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ITMI962085A1 - Perfezionata chiusura igienica a coperchio per lattine di bibite o simili - Google Patents

Perfezionata chiusura igienica a coperchio per lattine di bibite o simili Download PDF

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ITMI962085A1
ITMI962085A1 IT96MI002085A ITMI962085A ITMI962085A1 IT MI962085 A1 ITMI962085 A1 IT MI962085A1 IT 96MI002085 A IT96MI002085 A IT 96MI002085A IT MI962085 A ITMI962085 A IT MI962085A IT MI962085 A1 ITMI962085 A1 IT MI962085A1
Authority
IT
Italy
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lid
beverage cans
closure
cover
opening
Prior art date
Application number
IT96MI002085A
Other languages
English (en)
Inventor
Maria Federica Bondesani
Original Assignee
Maria Federica Bondesani
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
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Publication date
Application filed by Maria Federica Bondesani filed Critical Maria Federica Bondesani
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Description

DESCRIZIONE dell’invenzione industriale
La presente invenzione riguarda un perfezionato coperchio per assicurare una chiusura particolarmente igienica a lattine per bibite, o simili.
Sono note già da tempo le lattine per bibite munite di linguella a strappo che consente la loro apertura per semplice trazione su un anello cooperante a distaccare da un coperchio fisso la linguella che è stata preincisa lungo linee di indebolimento, ma non distaccata dal medesimo coperchio. Questa linguella a strappo è molto pratica perché consente l’apertura di una lattina mediante l’azione molto semplice di trazione su un anello collegato meccanicamente alla linguella che provoca il distacco della medesima. Tuttavia non è scevra di inconvenienti. Prima di tutto la linguella a strappo, una volta staccata dal coperchio, mostra dei bordi taglienti che possono essere pericolosi se la linguella viene maneggiata senza precauzioni, specie se finita nei rifiuti, inoltre è capitato che, a causa di un fissaggio non sufficientemente robusto o ben riuscito (come per esempio per una saldatura a punti difettosa), l’anello si sia staccato dalla linguella prima di essere riusciti a strappare la linguella dal coperchio di chiusura della lattina, rendendo problematica, se non impossibile, l’apertura della lattina con evidente disappunto dell’acquirente. A questo inconveniente si è cercato di rimediare fissando "fortemente, mediante per esempio chiodatura, l’anello di strappo ad una piastrina rigida che, facendo forza contro la linguella preincisa, la obbliga a distaccarsi dal resto del coperchio di chiusura della lattina. Tuttavia nemmeno questo rimedio è del tutto privo di inconvenienti perché, se da una parte evita con certezza il distacco indesiderato dell’anello dalla linguella, d’altra parte obbliga la linguella, al momento di apertura della lattina, ad entrare nella medesima lattina, penetrando nella bibita con evidenti pericoli di contaminazione della medesima. Inoltre permane sempre l’inconveniente, tipico delle aperture a strappo di linguella, che una latina, una volta aperta, non può essere richiusa, per cui si è obbligati a consumare la bibita entro tempi relativamente brevi per evitare sue alterazioni.
Uno scopo delle presente invenzione è quello di evitare i sopraddetti inconvenienti con particolare riguardo ai pericoli di contaminazione delle bibite e di impossibilità di richiusura di una lattina una volta aperta.
Il sopraddetto scopo è raggiunto da una chiusura a coperchio per lattine di bibite comprendente un recipiente cavo, fatto di lamierino metallico, munito di orlo superiore a manicotto avente una filettatura esterna ed impiegante un tappo esterno a vite caratterizzata dal fatto che il tappo a vite comprende almeno un coperchio esterno, in lamierino, munito di un risvolto terminante con un orlo, ribattuto verso l’interno, e contenente sul suo fondo una guarnizione da impegnare con un bordo estremo dell’orlo a manicotto, dove il coperchio esterno è collegato direttamente, o indirettamente, al recipiente mediante mezzi di fissaggio impedenti una sua apertura per svitamento involontario, detti mezzi di fissaggio essendo distruttibili o deformabili permanentemente in modo da rendere evidente un’apertura volontaria del coperchio della latrina.
In particolare, la chiusura per lattine di bibite è caratterizzato dal fatto che il coperchio è formato da un primo coperchio interno fissato all’orlo superiore a manicotto del recipiente mediante operazioni di unione per deformazione e/o saldatura e munito di almeno un foro passante e da un secondo coperchio esterno, comprendente un manicotto rialzato collegato da una parte al risvolto e dall’altra ad una faccia di fondo munita di mezzi per chiudere il detto foro passante .
Maggiormente in particolare, i mezzi di chiusura presenti sulla faccia di fondo, o fondo, del coperchio esterno comprendono un abbassamento, o depressione, praticato nella medesima faccia di fondo che si appoggia contro un risvolto plastico cedevole avvolgente l’orlo esterno del foro passante, detta depressione venendo eseguita per punzonatura dopo che il coperchio esterno è stato avvitato sull’orlo superiore del recipiente in modo che il fondo del coperchio esterno si appoggi contro il fondo del coperchio interno.
Secondo una prima realizzazione, il mezzo di fissaggio del coperchio esterno rispetto al coperchio interno consiste di una massa di collante relativamente fragile infilata in un foro praticato attraverso il coperchio esterno ed aderente ad uno strato di materiale plastico cedevole rivestente la faccia di fondo del coperchio interno.
Secondo un’altra realizzazione dell’invenzione, il mezzo di fissaggio del coperchio esterno rispetto al coperchio interno consiste di un nastro di materiale plastico flessibile saldato da una parte ad una parete laterale del recipiente e dall’altra al risvolto del coperchio esterno il nastro essendo munito di una coda che consente di afferralo e strapparlo.
Secondo una terza realizzazione dell’invenzione, il mezzo di fissaggio del coperchio esterno rispetto al coperchio interno consiste di almeno una deformazione da pinzatura collegante il coperchio esterno all’orlo del recipiente, detta deformazione essendo di tipo che viene cancellata da un movimento del coperchio esterno rispetto all’orlo del recipiente.
In particolare, il mezzo di fissaggio del coperchio esterno rispetto al coperchio interno consiste di almeno una deformazione da pinzatura collegante il coperchio esterno al coperchio interno, detta deformazione essendo di tipo che viene cancellata da un movimento del coperchio esterno rispetto al coperchio interno.
In una particolare realizzazione, il coperchio esterno comprende pure esso un’apertura passante che nello stato di chiusura si trova sfalsata rispetto all’apertura passante presente nel coperchio interno e nello stato di apertura si trova sostanzialmente allineata con la medesima apertura passante.
Di preferenza, per fissare il coperchio esterno al coperchio interno si pratica una stampigliatura nello strato di materiale plastico rivestente il coperchio interno attraverso l’apertura passante del coperchio esterno che solleva il medesimo strato plastico contro i bordi dell’apertura passante del coperchio esterno.
In particolare, la stampigliatura viene ottenuta mediante deformazione a caldo.
In alternativa, la stampigliatura viene ottenuta mediante applicazione di ultrasuoni.
Ulteriormente in particolare, per fissare il coperchio esterno al coperchio interno si impiega un nastro di materiale plastico saldabile fissato, rispettivamente, alla faccia di fondo del coperchio interno ed alla faccia di fondo del coperchio esterno passando attraverso l’apertura del coperchio esterno.
Di preferenza, il nastro è fissato alle due facce di fondo del coperchio esterno e del coperchio interno mediante saldature.
Di maggior preferenza, le saldature sono realizzate a caldo.
In alternativa, le saldature sono realizzate mediante applicazione di ultrasuoni.
In aggiunta, il nastro di materiale plastico è munito di una coda che consente di afferrarlo per il suo strappo.
In una prima categoria di realizzazioni, l’orlo superiore a manicotto è munito di filettatura aperta che consente lo sfilamento del coperchio esterno quando è stato completamente svitato.
In una seconda categoria di realizzazioni, l’orlo superiore a manicotto è munito di filettatura chiusa che non consente lo sfilamento del coperchio esterno quando è stato completamente svitato.
In particolare, l’orlo superiore a manicotto è munito di filettatura che consente il riavvitamento del coperchio esterno.
In alternativa, l’orlo superiore a manicotto è munito di filettatura che non consente il riavvitamento del coperchio esterno.
Le caratteristiche della presente invenzione risulteranno in particolare nelle rivendicazioni formanti la parte conclusiva della presente descrizione. Tuttavia, altre caratteristiche e pregi risulteranno evidenti dalla seguente descrizione dettagliata di suoi esempi di realizzazione, da non considerarsi come limitativi della medesima invenzione, corredata dagli allegati disegni, nei quali:
- la figura 1 è una vista in sezione di una lattina per bibite illustrante in generale, assiemata, la chiusura a coperchio secondo la presente invenzione; - la figura 2 è una vista esplosa in sezione della medesima lattina di figura 1 mostrante i principali componenti realizzanti la chiusura della presente invenzione;
- la figura 3 è una vista dall’alto di una lattina munita di chiusura secondo l’invenzione nella posizione “chiusa”;
- la figura 4 è una vista dall’alto della medesima lattina di figura 3 nella posizione “aperta”,
- la figura 5 è una vista in proiezione presa lungo la linea 5-5 di figura 2; - la figura 6 è una vista in elevazione laterale di una filettatura per l’orlo superiore della lattina mostrante una filettatura libera di tipo consentente la liberazione della chiusura a coperchio;
- la figura 7 è una vista in elevazione laterale di una filettatura per l’orlo superiore della lattina mostrante una filettatura di tipo non consentente la liberazione della chiusura a coperchio;
- figura 8 è una vista particolareggiata dall’alto di un primo esempio di realizzazione di chiusura a coperchio dell’invenzione;
- la figura 9 è una vista parziale in sezione del primo esempio di chiusura a coperchio presa lungo la linea 9-9 di figura 8;
- la figura 10 è una vista particolareggiata dall’alto di un secondo esempio di realizzazione di chiusura a coperchio dell’ invenzione;
- la figura 11 è una vista parziale in sezione del secondo esempio di chiusura a coperchio presa lungo la linea 11-11 di figura 10;
- figura 12 è una vista parziale in sezione di piu esempi di realizzazione dell’ invenzione presa lungo la linea 12-12 delle figure 8, 10, 14 e 16;
- la figura 13 una vista parziale in sezione di più esempi di realizzazione dell’invenzione mostrante la chiusura a coperchio nello stato di aperto;
- la figura 14 è una vista particolareggiata dall’alto di un terzo esempio di realizzazione di chiusura a coperchio dell’invenzione;
- la figura 15 è una vista parziale in sezione del terzo esempio di chiusura a coperchio presa lungo la linea 15-15 di figura 14;
- la figura 16 è una vista particolareggiata dall’alto di un quarto esempio di realizzazione di chiusura a coperchio dell’ invenzione;
- la figura 17 è una vista parziale in sezione del quarto esempio di chiusura a coperchio presa lungo la linea 17-17 di figura 16;
- la figura 18 è una vista particolareggiata dall’alto di un quinto esempio di realizzazione di chiusura a coperchio dell’invenzione;
- la figura 19 è una vista parziale in sezione del quinto esempio di chiusura a coperchio presa lungo la linea 19-19 di figura 18;
- la figura 20 è una vista parziale in sezione del quinto esempio di chiusura a coperchio presa lungo la linea 20-20 di figura 18.
- la figura 21 é una vista parziale in sezione del quinto esempio di realizzazione dell’invenzione mostrante la chiusura a coperchio nello stato di aperto;
- la figura 22 è una vista particolareggiata dall’alto di un sesto esempio di realizzazione di chiusura a coperchio dell’invenzione;
- la figura 23 è una vista parziale in sezione del sesto esempio di chiusura a coperchio presa lungo la linea 23-23 di figura 22;
- la figura 24 è una vista particolareggiata dall’alto di un settimo esempio di realizzazione di chiusura a coperchio dell’invenzione; e
- la figura 25 è una vista parziale in sezione del settimo esempio di chiusura a coperchio presa lungo la linea 25-25 di figura 24.
Si considerino all’inizio le figure 1 e 2, dei disegni. Qui si vede che una lattina 30 incorporante la chiusura secondo la presente invenzione comprende un recipiente cavo 32, previsto per contenere una bibita, chiuso superiormente da un coperchio 34. Come meglio visibile in figura 2, il recipiente cavo 32 termina superiormente con un orlo 36 a forma di manicotto cilindrico portante all' esterno una filettatura sporgente 38. I! coperchio 34 è composto da una pluralità di elementi comprendente:
(a) un primo coperchio interno 40 in lamierino metallico terminante con una faccia di fondo 41 e sormontato da uno strato z42 di materiale plastico cedevole del tipo adatto per alimenti (per esempio polietilene) formante una guarnizione di tenuta che verrà meglio illustrata qui di seguito in relazione ai diversi esempi di realizzazione dell’invenzione, il primo coperchio interno 40 essendo ancorabile per aggraffatura all’orlo 36 del recipiente 32 e lo strato 42 potendo essere ispessito, se necessario, da un aggiuntivo foglio discoidale 44 di materiale plastico cedevole come il materiale dello strato 42;
(b) un secondo coperchio 46 comprendente un manicotto 48, di profondità tale da consentire un completo appoggio di una faccia di fondo 50 del secondo coperchio 46 su! fondo 41 del primo coperchio 40, un risvolto 52 terminante inferiormente con un orlo 54 ribattuto verso l’interno avente funzione di filettatura impegnabile con la filettatura 38 dell’orlo a manicotto 36.
Si considerino ora le figure 3 e 4 mostranti dall’alto una lattina con la chiusura secondo l’invenzione nelle rispettive posizioni “chiusa” ed “aperta”. In particolare, si vede che il secondo coperchio 46 è munito di un’apertura 56 che lascia vedere lo strato 42 di materiale plastico cedevole di tenuta di una zona depressa 58 poco rientrante a vassoio o conca che nella posizione “chiusa” di figura 3 è allineata con un’apertura o foro passante 60 praticata attraverso il fondo 41 e lo strato 42 del primo coperchio 40, mentre nella posizione “aperta” di figura 4 è l’apertura 56 che si allinea sostanzialmente con l’apertura 60, consentendo la fuoriuscita di bibita dalla lattina 32. Facoltativamente, si potrebbe anche prevedere sul fondo 41 del primo coperchio 40 una zona depressa allineata con la posizione dell’apertura 56 nella posizione “chiusa” per consentire l’alloggiamento della zona depressa 58 quando il secondo coperchio 46 è ruotato nella posizione aperta, come indicato dalla freccia di rotazione 62 mostrata in figura 4.
Le figure da 5 a 7 illustrano i tipi di filettature che possono essere formate sull’orlo a manicotto 36 per consentire la chiusura e l’apertura del coperchio 34. Considerando dapprima la figura 5, si vede che, come mostrato in figura 2, la filettatura consiste di una o più nervature elicoidali periferiche che sporgono dall’orlo a manicotto 36. Queste nervature sono di solito ottenute per cilindratura, cioè per azione di almeno una coppia di cilindri, uno interno portante una nervatura elicoidale sporgente ed uno esterno portante una corrispondente cava che, ruotando accoppiati, deformano la superficie laterale dell’orlo a manicotto 36, formando quindi la filettatura.
La figura 6 illustra una filettatura 38 su un manicotto 36 del tipo libero, cioè che consente uno svitamento e successivo riavvitamento del secondo coperchio 46 rispetto al primo coperchio 40 e consiste di una pluralità 64a-c di nervature elicoidali sporgenti ottenute secondo il metodo sopra indicato, le nervature elicoidali 64a-c impegnando l’orlo 54 ribattuto verso l’interno del risvolto 52 per consentire l’azione di avvitamento e svitamento del secondo coperchio 46 rispetto al primo coperchio 40.
La figura 7 illustra una filettatura 38’, su un manicotto 36’, di tipo autobloccante, che consiste di una pluralità 66a-b di nervature elicoidali sporgenti, ottenute secondo il metodo sopra indicato, con in più dei denti di ritegno 68a-b che impediscono il riavvitamento del secondo coperchio 46 rispetto al primo coperchio 40 una volta che è stato svitato, dato che, una volta avvenuto lo svitamento, i denti di ritegno 68a-b impedirebbero all’orlo ribattuto 54 del risvolto 52 di ritornare nella posizione inferiore corrispondente all’ avvitamento, fornendo quindi un tipo di lattina impossibile da richiudere, una volta che fosse stata aperta. In più, se si vuole che il coperchio esterno 46 non possa staccarsi completamente dall’orlo a manicotto 36, si prevede al di sopra delle nervature elicoidali sporgenti 66ab un’ulteriore nervatura circolare 67 che serve a fermare la salita dell’orlo ribattuto 54 del coperchio 46.
Si passi ora a considerare assieme le figure 8, 9, 12 e 13 per comprendere appieno un primo esempio di realizzazione della presente invenzione.
Sul recipiente 32 è montato il sistema di chiusura comprendente, come già detto, un primo coperchio interno 40 ed un secondo coperchio esterno 46. Il coperchio interno 40, ricavato per tranciatura da un lamierino metallico rivestito superiormente con uno strato 42 di materiale plastico cedevole, come polietilene per alimenti, è ovviamente sagomato per poter essere fissato all’orlo 36 del recipiente 32 e, a questo scopo, è stato munito di un’ansa 70 continuantesi in un manicotto 72 che termina superiormente in un risvolto 74 fissabile per aggraffatura al detto orlo 36. Il coperchio esterno 46 è sagomato in modo da conformarsi il più strettamente possibile al sottostante coperchio interno 40 per essere a tenuta con il medesimo, per cui comprende un’ansa 76 adattantesi all’ansa 70 del coperchio 40 ed in fondo al suo risvolto 52 uno strato di tenuta 78, simile alle guarnizioni ad anello usualmente impiegate entro i coperchi dei barattoli per marmellate o salse normalmente in commercio. Un fissaggio del coperchio esterno 46 rispetto al coperchio interno 40, allo scopo di evitare aperture involontarie della lattina ed inoltre indicare un’apertura volontaria, per segnalare svuotamenti fraudolenti della medesima lattina con successiva richiusura per farla sembrare intatta, consiste in questo primo esempio di realizzazione dell’invenzione di una semplice stampigliatura 80, a caldo o ad ultrasuoni, praticata nello strato plastico 42, che provvede ad imprigionare gli orli dell’apertura 56 del coperchio 46, immobilizzandolo rispetto al coperchio 40 fintanto che non si applichi una forza sufficiente a rompere il materiale sollevato dalla stampigliatura 80. Ovviamente, il materiale della stampigliatura deve essere di tipo che si stacchi una volta rotto ed eventualmente di colore sufficientemente distinto da quello del sottostante strato 42 per rendere ben evidente un’ avvenuta manomissione della lattina. L’assiemaggio ed il funzionamento di questo primo esempio di realizzazione dell’invenzione sono i seguenti:
per costruire una lattina 30 per bibite secondo questo primo esempio si provvede a fissare il primo coperchio interno 40 all’orlo 36 del recipiente 32 per aggraffatura, stringendo il suo risvolto 74 attorno al medesimo orlo a manicotto 36, eventualmente accompagnato all’ aggraffatura applicazione di ultrasuoni per assicurare una saldatura tra coperchio interno 40 ed orlo a manicotto 36; una volta che il coperchio interno 40 è stato fissato all’orlo 36, si provvede a riempire il recipiente 32 della bibita, per esempio introducendola mediante una cannella fatta passare attraverso l’apertura 60 del medesimo coperchio 40. Quando nel recipiente 32 è stata versata la desiderata quantità di bibita, si deve provvedere a chiuderlo. A questo scopo si cala il coperchio esterno 46 sull’orlo 36 del recipiente 32 e si ruota il medesimo coperchio nel senso di avvitamento per provvedere alla sua chiusura che viene assicurata dall’impegno dell’orlo ribattuto 54 con le nervature sporgenti 64a-c dell’orlo a manicotto 36. Una completa rotazione de! coperchio esterno 46 assicura un appoggio del suo fondo 50 contro il fondo 41 del coperchio interno 40 ed un appoggio della guarnizione anulare 78 contro il risvolto 74 del medesimo coperchio interno 40. Una volta fissato il coperchio esterno 46 al coperchio interno 40, si provvede ad una sua completa chiusura e sigillatura calando contemporaneamente un punzone caldo, o autocollante, producente la stampigliatura 80 ed un semplice punzone sporgente producente la zona depressa 58 corrispondente all’apertura 60 per realizzare una tenuta ermetica tra la medesima zona depressa 58 e l’apertura 60 che, quando è stata tranciata, ha il suo orlo esterno rivestito di uno strato 82 di plastica cedevole proveniente dal medesimo strato 42 di plastica cedevole, come particolarmente visibile in figura 12.
Quando si vuole aprire la lattina secondo questo primo esempio di realizzazione, si fa ruotare il coperchio esterno 46 secondo il senso della freccia 62 di figura 4. Con questa rotazione, a causa dell’impegno dell’orlo 54 con le nervature 64a-c il coperchio esterno 46 si distacca dal coperchio interno 40 in modo che la zona depressa 58 si stacca dall’apertura 60. Come particolarmente visibile in figura 13, la rotazione del coperchio esterno 46 viene calibrata in modo che la sua apertura 56 si allinei con l’apertura 60 del coperchio interno 40, consentendo la fuoriuscita della bibita. In alternativa, il coperchio esterno 46 può essere completamente svitato e tolto, lasciando completamente libera l’apertura 60.
Si considerino ora le figure 10, 11 e 12 per comprendere il secondo esempio di realizzazione dell’invenzione. Questo secondo esempio è sostanzialmente simile al primo con la sola differenza che per fissare assieme il coperchio esterno 46 ed il coperchio interno 40, invece della stampigliatura 80 di figura 8, si impiega un nastrino plastico 84 saldabile sia allo strato 42 plastico del coperchio 40 che al fondo metallico 50 del coperchio 46 mediante saldature 86, 88, 90 e 92 che possono essere sia di tipo termico che di tipo ad ultrasuoni. Il nastrino plastico 84 termina con una striscia di coda 94 avente il compito di consentire lo strappo del medesimo nastrino 84.
L’assiemaggio di questo secondo esempio di realizzazione coincide con quello del primo esempio con la sola eccezione che, invece di praticare la stampigliatura 80 illustrata nelle figure 8 e 9, si provvede a fissare per saldatura il nastrino 84, come illustrato nelle figure 10 e 11.
Il funzionamento di questo secondo esempio di realizzazione si comprende facilmente perché è evidente che il nastrino plastico 84 con le sue parecchie saldature 86-92 provvede a bloccare tra di loro il coperchio esterno 46 ed il coperchio interno 40 in modo che sia impedita ogni apertura fortuita della lattina 30. Ovviamente, come si capisce dalla considerazione delle figure 11 e 12, l’azione della zona depressa 58 sul risvolto cedevole 82 dello strato 42 sull’orlo dell’apertura 60 e l’azione della guarnizione anulare 78 impediscono ogni perdita fortuita di bibita. Una rimozione volontaria del nastrino 84, per strappo della sua striscia di coda 94, libera il coperchio 46 dal coperchio 40 per cui si può aprire la lattina sostanzialmente nel modo illustrato in figura 13, oppure per asportazione completa del coperchio esterno 46. La rimozione del nastrino 84, che non può essere più riattaccato, è un chiaro indice di manomissione della lattina che non può essere più considerata intatta. Il semplice impiego di questo nastrino 84 mette al riparo da abusi di aperture, riempimenti e svuotamenti fraudolenti di lattine mettendo in allarme contro sabotaggi o furti.
Un terzo esempio di realizzazione di questa invenzione si comprende dalla considerazione delle figure 14 e 15. In questo caso l’apertura 56 sul coperchio esterno 46, impiegata nel primo e nel secondo esempio di realizzazione dell’ invenzione è sostituita da un’apertura molto più piccola 96, di forma preferibilmente circolare, entro la quale si introduce al momento della chiusura definitiva della lattina una massa 98 di un collante fuso come un materiale plastico facilmente fusibile ed abbastanza fragile da poter essere rotto da un tentativo volontario di aprire la lattina per rotazione del coperchio esterno 46. Si sceglie il collante della massa 98 tra i tipi non aderenti a metalli e di colore contrastante con il fondo 50 del coperchio esterno 46 in modo che una rottura della medesima massa 98 provochi la sua caduta e diventi subito evidente, come la rottura di un sigillo, denunciando ogni manomissione della lattina.
Quando si apre la lattina bisogna però svitare completamente il coperchio esterno 46 distaccandolo da quello interno 40 per consentire di liberare l’apertura 60, perché per prelevare la bibita non conviene usare l’apertura 96 portata in allineamento con l’apertura 60, essendo troppo piccola, ed inoltre potendo essere contaminata dal collante della massa 98 qualora non si staccasse completamente dal fondo 50 del coperchio 46.
Un quarto esempio di realizzazione dell’invenzione è illustrato nelle figure 16 e 17 che mostrano un sistema simile a quello delle figure 14 e 15 con l’eccezione di impiegare al posto della massa di collante 98 in un foro 96 un nastrino plastico saldabile 100 attaccato con una sua prima porzione 102 al risvolto 52 del coperchio esterno 46, con una sua seconda porzione 104 ad una zona di parete esterna del recipiente 32 e munito di una coda 106 consentente di afferrare e strappare il nastrino 100 quando si desidera aprire la lattina. Delle saldature 108 e 110, come quelle indicate in figura 16, assicurano il nastrino 100 al risvolto 52 del secondo coperchio 46. Siccome questo secondo coperchio 46 non ha alcuna apertura passante, si deve svitare completamente e togliere il coperchio esterno 46 per poter liberare l’apertura passante 60 del coperchio interno 40. Ovviamente, la presenza del nastrino strappabile 100 è in grado di dare una buona indicazione dell’integrità di una lattina, mentre la sua assenza deve far sospettare una sua manomissione.
Una logica variante di questo esempio di realizzazione prevede, al posto del nastrino 100 una cappa in foglio plastico termoretraibile avvolgente il coperchio esterno 46 almeno attorno al suo orlo superiore e saldato alla parete esterna del recipiente 32 allo stesso modo della seconda porzione 104 del nastrino 100. La liberazione del coperchio esterno 46 avviene in modo analogo a quello del coperchio esterno degli esempi precedenti, solo che in questo caso viene determinato dall’asportazione della cappa di foglio plastico invece che di nastrini o sigilli.
Un quinto esempio di realizzazione dell’invenzione è illustrato nelle figure 18, 19, 20 e 21. In particolare dalle figure 18-20 si vede che il fissaggio del coperchio esterno 46 rispetto al coperchio interno 40 è fornito da deformazioni, mediante pinzatura, 112a-d praticate all’interno del manicotto 48. Tuttavia, è ovvio che il numero di pinzature può essere diverso, bastando anche una sola pinzatura, e che le pinzature non debbano essere praticate solo all’interno, essendo perfettamente equivalenti se applicate all’esterno.
Secondo questo quinto esempio di realizzazione, allo scopo di rendere evidenti manomissioni alla lattina, si deve impiegare una filettatura del tipo della filettatura 38’ illustrato in figura 7 comprendente nervature elicoidali 66a-b con denti di ritegno 68a-b ed una nervatura circolare 67 per impedire: a) di riavvitare il coperchio esterno 46 e;
b) di perdere il medesimo coperchio esterno 46, una volta svitato.
L’assiemaggio di questo quinto esempio di realizzazione dell’invenzione è il seguente:
una volta che si è fissato il primo coperchio 40 all’orlo 36 del recipiente 32 e si è riempito il recipiente con la bibita desiderata, si cala sull’orlo 36 del recipiente 32 un coperchio esterno 46 il cui risvolto 52 ha l’orlo 54 non ribattuto. Si posiziona il coperchio 46 sul coperchio 40 in modo da far coincidere la zona 58 da abbassare con l’apertura passante 60 del coperchio interno 40 e quindi si provvede a:
1°) premere il coperchio esterno 46 per far appoggiare a tenuta la sua guarnizione anulare 78 contro il risvolto 74 del manicotto 72 del coperchio interno 40 ed suo il fondo 50 contro il fondo 41 del medesimo coperchio interno 40;
2°) ribattere verso l’interno l’orlo 54 in tante zone quanti sono i filetti definiti dalle nervature elicoidali 66a-b;
3°) imprimere sulla zona 58 del coperchio 46 la giusta depressione per consentire una tenuta tra questa zona depressa e il risvolto 82 dello strato plastico 42 (vedere figura 20); e
4°) realizzare mediante opportuno attrezzo, ben conosciuto agli esperti in questa particolare tecnica, le deformazioni per pinzatura 112a-d allo scopo di impedire svitamenti involontari del coperchio 46 rispetto al coperchio 40. Il funzionamento di questa realizzazione dell’invenzione è il seguente: una volta che il coperchio 46 è stato fissato chiuso, come mostrato nelle figure 19 e 20, per aprirlo si ruota il suo manicotto 52 del coperchio 46, vincendo le forze dovute alle deformazioni 112a-d, che in effetti vengono cancellate, e si porta il medesimo coperchio 46 fino alla posizione mostrata in figura 21 dove l’apertura 56 si allinea con la sottostante apertura 60, consentendo la fuoriuscita della bibita o il suo sorbimento mediante cannuccia. Una volta che il coperchio 46 è stato portato nella posizione di figura 21, non può essere più richiuso, a causa dei denti di ritegno 68a-b presenti sulle nervature elicoidali 66a-b, per cui rimane evidente l' avvenuta apertura di una latrina e non si può più richiuderla dopo una manomissione della medesima che comporti apertura.
Infine, un sesto esempio di realizzazione dell’ invenzione è illustrato nelle figure 22 e 23. Questo sesto esempio differisce dal quinto per il fatto che si omette l’apertura 56 attraverso il coperchio esterno 46, per cui per poter estrarre comodamente la bibita dal recipiente 32 bisogna svitare completamente il medesimo coperchio esterno 46. A questo scopo si deve impiegare una filettatura 38’ come quella illustrata in figura 7, tuttavia mancante della nervatura circolare 67 per consentire l’allontanamento del coperchio esterno 46, come è particolarmente visibile in figura 23.
L’assiemaggio di questo sesto esempio di realizzazione è del tutto simile a quello del quinto esempio di realizzazione, procedendo per il fissaggio prima del coperchio interno 40 e quindi del coperchio esterno 46 con le medesime modalità.
Il funzionamento differisce per il fatto che il coperchio 46 deve essere completamente svitato ed allontanato per poter usufruire della bibita. Tuttavia, a causa della presenza dei denti di ritegno 68a-b sulle nervature elicoidali 66a-b, non è più possibile riavvitare il coperchio 46 una volta che è stato avvitato, rendendo evidente ogni manomissione di apertura della lattina.
Un settimo ed ultimo esempio di realizzazione dell’invenzione, che tuttavia non è particolarmente preferito perché non consente la richiusura della lattina, una volta aperta, ma si presenta di realizzazione molto facile ed economica, consiste, come illustrato nelle figure 24 e 25, di un primo coperchio modificato 40a che viene fissato per aggraffatura ad un orlo a manicotto 36a del consueto recipiente 32. Questo coperchio 40a è formato da una faccia di fondo 41a ed è munito superiormente del solito strato di materiale plastico cedevole 42. Sopra il primo coperchio 40a si appoggia un secondo coperchio 46a fatto in materiale metallico piuttosto cedevole, come un foglio di alluminio, che viene sagomato con una faccia di fondo 50a, un manicotto rialzato 48a ed un risvolto 52a terminante con una linguella di presa 120. All' interno del risvolto 52a si trova una guarnizione anulare piatta 78 che si appoggia contro l’orlo superiore formato dal primo coperchio 40a, in modo del tutto simile alla guarnizione 78 mostrata nei precedenti esempi di realizzazione. Il risvolto 52a scende a rivestire l’orlo a manicotto 36a del recipiente 32 che è munito di un rilievo circonferenziale intero 38a e viene fissato al medesimo rilievo 38a per pressatura circolare producente una sede di fissaggio 53 che assicura un saldo fissaggio con tenuta del secondo coperchio 46a all’orlo a manicotto 36a. Una linguella 120, costruita integrale nel medesimo materiale del secondo coperchio 46a, si prolunga dal risvolto 52a, consentendo di staccare a strappo il secondo coperchio 46a dal primo coperchio 40a proprio come si fa con le capsule di alluminio che chiudono le bottiglie per il latte o lo yogurt.
Il funzionamento di questo ultimo esempio di realizzazione è intuitivo. La lattina si presenta chiusa dalla capsula di alluminio costituente il secondo coperchio 46a e, per aprirla, basta tirare la linguella 120 per provocare l’allargamento della sede 53 ed il distacco del secondo coperchio 46a dal primo coperchio 40a e l’esposizione dell’apertura 60 praticata nel fondo 41 del primo coperchio 40.
Quanto è stato qui sopra esposto illustra una pluralità di esempi di realizzazione della' presente invenzione dati solo a titolo illustrativo e non limitativo, per cui risulta facile ed evidente ad un esperto in questo particolare ramo tecnico apportare modifiche e cambiamenti logicamente deducibili da una lettura della presente descrizione.
Per esempio, non è detto che il foro 96 adatto ad accogliere la massa di collante 98 debba essere praticato attraverso il fondo 50 del coperchio esterno 46, potendo ugualmente essere praticato attraverso il manicotto 48 o il risvolto 52 del medesimo coperchio 46 senza per questo uscire dall’ambito dell’invenzione.
Ugualmente, nelle realizzazioni illustrate dalle figure 16, 17, 22 e 23 il fondo 41 del coperchio interno 40 potrebbe essere omesso, bastando per la tenuta la guarnizione anulare 78. Ovviamente, in questo caso non sarebbe necessaria la zona depressa 58.

Claims (22)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Chiusura a coperchio per lattine di bibite comprendente un recipiente cavo (32), fatto di lamierino metallico, munito di orlo superiore a manicotto (36) avente una filettatura esterna (38, 38’) ed impiegante un tappo esterno a vite (34) caratterizzata dal fatto che il tappo a vite (34) comprende almeno un coperchio esterno (46), in lamierino, munito di un risvolto (52) terminante con un orlo (54), ribattuto verso l’interno, e contenente sul suo fondo una guarnizione (78) da impegnare con un bordo estremo dell’orlo a manicotto (36), dove il coperchio esterno (46) è collegato direttamente, o indirettamente, al recipiente (32) mediante mezzi di fissaggio (80, 84, 98, 100, 112, 53) impedenti una sua apertura per svitamento involontario, detti mezzi di fissaggio essendo distruttibili o deformabili permanentemente in modo da rendere evidente un’apertura volontaria del coperchio della lattina.
  2. 2. Chiusura a coperchio per lattine di bibite, come alla rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che il coperchio (34) è formato da un primo coperchio interno (40) fissato all’orlo superiore a manicotto (36) del recipiente (32) mediante operazioni di unione per deformazione e/o saldatura e munito di almeno un foro passante (60) e da un secondo coperchio esterno (46), comprendente un manicotto rialzato (48) collegato da una parte al risvolto (52) e dall’altra ad un fondo (50) munito di mezzi (58) per chiudere il detto foro passante (60).
  3. 3. Chiusura a coperchio per lattine di bibite, come alla rivendicazione 2, caratterizzata dal fatto che i mezzi di chiusura (58) presenti sul fondo (50) del coperchio esterno (46) comprendono un abbassamento, o depressione, praticato nel medesimo fondo (50) che si appoggia contro un risvolto plastico cedevole (82) avvolgente l’orlo esterno del foro passante (60), detta depressione venendo eseguita per punzonatura dopo che il coperchio esterno (46) è stato avvitato sull’orlo superiore (36) del recipiente (32) in modo che il fondo (50) del coperchio esterno (46) si appoggi contro il fondo (41) del coperchio interno (40).
  4. 4. Chiusura a coperchio per lattine di bibite, come alle rivendicazioni precedenti, caratterizzata da! fatto che il mezzo di fissaggio del coperchio esterno (46) rispetto al coperchio interno (40) consiste di una massa (98) di collante relativamente fragile infilata in un foro (96) praticato attraverso il coperchio esterno (46) ed aderente ad uno strato (42) di materiale plastico cedevole rivestente il fondo (41) del coperchio interno (40).
  5. 5. Chiusura a coperchio per lattine di bibite, come alle rivendicazioni da 1 a 3, caratterizzata dal fatto che il mezzo di fissaggio del coperchio esterno (46) rispetto al coperchio interno (40) consiste di un nastro (100) di materiale plastico flessibile saldato da una parte (104) ad una parete laterale del recipiente (32) e dall’altra (102) al risvolto (52) del coperchio esterno (46), il nastro (100) essendo munito di una coda (106) che consente di afferralo e strapparlo.
  6. 6. Chiusura a coperchio per lattine di bibite, come alla rivendicazione 5, caratterizzata dal fatto di prevedere, al posto del nastrino (100) una cappa in foglio plastico termoretraibile avvolgente il coperchio esterno (46) almeno attorno al suo orlo'superiore e saldato alla parete esterna del recipiente (32).
  7. 7. Chiusura a coperchio per lattine di bibite, come alle rivendicazioni da 1 a 3, caratterizzata dal fatto che il mezzo di fissaggio del coperchio esterno (46) rispetto al coperchio interno (40) consiste di almeno una deformazione da pinzatura (112) collegante il coperchio esterno (46) all’orlo (36) del recipiente (32), detta deformazione (112) essendo di tipo che viene cancellata da un movimento del coperchio esterno (46) rispetto all’orlo (36) del recipiente (32).
  8. 8. Chiusura a coperchio per lattine di bibite, come alla rivendicazione 7, caratterizzata dal fatto che il mezzo di fissaggio del coperchio esterno (46) rispetto al coperchio interno (40) consiste di almeno una deformazione da pinzatura (112) collegante il coperchio esterno (46) al coperchio interno (40), detta deformazione (112) essendo di tipo che viene cancellata da un movimento del coperchio esterno (46) rispetto al coperchio interno (40).
  9. 9. Chiusura a coperchio per lattine di bibite, come alle rivendicazioni da 1 a 3, caratterizzata dal fatto che il coperchio esterno (46) comprende pure esso un’apertura passante (56) che nello stato di chiusura si trova sfalsata rispetto all’apertura passante (60) presente nel coperchio interno (40) e nello stato di apertura si trova sostanzialmente allineata con la medesima apertura passante (60).
  10. 10. Chiusura a coperchio per lattine di bibite, come alla rivendicazione 9, caratterizzata dal fatto che per fissare il coperchio esterno (46) al coperchio interno (40) si pratica una stampigliatura (80) nello strato (42) di materiale plastico rivestente il coperchio interno (40) attraverso l’apertura passante (56) del coperchio esterno (46) che solleva il medesimo strato plastico (42) contro i bordi dell’apertura passante (56) del coperchio esterno (46).
  11. 11. Chiusura a coperchio per lattine di bibite, come alla rivendicazione 10, caratterizzata dal fatto che la stampigliatura (80) viene ottenuta mediante deformazione a caldo.
  12. 12. Chiusura a coperchio per lattine di bibite, come alia rivendicazione 10, caratterizzata dal fatto che la stampigliatura (80) viene ottenuta mediante applicazione di ultrasuoni.
  13. 13. Chiusura a coperchio per lattine di bibite, come alla rivendicazione 9, caratterizzata dal fatto che per fissare il coperchio esterno (46) al coperchio interno (40) si impiega un nastro (84) di materiale plastico saldabile fissato, rispettivamente, al fondo (41) del coperchio interno (40) ed al fondo (50) del coperchio esterno (46) passando attraverso l’apertura (56) del coperchio esterno (46).
  14. 14. Chiusura a coperchio per lattine di bibite, come alla rivendicazione 13 caratterizzata dal fatto che il nastro (84) è fissato al fondo (50) del coperchio esterno (46) ed al fondo (41) del coperchio interno (40) mediante saldature (86-92).
  15. 15. Chiusura a coperchio per lattine di bibite, come alla rivendicazione 14 caratterizzata dal fatto che le saldature (86-92) sono realizzate a caldo.
  16. 16. Chiusura a coperchio per lattine di bibite, come alla rivendicazione 14 caratterizzata dal fatto che le saldature (86-92) sono realizzate mediante applicazione di ultrasuoni.
  17. 17. Chiusura a coperchio per lattine di bibite, come alle rivendicazioni da 13 a 16, caratterizzata dal fatto che il nastro (84) di materiale plastico è munito di una coda (94) che consente di afferrarlo per il suo strappo.
  18. 18. Chiusura a coperchio per lattine di bibite, come alle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che l’orlo superiore a manicotto (36) è munito di filettatura aperta (38) che consente lo sfilamento del coperchio esterno (46) quando è stato completamente svitato.
  19. 19. Chiusura a coperchio per lattine di bibite, come alle rivendicazioni da 1 a 18, caratterizzata dal fatto che l’orlo superiore a manicotto (36) è munito di filettatura chiusa (38’) che non consente lo sfilamento del coperchio esterno (46) quando è stato completamente svitato.
  20. 20 Chiusura a coperchio per lattine di bibite, come alle rivendicazioni 18 e 19, caratterizzata dal fatto che Torlo superiore a manicotto (36) è munito di filettatura (38) che consente il riavvitamento del coperchio esterno (46).
  21. 21. Chiusura a coperchio per lattine di bibite, come alle rivendicazioni 18 e 19, caratterizzata dal fatto che Torlo superiore a manicotto (36) è munito di filettatura (38’) che non consente il riavvitamento del coperchio esterno (46).
  22. 22. Chiusura a coperchio per lattine di bibite, come alla rivendicazione 1, comprendente un primo coperchio interno (40a) munito di faccia di fondo (4 la) e rivestito di uno strato (42) di materiale plastico cedevole che si fìssa per aggraffatura ad un orlo a manicotto (36a) del recipiente (32), caratterizzato dal fatto di prevedere un secondo coperchio (46a) che si appoggia sul primo coperchio (40a) ed è munito di un risvolto (52a) che abbraccia l’orlo a manicotto (36a) e si ancora ad un rilievo circonferenziale (38a) mediante una sede circonferenziale (53) impegnante il rilievo (38a), il risvolto proseguendo con una linguella di presa (120) avente il compito di provvedere, per trazione, all' allargamento della sede circonferenziale (53) ed al distacco del secondo coperchio (46a) dal primo coperchio (40a).
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