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ITMI992345A1 - Cesoia/piegatrice - Google Patents

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Publication number
ITMI992345A1
ITMI992345A1 IT1999MI002345A ITMI992345A ITMI992345A1 IT MI992345 A1 ITMI992345 A1 IT MI992345A1 IT 1999MI002345 A IT1999MI002345 A IT 1999MI002345A IT MI992345 A ITMI992345 A IT MI992345A IT MI992345 A1 ITMI992345 A1 IT MI992345A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
tool
base
working
movable
punch
Prior art date
Application number
IT1999MI002345A
Other languages
English (en)
Inventor
Marco Colombo
Original Assignee
Impianti Helios S R L
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Impianti Helios S R L filed Critical Impianti Helios S R L
Priority to IT1999MI002345A priority Critical patent/IT1314022B1/it
Publication of ITMI992345A0 publication Critical patent/ITMI992345A0/it
Publication of ITMI992345A1 publication Critical patent/ITMI992345A1/it
Application granted granted Critical
Publication of IT1314022B1 publication Critical patent/IT1314022B1/it

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Description

Descrizione dell' invenzione avente per titolo:
CESOIA/PIEGATRICE”
DESCRIZIONE
L’invenzione si riferisce ad una macchina o apparecchiatura in grado di effettuare selettivamente operazioni di taglio per cesoiatura e di piegatura su una lamiera.
Lo stato della tecnica comprende, per la lavorazione di lamiere, macchine cesoiatrici e macchine piegatrici come unità separate. La macchina cesoiatrice comprende generalmente una tavola di lavoro con una contro-lama fissa e una trave mobile a cui è fissata una lama mobile. La trave mobile compie la sua corsa di lavoro sotto la spinta di adatti organi di spinta, generalmente gruppi cilindropistone. La macchina piegatrice comprende un contro-stampo di piegatura generalmente fisso e un punzone di piegatura fissato ad una trave mobile. La trave mobile è spinta in abbassamento contro il contropunzone mediante spinta di organi opportuni, generalmente gruppi cilindro-pistone.
Per realizzare un articolo che richieda successivamente una cesoiatura e una piegatura, è quindi necessario disporre dapprima la lamiera nella cesoiatrice, che effettua il taglio, e quindi spostarla ad una piegatrice che provvede alla piegatura.
È evidente che la necessità di prevedere due diverse macchine comporta l’inconveniente di avere nel capannone un ingombro relativo a due macchine e ai relativi spazi tecnici. Un ulteriore inconveniente consiste nel fatto che occorre trasportare il pezzo semilavorato da una macchina all’altra e riposizionarlo sulla seconda macchina.
Ci si è quindi posti lo scopo di ovviare agli inconvenienti inerenti alla tecnica precedente, in particolare di ridurre l’ingombro necessario per le macchine per effettuare la cesoiatura e la piegatura di lamiere e di ridurre le operazioni di posizionamento necessarie. Un ulteriore obiettivo è realizzare una macchina che lavori in condizioni ottimali.
Gli obiettivi sono stati raggiunti con un’apparecchiatura come detta nella rivendicazione 1 e un’apparecchiatura come detta nella rivendicazione 11. Ulteriori caratteristiche e vantaggi risultano dalle rivendicazioni dipendenti.
In altre parole, la nuova apparecchiatura comprende un telaio fisso che comprende una struttura di base e montanti; i montanti comprendono sedi per perni allineati di un telaio mobile porta attrezzi, girevole fra una posizione in cui presenta alla posizione di lavoro un attrezzo e un’altra posizione in cui presenta alla posizione di lavoro l’altro attrezzo; i montanti comprendendo cilindri di azionamento di rispettivi pistoni, i cui steli portano una struttura a cappello di azionamento degli attrezzi; l’apparecchiatura comprende inoltre mezzi per ruotare il telaio mobile fra una e l’altra posizione di lavoro.
Preferibilmente la struttura di base è completata con due tavoli di lavoro opposti ribaltabili fra una condizione di riposo, in cui sono retratti entro l’ingom della struttura, e una condizione di lavoro, in cui sono estesi dalla struttura per sostenere i pezzi.
L’apparecchiatura consegue gli obiettivi menzionati, inoltre risulta relativamente facile da usare ed è strutturata in modo relativamente semplice.
Un esempio di realizzazione, attualmente preferito e non limitativo, è descritto in seguito con riferimento ai disegni allegati in cui:
la Fig. 1 è una vista frontale dell’apparecchiatura in scala ridotta; l’apparecchiatura è in posizione per effettuare il taglio; alcune parti sono illustrate interrotte;
la Fig. 2 è una sezione dell’apparecchiatura secondo il piano 2-2 in Fig. 1; la Fig. 3 è una sezione secondo il piano indicato con 3-3 in Fig. 1, con una parte asportata per mostrare un motore sottostante;
la Fig. 4 è una vista dell’attrezzo composito di cesoiatura e piegatura della macchina, in vista frontale; l’attrezzo è illustrato in scala ridotta, ma ingrandito rispetto alla Fig. 1;
la Fig. 5 è una sezione secondo il piano 5-5 in Fig. 1; l’attrezzo composito è illustrato con la parte a cesoia in posizione operativa e la parte piegatrice a riposo; alcune parti sono state omesse per chiarezza di illustrazione;
la Fig. 6 è una sezione, simile alla precedente, del solo attrezzo composito, ingrandita, e illustra la parte di piegatura in condizione operativa e la parte di cesoiatura in condizione di riposo;
la Fig. 7 è una sezione secondo il piano 7-7 in Fig. 4, con la parte o attrezzo in posizione operativa illustrato a fine corsa della corsa di lavoro;
la Fig. 8 è una vista da sinistra di Fig. 4, nella condizione di Fig. 7.
Con riferimento ora alle figure, l’apparecchiatura o macchina nel complesso è indicata con il riferimento 10. Essa comprende una struttura di base 12, che a sua volta comprende una piastra verticale di base 14 e montanti, o “spalle”, rispettivamente 16 e 18. La piastra di base presenta una trave 33 orizzontale, con guida 3 1 a superficie concava 31 ’ (Fig. 5), come si dirà in seguito.
Una struttura operativa a cappello è indicata con il riferimento 20 ed è mobile operativamente fra una condizione sollevata o di riposo, illustrata in Fig. 1, e una condizione abbassata o di lavoro. La struttura a cappello 20 porta una trave 23 con una guida inferiore 21, preferibilmente a superficie 2 1 concava inferiormente, a porzione di cilindro (Fig. 5), come si dirà in seguito. L’azionamento alla struttura 20 può essere impartito in qualsivoglia modo, ad esempio mediante vite-madrevite, ma preferibilmente, secondo l’invenzione, è impartito mediante gruppi cilindro-pistone 26. Preferibilmente ciascun gruppo 26 ha il cilindro 27 nel montante e uno stelo, 28, mobile verticalmente nel cilindro formato in ciascun montante. Il gruppo cilindro-pistone però potrebbe consistere in un attuatore elettromeccanico reperibile sul mercato, fissato alla spalla 18. Ciascun gruppo 26 è congegnato in modo che nella corsa di lavoro lo stelo 28 lavori in trazione.
I montanti 16, 18 accolgono in modo girevole i perni 48, 49 di un attrezzo doppio o composito indicato complessivamente con il riferimento 50; i perni definiscono un asse orizzontale a di rotazione. Le superfici concave 2 1 della guida 21 e 31 della guida 31 sono preferibilmente a porzione di cilindro intorno ad a.
L’attrezzo composito 50 presenta una parte o attrezzo di cesoiatura 52 e una parte o attrezzo di piegatura 54, da parti opposte rispetto ad una tavola 56 estesa secondo l’asse a. Alla tavola 56 sono solidali colonne distanziate, rispettivamente 58 e 60, in prossimità dei montanti. Le colonne hanno teste allargate 58’ e rispettivamente 58” e 60”, alle estremità.
La parte di cesoiatura 52 comprende un portalama 62 fisso, bloccato alla tavola 56 mediante mezzi di fissaggio 64, e un portalama mobile 66 solidale ad una basetta 68. Il portalama 62 porta una controlama 63, il portalama 66 porta una lama 67. La basetta 68 ha una superficie esterna a porzione di cilindro, 70, con asse coincidente all’asse a, e complementare alla superficie concava 21’ della guida 21 della struttura a cappello. La basetta 68 è sostenuta distanziata dalla tavola 56 mediante molle 72 ed è guidata per il movimento lungo le colonne 58 e 60 mediante bussole 74. Le teste allargate 58’, 60’ delle colonne impediscono la fuoriuscita della basetta. Preferibilmente, non necessariamente, una delle lame, e preferibilmente la lama mobile, ha una configurazione inclinata (Fig. 4), a doppia inclinazione, mentre l’altra lama è diritta, per consentire un’entrata in azione graduale. La lama e la controlama, comunque, possono essere diverse da come illustrate ed essere sostituite da altri utensili reperibili sul mercato.
Sul lato opposto della tavola 55, la parte o attrezzo di piegatura 54 comprende un contropunzone 82 fisso alla tavola 56 mediante mezzi di fissaggio 84. Un punzone di piegatura 86 è fissato ad una basetta 88 che ha configurazione esterna 90 a porzione di cilindro con asse coincidente all’asse a, in modo simile alla basetta 68, e complementare alla forma concava della guida di azionamento 21. Il punzone e il contropunzone possono essere sostituiti con utensili simili reperibili sul mercato. La basetta 88 è mobile lungo le colonne 58 e 60 mediante bussole 94 ed è spinta in condizione estesa mediante molle 92. Le teste allargate 58”, 60” delle colonne 58 e 60 impediscono la fuoriuscita della basetta 88 sotto l’azione delle molle 92.
Su uno almeno dei perni della tavola 56 è montata una ruota manovra indicata con il riferimento 96 (Fig. 2), che è mossa tramite catena 97 a partire da un pignone 98 sull’albero di un motoriduttore 100.
Per scaricare la spinta sulla struttura di base durante la corsa di lavoro, e alleggerire così il compito dei perni 48, 49, l’apparecchiatura comprende due piastre o serie di piastre, 106, 108 una su ciascun lato della tavola 56. Si parlerà in seguito di “piastra” 106, oppure 108, ma si intende che ciascuna piastra può, in realtà, essere composta da più elementi di piastra affiancati, per una migliore maneggevolezza.
La piastra 106 è illustrata interrotta in Figg. 1, 4, 5, e completa in Fig. 6. La piastra 108 è visibile completa in Fig. 5 e interrotta in Fig. 6.
Ciascuna piastra 106, rispettivamente 108, è cemierata alla tavola 56, sui lati longitudinali di essa, in modo da poter ruotare attorno ad un rispettivo asse, b per la piastra 106 e c per la piastra 108.
Gli assi b e c sono generalmente paralleli all’asse a, di rotazione dell’attrezzo composito 50 (ovvero della tavola 56).
Ciascuna piastra di scarico degli sforzi ha una dimensione in altezza tale da appoggiare sulla tavola 56 e sulla basetta 68, rispettivamente 88, nella posizione di riposo dell’attrezzo rispettivo, come si vede nelle Figg. 5 e 6.
Ciascuna piastra è ribaltabile attorno all’asse b, rispettivamente c, fra una posizione affiancata all’attrezzo 52, e una posizione affiancata al 54.
Preferibilmente, ciascuna piastra può essere montata sul proprio asse b o c tramite una rispettiva bielletta 106’, 108’ con asola allungata 106”, 108”, per facilitare la manovra di ribaltamento. Il ribaltamento delle piastre 106, 108 può essere effettuato a mano o preferibilmente in modo automatico con mezzi non descritti perché alla portata di un tecnico del ramo.
Sebbene si siano descritte piastre ribaltabili fra una posizione e l’altra, rientrano nell’ambito dell’invenzione anche piastre separate o comunque applicabili in una e l’altra posizione.
Sui montanti 16 e 18 sono portati anche ripiani di lavoro 102, 104. Preferibilmente, secondo una realizzazione preferita della presente invenzione, ciascuna tavola o ripiano di lavoro è imperniata attorno ad un perno 105 così da essere mobile fra una condizione estesa o sollevata, di lavoro, illustrata in linea continua in Fig. 2, e una condizione retratta o di riposo, illustrata a tratteggio nella stessa figura. Sono previsti mezzi, non illustrati, per bloccare le tavole nell’una e nell’altra posizione.
Nella posizione di lavoro, ciascun ripiano presenta un piano di appoggio sostanzialmente orizzontale, mentre, nella posizione di riposo, ciascun ripiano è retratto così da avere un ingombro minimo, in particolare contenuto entro l’ingombro della struttura di base.
Si descriverà in seguito il funzionamento dell’apparecchiatura.
Per effettuare dapprima la cesoiatura o taglio a cesoia di una lamiera indicata con L in Fig. 1, mediante il motore 100 si porta in posizione superiore o attiva la porzione di cesoiatura 52 dell’attrezzo composito 50, vale a dire si porta la basetta 68 di esso in corrispondenza della guida di azionamento 21 della struttura a cappello 20. Il centraggio o posizionamento della basetta sulla guida è automatico a causa delle forme concava 21 ’ e convessa 70 corrispondenti. Gli steli 28 dei cilindri 27, in questa fase, sono in condizione estesa. Le piastre di scarico sforzi, 106 e 108, sono impegnate fra la basetta 88 del gruppo di piegatura e la tavola 56
Posizionata la lamiera L sulla contro-lama stazionaria 62, si azionane ' gruppi cilindro-pistone 26, così che gli steli 28 sono tirati verso il basso. In questo movimento essi abbassano la struttura di cappello 20, la trave 23 solidale ad essa e la guida 21, la quale, appoggiando contro la basetta 68, abbassa la lama mobile 67 fino ad operare il taglio in collaborazione con la contro-lama statica 63. Gli sforzi inerenti all’azione di taglio sono opportunamente scaricati superiormente sulla struttura di cappello attraverso la basetta 68, la guida 21 e la trave 23 e, inferiormente, sulla struttura di base attraverso le piastre 106, 108, la basetta 88, la guida 31, la trave 33.
Quando si voglia portare l’apparecchiatura in condizioni per effettuare la piegatura, si retrae la lamiera L, si aziona il motore 100 così da far compiere alla struttura rotante 50 una rotazione di 180°, e si porta in posizione di lavoro l’attrezzo di piegatura 54, con la basetta 88 in appoggio contro la guida 21 della struttura a cappello. La basetta 68 della parte di cesoiatura in questo caso appoggia contro la guida 31 della struttura di base. Si posiziona quindi la lamiera L sul contropunzone e si abbassa la basetta 88, con il punzone solidale, analogamente a quanto sopra descritto con riferimento all’abbassamento della lama di taglio. Anche in questo caso lo sforzo dell’operazione è assorbito dalla struttura di cappello, e inoltre dalla struttura di base attraverso le piastre 106, 108. Rilasciando la pressione del fluido nei cilindri, le molle 92 riportano la basetta 88 in condizione estesa.

Claims (11)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Apparecchiatura per lavorazioni su lamiere mediante attrezzi che operano con una corsa di lavoro e una corsa di ritorno caratterizzata dal fatto che comprende: una struttura di base (12) con monianti (16, 18), una struttura di cappello (20) con una trave operatrice (23) mobile rispetto a detta struttura di base (12) per una corsa di lavoro e una corsa di ritorno, detta struttura di base portando un attrezzo composito (50) sostenuto in essa per una rotazione attorno ad un asse (a) fra almeno una prima posizione di lavoro e una seconda posizione di lavoro; detto attrezzo composito comprendendo attrezzi per singole lavorazioni (52, 54) angolarmente distanziati attorno all’asse (a) di rotazione; e mezzi (96, 100) per ruotare detto attrezzo composito attorno all’asse di rotazione (a) così da portare in posizione di lavoro uno o l’altro attrezzo per singola lavorazione, l’attrezzo per singola lavorazione, in posizione di lavoro presentando una parte in posizione collaborante con la trave operatrice (23) della struttura di cappello.
  2. 2. Apparecchiatura secondo la rivendicazione precedente caratterizzata dal fatto che l’attrezzo composito (50) comprende un attrezzo di cesoiatura (52) e un attrezzo di piegatura (54) sfasati angolarmente di 180° attorno all’asse di rotazione ta).
  3. 3. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 2, caratterizzata dal fatto che l’attrezzo composito (50) comprende una tavola (56) estesa lungo detto asse di rotazione (a); detta tavola porta detto attrezzo di cesoiatura e detto attrezzo di piegatura da parti opposte; e inoltre da ciò che comprende mezzi adatti ad essere interposti fra detta tavola (56) e la struttura di base per scaricare su questa gli sforzi inerenti alla lavorazione effettuata.
  4. 4. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 2, caratterizzata dal fatto che l’attrezzo di cesoiatura (52) comprende un portalama (62) fissato alla tavola, una basetta (68) portante un portalama mobile (66) affacciato al portalama fisso e collaborante con esso, la basetta essendo guidata per il movimento di taglio a cesoia verso e via dal portalama fisso e mantenuta in posizione distale in condizioni di riposo.
  5. 5. Apparecchiatura secondo la rivendicazione precedente caratterizzata dal fatto che la basetta (68) del portalama mobile presenta una superficie distale (70) convessa in forma di porzione di cilindro, e la trave operatrice del cappello presenta una guida (21), a superficie concava (21) cilindrica.
  6. 6. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 4 comprendente molle (72) fra tavola (56) e basetta (68) per mantenere la basetta in posizione distale, e mezzi di ritegno (58’, 60’) per trattenere la basetta.
  7. 7. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 3, caratterizzata dal fatto che detto attrezzo di piegatura (54) comprende un contropunzone (82) solidale alla tavola (56) dell’attrezzo composito e un punzone (86) mobile solidale ad una basetta (88) del punzone, la basetta del punzone essendo mobile verso il contropunzone e via da esso.
  8. 8. Apparecchiatura secondo le rivendicazioni 7 e 5, caratterizzata dal fatto che la superficie esterna o distale (90) della basetta (88) del punzone ha una forma convessa a porzione di cilindro, per impegno della forma concava a porzione di cilindro della guida (21) sulla struttura di cappello.
  9. 9. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 3, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di scarico degli sforzi di lavorazione comprendono piastre (106, 108) cemierate sulla tavola (56) e ribaltabili fra una posizione affiancata al primo attrezzo per lavorazione singola, quando il secondo attrezzo è in funzione, e una posizione affiancata al secondo attrezzo per lavorazione singola, quando il primo attrezzo è in funzione.
  10. 10. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 3, caratterizzata dal fatto che comprende ripiani (102, 104) di lavoro su parti opposte della struttura di base, mobili fra una condizione estesa di lavoro, in cui si presentano sostanzialmente orizzontali, e una condizione retratta di lavoro, in cui sostanzialmente non sporgono rispetto alle spalle o montanti della struttura.
  11. 11. Apparecchiatura per lavorazione su pezzi comprendente una struttura di base (12) con montanti (16, 18); una struttura di cappello (20) mobile per una corsa di lavoro su detta struttura di base (12), detta struttura a cappello in detta corsa di lavoro determinando un’operazione sul pezzo in lavorazione; un semi-attrezzo (62; 82) reso solidale alla struttura di base per detta lavorazione; un secondo semi-attrezzo collaborante con detto primo semi-attrezzo e mobile con la struttura di cappello; mezzi di azionamento per determinare la corsa di lavoro di detta struttura di cappello rispetto alla struttura di base; detti mezzi di azionamento comprendendo gruppi cilindro-pistone; caratterizzata dal fatto che nel corsa di lavoro gli elementi mobili dei gruppi cilindro-pistone sono soggetti a trazione.
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