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ITRM990682A1 - Uso del sucralfato nelle affezioni di tipo infiammatorio della cervice e metodo per l'applicazione del sucrlfato in loco. - Google Patents

Uso del sucralfato nelle affezioni di tipo infiammatorio della cervice e metodo per l'applicazione del sucrlfato in loco. Download PDF

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Publication number
ITRM990682A1
ITRM990682A1 IT1999RM000682A ITRM990682A ITRM990682A1 IT RM990682 A1 ITRM990682 A1 IT RM990682A1 IT 1999RM000682 A IT1999RM000682 A IT 1999RM000682A IT RM990682 A ITRM990682 A IT RM990682A IT RM990682 A1 ITRM990682 A1 IT RM990682A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
sucralfate
drug
cervical
use according
site
Prior art date
Application number
IT1999RM000682A
Other languages
English (en)
Inventor
Enrico Boldrini
Pietro Bianchini
Gianfranco Gori
Aditeo Guidi
Alberto Federighi
Original Assignee
Farmigea Spa
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Farmigea Spa filed Critical Farmigea Spa
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Publication of ITRM990682A0 publication Critical patent/ITRM990682A0/it
Publication of ITRM990682A1 publication Critical patent/ITRM990682A1/it
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Description

DESCRIZIONE
a corredo di una domanda di brevetto per invenzione industriale avente per titolo:
"Uso del sucralfato nelle affezioni di tipo infiammatorio della cervice e metodo per l'applicazione del sucralfato in loco"
La presente invenzione riguarda l'uso del sucralfato nelle affezioni di tipo infiammatorio della cervice.
L'invenzione riguarda inoltre un metodo per l'applicazione in loco del sucralfato.
CAMPO TECNICO
Come è ben noto, la cervicite acuta o cronica è probabilmente la patologia ginecologica più comune e riguarda più della metà delle donne in qualsiasi momento della loro vita.
Tale patologia rappresenta un problema perlopiù complesso in quanto dipende da una serie di condizioni congiunte, quali la presenza di un epitelio colonnare ectopico, l'ipertrofia cervicale e vecchie lacerazioni non completamente ricomposte.
Una patologia infiammatoria acuta può essere conseguente ad una flogosi diretta della cervice od invece ad un'infezione secondaria vaginale o uterina.
L'eziologia è prevalentemente batterica e l'infezione può essere primitiva o aggravare una lesione meccanica o chimica.
Inoltre, quando il fatto flogistico è sostenuto da un'associazione microbica, è spesso difficile individuare i germi anche dopo un esame colturale.
Soprattutto nei paesi a maggiore sviluppo industriale, la candidiasi è divenuta, a seguito del sempre crescente uso di contraccettivi orali, una causa frequente di infezioni e cerviciti; una ulteriore causa dell'insorgere di questo tipo di patologia è il trichomonas vaginalis.
Anche il corinebacterium vaginalis determina vaginiti che interessano secondariamente la mucosa cervicale. La neisseria gonorreae è una causa frequente di cervicite acuta e rappresenta un'infezione diretta da parte dei gonococchi della mucosa cervicale.
Sebbene gli antibiotici aspecifici generalmente distruggano i gonococchi, microrganismi invasivi possono persistere per mesi o anni causando cerviciti croniche.
Inoltre, contemporaneamente alle infezioni principali, possono presentarsi infezioni non specifiche, le quali possono essere associate a lacerazioni della cervice ed ad infezioni del collo dell' utero.
Anche i virus possono infettare la cervice.
1/ herpes simplex, quasi sempre di tipo 2, dà luogo a lesioni transitorie di tipo vescicolare della superficie che spesso si ulcerano.
Spesso il collo dell'utero interessato da un processo flogistico presenta, oltre ai segni della flogosi, aspetti riferibili a lesioni croniche riacutizzate nel processo in atto.
Le alterazioni preesistenti, inoltre, possono a loro volta portare ad una cronicizzazione del processo infiammatorio.
Queste condizioni spesso si accompagnano a "ectopie della cervice". Si tratta di un quadro clinico assai frequente, di maggior riscontro in donne che hanno partorito rispetto alle nullipare, o nelle donne che hanno rapporti sessuali, specie se precoci, rispetto alle vergini.
E' altresì noto come l'esame morfologico in una situazione di normalità riveli che la superficie esterna della porzione intravaginale del collo (portio) è liscia e rivestita di una mucosa che, come quella della vagina, è costituita da un epitelio pavimentoso pluristratif icato, le cui cellule contengono glicogeno. Il passaggio tra l'epitelio cilindrico, secernente muco, del canale cervicale e quello pavimentoso pluristratificato della portio, è brusco.
Normalmente, la linea di confine è posta subito all'indietro dell'orifizio esterno del collo.
Frequentemente in donne che abbiano partorito, possono essere dislocati, a varia distanza dalla portio, isolotti di cellule cilindriche dell'epitelio del canale cervicale. Essi costituiscono le così dette "erosioni cervicali", che si infiammano facilmente e causano un aumento delle comuni perdite vaginali intracicliche (leucorrea).
Virtualmente tutte le multipare presentano un certo grado di infiammazione del collo uterino.
Se non curate opportunamente, le erosioni cervicali, in un quadro di flogosi cervicale, possono generare l'insorgenza del cancro del collo dell'utero che, da alcuni autori, è ritenuto la causa di circa il 10% dei decessi per tumore della donna.
Erosioni cervicali e ulcerazioni sono considerate, pertanto, lesioni degne di attenta considerazione, soprattutto se collocate in situazioni di flogosi cervico-vaginale.
Gerard Frank in uno studio clinico su 118 pazienti in cui sono stati rilevati reperti colposcopici anormali (il colposcopio è uno strumento endoscopico che consente la diretta osservazione della vagina e della cervice), ha indicato un'incidenza delle erosioni cervicali pari al 5% rispetto al quadro complessivo delle anormalità (Gerard F.: Topography of abnormal colposcopy findings, The Cervix, 13., 45-52, 1993).
Attualmente, in caso di erosioni o di ulcerazioni cervicali, la terapia medica non dispone di farmaci topici o sistemici adeguati.
E' possibile solo intervenire chirurgicamente. Tuttavia, prima di ricorrere al trattamento chirurgico della cervice, è opportuno considerare quali possano essere gli inconvenienti che potrebbero derivarne, tra cui possibilità di emorragie postoperatorie, di infezioni, di formazione di stenosi, di infertilità, nonché di eventuali distocie in caso di future gravidanze.
Inoltre, la cauterizzazione cervicale o la dilatazione del collo, condotte ambulatorialmente, non devono essere eseguite durante la fase premestruale a causa del rischio di infezioni postoperatorie ascendenti.
Nel caso in cui il canale cervicale è sede di lacerazioni o di cerviciti croniche gravi, si possono adottare altri procedimenti quali 1'elettrocoagulazione .
Con l'impiego della elettrocoagulazione, la penetrazione del calore o la distruzione del tessuto patologico possono essere controllate. Per questo motivo è preferita la coagulazione alla cauterizzazione .
Un'altra tecnica utilizzata è la criochirurgia, la quale, invece, distrugge il tessuto per congelamento.
Con questa metodica il sanguinamento postoperatorio e la stenosi cervicale sono più rari.
L'inconveniente principale derivante dalla utilizzazione di questi metodi è la distruzione del tessuto alterato, con successiva cicatrizzazione per proliferazione fibroblastica e riepitelizzazione.
Un altro inconveniente consiste nella determinazione di un aumento della leucorrea per un periodo di circa 2-3 settimane.
In tale contesto, risulta necessario evidenziare come alcune complicanze della cauterizzazione risultano in quanto è condotta in maniera non corretta o eccessivamente estesa.
Inoltre, la riattivazione di una salpingite si può verificare se il trattamento è stato eseguito in occasione di una cervicite acuta. Stenosi cervicali possono essere successive ad una cauterizzazione profonda .
Perdippiù, la cauterizzazione e la crioterapia di una cervice, sede di una neoplasia non riconosciuta, possono nascondere il processo determinando un ritardo nella diagnosi, con il rischio di gravi conseguenze.
Nella tecnica, la valutazione della guarigione di un'ulcerazione della cervice è normalmente basata sull'esame colposcopico diretto della parte interessata .
E' ragionevole ritenere che anormalità morfologiche che si osservano nella mucosa una volta cicatrizzata possono interferire con la protezione della mucosa stessa da ricorrenze ulcerative, quando sono presenti fattori ulcerogeni.
Pertanto, la qualità della struttura della mucosa cervicale nella parte precedentemente ulcerata o erosa può ritenersi cruciale nell'impedire danni ricorrenti .
Tra i fattori che contribuiscono al rimodellamento del tessuto, al ripristino della normale funzione e della resistenza meccanica, appare di particolare importanza il sistema enzimatico della fibrinolisi, presente nel muco cervicale.
Un attivatore tissutale del sistema fibrinolitico è stato determinato dapprima sia nel miometrio sia nell'endometrio.
Il fluido mestruale contiene plasmino ed un attivatore che è biochimicamente comparabile all'attivatore tissutale rilevato nell'endometrio.
Inoltre, plasminogeno e fibrinogeno sono presenti in minima quantità nel liquido mestruale, in conseguenza, forse, di una fibrinogenolisi.
Alcuni Autori hanno studiato il sistema enzimatico fibrinolitico in varie fasi del ciclo mestruale .
Campioni di muco cervicale in donne con cicli ovulatori sono stati prelevati e testati per determinare i componenti del sistema fibrinolitico. Dai risultati della ricerca si è determinato che un attivatore enzimatico presente nel muco cervicale cadeva a livelli bassi due giorni prima, durante e dopo l'ovulazione, e aumentava nei giorni successivi. Erano inoltre rilevabili quantità accettabili di plasmina e di pro-attivatore e, in misura minore, di plasminogeno.
Queste osservazioni hanno permesso di stabilire che nel muco cervicale, prodotto dalle cellule cilindriche dell'epitelio cervicale, è attivo il sistema fibrinolitico.
E' altresì noto che il sistema enzimatico della fibrinolisi svolge una funzione di primo piano nel ripristino della normale citoarchitettura del tessuto cicatriziale, contribuendo in modo determinante alla qualità di guarigione del processo ulcerativo.
SOMMARIO DELL'INVENZIONE
Alla luce di quanto sopra, viene proposta secondo la presente invenzione una soluzione in grado di risolvere i problemi e gli inconvenienti summenzionati .
In particolare, la presente invenzione propone una soluzione che consente di fornire direttamente alla mucosa cervicale ulcerata e in situazione di flogosi un agente che svolga un'azione protettiva nei confronti del danneggiamento innescato dai fattori infiammatori liberati in loco, e che, soprattutto, sia in grado di indurre una "restitutio ad integrum" del tessuto leso che, come accennato nella parte introduttiva, non è possibile attualmente conseguire né con il trattamento chirurgico né tanto meno con qualsiasi altro mezzo terapeutico.
In particolare, la soluzione secondo la presente invenzione prevede l'uso di un agente che è efficace nel preservare e mantenere in situ il sistema fibrinolitico presente nel muco, affinché possa esercitare il suo ruolo fondamentale nel processo di modellamento della architettura cellulare della parte lesa.
Durante gli studi che sono alla base della presente invenzione, e in particolare di studi sui componenti proteici del muco cervicale, è stato sorprendentemente trovato che il sucralfato, un principio attivo già noto ed utilizzato per via orale a scopo terapeutico nell'ulcera peptica, mostra una notevole efficacia, in seguito alla sua applicazione diretta sulla cervice, nel preservare in situ i fattori del sistema fibrinolitico e nel renderli disponibili per la loro azione nella formazione dinamica dello strato cellulare che recupera integralmente il tessuto ulcerato della mucosa cervicale.
Come è noto, il sucralfato è un complesso amorfo di saccarosio solfato e idrossido di alluminio [a-D-glucopiranoside, β-D-fructofuranosil, octachis {acido sulfidrilico) complesso di alluminio].
Attualmente il sucralfato è utilizzato, per somministrazione orale, prevalentemente nel trattamento dell'ulcera peptica e della gastrite cronica
La sua formula di struttura è la seguente;
Tra le proprietà del sucralfato vi è il fatto che non ha una azione antisecretiva dell'HCl gastrico ma, disciolto parzialmente negli acidi diluiti, forma un gel polimerico provvisto di diverse proprietà protettive .
Il composto rilascia alluminio e conseguentemente acquista una forte carica negativa con cui si lega elettrostaticamente alla pepsina ed alle mucine (glicoproteine del muco).
La concentrazione della pepsina A nel lume gastrico viene ridotta ed il legame pepsina-substrato viene inibito per competizione.
Lo scambio Na<+>/H<+ >nel muco viene intensificato a favore del gradiente di neutralità sulla mucosa e viene inibita la degradazione delle mucine da pepsina A attiva (a pH > 5).
Con le mucine, il sucralfato forma un gel protettivo della lesione peptica, che inoltre attuerebbe processi trofici e cicatrizzanti, attribuiti in parte alla stimolazione del metabolismo dell'acido arachidonico ed alla produzione di prostaglandine PGE1 e PGE2, ed in parte all'accresciuta presenza di "epìdermal growth factor" (EGF) e "transforming growth factor a" (TGFa), fattori che stimolano i meccanismi riparatori dell'ulcera .
Nell'ulcera duodenale, l'efficacia clinica si manifesta nel 75% dei casi con la dose orale di 1 g x 4 il giorno, per 4-8 settimane.
Invece, nell'ulcera gastrica, la localizzazione ha un ruolo nell'efficacia del sucralfato; questa è massima nelle ulcere del corpo e quelle pre-piloriche (dopo 8-12 settimane di trattamento).
Nelle ulcere da antiinfiammatori non steroidei (FANS), il sucralfato è efficace nelle localizzazioni duodenali, ma ha solo effetto sintomatico e non cicatrizza le lesioni nel coinvolgimento gastrico.
Il sucralfato trova anche impiego nelle ulcere da stress e nella profilassi e trattamento delle ulcere del cavo orale indotte da radioterapia.
Secondo la presente invenzione, è stato sorprendentemente trovato che sucralfato, formulato in preparazioni topiche intravaginali, può essere vantaggiosamente usato per il trattamento delle ulcerazioni ed erosioni cervicali, in quanto, preservando in situ l'azione che il sistema enzimatico fibrinolitico svolge nel processo riparativo cellulare, favorisce una completa "restitutio ad integrum" dell'epitelio mucoso cervicale senza la comparsa di segni cicatriziali. OGGETTO DELL'INVENZIONE
Forma pertanto effetto specifico della presente invenzione l'uso di [a-D-glucopiranoside, β-D-fructofuranosil, octachis (acido sulfidrilico) complesso di alluminio], vale a dire del complesso amorfo di saccarosio octasolfato e idrossido di alluminio, o del suo componente saccarosio octasolfato (SOS), per la produzione di un farmaco topico intravaginale da impiegare nel trattamento delle ulcere o erosioni della mucosa cervicale.
Preferibilmente, secondo l'invenzione, detto farmaco topico secondo la presente invenzione contiene il principio attivo, il sucralfato, in quantità variabile tra il 5% e il 30% in peso.
Ulteriormente, secondo l'invenzione, le formulazioni a base di sucralfato possono contenere veicoli bio-adesivi e muco-adesivi, come ad esempio idrossipropilcellulosa, carbomeri, alginati, pectina, xiloglucani, in maniera tale da ottenere un aumento del tempo di residenza in situ del principio attivo in presenza di un elevato gradiente di concentrazione .
In una forma particolarmente preferita dell'invenzione, il sucralfato è veicolato in un gel bio-aderente e bio-adesivo a base di poliycarbophil, che facilita la liberazione graduale e costante del principio attivo nel sito d'azione.
Infatti, dopo la sua applicazione, polycarbophil aderisce alla superficie mucinicoepiteliale della cervice per periodi di tempo prolungati, consentendo anche una diffusione omogenea del farmaco sulla mucosa cervicale lesa, senza perdita di prodotto, come invece può accadere con i comuni preparati endovaginali.
Secondo l'invenzione, in un farmaco che prevede l'utilizzo di sucralfato in gel con percentuale tra il 12,5% e il 25% in peso contenente polycarbophil, esso può essere applicato per ottenere una completa guarigione dell'ulcerazione cervicale ad un dosaggio di 2 g una volta il giorno per 6-8 giorni.
In generale, il dosaggio e la posologia possono subire variazioni senza che sia compromesso l'effetto di prevenzione e di mantenimento del sistema enzimatico (glicocalice) e il muco prodotto.
Sempre secondo l'invenzione, il farmaco, oltre alle formulazioni in gel, può essere preparato nelle altre comuni forme per uso vaginale, come emulsione, crema, ovuli.
Preferibilmente, secondo l'invenzione, per una buona tollerabilità e per il mantenimento dell'ecosistema vaginale, il pH ottimale del farmaco dovrebbe essere compreso tra 4 e 5,5.
Ancora secondo l'invenzione, oltre ai veicoli bio-adesivi e muco-adesivi, il farmaco può comprendere ulteriori ingredienti facoltativi, come agenti addensanti, antiossidanti, stabilizzanti, tensioattivi, ecc..
Inoltre, la composizione secondo l'invenzione può contenere conservanti o agenti antimicrobici come metil-, propil-, etil-parabene, acido benzoico, alcool benzilico.
L'invenzione riguarda inoltre un metodo per l'applicazione in loco di un farmaco come descritto in precedenza che prevede l'impiego di una cannula intravaginale, connessa ad un apposito erogatore, per l'applicazione di preparati a base di sucralfato, permettendo l'intimo contatto del principio attivo a livello della mucosa cervicale, cioè proprio dove è necessario che svolga la sua azione farmacologica. ESEMPI
Nel seguito, verranno riportate, a titolo esclusivamente esemplificativo e non limitativo, alcune formulazioni in gel secondo l'invenzione contenenti il sucralfato, adatte per l'applicazione topica vaginale.
Formulazione 1 Sucralfato g 12,50
micronizzato
Polycarbophil (Noveon g 0,85 AA1)
Me-paraben g 0,20
Pr-paraben g 0,02
Trietanolammina g 0,39
Glicole propilenico g 86,04
g 100 , 00
Metodica di preparazione della formulazione 1
Grammi 0,85 di polycarbophil, g 0,20 di Meparaben e g 0,02 di Pr-paraben vengono aggiunti a g 86,04 di glicole propilenico. La sospensione viene riscaldata a 70°C con agitazione continua fino a dissoluzione completa dei componenti. La soluzione ottenuta viene raffreddata a 50°C ed a questa temperatura vengono aggiunti g 12,50 di sucralfato micronizzato. Si prosegue l'agitazione utilizzando anche la turbina per alcuni minuti (2-3 trattamenti con il turbo) fino a raffreddamento completo. Si aggiunge infine la trietanolammina riutilizzando la turbina fino ad ottenere un gel bianco traslucido di buon aspetto.
pH - 4,8. Per la misurazione del pH, 50 mi di acqua distillata vengono aggiunti sotto agitazione a 10,0 g di gel. Si agita e sulla dispersione ottenuta viene determinato il pH.
Formulazione 2 Sucralfato g 25,00 micronizzato
Polycarbophil (Noveon g 1,70
AA1)
Me-paraben g 0,20
Pr-paraben g 0,02
Trietenolammina g 0,40
Glicole propilenico g 72,68 g 100,00 pH = 4,7
Formulazione 3 Sucralfato g 12,50 micronizzato
Polycarbophil (Noveon g 1,70
AA1)
Me-paraben g 0 , 20
Pr-paraben g 0 , 02
Trietenolammina g 0 , 40
Glicole propilenico g 80 , 18 g 100, 00 pH = 4,9
Formulazione 4 Sucralfato g 10,00 micronizzato
Idrossipropilcellulosa g 3,00 Me-paraben g 0, 20
Pr-paraben g 0, 02 Trietenolammina g 0, 40 Glicole propilenico g 86, 78
g 100 , 00 pH = 4,5
SPERIMENTAZIONI CLINICHE
Nel seguito si forniscono i dati di sperimentazioni cliniche effettuate al fine di testare la validità dell'uso del sucralfato secondo gli insegnamenti tecnici della presente invenzione.
Lo studio è stato condotto su 18 donne, di età compresa tra 18 e 46 anni, che all'indagine colposcopica presentavano vari gradi di erosione cervicale. E' stata presa in considerazione anche la presenza concomitante di una reazione infiammatoria.
Sulla base del quadro colposcopico osservato e della gravità della flogosi, si è proceduto per le pazienti in studio ad una classificazione del tutto convenzionale della patologia cervicale:
- Grado I: cervicite semplice; presenza di lesioni a mosaico ed ectopia; scarsa leucorrea e assenza di dispareunia.
Grado II: cervicite con erosione estesa della portio (30% della superficie) ; presenza di epitelio alterato; saltuarie perdite ematiche e fenomeni di dispareunia.
Grado III: cervicite con erosione estesa della portio (50% della superficie); presenza di ectopia; perdite ematiche frequenti; leucorrea e dispareunia.
Pertanto, la situazione delle pazienti prima di iniziare il trattamento farmacologico topico era la seguente :
n. parti; AZT = Zidovudina
Le 18 donne con diagnosi definitiva, sono state quindi suddivise in due gruppi di prova di nove pazienti, allo scopo di valutare l'efficacia di due formulazioni, inerenti all'invenzione, contenenti sucralfato alle concentrazioni del 25% e del 12,5%.
Specificamente, le preparazioni, entrambe contenenti polycarbophil come mucoadesivo/bioadesivo, corrispondevano alla formulazione n. 2 (sucralfato 25%) ed alla formulazione n. 3 (sucralfato 12,5%) già descritte analiticamente negli esempi sopra riportati .
Ciascuna delle pazienti selezionate ha ricevuto a livello della cervice, per applicazione endovaginale mediante cannula monodose, 2 g di gel, una volta la sera, per sei giorni consecutivi.
La valutazione complessiva dell'efficacia della preparazione in esame, al termine del trattamento topico, viene presentata nelle due tanelle che seguono .
Formulazione n. 2 (sucralfato 24%) RISULTATI COLPOSCOPICI E RILIEVO SEGNI E SINTOMI
Formulazione n. 3 (sucralfato 12,5%) RISULTATI COLPOSCOPICI E RILIEVO SEGNI E SINTOMI
Come si può notare dai dati che precedono, 16 pazienti su 18 le abbiamo potuto considerare completamente guarite dalle lesioni cervicali.
Due pazienti, peraltro trattate con la concentrazione più bassa di sucralfato, pari al 12,5%, sembrano richiedere soltato un trattamento più lungo, rispetto ai sei giorni stabiliti, per conseguire il normale ripristino dell'epitelio della mucosa cervicale.
La presente invenzione è stata descritta a titolo illustrativo, ma non limitativo, secondo sue forme preferite di realizzazione, ma è da intendersi che variazioni e/o modifiche potranno essere apportate dagli esperti nel ramo senza per questo uscire dal relativo ambito di protezione, come definito dalle rivendicazioni allegate.

Claims (11)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Uso di [a-D-glucopiranoside β-D-fructofuranosil, octachis (acido sulfidrilico) complesso di alluminio], vale a dire del complesso amorfo di saccarosio octasolfato e idrossido di alluminio, o del suo componente saccarosio octasolfato (SOS), per la produzione di un farmaco topico intravaginale da impiegare nel trattamento delle ulcere o erosioni della mucosa cervicale.
  2. 2. Uso secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detto farmaco topico contiene il principio attivo, il sucralfato, in quantità variabile tra il 5% e il 30% in peso.
  3. 3. Uso secondo la rivendicazione 1 o 2, caratterizzato dal fatto che le formulazioni a base di sucralfato contengono veicoli bio-adesivi e mucoadesivi, come ad esempio idrossipropilcellulosa, carbomeri, alginati, pectina, xiloglucani.
  4. 4. Uso secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il sucralfato è veicolato in un gel bio-aderente e bioadesivo a base di poliycarbophil, che facilita la liberazione graduale e costante del principio attivo nel sito d'azione.
  5. 5. Uso secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che in un farmaco che prevede l'utilizzo di sucralfato in gel con percentuale tra il 12,5% e il 25% in peso contenente polycarbophil, esso viene applicato per ottenere una completa guarigione dell'ulcerazione cervicale ad un dosaggio di 2 g una volta il giorno per 6-8 giorni.
  6. 6. Uso secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto farmaco, oltre alle formulazioni in gel, può essere preparato nelle altre comuni forme per uso vaginale, come emulsione, crema, ovuli.
  7. 7. Uso secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che, per una buona tollerabilità e per il mantenimento dell'ecosistema vaginale, il pH ottimale del farmaco è compreso tra 4 e 5,5.
  8. 8. Uso secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che oltre ai veicoli bio-adesivi e muco-adesivi, il farmaco comprende ulteriori ingredienti facoltativi, come agenti addensanti, antiossidanti, stabilizzanti, tensioattivi, ecc..
  9. 9. Uso secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la composizione contiene conservanti o agenti antimicrobici come metil-, propil-, etil-paraben, acido benzoico, alcool benzilico.
  10. 10. Metodo per l'applicazione in loco di un farmaco per l'uso come descritto in ognuna delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di prevedere l'impiego di una cannula intravaginale, connessa ad un apposito erogatore, per l'applicazione di preparati a base di sucralfato, permettendo l'intimo contatto del principio attivo a livello della mucosa cervicale.
  11. 11. Uso di [a-D-glucopiranoside, β-D-fructofuranosil, octachis (acido sulfidrilico) complesso di alluminio], vale a dire del complesso amorfo di saccarosio octasolfato e idrossido di alluminio, o del suo componente saccarosio octasolfato (SOS), per la produzione di un farmaco topico intravaginale da impiegare nel trattamento delle ulcere o erosioni della mucosa cervicale, e relativo metodo di applicazione in loco, rispettivamente secondo ognuna delle rivendicazioni precedenti 1 - 9 e 10, sostanzialmente come illustrato e descritto.
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