ITBL980002A1 - Metodo di formazione di occhiali, con un filo pieghevole, adattabile ad ogni profilo di lente - Google Patents
Metodo di formazione di occhiali, con un filo pieghevole, adattabile ad ogni profilo di lenteInfo
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Description
Descrizione dell’Invenzione Industriale avente per titolo: METODO DI FORMAZIONE DI OCCHIALI, CON UN FILO PIEGHEVOLE, ADATTABILE AD OGNI PROFILO DI LENTE”
La presente innovazione attiene ad un nuovo metodo di formazione degli occhiali, con predisposizione di un frontale generico ed adattabile ad ogni forma di lente, oltre che con l’associazione ed incemieramento delle astine, le quali sono preventivamente preparate, per formare degli occhiali completamente privi di ingombro di cerchiatura e realizzati senza necessità di perni di unione delle stesse astine o viti di chiusura delle lenti entro il frontale che le sostiene.
Caratteristica del presente metodo é quella di prevedere una fase di stampaggio del nasello, o ponte di unione delle lenti, avendo preventivamente inserito nello stampo un filo flessibile liscio, in modo che la sua mezzeria possa essere bloccata e stabilmente associata all’iniezione del nasello, mentre, sempre nella stessa fase di stampaggio, i due capi lisci del filo sono posizionati sui bordi laterali della stessa zona di iniezione del ponte, dopo aver infilato ed interposto i rispettivi occhielli, di cui sono dotate le estremità di incemieramento delle astine dell’occhiale da realizzare.
É nota la necessità di dotare le lenti degli occhiali di montature al massimo leggere e poco ingombranti, seppure sufficientemente rigide e sicure, per conservare le caratteristiche protettive o ottiche per le quali gli occhiali sono usati.
É altresì nota la ricerca di modelli di occhiali tendenti ad offrire la massima visibilità, con riduzione al minimo o con eliminazione completa degli oculari o cerchielli di contenimento, sostegno e collegamento delle lenti con le astine laterali.
Secondo la tecnica nota, una prima riduzione degli ingombri dei frontali di occhiali, particolarmente nelle montature metalliche, viene realizzata con l'eliminazione parziale dei cerchielli e con il sostegno e ritenzione delle lenti, per mezzo di un filo di nylon che viene fissato alle estremità degli archi costituenti il nuovo ridotto frontale.
Questa prima tecnica ha risolto solo in parte il problema di assicurare la massima visibilità e riduzione del peso e dell’ingombro dell’occhiale, in più, ha evidenziato dei limiti in fase di assemblaggio e di stabilità nel tempo della montatura.
La tecnica più attuale supera questi problemi, prevedendo l’eliminazione completa del tradizionale frontale, con l’uso di un elemento centrale e di due elementi laterali da imbullonare o fissare direttamente alle estremità delle lenti, l’elemento centrale avendo la funzione di ponte e di nasello, mentre gli elementi laterali hanno la funzione di incemieramento alle astine che sostengono e posizionano le stesse lenti di occhiale.
Pur conseguendo l’obiettivo della massima visibilità, con la completa eliminazione della bordatura sulle lenti, questo nuovo sistema di sostegno delle lenti presenta alcuni problemi di fabbricazione e funzionali che molto spesso inducono a preferire ancora le montature tradizionali.
Un primo problema é dato dal fatto di dover realizzare le forature delle lenti in modo radiale, per l' imbullonatura o fissaggio degli elementi alle stesse lenti, onde evitare una disposizione errata delle lenti rispetto agli assi ottici.
Un secondo problema é dato dal fatto che il contatto diretto degli elementi centrale e laterali metallici, nei fori delle lenti da imbullonare o comunque da fissare rigidamente, comporta la frequente fessurazione o completa rottura delle stesse lenti, dovuti ad inevitabili casuali urti o sforzi irregolari sulla montatura.
Un ulteriore inconveniente riscontrabile nella citata tecnica delle lenti autoportanti, o con montatura a tre elementi, é quello relativo al fatto che gli elementi di unione delle lenti non sono assemblati dal produttore, il quale dispone di adeguati dispositivi e macchine di elevata precisione, bensì sono assemblati dall’ottico, il quale non sempre dispone di tali dispositivi e quindi applica detti elementi alle lenti richieste dal cliente, spesso in modo approssimativo e con scarsa precisione, determinando un cattivo funzionamento visivo, oltre che un rapido deterioramento dell’occhiale.
Scopo della presente innovazione é quello di poter attuare un metodo o sistema di produzione di occhiali che, pur eliminando l’ingombro e la vista degli oculari o cerchielli di contenimento delle lenti, ne assicuri la massima semplicità e precisione di assemblaggio, con una perfetta stabilità e duraturo posizionamento sul viso.
Altro scopo dell’innovazione é quello di eliminare ogni necessità di esecuzione di fori sulle lenti, evitando i noti problemi di precisione e le difficoltà delle forature radiali.
Altro scopo ancora della presente innovazione é quello di eliminare ogni possibilità di fessurazioni o rotture delle lenti a causa del contatto di parti di imbullonatura o fissaggio passanti per fori realizzati sulle stesse lenti.
Un ulteriore scopo del presente metodo é quello di consentire all’ottico di assemblare l’occhiale utilizzando lenti aventi qualsiasi forma, anche non simmetrica, per poter realizzare una infinità di forme costruttive, adattate e personalizzate ad ogni richiesta.
Non ultimo scopo del presente metodo é quello di poter realizzare un occhiale che non richieda costose e difficili attrezzature di assemblaggio, oltre che presentare costi e tempi di assemblaggio del tutto irrisori.
Questi ed altri scopi sono in effetti perfettamente conseguiti con il metodo di formazione del frontale di occhiali che viene di seguito descritto, secondo una successione di fasi puramente indicativa e non limitativa, illustrata anche con l’ausilio di n. 4 figure schematiche riprodotte nella tavola allegata e delle quali:
- la fig. 1 rappresenta una vista verticale e parzialmente in sezione delle parti componenti il frontale da realizzare secondo il presente metodo, così come vengono fomite all’ottico, per l’associazione alle lenti da sostenere e vincolare;
- la fig. 2 rappresenta un vista verticale particolare del filo di fig. 1, da associare al nasello o ponte di riscontro e fissaggio delle lenti, per conseguire il frontale citato; - la fig. 3 rappresenta una vista verticale di una coppia di lenti, realizzate secondo un modello casuale di occhiale e dotato di bisellatura perimetrale ed intagli esterni, così come richiesti per l’attuazione del presente metodo;
- la fig. 4 rappresenta una vista in sezione verticale delle stesse lenti di fig. 3 applicate alle parti di frontale di fig. 1.
In tutte le figure gli stessi particolari sono rappresentati, o si intendono rappresentati, con lo stesso numero di riferimento.
Secondo la presente innovazione, si prevede la realizzazione di un occhiale associando un ciclo iniziale di preparazione della montatura generica ed adattabile ad ogni modello di lente, attuato a cura del produttore di occhiali, con un ciclo finale di preparazione ed applicazione delle lenti, conforme al modello richiesto dall’utente e attuato a cura dell’ottico di fiducia.
A sua volta, il ciclo di formazione della montatura generica prevede una serie di fasi preparatorie per lo stampaggio di un ponte 10 con naselli 11 e 12 al quale sia stabilmente associato un filo liscio sufficientemente flessibile 1.
In una prima fase, si prepara detto filo 1, il quale, per presentare maggiore aderenza al materiale iniettato nello stampo S, viene preventivamente reso ruvido per zigrinatura, bugnatura, schiacciatura o altro analogo noto sistema di trasformazione meccanica superficiale della sua parte centrale 2, la quale viene anche preventivamente curvata, come rappresentato nella fig. 2.
Le due parti 3 e 4 del filo 1, sporgenti dallo stampo S, vengono poi ulteriormente piegate in senso opposto alla curvatura 2, in modo da formare un giro di spira avente le rispettive estremità 3’ e 4’ abbondantemente sporgenti rispetto al tratto centrale 2 ed al bordo dello stesso stesso stampo S.
In una diversa fase di lavorazione, vengono realizzate delle normali astine di occhiale, con lo stesso filo o con altro tipo di filo, essendo tali astine dotate di estremità di incerieramento sagomate a forma di occhiello spiralato sinistro 20 e destro 21, con una o più spire e con tratto sporgente 22 e 23, la cui funzione é di seguito meglio illustrata.
In una successiva fase di lavorazione, si introduce l’occhiello spiralato 20 di un’astina sinistra all’estremità 3’, in modo tale che la sua sporgenza 22 sia rivolta verso l’esterno della curva 2, cosi come si introduce l’occhiello spiralato 21 di un’astina destra all’estremità 4’, in modo che la sua sporgenza 23 sia rivolta verso l’esterno della stessa curva 2.
Appare evidente che gli occhielli spiralati 22 e 23 delle astine di occhiale hanno un diametro primitivo molto piccolo e tale da consentire appena il passaggio delle estremità 3’ e 4’, sulle quali sono rispettivamente incernierati.
In una diversa fase di lavorazione, si predispone uno stampo S, per la formazione di un ponte 10, da ricavare con l'iniezione di adeguato materiale, preferenzialmente plastico.
Nella preparazione di tale stampo S si prevede la realizzazione di una adeguata impronta sulla bordatura superiore, per ritenere il tratto curvo e zigrinato 2 del filo 1, oltre che una coppia di impronte 13’ - 13” e 14’ - 14”, atte rispettivamente ad alloggiare le estremità 3’ e 4’ del filo 1 entro lo stesso stampo S.
In una successiva fase di lavorazione, si prevede l’applicazione del filo 1 nello stampo S, con bloccaggio della curva zigrinata 2 nell’apposita sede superiore, oltre che con alloggiamento dell’estremità 3’ nelle impronte 13’ - 13” e delle estremità 4’ nelle impronte 14’ - 14”, prima di chiudere adeguatamente lo stesso stampo S.
Si procede quindi all’iniezione del materiale adatto per formare il ponte 10, secondo una tecnica di per se stessa nota e già usata per realizzare analoghi ponti 10 aventi anche funzione di nasello 11 e 12.
Con detta iniezione si completa il primo ciclo del presente metodo e si dispone della montatura di occhiale pronta per essere destinata all’ottico, così come rappresentata in fig. 1.
Poiché i tratti 3 e 4 del filo 1 sono lisci, l’adesione degli stessi tratti al ponte 10 é molto relativa; infatti, é sufficiente tirare le estremità 3’ e 4’ per avere un loro scorrimento entro il ponte 10, con una progressiva riduzione del diametro delle spire determinate dai tratti lisci 3 e 4.
Al contrario, la parte zigrinata e curvata 2 dello stesso filo 1, viene adeguatamente bloccata nel ponte 10 dal materiale iniettato, impedendo ogni sua traslazione.
Nella preparazione dello stampo S, per la realizzazione del ponte 10, assume particolare importanza l’esattezza di posizionamento dei raggi o profili R1 e R2, in quanto costituiscono il riferimento per la definizione dei parametri focali ed ottici di ogni diverso modello di lente da applicare.
Come già indicato, il frontale costituito dal ponte 10 e dal filo 1 con estremità scorrevoli 3’ e 4’, così come schematicamente rappresentato in fig. 1, viene normalmente consegnato all’ottico, assieme ad una serie di coppie di dime, essendo ogni coppia di dime riproducenti un diverso modello di lenti da applicare al frontale citato, secondo la tecnica nota e conforme alle richieste dell’utente.
Il secondo ciclo del metodo di formazione del frontale di occhiali in oggetto comprende una prima fase nella quale l’ottico, sulla scorta delle dime fomite dal fabbricante, ritaglia una coppia di lenti 30 e 40, ogni una con una adeguata bisellatura perimetrale 31 e 41, oltre che con P intaglio esterno 32 e 42.
Copiando dalle dime campione, le stesse lenti 30 e 40 presentano i tratti di riferimento RI e R2, perfettamente aderenti alle sedi RI e R2 del ponte 10, in modo da assicurare il perfetto e stabile posizionamento delle lenti 30 e 40 sul ponte 10.
In una successiva fase del metodo in esame, l’ottico allinea rispettivamente la bisellatura 31 al piano della spira 3 e la bisellatura 41 al piano della spira 4, dopo aver disposto indicativamente l’estemità spiralata 20 dell’astina sinistra in corrispondenza del vano 32 della lente 30 e l’estremità spiralata 21 di astina destra in corrispondenza del vano 42 della lente 40.
Lo stesso ottico procede quindi a tirare le estremità contrapposte 3 ’ e 4’del filo 1, facendole scorrere entro le loro sedi lisce nel ponte 10, fino a quando i tratti lisci 3 e 4 dello stesso filo 1 sono completamente alloggiati nelle bisellature 31 e 41 delle lenti 30 e 40.
Si procede quindi a tagliare la parte delle estremità 3’ e 4’ che eccede dal ponte 10, lasciando preferenzialmente delle leggere ribattiture 3” e 4”, tali da impedire ogni allentamento, per scivolamento dei tratti 3 e 4 che sono alloggiati entro lo stesso ponte 10, come rappresentato in fig. 4.
Per effetto dell’azione di tensionamento delle estremità 3’ e 4’ e dopo l' approssimativo alloggiamento iniziale già indicato, gli occhielli di incernieramento 20 e 21 delle astine di occhiale si dispongono perfettamente entro i vani 32 e 42 delle lenti 30 e 40, assicurando l’esatta posizione di sistemazione dell’occhiale sul viso, secondo quanto stabilito dal costruttore nella sua predisposizione della dima relativa al modello di lenti prescelto.
I tratti sporgenti 22 e 23 degli occhielli 20 e 21 sono vantaggiosamente posizionati in modo da delimitare la divaricazione massima delle rispettive astine, per effetto del loro contatto con le lenti 30 e 40, mente in fase di chiusura delle stesse astine, tali sporgenze non comportano alcun disturbo, essendo di minimo ingombro oltre che adeguatamente arrotondate.
Da quanto fino ad ora descritto ed esemplificato, si desume che, seguendo le fasi di formazione previste nel primo ciclo e le fasi di assemblamento previste nel secondo ciclo, si realizza un metodo di produzione di occhiale che, pur eliminando l’ingombro e la vista degli oculari di contenimento delle lenti, ne assicura la massima semplicità costruttiva e precisione di assemblaggio, per un ideale e duraturo posizionamento dello stesso occhiale, conforme allo scopo principale proposto.
Lo stesso metodo indicato consente l’eliminazione di ogni foratura delle lenti, oltre ogni pericolo di fessurazioni e rotture delle stesse lenti causate dalla presenza di bullonature, conforme ad altri scopi indicati.
Con il metodo di formazione di occhiali descritto si ha anche la possibilità di associare lenti aventi forme ed ingombri diversi, oltre che assicurare all’ottico la massima semplicità d’assemblaggio, conforme ad latri scopi prefissati.
Naturalmente la successione di fasi fino ad ora descritta ed illustrata é da intendersi, come già indicato, puramente indicativa e non limitativa, così come la forma del ponte 10 e la conseguente disposizione e sagomatura del filo 1. A titolo esemplificativo si indica la possibilità di eliminare l’operazione di stampaggio del ponte 10, utilizzando un ponte in materiale plastico o metallico già sagomato e dotato di un sistema, ad esempio a vite o per schiacciamento, per il bloccaggio del tratto centrale 2, con possibilità di filettatura delle estremità 3’ e 4’, per l’applicazione di dadi di tensionamento e bloccaggio. É possibile inoltre sostituire le estremità spiralate 20 e 21 delle astine con semplici occhielli circolari, sempre infilati preventivamente sulle estremità 3’ e 4’, e dotati di opportuno codolo, per determinare la divaricazione massima delle rispettive astine.
Queste ed altre analoghe modifiche o adattamenti al metodo di preparazione di occhiali proposto o alla forma costruttiva ed ai materiali degli elementi che ne consentono l’attuazione, si intendono comunque rientranti nell’ originalità del trovato che si vuole proteggere.
Claims (1)
- RIVENDICAZIONI. 1.- Metodo di formazione di occhiali, con filo pieghevole, adattabile ad ogni profilo di lente, caratterizzato dal fatto di prevedere un primo ciclo di semplici operazioni, attuate dal produttore di occhiali e destinate alla formazione di una montatura di occhiale costituita da un ponte 10 avente incorporata e stabilmente fissata la mezzeria 2 di un filo liscio 1, sufficientemente flessibile, i cui due capi 3’ e 4’ sono fatti scorrere sui lati dello stesso ponte 10, dopo avervi infilato gli occhielli 20 e 21 delle astine degli occhiali, per formare una coppia di spire o anelli 3 e 4, la cui ampiezza é determinata dal tensionamento degli stessi capi 3’ e 4’ sul ponte IO, essendo previsto un secondo ciclo di semplici operazioni per P interposizione delle lenti 30 e 40, con tensionamento definitivo dei capi 3’ e 4’, per la chiusura e bloccaggio delle stesse lenti 30 e 40 tra i bordi laterali R1 e R2 del ponte 10 le attigue spire o anelli 3 e 4; 2.- Metodo di formazione di occhiali, con filo pieghevole, adattabile ad ogni profilo di lente, come alla rivendicazione 1 , caratterizzato dal fatto di prevedere una prima fase di formazione degli occhiali con la preparazione del ponte 10 dotato di naselli 11 e 12, preferenzialmente per iniezione in uno stampo S, nel quale é impegnata la mezzeria zigrinata o comunque ruvida 2, per la massima coesione con il materiale iniettato, di un filo liscio 1, sufficientemente flessibile, le cui estremità opposte 3’ e 4’ sono lisce e sono guidate da appositi vani 13’ - 13” e 14’ - 14” entro lo stesso stampo S, per assicurarne uno scorrevole alloggiamento sui lati del ponte 10; 3.- Metodo di formazione di occhiali, con filo pieghevole, come alla rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto di prevedere una fase di infilamento degli occhielli 20 e 21 delle astine di occhiale, sulle estremità 3’ e 4’ del filo 1, essendo tale fase attuata prima di formare le spire o anelli 3 e 4, determinati dall’ introduzione dei capi 3’ e 4’ nei vani 13’ - 13” e 14’ - 14” dello stampo S ed un loro adeguata fuoriuscita o sporgenza rispetto alla mezzeria annegata 2 dello stesso filo 1; 4.- Metodo di formazione di occhiali, con filo pieghevole, come alle rivendicazioni da 1 a 3, caratterizzato dal fatto che un primo ciclo di semplici fasi di lavorazione, generalmente attuato dal produttore di occhiali, si conclude con la predisposizione di una montatura di occhiali basata sulla formazione di un ponte 10, atto al fissaggio della mezzeria ruvida 2 di un filo liscio 1 , i cui capi sono resi scorrevoli sui lati dello stesso ponte 10; 5.- Metodo di formazione di occhiali, con filo pieghevole, adattabile ad ogni profilo di lente, come alle rivendicazioni 1 e 2, caratterizzato dal fatto che un secondo ciclo di semplici operazioni di formazione degli occhiali, generalmente attuato daH’ottico, prevede la formazione delle lenti 30 e 40, conforme alle dime dei modelli prescelti, con la realizzazione di gole o bisellature 31 e 41, oltre che con la presenza di adeguati intagli laterali 32 e 42 su ogni lente 30 e 40; 6.- Metodo di formazione di occhiali, come alle rivendicazioni 1 e 5, caratterizzato dal fatto di prevedere una fase di tensionamento delle estremità 3’ e 4’ del fio liscio 1, dopo che le spire o anelli 3 e 4 dello stesso filo 1 siano state indicativamente posizionate sulle bisellature 31 e 41 delle lenti da racchiudere, previa sistemazione degli occhielli 20 e 21 delle astine di occhiale entro i vani 32 e 42 delle stesse lenti 30 e 40, tale tensionamento determinando la chiusura delle lenti 30 e 40 contro le superfici laterali R1 e R2 del ponte 10, per una stabile formazione dell’occhiale voluto, secondo i modelli di lente prestabiliti; 7.- Metodo di formazione di occhiali, con filo pieghevole, adattabile ad ogni profilo di lente, come alla rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto di prevedere una fase finale di troncatura della parte eccedente delle estremità tensionate 3’ e 4’, previo un loro sicuro fissaggio al bordo del ponte 10 con rivettature, bugnature o altri noti sistemi di bloccaggio 3” e 4”.
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