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IT201800003987A1 - Impianto fotovoltaico-eolico a profilo modulare variabile mediante cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia per la produzione di energia elettrica - Google Patents

Impianto fotovoltaico-eolico a profilo modulare variabile mediante cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia per la produzione di energia elettrica Download PDF

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Publication number
IT201800003987A1
IT201800003987A1 IT102018000003987A IT201800003987A IT201800003987A1 IT 201800003987 A1 IT201800003987 A1 IT 201800003987A1 IT 102018000003987 A IT102018000003987 A IT 102018000003987A IT 201800003987 A IT201800003987 A IT 201800003987A IT 201800003987 A1 IT201800003987 A1 IT 201800003987A1
Authority
IT
Italy
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rotating
wind
axis
plant
rotor
Prior art date
Application number
IT102018000003987A
Other languages
English (en)
Inventor
Ianni Giuseppe Di
Original Assignee
Ianni Giuseppe Di
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Ianni Giuseppe Di filed Critical Ianni Giuseppe Di
Priority to IT102018000003987A priority Critical patent/IT201800003987A1/it
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Description

DESCRIZIONE
Del brevetto per invenzione dal titolo:
“Impianto fotovoltaico-eolico a profilo modulare variabile mediante cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia per la produzione di energia elettrica”
La presente invenzione è relativa ad un impianto fotovoltaico-eolico a profilo modulare variabile mediante cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia per la produzione di energia elettrica.
Com’è noto, negli ultimi anni i procedimenti per la produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici ed eolici, hanno avuto grande diffusione, perché forniscono energia dal sole e dal vento, quindi energia pulita e non inquinante. Il loro impiego tuttavia attualmente si sta ridimensionando per i seguenti motivi:
- Gli Stati, la Comunità Europea e le Regioni, pur riconoscendo agli impianti fotovoltaici ed eolici il merito di fornire energia pulita e non inquinante, hanno sensibilmente ridotto il sostegno economico verso i detentori di impianti;
- L’iter burocratico per l’istallazione è molto lungo e farraginoso tanto da scoraggiare la realizzazione da parte degli imprenditori;
- Gli ambientalisti sono insorti perché ritengono che gli impianti fotovoltaici riducano il terreno disponibile per l’agricoltura e gli impianti eolici deturpino il paesaggio a causa dell’altezza del palo, compreso la lunghezza dell’ala quando è in asse ed il diametro consistente del rotore;
- Gli Stati, la Comunità Europea e le Regioni aboliranno a breve i finanziamenti pubblici in conto capitale per la produzione di energia fotovoltaica ed eolica, gli investitori quindi non riescono a far fronte alle spese per la realizzazione degli impianti;
- La necessità e l’impellenza di produrre energia pulita scevra di CO2 (con la produzione di un kW di energia s’immette nell’aria 0,337 Kg di CO2 utilizzando prodotti petroliferi), di S02, di SO3, di polveri sottili ecc., in considerazione dell’aumento costante di C02, come purtroppo avviene (nel 2016 si è registrato un parametro di 410 p.p.m.v, passando da 380 p.p.m.v del 2015 per raggiungere e superare, secondo le stime dei più autorevoli rilevatori mondiali), nel 2150 la soglia catastrofica del 750, se non si adottano misure adeguate per arginare il processo ascensionale finora intrapreso;
- Il ridimensionamento delle misure dei vari elementi costituenti gli impianti attualmente in essere ottenendo, però, una produzione energetica uguale o anche maggiore, può essere accettato dalle varie parti: l’impianto potrebbe funzionare anche senza oneri per gli Stati, gli imprenditori potrebbero fare a meno del finanziamento pubblico e gli ambientalisti potrebbero riconoscere i nuovi impianti in modo favorevole.
Attualmente uno dei problemi principali degli impianti fotovoltaici è che essi occupano grandi spazi di terreno, che vengono sottratti all’agricoltura, fornendo un quantitativo di energia di relativa potenza in misura della loro ubicazione e del loro orientamento, che col tempo viene anche ridimensionata nella portata.
Gli impianti eolici per ottenere produzioni soddisfacenti si ritengono buoni, quando la loro funzionalità supera le 2000 ore annue di lavoro ad una velocità del vento di almeno 6 m/s. Un generatore eolico della potenza di 1,50 MW/h deve avere un palo alto circa 90-100, (non considerando l’altezza dell’ala, quando questa si trova in asse col palo, ed il diametro del rotore delle dimensioni variabili da 90 a 120 metri). Questi impianti devono essere collocati dove c’è più ventilazione (fattore limitativo alla loro diffusione), generalmente in zone rialzate e quindi sono visibili per una vasta area. L’adozione di questi generatori comporta per ovvie ragioni la necessità di impiegarli in zone dove persistono con una certa continuità venti forti e non si prevedono cicloni, che possono abbatterli o severamente danneggiarli. È da aggiungere che la loro installazione presenta enorme difficoltà per il trasporto, avendo bisogno di mezzi speciali e di strade consone per le loro sagome anormali e per il loro ingombro oltre all’impiego per tutto il periodo di lavoro di due gru di grande portata. A queste difficoltà bisogna aggiungere che la loro presenza attualmente non sempre è bene accetta a livello estetico, specialmente da parte degli ambientalisti. Ciò comporta il difficile iter autorizzativo e la loro difficile collocazione. La loro produzione, anche se ritenuta buona perché favorita da incentivi statali e comunitari, è bassa e difficilmente potrebbe fornire negli anni un adeguato utile per i motivi di seguito esposti, specialmente quando si saranno esauriti gli incentivi da parte dello Stato o della Comunità Europea.
Alcune delle motivazioni per le quali la produzione degli impianti attualmente noti è ridotta, sono che:
a) Non in tutte le ore del giorno il generatore eolico funziona perché bisogna superare molte dispersioni (si ha un sufficiente rendimento se il vento supera la velocità di 3 m/s);
b) Per riportare il generatore ad una fase produttiva, quando è fermo per mancanza di vento, occorre maggiore forza (spinta di avviamento) ed i tempi si allungano per portarlo a regime;
c) Il vento è sempre incostante, non spira sempre nella stessa direzione, quindi occorre che la navetta si sposti secondo la nuova direzione del vento, il che comporta spesa di energia e di tempo per il relativo spostamento direzionale della navetta, in considerazione della grande mole da spostare e delle ingenti perdite da superare;
d) Il vento, specialmente in alcuni periodi e zone, spira ad una velocità oltre i 25 m/s, e causa danni all’impianto per la sua esposizione, se non viene arrestato tempestivamente causando così interruzioni nella produzione energetica. Solo dopo la tempesta il generatore può ripartire da fermo.
Per ovviare agli inconvenienti citati sono stati brevettati numerosi impianti mini eolici, che hanno delle dimensioni e delle produzioni minori rispetto ai sistemi tradizionali, e nel contempo possono lavorare ad una velocità del vento molto bassa (anche da 0,500 m/s) avendo una rotazione delle pale in direzione orizzontale, che avviene perpendicolarmente al palo. Sebbene tale soluzione potrebbe essere vantaggiosa, risultati ottenibili non sono ottimali. La produzione è remunerativa solo quando il vento spira oltre gli 8 m/s, secondo quando esposto dagli stessi venditori. Anche in tali condizioni comunque, è difficile ottenere risultati positivi, perché il vento difficilmente supera tale soglia e non si riesce ad utilizzare tutta la potenza prodotta, a causa di perdite di carico per la trasformazione dell’energia cinetica in quella elettrica.
Quindi, seppur vantaggiosi sotto diversi aspetti, gli impianti noti col nome di mini-eolici, non presentano elevata produzione di energia elettrica e hanno comunque elevato impatto visivo ed ambientale, perché collocati ad una distanza inferiore fra loro e dal centro abitato.
Scopo della presente invenzione è fornire un impianto fotovoltaico-eolico a profilo modulare variabile mediante cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia per la produzione di energia elettrica che garantisca produzione ottimizzata di energia elettrica e minimizzi l’impatto visivo ed ambientale, superando quindi i limiti delle soluzioni a tutt’oggi note.
Secondo la presente invenzione, viene realizzato un impianto fotovoltaico-eolico a profilo modulare variabile mediante cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia per la produzione di energia elettrica, che garantisca produzione ottimizzata di energia elettrica e minimizzi l’impatto visivo ed ambientale, come definito nella rivendicazione 1.
Per una migliore comprensione della presente invenzione viene ora descritta una forma di realizzazione preferita, a puro titolo di esempio non limitativo, con riferimento ai disegni allegati, nei quali:
- la figura 1 mostra uno schema a blocchi di un impianto fotovoltaico-eolico a profilo modulare variabile mediante cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia per la produzione di energia elettrica, secondo l’invenzione;
- la figura 2 mostra uno schema a blocchi dei collegamenti meccanici tra i componenti dell’impianto fotovoltaico-eolico a profilo modulare variabile mediante cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia per la produzione di energia elettrica, secondo l’invenzione;
- la figura 3 mostra uno schema a blocchi dei collegamenti elettrici tra i componenti dell’impianto fotovoltaico-eolico a profilo modulare variabile mediante cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia per la produzione di energia elettrica, secondo l’invenzione;
- la figura 4 mostra una vista schematica tridimensionale di un generatore fotovoltaico eolico con cuscinetto a levitazione magnetica dell’impianto fotovoltaico-eolico a profilo modulare variabile mediante cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia per la produzione di energia elettrica, secondo l’invenzione;
- la figura 5 mostra una vista in pianta della parte inferiore del generatore fotovoltaico eolico con cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia di figura 4, secondo l’invenzione;
- la figura 6 mostra una vista prospettica della parte inferiore del generatore fotovoltaico eolico con cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia di figura 4 secondo l’invenzione;
- le figure 7.a e 7.b mostrano rispettivamente una vista dall’alto e una vista prospettica della porzione inferiore del generatore fotovoltaico eolico con cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia di figura 4, secondo l’invenzione;
- le figure 8.a e 8.b mostrano rispettivamente una vista frontale ed assonometrica della porzione superiore dell’impianto fotovoltaico-eolico a profilo modulare variabile mediante cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia per la produzione di energia elettrica, secondo l’invenzione;
- la figura 9 mostra una vista prospettica superiore del generatore fotovoltaico eolico con cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia di figura 4, secondo l’invenzione;
- la figura 10 mostra una vista prospettica inferiore del generatore fotovoltaico eolico con cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia di figura 4, secondo l’invenzione;
- le figure 11.a-11.b-11.c-11.d mostrano viste di dettaglio di componenti dell’impianto fotovoltaico-eolico a profilo modulare variabile mediante cuscinetto a levitazione magnetica inversione di marcia per la produzione di energia elettrica, secondo l’invenzione;
- le figure 12a e 12b mostrano rispettivamente una vista in sezione e prospettica delle fondazioni dell’impianto fotovoltaico-eolico a profilo modulare variabile mediante cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia per la produzione di energia elettrica, secondo l’invenzione;
- la figura 13 mostra una vista in pianta di un impianto magnetico principale dell’impianto fotovoltaicoeolico a profilo modulare variabile mediante cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia per la produzione di energia elettrica, secondo l’invenzione;
- la figura 14 mostra una vista in sezione di un impianto magnetico principale dell’impianto fotovoltaicoeolico a profilo modulare variabile mediante cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia per la produzione di energia elettrica, secondo l’invenzione;
- la figura 15 mostra una vista in sezione di impianti magnetici secondari dell’impianto fotovoltaico-eolico a profilo modulare variabile mediante cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia per la produzione di energia elettrica, secondo l’invenzione.
Con riferimento a tali figure, e in particolare alla figura 1, un impianto 100 fotovoltaico-eolico a profilo modulare variabile mediante cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia per la produzione di energia elettrica è mostrato, secondo l’invenzione.
Più dettagliatamente, l’impianto 100 fotovoltaico-eolico a profilo modulare variabile mediante cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia per la produzione di energia elettrica comprende un generatore fotovoltaico eolico 100a un generatore eolico 100b ed impianto a cuscinetti a levitazione magnetica ad inversione di marcia 100c, tutti in stretta connessione fra loro ed operanti in sintonia per la produzione di energia elettrica alternativa.
Il generatore fotovoltaico 100a ed il generatore eolico 100b sono strutturalmente integrati in un generatore fotovoltaico eolico 100ab. Il generatore fotovoltaico eolico 100ab genera energia primaria per alimentare il processo di produzione dell’impianto 100 fotovoltaico eolico a profilo variabile mediante cuscinetto a lievitazione magnetico ad inversione di marcia per la produzione di energia elettrica.
In figura 4 e ed in figura 8 e 9 è mostrato un generatore fotovoltaico eolico 100ab comprendente secondo l’invenzione:
- un parafulmine 101;
- un anemometro 102,
- un palo principale fisso 106 e un palo mobile 106a interno al palo principale fisso 106;
- una pluralità di cuscinetti a sfera a sostegno del palo mobile interno 106a, non mostrati in figura;
- una corona rotante 104 dell’asse principale agganciata al palo mobile 106a;
- un mozzo rotore 105 inserito nel palo mobile 106a a mezzo della corona rotante 104;
- una centralina 103 per il movimento del rotore 105 secondo la spinta del vento;
- quattro semiassi rotanti 107 collegati al mozzo rotore 105 mediante cuscinetti a sfera 107a per permettere agli stessi un proprio movimento rotatorio;
- semiassi secondari fissi 108 connessi a ciascun semiasse rotante 107 e perpendicolari a questo, mostrati in figura 8;
- ulteriori semiassi mobili 109 connessi perpendicolarmente ai semiassi secondari fissi 108 con cuscinetti a sfera 109a posizionati tra i semiassi fissi 108 e i semiassi mobili 109 per permetterne la rotazione, mostrati in figura 8;
- una pluralità di pannelli rotanti 110 interconnessi tra ciascun semiasse secondario 108 e ciascun semiasse mobile 109, mostrati in figura 8;
- almeno un pannello fisso superiore 110a posizionato nella parte superiore di ogni semiasse rotante 107 e pannelli laterali 110b rispetto ai lati di ogni semiasse rotante 107 e connessi a un pannello superiore 110b, mostrato in figura 8;
- almeno un motorino di spinta 114 posto sul mozzo del rotore 105, preferibilmente un primo motorino di spinta per azionare la continuazione della movimentazione ed un secondo motorino di spinta per azionare una turbina 115, che trasforma l’energia cinetica in energia elettrica continua;
- un riduttore di velocità (freno) e produzione di energia 116.
Nelle figure indicate non sono mostrati, seppure compresi nel generatore fotovoltaico-eolico 100ab, una pluralità di cuscinetti a sfera 106b, che sostengono il palo mobile 106a al palo principale fisso 106 e un cavo 118 mostrato in figura 14 per il trasporto dell’energia elettrica continua a una batteria, ed un cavo in uscita 118a diretta ad un inverter essendo interni al palo fisso 106.
Come mostrato nelle figure 5, 6 e 7 il palo principale fisso 106 presenta in una sua parte inferiore: una prima corona dentata 139 e una seconda corona dentata 139a, posta superiormente rispetto alla prima corona dentata 139; una pluralità di griglie rotanti 137, preferibilmente quattro, di attacco delle corone dentate 139, 139a al palo principale 106. Sono inoltre presenti supporti a sostegno delle corone dentate 139 e 139a.
La prima e la seconda corona dentata 139 139a sono disposte orizzontalmente, in maniera che le loro superfici siano parallele fra loro e perpendicolari al palo principale 106. I supporti 137a sono connessi a raggiera alla corona dentata 139, 139a e secondi supporti 137b anch’essi connessi a raggiera ai pannelli fotovoltaici 110c. In particolare nella forma realizzativa mostrata in figura 5, ad esempio, si possono collocare otto supporti 137a a sostegno delle corone dentate 139 ed altrettante per quella 139a, al livello superiore, nonché otto pannelli fotovoltaici 110c per ogni livello e 16 supporti 137b per ogni livello per mantenere i pannelli fotovoltaici 110c verticali a distanza prefissata l’uno dell’altro.
Nelle citate figure 3, 4, 5 vengono mostrati inoltre: il riduttore velocità (freno) e produzione energia 116a; i pignoni dentati 140, almeno due in corrispondenza di ciascuna corona dentata 139 – 139a; i collegamenti fra il pignone ed il palo secondario mobile 141: i copri sensori 131 posti su ciascun pannello fotovoltaico verticale 110c, pali secondari fissi 138 pali secondari mobili 138a, il supporto di ogni pignone 140, ad esempio due per ogni livello di corone dentate principale 139139a, comprendenti internamente ciascuna un palo verticale mobile 138a ed un palo secondario fisso 138.
Nella figura 11 vengono mostrati il pignone 140 e il palo secondario fisso 138, il palo secondario mobile 138a con l’indicazione del pignone 140, una protezione 143 del pignone 140, il palo secondario fisso 138, l’asse mobile interno al palo secondario mobile 138a, i cuscinetti a sfera a sostegno l’asse mobile rotante in quello.
Come mostrato in figura 12, l’impianto 100 prevede una scala esterna 148 alla marinara con parapetti laterali di protezione; una scala di accesso a un vano tecnico 148a; uno strato di calcestruzzo magro 144; il calcestruzzo armato per fondazioni 145, un riporto terra su fondazioni 146; gli interspazi 147 fra le varie strutture; una corda in rame 152 lungo il perimetro fondazioni; delle puntazze 153 per dispersioni termiche; un vano tecnico, collocato nella torre principale; un dispositivo automatico per la regolamentazione dell’impianto di frenatura in caso di velocità del vento molto alta e del recupero energetico della maggiore forza cinetica per l’impianto eolico alto, ovvero il riduttore di velocità 116, un altro dispositivo come quello citato per l’impianto eolico basso, ovvero un riduttore di velocità 116a, gli organi di controllo con le apparecchiature descritte innanzi, organi principali e secondari; gli apparecchi rilevatori secondari 151a; il motorino per mantenere costante la pressione in tutti i vani sottovuoto 142.
La figura 13 mostra la pianta tipo di un sistema magnetico in stretta connessione con l’impianto fotovoltaico eolico.
Secondo un aspetto dell’invenzione, fanno parte dell’impianto magnetico le seguenti parti: un’asse 120 di acciaio rotante centrale, otto supporti 123 di un rotore in acciaio.
In particolare i supporti del rotore sono fissati all’asse 120 e ruotanti con esso. Internamente ad ogni supporto vi è un asse 123a, che, mediante doppio cuscinetto a sfera collegato con l’asse 123b, permette di movimentare l’asse interno 123a ad una velocità maggiore di quella dell’asse 120 principale e in senso opposto.
Il supporto 123 si collega al rotore 124, onde fornirgli la stessa velocità e direzione dell’asse. Il rotore 124 è costituito da una pluralità di dischi elettromagnetici tra i quali è interposto uno strato isolante onde evitare il riscaldamento e la produzione di correnti parassite per effetto Joule. L’asse secondario 123a, presente in esso, si collega all’asse della bobina del rotore 125 per imprimere a questo una velocità maggiore dello stesso asse principale, per mantenere l’asse secondario 123a nel proprio supporto 123 senza vibrazioni e distorsioni sono collocati i cuscinetti a sfera di supporto 123c, un riempimento con fibre di polimeri 127 (la parte a contatto con l’asse, con i supporti e col rotore), un rotore in acciaio ramato 124, che costituisce anche lo statore mobile dell’impianto, otto assi a sostegno delle bobine 125 rotanti, otto bobine in rame rotanti intorno al proprio asse, un sistema sincronizzato di movimento delle bobine rispetto al proprio asse con movimento in senso di marcia inverso a quello del rotore, un’intercapedine 133 fra il rotore e le bobine onde garantire i movimenti dei vari elementi senza ostacoli e senza contatti, un’intercapedine 133a fra le bobine del rotore e quelle dello statore per garantire il movimento delle bobine del rotore senza ostacoli e contatti.
Nella figura 13 si mostrano inoltre: otto assi dello statore 128, otto bobine fisse 129 avvolte sull’asse dello statore, dei sensori 131 per la misurazione della velocità del rotore dell’asse rotante, di ogni bobina, della temperatura interna e della quantità di energia presente nella camera sotto vuoto, dei serbatoi secondari di azoto liquido 130, un condotto 154 per trasporto di azoto liquido nei vari serbatoi interni, un condotto 154a per il trasporto dell’azoto liquido dal serbatoio ubicato nel palo principale ai serbatoi secondari ubicati nella camera sotto vuoto, i condotti 154b di uscita dell’azoto allo stato gassoso dai serbatoi ubicati nella camera all’esterno, onde permettere all’azoto diffondersi nell’atmosfera, le valvole 154c con regolatore e motorino per permettere l’azoto liquido di entrare nel serbatoio di pertinenza nella camera sotto vuoto, una camera sotto vuoto spinto 121 in acciaio inossidabile, che avvolge tutto l’impianto magnetico.
La camera sotto vuoto spinto è composta da due corpi dello stesso materiale: una base con le relative pareti connesse con l’esterno medianti fori per il passaggio di tubature di vario genere e un coperchio. Nella camera, dopo che sono stati collocati tutti gli elementi indispensabili per la produzione e viene collocato materiale anti-umidità per evitare con il tempo la realizzazione di particelle di idrossido, dannose all’impianto, si pongono: il coperchio, che è a perfetta tenuta per evitare passaggio di aria; un condotto aspiratore per ogni camera 142a proveniente dal motorino aspiratore 142, per mantenere nella camera il vuoto spinto necessario e costante per il buon funzionamento dell’impianto (il vuoto previsto deve essere costante alla seguente condizione 1*10<-5>Pa<-1>*10<-9>Pa); un materiale 134, isolante, impermeabile e antivibrante, che avvolge la camera sotto vuoto per ridurre o attenuare le vibrazioni esterne (es. scosse telluriche) e per evitare perdite energetiche; il calcestruzzo cementizio armato 135, che costituisce la fondazione del palo e dell’impianto magnetico.
La figura 14 mostra la sezione del sistema magnetico principale e mostra la camera sotto vuoto 121, un generatore elettrico 119 per mettere in moto l’asse rotante a una velocità molto alta, tanto da fare levitare l’asse rotante, che gira in tale condizione nel vuoto, l’asse 120 rotante, il cuscinetto particolare 122, che riesce a far movimentare l’asse rotante lievitato in determinati limiti onde evitare un giroscopio, l’ancoraggio del cuscinetto speciale a sfera nella camera sotto vuoto e nel calcestruzzo 122a, l’asse dello statore 128, la bobina per lo statore 129, le intercapedini 133 e 133a, per garantire il movimento delle bobine rotanti senza ostacoli, le bobine rotanti 126, asse bobine rotanti 125, il rotore impianto magnetico 124, i raggi in acciaio a sostegno rotore 124, gli assi rotanti ubicati nei supporti 123 a, il doppio cuscinetto a sfere per garantire il movimento inverso all’asse interno 123b, i cuscinetti interni al supporto per permettere la rotazione dell’asse nel supporto senza vibrazioni 123 c il riempimento in fibre di polimeri 127 all’interno del rotore, il calcestruzzo di fondazioni 135, il cavo 118 elettrico proveniente dalla batteria per il trasporto di energia alternativa per il funzionamento dell’asse rotante nella camera sotto vuoto.
La figura 15 raffigura la sezione degli impianti magnetici secondari, che hanno le stesse caratteristiche di quello principale, ma dimensioni differenti e non sono dotati di motorino elettrico per il movimento dell’asse col rispettivo cavo. L’asse rotante viene azionato direttamente dall’asse rotante esistente nei pali fissi secondari 138(fig. 12), per cui in ogni impianto vi sono due differenti sistemi di attivare il movimento degli assi delle bobine e del rotore (quello per l’impianto principale e quello per gli impianti secondari).
Vantaggiosamente secondo l’invenzione, l’impianto fotovoltaico-eolico a profilo modulare variabile mediante cuscinetto a levitazione magnetica a inversione di marcia per la produzione di energia elettrica consente di realizzare generatori di energia alternativa con struttura modulare, capaci come tali di essere di volta in volta configurati in condizione di ventilazione e di soleggiamento del relativo luogo d’istallazione. Gli elementi componenti la struttura modulare consentono per la realizzazione del combinato degli elementi essenziali (solare, eolico e magnetico) il vantaggio del montaggio di ogni singolo generatore direttamente in loco dell’istallazione.
Secondo l’idea progettuale dell’inventore, riassunta nella figura 4, l’impianto 100 è costituito da un generatore di energia avente altezza fissata, comprendente:
a) Nella sua parte superiore, un rotore rotante secondo la direzione del vento, dove sono istallati quattro semiassi 107 mobili (mostrato nelle figure 4, 9, 10), con rotazione verticale, su cui sono collocati i pannelli 110 radianti mobili con propria rotazione sul proprio asse secondario rotante 109, oltre a quello prodotto dal semiasse mobile 107 e pannelli fissi 110a e 110b, a cui viene garantito solo il movimento prodotto dai semiassi principali 107. Il movimento dei pannelli citati è garantito dal palo interno rotante 106a, fissato a quello centrale 106 mediante cuscinetti a sfera 106b, dalla corona 104, dal mozzo del rotore 105 del motorino per garantire una certa velocità del rotore del palo centrale con movimento rotatorio in senso orizzontale;
b) Nella sua parte bassa (mostrata nelle figure 4, 5, 6, 7, 10) sedici pannelli 110c radianti rotanti, divisi in due file, che permettono di far muovere ad una certa velocità due corone dentate 139, 139a che, come già illustrato, sono l’una sopra l’altra. Ogni ruota dentata trasmette una velocità multipla a due pali secondari mobili 138a fissati internamente ai pali esterni fissi secondari 138, mediante cuscinetti a sfera 138b. Per dare stabilità ad ogni corona dentata 139,139a, vi sono i supporti 137 a, che uniscono la corona al cuscinetto a sfera per tutto il perimetro del palo principale per permettere la rotazione delle corone 139, 139a, in modo orizzontale. Per aumentare i giri dell’asse secondario rotante viene impiegato per ognuno un pignone dentato 140, di diametro molto inferiore, che si incunea nella corona ed è protetto da un copri pignone 143 direttamente fissato al palo secondario di pertinenza;
c) Nella parte bassa del palo centrale si accede nella parte alta dei pali per la manutenzione tramite scale alla marinara con salvaguardia 148b, tramite tre gradini della scala di accesso 148a, al vano tecnico 149, dove sono collocate le batterie 113 sia di energia continua che quella alternata 113a, il serbatoio principale di azoto liquido 130 per il raffreddamento che alimenta tutti i serbatoi secondari 130 ubicati nelle rispettive camere sotto vuoto, l’inverter 112 per la trasformazione della corrente continua in alternata la centralina 132 di comando e di regolazione di tutti gli impianti oltre a tutti gli organi di controllo e di comando 150, gli apparecchi rilevatori e di segnalazione 151 e i cavi per il trasporto dell’energia elettrica continua in entrata 118 ed in uscita 118a;
d) Sotto il piano di campagna sono ubicati cinque impianti di cuscinetti a lievitazione magnetica, di cui uno principale e quattro secondari (mostrati rispettivamente nelle figure 14, 15). In ogni impianto vi è una camera sotto vuoto spinto 121, che racchiude tutti gli elementi per la produzione e conservazione dell’energia. L’impianto magnetico principale comunica con l’esterno tramite il condotto 154 per l’immissione di azoto liquido nel serbatoio secondario di pertinenza per la fuoruscita dell’azoto gassoso tramite un condotto 154b, previo accesso nella valvola di regolazione 154c, il cavo 118 per la fornitura di energia continua (solare eolico) al motorino dell’asse rotante, il cavo 118a per il trasporto dell’energia continua all’inverter. Gli impianti magnetici secondari comunicano con l’esterno tramite il condotto 154a per l’immissione di azoto liquido nel serbatoio secondario di pertinenza per la fuoruscita dell’azoto gassoso e le valvole di regolazione 154c, l’asse rotante 138a proveniente dal proprio pignone, il cavo 118 per la fornitura e per il trasporto dell’energia continua dall’inverter alla batteria ed il cavo 118a per il trasporto dell’energia alternata.
I pannelli 110c previsti sono tali da produrre contemporaneamente energia solare per le radiazioni provenienti dal Sole e quella cinetica per il movimento delle ali. Per ottenere il massimo devono avere la forma arcuata, in modo che la superficie interessata sia maggiore e la forza cinetica sia più consistente, per la maggiore quantità di aria trasportata. Ogni asse secondario rotante 109 permette la rotazione contemporaneamente ai tre pannelli mediante cuscinetti a sfera 109a collocati nell’asse fisso secondario per permettere la rotazione agli assi mobili. I pannelli posti nella parte bassa del palo 110c hanno una leggera inclinazione per ottenere nel corso dell’anno una maggiore produzione dal fotovoltaico. Ogni pannello riceve una spinta da un motorino di spinta 114 per pannelli ubicati negli assi secondari nella parte alta e per i pannelli posti nella parte bassa del palo principale 114a per evitare la stasi dell’impianto eolico, quando vi è bonaccia o un vento non sufficiente alla produzione di energia. La ripartenza negli attuali impianti eolici avviene solo quando il vento da una maggiore spinta per rimettere in funzione l’impianto (spinta di avvio).
Poiché i pannelli fungenti da ali nella parte alta dell’impianto eolico, hanno una rotazione verticale ed il vento non è costante e cambia spesso direzione, per il funzionamento ottimale dei generatori eolici, è previsto un anemometro 102, che permette a un rotore 111 di spostarsi secondo la nuova direzione mediante una centralina 103. L’energia elettrica continua prodotta dal fotovoltaico sia nella parte alta che in quella bassa viene trasmessa direttamente alla batteria 113 tramite cavo 118, mentre la forza cinetica prodotta dall’eolico basso viene tramutata tramite due turbine 115, 115a (uno per la parte alta 115 e l’altra per quella bassa, per la sola eventuale residua 115a) in energia elettrica continua e trasportata tramite cavo 118 alla batteria 113.
Inoltre nell’impianto 100 sono presenti due riduttori di velocità 116, uno nella parte alta 116 e l’altro in quella bassa 116a, che entrano in funzione quando la velocità supera certi limiti fissati.
Vantaggiosamente, il maggiore attrito così creato produce ulteriore energia elettrica, che viene recuperata e trasportata alle rispettive turbine 115 -115a, per cui non vi è fermata dell’impianto, come attualmente succede, ma riduzione di velocità, riportandola ai massimi indicati con maggiore vantaggio per il movimento del rotore dovuto alla forza d’attrito istallata automaticamente aumentando la produzione energetica.
Nella parte superiore del generatore (mostrata in figura 4) i bracci previsti sono portanti, fanno parte integrante del rotore e hanno la funzione di sorreggere la parte strutturale, dove sono ancorati gli assi rotanti secondari in senso orizzontale, in cui sono collocati i pannelli, che girano in senso verticale. Ad ogni asse rotante sono collegati preferibilmente tre pannelli disposti reciprocamente con un angolo di 120 fra loro. Ogni pannello, presente nella struttura, non si estende per tutta la superficie, ma lascia per tutti i lati non comuni con l’asse, quando i pannelli sono in asse con la struttura, una fenditura, in modo che il vento possa passare e rendere in tal modo più veloce la corsa dei pannelli presenti e non creare danni di tenuta. L’esistenza di queste fenditure tra i vari profili alati di una stessa fila produce il vantaggioso effetto di consentire il passaggio del vento e di non creare eccessivi carichi, specialmente quando la potenza del vento è molto alta e nel contempo la deviazione del vento lungo i bordi dei pannelli esterni è più alta. In questa prospettiva si può comprendere che le varie file dei profili alati, montati sull’asse accennato, sono destinate al movimento dello stesso asse, che riesce a tramettere un’energia cinetica opportunamente captata e trasformata in energia elettrica.
Per i tre lati lungo la parte esterna di ogni struttura sono collocati altri pannelli fissi disposti lungo le pareti esterne di ognuna, che seguono il movimento del rotore lungo la direttrice del vento. I pannelli fissi, presenti sulla cornice, 110a e 110b hanno la funzione non solo di muovere il rotore secondo la direttrice del vento, ma anche di produrre energia elettrica da quella cinetica, dovuta allo stesso movimento del rotore. In tal modo si acquisisce la certezza che tutta la fascia posteriore dell’intelaiatura e dei pannelli fissi possa essere omogeneamente interessata dalla portanza del vento, con la conseguenza di essere pertanto sollecitata da un impulso di avanzamento uniforme e ben equilibrato.
I pannelli 110 mobili, presenti nella struttura, subiscono tre movimenti: il primo lungo l’asse dove sono collegati, il secondo lungo il proprio braccio ed il terzo rispetto al rotore e quindi producono tre fonti energetiche, mentre i pannelli fissi 110a e 110b, non avendo un proprio asse dove ruotare, due fonti energetiche.
L’energia continua accumulata nella batteria 113 per la parte di impiego viene inviata tramite cavo 118 al generatore elettrico 119 sincrono multipolare, posto nel cuscinetto dell’impianto magnetico principale. La restante quantità di energia continua superflua viene mediante cavi 118 trasportato all’inverter 112 per la trasformazione in alternata ed indi portata con cavi in parte alla batteria per energia alternata 113a ed in parte immessa nella rete pubblica o privata. Il generatore 119 movimenta l’asse 120 principale nonché il rotore 124 e le bobine mobili nella camera principale sotto vuoto (vedere figura 14). Tutte le camere sotto vuoto 121 sono ubicate sotto il piano di campagna. L’asse del cuscinetto a lievitazione magnetica è a magneti permanenti a flusso assiale, è azionato dall’energia elettrica prodotta dall’eolico e dal fotovoltaico presenti nella parte fuori terra dell’impianto ed immagazzinata l’energia continua prodotta nella stessa camera 121, a richiesta raggiunge l’inverter 112 a cuscinetto magnetico per essere trasformata in energia alternata. Questa raggiunge la batteria alternata 113a e la restante produzione viene messa in rete. L’asse 120 rotante in acciaio, messo in funzione dal motorino, non avendo molte perdite per la locomozione, perché collocato sotto vuoto, mette in movimento l’asse 120 in acciaio rotante. Il citato asse è collocato in una camera sotto vuoto spinto 121, e gira a velocità molto alta tanto da permettere la sua lievitazione magnetica. È adagiato in un cuscinetto a sfera particolare 122, che gli permette la lievitazione in determinati limiti onde evitare il giroscopio e sorregge un rotore 124 con otto bobine rotanti 126 aventi avvolgimento in rame, che girano ad alta velocità maggiore a quella dell’asse 120 oltre a quello del proprio asse 125 (ogni bobina ha perciò due movimenti: uno dal proprio asse e l’altro dal rotore).
Nel duplice movimento delle bobine 126 non vi è alcun attrito radente, perché girano nel vuoto e sono connessi al rotore solo tramite il proprio asse. La sincronia del movimento delle bobine intorno al proprio asse e col rotore, di cui fanno parte, costituisce fattore predominante di tutto l’impianto per l’altissima produzione e conservazione di energia dovuta ai diversi campi magnetici, senza alterare la temperatura interna. Nella estremità della stessa camera sotto vuoto sono ancorati otto assi 128, dove sono avvolti le relative bobine fisse in rame 129, che costituiscono lo statore dell’impianto. Vi sono inoltre nella camera sotto vuoto otto serbatoi contenenti azoto liquido 130 collegati fra loro mediante il condotto 154 e con l’esterno, in entrata, mediante il condotto 154a e in uscita sotto forma gassoso mediante il condotto 154b e con regolazione di azoto tramite una valvola 154c. La presenza dell’azoto liquido nella camera sotto vuoto è dovuta per abbassare la temperatura della stessa l’alta velocità delle bobine presenti sul rotore. La presenza nell’interno del rotore, oltre l’asse 120 rotante e portante, vi sono i supporti del rotore 124 con i rispettivi assi interni 123 a i doppi cuscinetti per la trasmissione della velocità in senso opposto al rotore 124 ed i cuscinetti interni ai supporti per mantenere asse rotante interno nelle condizioni ottimale di lavoro 123c e le fibre di polimeri 127 per ridimensionare il peso rotante e per ridurre eventuali deformazioni dei supporti. Un’intercapedine 133 fra la circonferenza formata da quella delle bobine rotanti su rotore e l’intercapedine 133a fra le varie bobine del rotore e degli statori fissi, non permette che vi sia strofinio e quindi logorio e forte produzione di calore a scapito della produzione di energia e nel contempo si possa crearsi quel flusso magnetico determinante i campi magnetici producente energia, che viene accumulata nella stessa camera e prelevata a richiesta raggiungendo l’inverter posto nel palo centrale, tramite cavi elettrici 118a. I sensori 131, presenti in ogni parte dell’impianto riescono a fornire tutti i dati ad una centralina 132 posta nel vano tecnico 149 controllabile dall’operatore.
L’opera della centralina 132 è il controllo dell’impianto e la regolamentazione delle varie valvole. Per permettere il controllo generale e una regolamentazione automatica di ogni singolo elemento vi è la citata centralina elettronica, che mediante un determinato programma è in grado di garantire la funzionalità dell’impianto. A questa sono collegati anche i motori elettrici necessari per regolamentare la velocità del rotore e dei pannelli (aumentarla fino a raggiungere quella di produzione richiesta e abbassarla in caso di velocità molto alte non consone per la produzione) ovvero i riduttori 116, 116a ed i vari sensori 131.
Per evitare disfunzioni dovute alla presenza di scariche elettriche o di fulmini trattandosi di presenza di energia magnetica, l’impianto è compreso di messa a terra con parafulmine 101 con corda in rame 152 e con le puntazze 153.
Vantaggiosamente, per evitare scuotimenti, vibrazione del terreno e per ridimensionare gli effetti negativi di un eventuale terremoto, tutte le camere sotto vuoto sono ricoperte di uno strato di antivibrante 134, che fa da cuscinetto fra il calcestruzzo delle fondazioni e l’esterno della camera sotto vuoto. Inoltre la fondazione di ogni palo è delimitato da un interspazio 147.
Vantaggiosamente secondo l’invenzione, si ha lo sfruttamento di un unico impianto per la produzione di energia elettrica da pannelli fotovoltaico e da turbine eoliche.
Vantaggiosamente secondo l’invenzione, l’utilizzo della plastica speciale per la realizzazione del pannello fotovoltaico, offre maggiore resa, minore peso, che favorisce un movimento dei vari elementi più celere, e minore decadimento negli anni.
Vantaggiosamente secondo l’invenzione, l’impianto 100 non occupa suolo agricolo per la collocazione dei pannelli fotovoltaici.
Vantaggiosamente secondo l’invenzione, l’impianto 100 ha maggiore produzione ricavabile dai pannelli fotovoltaici rispetto a quelli attualmente esistenti.
Vantaggiosamente secondo l’invenzione, l’impianto 100 grazie al movimento dei pannelli solari e della presenza della ventilazione non subisce un riscaldamento eccessivo e quindi una riduzione di prestazioni.
Vantaggiosamente secondo l’invenzione, l’impianto 100 ha quantità di energia eolica differenziata secondo i vari approvvigionamenti.
Vantaggiosamente secondo l’invenzione, l’impianto 100 garantisce una forte quantità di energia ricavabile dal fotovoltaico e dall’eolico costante in tutto l’arco del giorno da poter essere messa in rete in parte quindi la rete potrebbe essere quasi sempre al massimo della sua portata.
Vantaggiosamente secondo l’invenzione, nell’impianto 100 non si ha inoperosità dell’impianto per la velocità del vento inesistente o insufficiente.
Vantaggiosamente secondo l’invenzione, nell’impianto 100 non si hanno costi rilevanti per riavviare l’impianto dopo una fermata, perché il motorino di avviamento incomincia a funzionare quando la parte rotante è in movimento e la forza necessaria è relativa per il ridimensionato momento di lavoro.
Vantaggiosamente secondo l’invenzione, l’impianto 100 ha un’ingente quantità di energia prodotta dal cuscinetto magnetico per la doppia rotazione inversa delle bobine presenti sul rotore, inoltre si instaurano in ogni camera sotto vuoto i seguenti campi magnetici fra:
a) il rotore (detto anche statore mobile) 124 e le bobine 129 degli statori fissi;
b) il rotore 124 e le soprastanti bobine rotanti 126 in senso inverso a quello del rotore;
c) le bobine rotanti 126 del rotore avendo una differenza massa e velocità fra di loro (il campo magnetico è dovuto alla maggiore velocità e la minore massa delle bobine vicine anche se il movimento di tutte le bobine ha lo stesso senso di marcia);
d) le bobine rotanti 126 mobili sul rotore e quelle fisse 129 sugli statori.
La sommatoria dei derivati dai due campi magnetici è di gran lunga maggiore di quello di un solo campo anche se è inferiore alla sommatoria dei singoli campi.
Tutti gli impianti azionati con il cuscinetto a lievitazione magnetica vengono alimentati dall’energia fotovoltaica ed eolica prodotta, che a sua volta viene riprodotta più volte a seguito che la produzione di energia di ogni campo magnetico dipende dalla massa (il cui peso è ridimensionato per il suo ridotto peso specifici trovandosi l’impianto in camere a vuoto spinto e dal quadrato della velocità dei vari elementi che è altissima ( la velocità del rotore si attesta sui 4000 giri/min, mentre quelle delle bobine raggiunge anche i 5000 giri/min) e dai coefficienti di dispersioni molto ridotti non esistendo alcun attrito radente Con questo movimento vertiginoso dei vari elementi non viene aumentata sensibile la temperatura interna , perché gli impianti magnetici sono ubicati sotto il piano di campagna e non ricevono l’influenza climatica esterna ed anche dovuta ad una perfetta sincronizzazione dei movimenti, ed alla presenza nell’interno della camera sotto vuoto 121 e dei serbatoi di azoto liquido 130 per il raffreddamento dell’ambiente.
Inoltre il flusso dell’induzione elettromagnetica aumenta sensibilmente per la legge di Faraday-Neumann per la presenza nei circuiti delle bobine del rotore e dello statore dal numero delle rispettive spirali, dal loro raggio e dallo spessore del materiale avvolto.
Vantaggiosamente secondo l’invenzione, nell’impianto 100 si ha forte riduzione degli attriti, perché non vi è strofinio e logoramento delle parti soggetti ad usura, perché il movimento delle bobine avviene nella camera sotto vuoto spinto.
Vantaggiosamente secondo l’invenzione, l’impianto 100 consente di ridurre notevolmente la quantità di anidride carbonica emessa per la produzione di energia dalle centrali, poiché l’impianto 100 produce energia pulita e costante.
Vantaggiosamente secondo l’invenzione, l’impianto 100 presenta facilità di montaggio e smontaggio degli impianti, impiegando normali gru sia per l’altezza che per il carico e avendo quindi minore rischio nell’esecuzione dei lavori.
Vantaggiosamente secondo l’invenzione, l’impianto 100 presenta difficoltà molto contenute per il trasporto in loco utilizzando mezzi normali, vie di accesso consone alla normale transitabilità.
Vantaggiosamente secondo l’invenzione, l’impianto 100 presenta tempi e costi d’istallazione molto contenuti rispetto alla produzione e quindi il business plan è molto valido ed accettabile dall’imprenditoria.
Vantaggiosamente secondo l’invenzione, l’impianto 100 contenente maggiore possibilità di espandere la loro collocazione sul territorio per i minori vincoli da osservare.
Vantaggiosamente secondo l’invenzione, l’impianto 100 ha un ridotto impatto visivo e ambientale.
Vantaggiosamente secondo l’invenzione, la manutenzione sia ordinaria che straordinaria dell’impianto 100 risulta molto ridotta in special modo nella parte magnetica, dove non occorre lubrificazioni e cambiamenti di olio.
Vantaggiosamente secondo l’invenzione, gli utili di gestione sono soddisfacenti senza tener conto dei possibili premi di produzione versati dallo Stato o dalla Comunità per la produzione di energia pulita.
Vantaggiosamente secondo l’invenzione, l’impianto 100 garantisce un minore tempo di ammortamento dell’impianto.
Risulta infine chiaro che all’impianto fotovoltaicoeolico a profilo modulare variabile mediante cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia per la produzione di energia elettrica qui descritto ed illustrato possono essere apportate modifiche e varianti senza per questo uscire dall’ambito protettivo della presente invenzione, come definito nelle rivendicazioni allegate.

Claims (11)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Impianto (100) fotovoltaico-eolico a profilo modulare variabile mediante cuscinetto a levitazione magnetica ad inversione di marcia per la produzione di energia elettrica comprendente un generatore fotovoltaico eolico (100a), un generatore eolico (100b) ed un impianto a cuscinetti a levitazione magnetica ad inversione di marcia (100c).
  2. 2. Impianto (100) secondo la rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto che il generatore fotovoltaico (100a) ed il generatore eolico sono strutturalmente integrati in un generatore fotovoltaico eolico (100ab).
  3. 3. Impianto (100) secondo la rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto il generatore fotovoltaico eolico (100ab) comprende: - un parafulmine (101); - un anemometro (102); - un palo principale fisso (106) e un palo mobile (106a) interno al palo principale fisso (106); - una pluralità di cuscinetti a sfera a sostegno del palo mobile interno (106a); - una corona rotante (104) di un asse principale agganciata al palo mobile (106a); - un mozzo rotore (105) inserito nel palo mobile (106a) a mezzo della corona rotante (104); - una centralina (103) per il movimento del rotore (105) secondo la spinta del vento; - quattro semiassi rotanti (107) collegati al mozzo rotore (105) mediante cuscinetti a sfera (107a) per permettere agli stessi un movimento rotatorio; - semiassi secondari fissi (108) connessi a ciascun semiasse rotante (107) e ad essi perpendicolari; - ulteriori semiassi mobili (109) connessi perpendicolarmente ai semiassi secondari fissi (108) con cuscinetti a sfera (109a) posizionati tra i semiassi fissi (108) e i semiassi mobili (109) per permetterne la rotazione; - una pluralità di pannelli rotanti (110) interconnessi tra ciascun semiasse secondario (108) e ciascun semiasse mobile (109); - almeno un pannello fisso superiore (110a) posizionato nella parte superiore di ogni semiasse rotante (107) e pannelli laterali (110b) rispetto ai lati di ogni semiasse rotante (107) e connessi al pannello superiore (110b); - almeno un motorino di spinta (114) posto sul mozzo (105); - un riduttore di velocità e produzione di energia (116).
  4. 4. Impianto (100) secondo la rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che il palo principale fisso (106) presenta in una sua parte inferiore: una prima corona dentata (139) e una seconda corona dentata (139a), posta superiormente rispetto alla prima corona dentata (139), la prima e la seconda corona dentata (139, 139a) essendo disposte orizzontalmente, in maniera che le loro superfici siano parallele fra loro e perpendicolari al palo principale (106); una pluralità di griglie rotanti (137), di attacco delle corone dentate (139, 139a) al palo principale (106); supporti a sostegno delle corone dentate (139, 139a).
  5. 5. Impianto (100) secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto di comprendere supporti (137a) connessi a raggiera alla corona dentata (139, 139a) e secondi supporti (137b) connessi a raggiera a pannelli fotovoltaici (110c).
  6. 6. Impianto (100) secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detto impianto a cuscinetti a levitazione magnetica ad inversione di marcia comprende: un’asse (120) di acciaio rotante centrale, otto supporti di un rotore in acciaio (123), fissati all’asse (120) e ruotanti con esso, ciascun supporto comprendendo internamente un asse (123a), movimentabile, mediante doppio cuscinetto a sfera, ad una velocità maggiore di quella dell’asse principale (120) e in senso opposto.
  7. 7. Impianto (100) secondo la rivendicazione 6 caratterizzato dal fatto che detto rotore (124) è costituito da una pluralità di dischi elettromagnetici tra i quali è interposto uno strato isolante, per evitare innalzamento della temperatura.
  8. 8. Impianto (100) secondo la rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto di comprendere: uno statore, otto assi dello statore (128), otto bobine fisse avvolte sull’asse dello statore (129), una camera sotto vuoto (131), una pluralità di sensori per la misurazione della velocità del rotore, di ogni bobina, sensori per la misurazione della temperatura interna e della quantità di energia presente nella camera sotto vuoto (131), dei serbatoi secondari di azoto liquido (130), collegati tra loro mediante condotti (154) provenienti da un serbatoio ubicato in un palo principale mediante un condotto (154a) in entrata allo stato liquido e mediante un condotto (154b) in uscita allo stato gassoso, una camera sotto vuoto spinto (121) in acciaio, che avvolge l’impianto magnetico.
  9. 9. Impianto (100) secondo la rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che detta camera sotto vuoto spinto è composta da due corpi, una base, delle pareti connesse con l’esterno mediante fori per il passaggio di tubature, ed un coperchio a tenuta stagna per evitare passaggio di aria; un condotto aspiratore per ogni camera (142a) proveniente dal motorino aspiratore (142) per mantenere nella camera il vuoto spinto, un rivestimento (134) in materiale, isolante, impermeabile ed antivibrante, che avvolge la camera sotto vuoto per ridurre o attenuare le vibrazioni esterne e per evitare perdite energetiche; una fondazione (135) in calcestruzzo armato del palo e dell’ impianto magnetico.
  10. 10. Impianto (100) secondo la rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che detta camera sotto vuoto (121) comprende un motorino elettrico (119) per mettere in moto l’asse rotante ad una velocità tale da fare lievitare l’asse rotante (120), che gira in condizioni di vuoto, un cuscinetto (112) tale da far movimentare l’asse rotante lievitato, un’asse (128) dello statore, una bobina per lo statore (129), una pluralità di bobine rotanti (126).
  11. 11. Impianto secondo la rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto di comprendere una pluralità di impianti magnetici secondari aventi asse rotante azionato direttamente dall’asse rotante esistente nei pali fissi secondari (138a).
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