ITRN980037A1 - Apparato per fare avanzare, lungo una linea di avanzamento, prodotti orientati con un proprio asse longitudinale parallelo alla linea. - Google Patents
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Description
DESCRIZIONE
annessa a domanda di brevetto per INVENZIONE INDUSTRIALE dai titolo:
APPARATO PER FARE AVANZARE. LUNGO UNA LINEA DI AVANZAMENTO. PRODOTTI ORIENTATI CON UN PROPRIO ASSE LONGITUDINALE PARALLELO ALLA LINEA.
Il presente trovato si riferisce in generale alla movimentazione di prodotti lungo una linea di avanzamento e concerne in particolare un apparato per fare avanzare in successione, lungo la linea, dei prodotti aventi in particolare forma allungata, come tubi plastici, orientati con un proprio asse longitudinale parallelo alla linea.
Tra i vari sistemi impiegati in numerosi settori della tecnica per movimentare in successione, lungo una linea di avanzamento, i prodotti più disparati, sono conosciuti degli apparati, correntemente denominati “traini”, i quali sono congegnati per imprimere ai prodotti delle forze di spinta o di trazione atte a far avanzare i prodotti medesimi lungo la linea con le desiderate velocità.
Per la movimentazione dei tubi plastici, cui la presente descrizione si riferisce, senza per questo perdere in generalità, sono noti degli apparati di movimentazione che comprendono essenzialmente una struttura, a prevalente sviluppo orizzontale, che viene attraversata da un’estremità all’altra dalla linea di alimentazione e che è provvista di due o più unità di trascinamento dei prodotti supportate rìgidamente dalla struttura, distribuite intorno alla linea ed atte ad interagire con i prodotti trasmettendo loro il movimento di avanzamento.
Ciascuna unità di trascinamento comprende in particolare un meccanismo a quadrilatero articolato, mobile in un piano contenente l’asse longitudinale dei tubi e provvisto di una trave e di due bracci, i quali sono articolati: da un lato con le estremità della trave; e dall’altro con rispettivi telai fissi della struttura. La trave è provvista di una coppia di pulegge, almeno una delle quali motorizzata, e di un membro flessibile, solitamente un cingolo attuato da una catena con rostri rivestiti di gomma, il quale collettivamente circonda le pulegge ed è chiuso alle proprie estremità in modo da formare un anello allungato, orientato longitudinalmente alla trave.
I tubi, alimentati in successione lungo la linea di avanzamento, pervenuti all’interno dell'apparato, sono presi dalle unità di trascinamento, serrati tra le rispettive travi e fatti avanzare per effetto del trascinamento trasmesso loro dai membri flessibili per contatto d’attrito tra i rostri e la parete dei tubi medesimi.
Negli apparati suddetti, i bracci dei quadrilateri articolati hanno lunghezza fissa ed invariabile. Il serraggio dei tubi tra le travi delle unità di trascinamento contrapposte viene quindi effettuato imponendo ai bracci delle rotazioni, rispetto alla struttura, di ampiezza adatta a far sì che le travi dei vari quadrilateri, muovendosi secondo le proprie caratteristiche traiettorie circolari vengono accostate tra loro, in direzione traversale alia linea, riscontrando adeguatamente la parete del tubo interposto.
In conseguenza della tipica movimentazione imposta alle travi dai meccanismi a quadrilatero, che sono mantenute rìgidamente rettilinee e parallele tra loro, per avere un contatto del membro flessibile equamente distribuito sulla lunghezza della direttrice della parete del tubo è necessaria una perfetta regolarità geometrica del tubo.
Tale regolarità difficilmente si riscontra in pratica, poiché i tubi di corrente costruzione presentano sempre dei difetti di circolarità e di rettilineità, e presentano anche una certa variabilità di dette irregolarità da una zona all’altra di un medesimo tubo.
Quando poi l'apparato di traino è disposto, come spesso accade, immediatamente a valle di una macchina di estrusione, tali difetti sono ulteriormente accentuati dalle deformazioni termiche legate ai fenomeni di raffreddamento ancora in corso sui tubi in uscita dalla macchina.
In conseguenza di ciò l'applicazione dello sforzo di trascinamento tende ad essere localizzata maggiormente in certe zone del tubo, a scapito di altre. Dal momento che per movimentare i tubi, talvolta anche di grosse dimensioni, occorre esercitare forze di trascinamento abbastanza rilevanti, una tale localizzazione delle zone di contatto può non consentire un avanzamento regolare del tubo, alla desiderata velocità, e, in certe situazioni tipiche dei transitori di avviamento della macchina di estrusione in cui il tubo è costituito da uno sbozzato di forma assai irregolare, può determinare addirittura la problematica totale incapacità dell’apparato di effettuare il trascinamento dello sbozzato fuoriuscente dalla macchina di estrusione.
Scopo del presente trovato, così come caratterizzato dalle rivendicazioni, è quello di eliminare gli inconvenienti suddetti mediante un apparato di trascinamento in grado di essere adattabile alla geometria effettiva dei tubi da movimentare.
In accordo con l'invenzione, tale scopo viene raggiunto da un apparato secondo il preambolò della rivendicazione 1 , in cui i bracci dei meccanismi a quadrilatero articolato hanno lunghezza variabile e comprendono attuatoli lineari disposti tra telaio e trave, e mezzi di vincolo associati agli attuatori lineari in modo da mantenere i bracci e la trave in una condizione di rigida, mutua, complanarità con il piano di giacitura del quadrilatero.
La variabilità di lunghezza dei bracci consente alle travi di inclinarsi rispetto alla linea di avanzamento e di oscillare nel piano di giacitura del quadrilatero articolato ruotando intorno ad un asse orizzontale, trasversale alla linea di avanzamento dei prodotti in modo da inclinare la trave nel piano contenente l’asse longitudinale dei prodotti e da favorire un contatto migliore e più esteso del membro flessibile con la parete del tubo.
Per ottenere una rigida complanarità dei vari membri del quadrilatero articolato, l’apparato è provvisto di una pluralità di accorgimenti, alcuni dei quali riguardano: la forma costruttiva dei mezzi di vincolo; il montaggio degli attuatori; la connessione degli attuatori ai bracci e alla trave dei meccanismi a quadrilatero; e l’adozione di mezzi cinematici atti a favorire le oscillazioni della trave nel proprio piano di giacitura.
Più in particolare, i mezzi di vincolo comprendono dei supporti, fissati al telaio, preferibilmente a forma scatolare ad “U", provvisti di facce piane, equidistanti, corredate di sedi per alloggiare perni di articolazione degli attuatoli. Gli attuatoli sono alloggiati tra le facce piane dei supporti in condizione di contiguità con queste in modo atto a risultare mobili rispetto ai supporti, secondo le necessità di articolazione del quadrilatero, restando contemporaneamente vincolati a permanere reciprocamente complanari con il piano contenente l’asse longitudinale dei tubi.
I mezzi di vincolo comprendono inoltre anche una piastra solidale ad un corpo dell'attuatore, realizzata in materiale aritifrizione, contenuta tra le facce del supporto, orientata trasversalmente ad esse, scorrevolmente impegnata con queste, ed atta a consentire la mobilità dell'attuatore rispetto al supporto.
Una tale caratteristica consente di ottenere una soluzione costruttiva efficace ed affidabile e, al tempo stesso, piuttosto economica.
Inoltre, gli attuatori comprendono uno stelo ed un corpo d’attuatore montati in modo da collegarsi rispettivamente con il supporto e con una adiacente estremità della trave in una condizione tale da permettere una più alta resistenza dei bracci alle sollecitazioni torsionali indotte dai difetti di circolarità del tubo e tendenti a causare la distorsione dei quadrilateri rispetto al loro piano di giacitura, soprattutto nel caso di tubi pesanti e di grandi dimensioni.
La trave è corredata anche di elementi di connessione a forcella girevole, portati dalle proprie estremità e provvisti di rebbi equidistanti, planarmente accoppiati con contrapposte facce degli attuatori, che vengono alloggiati tra i rebbi e che mantengono la residua libertà di muoversi unicamente nel piano contenente l’asse longitudinale del tubo.
Un’ulteriore importante caratteristica dell’apparato secondo l’invenzione è rappresentata dal fatto di comprendere mezzi cinematici operanti tra i telai e le travi in modo atto a permettere alle travi di essere bidirezionalmente traslabifi lungo una traiettoria contenuta nel piano contenente l’asse dei tubi e sostanzialmente ortogonale a detto asse; e contemporaneamente girevole intorno ad un asse orizzontale . trasversale all’asse dei tubi, rispetto al quale la trave è oscillante nei due sensi di rotazione.
Tali mezzi comprendono in particolare un meccanismo ad aste articolate che include due prime aste montate girevoli intorno a perni fissi portati dai bracci, ed una terza asta la quale è centralmente imperniata sulla trave e presenta proprie opposte estremità girevolmente connesse con le prime aste.
L’applicazione di un tale meccanismo, di per sé concettualmente noto dalla meccanica generale con il nome di parallelogramma di Watt, consente numerosi vantaggi tra i quali quello di permettere movimenti di accostamento reciproco delle travi diretti unicamente in direzione ortogonale alla linea di avanzamento del tubo (almeno nell’ambito delle escursioni angolari richieste alle travi dall’applicazione in descrizione); quello di permettere la rotazione in oscillazione delle travi nel piano contenente l’asse del tubo in condizioni di equilibrio indifferente; di contrastare la forza di reazione del cingolo ripartendo lo sforzo su entrambi i telai della struttura con il conseguente vantaggio di permettere apparati aventi strutture resistenti più esili.
Quanto alia possibilità di oscillazione conferita alle travi, nel proprio piano ed intorno ad un asse orizzontale, trasversale alla linea di avanzamento dei tubi, si può osservare che una tale caratteristica presenta numerosi vantaggi, tra i quali quello di consentire all’organo flessibile di aderire in modo ottimale alle superfici del tubo, trasferendo meglio la forza di trascinamento; di consentire l’attuazione del trascinamento richiedendo una minore forza di serraggio del tubo da parte delle unità di trascinamento; di consentire all’apparato una capacità di adattamento alle imperfezioni palesate dai tubi assialmente e circonferenzialmente; ed infine di fornire all’apparato una capacità di adattamento in funzione delle deformazioni assunte dal tubo durante il trascinamento stesso.
Ulteriore scopo del trovato è quello di consentire il tensionamento automatico e continuo del membro flessibile con il vantaggio di eliminare la necessità di interventi manuali di registrazione.
Le caratteristiche tecniche del trovato, secondo i suddetti scopi, sono chiaramente riscontrabili dal contenuto delle rivendicazioni sottoriportate ed i vantaggi dello stesso risulteranno maggiormente evidenti nella descrizione dettagliata che segue, fatta con riferimento ai disegni allegati, che ne rappresentano una forma di realizzazione puramente esemplificativa e non limitativa, in cui:
- le figure 1 e 2 sono rispettivamente una vista in alzato e una vista di fianco di un apparato secondo l’invenzione illustrato con alcuni particolari asportati per meglio evidenziarne degli altri;
- le figure 3 e 4 sono rispettivamente una vista in alzato ed una vista in pianta di una delle unità di trascinamento dei prodotti di cui l'apparato delle figure 1 e 2 è corredato;
- la figura 5 è una vista di un apparato illustrato in alzato, in una sua significativa condizione di impiego;
- la figura 6 è una vista parziale di un apparato di tensionamento di un membro flessibile di trascinamento dei prodotti di cui è corredato l’apparato; - le figure 7 A e 7B sono una rappresentazione schematica di alcune situazioni caratteristiche in cui l’apparato secondo l'invenzione viene a trovarsi quando un tubo è prossimo a lasciare l’apparato e quando invece, al contrario, è in fase di introduzione nell’apparato;
- la figura 8 è una vista di insieme di un primo esempio di realizzazione di un dispositivo di controllo della inclinazione di ciascuna trave di supporto degli organi di trascinamento dei tubi, rappresentato con alcune parti asportate per meglio evidenziarne delle altre;
- la figura 9 è una vista in scala di ingrandimento di alcuni particolari del dispositivo di cui alla figura 8;
- la figura 10 è una schematica rappresentazione funzionale illustrante la trave dell’apparato durante il controllo di inclinazione attuato dal dispositivo delle precedenti figure da 8 a 10;
- la figura 11 è una schematica rappresentazione di un secondo esempio di attuazione del dispositivo di controllo della inclinazione delle travi.
Conformemente alle figure dei disegni allegati, con 1 viene complessivamente indicato un apparato per fare avanzare, lungo una linea 3 di avanzamento, dei prodotti 2 di forma allungata, in particolare dei tubi plastici orientati con un proprio asse longitudinale 2a parallelo alla linea 3.
L’apparato 1 essenzialmente comprende una struttura 33 reticolare tridimensionale, di forma parallelepipeda, avente prevalente sviluppo orizzontale, recante una coppia di contrapposti telai 8 fissi, attraversati centralmente dalla linea 3 di avanzamento. La struttura 33 supporta internamente una pluralità di complessi modulari 31 fissati ai telai 8, distribuiti intorno alla linea 3 di avanzamento e destinati ad impegnare i prodotti 2 (tubi), alimentati in successione lungo la linea 3, facendoli avanzare per effetto di un trascinamento meccanico per attrito attraverso la struttura 33 da una estremità all’altra di questa.
Ciascun complesso modulare 31 comprende in particolare (figure 3 e 4) un’unità di trascinamento 4 dei prodotti 2 che include un meccanismo 5 a quadrilatero, articolato, mobile in un piano 2b contenente l’asse longitudinale 2a dei prodotti 2 e provvisto di una trave 6 e di due bracci 7 laterali alla trave 6 rispettivamente articolati con la trave 6 e con i corrispondenti adiacenti telai 8 fissi dell'apparato 1.
La trave 6 possiede struttura scatolare ed è provvista alle proprie estremità 6a di una coppia di pulegge 9,10, almeno una 9 delle quali motorizzata, e di un membro flessibile 11 che collettivamente circonda le pulegge 9, 10 e che è chiuso alle proprie estremità in modo da formare un anello allungato, orientato longitudinalmente alla trave 6.
I bracci 7 hanno lunghezza variabile e comprendono rispettivamente degli attuatori lineari 12, costituti ad esempio da cilindri pneumatici, disposti tra i telai 8 e la trave 6, con i quali i bracci 7 si collegano rispettivamente mediante uno stelo 19 ed un corpo 18 d’attuatore. I bracci 7 comprendono inoltre mezzi di vincolo 13,17 associati agli attuatori lineari 12 in modo da mantenere i bracci 7 e la trave 6 in una condizione di rigida, mutua, complanarità con detto piano 2b.
I mezzi di vincolo comprendono, più in particolare, dei supporti 13, fissati ai telai 8, i quali hanno forma scatolare preferibilmente ad "U", e sono provvisti di facce 14 piane, equidistanti, corredate di sedi 15 per impegnare perni 16 di articolazione degli attuatori v 12 sul relativo supporto 13. Gli attuatoli 12 sono alloggiati tra le facce 14 piane in condizione di contiguità e complanarità con queste in modo atto a risultare: mobili rispetto ai supporti 13 secondo direzioni parallele alle facce 14, restando tuttavia contemporaneamente vincolati, rigidamente rispetto ai supporti 13, secondo direzioni trasversali alle facce 14. Ciò permette agli attuatori 12 di permanere reciprocamente complanari con i supporti 13 rispetto al piano 2b contenente l’asse 2a longitudinale dei prodotti 2.
I mezzi di vincolo comprendono inoltre piastre 17 piane in nylon, in polizene o in un equivalente materiale antifrizione, le quali sono solidali al corpo 18 degli attuatori 12 e sono contenute tra le facce 14 dei supporti 13. Ciascuna piastra 17 è orientata trasversalmente alle facce 14 del proprio supporto 13 ed è scorrevolmente impegnata con queste per consentire all’attuatore 12 di muoversi rispetto al supporto 13 medesimo, permanendo rigidamente in guida con il piano 2b passante per l’asse 2 del tubo 2.
I mezzi di vincolo comprendono inoltre anche due elementi di connessione 20, operanti in guisa di cerniera cilindrica, disposti rispettivamente tra gli attuatori 12 e le adiacenti estremità 6a della trave 6. Gli elementi di connessione sono attuati preferibilmente da forcelle 20 girevoli, fissate a ciascuna delle estremità 6a della trave 6, provviste di rebbi 20a equidistanti planarmente accoppiati con contrapposte facce 12a dell’attuatore 12 che, a sua volta, è alloggiato tra i rebbi 20a medesimi.
Da quanto sopra detto si può constatare che dal particolare montaggio degli attuatori 12 e dagli accorgimenti costruttivi dei bracci 7 derivano numerosi vantaggi. Infatti il montaggio degli attuatori 12 con gli steli 19 articolati direttamente ai propri supporti 13 e con i corpi 18 d’attuatore, vincolati invece alla trave 6, consente di ottenere una maggiore rigidità dei meccanismi 5 a quadrilatero articolato, specie nelle configurazioni cui corrisponde il massimo sfilamento degli steli 19 dai corpi 18 d’attuatore. In queste condizioni infatti i momenti torsionali, che sollecitano il meccanismo 5 a quadrilatero, nel senso di distorcerlo dal proprio piano 2b di giacitura, e che raggiungono le massime intensità proprio nel punto di connessione del corpo 18 d’attuatore con la trave 6 sono, in questa zona, più efficacemente contrastati dalla più alta rigidezza locale posseduta dal corpo 18 d’attuatore, rispetto allo stelo 19, e dalla rigidezza della estremità 6a di trave 6 ad esso collegata.
Quanto alla piastra 17, si può constatare che questa, unitamente ai supporti 13, consente di attuare dei mezzi di guida semplici ed economici, atti ad assicurare che il movimento di scorrimento del membro flessibile 11 sia sempre contenuto nel piano 2b passante per la mezzeria del membro flessibile 11.
L'apparato 1 comprende inoltre (figure 3 e 4) dei mezzi cinematici 22,24 operanti tra telaio 8 e trave 6 atti a permettere alla trave 6 di essere bidirezionalmente traslabile lungo una traiettoria 21 contenuta nel piano 2b contenente passante per l'asse 2a del prodotto 2 e sostanzialmente ortogonale a detto asse 2a.
Preferibilmente, i mezzi cinematici comprendono un meccanismo ad aste articolate che include due prime aste 22, di uguale lunghezza, collocate lateralmente alla trave 6, in corrispondenza di distinti fianchi 6b di quest'ultima e montate girevoli intorno a perni fissi 23 portati dai bracci 7 ed una terza asta 24, interposta tra le prime aste 22. La terza asta 24 reca centralmente un perno 38 di rotazione su cui la trave 6 è girevolmente oscillante; inoltre è suddivisa in due elementi 24b paralleli, controversi, che si proiettano dai fianchi 6b della trave 6 e che, singolarmente, recano le opposte estremità 24a della terza asta 24 medesima che sono, a loro volta, girevolmente connesse con le prime aste 22.
Il mezzi cinematici suddetti oltre a permettere alla trave 6 di orientarsi automaticamente lungo la direttrice del tubo 2, adattandosi spontaneamente alle eventuali irregolarità geometriche rilevate, consentono di scaricare la forza di reazione, imputabile al movimento di trascinamento, su entrambi i telai 8 che, individualmente, essendo sottoposti a forze di minori intensità possono corrispondentemente presentare dimensionamenti più ridotti, rispetto ai telai delle strutture degli apparati già conosciuti.
L’apparato 1 comprende inoltre dei mezzi di tensionamento del membro flessibile 11 della trave 6 i quali sono congegnati in modo da effettuare il tensionamento automatico continuo ed unidirezionale di detto membro flessibile 11 sulle pulegge 9,10.
I mezzi di tensionamento comprendono in particolare (figura 6) almeno un puntone 25 avente lunghezza variabile, alloggiato all’interno della trave 6 ed operante tra la trave 6 ed una delle pulegge, preferibilmente la puleggia 10 liberamente girevole. Il puntone 25 è corredato di mezzi di reazione elastica e di mezzi di bloccaggio controreagenti tra loro e congegnati in modo da consentire variazioni di lunghezza del puntone 25 dirette sempre ed unicamente nel verso di aumentare la distanza tra le pulegge 9 e 10, inibendo quindi gli spostamenti relativi delle pulegge 9,10 diretti in senso contrario.
Più in particolare, il puntone 25 comprende uno stelo 25a recante una flangia 25c di supporto girevole della puleggia 10 ed un corpo 25b di guida scorrevolmente accoppiati tra loro per risultare relativamente mobili l’uno in prosecuzione dell’altro, lungo una direzione di traslazione 28 comune. I mezzi di reazione elastica comprendono invece un elemento elasticamente cedevole 26 disposto tra lo stelo 25a ed il corpo 25b di guida, operante in modo da traslarli, quando non contrastato, l’uno relativamente all’altro, nel senso dell’aumento delta lunghezza del puntone 25.
I mezzi di bloccaggio comprendono almeno una parete 27 ricavata sullo stesso corpo 25b di guida, inclinata rispetto alla direzione di traslazione 28 ed almeno un corpo volvente 29 contrapposto alla parete 27 ed alloggiato, in condizione sporgente verso la parete 27, in una sede 30 di una gabbia 34, aperta verso la parete 27 e solidale con lo stelo 25a. Nella gabbia 34, il corpo volvente 29 è mobile, parallelamente alla direzione di traslazione 28, contro la reazione elastica esercitata da una molla 35 di contrasto fissata al corpo di guida 25b.
In corrispondenza degli allungamenti del membro flessibile 11 , lo stelo 25a tende a traslare lungo la direzione di traslazione 28 e a fuoriuscire dal corpo 25b di guida, per effetto della spinta esercitata dall’elemento elasticamente cedevole 26, non più adeguatamente contrastata dalla resistenza offerta dal membro flessibile 11. Durante tale traslazione, la gabbia 34 trascina con sé anche il corpo volvente 29 che tenderebbe perciò a distaccarsi dalla parete 27 che (come mostrato in figura 6) è inclinata in modo da convergere verso l’elemento elasticamente cedevole 26, collocato da parte opposta rispetto alla flangia 25c di supporto. Durante la traslazione dello stelo 25a che porterebbe il corpo volvente 26 ad allontanarsi dalla parete 27, la molla 35 di contrasto viene però a comprimersi sviluppando quindi una forza di reazione che di fatto sospinge nuovamente il corpo volvente 29 in appoggio contro la parete 27 inclinata, senza però che questo offra alcuna resistenza all’allungamento del puntone 25. Nella realtà, il corpo volvente 29 non segue questa schematizzazione funzionale che è stata adottata unicamente per esigenze descrittive, e non si distacca mai dalla parete 27; tuttavia mentre nel verso dell’allungamento del puntone 25 detto corpo volvente 29 resta del tutto inattivo, nel verso contrario determina una reazione immediata di impuntamento contro la parete 27 inclinata che impedisce automaticamente al puntone 25, una volta che si sia allungato, il moto retrogrado di accorciamento. In definitiva quindi il puntone 25 possiede la libertà di allungarsi ogni volta che si produce un cedimento della resistenza del membro cedevole 11, senza peraltro potersi accorciare, in senso contrario.
Un manicotto 36 filettato, impegnato con una corrispondente estremità 25d dello stelo 25a fuoriuscente dal corpo 25b di guida, da parte opposta rispetto alla flangia 25c di supporto, consente di variare la taratura dell’elemento elasticamente cedevole 26 in funzione del grado di tensionamento desiderato per quest’ultimo.
I mezzi di tensionamento sopra descritti assicurano un tensionamento regolare, automatico, continuo e modulabile in taratura del membro cedevole 11 per l’intera vita dell’apparato 1, rendendo inutile gli interventi di manutenzione intesi al controllo e all’eventuale ripristino del corretto grado di tensionamento del membro cedevole 11.
L’apparato 1 comprende inoltre dei mezzi di controllo della inclinazione di ciascuna trave 6 nel piano verticale, rispetto alla linea 3 di avanzamento dei prodotti 2 il cui scopo è quello di evitare che le travi 6 abbiano ad assumere inclinazioni eccessive, soprattutto in certe caratteristiche situazioni operative, che possono verificarsi ad esempio all’inizio della estrusione del tubo 2 od anche con alimentazione manuale del tubo 2 (figura 7b) o alla fine dell’estrusione (figura 7a).
L’inclinazione eccessiva della trave 6 potrebbe infatti determinare sul membro flessibile 11 una concentrazione di forze eccessivamente localizzata in corrispondenza della zona di contatto tra bordo anteriore 2c del tubo 2 avanzante e membro flessibile 11 (figura 7b) o tra bordo posteriore 2d del tubo 2 uscente e membro flessibile 11, come in figura 7a. Oltre alla possibilità di danneggiamento dei membri flessibili 11, tali situazioni operative potrebbero produrre anche un contatto discontinuo del membro flessibile 11 tale da influenzare negativamente l'efficacia del trascinamento per oltre la metà della lunghezza del percorso del tubo 2 all’interno dell’apparato 1 : osservando gli schemi di figura 7a, si comprende infatti che la trave 6 tende ad assumere un assetto orizzontale solamente quando la lunghezza di tubo 2 in transito interessa circa tre quarti della lunghezza totale della trave 6.
Per ovviare a tali possibili inconvenienti, i mezzi di controllo dell'apparato 1 secondo l’invenzione sono attuati in particolare da un dispositivo correttore di assetto, globalmente indicato con 39, applicato alle estremità 6a di ciascuna detta trave 6, il quale, intervenendo sui flussi di alimentazione e di scarico del fluido in pressione che attiva gli attuatoli lineari 12, controlla l'inclinazione della trave 6 evitando che la trave possa assumere inclinazioni superiori a certi valori massimi di inclinazione, considerati ammissibili per un corretto assetto degli organi flessibili 11 della trave 6 rispetto alla parete laterale dei tubi 2. In una variante di realizzazione ulteriore di detti mezzi di controllo l'inclinazione può essere addirittura modulata con un controllo continuo restando costantemente mantenuta all’interno del campo dei valori limite suddetti.
Più in particolare, ciascun dispositivo 39 correttore di assetto comprende due elementi pneumatici 40’, 40” uguali tra loro (figure 8,9 e 11), i quali sono fisicamente connessi a ciascun attuatore lineare 12 con una staffa 52 di collegamento in comune.
Ogni elemento pneumatico 40<,>,40” è provvisto di un corpo 40a sostenente scorrevolmente in guida una spola 41 mobile. Il corpo 40a è provvisto di una camera 42 interna comunicante con l'esterno mediante un primo ed un secondo condotto 43,44, disposti in attraversamento di una parete laterale 40b del corpo 40a medesimo.
Più in particolare, (figura 9) il corpo 40a è realizzato in due parti mutuamente avvitate e comprende, al proprio interno, un otturatore 45 mobile che include una membrana 45a avente contorno vincolato alla parete laterale 40b del corpo 40a e disposta in modo da delimitare la camera 42 in combinazione con la parete laterale 40b medesima. Alla membrana 45a è associato poi un elemento cedevole 45c elasticamente, il quale è combinato con un pressore 45b contiguo alla membrana 45a ed è disposto all'interno del corpo 40a, rispetto alla membrana 45a, da parte opposta a quella interessata dal primo e dai secondo condotto 43,44 dell’elemento pneumatico 40’,40”. L’elemento cedevole 45c è operativamente disposto tra il pressore 45b e la spola 41 , la quale è provvista in particolare di un perno 41 c con risalto per l’impegno dell’elemento cedevole 45c.
Gli elementi pneumatici 40’ ,40” sono collegati, a due a due, con uno dei condotti di adduzione 46 che convoglia il fluido in pressione all'interno di una delle due camere 12b,12cdell’attuatore lineare 12 (figura 9).
Più in particolare, un primo elemento pneumatico 40’, dei due elementi pneumatici 40’, 40” che corredano ciascun attuatore 12 lineare, è collegato al condotto di adduzione 46 in modo da interromperne la continuità e da riceverne il flusso totale attraverso il proprio primo condotto 43: flusso che viene restituito poi, nuovamente al condotto di adduzione 46, più a valle, attraverso il secondo condotto 44 del primo elemento pneumatico 40’.
Il secondo elemento pneumatico 40” è invece collegato al medesimo condotto di adduzione 46, in derivazione e senza interruzione di continuità, mediante il solo proprio primo condotto 43. In questo caso, il secondo condotto 44 del secondo corpo pneumatico 40’ è collegato invece con l'ambiente esterno, nel quale il secondo elemento pneumatico 40” può scaricare liberamente l’aria compressa in certe caratteristiche situazioni di esercizio che saranno meglio comprensibili nel seguito della descrizione.
Nel funzionamento individuale di ciascun elemento pneumatico 40’, 40”, l’otturatore 45 associato alla camera 42 é sottoposto ad azioni controverse, esercitate su di esso da un lato dal fluido in pressione, che viene inviato nella camera 42 attraverso il primo condotto 43, e dall'altro dalia spola 41 che, azionata dall'esterno del corpo 40a di ciascun elemento pneumatico 40’ ,40", consente di reagire, tramite il pressore 45b, sulla membrana 45a contrastando le azioni prodotte dal fluido in pressione che perviene nella camera 42 attraverso il primo condotto 43.
Lo squilibrio tra dette azioni determina la mobilità dell'otturatore 45 tra due condizioni limiti. In una prima condizione limite, in cui la forza di pressione del fluido vince la reazione di contrasto esercitata dalla spola 41, la membrana 45a è allontanata dal secondo condotto 44 ed il fluido in pressione ha libero transito dal primo condotto 43 alla camera 42 e poi dalla camera 42 al secondo condotto 44. Nella seconda condizione limite, detto transito é invece impedito dàlia intercettazione del secondo condotto 44 attuata dall'otturatore 45, in conseguenza del prevalere delle forze impresse dalla spola 41 sulle forze di pressione generate dal fluido all'interno della camera 42.
Il dispositivo correttore 39 di assetto ulteriormente comprende dei mezzi di comando 47,48,50,51 per imprimere alle spole 41 dei due elementi pneumatici 40’, 40” azioni controverse che, in funzione della variazione istantanea dell'angolo di inclinazione della trave 6 rispetto ai supporti 13 che la collegano ad un adiacente telaio 8, si trasmettono ai rispettivi otturatori 45 dei due elementi pneumatici 40’, 40”.
I mezzi di comando comprendono in particolare un membro triplo 47 ed un'asta 48 di comando articolati reciprocamente tra loro. Il membro triplo 47, attuato in particolare da una leva a tre bracci, è montato girevole su un perno 49 fisso ed è angolarmente oscillante nel piano verticale 2b, intorno a quest'ultimo, nei due sensi della rotazione indicati in figura 9 con frecce 53 e 54.
Una prima ed una seconda estremità 47a,47b del membro triplo 47 sono disposte bilateralmente al perno 49 fisso e sono associate a puntali 41 a di estremità delle spole 41 dei due elementi pneumatici 40’,40”.
La terza estremità 47c dell’elemento triplo 47 è collegata invece ad un'asta 48 di comando, la quale, mossa dalla trave 6, comanda l'oscillazione angolare del membro triplo 47 in funzione delle variazioni istantanee dell'angolo di assetto della trave 6 rispetto ad una condizione di riferimento predeterminata. Tale condizione di riferimento può essere rappresentata dalla condizione di orizzontalità della trave 6, in conseguenza della quale la trave 6 forma un certo angolo 56 rispetto ai supporti 13 adiacenti alle proprie estremità opposte; angolo che può essere definito, come mostrato in figura 8, come l’angolo contenuto tra due semirette s,t uscenti dal centro di rotazione del perno 23 di articolazione di ciascuna estremità della trave 6 con un relativo supporto 13 adiacente e passanti rispettivamente Cuna per il perno 16 di articolazione dell'attuatore lineare 12 con il supporto 13 e l’altra per il piano di mezzeria della trave 6. Quando la trave 6 è in assetto orizzontale tale angolo 56 di riferimento può essere vantaggiosamente di 90°.
Tornando alla strutturazione posseduta dal membro triplo 47, dalla figura 9 è possibile ulteriormente rilevare che il perno fisso 49 di articolazione del membro triplo 47 è collocato in posizione esattamente intermedia tra i due elementi pneumatici 40’, 40” e la prima e la seconda estremità 47a,47b del membro triplo 47 sono realizzate in modo da essere equidistanti dal perno 49 fisso, cosicché, in corrispondenza delle oscillazioni angolari del membro triplo 47 intorno al perno 49 fisso, le spole 41 dei due elementi pneumatici 40’, 40” ricevono azioni sostanzialmente uguali, ma controverse tra loro.
In una prima forma di realizzazione illustrata in figura 8, l’asta di comando 48 è articolata direttamente con la trave 6, in corrispondenza del piano di mezzerìa di quest’ultima, per cui adottando un conveniente dimensionamento in lunghezza dell’asta di comando 48 medesima è possibile correlare la condizione di orizzontalità della trave 6 con un corrispondente orientamento orizzontale del braccio del membro triplo 47 recante l'estremità 47c. In tal caso, le variazioni di assetto della trave 6 rispetto all’orientamento orizzontale possono essere tradotte in proporzionali sfasamenti angolari assunti dal braccio recante la terza estremità 47c, rispetto all’orizzontale, ed indicati con le frecce 53,54 di figura 9.
In uso, il funzionamento del dispositivo correttore 39 di assetto può essere descritto facendo riferimento alla figura 10 ipotizzando una situazione reale nella quale un tubo 2 sia stato introdotto per una breve lunghezza all’intero dell’apparato 1 interessando una lunghezza corrispondentemente ridotta della trave 6, prossima all'attuatore lineare 12 collocato sul lato destro della figura 10. In questa condizione, che si presenta ad esempio quando il tubo 2 si trova nella fase iniziale di attraversamento dell’apparato 1, provenendo da un apparato di estrusione collocato a monte (figura 7b), l'attuatore lineare 12 di sinistra non trovando contrasto alla propria forza di spinta da parte del tubo 2 (che non è ancora pervenuto in prossimità della propria zona di maggiore influenza) tende a far sfilare il corpo d’attuatore 18 rispetto allo stelo 19 e ad inclinare conseguentemente la trave 6 verso il basso, al di sotto dell’assetto di riferimento orizzontale.
In tale condizione, in corrispondenza della inclinazione della trave 6, sull’attuatore lineare 12 di sinistra l’angolo 56 di riferimento tende a diminuire rispetto al valore iniziale che, in ipotesi era di 90°. Una tale situazione determina una rotazione verso l’alto della terza estremità 47c del membro triplo 47, nel senso indicato in figura 9 dalla freccia 53. Il membro triplo 47 produce quindi un aumento di carico sulla spola 41 del primo elemento pneumatico 40’ ed una contemporanea diminuzione di carico sulla spola 41 del sottostante secondo elemento pneumatico 40”.
In conseguenza di ciò, l’otturatore 45 del primo elemento pneumatico 40’ viene ad occludere il secondo condotto 44 impedendo all’aria in pressione di raggiungere la camera anteriore 12b dell’attuatore lineare 12 di sinistra di figura 10. Questo quindi, non più alimentato, cessa lo sfilamento e la inclinazione della trave 6 viene ad arrestarsi nella condizione raggiunta. Il membro triplo 47 tuttavia diminuisce come detto il carico premente che agisce sulla spola 41 del secondo elemento pneumatico 40”; per cui, quando la trave 6 raggiunge un certo valore di inclinazione limite al quale corrisponde sull’otturatore 45 un carico risultante insufficiente a mantenerlo in condizione di intercettazione, il secondo corpo pneumatico 40” commuta il proprio stato aprendo all’aria la via di scarico verso l'esterno attraverso il secondo condotto 44. Da ciò consegue che la camera anteriore 12b dell’attuatore lineare 12 di sinistra non viene più alimentata a partire dal raggiungimento di una certa inclinazione limite. Quando poi, a seguito dell’ulteriore avanzamento del tubo 2, la trave 6 raggiunge un angolo di inclinazione ancora maggiore (figura 7b) di quello corrispondente alla cessazione dell'alimentazione (impennamento della parte destra della trave 6 ), si determina sul secondo corpo pneumatico 40” l’apertura del secondo condotto 44; l’aria che era rimasta confinata nella camera anteriore 12b dell’attuatore lineare 12 può quindi fluire all’esterno attraverso il secondo condotto 44 del secondo elemento pneumatico 40” mentre la pressione d’aria della camera 12c antagonista, non più equilibrata, produce la risalita del corpo d'attuatore 18, che porta la trave 6 a diminuire progressivamente l’inclinazione e a riportarsi verso l'assetto orizzontale. Dal funzionamento sopra descritto si può rilevare che, dopo la cessazione dell’alimentazione dell’attuatore lineare 12 e prima che la trave 6 prenda a risalire verso l'assetto orizzontale, è il tubo 2 che solleva il membro flessibile 11 che, a sua volta, segue perfettamente il tubo 2 flottando a permanente contatto con la sua superficie laterale, indipendentemente dalle eventuali irregolarità da questa presentate.
La soluzione realizzativa sopra descritta ha un funzionamento affidabile e sicuro ed ha il vantaggio di consentire un’interazione ottimale tra tubo 2 e membro flessibile 11. Va tuttavia osservato che quando il tubo 2 viene afferrato ed introdotto tra i membri flessibili 11 di contrapposte unità di trascinamento, nella situazione sopra descritta, il membro flessibile 11 dell’unità superiore subisce, in zona prossima all'attuatore lineare 12 (vedasi figura 7b, parte destra) la spinta di reazione del tubo 2 contro la reazione dell’attuatore lineare 12 che sta esercitando la massima forza di spinta. Una tale situazione può determinare un’ intensa sollecitazione del membro flessibile 11 che resta sollecitato finché la trave 6 non inizia a risalire progressivamente verso l'assetto orizzontale diminuendo progressivamente il proprio angolo di inclinazione
In una diversa forma di realizzazione dei mezzi di comando, mostrata invece in figura 11, tale caratteristica che potrebbe produrre qualche inconveniente viene ulteriormente eliminata.
I mezzi di comando illustrati in tale figura prevedono infatti la connessione dell’asta di comando 48 con un pattino 50 oscillante disposto tra la trave 6 ed il relativo membro flessibile 11. Il pattino 50 è confinato in una zona di limitata lunghezza del membro flessibile 11 , prossima alla zona di ingresso del tubo 2 (si noti, nell’esempio indicativo, non limitativo, di Figura 11 , il verso di introduzione del tubo, opposto a quello della figura 10). il pattino 50 ha una prima estremità 50a articolata con la trave 6, ed una seconda estremità 50b libera, contrastata invece da un elemento di reazione 51 cedevole, il pattino 50 è centralmente connesso con una estremità 48a devasta di comando 48 e viene premuto contro il membro flessibile 11 dai mezzi di reazione elastica 51.
In tale situazione, quando il tubo 2 sopraggiungente preme contro il membro flessibile 11 , il pattino 50 viene sollevato dalla spinta del bordo anteriore 2c del tubo 2; spinta che si trasmette attraverso l’asta di comando 48 al membro triplo 47. Quest’ultimo ruota immediatamente intorno al perno 49 e, con funzionamento identico alla soluzione precedentemente descritta, apre lo scarico dell’aria dalla camera anteriore 12b dell’attuatore lineare 12 a cui il dispositivo di controllo 35 di assetto è associato. In virtù del funzionamento caratteristico del dispositivo di controllo 35 di assetto, la trave 6 prende quindi a salire verso l’alto con un tempo di risposta brevissimo che non è funzione dell’angolo di inclinazione generale della trave 6 rispetto all’orizzontale, ma che è funzione invece dell’angolo di deflessione 55 locale del pattino 50 rispetto al punto di articolazione della propria prima estremità 50a.
Una tale soluzione realizza quindi una sorta di servocomando che può essere applicato indifferentemente all'uno o all’altro degli attuatori lineari 12 di una stessa trave 6 e che permette di controllare l'assetto della trave 6 attraverso le deformazioni locali dello stesso membro flessibile 11 , assetto che non varia solo in corrispondenza del raggiungimento di condizioni limite prestabilite, ma che viene modulato con continuità con un vera e propria regolazione continua.
In uso, il funzionamento generale dell’apparato 1 non presenta sostanziali differenze rispetto agli apparati noti giacché, al pari di questi, i prodotti 2, alimentati in successione lungo la linea 3 di avanzamento, sono presi dalle unità di trascinamento 4, serrati tra le rispettive travi 6 e fatti avanzare per effetto del trascinamento d’attrito trasmesso ai prodotti 2 dai membri flessibili 11.
Tornando invece alle figure 3, 4 e 5, si rileva altresì che una ulteriore caratteristica che differenzia l’apparato 1 secondo l’invenzione dagli apparati già conosciuti è rappresentata dal fatto che i complessi modulari 31 sono provvisti di mezzi di motorizzazione autonomi associati alle rispettive pulegge 9 motorizzate.
Detti mezzi di motorizzazione sono realizzati in particolare da motori 32 montati in groppa alla trave 6, in condizione di simmetria rispetto al piano 2a, collegati alle pulegge 9 mediante una interposta trasmissione 37 del moto, preferibilmente a catena.
Una tale soluzione costruttiva presenta numerosi vantaggi. Un primo vantaggio è rappresentato dalla possibilità di eliminare le trasmissioni che, nelle soluzioni di tipo noto, collegano l’unico motore di azionamento con le pulegge delle varie unità di trascinamento. Dette trasmissioni infatti (soprattutto nel caso di apparati provvisti di molte unità di trascinamento) sono complesse da realizzare, costrutivamente costose e creano in corso d’uso dell’apparato non indifferenti problemi di mantenimento del sincronismo di funzionamento; problemi noti ai tecnici del settore e legati al diverso grado di usura cui sono sottoposti durante l’esercizio i vari componenti dell’apparato che si trovano ad operare per inevitabili esigenze costruttive e funzionali in condizioni di carico diverse tra loro. La soluzione a motori 32 indipendenti, adottata nell’apparato 1 secondo l’invenzione, non presenta per contro problemi a livello di sincronizzazione elettronica del moto, in quanto l’apparato 1 è corredato di mezzi di controllo eletronico che, con software appositamente sviluppato dal Richiedente consentono di gestire in modo ottimale il sincronismo di moto tra le varie unità di trascinamento 4, in qualsiasi condizione operativa che possa ricorrere nell’esercizio reale dell’apparato 1.
Un ulteriore vantaggio della motorizzazione indipendente è costituito dai minore ingombro dimensionale presentato dai vari complessi modulari 31, cosicché a parità di numero di unità di trascinamento 4 adottate, l'apparato 1 nel suo complesso risulta decisamente più compatto e meno ingombrante.
Un altro vantaggio del trovato ricollegabile anche, ma non esclusivamente alla motorizzazione indipendente, è rappresentato dalla possibilità di preassembiare i complessi modulari 31 come unità autonome e di comporli sulla struttura 33 dell’apparato 1 , e rispetto alla linea 3, nel numero e nelle configurazioni necessarie per soddisfare le specifiche esigenze del committente; numero e configurazioni che possono essere variate semplicemente realizzando una struttura 33 standard nella quale i telai 8 sono strutturati ad esempio in modo da incorporare piastre forate, individualmente recanti una pluralità di insiemi di fori, diversi e dislocati in modo da risultare speculari e contrapposti nei due telai 8, per accettare i bulloni di ancoraggio dei bracci 7 dei complessi modulari 31 , disposti intorno alla linea 3 secondo schemi di montaggio diversi tra loro e corrispondenti a tutte le varie combinazioni costruttive ricorrenti nella pratica.
Un ulteriore vantaggio è rappresentato anche dalla possibilità di montaggio reversibile dei vari complessi modulari 31. Ciò consente ad esempio la possibilità di inversione manuale di 180°, intorno alla verticale, dell’unità di trascinamento 4 all’interno della struttura 33, o viceversa, la equivalente inversione di 180° della struttura 33 intorno alla verticale: caratteristiche queste che consentono di personalizzare, in modo altamente flessibile, la configurazione dell’apparato 1 secondo le necessità dell’utente ed in funzione delle esigenze di localizzazione di certe parti caratteristiche dell’apparato 1 come ad esempio il quadro elettrico o il pannello di controllo che talvolta creano problemi di disposizione logistica non trascurabili.
Il trovato così concepito è suscettibile di numerose modifiche e varianti, tutte rientranti neH'ambito del concetto inventivo. Inoltre, tutti i dettagli possono essere sostituiti da elementi tecnicamente equivalenti.
Claims (32)
- RIVENDICAZIONI 1. Apparato (1) per fare avanzare, lungo una linea (3) di avanzamento, prodotti (2) in particolare di forma allungata, come tubi plastici, orientati con un proprio asse longitudinale (2a) parallelo alla linea (3), comprendente. almeno una coppia di unità di trascinamento (4) dei prodotti (2) ciascuna comprendente un meccanismo (5) a quadrilatero, articolato, mobile in un piano (2b) contenente l’asse longitudinale (2a) dei prodotti (2) e provvisto di una trave (6) e di due bracci (7) rispettivamente articolati con la trave (6) e con un telaio (8) fisso dell'apparato (1); detta trave (6) essendo provvista di una coppia di pulegge (9,10), almeno una (9) delle quali motorizzata, e di un membro flessibile (11) che collettivamente circonda le pulegge (9,10) e che è chiuso alle proprie estremità in modo da formare un anello allungato longitudinalmente alla trave (6); i prodotti (2), alimentati in successione lungo la linea (3) di avanzamento, essendo presi dalle unità di trascinamento (4), serrati tra le rispettive travi (6) e fatti avanzare per effetto del trascinamento trasmesso al prodotto (2) dai membri flessibili (11), caratterizzato dal fatto che detti bracci (7) hanno lunghezza variabile e comprendono attuatoli lineari (12), disposti tra telaio (8) e trave (6), e mezzi di vincolo (13,17) associati agli attuatoli lineari (12) in modo da mantenere i bracci (7) e la trave (6) in una condizione di rigida, mutua, complanarità con detto piano (2b).
- 2. Apparato, secondo la rivendicazione 1 , caratterizzato dal fatto che detti mezzi di vincolo comprendono supporti (13), fissati al telaio (8), provvisti di facce (14) piane, equidistanti, corredate di sedi (15) per alloggiare perni (16) di articolazione degli attuatoli (12) sul relativo supporto (13), detti attuatori (12) essendo alloggiati tra dette facce (14) piane in condizione di contiguità con queste in modo atto a risultare mobili rispetto ai supporti (13) restando contemporaneamente vincolati a permanere reciprocamente complanari con il detto piano (2b) contenente l’asse (2a) longitudinale dei prodotti (2).
- 3. Apparato, secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detti supporti (13) hanno forma scatolare ad "U" con facce (14) piane equidistanti.
- 4. Apparato, secondo la rivendicazione 2 o 3, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di vincolo comprendono una piastra (17) solidale ad un corpo (18) dell'attuatore (12), contenuta tra le facce (14) del supporto (13), orientata trasversalmente ad esse, scorrevolmente impegnata con queste, ed atta a consentire la mobilità dell'attuatore (12) rispetto al supporto (13).
- 5. Apparato, secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detta piastra (17) è realizzata in materiale antifrizione.
- 6. Apparato, secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che detto attuatore (12) comprende uno stelo (19) ed un corpo (18) d'attuatore (12) i quali sono collegati rispettivamente con il supporto (13) e con un’adiacente estremità (6a) della trave (6).
- 7. Apparato, secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di vincolo comprendono un elemento di connessione (20) a cerniera cilindrica disposto tra Vattuatore (12) ed un’adiacente estremità (6a) della trave (6).
- 8. Apparato, secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che detto elemento di connessione è attuato da una forcella (20) girevole, portata da una estremità (6a) della trave (6), provvista di rebbi (20a) planarmele accoppiati con contrapposte facce (12a) dell’attuatore (12) alloggiato tra i rebbi (20a).
- 9. Apparato, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dai fatto di comprendere mezzi cinematici (22,24) operanti tra detto telaio (8) e detta trave (6) in modo atto a permettere alla trave (6) di essere bidirezionalmente traslabile lungo una traiettoria (21) contenuta nel piano contenente l’asse (2a) del prodotto (2) e sostanzialmente ortogonale a detto asse (2a).
- 10. Apparato, secondo la rivendicazione 9, caratterizzato dai fatto che detti mezzi cinematici comprendono un meccanismo ad aste articolate che include due prime aste (22) montate girevoli intorno a perni fissi (23) portati dai bracci (7) ed una terza asta (24) la quale è centralmente imperniata sulla trave (6) e presenta proprie opposte estremità (24a) girevolmente connesse con le prime aste (22).
- 11. Apparato, secondo la rivendicazione 10, caratterizzato dal fatto che dette prime aste (22) hanno lunghezza uguale tra loro.
- 12. Apparato, secondo una delle precedenti rivendicazioni da 9 a 11, caratterizzato dal fatto che dette prime aste (22) sono collocate lateralmente alla trave (6), in corrispondenza di distinti fianchi (6b) di quest'ultima e si connettono con la terza asta (24) che reca centralmente un perno (38) di rotazione girevolmente montato sulla trave (6) e che è provvisto di elementi (24b) controversi girevolmente connessi con le prime aste (22) .
- 13. Apparato, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto di comprendere mezzi di tensionamento (25) del membro flessibile (11) della trave (6) i quali sono congegnati in modo da effettuare il tensionamento automatico e continuo di detto membro flessibile (11) sulle pulegge (9,10).
- 14. Apparato, secondo la rivendicazione 13, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di tensionamento comprendono almeno un puntone (25) avente lunghezza variabile, disposto tra la trave (6) ed una delle pulegge (9) e corredato di mezzi di reazione (26) elastica e di mezzi di bloccaggio (27) controreagenti tra loro e congegnati in modo da consentire variazioni di lunghezza del puntone (25) dirette in un solo verso, inibendone le variazione di lunghezza dirette in senso contrario.
- 15. Apparato, secondo la rivendicazione 10, caratterizzato dal fatto che detto puntone (25) comprende uno stelo (25a) ed un corpo (25b) di guida scorrevolmente accoppiati per risultare relativamente mobili l'uno in prosecuzione dell'altro lungo una direzione di traslazione (28) comune; detti mezzi di reazione elastica comprendendo un elemento elasticamente cedevole (26) disposto tra stelo (25a) e corpo (25b) di guida, operante in modo da traslarli, quando non contrastato, l'uno relativamente all'altro, nel senso dell'aumento della lunghezza del puntone (25), detti mezzi di impuntamento comprendendo almeno una parete (27) portata dal corpo (25b) di guida, inclinata rispetto alla direzione di traslazione (28) ed un corpo volvente (29) contrapposto alla parete (27) ed alloggiato in una sede (30) dello stelo (25a) nella quale è mobile contro la reazione di una molla (35) di contrasto, detta parete (27) e detto corpo volvente (29) interagendo reciprocamente in modo da consentire il libero scorrimento dello stelo (25a) e del corpo (25b) di guida secondo un verso della direzione di traslazione (28) e da impuntarsi reciprocamente in senso contrario impedendo lo scorrimento retrogrado, relativo, dello stelo (25a) e del corpo (25b) di guida.
- 16. Apparato secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto di comprendere mezzi controllare l'inclinazione massima della trave (6) rispetto aliasse (2a) longitudinale dei prodotti (2).
- 17. Apparato, secondo la rivendicazione 16, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di controllo includono almeno un dispositivo (39) correttore di assetto applicato a ciascuna detta trave (6) per effettuare la correzione modulabile ed automatica dell’inclinazione della trave (6), nel piano verticale (2b), rispetto alla linea (3) mantenendola costantemente compresa in un campo di valori predeterminati, considerati ammissibili.
- 18. Apparato, secondo la rivendicazione 17, caratterizzato dal fatto che detto uno o ciascun dispositivo (39) correttore di assetto comprende due elementi pneumatici (40’ ,40") ciascuno dei quali è provvisto di un corpo (40a) sostenente scorrevolmente in guida una spola (41) mobile, il corpo (40a) essendo provvisto di una camera (42) interna comunicante con l'esterno mediante un primo ed un secondo condotto (43,44) attraversanti una propria parete laterale (40b), e comprendendo un otturatore (45) assocato alla camera (42) e sottoposto ad azioni controverse, esercitate su di esso da un lato da un fluido in pressione inviato nella camera (42) attraverso il primo condotto (43) e dall'altro dalla spola (41) azionata dall'esterno del corpo (40a) dell’elemento pneumatico (40), lo squilibrio tra dette azioni determinando la mobilità dell'otturatore (45) tra due condizioni limiti, in una prima delle quali il fluido in pressione ha libero transito dal primo condotto (43) alla camera (42) e dalla camera (42) al secondo condotto (44), nella seconda condizione detto transito essendo invece impedito dalla intercettazione di uno (44) di detti condotti (43,44) attuata dall'otturatore (45); detti elementi pneumatici (40,,40”) essendo collegati con un condotto di adduzione (46) del fluido in pressione ad un detto attuatore lineare (12), un primo elemento pneumatico (40’) di detti due elementi pneumatici (40’,40”) essendo collegato al condotto di adduzione (46) in modo da riceverne il flusso totale attraverso il proprio primo condotto (43) restituendolo poi attraverso il proprio secondo condotto (44), il secondo elemento pneumatico (40”) essendo collegato invece al condotto di adduzione (46) con il solo proprio primo condotto (43) ed avendo il secondo proprio condotto (44) collegato invece con l'ambiente esterno; detto dispositivo correttore (39) di assetto ulteriormente comprendendo mezzi di comando (47,48,50,51) per imprimere alle spole (41) dei due elementi pneumatici (40’, 40”) azioni controverse che, in funzione della variazione dell'angolo di inclinazione della trave (6) rispetto ai mezzi di vincolo (13,17) che la collegano ad uno di detti telai (8), si trasmettono ai rispettivi otturatori (45) di detti elementi pneumatici (40’,40”).
- 19. Apparato, secondo la rivendicazione 18, caraterizzato dal fato che detto otturatore (45) include una membrana (45a) avente contorno vincolato alla parete laterale (40b) del corpo (40a) dell’elemento pneumatico (40’;40”), detta membrana (45a) delimitando detta camera (42) in combinazione con detta parete laterale (40b).
- 20. Apparato, secondo la rivendicazione 18, caraterizzato dal fato di comprendere un elemento cedevole (45c) elasticamente associato a detti otturatori (45) in modo da reagire alle azioni esercitate su detti otturatori (45) dal fluido in pressione.
- 21. Apparato, secondo la rivendicazione 18, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di comando comprendono un membro triplo (47) ed un'asta (48) di comando reciprocamente articolati, il membra triplo (47) essendo montato girevole su un perno (49) fisso, intorno al quale detto membra triplo (47) è angolarmente oscillante, e recando tre estremità (47a,47b,47c), delle quali una prima ed una seconda estremità (47a,47b) sono bilaterali al perno (49) fisso e sono associate alle spole (41) dei due elementi pneumatici (40’, 40”), la terza estremità (47c) essendo collegata invece all'asta (48) di comando, la quale, mossa dalla trave (6), comanda l'oscillazione angolare del membro triplo (47) in funzione della variazione dell'angolo di assetto della trave (6).
- 22. Apparato, secondo la rivendicazione 21 , caratterizzato dal fatto che il perno fisso (49) di articolazione del membro triplo (47) è collocato tra detti primo e secondo elemento pneumatico (40', 40”) in modo da esercitare sulle relative spole (41) azioni controverse in corrispondenza delle proprie oscillazioni angolari intorno ai perno (49) fisso.
- 23. Apparato, secondo la rivendicazione 21 , caratterizzato dal fatto che la prima e la seconda estremità (47a,47b,47c) del membro triplo (47) sono equidistanti dal perno (49) fisso.
- 24. Apparato, secondo la rivendicazione 21 , caratterizzato dal fatto che detta asta di comando (48) è articolata con detta trave (6).
- 25. Apparato, secondo la rivendicazione 19, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di comando comprendono un pattino (50) oscillante disposto tra la trave (6) ed il relativo membro flessibile (11) e premuto contro il membro flessibile (11) da mezzi di reazione elastica (51), il pattino (50) essendo connesso all'asta di comando (48) in modo da comandare le variazioni di assetto della trave (6) in funzione dell’angolo di deflessione (55) imposte al pattino (50) dal contatto del membro flessibile (11) con il prodotto (2).
- 26. Apparato, secondo la rivendicazione 25, caratterizzato dal fatto che detto pattino (50) ha una prima estremità (50a) articolata con la trave (6), ed una seconda estremità (50b) contrastata da un elemento di reazione (51) cedevole, detto pattino (50) essendo centralmente connesso con una estremità (48a) dell’asta di comando (48).
- 27. Unità di trascinamento di prodotti, caratterizzata dal fatto di comprendere un complesso modulare (31) comprendente un meccanismo (5) a quadrilatero contenuto in un piano (2b) e provvisto di una trave (6) e di due bracci (7) reciprocamente articolati; la trave (6) essendo provvista di una coppia di pulegge (9,10), almeno una (9) delle quali è motorizzata, collettivamente circondate da un membro flessibile (11) avente proprie estremità collegate tra loro in modo da formare un anello allungato longitudinalmente alla trave (6); detto membro flessibile (11) essendo atto ad applicare ai prodotti (2) un moto di trascinamento atto a farli avanzare longitudinalmente alla trave (6); detti bracci (7) avendo lunghezza variabile e comprendendo attuatori lineari (12) assodati a mezzi di vincolo (13,17) atti a mantenere i bracci (7) e la trave (6) complanari in un piano (2b) passante per l’asse (2a) dei prodotti (2).
- 28. Unità di trascinamento secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto di comprendere mezzi di motorizzazione (32) autonomi associati a detta puleggia (9) motorizzata.
- 29. Unità di trascinamento, secondo la rivendicazione 28, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di motorizzazione (32) sono montati in condizione di simmetria rispetto a detto piano (2a).
- 30. Dispositivo di controllo di assetto, caratterizzato dal fatto di essere realizzato secondo una qualunque delle rivendicazioni da 19 a 26.
- 31. Apparato (1) per fare avanzare, lungo una linea (3) di avanzamento, prodotti (2) in particolare di forma allungata, come tubi plastici, orientati con un proprio asse longitudinale (2a) parallelo alla linea (3), caratterizzato dal fatto di comprendere una struttura (33) provvista di contrapposti telai (8) individualmente recanti una pluralità di insiemi di fori disposti su detti telai (8) in posizioni rispettivamente speculari; ed almeno una unità di trascinamento (4) di prodotti (2) attuata da un complesso modulare (31) comprendente un meccanismo (5) a quadrilatero contenuto in un piano (2b) e provvisto di una trave (6) e di due bracci (7) reciprocamente articolati; la trave (6) essendo provvista di una coppia di pulegge (9,10), almeno una (9) delle quali è motorizzata, collettivamente circondate da un membro flessibile (11) avente proprie estremità collegate tra loro in modo da formare un anello allungato longitudinalmente alla trave (6); detto membro flessibile (11) essendo atto ad applicare ai prodotti (2) un moto di trascinamento atto a farli avanzare longitudinalmente alla trave (6); detti bracci (7) avendo lunghezza variabile e comprendendo attuatori lineari (12) associati a mezzi di vincolo (13,17) atti a mantenere i bracci (7) e la trave (6) complanari in un piano (2b) passante per l’asse (2a) dei prodotti (2); detta una o ciascuna unità di trascinamento (4) essendo associabile ad insiemi corrispondenti e contrapposti di fori di detti telai (8) secondo una pluralità di disposizioni diverse in modo da rendere detto apparato (1) variamente componibile e variamente confìgurabile rispetto a detta linea (3)
- 32. Apparato, secondo la rivendicazione 31 , caratterizzato dal fatto che detti telai (8) incorporano piastre forate individualmente recanti detta pluralità di insiemi di fori disposti su detti telai (8) in posizioni rispettivamente speculari.
Priority Applications (1)
| Application Number | Priority Date | Filing Date | Title |
|---|---|---|---|
| ITRN980037 IT1305916B1 (it) | 1998-10-06 | 1998-10-06 | Apparato per fare avanzare, lungo una linea di avanzamento, prodottiorientati con un proprio asse longitudinale parallelo alla linea. |
Applications Claiming Priority (1)
| Application Number | Priority Date | Filing Date | Title |
|---|---|---|---|
| ITRN980037 IT1305916B1 (it) | 1998-10-06 | 1998-10-06 | Apparato per fare avanzare, lungo una linea di avanzamento, prodottiorientati con un proprio asse longitudinale parallelo alla linea. |
Publications (2)
| Publication Number | Publication Date |
|---|---|
| ITRN980037A1 true ITRN980037A1 (it) | 2000-04-06 |
| IT1305916B1 IT1305916B1 (it) | 2001-05-21 |
Family
ID=11407208
Family Applications (1)
| Application Number | Title | Priority Date | Filing Date |
|---|---|---|---|
| ITRN980037 IT1305916B1 (it) | 1998-10-06 | 1998-10-06 | Apparato per fare avanzare, lungo una linea di avanzamento, prodottiorientati con un proprio asse longitudinale parallelo alla linea. |
Country Status (1)
| Country | Link |
|---|---|
| IT (1) | IT1305916B1 (it) |
-
1998
- 1998-10-06 IT ITRN980037 patent/IT1305916B1/it active
Also Published As
| Publication number | Publication date |
|---|---|
| IT1305916B1 (it) | 2001-05-21 |
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