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ITVA990027A1 - Produzione di carta di elevata qualita' da residui di vegetali equatoriali tipici. - Google Patents

Produzione di carta di elevata qualita' da residui di vegetali equatoriali tipici. Download PDF

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ITVA990027A1
ITVA990027A1 IT1999VA000027A ITVA990027A ITVA990027A1 IT VA990027 A1 ITVA990027 A1 IT VA990027A1 IT 1999VA000027 A IT1999VA000027 A IT 1999VA000027A IT VA990027 A ITVA990027 A IT VA990027A IT VA990027 A1 ITVA990027 A1 IT VA990027A1
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IT
Italy
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mass
aqueous solution
vegetable
fibrous
paper
Prior art date
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IT1999VA000027A
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English (en)
Inventor
Francesco Bertolini
Clemente Nicolucci
Original Assignee
Francesco Bertolini
Clemente Nicolucci
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Publication date
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    • DTEXTILES; PAPER
    • D21PAPER-MAKING; PRODUCTION OF CELLULOSE
    • D21HPULP COMPOSITIONS; PREPARATION THEREOF NOT COVERED BY SUBCLASSES D21C OR D21D; IMPREGNATING OR COATING OF PAPER; TREATMENT OF FINISHED PAPER NOT COVERED BY CLASS B31 OR SUBCLASS D21G; PAPER NOT OTHERWISE PROVIDED FOR
    • D21H11/00Pulp or paper, comprising cellulose or lignocellulose fibres of natural origin only
    • D21H11/12Pulp from non-woody plants or crops, e.g. cotton, flax, straw, bagasse
    • CCHEMISTRY; METALLURGY
    • C05FERTILISERS; MANUFACTURE THEREOF
    • C05BPHOSPHATIC FERTILISERS
    • C05B17/00Other phosphatic fertilisers, e.g. soft rock phosphates, bone meal
    • CCHEMISTRY; METALLURGY
    • C05FERTILISERS; MANUFACTURE THEREOF
    • C05FORGANIC FERTILISERS NOT COVERED BY SUBCLASSES C05B, C05C, e.g. FERTILISERS FROM WASTE OR REFUSE
    • C05F7/00Fertilisers from waste water, sewage sludge, sea slime, ooze or similar masses
    • C05F7/02Fertilisers from waste water, sewage sludge, sea slime, ooze or similar masses from sulfite liquor or other waste lyes from the manufacture of cellulose
    • DTEXTILES; PAPER
    • D21PAPER-MAKING; PRODUCTION OF CELLULOSE
    • D21CPRODUCTION OF CELLULOSE BY REMOVING NON-CELLULOSE SUBSTANCES FROM CELLULOSE-CONTAINING MATERIALS; REGENERATION OF PULPING LIQUORS; APPARATUS THEREFOR
    • D21C3/00Pulping cellulose-containing materials
    • D21C3/22Other features of pulping processes
    • D21C3/26Multistage processes
    • DTEXTILES; PAPER
    • D21PAPER-MAKING; PRODUCTION OF CELLULOSE
    • D21CPRODUCTION OF CELLULOSE BY REMOVING NON-CELLULOSE SUBSTANCES FROM CELLULOSE-CONTAINING MATERIALS; REGENERATION OF PULPING LIQUORS; APPARATUS THEREFOR
    • D21C5/00Other processes for obtaining cellulose, e.g. cooking cotton linters ; Processes characterised by the choice of cellulose-containing starting materials

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  • Chemical & Material Sciences (AREA)
  • Organic Chemistry (AREA)
  • Engineering & Computer Science (AREA)
  • Environmental & Geological Engineering (AREA)
  • Paper (AREA)

Description

La presente invenzione si riferisce all'uso di quei residui vegetali naturali largamente diffusi nella -fascia equatoriale che con questa tecnologia divengono utili per la produzione di nuove paste, carte o cartoni.
In particolare i residui conseguenti all'utilizzazione alimentare o industriale dell'ananas, del cocco, del tamarindo, della bagassa ossia del residuo dell'estrazione dello zucchero da canna, del sorgo, del mais, del grano o del riso dell'abacà, e quello di specie in esubera di origine acquatica come il giglio d'acqua dolce o le varietà marine spiaggiate quali la posidonia. Questi residui ed esuberi vegetali se trattati secondo quanto descritto nella presente invenzione danno origine a materiali -fibrosi nobili di bassa incidenza economica e aventi un migliorato impatto ambientale. Questi materiali -fibrosi sona impiegabili per produrre carte, cartoni e pannelli fibrosi di elevata qualità. Per attenere queste fibre cellulosiche non si ricorre a dosi massicce di prodotti chimici nè ad azioni termiche di lunga durata ad elevata temperatura e ad elevata pressione. Le fibre cellulosiche, le carte ed i cartoni ottenuti sono di buona qua 1ità.
In funzione della dimensione industriale dell'attività produttiva, sia essa artigiana-famigliare o del tipo industriale, si darà preferenza alla elementarizzazione rapida in sistema alcalino alla elementarizzazione rapida con microrganismi . In entrambi i casi è evidente il miglioramento dell'impatto ambientale, basato sulla sostanziale riduzione di emissioni inquinanti gassose, liquide e solide.
Il processo secondo la presente invenzione permette una riduzione drastica, rispetto all'attuale stato dell'arte, dei reflui inquinanti ed è accompagnato da un forte risparmio energetica oltre che da una sostanzile riduzione di utilizzo dei prodotti chimici. Contrariamente alle tecniche tradizionalmente in uso per la produzione di fibre cellulosiche per carta non si generano composti chimici inquinanti e i reflui sono facilmente rein tegrabi1i nei cicli naturali. Anche la salute dei lavoratori addetti alla produzione e degli utilizzatori è meglio tutelata. La bassa tossicità dei prodotti utilizzati rispetto a quelli normalmente utilizzati nei processi tradizionali ne semplifica l'utilizzo contribuendo a ridurre i costi d'esercizio.
Il processa produttivo di piccola dimensione secando l'invenzione è caratterizzato dal risparmio in prodotti chimici e di energia produttiva con la riduzione delle emissioni inquinanti.
Questo processo ha un ridotto costo di ammortamento degli impianti di produzione che ne permette la competitività con i grossi impianti industriali esistenti nel nord industrializzato del mondo.
Il processo manuale-artigianale in uso nelle zone equatoriali per la produzione di carte e cartoni da specie vegetali locali, ossia lo stato attuale dell'arte, è caratteri zzato da un -forte impatto ambientale negativo. L'impatto ambientale negativo dipende sia dall'impiego di dosi massicce di soda caustica usata per solubi1izzare le sostanze incementanti le -fibre e permettere la loro elementari zzaz ione che da 11'uti1izzo come sbiancante del 1‘ipoclorito di sodio o di cloro derivati. Il processa tradizionale scarica nei re-flui dei residui inquinanti fortemente alcalini frammisti a sostanze organiche passate in soluzione nelle acque sia di cottura che di lavaggio della pasta cellulosica greggia.
Questi processi utilizzano normalmente ipoclorito di sodio in dosi rilevanti per permettere la sbianca delle fibre cellulosiche. Questo causa l'emissione di gas tossici ed emissioni liquide inquinanti. Il metodo seconda la presente invenzione, da noi definito artigiano-famigliare , prevede la sostituzione della soda caustica con la potassa caustica e una fase seguente di neutralizzazione della acque reflue con acido fosforica formando cosi un concime organico ricco di fosfato di potassio che può essere utilizzato in agricoltura sia da solo che ancor meglio in miscela con lo sterco di pollame a di altro sterco e/o urina animale. Da due inquinanti si ottiene così un eccezionale concime agricolo. Le sostanze inquinanti sia in soluzione che in dispersione nei sistemi artigianali produttivi cartari diventano con l'impiego di una semplice vasca di stoccaggio e con l'aggiunta di acido -fosforico concimi naturali potenziabili per aggiunta di residui inquinanti azotati di origine naturale animale. Con questa invenzione otteniamo da un lato fibre cellulosiche per carta dall'altro concimi di elevato valore agricolo. Anche il processo di sbianca, che nello stato dell'arte artigianale ricorre all'impiego di dosi massicce di ipaclorito di sodio, viene sostituito nel processo tipico secondo la presente invenzione da un processo più salubre e rispettoso dell'ambiente basato sulla sostituzione del 1'ipoclorito di sodio con l'acqua ossigenata. Questo metodo prevede inoltre il riutilizzo rapido dei residui vegetali, che se effettuato prima ancora della essiccazione dei residui quando essi sono ancora allo stato verde o fresco, dà origine a fibre elementarizzate che invece di diventare di calore marrone scuro rimangono un piacevole calore avorio chiaro.
Il procedimento per la preparazione di carta secando la presente invenzione utilizza una pasta cellulosica fibrosa ottenuta
a> -facendo macerare per un tempo compreso -fra 6 e 36 ore e ad una temperatura compresa -fra 24 e 37°C, i vegetali utilizzati pre-umidif icati con acqua in modo da avere dal 5 al 30 Y. di secco nella massa,
b) aggiungendo alla massa trattata una soluzione acquosa contenente dall'l al ZV. in peso di potassa caustica, c) trattando la miscela ottenuta con una soluzione acquosa di acido fosforico -fino al raggiungimento di un pH compreso fra 8 e 5,5,
d) filtrando la sospensione attenuta per raccogliere separatamente una soluzione acquosa ed una massa solida, che viene essiccata e pressata per dare detta pasta cellulosica fibrosa.
Il processo artigiano-industriale di produzione di paste cellulosiche secondo la presente invenzione impiega in sostituzione della soluzione di soda caustica e del 1'ipoclorito , una soluzione di potassa caustica e/o dei microrganismi naturali e/o acqua ossigenata.
L'uso di microrganismi naturali in alternativa all'uso di soda caustica o di potassa caustica rende particolarmente interessante il procedimento secondo la presente invenzione perchè la carta o cartone ottenuti non contengono sostanze caustiche che ne limitano gli impieghi in campo alimentare.
Questi microrganismi sono già presenti nelle stesse masse vegetali ma in alcuni casi è opportuno addizionarne di selezionati tra le -famiglie più efficaci e di maggiore veloc ità disgregativa delle -frazioni incrostanti e coesionanti le fibre cellulosiche contenute nelle sostanze vegetai i.
Questi microrganismi operano in natura abitualmente la loro funzione di riciclo naturale dei vegetali tipica del sottobosco.
E' noto che alcune varietà di funghi e tra esse anche alcune varietà di funghi alimentari vivono a spese di elementi legnasi e, in queste famiglie, la ricerca ha isolato decine di ceppi utili alla elementarizzazione delle fibre cellulosiche, trattasi spesso di 1ignino-modif icatori che possono operare in tempi relativamente brevi e che nella prima fase di digestione non degradano significativamente le fibre cellulosiche. Questo processo vede impegnare gli enzimi e i microrganismi di facilitata gestibilità e sicurezza su speci vegetali diffuse nell'area equatoriale.
Le aree umide equatoriali hanno il vantaggio di trovarsi naturalmente nelle condizioni di temperatura e di umidità (elevate) richieste dalla presente innovazione.
Questo processo predilige l'impiego di vegetali residui di altre utilizzazioni quali le graminacee, che qui vengono utilizzate preteribilmen te dopo avere recuperata i semi alimentari, il cocco, dopo avere recuperato la pasta destinata alla produzione del relativa olio, la canna da zucchero, da cui si è estratto lo zucchero e il giglio d 'acqua.
Si consiglia di procedere alla -fase di elementarizzazione delle -fibre cellulosiche partendo da materiale -fresco senza sottoporla a una pre-essiccazione. Per alcune varietà di masse vegetali quali il giglio d'acqua si può procedere prima a un'inseminazione di micelio di macro-funghi alimentari, poi alla crescita e raccolta dei macro-funghi tra i quali vogliamo citare alcune varietà di plerotus e solo in seguito alla elementarizzazione delle fibre cellulosiche. Su queste masse vegetali si può anche estrarre prima con metodi meccanici e microbiologici le fibre cellulosiche e sulla massa vegetale residua inseminare e coltivare i funghi alimentari; In alcuni casi quali nel sorgo da fibra e consigliato prelevare la massa vegetale prima della formazione della granella evitando così la presenza negativa di ingenti quantitativi di amido. Il processo di disgregazione miscela una dispersione acquosa di microrganismi alla massa vegetale che, se mantenuta in condizioni di elevata umidità invece che in dispersione acquosa, prevede di mantenere i vegetali ad un contenuto di secco inferiore al 50"/..
La massa vegetale va rigirata alcune volte per ogni giorno di macerazione. Il tempo di norma necessario per ottenere una buona elementarizzazione è interiore a due giorni ad una temperatura compresa tra 24’ e 37" C.
L'elevato caldo umida che caratterizza le condizioni climatiche di queste zone geogratiche tavorisce ed accelera naturalmente il processo di elementarizzazione enzimatica. In queste condizioni non è necessaria ricorrere nè à particolari coibentazioni nè a processi di mantenimento in temperatura.
Questi processi hanno un range ottimale di lavorazione ad una temperatura compresa tra 24" e 37"C e le condizioni ottimali di umidità sono normalmente comprese tra il 70 %. ed il 100%..
Nei vegetali sopra elencati è utile procedere ad una -fase di strigliatura e/o decorticazione ossia all'allontanamento meccanico delle sole zone in cui si concentrano le -fibre lunghe di particolare interesse sia tessile che cartario.
Questa -fase permette di ottenere -fibre particolarmente nobili di altissima resa cartaria con un impatto ambientale molto ridotto rispetto allo stato dell'arte del settore industriale cartaria.
Questi microrganismi impiegati su vegetali ricavati da residui alimentari, da eccedenze inquinanti vegetali quali il giglio d'acqua, da esuberi naturali quali la canna da zucchero e 1 materiali spiaggiati, permettono la produzione di paste cellulosiche di qualità a costi competitivi .
Se le paste cellulosiche sono ottenute disgregando rapidamente le masse vegetali -fresche, ossia da materiale che non è stato mai essiccato, oltre a risparmiare dosi sign ificative di reagenti chimici e/α biologici, 5i ottengono -fibre vergini di ottima qualità caratteri zzate anche da un piacevole colore biancastro e questo senza dovere ricorrere all'impiego di sbiancanti chimici. Di colore chiaro sono risultate essere le -fibre -fresche del giglio d'acqua, 1'abaca, il mais, il sorgo, il riso, il grano, la canna da zucchera, l'ananas, il cocco e il tamarindo. Queste -fibre, se ben digerite ed elementarizzate, danno origine a carte e tessuti che non inscuriscono piu per essiccazione.
Reiativamente allo stato dell'arte cartaria si utilizzano impianti semp 1i-ficati di piccola dimensione e di costo molto contenuto. Gli incementanti delle -fibre cellulosiche vengono trasformati da questi microrganismi in anidride carbonica ed acqua, lasciando come residuo queste nuove paste cellulosiche di buona qualità. Le logiche di recupero e riutilizzo operanti nel sottobosco naturale sono qui valorizzate e trasformate in un processo produttivo. La massa vegetale viene caricata in un pulper meglio se trattasi di un pulper ad alta densità, operante ad una concentrazione di lavoro pari ad un secco del 15%. più meno 10%. La temperatura ottimale di elementarizzaz ione dopo un periodo ragionevole di digestione enzimatica della massa -Fibrosa, di norma contenuto nell'arco di una giornata, è risultata essere di 70“C per un tempo di dispersione meccanica di 30 minuti più meno 15 minuti.
Nei processi industriali continui il pulper ad alta densità può essere sostituito o integrato con un turbocuoci tore operante in continuo a temperature elevate di parete di contatto ossia a temperature normalmente comprese tra i 140"C e i 280"C. In questo caso i tempi di elementarizzaziane delle -fibre cellulosiche sano compresi tra i 2 ed i 20 minuti. Le -fibre cellulosiche così elementarizzate hanno ottime caratteristic he -fisicomeccaniche, buona lavorabilità e sono di -facile -finitura di sbianca ossia sono bianchibili con la sola acqua ossigenata impiegata a basse concentrazioni o con suoi derivati . Il carico di emissioni inquinanti è ridotto rispetto ai processi tradizionali di altre il 75%.
La potassa caustica impiegata è consigliabile sia in-feriore al 10% in pesa della massa vegetale calcolata al secco .
Le cellulose, le carte e i cartoni ottenuti, non essendo state trattate con cloro o con cloro derivato, sono sane e anche per combustione non liberano diossina. Queste carte e cartoni sono impiegabili per utilizzazioni molto diversificate quali ad esempio le carte e i cartoni per l'imballo di prodotti alimentari e per il confezionamento, gli shopper, le carte da stampa e da scrivere, le carte per fotocopiatori, i biglietti augurali, le carte da filtro e per sacchetti anche per usi tecnici quali le carte filtranti per aspirapolvere, fino ad arrivare alle carte per usi igienici.
La presente invenzione utilizza per produrre paste cellulosiche residui vegetali di veloce rinnovabilità e preferibilmente freschi e possibilmente aventi un contenuto fibroso di alta qualità.
I residui da questo processo ottenuti per via meccanica, chimica e microbiologica sono consigliati per la produzione di humus e/o di concimi di elevata valore, facilmente impiegabili per coltivazioni industriali.
Queste nuove paste cellulosiche danno origine a carte e cartoni caratteriz zate oltre che dalle elevatissime caratteristiche fisico meccaniche, dal migliorato contenuto ambientale e da elementi estetici positivi.
Questo processo trasforma degli esuberi e degli inquinanti vegetali in nuove materie prime utili.
Questa moderna biotecnologia rende più sani i prodotti cartacei riducendo drasticamente gli inquinanti conseguenti al processo produttivo.
1 reflui liquidi ottenuti da queste paste cellulosiche sano ricchi di polimeri solubili di origine naturale che già nella loro composizione integrale sono usabili come concimi, combustibi 1i,termopo 1imeri leganti e coesionanti. Sorprendentemente questi polimeri, in -forma concentrata, sono idonei a sostituire le resine fenoliche, ureiche e melaminiche usate per la produzione di laminati plastici e di termosagomati.
Pannelli fibrosi ottenuti da fibre di mais con le metodologie descritte in questo processo, impregnati con pari peso secco su secco di estratti polimerici del mais, essiccati all'aria e quindi termopressati per 15' a 150 “C e 70 kg/cm<2>, sono formabili in vassoi di piacevole aspetto e di colore avorio scuro, con discrete caratteristiche meccaniche .
Pannelli fibrosi di fibra ottenuta dal guscio della noce di cocco del peso medio di 1010 g/m<2 >sono stati impregnati con gli estratti polimerici naturali provenienti dal guscio di noci di cocco e , dopa essiccamento, avevano un peso medio di 1890 g/m<2 >.
Questi pannelli termosagomati alle condizioni di 15' per 150 °C per 70 kg/cm<2 >sono formabili in vassoi aventi una colorazione ed un aspetto simili al mogano.
Le -fibre ottenute da residui di cocco, di ananas, del sorgo, del mais, della canna da zucchero, del giglio d 'acqua e da molte altre specie vegetali se pre-separate meccanicamente, per azione microbiologica o per via chimica vengono qui tras-formati in prodotti utili raggiungendo in molti casi livelli qualitativi eccezionali che li rendono utili oltre alla produzione di carta anche alla produzione di pannelli -fibrosi, di tessuti e di tessuti non tessuti.
Le carte e i cartoni prodotti come conseguenza della s-filacciatura meccanica o enzimatica, che sa separare le •fibre lunghe dal contesto degli altri materiali e che pretaglia queste masse -fibrose con una distanza di taglio consigliata superiore ai IO millimetri, da origine a fibre cellulosiche di notevole lunghezza e di elevate prestazioni fisico meccaniche.
Le paste cellulosiche maggiormente idonee per prodotti di elevata fibrosità e resistenza sono state ottenute dall'ananas, dal cocco, dal tamarindo, dal giglio d'acqua, dall 'abaca, dalle foglie di mais, dallo stelo del sorgo. Queste carte sono caratterizzate da ' una resistenza eccezionale alla lacerazione, alla piegatura, alla torsione e da una piacevole formazione fibrosa.
Le carte ottenute dalle altre specie vegetali utilizzate come descritto nella presente invenzione hanno dato origine a carte aventi caratteristiche -fisico meccaniche di livello medio e nei casi della saccorifera e della posidonia si sono avuti livelli di resa e di caratteristiche fisico-meccaniche scarse.
Tutte le paste cellulosiche prima di essere utilizzate per la produzione di carta sono state vagliate con vaglio -a fessure da 0,3 mm al fine di garantire l'allontanamento di particelle non elementarizzate costituite normalmente da zone prossime ai nodi o da zone in cui gli agenti ammorbidenti gli incementanti hanno avuto difficoltà di penetraz ione .
Le paste cellulosiche cosi ottenute sono idonee alla produzione di carte e cartoni sia come costituente fibrosa esclusiva che in miscela tra loro. Queste paste fibrose cellulosiche di elevata qualità sono ottimali già in dosi estremamente ridotte 5/207. per elevare le caratteristiche di paste attenute dal riciclato post consumer. Aggiungendo ad ogni riciclo il 107. di pasta cellulosica ottenuta ad esempio da fibra di ananas tagliata a 15/20 mm, si sono elevate le caratteristiche fisico meccaniche tanto da ottenere carta riciclabile almeno dieci volte contro le 5 volte della stessa carta non addizionata.
ESEMPI i-6
La parte sperimentale seguente evidenzia come le paste cellulosiche ottenute da vegetali freschi fatti macerare tutti per 24 ore a condizioni di temperatura oscillante tra un minima di 24"C ed un massimo di 37°C, preumidificati con acqua in modo da ottenere un contenuto di secco iniziale oscillante tra il 20 ed il 307. di secco, sistema allo stato solido, e rigirati ogni sei ore circa per un tempo di circa 24 ore in vasche aperte, ricoperte con un telo plastico, hanno dato origine, grazie alla formazione naturale di microorganismi demolitori dei materiali incementanti e incrostanti le fibre cellulosiche, ad una massa vegetale facilmente elementarizzabi le per semplice dispersione in una soluzione acquosa alca1inizzata con potassa caustica ad una concentrazione del 27.. Questo processo di digestione può essere effettuato anche in sistema allo stato liquido. Questa dispersione acquosa ha una concentrazione di secco normalmente inferiore al 207. e consigliata superiore al 57. di secco. Nei campioni esaminati, la massa vegetale, dopo la digestione microbiologica , in rapporto 1:8 di sostanza secca di partenza rispetto all'acqua di elementarizzazione , è stata riscaldata a 50°C e mantenuta sotto forte agitazione in un pulper da laboratorio per un tempo di 30 minuti. Dopo i trenta minuti si è addizionata con precauzione una soluzione diluita di acido fosforico fina all'ottenimento di un valore di pH compreso tra 8 e 5,5. Dopo questo processo di neutralizzazione si è proceduto all'allontanamento del liquido elementarizzazione e alle seguenti -fasi di lavaggio. Si impiegato un sistema artigianale di lavaggio attrezzando il cestello di una comune lavatrice con un sacchetto contenitore di tessuto/tela -filtrante. Le acque di filtrazione e le acque di lavaggio sono raccolte, si procede, quindi, a correggere il pH portandolo a valori compresi tra 7,5 e 6,0. La soluzione cosi ottenuta, è di per sè un'acqua concimante. La massa -fibrosa è stata prima facilmente elementarizzata e poi tagliata alla dimensione media di 10/20 mm e usata per la preparazione dell'impasto cartario. L'impasto cartario è costituito da una base di fibre cellulosiche corte di eucalyptus bianchita industrialmente di buona qualità di origine portoghese. La conifera a fibra lunga bianchita di riferimento è di origine canadese ed è stata ricavata da una produzione standard di elevata qualità. Le fibre provenienti da residui equatoriali pre-tagliate a una lunghezza media di ca. 15 mm sono state addizionate agli impasti di eucalyptus e raffinati per 15 minuti in una Olandese Valley di laboratorio e quindi la sospensione fibrosa è stata utilizzata per produrre foglietti di laboratorio su Rapid Kotten.
I dati sperimentali sano raccolti nelle seguenti Tabelle 1 e 2.

Claims (14)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Procedimento per la preparazione di carta caratterizzato dal fatto che si usa una pasta cellulosica fibrosa ottenuta a) facendo macerare per un tempo compreso fra é e 36 ore e ad una temperatura compresa fra 24 e 37“C, i vegetali utilizzati pre-umidif icati con acqua in moda da avere dal 5 al 30X di secco nella massa, b) aggiungendo alla massa trattata una soluzione acquosa contenente dall'l al 3X in peso di potassa caustica, c) trattando la miscela ottenuta con una soluzione acquosa di acido fosforico fino al raggiungimento di un pH compresa fra 8 e 5,5, d> filtrando la sospensione ottenuta per raccogliere separatamente una soluzione acquosa ed una massa solida, che viene essiccata e pressata per dare detta pasta cellulosica fibrosa.
  2. 2. Procedimento come rivendicato nella rivendicazione 1. caratter izzato dal fatto che la massa vegetale impiegata nello stadio a) è fresca.
  3. 3. Procedimento come rivendicato nella rivendicazione 1. cara tterizzato dal fatto che la massa vegetale impiegata nella stadio a) è pre-essicata.
  4. 4. Procedimento come rivendicato nella rivendicazione 1. caratteri zzato dal fatto che la massa vegetale impiegata nello stadio c) del processo è ottenuta a) -facendo macerare per un tempo compreso -fra 6 e 36 ore e ad una temperatura compresa -fra 24 e 37*C, i vegetali utilizzati pre-umidi-ficati con acqua in modo da avere dal 5 al 307. di secco nella massa, b) agitando ad una temperatura compresa -fra 50 e 90 "C per un tempo da 2 a 45 minuti e aggiungendo alla massa trattata una soluzione acquosa contenente dall'l al 3%. in peso di potassa caustica.
  5. 5. Procedimento come rivendicato nella rivendicazioni 1 e 4 caratterizzato dal fatto che la soluzione acquosa ottenuta per filtrazione come descritto nello stadia d), costituisce un buon concime liquido.
  6. 6. Procedimento per la preparazione di carta caratteriz zato dal fatto che si usa una pasta cellulosica fibrosa attenuta a) facendo macerare in presenza di microorganismi naturali digestori per un tempo compreso fra 6 e 36 ore e ad una temperatura compresa fra 24 e 37*C, i vegetali utilizzati pre-umidif icati con acqua in modo da avere dal 5 al 307. di secco nella massa, b) trattando la miscela ottenuta con una soluzione acquosa di acido fosforico fino al raggiungimento di un pH compreso fra 8 e 5,5, c) filtrando la sospensione ottenuta per raccogliere separatamente una soluzione acquosa ed una massa solida, che viene essiccata e pressata per dare detta pasta cellulosica fibrosa.
  7. 7. Procedimento come rivendicato nella rivendicazione 6. caratterizzato dal fatto che la massa vegetale impiegata nello stadio a) è fresca.
  8. 8. Procedimento come rivendicato nella rivendicazione 6. caratterizzato dal fatto che la massa vegetale impiegata nello stadio a) è pre-essicata.
  9. 9. Procedimento come rivendicato nella rivendicazione h caratterizzato dal fatto che la soluzione acquosa ottenuta per filtrazione come descritto nello stadia c), costituisce un buon concime liquido.
  10. 10. Procedimento come rivendicato nella rivendicazione 6 caratterizzato dal fatto che il pH della soluzione acquosa dello stadio c) viene portata ad un valore compreso fra 8 e 5,5 e trasformata in humus o concimi mediante miscelazione con sostanze azotate naturali ed essiccamento all 'aria.
  11. 11. Pasta fibrosa cellulosica caratterizzata dal fatto che è ottenuta da residui vegetali equatoriali quali l<'>ananas, il cocco, il tamarindo, la bagassa, il sorgo, il mais, il grano, il riso, 1'abaca, il giglio d'acqua dolce e la posidonia.
  12. 12. Carta e cartone da materiali fibrosi vegetali equatoriali caratteri zzata dal fatto che detti materiali sona utilizzati in miscela fra loro o con altri impasti cel lulosici.
  13. 13. Pannelli fibrosi filtranti di tessuta non tessuto ottenuti da pasta fibrosa cellulosica ottenuta come rivendicato nella rivendicazione 7.
  14. 14. Paste cellulosiche, carta e cartoni secondo le rivendicazioni precedenti, bianchiti mediante azione microbiologica e/o con acqua ossigenata o suoi derivati.
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