i vari moduli ad una vaschetta di raccolta alloggiata internamente alla macchina di lavaggio.
L'estremità inferiore del modulo M3 è di concezione in sé nota, come evidenziato in particolare nelle Figg. 1 e 2.
In pratica, infatti, dall'estremità inferiore del tubo corrugato 30” del modulo M3 fuoriesce l'estremità inferiore del relativo tubo in gomma 28”; a quest'ultima è fissato un raccordo 50, dotato di una ghiera filettata 51, provvista di idonea guarnizione 52; in uso, la ghiera 51 viene fissata ad un raccordo di alimentazione idrica prevista dalla macchina di lavaggio, sulla quale il dispositivo secondo l'invenzione è installato (il raccordo 50 potrebbe eventualmente essere assente, nel caso in cui sia previsto un diverso tipo di collegamento alla macchina di lavaggio).
Dall'estremità inferiore del tubo corrugato 30” del modulo M3 fuoriesce inoltre il relativo cavo elettrico 31”, i cui terminali 53 sono in uso collegati ai mezzi di alimentazione e/o comando delle elettrovalvole 3 e 4; l'estremità inferiore del tubo 30” viene in uso posizionata aH'interno della macchina di lavaggio, in modo tale che l'eventuale acqua di perdita possa confluire dal tubo 30” (come sopra descritto) nella citata vaschetta di raccolta, in cui è alloggiato un dispositivo sensore di acqua atto a comandare la chiusura delle elettrovalvole 3 e 4.
Come si intuisce, il montaggio e l'utilizzo del dispositivo di sicurezza antiallagamento secondo la presente invenzione, è molto semplice.
Per realizzare il dispositivo esemplificato nelle figure, è infatti sufficiente connettere in serie i tre moduli MI, M2 ed M3; ciò si ottiene accoppiando tra loro l'estremità inferiore del modulo MI con l'estremità superiore 20 del modulo M2, ed accoppiando l'estremità inferiore 40 del modulo M2 all'estremità superiore 20’ ’ del modulo M3. Come si intuisce, nel corso di tali operazioni, si otterrà la contemporanea e rapida connessione elettrica, idraulica e meccanica tra i vari moduli, rispettivamente tramite l'accoppiamento dei terminali 10 e 10’ coi terminali 25 e 25”, l'accoppiamento degli innesti 2A e 41A con le sedi 23 e 23”, e l'accoppiamento delle sedi di bloccaggio 11 e 11” con gli elementi di bloccaggio 26 e 26”. Si noti che i citati mezzi di accoppiamento rapido, dal punto di vista elettrico, idraulico e meccanico, sono utili anche per l’effettuazione rapida delle operazioni di eventuale disaccoppiamento dei moduli, ad esempio nel caso di inteventi di manutenzione o riparazione.
E' chiaro che a tale scopo, nel corso dell'operazione di accoppiamento tra i moduli, l'elemento di bloccaggio 26 o 26” dovrà essere posizionato verticalmente (come si nota in Fig. 4), in modo da poter penetrare nella gola 13 o 13” della sede 11 o 11”*, una volta ottenuto l'accoppiamento, l'elemento 26 o 26” potrà essere ruotato di 90°, tramite un cacciavite, per assicurare l'accoppiamento.
Infine, sarà sufficiente collegare l'estremità superiore del modulo MI ad un rubinetto della rete idrica, tramite la ghiera 6, e l'estremità inferiore del modulo M3 alla macchina di lavaggio, tramite la ghiera 51 ed i terminali 53.
Una volta eseguite le suddette operazioni, il dispositivo funziona in pratica come qualsiasi altro dispositivo secondo l'arte nota.
Come detto, nel caso rappresentato nelle figure, il dispositivo secondo l'invenzione comprende i tre moduli, indicati con MI, M2 ed M3; si noti, peraltro, che il modulo centrale M2 costituisce in pratica un'estensione (o prolunga) del dispositivo, nel senso che il medesimo potrebbe al limite essere omesso, accoppiando direttamente tra loro i moduli MI ed M3.
E' daU'altro lato evidente che un dispositivo di sicurezza antiallagamento concepito secondo la presente invenzione possa presentare anche più moduli M2 in serie, in modo tale che la lunghezza complessiva del dispositivo stesso possa essere variata a seconda delle necessità dell'utilizzatore del dispositivo.
Un tale caso viene ad esempio illustrato in Fig. 6, dove il dispositivo secondo l'invenzione risulta composto da un modulo valvola MI, tre moduli prolunga M2A, M2B ed M2C ed un modulo terminale M3.
In tale Fig. 6 viene rappresentata una possibile variante della presente invenzione, in accordo alla quale ciascun elemento M2A, M2B, M2C ed M3 è dotato di un sensore (SI, S2, S3, S4) di liquido di perdita; al dispositivo è in questo caso associato un idoneo circuito elettronico, che consente di attivare in chiusura le elettrovalvole 3 e 4 ed individuare il modulo soggetto a perdita.
In accordo a tale variante, i moduli M2A, M2B, M2C ed M3 sono sigillati alle rispettive estremità, ossia non presentano i fori di passaggio Z evidenziati in Fig. 5, in modo tale che l’eventuale liquido di perdita di un modulo non possa passare nei moduli successivi.
Il sensore d'acqua può ad esempio essere costituito da una coppia di conduttori non isolati 60 e 61, mantenuti tra loro separati in modo opportuno (ad esempio interponendo tra essi un foglio in tessuto, impregnato con sale anidro).
Come si nota, sulla porzione di conduttore 60 di ciascun modulo M2A, M2B, M2C ed M3 è inserita una resistenza; il valore di tali resistenze, indicate in Fig. 6 con SI, S2, S3 ed S4 è scelto in modo da consentire l'ottenimento di diverse soglie di segnale (a seconda del numero e/o valore delle resistenze stesse che vengono collegate tra loro in serie); i conduttori 60 e 61 presentano all'estremità inferiore dei terminali 62 e 63 per il collegamento al citato circuito elettronico.
Come si intuisce, in caso di perdita all'intemo di un modulo, il liquido provoca un cortocircuito tra i due conduttori 60 e 61, variando la resistenza elettrica tra gli stessi. Ad esempio, in presenza di una perdita all'interno del modulo M2B, viene determinato un cortocircuito nel punto Y, ed il conseguente collegamento delle resistenze S2, S3 ed S4 tra i terminali 62 e 63; in funzione del valore di resistenza presentato dal circuito serie, costituito dalle tre resistenze S2, S3 ed S4, e di conseguenza del valore del segnale ricevuto tramite detti terminali, il citato circuito elettronico può quindi provvedere a segnalare la perdita e, ad esempio tramite delle spie, indicare il modulo soggetto a danneggiamento, a seconda del valore di resistenza rilevato.
Da quanto sopra descritto, risulta inoltre chiaro che, in caso di danneggiamento di uno dei moduli costituenti il dispositivo, sarà sufficiente provvedere alla sostituzione di quell'unico modulo danneggiato, e non dell'intero dispositivo come avviene di fatto nell'arte nota.
Dalla descrizione effettuata risultano pertanto chiare le caratteristiche della presente invenzione, così come chiari risultano i suoi vantaggi.
In particolare, secondo l'invenzione viene proposto un dispositivo di sicurezza antiallagamento di concezione modulare, ossia componibile tramite l’accoppiamento reciproco di più parti distinte; ciò consente di variare la lunghezza complessiva del dispositivo, a seconda delle necessità, e di sostituire solo le parti eventualmente danneggiate.
E' chiaro che numerose varianti sono possibili per l'uomo del ramo al dispositivo di sicurezza antiallagamento descritto come esempio, senza per questo uscire dagli ambiti di novità insiti nell’idea inventiva.
Ad esempio, è chiaro che il concetto di base dell 'invenzione è direttamente applicabile anche a dispositivi di sicurezza antiallagamento comprendenti un'unica valvola di intercettazione del flusso di liquido.
Inoltre, nel caso di impiego di due elettrovalvole, queste possono essere collegate elettricamente in serie od in parallelo; nel caso di collegamento in serie, gli elettromagneti saranno naturalmente dimensionati in modo tale da poter funzionare ciascuno con una tensione dimezzata rispetto alla tensione di rete.
Si segnala infine la possibilità di prevedere un dispositivo di sicurezza antiallagamento modulare, secondo l'invenzione, anche nel caso di impiego di una o più valvole comandate pneumaticamente o meccanicamente. A tale scopo, infatti, sarà sufficiente sostituire i vari cavi 31 con idonei condotti per il passaggio di aria o cinematismi meccanici, e sostituire i vari connettori elettrici 10 e 24 con idonei raccordi meccanici o connettori a tenuta pneumatica.

Claims (24)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo di sicurezza antiallagamento, del tipo comprendente un condotto (2,28,28”) per l'adduzione di un liquido ad un apparato utilizzatore, quale in particolare una macchina di lavaggio, detto condotto (2,28,28”) essendo previsto per collegare detto apparato ad una presa di alimentazione di detto liquido, lungo detto condotto (2,28,28”) essendo previsti mezzi di intercettazione (3,4) del flusso di liquido, caratterizzato dal fatto che il dispositivo è composto da due o più moduli (M1,M2,M3) distinti e connessi in serie tra loro, dove ciascuno di detti moduli (M1,M2,M3) comprende almeno una porzione di detto condotto (2,28,28”) e dove almeno un'estremità (20,40,20”) di un modulo (M1,M2) presenta mezzi di accoppiamento/disaccoppiamento (2A, 10, 10’, 11,11') con un'estremità di un modulo adiacente (M2,M3) della serie, presentante ulteriori mezzi di accoppiamento/ disaccoppiamento rapido (23, 23”, 24, 24” ,26, 26”, 41 A).
  2. 2. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di accoppiamento/disaccoppiamento (2A, 10, 10’, 11,11', 23, 23”, 24, 24” ,26, 26” ,41 A) comprendono dei mezzi di connessione/disconnessione idraulica rapida (2A, 23, 23”, 41 A), per permettere la connessione delle porzioni di detto condotto (2,28,28”) di due moduli differenti (M1,M2,M3).
  3. 3. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che sono previsti mezzi di controllo (31,31”) di detti mezzi di intercettazione(3,4), che si estendono tra detto apparato utilizzatore e detti mezzi di intercettazione (3,4).
  4. 4. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che almeno uno di detti moduli (M2.M3) comprende una porzione di tubo (30,30”) che racchiude la porzione di detto condotto (2,28,28”) relativa a detto modulo (M2.M3), detto tubo (30,30”) essendo in particolare atto a convogliare l'acqua prodotta da una perdita in un apposito contenitore.
  5. 5. Dispositivo, secondo la rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che almeno uno di detti moduli (M1,M2,M3) comprende una porzione di detti mezzi di controllo (31,31”).
  6. 6. Dispositivo, secondo le rivendicazioni 4 e 5, caratterizzato dal fatto che detta porzione di tubo (30,30”) di detto modulo (M2,M3) racchiude, sia la relativa porzione di detto condotto (2,28,28”), che la relativa porzione di detti mezzi di controllo (31,31”).
  7. 7. Dispositivo, secondo le rivendicazioni 1 e 3, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di accoppiamento/disaccoppiamento (2A, 10, 10’, 11,11', 23, 23”, 24, 24” ,26,26”,41A) comprendono dei mezzi di connessione/disconnessione elettrica rapida (10, 10’, 24, 24”) per il collegamento elettrico in serie di dette porzioni di detti mezzi di controllo (31,31”).
  8. 8. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di accoppiamento/disaccoppiamento (2A, 10, 10’, 11,11’, 23, 23”, 24, 24”, 26, 26”, 41 A) comprendono dei mezzi di aggancio/sgancio meccanico rapido (11, 1Γ, 26, 26”) tra l’estremità di un modulo (M1,M2) e l'estremità del modulo adiacente (M2,M3).
  9. 9. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di aggancio/sgancio meccanico rapido (11,11’, 26, 26”) comprendono almeno una sede (11,11’) presente in una estremità di un modulo (M1,M2) ed almeno un elemento di aggancio (26,26”) presente in una estremità del modulo seguente nella serie (M2,M3), detto elemento di aggancio (26,26”) essendo in particolare atto ad assumere almeno due diverse posizioni.
  10. 10. Dispositivo, secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di connessione/disconnessione (10, 10’, 24, 24”) per il collegamento elettrico comprendono dei terminali di tipo maschio (10,10’) e dei terminali di tipo femmina (24,24”).
  11. 11. Dispositivo, secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di connessione/disconnessione idraulica rapida (2A, 23, 23”, 41 A) comprendono degli innesti (2A.41A) e delle sedi (23,23”) dotati di mezzi di tenuta idraulica (23A,23A”,41B).
  12. 12. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che dette estremità (20,40,20”) comprendono un corpo, in particolare in materiale termoplastico, in cui sono definiti o alloggiati detti mezzi di accoppiamento/disaccoppiamento (2A, 10,10’ ,11 , 11 ’, 23, 23” ,24,24” ,26,26’ ’ , 41 A).
  13. 13. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che dette estremità (20,40,20”) comprendono un involucro (5, 22, 22”, 42) protettivo e/o di raccolta di acqua di perdita che comprende in particolare mezzi di accoppiamento reciproco (5A,22A,44).
  14. 14. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di intercettazione comprendono almeno una valvola di tipo elettrico (3,4) e che detti mezzi di controllo comprendono dei conduttori elettrici (31,31”).
  15. 15. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di intercettazione comprendono almeno una valvola di tipo pneumatico e che detti mezzi di controllo comprendono dei condotti per il passaggio di aria.
  16. 16. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di intercettazione comprendono almeno una valvola di tipo meccanico e che detti mezzi di controllo comprendono dei cinematismi di tipo meccanico.
  17. 17. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caraterizzato dal fatto di prevedere un modulo di primo tipo (MI), comprendente almeno detti mezzi di intercettazione(3,4), una porzione di deto condotto (2), mezzi di fissaggio (6) a detta presa di alimentazione del liquido, mezzi di controllo (31) e mezzi di accoppiamento (2A,10,11) ad un modulo successivo (M2.M3) della serie.
  18. 18. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fato di prevedere un modulo di secondo tipo (M3), destinato al collegamento con detto apparato utilizzatore, presentante una porzione di detto condotto (28”) e/o di detto tubo (30”) e/o di detti mezzi di controllo (31”), e mezzi di accoppiamento (23”, 24”, 26”) ad un modulo precedente (M1,M2) della serie.
  19. 19. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che è previsto almeno un modulo di terzo tipo (M2), comprendente almeno mezzi di accoppiamento (23,24,26) ad un modulo precedente (MI) della serie, una porzione di detto condotto (28) e/o di detto tubo (30) e/o di detti mezzi di controllo (31), mezzi di accoppiamento (10\1Γ,41Α) ad un modulo successivo (M3) della serie.
  20. 20. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fato che uno o più di detti moduli (M2A,M2B,M2C) sono dotati di un dispositivo sensore di liquido di perdita, il quale è in particolare atto a determinare l’attivazione di detti mezzi di intercettazione (3 e 4) e/o segnalare il modulo soggetto a perdita.
  21. 21. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che la porzione di detto tubo (30,30””) di ciascun modulo (M2A.M2B, M2C,M3) è chiusa alle rispettive estremità, in modo tale che l'eventuale liquido di perdita di un modulo non possa passare nei moduli successivi e/o in detto apparato.
  22. 22. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto dispositivo sensore comprende una coppia di conduttori non isolati (60,61) in detto tubo (30,30”), mantenuti tra loro separati, ove sulla porzione di uno di detti conduttori (60) di ciascun modulo (M2A,M2B,M2C,M3) è inserita una resistenza (S1,S2,S3,S4).
  23. 23. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che il valore di dette resistenze (S1,S2,S3,S4) è scelto in modo da consentire l'ottenimento di diverse soglie di segnale.
  24. 24. Dispositivo di sicurezza antiallagamento, secondo gli insegnamenti della presente descrizione e dei disegni allegati.
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