ITUD20110067A1 - Dispositivo di comando per un organo di intercettazione di un fluido, ed organo di intercettazione - Google Patents
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Description
Descrizione del trovato avente per titolo:
"DISPOSITIVO DI COMANDO PER UN ORGANO DI INTERCETTAZIONE DI UN FLUIDO, ED ORGANO DI INTERCETTAZIONE
CAMPO DI APPLICAZIONE
Il presente trovato si riferisce ad un dispositivo di comando, quale una maniglia, o simile, per un organo di intercettazione, ad esempio una valvola di chiusura, che viene interposta fra una tubazione per condizionare il flusso di un fluido.
In particolare, il dispositivo di comando à ̈ provvisto di organi di sicurezza, ad esempio a serratura, per vincolare selettivamente l'attuazione dell'organo di intercettazione.
II presente trovato si riferisce anche all'organo di intercettazione provvisto di tale dispositivo di comando.
STATO DELLA TECNICA
Sono noti dispositivi di comando per un organo di intercettazione di un fluido, quali ad esempio maniglie provviste di una serratura di sicurezza per il comando di una valvola di chiusura, ad esempio del tipo applicabile su tubazioni di passaggio di un fluido, a monte e/o a valle di un contatore.
Questa tipologia di maniglie note permettono di inibire almeno l'apertura di una valvola da parte di persone non autorizzate, rendendo sostanzialmente esclusivo il comando della valvola stessa.
Sono pure note maniglie provviste di una serratura, che à ̈ selettivamente comandabile mediante l'utilizzo di due chiavi fra loro differenti.
In particolare, le chiavi delle maniglie note sono funzionalmente prevalenti una sull'altra per comandare la serratura, in modo da permettere al possessore della chiave prevalente sia di inibire all'altro l'utilizzo della valvola, sia di forzare una condizione funzionale stabilita, eventualmente impedendo il ripristino della condizione precedente. Nella pratica, questo tipo di maniglie di comando trovano diffusa applicazione in prossimità dei contatori di fluido, ad esempio acqua, gas metano od altro, in cui l'ente gestore à ̈ in possesso della chiave prevalente, mentre il proprietario à ̈ in possesso dell'altra chiave.
Tale condizione funzionale permette all'ente gestore di forzare sia in chiusura, sia in apertura, una condizione aperta, o chiusa, definita dall 'utente.
Questa possibilità permette al gestore sia di chiudere forzatamente l'erogazione del fluido in caso di morosità , mantenendo inalterabile tale condizione, sia di ristabilire la condizione di apertura senza avviso per l'utente.
Questa seconda condizione può comportare però notevoli disagi ed incidenti, anche gravi, per l'utente, il quale potrebbe avere alcuni rubinetti aperti in casa e, non essendo consapevole di una eventuale rimozione della condizione di blocco, non prestare la dovuta attenzione alle normali indicazioni di sicurezza.
Tali pericoli sono ancora più amplificati se si considera l'erogazione di gas infiammabile.
Altro inconveniente di questa tipologia di maniglie di comando, sempre applicata a valvole disposte a valle dei contatori, à ̈ relativo all'impossibilità da parte dell'utente di mantenere con certezza la valvola in condizione chiusa, ad esempio durante lunghi periodi di inutilizzo.
Questo, come nella condizione precedente, può comportare potenziali danni per gli immobili, in caso di apertura forzata ed erogazione incontrollata del fluido, all'insaputa, ad esempio del proprietario dell 'immobile.
È pure noto, dalla domanda di brevetto italiana a nome della Richiedente UD2009A000174, un dispositivo di comando per organi di intercettazione provvisto di due organi di serratura selettivamente attuabili mediante rispettive chiavi di attuazione.
Gli organi di serratura cooperano con un perno di rotazione centrale che à ̈ associato all'organo di intercettazione del fluido.
In particolare, il perno di rotazione à ̈ provvisto di tratti di bloccaggio adatti a cooperare meccanicamente con i suddetti organi di serratura ed a vincolare, in modo indipendente uno dall'altro, la condizione di chiusura della valvola mediante l'utilizzo di una prima chiave e di una seconda chiave diverse fra loro.
L'attivazione degli organi di serratura à ̈ possibile unicamente quando il dispositivo di comando à ̈ in una condizione di intercettazione del flusso di fluido.
In questa condizione, due utenti diversi possono decidere, in modo indipendente uno dall'altro, di vincolare detta condizione di chiusura della valvola impedendone la riapertura all'altro.
Nello specifico quindi nessuno dei due organi di serratura prevale sull'altro per cui ciascuno dei due utenti a cui sono associati la prima chiave e la seconda chiave devono essere concordi nel prevedere l'apertura dell'organo di intercettazione.
Tale soluzione nota, in alcuni casi, può generare delle condizioni di pericolo dell'impianto.
Ad esempio può accadere che il proprietario di un impianto stia momentaneamente sfruttando l'erogazione di fluido attraverso un'utenza come ad esempio un fornello, una stufa a gas o altro, e che ad un operatore esterno, ad esempio un manutentore, sia richiesta la necessità di sospendere momentaneamente l'erogazione per effettuare operazioni di manutenzione.
In questo caso, il manutentore chiude la valvola di intercettazione e, con la sua chiave impedisce, per questioni di sicurezza la sua riapertura da parte di chiunque. Una volta terminate le manutenzioni richieste, lo stesso manutentore riapre la valvola ristabilendo la condizione di erogazione del fluido nell'impianto .
Nel caso in cui il proprietario dell'impianto non sia a conoscenza della chiusura e successiva riapertura della valvola può accadere che ci siano fuoriuscite di fluido dall'utenza la quale, al momento in cui la valvola à ̈ stata chiusa, stava sfruttando tale condizione di erogazione. Questa situazione soprattutto nel caso di erogazione di gas infiammabile può avere anche effetti disastrosi.
Uno scopo del presente trovato à ̈ quello di realizzare un dispositivo di comando per un organo di intercettazione di un fluido che sia di semplice ed economica realizzazione e che permetta di superare gli inconvenienti della tecnica nota, evitando, una volta che l'organo di intercettazione viene chiuso per qualsiasi evenienza, il rischio di apertura ed erogazione del fluido senza l'intervento consapevole dell'utilizzatore dell'impianto a cui à ̈ associato il dispositivo di intercettazione.
Per ovviare agli inconvenienti della tecnica nota e per ottenere questi ed ulteriori scopi e vantaggi, la Richiedente ha studiato, sperimentato e realizzato il presente trovato.
ESPOSIZIONE DEL TROVATO
Il presente trovato à ̈ espresso e caratterizzato nelle rivendicazioni indipendenti. Le rivendicazioni dipendenti espongono altre caratteristiche del presente trovato o varianti dell'idea di soluzione principale.
In accordo con il suddetto scopo, un dispositivo di comando per comandare selettivamente un organo di intercettazione di un flusso di fluido, quale ad esempio una valvola di intercettazione, Ã ̈ adatto ad assumere almeno una prima condizione operativa ed una seconda condizione operativa in cui il flusso di fluido, attraverso l'organo di intercettazione, viene rispettivamente intercettato o permesso.
Il dispositivo di comando comprende:
- una porzione di presa prevista per permettere ad un operatore di portare il dispositivo di comando nella suddetta prima e seconda condizione operativa ovvero chiudere od aprire la valvola;
- un perno associato alla porzione di presa ed adatto ad articolare quest'ultima rispetto all'organo di intercettazione il quale, a sua volta, Ã ̈ associato solitamente ad una sfera della valvola; e
- un primo organo di serratura ed un secondo organo di serratura associati, ed adatti a cooperare, con la porzione di presa per inibire selettivamente ed in modo indipendente uno dall'altro, la sua articolazione rispetto all'organo di intercettazione, quando quest'ultimo à ̈ nella sua prima condizione operativa.
Secondo un aspetto del presente trovato, almeno il primo organo di serratura comprende elementi di interferenza che, nel passaggio dalla seconda condizione operativa alla prima condizione operativa, sono adatti a cooperare meccanicamente ed in modo automatico, con elementi di contrasto previsti nella porzione di presa, e ad inibire l'articolazione della porzione di presa quando questa raggiunge la prima condizione operativa. Un elemento di attuazione à ̈ selettivamente associabile al primo organo di serratura per svincolare gli elementi di interferenza dagli elementi di contrasto e permettere di ristabilire la seconda condizione operativa mediante azione sulla porzione di presa.
In questo modo à ̈ dunque possibile prevedere che nel passaggio da una condizione di organo di intercettazione aperto ad una condizione di organo di intercettazione chiusa, à ̈ possibile ristabilire una condizione di valvola aperta unicamente se si interviene con l'elemento di attuazione nella prima serratura.
Questa particolare conformazione permette quindi la chiusura della valvola da parte di chiunque per, ad esempio, intervenire nell'impianto a cui à ̈ associato in condizioni di emergenza. Con il secondo organo di serratura à ̈ possibile assicurare l'inibizione dalla riapertura della valvola mediante il primo organo di serratura. La riapertura della valvola à ̈ quindi possibile solo ed unicamente quando il secondo organo di serratura viene disattivato e viene inserito l'elemento di attuazione per svincolare gli elementi di interferenza dagli elementi di contrasto.
Secondo una forma di realizzazione, il primo organo di serratura, nel passaggio dalla seconda alla prima condizione operativa, Ã ̈ adatto a ruotare, attorno al perno, e su se stesso, per portare gli elementi di interferenza in cooperazione con gli elementi di contrasto .
In una forma di realizzazione preferenziale, il primo organo di serratura comprende un corpo cilindrico, gli elementi di interferenza comprendono linguette in uso scorrevoli radialmente nel corpo cilindrico, e normalmente disposte sporgenti rispetto ad esso e l'elemento di attuazione à ̈ adatto a cooperare con le linguette per portarle in una condizione ritratta all'interno del corpo cilindrico.
Secondo un'ulteriore forma di realizzazione, la porzione di presa comprende almeno una sede di alloggiamento del primo organo di serratura. La sede à ̈ provvista di almeno una prima scanalatura e di una seconda scanalatura longitudinali, disposte sfalsate angolarmente fra loro, e definenti i suddetti elementi di contrasto. La sede à ̈ inoltre provvista di una superficie inclinata che si estende radialmente rispetto alla sede, ed inclinata dalla prima scanalatura verso la seconda scanalatura.
In particolare, risulta vantaggioso prevedere che, nella seconda condizione operativa, le linguette siano predisposte per essere inserite nella seconda scanalatura e, nel passaggio dalla seconda condizione operativa alla prima condizione operativa, sono adatte a scorrere lungo la superficie inclinata e ad inserirsi con accoppiamento di interferenza nella seconda scanalatura, inibendo l'articolazione della porzione di presa.
Secondo una forma di realizzazione vantaggiosa, la prima e la seconda scanalatura sono definite da due superfici laterali contrapposte fra loro e da una superficie di fondo. La superficie inclinata si estende, dal vertice definito fra la superficie laterale della prima scanalatura e la sede di alloggiamento del primo organo di serratura, verso una parte interna della superficie laterale della seconda scanalatura. Risulta vantaggioso prevedere che la superficie inclinata presenti un profilo ad evolvente.
In altre forme di realizzazione ancora, il dispositivo di comando comprende inoltre una ghiera associata al perno, in uso solidale con l'organo di intercettazione, e provvista di una prima porzione dentata. Al primo organo di serratura à ̈ associata una seconda porzione dentata adatta ad ingranare con la prima porzione dentata della ghiera per provvedere alla rotazione, su se stesso, del primo organo di serratura durante il passaggio dalla prima condizione alla seconda condizione operativa e viceversa.
Durante la rotazione della porzione di presa, il primo organo di serratura ruota attorno al perno e su se stesso portando quindi le sue linguette in modo automatico dalla seconda scanalatura, in cui sono alloggiate quando l'organo di intercettazione à ̈ aperto, verso la prima scanalatura in cui inibiscono la rotazione della porzione di presa.
Le linguette possono essere associate ad elementi elastici che le mantengono normalmente in una condizione estratta e sporgente rispetto al corpo cilindrico in cui sono alloggiate.
Il presente trovato à ̈ anche relativo ad un organo di intercettazione a cui à ̈ associato un dispositivo di comando come sopra descritto.
ILLUSTRAZIONE DEI DISEGNI
Queste ed altre caratteristiche del presente trovato appariranno chiare dalla seguente descrizione di una forma preferenziale di realizzazione, fornita a titolo esemplificativo, non limitativo, con riferimento agli annessi disegni in cui:
- la fig. 1 Ã ̈ una vista prospettica di un dispositivo di comando, secondo il presente trovato, associato ad un organo di intercettazione, in una prima configurazione operativa;
- la fig. 2 Ã ̈ una vista prospettica del dispositivo di fig. 1 in una seconda configurazione operativa; - la fig. 3 Ã ̈ una vista prospettica di una porzione parzialmente sezionata del dispositivo di comando di fig. 1;
- la fig. 4 Ã ̈ una vista in sezione di fig. 1;
- la fig. 5 Ã ̈ una vista in sezione lungo la linea V-V di fig. 4;
- la fig. 6 Ã ̈ una vista in sezione di fig. 2;
- la fig. 7 Ã ̈ una vista in sezione lungo la linea VII- VII di fig. 6;
- le figg. 8, 9, 10 sono rappresentazioni in sezione del dispositivo di comando in diverse configurazioni operative;
- la fig. 11 Ã ̈ una rappresentazione di un particolare sezionato del dispositivo di comando.
Per facilitare la comprensione, numeri di riferimento identici sono stati utilizzati, ove possibile, per identificare elementi comuni identici nelle figure.
DESCRIZIONE DI UNA FORMA PREFERENZIALE DI
REALIZZAZIONE
Con riferimento alle figure allegate, un dispositivo di comando, secondo il presente trovato, viene indicato nel suo complesso con il numero di riferimento 10 ed à ̈ adatto ad essere associato ad un organo di intercettazione, nella fattispecie una valvola 11 di intercettazione per comandare selettivamente il passaggio di acqua, gas od altro fluido .
In particolare, il dispositivo di comando 10 Ã ̈ adatto ad assumere almeno una prima condizione operativa, o condizione chiusa (fig. 1, 4, 5 e 10), ed una seconda condizione operativa, o condizione aperta (fig. 2, 6, 7 e 8), in cui il flusso di fluido attraverso la valvola 11 viene rispettivamente intercettato o permesso nel suo scorrimento.
Nello specifico, il dispositivo di comando 10 comprende una porzione di presa 12 prevista per permettere ad un utente di portare il dispositivo di comando 10 nella prima e seconda condizione operativa, un perno 13 (fig. 6) ruotante attorno ad un primo asse di rotazione Z sostanzialmente centrale associato alla porzione di presa 12 ed adatto ad articolare quest'ultima rispetto al corpo della valvola 11.
Nello specifico, il perno 13 (figg. 4 e 6) Ã ̈ solidalmente associato alla porzione di presa 12 all'interno di una relativa sede di alloggiamento 15 di quest'ultima mediante una vite 16, ed una ghiera 19 Ã ̈ disposta passante, coassiale e fissa rispetto al perno 13 girevole.
In particolare, la ghiera 19 Ã ̈ provvista di una prima parte 20 superiore e di una seconda parte 21 inferiore entrambe di forma sostanzialmente cilindrica.
Nello specifico, la seconda parte 21 à ̈ provvista di un'asola 22 che si estende in direzione assiale ed à ̈ adatta a cooperare con un rispettivo risalto 18 ricavato sul corpo della valvola 11 per vincolare la rotazione della ghiera 19 rispetto al perno 13 e mantenerla sostanzialmente solidale con la valvola 11. Il bloccaggio assiale della ghiera 19 avviene mediante azione della vite 16 e della porzione di presa 12.
Questa caratteristica, oltre a semplificare la realizzazione della valvola 11, permette di rendere sostanzialmente universale il dispositivo di comando 10 semplicemente sostituendo la ghiera 16 con un'altra avente una seconda parte 21 con un'apertura 22 conformata in modo differente.
La prima parte 20 (figg. 4-7) della ghiera 19 Ã ̈ provvista, sulla sua superficie circonferenziale cilindrica, di un incavo 23 di forma semicircolare, e di una prima dentatura 25 che si estende per angolo di ampiezza superiore a 90°, vantaggiosamente di circa 120°.
La prima parte 20 della ghiera 19 Ã ̈ inoltre provvista di due pioli 26 diametralmente contrapposti (figg. 8-10), che si estendono sporgenti dalla parte opposta rispetto alla seconda parte 21.
Ciascun piolo 26 à ̈ adatto ad essere inserito, durante il montaggio, in una corrispondente asola 27 circonferenziale, avente una ampiezza sostanzialmente di 90° e ricavata nella porzione di presa 12. Nello specifico le porzioni di estremità delle asole 27 assieme ai pioli 26 definiscono fine corsa alla rotazione della porzione di presa 12 limitandone quindi la sua rotazione rispetto al corpo della valvola 11 dalla sua posizione aperta a quella chiusa.
Il dispositivo di comando 10 (figg. 1-7) comprende inoltre due organi di serratura, rispettivamente, una prima 31 ed una seconda 32 serratura, le quali sono saldamente alloggiate all'interno di una rispettiva prima sede 33 e di una rispettiva seconda sede 34 di alloggiamento ricavate passanti nella porzione di presa 12.
La prima sede 33 e la seconda sede 34 presentano un loro asse longitudinale, rispettivamente X e Y che sono sostanzialmente paralleli all'asse di rotazione Z della sede di alloggiamento 15 del perno 13.
Nella fattispecie la prima sede 33 e la seconda sede 34 (fig. 11) comprendono ciascuna quattro scanalature longitudinali 36a, 36b e rispettivamente 37 disposte a 90° fra loro, e che, in uso, fungono da elementi di contrasto per parti delle serrature 31 e 32, come verrà descritto nel prosieguo.
La prima sede 33 comprende una prima superficie 35 sostanzialmente cilindrica, e le scanalature 36a e 36b sono definite da due superfici laterali 39 ed una superficie di fondo 40.
Inoltre, nella prima sede 33, fra due scanalature adiacenti 36a e 36b, sono realizzate due fresate contrapposte a definire rispettive superfici inclinate 41 che dal vertice definito fra la superficie laterale 39 della scanalatura 36b e la prima superficie 35 si estende verso la parte centrale della superficie laterale 39 della scanalatura 36a adiacente. In forme preferenziali di realizzazione, la superficie inclinata 41 presenta un profilo ad evolvente che si estende dalla scanalatura 36b alla scanalatura 36a, aumentando progressivamente la distanza dall'asse di rotazione X.
La prima 31 e la seconda serratura 32 (figg. 1 e 2) comprendono ciascuna un corpo cilindrico 42 provvisto di una sede 47 per l'inserimento di un corrispondente elemento di attuazione, o chiave 43, 44 la quale determina la movimentazione di elementi di interferenza, nella fattispecie linguette 45 (fig.
3), che sono disposte in sedi ricavate nel corpo cilindrico 42 e scorrevoli sostanzialmente radiali rispetto ad esso.
Mezzi elastici, non rappresentati nelle figure, e sostanzialmente noti, sono associati alle linguette 45 ed al corpo cilindrico 42 per mantenere le linguette 45 normalmente in una posizione estratta rispetto alla superficie circonferenziale del corpo cilindrico 42.
Quando le chiavi 43, 44 vengono inserite nelle apposite sedi 47 determinano lo scorrimento delle rispettive linguette 45, le quali si portano completamente all'interno dell'ingombro definito dal corpo cilindrico 42.
In uso le suddette linguette 45 sono adatte a cooperare meccanicamente con le scanalature 36 che sono ricavate nella porzione di presa 12, per definire delle condizioni di interferenza e vincolare quindi la rotazione di quest'ultima rispetto al corpo della valvola 11.
Ciascuna serratura 31, 32 (figg. 4 e 6) à ̈ fissata alla porzione di presa 12 mediante corrispondenti flangie di chiusura 49, 50 le quali si fissano rispettivamente alla serratura 31 e 32 mediante viti di chiusura 53, e sono provviste di una porzione di battuta 51 che in uso à ̈ adatta a cooperare meccanicamente con la prima parte 20 della ghiera 19 per vincolare la movimentazione assiale lungo i rispettivi assi X e Y.
Vantaggiosamente, le viti di chiusura 53 sono del tipo a rottura prestabilita, per evitare possibili manomissioni delle serrature 31 e 32, una volta montate.
La flangia di chiusura 49 (figg. 4-7) che à ̈ associata alla prima serratura 31 à ̈ provvista di una seconda dentatura 55 che à ̈ adatta ad ingranare con i denti della prima dentatura della ghiera 19.
Nella fattispecie, analogamente alla prima dentatura 25, anche la seconda dentatura 55 si estende per un angolo di ampiezza superiore a 90°, vantaggiosamente di 120°.
In uso, la prima e la seconda dentatura 25, e 55 sono opportunamente fasate fra loro di modo che quando la porzione di presa 12 viene azionata, ovvero fatta ruotare attorno all'asse di rotazione Z, la seconda dentatura 55 ingranando sulla prima 25 che à ̈ fissa, determini una rotazione del corpo cilindrico 42 della prima serratura 31 attorno all'asse longitudinale X, per un angolo di 90°.
Sia la prima dentatura 25 che la seconda dentatura 55 sono provviste di porzioni di battuta che determinano fine corsa alla rotazione della seconda dentatura 55 attorno alla prima dentatura 25.
La flangia di chiusura 50 associata alla seconda serratura 32, si trova con la sua porzione di battuta 51, in uso, sostanzialmente complanare alla prima parte 20 della ghiera 19, e comprende una sfaccettatura 56 piana, ricavata sulla rispettiva superficie circolare.
La posizione angolare della sfaccettatura 56 rispetto al perno 13 può essere variata mediante azionamento della chiave 44 quando il dispositivo di comando 10 à ̈ nella sua condizione chiusa.
In tale condizione infatti, l'incavo 23 ricavato sulla prima parte 20 della ghiera 19 si viene a trovare affacciato alla sfaccettatura 56.
Inserendo la chiave ed agendo su essa à ̈ quindi possibile far ruotare il corpo cilindrico 42 della seconda serratura 32 e portare la superficie circonferenziale esterna della flangia di chiusura 50 in cooperazione con l'incavo 23 e quindi impedire la rotazione reciproca della porzione di presa 12 rispetto al corpo della valvola 11.
L'azionamento della seconda serratura 32, ovvero il bloccaggio della rotazione della porzione di presa 12 rispetto al corpo della valvola 11 à ̈ possibile unicamente quando la valvola 11 si trova nella sua posizione chiusa, ovvero quando il dispositivo di comando 10 à ̈ nella sua prima condizione operativa. La seconda serratura 32 à ̈ generalmente associata ad un manutentore che, nel momento in cui gli viene richiesto di intervenire sull'impianto, può chiudere in totale sicurezza la valvola 11 evitando l'eventualità che qualcuno la riapra.
Con riferimento alle figure allegate viene di seguito descritto il funzionamento del dispositivo di comando .
In una condizione aperta della valvola 11, corrispondente alla seconda condizione operativa del dispositivo di comando 10, e con chiavi 43, 44 non inserite nelle rispettive serrature 31 e 32, la porzione di presa 12 si trova sostanzialmente allineata alla direzione di passaggio del flusso di fluido.
In tale configurazione, la porzione di presa 12 Ã ̈ libera di ruotare attorno all'asse di rotazione Z per portare la valvola 11 in una condizione di intercettazione del flusso di fluido.
Le linguette 45 della prima serratura 31 sono in posizione estratta rispetto al corpo cilindrico 42 e sono inserite nella scanalatura 36a.
Con riferimento a fig. 8, la porzione di presa 12 può essere ruotata unicamente in senso orario, mentre in senso antiorario, la rotazione à ̈ impedita sia dai pioli 26 che sono in condizione di fine corsa all'interno dell'asola circonferenziale 27, sia dalle linguette 45 che vanno in battuta contro la superficie laterale 39 della scanalatura 36a.
Ruotando la porzione di presa 12 in senso orario (fig. 9), le linguette 45 sono scorrevoli all'interno del corpo cilindrico 42 e strisciano lungo la superficie inclinata 41. Durante la rotazione dalla porzione di presa 12 (fig. 9), la prima serratura 31 viene portata in rotazione su se stessa mediante ingranamento della seconda dentatura 55 della flangia 49 sulla prima dentatura 25 della ghiera 19.
Quando la porzione di presa 12 raggiunge la prima condizione operativa del dispositivo di blocco 10 (fig. 10), e quindi nel caso di specie à ̈ ruotata di 90° rispetto alla condizione assunta nella seconda configurazione operativa, le linguette 45 per effetto elastico vengono spinte radialmente verso l'esterno e si dispongono all'interno della scanalatura 36b, generando una condizione di interferenza che vincola la rotazione della porzione di presa 12 rispetto al corpo della valvola 11.
In questa configurazione operativa quindi non à ̈ possibile in nessun caso riaprire la valvola 11 se non inserendo la chiave 43 nella prima serratura 31. Quest'ultima condizione determina infatti la ritrazione delle linguette 45 all'interno del corpo cilindrico 42 e quindi lo svincolo dalla condizione di interferenza.
In questa configurazione operativa inoltre, Ã ̈ possibile vincolare comunque la rotazione della porzione di presa 12 mediante la seconda serratura 32 .
Infatti con l'azione della chiave 44 nella seconda serratura 32 Ã ̈ possibile, in modo noto attivare la condizione di vincolo portando la superficie circonferenziale esterna dalla seconda flangia 50 in cooperazione di interferenza con l'incavo 23 della ghiera 19.
In questo caso quindi anche inserendo la chiave 43 nella prima serratura 31 non sarebbe possibile riaprire la valvola 11.
La riapertura della valvola 11 Ã ̈ possibile unicamente quando la seconda serratura 32 rende la sfaccettatura 56 sostanzialmente affacciata alla superficie esterna della ghiera 19, e la chiave 43 viene inserita nella prima serratura 31.
Questa particolare configurazione permette che la chiusura della valvola 11 possa essere effettuata da un qualsiasi utente senza l'ausilio di alcuna chiave di serratura. Una volta assunta la condizione di valvola chiusa la sua riapertura viene inibita a chiunque se non inserendo la chiave 43 nella prima serratura 31.
In questa condizione à ̈ possibile inibire la riapertura della valvola anche dall'inserimento della chiave 43 nella prima serratura 31, azionando la seconda serratura 32.
Queste particolari funzioni permettono quindi di poter effettuare in totale sicurezza, ad esempio operazioni di manutenzione vincolando l'apertura della valvola 11 con la seconda serratura 32 e di evitare che la condizione di riapertura della valvola 11 venga realizzata se non mediante azionamento della prima serratura 31, la cui chiave 43 di azionamento à ̈ solitamente associata ad un operatore diverso dal quello in possesso della chiave 44.
È chiaro che al dispositivo di comando 10 ed all'organo di intercettazione che utilizza tale dispositivo di comando 10, fin qui descritto possono essere apportate modifiche e/o aggiunte di parti, senza per questo uscire dall'ambito del presente trovato .
È anche chiaro che, sebbene il presente trovato sia stato descritto con riferimento ad alcuni esempi specifici, una persona esperta del ramo potrà senz'altro realizzare molte altre forme equivalenti di dispositivo di comando e organo di intercettazione che utilizza tale dispositivo di comando, aventi le caratteristiche espresse nelle rivendicazioni e quindi tutte rientranti nell'ambito di protezione da esse definito.
Claims (10)
- RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo di comando per comandare selettivamente un organo di intercettazione (11) di un flusso di fluido, adatto ad assumere almeno una prima condizione operativa ed una seconda condizione operativa in cui il flusso di fluido attraverso detto organo di intercettazione (11), viene rispettivamente intercettato o permesso, e comprendente: - una porzione di presa (12) prevista per portare il dispositivo di comando in detta prima e seconda condizione operativa; - un perno (13) associato alla porzione di presa (12) ed adatto ad articolare quest'ultima rispetto all'organo di intercettazione (11); e - un primo organo di serratura (31) ed un secondo organo di serratura (32) associati, ed adatti a cooperare, con la porzione di presa (12) per inibire selettivamente ed in modo indipendente uno dall'altro, la sua articolazione rispetto all'organo di intercettazione (11), quando quest'ultimo à ̈ nella sua prima condizione operativa, caratterizzato dal fatto che almeno detto primo organo di serratura (31) comprende elementi di interferenza (45) che, nel passaggio da detta seconda condizione operativa a detta prima condizione operativa, sono adatti a cooperare meccanicamente ed in modo automatico, con elementi di contrasto (36a, 36b) previsti in detta porzione di presa (12), e ad inibire l'articolazione della porzione di presa (12) quando raggiunge detta prima condizione operativa, e che un elemento di attuazione (13) à ̈ selettivamente associabile a detto primo organo di serratura (31) per svincolare detti elementi di interferenza (45) da detti elementi di contrasto (36a, 36b) e permettere di ristabilire detta seconda condizione operativa mediante azione su detta porzione di presa (12).
- 2. Dispositivo come nella rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detto primo organo di serratura (31), nel passaggio da detta seconda a detta prima condizione operativa, Ã ̈ adatto a ruotare attorno a detto perno (13), e su se stesso, per portare detti elementi di interferenza (45) in cooperazione con detti elementi di contrasto (36a, 36b).
- 3. Dispositivo come nella rivendicazione 1 o 2, caratterizzato dal fatto che detto primo organo di serratura (31) comprende un corpo cilindrico (42), che detti elementi di interferenza comprendono linguette (45) in uso scorrevoli radialmente in detto corpo cilindrico (42), e normalmente disposte sporgenti rispetto ad esso, e che detto elemento di attuazione (43) Ã ̈ adatto a cooperare con dette linguette (45) per portarle in una condizione ritratta all'interno di detto corpo cilindrico (42).
- 4. Dispositivo come in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detta porzione di presa (12) comprende almeno una sede (33) di alloggiamento di detto primo organo di serratura (31), detta sede (33) essendo provvista di almeno una prima scanalatura (36b) e una seconda scanalatura (36a) longitudinali, disposte sfalsate angolarmente fra loro, e definenti detti elementi di contrasto, e di una superficie inclinata (41) che si estende radialmente rispetto a detta sede (33) ed inclinata da detta prima scanalatura (36b) verso detta seconda scanalatura (36a).
- 5. Dispositivo come nella rivendicazione 3 e 4, caratterizzato dal fatto che in detta seconda condizione operativa, dette linguette (45) sono predisposte per essere inserite in detta seconda scanalatura (36a) e, nel passaggio da detta seconda condizione operativa a detta prima condizione operativa, dette linguette (45) sono adatte a scorrere lungo detta superficie inclinata (41) e ad inserirsi con accoppiamento di interferenza in detta seconda scanalatura (36a), inibendo l'articolazione della porzione di presa (12).
- 6. Dispositivo come nella rivendicazione 4 o 5, caratterizzato dal fatto che dette prima (36b) e seconda scanalatura (36a) sono definite da due superfici laterali (39) contrapposte fra loro e da una superficie di fondo (40) e che detta superficie inclinata (41) si estende, dal vertice definito fra la superficie laterale (39) della prima scanalatura (36b) e la sede (33), verso una parte interna della superficie laterale (39) della seconda scanalatura (36a) .
- 7. Dispositivo come nella rivendicazione 4, 5 o 6, caratterizzato dal fatto che detta superficie inclinata (41) presenta un profilo ad evolvente.
- 8. Dispositivo di comando come in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che comprende una ghiera (19) associata a detto perno (19), in uso solidale con detto organo di intercettazione (11), e provvista di una prima porzione dentata (25), che a detto primo organo di serratura (31) Ã ̈ associata una seconda porzione dentata (55) adatta ad ingranare con detta prima porzione dentata (25) per provvedere alla rotazione, su se stesso, di detto primo organo di serratura (31) attorno ad un proprio asse (X) durante il passaggio da detta prima condizione a detta seconda condizione operativa e viceversa.
- 9. Dispositivo come nella rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che detto asse (X) Ã ̈ sostanzialmente parallelo ad un asse di rotazione (Z) di detto perno (13).
- 10. Organo di intercettazione a cui à ̈ associato un dispositivo di comando (10) come ad una o l'altra delle rivendicazioni precedenti,
Priority Applications (1)
| Application Number | Priority Date | Filing Date | Title |
|---|---|---|---|
| IT000067A ITUD20110067A1 (it) | 2011-04-29 | 2011-04-29 | Dispositivo di comando per un organo di intercettazione di un fluido, ed organo di intercettazione |
Applications Claiming Priority (1)
| Application Number | Priority Date | Filing Date | Title |
|---|---|---|---|
| IT000067A ITUD20110067A1 (it) | 2011-04-29 | 2011-04-29 | Dispositivo di comando per un organo di intercettazione di un fluido, ed organo di intercettazione |
Publications (1)
| Publication Number | Publication Date |
|---|---|
| ITUD20110067A1 true ITUD20110067A1 (it) | 2012-10-30 |
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ID=44554119
Family Applications (1)
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|---|---|---|---|
| IT000067A ITUD20110067A1 (it) | 2011-04-29 | 2011-04-29 | Dispositivo di comando per un organo di intercettazione di un fluido, ed organo di intercettazione |
Country Status (1)
| Country | Link |
|---|---|
| IT (1) | ITUD20110067A1 (it) |
Citations (4)
| Publication number | Priority date | Publication date | Assignee | Title |
|---|---|---|---|---|
| US2439113A (en) * | 1944-07-15 | 1948-04-06 | Bendix Aviat Corp | Valve controlling mechanism |
| EP0168154A2 (en) * | 1984-06-02 | 1986-01-15 | Alan Elgar Herbert Ellis | Lock mechanisms |
| WO1998042937A2 (en) * | 1997-03-22 | 1998-10-01 | Eja Engineering Limited | Valve lock and adapter |
| ITUD20090174A1 (it) * | 2009-10-06 | 2011-04-07 | Emmeti Spa | Elemento di comando per un dispositivo di intercettazione di un fluido, e dispositivo di intercettazione |
-
2011
- 2011-04-29 IT IT000067A patent/ITUD20110067A1/it unknown
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