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IT201800009635A1 - Veicolo radiocomandato polivalente - Google Patents

Veicolo radiocomandato polivalente Download PDF

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IT201800009635A1
IT201800009635A1 IT102018000009635A IT201800009635A IT201800009635A1 IT 201800009635 A1 IT201800009635 A1 IT 201800009635A1 IT 102018000009635 A IT102018000009635 A IT 102018000009635A IT 201800009635 A IT201800009635 A IT 201800009635A IT 201800009635 A1 IT201800009635 A1 IT 201800009635A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
radio
controlled vehicle
vehicle according
supporting structure
vehicle
Prior art date
Application number
IT102018000009635A
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English (en)
Inventor
Biase Mario Di
Original Assignee
Mdb Srl Con Socio Unico
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Mdb Srl Con Socio Unico filed Critical Mdb Srl Con Socio Unico
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Priority to US16/656,860 priority patent/US11582913B2/en
Priority to EP19204171.3A priority patent/EP3640126B1/en
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Description

del brevetto per invenzione industriale dal titolo:
“VEICOLO RADIOCOMANDATO POLIVALENTE”
La presente domanda di brevetto è relativa ad un veicolo radiocomandato polivalente, in particolare idoneo per la realizzazione di lavori di manutenzione stradale, del verde o di bonifica.
È noto di realizzare lavori di per l'agricoltura e la manutenzione stradale, ad esempio lo sfalcio di erba, arbusti e cespugli, mediante un veicolo, ad esempio un trattore od un autocarro, che aziona un decespugliatore.
In genere, il decespugliatore è fissato direttamente al veicolo, oppure è collegato mediante un braccio meccanico, l’intero insieme dei due componenti è generalmente noto come braccio decespugliatore.
In genere, il decespugliatore da solo è portato anteriormente al veicolo, mentre il braccio decespugliatore è portato posteriormente al sedile dell’operatore, rispetto alla direzione di marcia. In alcuni casi, il braccio decespugliatore è installato anteriormente rispetto alla posizione dell’operatore.
In particolare, nell’uso del braccio decespugliatore, un braccio meccanico sorregge verticalmente dall’alto un decespugliatore che sporge lateralmente dal veicolo e viene fatto scorrere sul terreno (bordi stradali, fossati, prati o simili).
I veicoli di tipo noto con braccio decespugliatore posteriore all’operatore presentano lo svantaggio che l’operatore si deve costantemente girare all’indietro, per verificare che le operazioni avvengano correttamente. Ciò è ovviamente causa in primo luogo di dolori fisici per l’operatore stesso, che per ore/giorni deve lavorare acquisendo costantemente posture innaturali. Inoltre, la visuale dell’operatore è estremamente limitata, dato che guardando all’indietro da sopra la spalla (o mediante specchietti retrovisori) non riesce ad avere una piena visuale dell’area che viene trattata.
I veicoli di tipo noto con braccio decespugliatore anteriormente all’operatore non permettono una visuale completa per l’operatore, in quanto l’ingombro stesso del braccio di sostegno del decespugliatore oscura gran parte della visuale.
I veicoli di tipo noto presentano, inoltre, l’ulteriore svantaggio di rendere necessario l’avanzamento del veicolo stesso su strada e comportare, pertanto, l’interruzione della viabilità sulla corsia in cui si trova ad avanzare.
Inoltre, i veicoli di tipo noto richiedono che l’operatore rimanga a bordo del veicolo, ciò è un limite dato che il veicolo non può essere fatto avanzare fuoristrada o su pendenze elevate, dati evidenti pericoli per l’operatore. Inoltre, i veicoli di tipo noto non permettono all’operatore di allontanarsi dal veicolo stesso durante il funzionamento.
Scopo della presente invenzione è quello di fornire un veicolo che permetta la piena visibilità dell’area da trattare da parte dell’operatore durante l’uso. Scopo della presente invenzione è quello di fornire un veicolo che permetta di lavorare terreni anche con elevate pendenze in totale sicurezza. Scopo della presente invenzione è quello di fornire un veicolo polifunzionale.
Scopo della presente invenzione è quello di fornire un veicolo che permetta di superare gli inconvenienti sopra descritti.
Secondo la presente invenzione viene fornito un veicolo secondo quanto citato nelle rivendicazioni allegate.
L’invenzione verrà ora descritta con riferimento ai disegni annessi, che ne illustrano un esempio di attuazione non limitativo, in cui:
- le figure da 1 a 3 sono viste laterali di un veicolo secondo la presente invenzione in rispettive differenti configurazioni operative;
- la figura 4 è una vista prospettica, con alcuni parti asportate per chiarezza di un veicolo secondo la presente invenzione;
- le figure 5 e 6 sono viste laterali del veicolo della figura 1 in rispettive differenti configurazioni operative;
- la figura 7 è una vista prospettica di un veicolo secondo la presente invenzione in una ulteriore configurazione operativa; e
- le figure 8 e 9 sono viste prospettiche di rispettive ulteriori forme di attuazione del veicolo della figura 1.
Nella figura 1 con 1 è indicato nel complesso un veicolo radiocomandato secondo la presente invenzione.
Vantaggiosamente, il veicolo 1 radiocomandato è configurato, come verrà illustrato meglio in seguito, in modo da garantire il corretto funzionamento anche su pendenze estreme, ovvero su pendenza fino circa 60°. In particolare, il veicolo 1 presenta un baricentro molto basso, ciò permette di garantire la massima stabilità.
Si osserva che qui di seguito i termini anteriore, posteriore, destro e sinistro verranno utilizzati con riferimento alla direzione di avanzamento v del veicolo 1 radiocomandato durante la marcia avanti. Per distinguere tra due componenti sostanzialmente uguali, qui di seguito i numeri di riferimento dei componenti a sinistra del piano di simmetria del veicolo 1 radiocomandato sono contraddistinti dal suffisso A; mentre i numeri di riferimento dei componenti a destra sono contraddistinti dal suffisso B. In modo analogo, i numeri di riferimento dei componenti anteriori sono contraddistinti dal suffisso I ed i numeri di riferimento dei componenti posteriori sono contraddistinti dal suffisso II. Il veicolo 1 comprende una struttura portante S, un gruppo motore M ed una unità cinetica C (illustrati schematicamente nella figura 4).
Secondo l’esempio illustrato nella figura 4, il veicolo 1 comprende un sottocarro 2 cingolato e motorizzato che incorpora in sé sia la struttura portante S, il gruppo motore M e l’unità cinetica C.
Il sottocarro 2 può comprendere cingoli 3A, 3B in gomma o in acciaio oppure può permettere la sostituzione dei cingoli 3A, 3B per poterne variare la tipologia a seconda delle esigenze.
Secondo le varianti illustrate nelle figure 8 e 9, in alternativa, un veicolo 101 e 201 può comprendere delle ruote 103 o 203 al posto dei cingoli 3A, 3B. Il veicolo 101 illustrato nella figura 8 presenta una unità cinetica con ruote 103 sterzanti. Mentre, il veicolo 201 illustrato nella figura 9 mostra una unità cinetica con sterzata tipo cingolo, ovvero bloccando il gruppo di ruote 203 di ciascun lato a seconda delle necessità di sterzata. Il numero di ruote 103 o 203 per lato illustrato nelle figure 8 e 9 è solamente a titolo illustrativo e non limitativo. Secondo delle varianti non illustrate, il veicolo può presentare un numero differente di ruote. Quando il numero di ruote è uguale o superiore a tre è preferibile un sistema di sterzata di tipo a cingolo.
Per semplicità di trattazione, nel caso di applicazione con ruote, si intende con il termine “carro” il sistema di collegamento laterale delle ruote al telaio, ad esempio dei longheroni. Pertanto, nella presente trattazione quando si fa riferimento ad un carro, si intende anche il sistema di collegamento di eventuali ruote al telaio. Nella figura 8, il veicolo 101 comprende un carro 105 per ciascun lato che collega le rispettive ruote 103 al telaio 4. Analogamente, nella figura 9, il veicolo 201 comprende un carro 205 per ciascun lato che collega le rispettive ruote 203 al telaio 4.
Secondo quanto illustrato nelle figure, il sottocarro 2 comprende: un telaio 4 (struttura portante S del veicolo 1); un carro 5A sinistro, un carro 5B destro (unità cinetica C); un motore 7 (schematizzato), un gruppo idraulico 6, un radiatore 8 (gruppo motore M).
Preferibilmente, il radiatore 8 comprende, a sua volta, una ventola 9 reversibile. Vantaggiosamente, il veicolo 1 radiocomandato comprende un rollbar 10 configurato per proteggere il radiatore 8 e la ventola 9 reversibile da colpi esterni.
Vantaggiosamente, il motore 7 è un common rail turbo intercooler. Il motore 7 è posto anteriormente rispetto al radiatore 8.
Il veicolo 1 radiocomandato comprende, inoltre, un sistema di controllo (di tipo noto e non illustrato) ed un comando 11 da remoto, di tipo noto ed illustrato schematicamente, configurato per permettere di azionare da remoto tutti gli azionamenti del veicolo 1 radiocomandato.
Vantaggiosamente, il veicolo 1 radiocomandato comprende una cabina 12 che può contenere una persona (la cabina è visibile in tutte le figure, a parte la figura 4 in cui è assente per chiarezza). La cabina 12 e la struttura portante S sono reciprocamente mobili.
Vantaggiosamente, il veicolo 1 radiocomandato comprende una unità di azionamento 13 che è interposta tra la struttura portante S, ovvero il telaio 4, e la cabina 12. L’unità di azionamento è configurata per variare, selettivamente, e secondo le necessità, la posizione della cabina 12 rispetto alla struttura portante S (ovvero il telaio 4). L’unità di azionamento 13 è azionabile idraulicamente. Il funzionamento dell’unità di azionamento 13 è regolabile mediante il comando 11 da remoto.
Secondo l’esempio illustrato nelle figure, l’unità di azionamento 13 comprende un meccanismo noto come quadrilatero articolato. In particolare, l’unità di azionamento 13 comprende sostanzialmente una base 14 e due meccanismi 15A, 15B, qui di seguito identificati come meccanismo 15A destro e meccanismo 15B sinistro. I meccanismi 15A, 15B formano insieme al telaio 4 due quadrilateri articolati paralleli tra loro e che sorreggono la cabina 12, come verrà illustrato meglio in seguito. Il telaio 4 è il membro fisso dei quadrilateri articolati. La base 14 è fissata mediante i meccanismi 15A, 15B al telaio 4 in modo da rimanere sempre parallela al telaio 4 stesso, ovvero parallela ad un piano di appoggio π. Secondo una variante non illustrata, l’unità di azionamento 13 può comprende un solo meccanismo oppure più di due meccanismi del tipo quadrilatero articolato. La scelta dei due meccanismi 15A, 15B permette di garantire stabilità alla cabina 12, ripartire meglio i carichi sul sottocarro 2 e contenere il peso complessivo del veicolo 1.
La cabina 12 è fissata sulla base 14 ed è mobile con essa da una posizione inferiore P1 (illustrata nella figura 1) ad una posizione superiore P2 (illustrata nella figura 3), e viceversa. Nella figura 2 è illustrata una posizione intermedia P3 della cabina 12, durante il passaggio dalla posizione inferiore P1 alla posizione superiore P2. Secondo quanto illustrato nella figura 1, la cabina 12 è sostanzialmente appoggiata sul telaio 4 quando è nella posizione inferiore P1. La cabina 12 è sollevata al di sopra del motore 7 quando è nella posizione superiore P2.
Secondo una variante non illustrata, la cabina 12 può essere disposta in una pluralità di posizioni differenti rispetto alla base 14, ad esempio due o più posizioni alternative. Secondo una variante non illustrata, l’unità di azionamento 13 può comprendere dei fermi, azionabili automaticamente o manualmente, per fissare in sicurezza la cabina in una determinata posizione.
Entrando maggiormente nel dettaglio, la base 14 presenta un lato 16A sinistro ed un lato 16B destro. Il meccanismo 15A sinistro collega il lato 16A sinistro della base 14 al telaio 4, mentre il meccanismo 15B destro collega il lato 16B destro della base 14 al telaio 4.
Il meccanismo 15A sinistro ed il meccanismo 15B destro sono uguali e speculari tra loro. Ciascun meccanismo 15A, 15B comprende una barra 18I anteriore ed una barra 18II posteriore. La barra 18I anteriore è incernierata sia alla base 14, in particolare al rispettivo lato 16 della base 14, sia al telaio 4.
Analogamente, la barra 18II posteriore è incernierata sia alla base 14, in particolare al rispettivo lato 16 della base 14, sia al telaio 4.
In questo modo si ottiene la traslazione della base 14 parallelamente al piano di appoggio π.
L’unità di azionamento 13 comprende, inoltre, un attuatore 19 per ciascun meccanismo 15. Ciascun attuatore 19 provoca la rotazione delle rispettive barra anteriore 18I e barra posteriore 18II, in modo da ottenere lo spostamento della base 14 e, conseguentemente, della cabina 12. Secondo l’esempio illustrato nelle figure da 1 a 3, l’attuatore 19 è un cilindro idraulico che è fissato ad una estremità alla base 14 e ad un’altra estremità alla barra 18I anteriore. Ciascun cilindro idraulico 19 è collegato al gruppo idraulico 6. L’azionamento di ciascun cilindro idraulico 19 si effettua da remoto mediante il comando 11.
In questo modo, lo spostamento dello stelo di un cilindro idraulico 19 provoca la rotazione dei bracci 18 del rispettivo meccanismo 15 (ovvero quadrilatero articolate) e, conseguentemente, lo spostamento della base 14. L’attuatore 19 può essere realizzato secondo modalità differenti, purché generi la rotazione delle barre 18 attorno alle rispettive cerniere 20. Pertanto, il veicolo 1 può essere utilizzato per attività differenti, ovvero è polifunzionale, sulla base 14 del tipo di apparecchiatura agganciata al telaio 4.
Vantaggiosamente, il veicolo 1 comprende un sistema di aggancio 21 frontale, che permette il fissaggio di una apparecchiatura T1, ad esempio un decespugliatore come illustrato nelle figure 5 e 6.
Vantaggiosamente, il telaio 4 presenta un alloggiamento 22 in una zona sostanzialmente centrale, ovvero al di sotto della posizione della cabina 12 quando essa è nella posizione inferiore P1.
Vantaggiosamente, il telaio 4 presenta un sistema di aggancio 23 centrale (illustrato schematicamente nella figura 7) disposto in corrispondenza dell’alloggiamento 22.
In questo modo è possibile agganciare una attrezzatura T2 nell’alloggiamento 22 del telaio 4, mentre la cabina 12 è nella posizione superiore P2.
Secondo l’esempio illustrato nella figura 7, un braccio decespugliatore T2 è fissato al telaio 4 in corrispondenza del sistema di aggancio 23 centrale.
Pertanto, il veicolo 1 può essere utilizzato per attività differenti, ovvero è polifunzionale, a seconda del tipo di apparecchiatura T1, T2 agganciata al telaio 4.
Secondo delle varianti non illustrate al posto dei decespugliatori T1 possono essere applicati attrezzi di tipo differente.
Vantaggiosamente, il sottocarro 2 è a carreggiata R variabile. Si intende con carreggiata la distanza che intercorre tra il centro del battistrada di un cingolo od uno pneumatico (nel caso di ruote dello stesso asse) 5al centro del battistrada di un cingolo od uno pneumatico parallelo. Vantaggiosamente, il sottocarro 2 è configurato per poter allargare o restringere i carri 5A, 5B a seconda del tipo di utilizzo del veicolo 1. In alternativa, si può verificare lo spostamento anche di un solo carro 5A, 5B, lasciando l’altro carro 5B, 5A fisso, ovvero si può avere l’allargamento indipendente dei due carri 5A, 5B.
L’allargamento dei carri 5A, 5B può avvenire in modo automatico con azionamento mediante radio-comando oppure manualmente.
Secondo le varianti illustrate nelle figure 8 e 9, l’unità cinetica comprende un sistema con delle ruote 103, 2013 al posto dei cingolati. Anche in questo caso la carreggiata può essere variabile, ovvero la distanza tra le ruote 103, 203 può essere aumentata o diminuita selettivamente, a seconda delle modalità di impiego. La distanza tra le ruote può avvenire mediante lo spostamento reciproco di ciascun carro 105, 205 rispetto al telaio. I carri 105 e 205 di un veicolo 101 o 201 possono essere azionati in modo indipendente uno dall’altro.
Nella figura 4 è illustrato, in linea continua, il sottocarro 2 in una prima configurazione operativa, in cui i carri 5A e 5B formano una carreggiata R1. Sempre nella figura 4, con linea tratteggiata è illustrata inoltre una ulteriore configurazione operativa del sottocarro 2, in cui i carri 5A e 5B formano una carreggiata R2 allargata. I carri 5A e 5B possono essere disposti secondo una pluralità di posizioni relative differenti (non illustrate) per ottenere rispettive diverse carreggiate R di larghezza differente.
Vantaggiosamente una carreggiata R allargata, come quella illustrata in tratteggio nella figura 4, permette una maggiore stabilità su pendii molto scoscesi (anche fino circa 60°). Vantaggiosamente, il sottocarro 2 comprende un sistema con una pluralità di cilindri idraulici 24 (illustrati nella figura 4) a doppio effetto che collegano tra loro il carro 5A destro ed il carro 5B sinistro. In questo modo, i cilindri idraulici 24 per l’azionamento di entrambi i carri 5A e 5B del sottocarro 2. Ciascun cilindro idraulico 24 è contenuto all’interno di una rispettiva guida 25. Ciò permette una riduzione degli ingombri del sottocarro 2 e permette di realizzare un alloggiamento 22 centrale. L’alloggiamento centrale 22 è realizzato nello spazio tra le guide 25, in questo modo si permette di abbassare il baricentro del veicolo 1 ed aumentare la stabilità del veicolo 1 stesso.
Vantaggiosamente, il veicolo 1 comprende una protezione laterale 26A sinistra ed una protezione laterale 26B destra che sporgono dal telaio 4 e sono sostanzialmente parallele ai meccanismi 15A sinistro e, rispettivamente, 15B destro. Le protezioni laterali 26A, 26B impediscono che un operatore abbia libero accesso ai meccanismi 15A sinistro e 15B destro durante l’uso.
La cabina 12 comprende al proprio interno un sedile 28 per l’operatore ed una plancia 29 per il supporto del comando 11 da remoto. In uso, l’operatore all’interno della cabina 12 continua ad azionare il veicolo 1 attraverso il comando 11 da remoto.
Da quanto sopra descritto, il veicolo 1, 101, 201 radiocomandato presenta il vantaggio di poter spostare la cabina 12 dalla posizione inferiore P1 alla posizione superiore P2, a seconda del tipo di utilizzo. Nelle figure 5 e 6 è illustrato il veicolo 1 radiocomandato con un decespugliatore T1 agganciato al sistema di aggancio 21 frontale. La cabina 12 in questo caso può essere lasciata nella posizione inferiore P1, come illustrato nella figura 5, oppure può essere portata nella posizione superiore P2, come illustrato nella figura 6, dalla quale l’operatore seduto all’interno della cabina 12 può avere una visuale migliore della zona trattata con il decespugliatore T1. In entrambe le configurazioni operative, il veicolo 1 può essere azionato anche a distanza mediante il comando 11 da remoto.
Come indicato in precedenza, quando la cabina 12 è nella posizione superiore P2 è possibile agganciare al telaio 4 in corrispondenza dell’alloggiamento 22 centrale una ulteriore apparecchiatura T2, in particolare un braccio decespugliatore. Secondo l’esempio illustrato nella figura 7, un braccio decespugliatore T2 è agganciato al veicolo 1 radiocomandato in corrispondenza dell’alloggiamento 22 centrale. Sempre nella figura 7 è illustrato anche un decespugliatore T1 agganciato al sistema di aggancio frontale 21. Pertanto, il veicolo 1 radiocomandato può essere usato per azionare contemporaneamente una pluralità di attrezzature T1, T2. In particolare il veicolo 1 radiocomandato illustrato nella figura 7 permette lo sfalcio sia del terreno su cui passa il veicolo 1 radiocomandato sia di una porzione di terreno posta al lato del veicolo 1 radiocomandato.
Secondo quanto illustrato nelle figure, vantaggiosamente, le apparecchiature T1, T2 vengono agganciate davanti alla cabina 12, in questo modo un operatore quando è seduto all’interno della cabina 12 può avere una piena visuale della zona che viene trattata con il decespugliatore T1 frontale.
Inoltre, grazie alla cabina 12 mobile, un operatore durante l’uso può decidere di cambiare la propria posizione, ad esempio dalla posizione inferiore P1 alla posizione superiore P2, in modo da aumentare la propria visibilità.
Vantaggiosamente, il fatto che il telaio 4 presenti un alloggiamento 22 centrale permette di agganciare eventuali apparecchiature T2 aggiuntive in una zona centrale del veicolo 1 radiocomandato contribuendo all’aumento di stabilità del veicolo 1 radiocomandato stesso durante l’uso.
Vantaggiosamente, il fatto che il veicolo 1 radiocomandato comprenda dei carri 5A, 5B cingolati permette l’utilizzo del veicolo 1 radiocomandato stesso su qualsiasi tipo di terreno. In altre parole, il veicolo 1 radiocomandato non è vincolato ad essere utilizzato solo su strada, cosa invece necessaria per altri tipi di veicoli.
Vantaggiosamente, il fatto che il veicolo 1 radiocomandato presenti un sottocarro 2 allargabile permette di aumentare la stabilità del veicolo 1 radiocomandato stesso anche quando percorre pendenze molto ripide.
Vantaggiosamente, il fatto che il veicolo 1 sia radiocomandato permette ad un operatore di operare il veicolo 1 stesso da remoto. A questo proposito nelle figure si è illustrato anche un operatore al di fuori dal veicolo 1 per mostrare che il veicolo può essere azionato anche se l’operatore non è a bordo del veicolo 1 stesso. In questo modo, un operatore può allontanarsi dal veicolo 1 durante la lavorazione di terreni particolarmente impervi, ad esempio con pendenze elevate, potendo lavorare in sicurezza.
Vantaggiosamente, il fatto che l cabina 12 possa essere disposta nella posizione inferiore, ovvero una posizione ribassata, permette di far avanzare il veicolo 1 a velocità superiori rispetto alle velocità di lavoro, durante i trasferimenti del veicolo 1 stesso da una posizione all’altra. Vantaggiosamente, quando la cabina 12 è nella posizione inferiore e le attrezzature T1 non stanno operando e sono sollevate da terra, il veicolo 1 può procedere ad una velocità anche di circa 30 km/h.
Vantaggiosamente, quando la cabina 12 è disposta nella posizione superiore, ovvero la posizione rialzata, il veicolo 1 avanza ad una velocità inferiore, ma l’operatore è tenuto a distanza di sicurezza dalla attrezzatura T1 ed ha una posizione che gli permette una migliore visuale dall’alto.

Claims (13)

1. Veicolo radiocomandato comprendente una struttura portante (S), un gruppo motore (M), una unità cinetica (C) ed un comando (11) da remoto per azionare il veicolo (1) a distanza; il veicolo (1) radiocomandato essendo caratterizzato dal fatto di comprendere una cabina (12), che è configurata per poter alloggiare, in uso, una persona; in cui la cabina (12) e la struttura portante (S) sono reciprocamente mobili, in modo da poter disporre selettivamente la cabina (12) in una posizione desiderata rispetto alla struttura portante (S).
2. Veicolo radiocomandato secondo la rivendicazione 1, e comprendente una unità di azionamento (13) interposta tra la cabina (12) e la struttura portante (S); l’unità di azionamento (13) è configurata per spostare la cabina (12) da una prima posizione (P1) ad una o più posizioni alternative (P2, P3); in cui detta unità di azionamento (13) è azionabile mediante detto comando (11) da remoto.
3. Veicolo radiocomandato secondo la rivendicazione 2 in cui l’unità di azionamento (13) comprende uno o più meccanismi (15A, 15B), in particolare ciascun meccanismo (15A; 15B) forma un quadrilatero articolato; ciascun meccanismo (15A; 15B) è interposto tra la struttura portante (S) ed una base (14), in modo da spostare detta base (14) sempre parallelamente ad un piano di appoggio (π); in cui detta cabina (12) è fissata su detta base (14); in cui l’unità di azionamento (13) comprende un attuatore (19; 19A, 19B) per ciascun meccanismo (15A; 15B); in cui ciascun attuatore (19; 19A, 19B) è azionabile mediante detto comando (11) da remoto.
4. Veicolo radiocomandato secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui ciascun meccanismo (15A; 15B) comprende un braccio anteriore (18I; 18IA, 18IB) ed un braccio posteriore (18II; 18IIA, 18IIB), in cui ciascun braccio (18I, 18II) è incernierato ad una propria prima estremità a detta base (14) e ad una propria seconda estremità a detta struttura portante (S); in cui ciascun meccanismo (15A; 15B) comprende un attuatore (19; 19A, 19B) per ruotare detti bracci (18I, 18II).
5. Veicolo radiocomandato secondo la rivendicazione 4, in cui l’attuatore (19; 19A, 19B) è un cilindro idraulico che è fissato ad una estremità ad un braccio (18I; 18II) e all’altra estremità alla base (14).
6. Veicolo radiocomandato secondo una delle rivendicazioni precedenti e comprendente un sistema di aggancio frontale (21) che è disposto anteriormente alla cabina (12), in particolare sporge anteriormente alla struttura portante (S), rispetto alla direzione di marcia (v) del veicolo (1) radiocomandato; in cui il sistema di aggancio frontale (21) è configurato per fissare, in uso, una attrezzatura (T1) frontale al veicolo (1) radiocomandato stesso.
7. Veicolo radiocomandato secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui la struttura portante (S) presenta un alloggiamento (22) centrale; in cui il veicolo (1) comprende un sistema di aggancio (23) centrale in corrispondenza di detto alloggiamento (22) centrale per il fissaggio, in uso, di una seconda attrezzatura (T2) centrale.
8. Veicolo radiocomandato secondo la rivendicazione 6 o 7 e comprendente: un decespugliatore (T1) frontale agganciato al sistema di aggancio frontale (21) e/o un braccio decespugliatore (T2) fissato al sistema di aggancio (23) dell’alloggiamento (22) centrale.
9. Veicolo radiocomandato secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui la struttura portante (S), il gruppo motore (M) e l’unità cinetica (C) sono parte di un sottocarro (2) cingolato.
10. Veicolo radiocomandato secondo una delle rivendicazioni da 1 a 8, in cui la struttura portante (S) comprende un telaio (4), longheroni laterali (105A, 105B; 205A, 205B), e delle ruote (103; 203).
11. Veicolo radiocomandato secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui l’unità cinetica (C) è configurata in modo da poter variare la propria carreggiata (R) a seconda delle necessità in modo manuale oppure automatico con azionamento mediante comando (11) da remoto.
12. Veicolo radiocomandato secondo la rivendicazione 11, in cui detta struttura portante (S) comprende un primo ed un secondo carro (5A, 5B; 105A, 105B; 205A, 205B) collegati tra loro mediante un telaio (4); in cui ciascun carro (5A, 5B; 105; 205) è mobile rispetto a detto telaio (4) in modo indipendente dall’altro carro (5B, 5A; 105A, 105B; 205A, 205B).
13. Veicolo secondo la rivendicazione 11 o 12, in cui la variazione dell’ampiezza della carreggiata (R) è automatica ed azionabile mediante detto comando (11) da remoto; in cui detto telaio (4) comprende uno o più cilindri a doppio effetto (24) ciascuno dei quali è contenuto all’interno di una rispettiva guida di protezione (25); in cui ciascun carro (5A; 5B; 105A, 105B; 205A, 205B) è solidale ad una rispettiva estremità di detto cilindro a doppio effetto (24); in cui detto cilindro a doppio effetto (24) è azionabile da detto comando (11) da remoto.
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