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giovedì 29 dicembre 2016


Ah io come al solito ho le idee molto chiare di cosa vorrei per l'anno nuovo e come al solito ho la vaga sensazione che quello che vorrei non e' detto che avvenga specie perche' non c'e' nulla di materiale nei miei desideri, son sempre legati alla speranza di trovare un mio equilibrio interiore. E quindi mi dico: visto che ogni anno spero di riuscire a cambiare qualcosa al fine di trovare un equilibrio in qualche lato della mia personalita' perche' non sperare e impegnarmi in un equilibrio totale? A ben pensarci fatico comunque a raggiungere quanto prefissato, tanto vale puntare in alto. Beh, quest'anno puntero' in alto, verso qualcosa di impossibile, verso l'inifito e oltre.
Ah... toy story...
Buon infinito e oltre a tutti.

mercoledì 28 dicembre 2016

Il nuovo nome di Bolt


“Primogenita! Primogenita! Guarda, amore. Te lo ricordi chi e' quel signore?”
“Si mamma, e' il piu' veloce del mondo”
“Esatto! E si chiama?”
“Andrea”
… … ...

martedì 27 dicembre 2016


So che a qualcuno peserebbe ma a me lavorare quando tutta la gente e' in ferie non pesa affatto. Adoro pedalare alla mattina in mezzo a una citta' semideserta. Adoro il silenzio della mia pedalata e i viali vuoti vicino ad una stazione quasi disabitata. Adoro vedere pochi volti imbacuccati, per lo piu' di persone assonnate in tuta e scarponi che portano in giro cani fin troppo svegli. E le vecchiettine in piedi dalle cinque gia' pronte per entrare al supermercato. Adoro le pensiline assolutamente deserte di autobus che grazie al cielo praticamente non circolano e adoro stare seduta alla mia scrivania senza sentire il telefono squillare ogni due minuti. Datemi pure della pazza, ma questo e' periodo dell'anno che in cui preferisco lavorare.

lunedì 26 dicembre 2016


In queste ultime settimane ho ricominciato a stare un po' piu' attenta a quello che ingurgito e a fare un bel po' di sport. Bella idea proprio sotto le feste, eh?
Cooooooomunque. Al di la' della corsa con fuori -2'C, la bilancia e' sempre li che mi osserva guardinga ma visto che ho deciso di non farmi condizionare da lei, ho preso il provvedimento di pesarmi massimo due volte a settimana e di non rimanerci troppo male, qualsiasi risultato segni, poiche' non ho intenzione di seguire una dieta troppo rigida visto i risultati precedenti di anoressia prima e bulimia dopo.
In queste feste mi e' venuta spesso a trovare una mia liceale amica la quale e' sempre stata molto magra. La viglia di Natale ha portato regali alle bambine e parlando del piu' e del meno le abbiamo chiesto quanto pesa. Mi sono sentita rispondere che non lo sa, che non si e'mai pesata. Mi si e' aperto un mondo: Esistono persone che non si pesano mai... davvero eh?  Questa proprio non me l'aspettavo.

venerdì 23 dicembre 2016

Il vero spirito sbisulinnatalizio


“Se io vedrei un povero, io dicio a papa' di fermarsi a casa che prendo i soldini dal salvanaio cosi' poi gliene do un pochino anche a lui”
Che questo Natale porti a tutti un po' di sana generosita'.
Auguri di cuore.

giovedì 22 dicembre 2016

L'Urlatrice seriale


“Ma... ma l'avete sentita quella?”
“E chi?”
“Dai, mamma, ascolta bene la canzone. Non senti che c'e' una dietro alla cantante che urla come una disperata?
“Ma non sta urlando amore, sta cantan...”
“Ma mamma! Ma sentila! E' comunque normale che urli, immagino. Il suo lavoro sara' urlare dietro alle canzoni degli altri... Non e' poi tanto male, come lavoro dico, son sicura che potrei farlo anche io. Quanto pagano mamma?”
… … …

martedì 20 dicembre 2016

I perche'


“Sai Sbibuli' oggi cosa ho fatto? Sono andata al lavoro, poi sono tornata a casa, mi sono cambiata e sono andata a correre. Mi sono bagnata come un pulcino... mamma mia come pioveva! Poi sono tornata a casa, ho fatto una bella doccia e ti sono venuta a prendere”
“A correre mamma?”
“Si, tesoro. Pioveva tanto ma ci sono andata lo stesso”
“Ma perche' oggi e no domani?”
“Eh, Sbibuli'... bella domanda”
Ieri un mio amico mi ha detto che a volte preferisce non chiedersi neanche il perche' di certe decisioni proprio perche' la risposta potrebbe non piacergli. Credo che la domanda di Sbibulina potrebbe rientrare proprio in questa categoria di perche'. In fondo, se ci penso bene bene, la risposta che mi potrei dare non mi piacerebbe affatto per cui meglio non farsi troppe pippe mentali e andare comunque a correre sotto la pioggia con 4 gradi centigradi fuori.
Chi si unisce alla pazza?

Jingle bells


Quest'anno sara' diverso. Nonnina e' morta due Natali fa e festeggiare senza di lei non ha avuto piu' lo stesso sapore. Se poi si aggiungono le varie menate relative alla mia disastrata famiglia forse si potrebbe quasi pensare che sia stato una sorta di miracolo riuscire a festeggiare il Natale lo scorso anno tutti insieme (o quasi). E cosi', quest'anno, niente Natale. O meglio passeremo un pranzo coi genitori di Mr D. che per quanti difetti abbiano sono pur sempre uno spettacolare punto di riferimento di unita', e passeremo un altro pranzo con mio padre, solo con lui. Sempre meglio di niente, direte voi, ma nel mio piccolo cuoricino mi fa male pensare che io abbia una sconfinata famiglia e di tutta questa sconfinata famiglia l'unico rimasto a festeggiare con noi sia mio papa'. Mia madre e mia nonna per la prima volta da quando sono nata non riusciranno ad essere dei nostri a causa della cagionevole salute della Nonna Pina e la famiglia di mio padre si e' completamente sfasciata. Penso comunque di essere fortunata ad avere una famiglia adottiva come quella di Mr D. che, nonostante le difficolta', e' sempre riuscita a rimanere salda. Pero' non riesco a togliermi di dosso la spiacevole sensazione che mi accompagna da quando sono piccola, la sensazione di un terreno familiare non saldo, un terreno sbricioloso a forma di cracker che una volta bene o male stava insieme e che adesso, invece, e' stato ormai completamente ridotto in poltiglia.

venerdì 16 dicembre 2016

Nomignoli


Mamma?”
Si, Primogenita?”
Ti ricordi quando mi raccontavi che alle elementari una tua compagna ti chiamava Beeeeeeela come le pecore e a te dava fastidio”
Ahime', si che me lo ricordo” maledetta F.B., ancora di notte ti sogno
Beh, una mia compagna mi ha dato un soprannome che proprio non mi piace e che non c'entra nulla neanche col mio nome vero!”
E quale sarebbe amore?”
Auribauri”
Oddiooddiooddiooddioe'bellissimobellissimobellissimobellissimoBELLISSIMOOOOOOO!!!! Contegno, contegno e con un po' di fortuna ci accaparriamo il nomignolo
Ma amore, io lo trovo molto bello e dolce”
Ma io lo odio mamma, non lo sopporto, gliel'ho detto ma lei continua a prendermi in giro'
Lovogliousareancheiolovogliousarean...
Ehi, ma mica starai piangendo vero?”
Scusa mamma, e' che proprio non mi piace”
Ok, non lo usero'.... ma Auribauri e' davvero un soprannome spettacolare

mercoledì 14 dicembre 2016

Confessioni


Io ho sempre avuto totale fiducia in mia madre, una totale, incondizionata, assurda fiducia. Non ho mai avuto neanche il minimo dubbio che lei potesse per caso leggere i miei diari, leggere le mie lettere o mettere mano alle mie cose. Semplicemente sapevo che non era una cosa possibile, anche quando in quella tremenda fase 12-21 anni quando pensavo di odiarla fin nel midollo. Ora io sono dall'altra parte, io sono la mamma, e desidero con tutto il cuore che le mie figlie provino la stessa incrollabile certezza nei miei confronti. Sbibulina e' ancora troppo piccola per un certo tipo di discorsi ma Primogenita no. Da parecchio tempo sto cercando di farle capire che qualsiasi segreto lei mi voglia confidare, io sono e sempre saro' una tomba e che qualsiasi privacy vorra' tenere io la rispettero'. Tuttavia, essendo lei una bimba di poco piu' di otto anni, di veri segreti non ce ne sono mai stati e anche se ce n'erano, erano cosi' dolci e irrisori che li ho sempre e comunque condivisi con Mr D. il quale, mi dispiace dirlo, e' pessimo in questi casi (lo ammetto: come marito ho una vera pettegola, l'esatto contrario di me).
Ieri l'altro, pero', e' successo qualcosa che non era mai capitato. Di norma Mr D. tende a ficcare il naso negli affari sentimentali della figlia, piu' per scherzo che per altro, prendendola in giro e stuzzicandola su tutti gli amici maschi che ha e io, di norma, sono quella che gli dice di smetterla di rompere le scatole e di prenderla in giro. Beh, ieri l'altro sera mentre il padre se ne stava al computer finendo il lavoro, Sbibulina si stava lavando i denti e io stavo aspettando sul divano il fine dei preparativi per mettere a letto le sorelle, mi si para davanti Primogenita.
“Mamma?”
“Si amore mio”
“Ti devo dire un segreto”
“Dimmi, ti ascolto”
“Ma non lo devi dire a nessuno mamma, a nessuno”
“Amore, lo sai. I segreti per me si chiamano segreti proprio perche' devono rimanere tali”
“Ok, mamma, e' una cosa che non ho mai detto a nessuno e che e' successa a luglio”
Ussantissimacleopatra! Si e' tenuta un segreto per sei mesi? Kazzarola SEI MESI?!?
“Va bene, dimmi amore”
“Sai, mamma, io dico sempre che A. e' il mio migliore amico, che gli voglio bene ma che non mi piace. Beh, in verita' un po' mi piace e questa estate gliel'ho detto. Sai, lui l'ha detto ad un'altra nostra amica e ogni tanto mi prendono in giro scherzandoci su”
Eh, ora capisco perche' non vuoi dirlo a tuo padre
“Credo che sia normale, amore mio. E credo sia normale che ti piaccia. A. e' un bambino dolce, educato e simpatico, e lo sappiamo entrambe che e' davvero bello. Ma questa situazione ti da fastidio?”
“No mamma, volevo solo dirtelo, ma tu non devi assolutamente dirlo a papa', mamma, e' importante”
“Tesoro, non diro' nulla di nulla”
Davvero.

“Mamma, Papa'?”
“Si Sbibuli?”
“Sai cosa mi ha detto mia sorella? Che la parola fico e' una parolaccia perche' fico sono le parti basse delle femmine”
Oh ma lei e sua sorella discorsi normali mai?!
"Vieni amore mio, vieni che ti spiego...”

lunedì 12 dicembre 2016

Di discorsi allucinanti


“Mamma? Sai cosa mi ha detto la mia amica? La mia amica mi ha detto che non le piace mia sorella. E sai perche'? Perche' Sbibuli' ha il fidanzato cinese”

… … … 
“Sono stronzate”
… … … 
“Come hai detto mamma?”
“Ho detto: sono stronzate”
“Ma... mamma... hai detto una parolaccia... tu non dici mai parolacce... non si dicono le parolacce"
“Si, Primogenita. Ma quando ci vuole ci vuole”

Rediviva


Sono viva eh, anche se non sembra. Ultimo fine settimana di caos al lavoro, ora inizia il caos delle feste natalizie di bambini urlanti. Evvai!

martedì 6 dicembre 2016

Sveliamo l'arcano


Volete dunque sapere perche' Mr D. si ritrova a fare i compiti con sua figlia invece di essere in terre terremotate?
Et voila':

L'ingegnere sta male ormai da un mese abbondante, con febbriciattola e tosse ma tutto bene tutto bene sei sempre troppo ansiosa tu. Arriva la convocazione, decide di partire e io insisto per farsi fare almeno una visita visto che mica e' normale avere 37.5 di febbre da un mese e tosse che sembra che ti squartino vivo. Morale delle fava? La visita dal medico di base lo spedisce dritto dritto al pronto soccorso per sospetta polmonite (Avevo ragione io! Avevo ragione! Non che la cosa consoli vista la situazione ma chi e' ansiosa ora? Eh?). La conclusione e' stata abbastanza positiva: niente polmonite ma una sfilza di farmaci con due tipi diversi di antibiotico, uno dei quali prevede che io infilzi le chiappe di mio marito quotidianamente con una bella siringhetta. E ovviamente partenza rimandata, gli faranno infatti sapere fra qualche settimana quando dovra' partire.
Stendiamo un velo pietoso, va, stendiamolo proprio a tappeto. Comunque avevo ragione, eh.

Commenti pre-letto


“Sai papa'? Se al posto dell'ingegnere tu facessi il maestro i tuoi alunni non capirebbero niente”.
E buonanotte.

martedì 29 novembre 2016

Unita' di misura universali


“Mamma?”
“Si Sbibuli'?”
“Oggi a scuola ho mangiato una banana enoooooorme. Una bananona!”
“Ah si amore? E quanto era grande?”
“Cinquemille mamma. Cinquemille”

lunedì 28 novembre 2016


“Ah signora, al 99% e' rotto”
“Maporcadiquellapuzzolaladra”
“Come dice?”
“Niente niente, aspetteremo qui”
In otto anni e mezzo Primogenita e' stata accompagnata al pronto soccorso ortopedico ben tre volte. Io in 35 anni ci sono finita una volta sola, suo padre in 38 idem. Sicuramente da noi non ha preso. Tuttavia la ragazza e' sbadata, sbatte dappertutto, non a caso viene da noi chiamata si col suo nome di battesimo ma attaccato al suo nome e' stato messo un simpatico epiteto “A*****Sbeung”. Tornando a casa con un dito del piede enorme e vomitevolmente violaceo ma grazie al cielo non rotto, vengo accolta da mio suocero che dichiara: “La piccola dorme”.
Come dorme? Il mio caterpillar non dorme mai.
Vado in camera, osservo il fagottino dormiente e senza neanche toccarla capisco.
“Maporcadiquellapuzzolaladra”
“Come dici?
“Niente niente, scommetto quello che vuoi che ha la febbre”
“Ma dai! Come fai a dirlo solo guardandola?”
38.8. C.v.d.
E ora propongo Lourdes.

venerdì 25 novembre 2016

Errori materni davanti a scuola


“Buona giornata amore mio...” SMCIU
“Ciao Mamma”
“Ciao a tutti, ragazzi! E buona scuola! Amore?” SMCIU “Sai che sei la mia bi... (azz) mba bella?”
“Si si mamma, me lo dici tutti i santi giorni... ufffffffff”
Errore mio. Troppo pubblico.

mercoledì 23 novembre 2016

Equilibrio


Io sono una persona estremamente ordinata in tutti gli ambiti della mia vita esteriore. Ogni cosa nei miei cassetti e' ben riposta, ho una casa che metto in ordine spesso perche' l'ordine esteriore mi da un senso di pace e serenita', ho un armadio con pochi vestiti tutti appesi per benino a seconda della pesantezza, ho i miei libri e i miei dvd catalogati e ben impilati e chi piu' ne ha piu' ne metta.
In una cosa pero' non riesco in alcun modo a fare ordine: il mio modo di nutrirmi. Ieri ho pensato che in fondo, essendo io ordinatamente maniacale in tutto, il mio profondo essere avra' pur bisogno di sfogarsi da qualche parte. E cosi' ho pensato: come potrei cambiare la mia valvola di sfogo disordinato? Oh, magari funziona. Cosa potrei rendere assurdamente disordinato al posto del mio modo di mangiare?
Idee?

martedì 22 novembre 2016

Evvelavevodetto!


Ve l'avevo detto io che questo per me e' un periodo lavorativamente allucinante e che fino a fine dicembre saro' bella incasinata. Sono addirittura arrivata al punto di lavorare da casa vista la mole immensa delle cose da fare ma si sa che lavorare a casa ha anche i suoi lati positivi. Quali? Beh, tipo questo:


E' ovvio dallo sguardo che il suo intento e' quello di uccidermi... o di adorarmi, non so. Meglio non illudersi.

venerdì 18 novembre 2016


E alla fine ti hanno chiamato. Lo sapevo che sarebbe successo anche se, egoisticamente, spero sempre che non avvenga. E cosi' all'inizio di dicembre prenderai una settimana di ferie e partirai. Starai lontano da noi dieci giorni, con l'elmetto in testa, i piedi sopra calcinacci pericolanti e in mano la guida di una squadra. Caposquadra Ingegnere strutturista volontario. Mi suona sempre cosi' pesante. E lo so gia' che tornerai con il cuore angosciato e gli occhi pieni di cose difficili da raccontare ma sappi, Amore mio, che sono davvero profondamente orgogliosa di te. Ti amo ogni giorno piu' intensamente.

giovedì 17 novembre 2016


“Sai, io ho sempre odiato quei vecchi bavosi che ti davano a tutti i costi i baci, che ti pizzicavano le guance e che ti dicevano ma quanto sei cresciuto. E' per quello che non ti ho mai baciato ne' abbracciato, perche' a me dava fastidio quando ero piccolo. L'ho saputo poi dopo che tu ci hai sofferto per questa cosa, io credevo di essere nel giusto”
E pensa un po' te quelli che i figli considerano “errori” dei genitori... Io mio padre lo so che e' cosi', lo e' sempre stato: orso, solitario, anaffettivo, determinato, pignolo e chi piu' ne ha piu' ne metta, ma mai avrei pensato che la sua anaffettivita' fosse dovuta ad un certo grado di preoccupazione di affettivita', ovvero non mi abbracciava per paura che a me desse fastidio, non mi baciava per paura che a me desse fastidio perche' alla mia eta', a lui, dava fastidio. Ovvio: lui era mio padre, non certo un vecchio bavoso ultranovantenne, ma ora sono sicura che era in buona fede. Ora che sono dall'altra parte mi si stanno rivelando mondi che mai avrei creduto possibili, ora che sono genitore anche io capisco cose che prima non avrei neanche lontanamente compreso e scopro cose, come quest'ultima, che mi fanno sorridere di pura, immensa, gioia.
Il passato non cambia, ma puo' quantomeno essere visto con occhi diversi.

martedì 15 novembre 2016


La prima volta successe il giorno del mio venticinquesimo compleanno. Mi svegliai, andai in bagno, mi lavai la faccia ed eccolo li: il primo capello bianco. Era cosi' carino, cosi' straordinariamente bello, che decisi di dargli un nome femminile e di tenerlo con me. Si chiamava Phillis. La povera Phillis, ahime', venne strappata inesorabilmente dalle manine forzute di Primogenita nella classica fase neonatale tiprendotutteleciocchedicapellichemipassanoperlemanietelestrappofinoafartisanguinareloscalpo.
La seconda volta che successe era da poco nata Sbibuli' e a quel giro chiamai il mio capello bianco cosi' carino, cosi' straordinariamente bello, Gladis. Gladis venne strappata da un Mr D., contrario alla bellezza dei capelli bianchi, in un momento di mia distrazione.
Questa mattina, eccolo li'. Il terzo capello bianco esattamente 3840 giorni dopo la comparsa del primo. Ha preso coraggio nonostante la triste fine delle sue sorelle, ha fatto capolino vicino alla mia fronte. Questo lo chiamero' Mrs. Winckilson. E' cosi' carino, cosi' straordinariamente bello e assurdamente, magnificamente, nobilmente elegante.

lunedì 14 novembre 2016

Primogenita


“Amore?”
“Si mamma”
“Volevo chiederti una cosa... Alla mattina ho notato che... beh... io ti sbaciucchio sempre tanto e tu... beh... insomma volevo sapere se ti da fastidio”
“Ehm... no... no mamma e' che un pochino mi vergogno”
“Amore, se non vuoi che io ti sbaciucchi cosi' posso anche darti un solo bacino e salutarti, sai”
“... … … ... no. No mamma, no. Va bene cosi'”
Ma io questa mattina ti ho visto mentre mi avvicinavo per salutarti, ho visto il tuo sguardo infastidito e un po' scocciato e cosi', invece di inondarti di baci come faccio di solito, ho chiuso gli occhi e ti ho dato un bacio sulla fronte, accarezzandoti il viso con una mano e augurandoti una splendida giornata.
Stai crescendo, Amore mio, e io sono divisa fra la gioia e il magone di vederti sempre meno bisognosa del mio affetto.
Chi e' la mia bimba bella?” ti dico sempre da quando sei nata. Ma fra poco questa frase andra' cambiata e con un sorriso di tico che nonostante tutti i cambiamenti del mondo ti amero' sempre alla follia.

In questi anni mio padre, lo ammetto, ha fatto progressi da gigante, tuttavia mi sono resa conto che la mia malsana paura di contrastarlo, di dire la parola sbagliata davanti a lui, di giustificarmi per qualsiasi scelta io faccia nonostante i miei 35 suonati e' sostanzialmente ancora li', non si e' smossa di un nanomillicentimetro. Ci ho ragionato su in questi giorni in cui, per pura casualita', ci siamo frequentati piu' del solito e la conclusione e' ancora questa: la paura di perderlo. Mio padre se ne ando' di casa che avevo tre anni o poco meno e da quel momento la paura dell'abbandono alberga nel mio essere e ci sta fin troppo comoda. E' uno di quei maledetti sentimenti che non si limita alla persona in oggetto ma si fa largo come edera infestante attanagliando tutti i miei affetti e non riesce ad andarsene. Mi fa strano pensare che nonostante la mia maturita', nonostante io ne sia consapevole, nonostante i miei nonostante, lei sia ancora li', la maledetta. Mi chiedo se prima o poi se ne andra' o rimarro' sempre con lei a braccetto davanti a lui.

venerdì 11 novembre 2016


A questo giro non ce l'ha fatta, o almeno mi ha fregato a meta'. Lo scorso anno e' riuscito a trascinarmi nel turbinante vortice del Corso Fidanzati e quest'anno, allungando la mano, ha provato a trascinarmi nel Corso Giovvvvvani, ovvero tutti quei ragazzi che vanno dalla quarta superiore fino all'universita'. Io ci ho pensato, ripensato, aripensato, sempre piu' pendente verso il no ma comunque di una tale apertura mentale che prima ho richiesto un confronto. E cosa ho scoperto? Che quel gruppo di ragazzi e' numerosissimo, che son tutti o scout o ACR, e a me subito immediatamente inesorabilmente congelatamente mi si sono rizzati i peli del naso. Eh si, io proprio li in mezzo non ci starei a dire una cippa di una cippa di una cippa. Nononononono. Perche' finche' si tratta di un corso fidanzati in cui c'e' largo spazio ad argomenti che poco c'entrano con la religione ce la posso anche fare, ma se ci si trova invece invischiati dentro a un gruppo di persone non solo credenti ma supercredenti che si aspettano incontri profondi sul credo piu' radicato allora... beh...
“Ma dai, Spetti, perche' no!”
“Vuoi sapere perche' no, Don?”
“Certo”
“Perche' io non credo a tutto quello che viene spiattellato dalla Chiesa. Non credo che la Chiesa sia santa, e tu lo dovresti sapere piu' di me. Lo sai vero perche' voi preti non vi sposate? E non mi venire a raccontare frottole, io lo so, l'ho studiata la Storia della Chiesa, ho fatto fior fiori di esami e so quando e' stato emanato l'editto dalla Santa Sede perche' venisse imposta la castita' visto che i preti a forza di passare i loro beni da padre in figlio facevano impoverire la Sede Pontificia. E' sempre stata tutta una questione di soldi, soldi e soldi. Lo Stato Pontificio e' sempre stato prima di tutto uno stato, un potere terreno, con a capo un re che, a differenza di altri, si vantava pure di avere potere spirituale oltre che materiale. E poi non credo nel paradiso o nell'inferno e non credo a un'altra miriade di cose che vengono insegnate. Io credo negli spiriti, nella reincarnazione e nel fatto che Dio sia effettivamente uno solo ma che tutte le religioni abbiano un loro perche'. Io credo che Gesu' sia stato un uomo di larghe vedute, un rivoluzionario spettacolare, ma non credo nella sua ascensione, nella verginita' di Maria e se vuoi posso anche continuare”
“Ok, quindi non te la senti di insegnare ai ragazzi”
“Ah io posso anche insegnare e condurre dei gruppi, ma le mie convizioni sono queste e io sicuramente non le nascondo”
“Ok... decidi tu... per me va bene”
“... … ...”
“Si, hai capito bene, per me va bene, magari ci ritagliamo comunque una serata ogni tanto per discutere fra di noi di questi temi scottanti, magari ti faccio cambiare idea”
“Attendo Don, potrei far cabiare io idea a te”
E fu cosi' che abbandonai ancor prima di intraprendere il Corso Giovani per finire di nuovo a condurre il Corso Fidanzati.

giovedì 10 novembre 2016


Maaaaaamma?”
Si Sbibuli'?”
Che stai facendo?”
Non vedi amore? Sto accarezzando Camomilla”
La posso accarezzare anche io?”
Ma certo amore”
Pero' io la voglio accarezzare con... QUESTO!”
Ed estrasse un bastoncino di lecca-lecca dal calzino.

martedì 8 novembre 2016

Vieni a vincere col toro


Sbibuli', possiamo rimanere qui anche tutta la notte ma tu la cena la mangi”
NOOOOOOOO!!! NON VOGLIOOOOOO”
Sbibuli', te lo dico con tutto l'amore e tutta la calma del mondo, ascoltami molto molto bene: Io sono toro, e non si vince contro un toro, capito?”
E cosi' fini' questa estate un'eterna discussione durata almeno due ore sul mangiare o meno un piatto di pasta.
Ieri tuttavia ho sentito una strana e quantomai esilarante conversazione fra Primogenita e suo padre.
Papa'?”
Si?”
Voglio vedere un cartone”
E guardatelo”
Ma mamma ha detto di no”
Si ma io ti dico di si, guardatelo e se ti dice qualcosa dille pure che ti ho detto di si”
Ma papa'!!! La mamma ha detto di no! E se la mamma dice di no e' no eh! Non si vince contro il toro papa', non si vince contro il toro!”
Oh yeah.

Ma perchè?


Come scritto in un precedente post, anche a sto giro sono sopravvissuta. Alla tensione lavorativa bene o male si sopravvive sempre ma a quella casalinga? Io credevo che la fase del perché si passasse intorno ai 2-3 anni. E invece. Eh si. Invece. Ultimamente Primogenita è un fiume in piena. Cosa hai detto, Mamma? Ma perché mamma? Non ho capito, mamma! Cosa vuol dire, mamma? Mamma mamma mamma mamma mamma. Oh, mai una santa volta Perchè papà? E poi cresciuta l'età, cresciuti gli interessi sempre meno innocenti e sempre più difficilmente spiegabili in un modo bambinamente comprensibile. Lo so lo so è un bene la curiosità. Lo so lo so loro apprendono grazie alle nostre risposte. Lo so lo so però eccheccavolaccio!

giovedì 3 novembre 2016


“Mamma?”
“Si Sbibuli'”
“Sai mamma che io senza BaBau non resisto?”
Il primo amore di peluche non si scorda mai.

mercoledì 2 novembre 2016


“Dai Sbibuli'! Ma e' mai possibile che ogni volta che ti rimbocco le coperte nel giro di due minuti tu ti scopri?”
“Eh mamma ma io lo faccio apposta”
“E perche' mai?”
“Perche' ogni volta che mi scopro tu vieni qui e mi dai i bacini"
Dolceamoremiobellodimammatu!

lunedì 31 ottobre 2016


“Ecco, accomodati pure, questo e' il bagno”
“Ah, grazie Spetti. Senti, avresti la chiave?”
“Ah si si. Scusa ma sai con le bambine non le teniamo mai le chiavi alle porte. Comunque eccola.”
“Grazie ma... ehm... ma... non entra”
“Come non entra! Aspetta che guard... ehi... ma... macheddiav... EHIIIIIIIIII Chi ha messo un soldino dentro il buco della serratura?!?!?!”
Ah... gli attoniti silenzi colpevolmente carichi di tensione.

venerdì 28 ottobre 2016

Oh yeah


“Per favore, Spetti, puoi fare tu al volo l'estratto di quanto e' stato detto in riunione?” chiese un'ingenua madre alla sottoscritta
“Certo” rispose la spettinata sottintendendo Te la faccio vedere io.
“Dunque:
  • entrate e uscite puntuali senno' le dade vi crocefiggeranno
  • ricordatevi i cambi che siano adatti alle stagioni perche', seppur bello, vedere un bimbo uscire in pantaloncini con la neve potrebbe non essere appropriato (forse anche si)
  • progetto bio danza (danza... boh... forse anche no)
  • le dade osservando i cinni hanno notato un spiccato interesse per il corporeo per cui discorsi del tipo: io sono femmina tu maschietto stanno pian piano emergendo. Si focalizzeranno sul corporeo omettendo scene psyco-ose'
  • mi son sicuramente dimenticata qualcosa perche' dicon sempre le stesse cose per cui chiacchieravo allegramente con N. e N.”
Zero commenti.
Qualcosa mi dice che nessuno mi chiedera' piu' di redigere alcun semi-verbale.
Ho vinto.

mercoledì 26 ottobre 2016

Mr D.


Mr D. ogni volta che succede parte volontario, parte sempre (o quasi sempre a seconda delle necessita'). Parti' nel 2012 quando di li a poco avrei partorito Sbibulina e il giorno prima mori' un ingegnere per una scossa di assestamento che stava facendo giusto giusto quello che avrebbe fatto lui. Mr D. ha un lavoro fatto cosi' e un cuore fatto cosi', mettendo a disposizione gratuitamente le sue competenze di ingegnere strutturista appena puo', partendo e rinunciando alle entrate del suo lavoro per qualche settimana pur di rendersi utile. Il mese scorso l'ho visto donare 800 euro alle popolazioni colpite dal sisma di agosto tramite amici che vivono la', con me di fianco che non volevo crederci, silenziosamente attonita e indecisa fra un “ma sei fuori di testa” e un “ma quanto sei generosamente speciale”. Ricordo la prima volta che parti'. Era fra il triste e l'eccitato di poter vedere con i suoi occhi i danni del terremoto, dopo tanti anni di studio prettamente teorico. Torno' sconvolto, con il cuore pesantemente colmo di quanto aveva visto e di quanto aveva ascoltato. Mi vomito' addosso tutto, bisognoso di condividere cose che non si sarebbe mai sognato di condividere. Ora aspetta che lo chiamino, preoccupato per la mole di lavoro che dovra' lasciare indietro e i soldi che non potra' incassare, ma felice di poter di nuovo partire per poter aiutare. L'ho gia' ribadito abbastanza che lo amo?

martedì 25 ottobre 2016

Di prima mattina


“Papaaaaaa'?”
“Si Sbibuli'?”
“Fai il muscolo cosi' sento quanto sei forte!”
“Ok, senti qua!”
“Mmmmmhh...mmmhhhh mmmmhhh papa' come sei morbidoso”
E buongiorno a Mr D.

lunedì 24 ottobre 2016

Ma io non so...


A volte mi sento un'aliena fra persone, o meglio una persona fra alieni. Se poi si va a pescare nel vasto mare delle mamme di figli alle elementari... beh... auguri! Ultimamente nella maledetta chat di whatsapp (dalla quale ho provato piu' volte a fuggire a gambe levate ma son sempre stata ributtata dentro) e' emersa una proposta (allucinante) della rappresentante di classe che, ritenendo che i bambini abbiano pochi compiti da fare, propone di chiedere alla maestra di darne di piu'. Cioe' ci sono mamme che, una volta che i poveri cinni arrivano a casa alle quattro, fanno fare i compiti assegnati dalla maestra e in piu' fanno fare compiti aggiuntivi ai loro figli cosi', perche' a loro sembrano pochi. E ragazzi, parliamone: siamo in terza elementare. Cooooooomunque, questo post non e' in realta' un lamento a questa assurda e quanto mai allucinante proposta ahime' purtroppo condivisa da altre psicomamme, ma e' un lamento per quanto emerso giusto giusto ieri sera sempre nella suddetta chat. Alcune psicomamme si sono lamentate con le insegnanti perche' le poveracce, oltre a compilare il registro cartaceo obbligatorio nell'istituto, non compilano il registro elettronico on line in cui le madri psicotiche possono controllare tutte le cose fatte in classe, tutti i compiti assegnati, tutte le assenze dei figli, tutti i voti dei figli e mi stupisco che non segnino anche con quanta regolarita' il figlio vada in bagno. Io in tre anni non ho MAI aperto il suddetto registro ritenendolo una sorta di strumento infernale del diavolo. Io mi chiedo: io mi sono laureata in tempo, quasi col massimo dei voti, e mia mamma non ha mai saputo cosa si facesse in classe se non controllandomi i quaderni. Io mi sono laureata in tempo, quasi col massimo dei voti, e mia mamma non e' stata mai di fianco a me, col fiato corto, a controllare che facessi tutti i compiti ne' tantomeno per darmene di piu'. Mia mamma non ha mai scambiato una sola parola con altre mamme. Se non facevo un compito perche' non lo avevo segnato, il giorno dopo mi beccavo una bella nota e state pur certi che sarei stata moooolto piu' attenta a segnare sul diario il da farsi. Beh, io con Primogenita mi comporto nello stesso modo e in questi anni mi hanno fatto sentire una mamma degenere, una mamma poco attenta che non segue sua figlia. Tranne il primo anno di ingranaggio in cui era necessario starle vicino, ho sempre spinto perche' la ragazza facesse da se' i compiti, perche' si preparasse da sola la cartella. Non ho mai saputo le date delle verifiche in classe ne' tantomeno i voti presi, tanto che mia figlia neanche sa cosa siano le verifiche in classe, credendole dei puri compiti come tutti gli altri. Ieri sera, dopo questa registrolamentela, e' arrivata una nota della maestra la quale suggeriva ai genitori di stimolare i proprio figli ad essere piu' autonomi, invitando tutti a non consultare se non quando necessario il registro. Lo ammetto, io ho gioito, ho esultato, e ho condiviso il mio totale appoggio alla maestra. Seeeeeeeeeee. Guai mai! Caos. Frecciatine. Improperi. Una cosa pero' la posso dire: insultate pure, datemi pure contro, continuate pure a credere che io sia una madre degenere, ma ora che anche la maestra lo ha detto, nessuno mi mettera' piu' il dubbio in testa che io non stia facendo la cosa giusta.

“ALLORAAAAAA! TIRA QUELLA PALLA CAZZO!!!!”
“Papa'!!!! Papa' io ti ho sentito eh! Ti ho sentito! Tu hai detto una parolaccia”
“Ehm... ma no dai amore...”
“Si si, io ti ho sentito! Vero Sbibuli'? Papa' ha detto quella parolaccia che non si dice! Quella con due zeta”
“Oh, non si puo' stare tranquilli neanche allo stadio”
C.v.d.

venerdì 21 ottobre 2016

Conversazioni lettifere in una camera da letto buia


“Uffaaaaaa! Ma mamma! Ma io proprio non ne ho voglia”
“Sbibuli'... dai coraggio, e' tardi e domani c'e' pure scuola. Bisogna andare a letto”
“Ma maaaaaaaaaamma! Io a letto mi annoio! Non ho voglia di dormire”
Cara mia, aspetta ancora qualche annetto e poi vedrai come girera' il vento. Ora di coricarsi per me stessa medesima? Il prima possibile. Ronf.

mercoledì 19 ottobre 2016

I ciccicosi – dialogo fra sorelle


Sai oggi ho trovato un sacco di ciccicosi”
Davvero? E dove?”
In giardino, ci ha portato la maestra”
E me li fai vedere?”
Si si, aspetta”
Sbibulina si ferma la', in mezzo alla strada, si china, si infila due minuscole ditine fra la scarpa e un calzino et voila'
Questo e' uno”
Si infila due minuscole ditine sempre fra la stessa scarpa e lo stesso calzino et voila'.
Questo e' due”
La scena inesorabilmente si ripete e...
E questo e' tre. Belli vero?”
Bellissimi! Appena arriviamo a casa ci facciamo un sacco di lavoretti”
Si si. Mamma? Hai visto quanti belli ciccicosi ho preso?”
Non so se essere piu' basita dalla parola in se', dal fatto che mia figlia minore nasconda dei pezzi di plastica dentro le scarpe o dal fatto che con quella robacc... ehm col suo tesoro poi mi imbrattera' con colla e acquerelli tutta casa.

martedì 18 ottobre 2016


Mamma sei carina carina”
Sei tanto brava e bella mamma”
Sei la piu' dolce mamma”
Allora qualcosa di buono lo staro' pur facendo...

lunedì 17 ottobre 2016

I'm a survivor


Quest'anno le date X sul mio calendario lavorativo sono:
  • 15 ottobre (la data X per eccellenza)
  • 6 novembre
  • 3 dicembre
  • 10 dicembre
Direi dunque che son solamente all'inizio, ma almeno la data X per eccellenza e' passata senza troppi traumi. Sono evidentemente stanca, ho sbottato per cose davvero di poco conto e durante la notte il massimo dei miei incubi e' aver sognato di dover sistemare da sola tutti i giochi delle mie figlie mentre loro e Mr D. se ne vanno a zonzo in qualche citta' di mare. Se consideriamo il fatto che l'estate e' appena passata e che sono tornata da poco da tre giorni da favola e che avrei decisamente gia' bisogno di un altro po' di ferie lontano da qui, beh, non e' che siamo proprio messi bene bene. Pensate che ieri sono uscita di casa che diluviava (sono riuscita a inzupparmi nonostante ombrello e macchina prestata dal marito). Sono rimasta imbottigliata nel traffico per piu' di tre quarti d'ora (che sempre mi ricorda il perche' giro in bici e ho venduto l'auto) e una volta arrivata sotto all'ufficio ho notato che non avevo le chiavi. Ho cercato il cellulare per chiamare il mio collega e ho notato che non avevo neanche il cellulare. Dopo aver tirato improperi ed essere riuscita ad entrare nell'ascensore ho pensato Dai, su, B., non puo' andare peggio di cos... e zac! Mi e' caduto a terra, aprendosi come un cioccolatino, il cellulare aziendale. Vi risparmio cosa sia capitato (di tutto) nella giornata lavorativa ma poi, una volta suonata la campanella, ho preso la macchina per andare a casa e ho pensato Ora si che posso staccare il cervello. Sulla strada di casa, mentre cercavo di canticchiare senza pensare guidando serena serena ho notato che stavo facendo tutte quelle belle multabili preferenziali che di solito faccio in bicicletta. Dopo aver tirato un numero imprecisato di improperi sono arrivata sotto il portone di casa. Ora vado a correre ho pensato, e poi ho subito pensato Se vado a correre in una giornata cosi', minimo mi rompo una gamba. E allora che divano, plaid e film siano. E questo solo ieri. Devo solo sopravvivere fino al 10 dicembre. Solo.

mercoledì 12 ottobre 2016


Mi ritaglio cinque minuti per scrivere di questo giorno speciale. Oggi infatti, per la prima volta da quando e' nata, Sbibulina andra' a giocare a casa di un'amichetta, il tutto senza la sottoscritta. Cioe' da sola. Lei da sola e io da sola lontana da lei. Inutile dire che non e' mai successo. La bimbolotta ha sempre avuto piu' o meno bisogno di me e le poche volte che altri amichetti sono stati lasciati alla sottoscritta si erano rivelati troppo piccoli per riuscire a giocare insieme senza una mediazione mammafiglio ogni tre per due. Oggi invece verra' prelevata alla materna dalla mamma della sua migliore amica, andra' a giocare a casa della sua migliore amica e io entrero' in gioco solo alle sette meno un quarto di questa sera. Oh, gia' mi manca. Lo so lo so, solo le mamme mi possono capire, e dire che io non sono neanche una di quelle mamme maniacal-appicicaticce che ogni tanto si vedono in giro. Sta crescendo anche lei, la Sbibulina, e io mentre la sbaciucchiavo questa mattina, accoccolata su di me ancora mezza intontita dal sonno, mi sono ritrovata a pensare che davvero vorrei che non crescesse e sono rimasta anche quasi semi-sconvolta da questo pensiero poiche' ho sempre creduto di NON essere una di quelle mamme con questa tipologia di pensieri. La realta' pero' e' ben diversa: sono una mamma che ha paura di perdere le sue bambine per ritrovare le sue ragazze, sono una mamma che ama cosi' tanto le sue figlie che pero' non osa dirglielo, sono una mamma che le sprona a crescere ogni giorno pur portando dentro al cuore la consapevolezza, venata da tristezza, che arrivera' prima o poi il vero distacco e che sara' sempre e comunque troppo presto per esserne psicologicamente pronta.