ITGE970076A1 - Dispositivo per l'agugliatura di un'ovatta pre-stabilizzata. - Google Patents
Dispositivo per l'agugliatura di un'ovatta pre-stabilizzata. Download PDFInfo
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Description
DESCRIZIONE dell'invenzione industriale dal titolo "Dispositivo per l'agugliatura di un'ovatta prestabilizzata"
TESTO DELLA DESCRIZIONE
L'invenzione ha per oggetto un dispositivo per l'agugliatura di un'ovatta pre-stabilizzata, con almeno una tavoletta porta-aghi azionata con movimento alternativo nella direzione d'agugliatura, e con un sostegno reggi-ovatta che è disposto direttamente affacciato alla tavoletta porta-aghi e forma un guidaovatta convesso nella direzione di passaggio dell'ovatta stessa fra cilindri d'ingresso e cilindri d'uscita.
Nei convenzionali dispositivi agugliatori, l'ovatta viene fatta passare fra il sostegno reggiovatta affacciato alla tavoletta porta-aghi, ed uno sfilatore interposto fra il sostegno raggi-ovatta e la tavoletta porta-aghi, mentre gli aghi di quest'ultima penetrano nell'ovatta attraverso dei fori di passaggio previsti nello sfilatore. Lo sfilatore - che è costituito, come il sostegno reggi-ovatta, in genere da una piastra forellata - ha il compito di trattenere l'ovatta rispetto agli aghi durante la fuoriuscita degli aghi dall'ovatta stessa, e d'impedire il trascinamento dell'ovatta ad opera degli uncini di questi aghi. Si può rinunciare ad uno sfilatore convenzionale, disposto fra il sostegno reggi-ovatta e la tavoletta porta-aghi, soltanto quando l'ovatta viene compressa contro il sostegno reggi-ovatta, in modo da vincere la resistenza opposta dagli aghi alla loro estrazione. A tale scopo, il sostegno reggi-ovatta viene provvisto di una curvatura convessa nella direzione di passaggio dell'ovatta, e l'ovatta viene assoggettata ad un'adatta tensione di trazione, per effetto della quale l'ovatta viene compressa contro il sostegno reggi-ovatta grazie alla superficie convessa d'appoggio dello stesso, per cui gli aghi possono essere estratti dall'ovatta, senza temere un sollevamento dell'ovatta dal sostegno reggi-ovatta. La sollecitazione a trazione dell'ovatta viene ottenuta in modo semplice per mezzo di una corrispondente differenza fra le velocità di trasporto dei cilindri d'ingresso e dei cilindri d'uscita. L'eliminazione di uno sfilatore, resa in questo modo possibile, permette una maggiore densità di distribuzione degli aghi, poiché viene eliminata la limitazione della distanza reciproca degli aghi a causa della necessaria distanza fra i fori dello sfilatore, soltanto però quando questa limitazione non viene imposta dal sostegno reggi-ovatta che, per questa ragione, non deve essere quindi realizzato come convenzionale piastra forellata.
l' invenzione ha quindi lo scopo di perfezionare un dispositivo del tipo descritto all'inizio per 1'agugliatura di un'ovatta pre-stabilizzata, in modo tale, per cui, nonostante la maggiore densità degli aghi, resa possibile dall'eliminazione di uno sfilatore, possa essere assicurata una soddisfacente penetrazione degli aghi attraverso l'ovatta.
Questo problema viene risolto dall'invenzione col fatto che il sostegno reggi-ovatta è costituito da lamelle che si estendono trasversalmente alla direzione di passaggio dell'ovatta e le cui superfici di testa sono tangenti ad una superficie d'inviluppo curva in modo continuo, mentre fra ogni due successive delle dette lamelle s'impegnano almeno due file d'aghi estendentisi trasversalmente alla direzione di passaggio dell'ovatta.
L'ovatta, fatta passare sul sostegno reggi-ovatta con un'adatta tensione di trazione, forma una superficie poligonale, in corrispondenza della quale l'ovatta viene mantenuta tesa, per cui gli aghi possono essere estratti dall'ovatta senza trascinare con sé l'ovatta stessa. La tesatura dell'ovatta fra le lamelle che sostengono l'ovatta stessa. Facilita inoltre la penetrazione degli aghi che possono essere disposti, fra le lamelle, con una densità di distribuzione dipendente esclusivamente dalle condizioni di resistenza in corrispondenza della tavoletta portaaghi. Poiché fra ogni due successive lamelle del sostegno reggi-ovatta s'impegnano almeno due file d'aghi estendentisi trasversalmente alla direzione di passaggio dell'ovatta, si può assicurare senz'altro una densità sufficientemente elevata degli aghi nella zona d'agugliatura, in modo da ottenere un disegno d'agugliatura uniforme ed indipendente dalla velocità d'avanzamento dell'ovatta durante 1'agugliatura, in combinazione con un elevato grado d'infeltrimento.
Le lamelle del sostegno reggi-ovatta possono essere ricavate mediante fresatura da una piastra, il che richiede però una piastra corrispondentemente convessa. Condizioni costruttive più semplici si ottengono quando le lamelle sono costituite da singole costole aventi un'altezza scalata e che risultano tangenti, grazie alla loro graduazione in altezza, ad una superficie d'inviluppo curva in modo continuo. Con una riduzione progressiva dell'altezza delle costole dalla loro mezzeria verso le loro estremità, si può ottenere inoltre una guida dell'ovatta che si oppone alla riduzione della larghezza dell'ovatta a causa dell'agugliatura.
Le lamelle terminali sul lato d'ingresso e sul lato d'uscita possono presentare vantaggiosamente una larghezza maggiore di quella delle lamelle intermedie e possono formare ciascuna una guida di deviazione per l'ovatta in entrata ed in uscita. La maggiore larghezza delle lamelle terminali serve non soltanto a determinare una maggiore resistenza del sostegno reggiovatta, ma anche ad assicurare una migliore guida dell'ovatta nella direzione di passaggio dell'ovatta stessa. La deviazione dell'ovatta in entrata ed in uscita in corrispondenza delle lamelle terminali assicura inoltre un buon appoggio dell'ovatta su queste lamelle terminali stesse, il che costituisce una premessa essenziale per un'agugliatura uniforme.
La tensione, con la quale l'ovatta viene tirata sul sostegno reggi-ovatta, determina una corrispondente forza di compressione dell'ovatta contro le lamelle. Ciononostante, però, a causa della limitazione della consentita sollecitazione a trazione, la resistenza opposta dagli aghi alla loro estrazione dall'ovatta potrebbe determinare un sollevamento locale dell'ovatta dalle lamelle, in particolare nella zona mediana del sostegno reggi-ovatta. Per questa ragioni, ad almeno una lamella mediana può essere associata una lamella sfilatrice che impedisce un sollevamento dell'ovatta dal sostegno reggi-ovatta e quindi impedisce che tale sollevamento possa pregiudicare la qualità dell'agugliatura, senza però disturbare la densità della distribuzione degli aghi. Per rispondere alla maggiore parte delle condizioni d'agugliatura, oltre alla lamella mediana anche ad almeno una delle due lamelle terminali del sostegno reggi-ovatta può essere associata una lamella sfilatrice. A questo riguardo si ottengono condizioni di guida particolarmente vantaggiose per l'ovatta, quando quelle lamelle del sostegno reggi-ovatta, le quali sono associate alle lamelle sfilatrici, presentano"una larghezza maggiore di quella delle rimanenti lamelle del sostegno reggiovatta, il che consente un'adatta realizzazione delle lamelle sfilatrici.
La realizzazione costruttiva delle lamelle sfilatrici può essere di tipo qualsivoglia. Una soluzione che richiede il minore possibile dispendio costruttivo, consiste nel fatto che il sostegno reggiovatta porta delle guance laterali che sono spostabili e regolabili in altezza nella direzione dell' agugliatura e sopportano la o le lamelle sfilatrici. In questo modo vengono eliminati appositi sopporti per i mezzi sfilatori. Ciononostante, le lamelle sfilatrici possono essere spostate e regolate in altezza rispetto al sostegno reggi-ovatta, per mezzo delle guance laterali ed allo scopo di variare e regolare la fessura di guida per l'ovatta.
Grazie all'accorgimento di utilizzare degli aghi con tratti operativi fra loro sfalsati o scalati, con adatta distribuzione sull'intera zona degli aghi della tavoletta porta-aghi, viene sfruttato con vantaggio il fatto che la resistenza opposta dai singoli aghi alla loro estrazione dall'ovatta risulta diversa a seconda della posizione del loro tratto operativo provvisto d'uncini ed in dipendenza della posizione di sollevamento della tavoletta porta-aghi, in quanto, a causa della posizione reciproca scalata a gruppi dei detti tratti operativi, questi s'impegnano nell'ovatta con un numero diverso d'uncini. Per questa ragione viene ridotta la resistenza all'estrazione che viene opposta dal complesso degli aghi penetrati nell'ovatta ed agisce nel senso di un sollevamento dell'ovatta dal sostegno reggi-ovatta. Quelli tratti operativi di un gruppo d'aghi, i quali sono più vicini alla tavoletta porta-aghi, vengono estratti dall'ovatta prima dei tratti operativi dell'altro gruppo d'aghi, per cui viene ridotto il numero d'uncini che si trovano impegnati contemporaneamente nell'ovatta. Il fatto che gli aghi con tratti operativi fra loro sfalsati sono distribuiti in modo molto uniforme sull'intera zona degli aghi della tavoletta porta-aghi, impedisce una concentrazione locale d'aghi con tratti operativi alla stessa altezza ed evita quindi una resistenza localmente maggiore all'estrazione degli aghi, la quale resistenza potrebbe dare luogo ad una deformazione difettosa dell'ovatta.
Per poter sfruttare le diverse resistenze all'estrazione opposte dai singoli aghi e dipendenti dalla profondità di penetrazione dei tratti operativi, allo scopo di ottenere una vantaggiosa riduzione della massima resistenza complessiva all'estrazione che si può manifestare, si raccomanda di adattare lo sfasamento reciproco a gruppi dei tratti operativi degli aghi almeno allo spessore dell'ovatta da agugliare, in modo tale, per cui nel corso del movimento d'estrazione successivo al raggiungimento del punto inferiore d'inversione del movimento degli aghi, i tratti operativi più lontani dalla tavoletta portaaghi ed appartenenti al gruppo d'aghi, vengono ritirati indietro nell'ovatta soltanto quando i tratti operativi più vicini alla tavoletta porta-aghi ed appartenenti all'altro gruppo d'aghi, sono già fuoriusciti dall'ovatta stessa.
Nel caso d'aghi aventi la stessa lunghezza, lo sfalsamento dei tratti operativi viene ottenuto, per esempio, per mezzo di posizioni scalate degli uncini rispetto alla punta degli aghi. Condizioni costruttive particolarmente vantaggiose si possono però ottenere col fatto che gli aghi con tratti operativi fra loro sfalsati presentano a gruppi delle lunghezze diverse. Gli aghi aventi lunghezze diverse presentano il vantaggio che può essere preso in considerazione in aggiunta anche l'attrito degli aghi fuori dei tratti operativi .
Grazie alla disposizione di corpi supplementari d'appoggio fra le lamelle, "si può assicurare un sostegno diretto dell'ovatta in corrispondenza dei punti di penetrazione degli aghi, a condizione che questi corpi d'appoggio si scansino elasticamente davanti alle punte degli aghi oppure che le punte degli aghi possano penetrare attraverso di essi grazie ad una dislocazione elastica del materiale. Questi corpi d'appoggio impediscono pertanto che all'atto della penetrazione degli agli, l'ovatta possa essere trascinata e fatta entrare nei vani fra le lamelle e di conseguenza possa essere aumentata la sollecitazione a trazione dell'ovatta stessa, per cui in questo modo vengono non soltanto ridotte le sollecitazioni dell'ovatta, ma vengono create anche condizioni particolarmente vantaggiose per 1'agugliatura, in quanto l'ovatta viene ora sostenuta dal corpo d'appoggio anche accanto alle punte degli aghi contro un trascinamento ad opera degli aghi stessi. Nonostante la disposizione dei corpi d'appoggio, non viene pregiudicato il vantaggio del sostegno reggi-ovatta costituito da lamelle, poiché le lamelle determinano sempre la traiettoria dell'ovatta nella direzione di passaggio dell'ovatta stessa.
I corpi d'appoggio possono essere costituiti da spazzole con setole estendentisi almeno sostanzialmente nella direzione di penetrazione degli aghi. Condizioni d'agugliatura particolarmente vantaggiose si ottengono quando i corpi d'appoggio sono costituiti da un corpo d'appoggio, nel quale le punte degli aghi possono penetrare grazie ad una dislocazione elastica di materiale, essendo questi corpi d'appoggio costituiti per esempio da materiali espansi o da elastomeri. Con i corpi d'appoggio di questo tipo si può ottenere un sostegno diretto dell'ovatta nelle zone di penetrazione degli aghi, per cui viene impedita una sollecitazione supplementare a trazione dell'ovatta all'atto della penetrazione degli aghi, e ciò indipendentemente dalla densità di distribuzione degli aghi che penetrano nel corpo d'appoggio grazie alla dislocazione elastica del suo materiale. I canali di penetrazione che si formano a causa delle ripetute penetrazioni localmente limitate degli aghi, corrispondono alla rispettiva distribuzione degli aghi e formano guide vantaggiose per gli aghi in corrispondenza del sostegno reggi-ovatta.
L'oggetto dell'invenzione è illustrato a titolo d'esempio nei disegni allegati, nei quali:
La fig. 1 illustra in vista laterale schematica una parte di un dispositivo secondo l'invenzione per 1'agugliatura di un'ovatta.
La fig. 2 illustra il dispositivo in corrispondenza del sostegno reggi-ovatta, in sezione nella direzione di passaggio dell'ovatta ed in scala maggiore .
La fig. 3 illustra una sezione secondo la linea III-III della fig. 1, anch'essa in scala maggiore.
La fig. 4 illustra una parte di forma esecutiva modificata di un dispositivo secondo l'invenzione, in vista laterale schematica.
La fig. 5 illustra - in sezione nella direzione di passaggio dell'ovatta ed in scala maggiore - una parte di una forma esecutiva di un sostegno reggi-ovatta diverso dalla realizzazione secondo la fig. 4 e provvisto di spazzole quali corpi d'appoggio.
Il dispositivo illustrato nelle figg. 1 a 3 per 1'agugliatura di un'ovatta pre-stabilizzata 1, è costituito in sostanza da un sostegno reggi-ovatta 2 e da una tavoletta porta-aghi 3 che è disposta sopra il sostegno reggi-ovatta 2 ed è azionabile con movimento alternativo di saliscendi trasversalmente al sostegno reggi-ovatta 2, come indicato con la freccia 4. Gli aghi della tavoletta porta-aghi 3 sono indicati con 5. Il sostegno reggi-ovatta 3 è incurvato in modo convesso nella direzione di passaggio dell'ovatta, mentre l'ovatta 1 viene assoggettata ad una tensione di trazione fra i cilindri d'ingresso 6 ed i cilindri d'uscita 7, i quali ultimi vengono a tale scopo azionati con una velocità periferica maggiore di quella dei cilindri d'ingresso 6.
Secondo la fig. 2, il sostegno reggi-ovatta 2 è costituito da una piastra di base 8 provvista di lamelle 9 che si estendono trasversalmente alla direzione di passaggio dell'ovatta e sono tangenti con le loro superfici di testa 10 ad una superficie d'inviluppo avente una curvatura continua, e le quali lamelle formano un appoggio per l'ovatta. Pertanto l'ovatta 1 viene tirata sulle lamelle 9 e forma una superficie poligonale sulle stesse, mentre le lamelle terminali allargate 9a formano delle guide di deviazione col risultato che - a causa di questa deviazione - l'ovatta 1 aderisce sia nella zona d'ingresso che nella zona d'uscita con la sua superficie sul sostegno reggi-ovatta 2. Per effetto della sollecitazione a trazione dell'ovatta 1 fra i cilindri d'ingresso 6 ed i cilindri d'uscita 7, nonché grazie alla convessità del sostegno reggi-ovatta 2, si ottiene una forza di compressione dell'ovatta sulle lamelle 9, per cui le forze normali così generate si oppongono alla resistenza opposta dagli aghi 5 alla loro estrazione dall'ovatta 1. Nonostante queste forze normali ed in particolare nel caso di una grande densità di distribuzione degli<' >aghi 5 che s'impegnano con più file d'aghi fra le singole lamelle 9, nonché soprattutto nella zona mediana del sostegno reggiovatta 2, può verificarsi un sollevamento dell'ovatta 1 dalle lamelle 9, il quale sollevamento potrebbe pregiudicare il risultato dell'agugliatura e si verifica in particolare quando sull'ovatta 1 vengono esercitate tensioni di trazione relativamente deboli. Per questa ragione, ad una lamella mediana 9b viene associata una lamella sfilatrice 11 che impedisce un sollevamento dell'ovatta 1 dalle lamelle 9, 9b nella zona mediana del sostegno reggi-ovatta 2. Nello stesso modo, anche alle lamelle terminali 9a possono essere associate delle lamelle sfilatrici 11, per assicurare una guida particolarmente buona dell'ovatta nella zona d'agugliatura . Queste lamelle sfilatrici 11 non contrastano però la desiderata grande densità di distribuzione degli aghi, in quanto non sporgono nella traiettoria degli aghi delle più file d'aghi fra le singole lamelle 9. La lamella mediana 9b del sostegno reggi-ovatta 2 presenta, analogamente alle lamelle terminali 9a, una maggiore larghezza affinché l'associata lamella sfilatrice 11 possa essere dimensionata sufficientemente grande. Inoltre, la maggiore estensione - nella direzione di passaggio dell'ovatta - della fessura di guida formata fra le lamelle sfilatrici 11 e le associate lamelle 9a, 9b del sostegno reggi-ovatta 2 determina una migliore guida dell'ovatta.
Il fissaggio delle lamelle sfilatrici 11 può essere effettuato in modo semplice per mezzo di guance 12 che sono montate in modo regolabile in altezza sulle superfici laterali di testa della piastra di base 8 del sostegno reggi-ovatta 2. A tale scopo, le viti di fissaggio 13 passano attraverso asole 14 previste nelle guance 12, come risulta evidente in particolare dalla fig. 3. La regolazione in altezza viene effettuata per mezzo di viti di regolazione 15 che appoggiano contro una mensola 16 fissata alla piastra di base 8. Le lamelle sfilatrici 11 sono fissate fra le due guance laterali di testa 12 con l'ausilio di viti 17. Il bloccaggio antirotazione delle lamelle sfilatrici 11 viene ottenuto per mezzo di una spina d'arresto 18.
Secondo la fig. 4, per migliorare il sostegno dell'ovatta in immediata prossimità dei punti di penetrazione degli aghi 5 nell'ovatta 1 stessa, fra le lamelle 9 sono previsti dei corpo d'appoggio 19 che riempiono il vano fra le lamelle 9, 9a e 9b e determinano un sostegno supplementare per l'ovatta 1. Le punte degli aghi 5 possono penetrare grazie ad un dislocamento elastico di materiale in questi corpi d'appoggio 19 che sono costituiti, per esempio, da un elastomero e consentono una distribuzione molto densa degli aghi, per cui ne risultano condizioni particolarmente vantaggiose per 1'agugliatura, anche perché gli aghi 5 che penetrano nell'ovatta 1 non determinano alcuna sollecitazione aggiuntiva a trazione dell'ovatta 1 stessa. Inoltre, i corpi d'appoggio 19 determinano uno smorzamento delle vibrazioni, il che comporta una sensibile riduzione dei rumori.
Per ridurre inoltre l'influenza delle forze di trazione che vengono esercitate sull'ovatta 1 all'atto dell'estrazione degli aghi 5 dall'ovatta 1 e determinano una deformazione dell'ovatta 1 stessa, la quale riduzione delle dette forze risulta importante in particolare nel caso di una grande densità di distribuzione degli aghi 5 a causa della resistenza complessiva relativamente grande esercitata dagli aghi contro la loro estrazione dall'ovatta, sono previsti due gruppi d'aghi 5a e 5b con tratti operativi fra loro sfalsati nella direzione di penetrazione degli aghi nell'ovatta. A tale scopo, a parità di lunghezza degli aghi, gli uncini, che determinano i rispettivi tratti operativi, possono essere fra loro sfalsati e scalati. Secondo l'esempio esecutivo illustrato, però, sono previsti due gruppi d'aghi 5a<" >e 5b aventi lunghezze diverse, ed i tratti operativi con gli uncini si dipartono direttamente dalla punta degli aghi. La lunghezza degli aghi 5b è maggiore di quella degli aghi più corti 5a di un tratto corrispondente almeno allo spessore dell'ovatta 1 da agugliare. Grazie a questa caratteristica, dall'ovatta 1 vengono estratti dapprima gli aghi più corti 5a e soltanto dopo gli aghi più lunghi 5b. Poiché la resistenza all'estrazione opposta dai singoli aghi 5a, 5b viene determinata soprattutto 'ΐ' dagli uncini destinati a trascinare con sé le fibre all'atto dell'agugliatura, gli uncini degli aghi più
lunghi 5b che vengono fatti penetrare attraverso l'ovatta 1 più profondamente nei corpi d'appoggio 19, possono venire ad agire sull'ovatta 1 all'atto dell'estrazione dei rispettivi aghi soltanto quando gli
uncini degli aghi più corti 5a sono già almeno in parte
usciti dall'ovatta 1. Ciò significa che contrariamente agli aghi 5 di pari lunghezza con tratti operativi concordi - gli uncini degli aghi più corti 5a
e gli uncini degli aghi più lunghi 5b vengono estratti
i secondi dopo i primi attraverso l'ovatta 1, il che comporta, a causa della conseguente riduzione degli
uncini agenti simultaneamente sull'ovatta 1, automaticamente anche una riduzione della sollecitazione a trazione dell'ovatta 1 nel senso di un
suo sollevamento dal sostegno reggi-ovatta 2. Tale funzionamento richiede però che siano evitate concentrazioni locali d'aghi 5a o 5b aventi la stessa lunghezza, per cui risulta necessaria una distribuzione sostanzialmente uniforme sia degli aghi più corti 5a
che degli aghi più lunghi 5b sull'intera zona degli
aghi della tavoletta porta-aghi 3.
Invece dei corpi d'appoggio 19 costituiti da un materiale, nel quale le punte degli aghi possono penetrare grazie ad un dislocamento elastico del materiale, e per esempio invece di corpi d'appoggio costituiti da un materiale elastomero o da un materiale espanso, i corpi d'appoggio 19 possono essere costituiti anche da spazzole 20, come illustrato nella fig. 5, nel quale caso i ciuffi di setole 22, fissati in portaspazzole 21, formano l'appoggio per l'ovatta fra le lamelle 9, senza ostacolare la penetrazione degli aghi, in quanto le singole setole, orientate nella direzione d'agugliatura, possono venire scostate lateralmente dalle punte degli aghi 5.
Claims (10)
- RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo per 1'agugliatura di un'ovatta prestabilizzata, con almeno una tavoletta porta-aghi azionata con movimento alternativo nella direzione d'agugliatura, e con un sostegno reggi-ovatta che è disposto direttamente affacciato alla tavoletta portaaghi e forma un guida-ovatta convesso nella direzione di passaggio dell'ovatta stessa fra cilindri d'ingresso e cilindri d'uscita, caratterizzato dal fatto che il sostegno reggi-ovatta (2) è costituito da lamelle (9) che si estendono trasversalmente alla direzione di passaggio dell'ovatta e le cui superfici di testa (10) sono tangenti ad una superficie d'inviluppo curva in modo continuo, mentre fra ogni due successive delle dette lamelle s'impegnano almeno due file d'aghi estendentisi trasversalmente alla direzione di passaggio dell'ovatta.
- 2. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che le lamelle (9) sono costituite da singole costole aventi altezze scalate.
- 3. Dispositivo secondo le rivendicazioni 1 o 2, caratterizzato dal fatto che le lamelle terminali (9a) sul lato d'ingresso e sul lato d'uscita presentano una larghezza maggiore di quella delle lamelle intermedie (9) e formano ciascuna una guida di deviazione per l'ovatta in entrata ed in uscita.
- 4. Dispositivo secondo una delle rivendicazioni 1 a 3, caratterizzato dal fatto che ad almeno una (9a) delle lamelle intermedie del sostegno reggi-ovatta (2) è associata una lamella sfilatrice (11) disposta fra il sostegno reggi-ovatta (2) e la tavoletta porta-aghi (3).
- 5. Dispositivo secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che oltre alla lamella intermedia (9b), ad almeno una delle due lamelle terminali (9a) del sostegno reggi-ovatta (2) è associata una lamella sfilatrice (11).
- 6. Dispositivo secondo le rivendicazioni 4 o 5, caratterizzato dal fatto che il sostegno reggi-ovatta (2) porta delle guance laterali (12) che sono spostabili e regolabili in altezza nella direzione d'agugliatura e sulle quali sono montate le lamelle sfilatrici (11).
- 7. Dispositivo secondo una delle rivendicazioni 1 a 5, caratterizzato dal fatto che la tavoletta portaaghi (3), i cui aghi (5) presentano un tratto operativo provvisto d'uncini per il trascinamento delle fibre, comprende almeno due gruppi d'aghi (5a, 5b) con tratti operativi fra loro sfalsati nella direzione di penetrazione degli aghi, e gli aghi di ciascun gruppo d'aghi (5a, 5b) con tratti operativi uguali, sono distribuiti in sostanza uniformemente sull'intera zona degli aghi della tavoletta porta-aghi (3).
- 8. Dispositivo secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che lo sfalsamento reciproco a gruppi dei tratti operativi degli aghi (5a, 5b) corrisponde almeno allo spessore dell'ovatta (1) da agugliare .
- 9. Dispositivo secondo le rivendicazioni 7 o 8, caratterizzato dal fatto che i gruppi d'aghi (5a, 5b) con tratti operativi fra loro sfalsati, presentano lunghezze diverse.
- 10. Dispositivo secondo una o più delle rivendicazioni 1 a 9, caratterizzato dal fatto che i vani fra le lamelle (9) sono riempiti con corpi d'appoggio (19) per l'ovatta (1) da agugliare, e gli aghi possono penetrare in questi corpi d'appoggio grazie ad un cedimento elastico laterale del materiale di questi corpo d'appoggio davanti alle punte degli aghi (5) o grazie ad un dislocamento elastico del materiale di questi corpi d'appoggio ad opera delle punte degli aghi (5).
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