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ITUD20070115A1 - Motore a scoppio a pistone rotante - Google Patents

Motore a scoppio a pistone rotante Download PDF

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Publication number
ITUD20070115A1
ITUD20070115A1 IT000115A ITUD20070115A ITUD20070115A1 IT UD20070115 A1 ITUD20070115 A1 IT UD20070115A1 IT 000115 A IT000115 A IT 000115A IT UD20070115 A ITUD20070115 A IT UD20070115A IT UD20070115 A1 ITUD20070115 A1 IT UD20070115A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
engine
motor
rotation
chamfer
piston
Prior art date
Application number
IT000115A
Other languages
English (en)
Inventor
Mariano Manganaro
Original Assignee
Mariano Manganaro
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Mariano Manganaro filed Critical Mariano Manganaro
Priority to IT000115A priority Critical patent/ITUD20070115A1/it
Priority to US12/452,334 priority patent/US8408179B2/en
Priority to PCT/EP2008/058057 priority patent/WO2009000844A2/en
Priority to EP08774273A priority patent/EP2179139A2/en
Publication of ITUD20070115A1 publication Critical patent/ITUD20070115A1/it

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    • FMECHANICAL ENGINEERING; LIGHTING; HEATING; WEAPONS; BLASTING
    • F02COMBUSTION ENGINES; HOT-GAS OR COMBUSTION-PRODUCT ENGINE PLANTS
    • F02BINTERNAL-COMBUSTION PISTON ENGINES; COMBUSTION ENGINES IN GENERAL
    • F02B55/00Internal-combustion aspects of rotary pistons; Outer members for co-operation with rotary pistons
    • F02B55/02Pistons
    • FMECHANICAL ENGINEERING; LIGHTING; HEATING; WEAPONS; BLASTING
    • F01MACHINES OR ENGINES IN GENERAL; ENGINE PLANTS IN GENERAL; STEAM ENGINES
    • F01CROTARY-PISTON OR OSCILLATING-PISTON MACHINES OR ENGINES
    • F01C1/00Rotary-piston machines or engines
    • F01C1/02Rotary-piston machines or engines of arcuate-engagement type, i.e. with circular translatory movement of co-operating members, each member having the same number of teeth or tooth-equivalents
    • F01C1/063Rotary-piston machines or engines of arcuate-engagement type, i.e. with circular translatory movement of co-operating members, each member having the same number of teeth or tooth-equivalents with coaxially-mounted members having continuously-changing circumferential spacing between them
    • F01C1/077Rotary-piston machines or engines of arcuate-engagement type, i.e. with circular translatory movement of co-operating members, each member having the same number of teeth or tooth-equivalents with coaxially-mounted members having continuously-changing circumferential spacing between them having toothed-gearing type drive
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    • F02B53/12Ignition
    • YGENERAL TAGGING OF NEW TECHNOLOGICAL DEVELOPMENTS; GENERAL TAGGING OF CROSS-SECTIONAL TECHNOLOGIES SPANNING OVER SEVERAL SECTIONS OF THE IPC; TECHNICAL SUBJECTS COVERED BY FORMER USPC CROSS-REFERENCE ART COLLECTIONS [XRACs] AND DIGESTS
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Description

Descrizione del trovato avente per titolo:
"MOTORE A SCOPPIO A PISTONE ROTANTE"
CAMPO DI APPLICAZIONE
Forma oggetto del presente trovato un motore a scoppio comprendente uno statore avente un vano sostanzialmente cilindrico all'interno del quale è atto a ruotare un rotore, il quale comprende due parti, che fungono da pistone, o due giranti che autonomamente creano le variazioni di volume usando le pareti del disco dalle quali sporgono i pistoni trapezioidali. Le due parti del rotore sono articolate una rispetto all'altra e sono montate entrambe girevoli attorno ad uno stesso asse di rotazione sostanzialmente coassiale al vano dello statore. Un cinematismo è collegato ai due pistoni per coordinare ciclicamente le loro rotazioni attorno al medesimo asse di rotazione, in modo che ognuno dei due pistoni acceleri o deceleri, in modo sincrono, rispetto all'altro, pur ruotando entrambi nello stesso senso e ad una medesima velocità angolare media. I due pistoni fungono anche da valvole di apertura/chiusura di due aperture, o luci, di aspirazione e scarico comunicanti con il vano cilindrico. Il motore secondo il presente trovato può trovare applicazione in qualunque settore industriale, ed è vantaggiosamente utilizzabile come propulsore di un qualunque mezzo di trasporto, sia terrestre, sia navale, sia aereo.
STATO DELLA TECNICA
I motori a scoppio più diffusi, sia a ciclo Otto sia a ciclo Diesel, sono provvisti di uno o più pistoni mobili assialmente ed alternativamente, ciascuno all'interno di un proprio cilindro provvisto di una camera di scoppio, collegati, tramite una biella, alla manovella, o gomito, di un albero motore.
Alcuni decenni fa è stato anche proposto un motore a scoppio in cui in un vano sostanzialmente cilindrico, ricavato in uno statore, era disposto un singolo pistone rotante, o rotore.
In questo motore noto il pistone rotante comprende un corpo avente un profilo epicicloidale definente una prima pluralità di N lobi, mentre lo statore è provvisto di una seconda pluralità di N+l lobi. Il pistone è atto a ruotare eccentricamente nel vano dello statore, in modo che i suoi N lobi interagiscano ciclicamente con gli N+l lobi dello statore, in ognuno dei quali è ricavata una corrispondente camera di scoppio.
Al rotore sono anche fissati lateralmente due dischi provvisti di aperture atte a portarsi ciclicamente in corrispondenza dei condotti di aspirazione e di scarico per definire i cicli del motore.
Questo motore noto, a causa del suo basso rendimento, del suo elevato consumo di carburante e dei molti problemi di usura, soprattutto dei lobi del pistone che si portano ciclicamente a contatto con quelli dello statore, ha avuto una diffusione limitata ed è stato pressoché abbandonato.
È anche noto un motore a scoppio con pistoni rotanti, in cui il vano dello statore è sostanzialmente cilindrico ed il rotore comprende due parti articolate fra loro e montate girevoli attorno ad uno stesso asse di rotazione, quest'ultimo sostanzialmente coassiale al vano.
In questo tipo di motore a scoppio noto, sono inoltre previsti mezzi cinematici atti a coordinare ciclicamente le rotazioni delle due parti attorno all'asse di rotazione, in modo che ognuna di esse acceleri o deceleri in modo sincrono rispetto all'altra, pur ruotando entrambe nello stesso senso e ad una medesima velocità angolare media.
Uno scopo del presente trovato è quello di realizzare un motore a scoppio che sia semplice, affidabile, duraturo e che abbia un buon rendimento energetico.
Il Richiedente, sia per ovviare agli inconvenienti dei motori noti, sia per ottenere ulteriori vantaggi, ha progettato e realizzato il motore a scoppio secondo il presente trovato.
ESPOSIZIONE DEL TROVATO
Il presente trovato è espresso e caratterizzato nelle rivendicazioni indipendenti, mentre le rivendicazioni dipendenti espongono altre caratteristiche innovative del trovato stesso.
In accordo con il suddetto scopo, il motore a scoppio secondo il presente trovato comprende uno statore provvisto di un vano all'interno del quale è montato girevole un rotore che a sua volta comprende due parti articolate una rispetto all'altra e montate entrambe girevoli attorno ad uno stesso asse di rotazione sostanzialmente coassiale al suddetto vano. Mezzi cinematici sono previsti per coordinare ciclicamente le rotazioni delle due parti del rotore attorno all'asse di rotazione comune, in modo che ognuna delle due parti acceleri o deceleri rispetto all'altra, pur ruotando tali parti nello stesso senso e ad una medesima velocità angolare media.
Secondo un aspetto caratteristico del presente trovato, ciascuna delle due parti del rotore comprende almeno un braccio radiale provvisto di una prima superficie laterale atta a cooperare ciclicamente con una corrispondente seconda superficie laterale di un braccio radiale adiacente per definire una camera di scoppio.
La prima superficie laterale comprende uno smusso orientato nel verso della rotazione, ed atto a definire, con la seconda superficie laterale del braccio radiale adiacente, una precamera di scoppio contigua alla camera di scoppio.
Con il presente trovato, la prima superficie essendo provvista dello smusso, ha complessivamente una superficie maggiorata rispetto alla seconda superficie del braccio radiale adiacente, favorendo così la formazione di un momento rotante maggiore sul corrispondente braccio radiale, rispetto all'altro.
In questo modo, viene garantita la corretta movimentazione di ciascuna parte del rotore generando accelerazioni differenti fra loro, che determinano poi una corretta espansione, con conseguente rotazione dell'albero motore.
Vantaggiosamente, lo smusso viene realizzato in corrispondenza di un bordo esterno definito fra la prima superficie ed una superficie periferica del braccio radiale.
Lo smusso si trova così in una posizione radiale la più lontana possibile rispetto all'asse di rotazione del relativo braccio radiale, così da sfruttare in modo ottimale le forze generate dallo scoppio, in quanto nei primi istanti la pressione maggiore si trova nel volume più lontano dal centro di rotazione, generando un momento più grande.
Inoltre, lo smusso interrompe la linearità della camera creando un determinata turbolenza della miscela che favorisce una buona propagazione della fiamma, e riduce il pericolo di detonazione.
Secondo una variante, lo smusso ha un'ampiezza pari ad un angolo β compreso fra circa 25° e circa 45°, vantaggiosamente di circa 31°.
Secondo un'altra variante, lo smusso definisce un rapporto di compressione di 1:10, fra la fase di scoppio e la fase di massima espansione.
Secondo un'ulteriore variante, i due bracci radiali adiacenti sono fra loro angolarmente posizionati per definire l'ampiezza della camera di scoppio che, in condizione compressa, ha un angolo a compreso fra circa 2° e circa 10°, vantaggiosamente circa 6°. Inoltre, per favorire un'ottimale efficacia dello scoppio, i bracci radiali presentano un posizionamento angolare reciproco che definisce, in fase di scoppio, un angolo di anticipo. Infatti, lo scoppio è programmato per avvenire quando uno dei bracci radiali si trova in un angolo compreso fra circa -22° e circa -7°, ed il braccio radiale adiacente si trova in un angolo compreso fra circa -15° e circa -8°, rispetto al punto angolare di scoppio. La scelta se fare avvenire lo scoppio prima o dopo all'interno dei suddetti intervalli angolari viene scelta, di volta in volta, in funzione del numero di giri a regime del motore, per ottimizzare la potenza erogata.
Vantaggiosamente le due parti del rotore comprendono due pistoni angolarmente sfalsati uno rispetto all'altro e disposti sostanzialmente "a croce" ed articolati "a forbice", in modo che definiscano ciascuno due bracci radiali che giacciono sostanzialmente su uno stesso piano perpendicolare al suddetto asse di rotazione. Vantaggiosamente, i due pistoni hanno la stessa lunghezza e si incrociano nella loro mezzeria. In particolare, la lunghezza di ciascun pistone è uguale al diametro del vano centrale.
Ciascun pistone rotante è sagomato in modo da comprendere una parte centrale, mediante la quale è imperniato sull'asse di rotazione comune, e dalla quale si estendono i bracci radiali, da parti diametralmente opposte. I due pistoni possono così ruotare entrambi nello stesso senso, attorno al loro asse comune di rotazione, con velocità angolari diverse fra loro, ma controllate dai suddetti mezzi cinematici, in modo che ciclicamente i bracci radiali di un pistone si avvicinino, o si allontanino, reciprocamente a quelli dell'altro pistone .
Lo spessore di ciascun braccio radiale dei due pistoni è sostanzialmente uguale alla larghezza del vano centrale dello statore. Lo smusso si estende vantaggiosamente per tutto lo spessore di ciascun braccio.
I quattro bracci, con relativi smussi, dei due pistoni rotanti definiscono così quattro camere e quattro precamere atte a comprimersi e ad espandersi ciclicamente per fungere ognuna, durante la rotazione completa dei pistoni, da camera e precamera di scoppio. In ognuna delle quattro camere e delle quattro precamere viene dapprima immessa una miscela di aria e combustibile (fase di aspirazione), successivamente viene fatta scoppiare tale miscela, con o senza l'ausilio di una candela di accensione (fase di scoppio), e conseguente espansione e dalle quali vengono infine espulsi i gas combusti (fase di scarico).
La candela di accensione è vantaggiosamente inclinata di un angolo compreso fra circa 20° e circa 30°, vantaggiosamente circa 25°, rispetto ad un piano ortogonale alla rotazione e passante per il centro di rotazione ed il punto angolare di scoppio.
Le pareti periferiche dei quattro bracci sono anche atte a cooperare ciclicamente con un'unica apertura di aspirazione e con un'unica apertura di scarico, per cui gli stessi bracci dei pistoni fungono anche da valvole di aspirazione e scarico. Ad ogni giro completo del rotore, ovvero dei due pistoni, si ottengono così quattro cicli completi di aspirazione, scoppio, espansione e scarico, per cui un motore monocilindrico secondo il presente trovato, svolge le funzioni ed è quindi equiparabile ad un motore di tipo alternativo a otto cilindri, se a quattro tempi, oppure a quattro cilindri, se a due tempi.
I mezzi cinematici che collegano fra loro i due pistoni rotanti comprendono vantaggiosamente almeno una prima coppia di ingranaggi ellittici, il cui rapporto di trasmissione è tale da fare avvicinare/allontanare ciclicamente i bracci radiali dei due pistoni, e conseguentemente comprimere/espandere le quattro camere definite dai bracci radiali stessi.
Vantaggiosamente, il rapporto di trasmissione fra i due pistoni rotanti ed i mezzi cinematici è sempre di 2:1.
I mezzi cinematici comprendono vantaggiosamente anche altri ingranaggi ellittici collegati o ingranati direttamente a quelli della suddetta prima coppia, i quali sono a loro volta collegati ad un unico albero di uscita del motore, per riequilibrare la velocità di rotazione istantanea dei due pistoni e renderla sostanzialmente continua e proporzionata a quella media di rotazione dei pistoni stessi.
ILLUSTRAZIONE DEI DISEGNI
Queste ed altre caratteristiche del presente trovato appariranno chiare dalla seguente descrizione di alcune forme preferite di realizzazione, fornite a titolo esemplificativo, non limitativo, con riferimento agli annessi disegni in cui:
- fig.l è una vista frontale, parzialmente sezionata, di un motore a scoppio secondo il presente trovato in una prima posizione operativa;
- fig.2 è una vista dall'alto, sezionata, del motore a scoppio di fig.l;
- fig.3 è una vista frontale e schematizzata del motore a scoppio di fig.l,
- fig.4 è una vista laterale e schematizzata del motore a scoppio di fig.l in una seconda posizione operativa;
- fig.5 è una vista frontale e parziale del motore a scoppio di fig.l in una terza posizione operativa;
- fig.6 è una vista frontale e parziale del motore a scoppio di fig.l in una quarta posizione operativa;
- fig.7 è un diagramma che illustra l'andamento della velocità angolare V di ciascuno dei due pistoni del motore secondo il presente trovato in funzione della loro posizione angolare espressa in gradi;
- fig.8 è una prima vista frontale, schematizzata e parzialmente sezionata, di una variante del motore a scoppio di fig.l;
- fig.9 è una sezione secondo la linea A-A di fig.8;
- fig.10 è un diagramma che illustra la successione dei rapporti delle ruote ellittiche con relativo rapporto finale in uscita;
- fig.ll è un diagramma che illustra la variazione di coppia;
- fig.12 è una terza forma di realizzazione del motore a scoppio secondo il presente trovato;
- fig.13 è una quarta forma di realizzazione del motore a scoppio secondo il presente trovato.
DESCRIZIONE DI ALCUNE FORME DI REALIZZAZIONE
PREFERENZIALE DEL TROVATO
Con riferimento alle figure 1, 2 e 3, un motore a scoppio 10 secondo il presente trovato comprende uno statore 11 costituito essenzialmente da due flangie laterali metalliche 12 e 13, parallele fra loro e da un distanziale centrale 15, anch'esso metallico e sagomato in modo da definire internamente un vano cilindrico 16. Le flangie 12, 13 ed il distanziale 15 sono provvisti internamente di canali di raffreddamento 18 all'interno dei quali, in qualsiasi modo noto, è atto a circolare un qualsiasi liquido di raffreddamento, come acqua o simili.
Le due flangie 12, 13 ed il distanziale 15 sono tenuti assiemati, con 1 'interposizione di guarnizioni di tenuta 19 di tipo noto, mediante bulloni 17.
All'interno del vano cilindrico 16 sono montati girevoli, attorno ad uno stesso asse di rotazione 21, due pistoni metallici 22 e 23 che costituiscono un rotore 20.
Il pistone 22 è sagomato in modo da comprendere una parte centrale 22c e due bracci radiali 22a e 22b, diametralmente opposti. Analogamente, il pistone 23 è sagomato in modo da comprendere una parte centrale 23c e due bracci radiali 23a e 23b, diametralmente opposti.
I bracci radiali 22a, 22b, 23a e 23b hanno la stessa larghezza del vano cilindrico 16, mentre le parti centrali 22c e 23c sono larghe la metà di questo. I due pistoni 22 e 23 sono girevoli su cuscinetti a sfera 29, rispettivamente 30, montati sulle flangie laterali 13, rispettivamente 12, dello statore 11. In questo modo, ciascun pistone 22 e 23 può ruotare liberamente ed autonomamente rispetto all'asse di rotazione 21 e può accelerare o decelerare angolarmente rispetto all'altro, pur ruotando i due pistoni 22 e 23 nello stesso senso e ad una medesima velocità angolare media Vm (fig.7). I quattro bracci radiali 22a, 23a, 22b e 23b, dei pistoni 22 e 23 sono fra loro angolarmente sfalsati, in modo da definire così quattro camere di scoppio 31, 32, 33 e 34. Come verrà meglio spiegato più avanti, i due pistoni 22 e 23 sono atti a ruotare a velocità angolari diverse fra loro, per cui i bracci 22a e 22b del pistone 22 sono atti ad avvicinarsi e ad allontanarsi ciclicamente dai bracci 23a e 23b del pistone 23, con un movimento "a forbice", così che mentre due camere diametralmente contrapposte (per esempio le camere 31 e 33) si comprimono, le altre due camere diametralmente contrapposte (per esempio le camere 32 e 34) si espandono.
Nella posizione compressa delle camere 31, 32, 33 e 34, queste hanno un'apertura di un angolo a variabile selettivamente fra circa 2° e circa 10°, vantaggiosamente 6°.
I bracci radiali 22a, 23a, 22b, 23b sono angolarmente collegati in modo da comprimersi reciprocamente in corrispondenza del punto di scoppio definito, nel caso di motore alimentato a benzina, da una o più candele 53. Si ha però che lo scoppio viene comandato con un determinato anticipo rispetto al posizionamento angolare a 0° dei due bracci radiali in quel momento compressi, in quanto la fiamma impiega un determinato tempo prima di propagarsi ed incendiare completamente tutto il volume della camera di scoppio 31, 32, 33 e 34.
Infatti, secondo il trovato, è previsto che lo scoppio avvenga con un primo dei due bracci radiali angolarmente posizionato fra circa -22° e circa -7°, mentre l'altro braccio radiale è angolarmente posizionato fra circa -15° e circa -6°, rispetto al posizionamento angolare a 0° di scoppio.
La posizione angolare dei bracci radiali a cui far avvenire lo scoppio è scelto in funzione del numero di giri del motore, in modo tale da ottimizzare lo scoppio, ed il rendimento del motore stesso
Secondo la seguente tab. 1, sono riportati alcuni
esempi di calcolo del posizionamento angolare
reciproco dei due bracci radiali, anche in
relazione al posizionamento reciproco di relativi
ingranaggi, di seguito descritti.
Tab. 1
angolo angolo angolo angolo angolo angolo Distanza rotazione rotazione rotazione rotazione braccio che braccio che corda piatone piatone braccio braccio Rallenta Accelera bracci
0 0 0 0 -60 -120 -115,17
1,233 1,248 0,616 0,624 -59,384 -119,376 -115,16
2,451 2,514 1,226 1,257 -58,774 -118,743 -115,11
3,657 3,797 1,82B 1,898 -58,172 -118,102 -115,04
4,850 5,099 2,425 2,549 -57,575 -117,451 -114,93
6,032 6,422 3,016 3,211 -56 , 9B4 -116, 7B9 -114,80
7,204 7,767 3,602 3, 8B3 -56,398 -116,117 -114,63
8,367 9,135 4,183 4, 56B -55,817 -115,432 -114,43
9,521 10,529 4,761 5,264 -55,239 -114,736 -114,20
10,669 11,949 5,334 5,975 -54,666 -114,025 -113,94
11,810 13,398 5,905 6,699 -54,095 -113,301 -113,65
12,947 14,878 6,473 7,439 -53,527 -112,561 -113,32
14,079 16,391 7,040 8,196 -52,960 -111,804 -112,95
15,209 17,939 7,604 8,969 -52,396 -111,031 -112,55
16,336 19,524 8,168 9,762 -51,832 -110,238 -112,11
17.463 21,150 8,732 10,575 -5 1 , 26B -109,425 -111,63
1B,590 22, B19 9,295 11,410 -50,705 -108,590 -111,11
19,719 24,535 9,860 12,267 -50,140 -107,733 -110,55
20,851 26,301 10,426 13,150 -49,574 -106,850 -109,94
21,988 28,121 10,994 14,061 -49,006 -105,939 -109,28
23,130 30,000 11,565 15,000 -48,435 -105,000 -108,58
24,280 31,943 12,140 15,971 -47 , B60 -104,029 -107,82
25,440 33,955 12,720 16,977 -47,280 -103,023 -107,00
26,611 36,042 13,305 18,021 -46,695 -101,979 -106,12
27,796 38,213 13,898 19,107 -46,102 -100,893 -105,17
2B,997 40,476 14,499 20 , 23B -45,501 -99,762 -104,15
30,218 42,840 15,109 21,420 -44,891 -9B, 580 -103,06
31.463 45,317 15,731 22,658 -44,269 -97,342 -101,87
32,734 47,920 16,367 23,960 -43, 633 -96,040 -100,59
34,038 50,667 17,019 25,334 -42,981 -94,666 -99,21 35,380 53,578 17,690 26,789 -42,310 -93,211 -97,70
36,769 56,678 18,384 28,339 -41,616 -91,661 -96,06
3B,213 60,000 19,107 30.000 -40,893 -90,000 -94,26
39,727 63,586 19,864 31,793 -40,136 -B8,207 -92,27
41,32B 67,495 20,664 33,748 -39,336 -86,252 -90,06
43,043 71,B10 21,521 35,905 -38,479 -84,095 -B7,56
44,910 76,658 22,455 38,329 -37,545 -81,671 -84,70
46,997 82,251 23,499 41,125 -36,501 -78,B75 -81,34
49,436 88,997 24,718 44,499 -35,282 -75,501 -77,20
52,567 97,946 26,283 48,973 -33,717 -71,027 -71,62
60,000 120,000 30,000 60.000 -30,000 -60,000 -57,59
67,433 142,054 33,717 71,027 -26,283 -48,973 -43,55
70,564 151,003 35,282 75,501 -24,718 -44,499 -37,97
73.003 157,749 36.501 7B,B75 -23,499 -41,125 -33,B3
75,090 163,342 37,545 81,671 -22,455 -38,329 -30,47
76,957 168,190 38,479 84,095 -21,521 35,905 -27,61
78,672 172,505 39,336 B6,252 -20,664 33,748 -25,11
80,273 176,414 40,136 BB,207 -19,864 -31,793 -22,90
81,787 ΙΒΟ,ΟΟΟ 40,893 90,000 -19,107 -30,000 -20,91
83,231 1B3,322 41,616 91,661 -1B,384 -2B,339 -19,11
84,620 1B6,422 42,310 93,211 -17,690 26,789 -17,47
85,962 189,333 42,981 94,666 -17,019 -25,334 -15,96
87,266 192,OBO 43,633 96,040 -16,367 -23.960 -14,58
8B,537 194,683 44,269 97,342 -15,731 -22,658 -13,30 Anticipo 89,782 197,160 44,891 9B,580 -15,109 -21,420 12,11 Variabile 91.003 199,524 45.501 99,762 -14,499 -20,238 -11,02
92,204 201,787 46,102 100,893 -13,B98 -19,107 -10,00
93,389 203,958 46,695 101,979 -13,305 -18,021 -9,05
94,560 206,045 47,2B0 103,023 -12,720 -16,977 -8,17
95,720 20B,057 47,B60 104,029 -12,140 -15,971 -7,35
96,B70 210,000 48,435 105,000 -11,565 -15,000 -6,59
98,012 211,879 49,006 105,939 -10,994 -14,061 -5,89
99,149 213,699 49.574 106,850 -10,426 -13,150 -5,23
100,281 215,465 50,140 107,733 -9,860 -12,267 -4,62
101,410 217,181 50,705 10B,590 -9,295 -11,410 -4,06
102,537 218,B50 51,26B 109,425 -8,732 -10,575 -3,54
103,664 220,476 51,832 110,23B -B,168 -9,762 -3,06
104,791 222,061 52,396 111,031 -7,604 -8,969 -2,62
105,921 223,609 52,960 111,804
Anticipo 107,053 225,122 53,527 112,561 6,473 -7,439 -1,85 Fisso 10B,190 226,602 54,095 113,301 -5,905 -6,699 -1,52
109,331 228,051 54,666 114,025 -5,334 -5,975 -1,23
110,479 229,471 55,239 114,736 -4,761 -5,264 -0,97
111,633 230,865 55,817 115,432 -4,183 -4,568 -0,74
112,796 232,233 56,398 116,117 -3,602 -3,883 -0,54
113,968 233,578 56,984 116,789 -3,016 -3,211 -0,37
115,150 234,901 57.575 117,451 -2,425 -2,549 -0,24
116,343 236,203 5B,172 11B,102 -1,82B -1,898 -0,13
117,549 237,486 58,774 118,743 -1,226 -1,257 -0,06 118,767 238,752 59,384 119,376 -0,616 -0,624 -0,01 120,000 240,000 60,000 120,000 0,000 0,000 0,00 Ciascun braccio radiale 22a, 22b, 23a e 23b è provvisto, su una sua prima parete laterale 45, di uno smusso 36, rispettivamente 37, 38 e 39, orientato nel verso di rotazione ed estendentesi su tutta l'altezza dello spessore del relativo braccio radiale 22a, 22b, 23a e 23b. Ciascuno smusso 36, 37, 38 e 39, è atto a definire ciclicamente, con una corrispondente seconda parete laterale 46 del braccio radiale adiacente, una nicchia, o precamera 40, rispettivamente 41, 42 e 43 di volume predefinito in ciascuna camera 31, 32, 33 e 34. Le quattro precamere 40-43 definiscono ciclicamente e temporalmente le corrispondenti precamere di scoppio dei pistoni 22 e 23.
In questo modo, la prima superficie laterale 45 di ciascun braccio radiale 22a, 22b, 23a e 23b, ha complessivamente una superficie maggiorata rispetto alla seconda superficie laterale 46 del braccio radiale adiacente, favorendo così la formazione di un momento rotante maggiore sul corrispondente braccio radiale 22a, 22b, 23a e 23b, rispetto all 'altro.
Così facendo, viene garantita la corretta movimentazione reciproca di ciascun pistone 22 e 3, del rotore 20, generando accelerazioni ifferenti fra loro, che determinano poi una orretta espansione.
Ciascuno smusso 36, 37, 38 e 39, viene realizzato n corrispondenza di un bordo esterno definito fra a prima superficie laterale 45 ed una superficie eriferica 47 di ciascun braccio radiale 22a, 22b, 3a e 23b.
Lo smusso 36, 37, 38, 39, si trova così in una osizione radiale lontana rispetto all'asse di otazione 21 del relativo braccio radiale 22a, 22b, 3a e 23b, in modo da ottimizzare l'effetto di pinta delle forze generate dallo scoppio.
Ogni smusso 36, 37, 38, 39, ha un'ampiezza pari d un angolo β compreso fra circa 25° e circa 45°, antaggiosamente di circa 31°, e definisce un apporto di compressione di 1:10, fra la fase di coppio e la fase di massima espansione.
Secondo una variante, non illustrata, ciascuno musso 36, 37, 38 e 39, ha un andamento curvilineo. Secondo un'altra variante, ciascuno smusso 36, 7, 38 e 39, ha un andamento concavo.
Secondo un'altra variante ancora, ciascuno smusso 6, 37, 38 e 39, ha un andamento convesso.
Sullo statore 11, ed in particolare sul distanziale 15, sono ricavate un'apertura di aspirazione 50, un'apertura di scarico 51 ed un'apertura di scoppio 52 nella quale, se il combustibile è benzina, è atta ad essere inserita una corrispondente candela di accensione 53.
La candela di accensione 53 è, nel caso di specie, inclinata di un angolo compreso fra circa 20° e circa 30°, vantaggiosamente circa 25°, rispetto ad un piano ortogonale alla rotazione e passante per il centro di rotazione ed il punto angolare di scoppio.
E' chiaro che la candela 53 non è necessaria se il combustibile è gasolio e lo scoppio avviene per autoaccensione (ciclo Diesel).
L'ampiezza angolare delle due aperture 50 e 51 è sostanzialmente uguale a quella della parte terminale esterna di ciascun braccio radiale 22a, 22b, 23a e 23b dei pistoni 22 e 23, per cui questi, nella loro rotazione ciclica, fungono anche da elementi di apertura e di chiusura, ovvero da valvole, per la selettiva aspirazione della miscela combustibile, attraverso un condotto di alimentazione 55, e la selettiva espulsione dei gas combusti, attraverso un condotto di scarico 56.
I due pistoni 22 e 23, pur essendo autonomamente girevoli sullo stesso asse di rotazione 21, sono fra loro collegati tramite un cinematico 60 esterno allo statore 11. Il rapporto di trasmissione fra i due pistoni ed il cinematico 60 è ad esempio 2:1.
II cinematico 60, in accordo con una prima forma di realizzazione illustrata nelle figure 1-6, comprende essenzialmente tre gruppi di ingranaggi 61, 62 e 63 che verranno di seguito descritti.
In particolare, il gruppo di ingranaggi 61 comprende una prima coppia di ingranaggi ellittici 65 e 66, aventi un determinato rapporto di trasmissione RTX. A titolo di esempio, tale rapporto di trasmissione RTjè vantaggiosamente variabile nell'ambito di un giro completo degli ingranaggi 65 e 66 fra 1:3 e 3:1, come rappresentato nel diagramma di fig.10. E' chiaro che il rapporto di trasmissione RTXpuò essere anche maggiore o minore di quello sopra indicato e definito in funzione delle scelte progettuali relative al rapporto fra le velocità angolari di ciascun pistone 22, 23.
Nel diagramma di fig. 11 è evidenziato il vantaggio di rendimento meccanico che deriva dall'aver rapportato con valore 2:1, i pistoni 22, 23 con la coppia di ruote ellittiche 65, 66, sfruttando i 240° fra i due punti "0" della ruota ellittica, che si traduce in 120° del pistone (per ellittica con rapporto 1:3).
La pressione che si genera con lo scoppio della miscela genera una forza nella camera di scoppio in tutte le direzioni, pertanto avendo una coppia attiva utile al senso di rotazione ed una coppia passiva contraria al senso di rotazione. La differenza fra le due coppie generate ci da la risultante attiva che è quella utile.
In valore assoluto si ha:
per 0° una coppia pari a 0;
per 30° una coppia pari a 1,6°;
per 60° una coppia pari a 2°;
per 90° una coppia pari a 1,6°; e
per 120° una coppia pari a 0.
Nelle seguenti tabelle sono indicati i valori di rapporto dimensionale fra due ruote ellittiche con rapporto, rispettivamente, 1:3 (tab. 2), 1:4 (tab.
3)e 1:5 (tab. 4).
Tab. 2
Tab.3
Tab. 4
L'ingranaggio ellittico 65 è calettato su un albero 67, montato girevole su una prima scatola metallica 68, fissata allo statore 11. Sull'albero 67 è calettato anche un ingranaggio cilindrico 69, con cui è ingranato un altro ingranaggio cilindrico 70 calettato su un albero 71 montato anch'esso girevole sulla scatola 68.
Il rapporto di trasmissione fra gli ingranaggi cilindrici 69 e 70 è vantaggiosamente 1:1, in quanto gli stessi hanno solamente la funzione di invertire il senso di rotazione dell'albero 67 rispetto a quello dell'albero 71.
L'albero 71 è collegato al pistone 22 tramite un albero 72, montato girevole sullo statore 11 coassialmente all'asse di rotazione 21, una coppia di pulegge dentate 73, 74, che possono essere sostituite da ruote dentate che escludono la cinghia. Le pulegge dentate 73, 74 sono calettate agli alberi 71, rispettivamente 72, ed una cinghia dentata 75. Il rapporto di trasmissione RT2fra l'albero 72 calettato al pistone 22 e l'albero 71 di ingresso al gruppo di ingranaggi 61 è predeterminato ed è, come detto, di 2:1. In questo modo, gli ingranaggi ellittici 65 e 66 effettuano due rotazioni complete ad ogni rotazione completa dei due pistoni 22 e 23.
Poiché è previsto che i pistoni 22 e 23 ruotino solamente in un determinato senso di rotazione, nella fattispecie quello orario in fig.l, una prima ruota libera 76, di tipo noto, è interposta fra l'albero 72 e lo statore 11, per impedire che l'albero 72 stesso ed il pistone 22 ad esso calettato ruotino in senso contrario a quello predeterminato .
L'ingranaggio ellittico 66 è calettato su un albero 78 montato girevole sulla scatola 68 coassialmente all'albero 71, ma svincolato da quest'ultimo per poter ruotare, nello stesso senso, ma a velocità angolari indipendenti.
L'albero 78 è collegato a sua volta anche al pistone 23 tramite un albero 79, montato girevole sullo statore 11 coassialmente all'asse di rotazione 21. In particolare, una coppia di pulegge dentate 80 e 81 sono calettate agli alberi 78, rispettivamente 79, e sono fra loro collegate da una cinghia dentata 82. Il rapporto di trasmissione RT3fra l'albero 79 calettato al pistone 23 e l'albero 78 di uscita dal gruppo di ingranaggi 61 è uguale al rapporto di trasmissione RT2, ossia pari a 2 : 1
Secondo una variante, le due pulegge dentate 80 e 81 sono sostituite da ruote dentate che escludono l'utilizzo della cinghia.
Secondo una variante, non rappresentata nei disegni, sia il collegamento fra gli alberi 71 e 72, sia quello fra gli alberi 78 e 79 può essere realizzato mediante ruote dentate. Secondo un'altra variante, tale collegamento può essere effettuato mediante catena.
Una seconda ruota libera 83, anch'essa di tipo noto, è interposta fra l'albero 79 e lo statore 11 per impedire che l'albero 79 stesso, ed il pistone 23 ad esso calettato, ruotino in senso contrario a quello predeterminato.
Sull'albero 72 fissato al pistone 22 è anche calettata un'altra puleggia dentata 85, la quale è collegata, tramite una cinghia dentata 86, ad una puleggia dentata 87, a sua volta calettata su un albero 89 montato girevole su una seconda scatola metallica 90, disposta dalla parte opposta della scatola 68 rispetto allo statore 11, a cui è fissata. Nella seconda scatola 90 è disposto il secondo gruppo di ingranaggi 62.
Il rapporto di trasmissione RT4fra le pulegge 85 e 87 è uguale al rapporto di trasmissione RT2, ossia pari a 2:1.
Sull'albero 89 è anche calettato un ingranaggio ellittico 91, il quale è uguale all'ingranaggio ellittico 65 ma sfasato angolarmente di 180° rispetto ad esso. L'ingranaggio ellittico 91 è a sua volta ingranato con un coniugato ingranaggio ellittico 92. Il rapporto di trasmissione RT5fra gli ingranaggi ellittici 91 e 92 è uguale al rapporto di trasmissione RTXdella prima coppia di ingranaggi ellittici 65 e 66.
L'ingranaggio ellittico 92 è calettato su un albero 93 montato girevole sulla scatola 90 e sul quale è calettata anche una puleggia dentata 95, collegata tramite una cinghia dentata 96 ad una puleggia dentata 97 calettata ad un albero 99 montato girevole su staffe 100 dello statore 11.
Il rapporto di trasmissione RT6fra le pulegge 95 e 97 è vantaggiosamente uguale all'inverso del rapporto di trasmissione RT2, ed è per esempio di 2:1.
È chiaro che anche questo cinematismo a cinghia può essere sostituito in modo meccanicamente equivalente da un cinematismo a ruote dentate.
Sull'albero 99, che risulta essere l'albero di uscita del motore 10, è vantaggiosamente calettato un volano 101.
Analogamente a quanto visto per l'albero 72, all'albero 79, fissato al pistone 23, è anche calettata una puleggia dentata 105, la quale è collegata, tramite una cinghia dentata 106, ad una puleggia dentata 107, a sua volta calettata su un albero 109 montato girevole su una terza scatola metallica 110, speculare alla scatola 90 rispetto al vano centrale 16 dello statore 11 ed a questo fissata. Nella scatola 110 è disposto il terzo gruppo di ingranaggi 63.
Il rapporto di trasmissione RT7fra le pulegge 105 e 107 è vantaggiosamente uguale al rapporto di trasmissione RT2.
Analogamente ai cinematismi precedenti, la cinghia dentata 106 e le pulegge 105, 107, possono essere sostituite da un cinematismo a ruote dentate.
Sull 'albero 109 è anche calettato un ingranaggio ellittico 111, il quale è uguale all'ingranaggio ellittico 66, ma sfasato angolarmente di 180° rispetto ad esso. Tale ingranaggio ellittico 111 è a sua volta ingranato con un coniugato ingranaggio ellittico 112. Il rapporto di trasmissione RT8fra gli ingranaggi ellittici 111 e 112 è uguale ai rapporti di trasmissione ed RT5delle altre due coppie di ingranaggi ellittici 65, 66 e 91, 92.
L' ingranaggio ellittico 112 è calettato su un albero 113 montato girevole sulla scatola 110 e sul quale è calettata anche una puleggia dentata 115, collegata tramite una cinghia dentata 116 ad una puleggia dentata 117.
A sua volta, la puleggia dentata 117 è calettata sull'albero 99 di uscita del motore 10, su cui è calettato un volano 101. Vantaggiosamente, tra il volano 101 e l'albero 99 di uscita del motore 10, è prevista una coppia di ruote dentate con rapporto 1:2, per portare il numero di giri del volano 101 allo stesso valore del numero di giri dei pistoni 22 e 23.
Il funzionamento del motore 10 fin qui descritto è il seguente.
In una prima condizione di lavoro, rappresentata in fig.l, i pistoni 22 e 23 si trovano esattamente in corrispondenza delle aperture di scarico 51 e rispettivamente di aspirazione 50, mentre la camera 33 e la relativa precamera 43 si trovano in corrispondenza della candela di accensione 53.
Nella camera 33, ed in particolare nella precamera 43, a regime, si trova una miscela compressa di aria e combustibile precedentemente aspirata attraverso il condotto di alimentazione 55.
Con qualsiasi mezzo noto, si provoca l'accensione della candela 53. La forza sprigionata dall'esplosione nella camera 33 e nella precamera di scoppio 43 fa sì che il pistone 23 ruoti in senso orario e che il pistone 22, ad esso collegato dal cinematico 60, lo segua ruotando nello stesso senso di rotazione, ma ad una velocità angolare che, nei primi 45°, sarà ridotta rispetto a quella del pistone 23. Ciò a causa degli accoppiamenti degli ingranaggi ellittici 65 e 66, e della maggiore superficie del pistone 23, definita dalla presenza dello smusso 36.
Con il rapporto di trasmissione RTXdi 1:3 si avrà che mentre il pistone 23 compie una rotazione di 45°, portandosi nella posizione rappresentata schematicamente in fig.4, il pistone 22 compie nello stesso tempo una rotazione di soli 15°. Vedasi a questo proposito il grafico di fig.7, in cui sono rappresentati gli andamenti delle velocità angolari relative dei pistoni 22 e 23, uno rispetto all'altro, in rapporto alla loro posizione angolare
Nella posizione rappresentata in fig.4, l'apertura di aspirazione 30 è completamente aperta, così che avviene una nuova immissione di miscela nella camera 31, fra il braccio 22a ed il braccio 23a. La camera 33 in cui è appena avvenuto lo scoppio si sta invece espandendo. Nella camera 34 i gas combusti, causati da uno scoppio precedente, sono in fase di espulsione. Infatti tale camera 34 si sta comprimendo ed è già in comunicazione, seppur parzialmente, con l'apertura di scarico 51. La camera 32, che si sta contraendo, realizza la compressione della miscela ariacombustibile immessa in precedenza attraverso l'apertura 50.
Dopo un'ulteriore rotazione di 45° del pistone 23 (fig.5), il pistone 22 avrà compiuto una rotazione complessiva di poco superiore a 30°.
In questa posizione intermedia, le camere 34 e 32 avranno quasi completato la loro compressione, per cui i gas combusti saranno stati quasi completamente espulsi dalla camera 34 attraverso l'apertura di scarico 51, mentre la miscela ariacombustibile sarà quasi completamente compressa nella camera 32 e nella relativa precamera di scoppio 42, in formazione. Contemporaneamente, le camere 31 e 33 avranno quasi completato la loro espansione, per cui la prima sarà quasi riempita di una nuova "carica" di miscela aria-combustibile, mentre la seconda si sta espandendo per lo scoppio in essa avvenuto.
Con un'ulteriore rotazione di 30° del pistone 23 (fig.6), per un totale di 120° complessivi dall'inizio del ciclo, il pistone 22 avrà compiuto una rotazione complessiva di poco superiore a 60°. In questa posizione, si sono in pratica invertite le posizioni dei pistoni 22 e 23 rispetto alla posizione di partenza. Infatti, il braccio 22a è nella posizione in cui si trovava inizialmente il braccio 23a; il braccio 23a è nella posizione in cui si trovava inizialmente il braccio 22b; il braccio 22b è nella posizione in cui si trovava inizialmente il braccio 23b; ed il braccio 23b è nella posizione in cui si trovava inizialmente il braccio 22a.
In questa posizione, si fa scoccare una nuova scintilla nella candela 53 e si ripete un altro ciclo uguale a quello appena descritto, con la differenza che, per il rapporto di trasmissione RT:degli ingranaggi ellittici, che cambia durante la loro rotazione, sarà adesso il pistone 22 che ruoterà ad una velocità superiore del pistone 23, anche per effetto della precamera 42 ricavata con lo smusso 16 realizzato sul braccio 22b. Infatti, sarà ora il pistone 22 a descrivere un arco di 120° mentre il pistone 23, nello stesso tempo ne descriverà uno di 60°.
Pertanto, ad ogni mezzo giro dei pistoni 22 e 23 si saranno completati due cicli completi di aspirazione, scoppio ed scarico del motore 10.
Essendo 2:1 il rapporto di trasmissione RT2fra l'albero 72 calettato al pistone 22 e l'albero 71 di ingresso al gruppo di ingranaggi 61, ad ogni mezzo giro dei pistoni 22 e 23 corrisponde un giro completo degli ingranaggi ellittici 65 e 66.
I due pistoni 22 e 23, alternandosi nella veste di inseguitore e di inseguito, realizzano così quattro cicli completi ad ogni loro rotazione di 360°
I gruppi di ingranaggi 62 e 63, essendo costituiti essenzialmente dalle coppie di ingranaggi ellittici 91, 92 e 111, 112, riequilibrano le velocità di rotazione degli alberi 72 e 79 calettati ai pistoni 22 e 23, per cui l'albero di uscita 99 ruota a velocità angolare uniforme e proporzionata a quella media dei pistoni 22 e 23.
Come si è visto, il motore 10 fin qui descritto può funzionare anche con ciclo Diesel, per autoaccensione della miscela aria-combustibile (per esempio gasolio), senza cioè l'ausilio della candela di accensione 53.
Con un diametro del vano centrale 16 e dei pistoni 22 e 23 di circa 220 mm, un loro spessore di circa 50 mm ed un angolo di circa 60° di massima espansione di ciascuna delle camere 40-43, il motore 10 secondo il trovato ha una cilindrata utile di circa 1173 cm<3>.
Secondo una variante illustrata nelle figure 8 e 9, il gruppo di ingranaggi che costituisce il cinematico 60 è tutto raggruppato in un'unica scatola 168 disposta su un lato dello statore 11 ed a questo fissata.
In tale variante gli ingranaggi ellittici 91 e 92 sono sostituiti da due corrispondenti ingranaggi ellittici 191 e 192 i quali sono calettati uno direttamente sull'albero 71, collegato al pistone 22, e l'altro sull'albero di uscita 99, su cui è calettato il volano 110. In questo caso l'albero di uscita 99 è montato girevole sulla stessa scatola 168
In particolare , gli alberi 71 e 78 e l ' albero 67 hanno 1 rispettivi asso. di rotazione sostanzialmente paralleli fra loro e disposti su un unico piano verticale, mentre l'albero 99 del volano 110 ha il suo asse di rotazione sostanzialmente parallelo all'asse di rotazione degli alberi 71 e 78 su un piano inclinato di circa 60° rispetto al suddetto piano verticale. Tale disposizione reciproca degli alberi 67, 71, 78 e 99, permette una corretta relazione cinematica fra le ruote ellittiche 191, 192 e 65, 66, garantendo, oltre alla riequilibratura della velocità di rotazione reciproca degli alberi, i corretti rapporti di accelerazione e decelerazione dei pistoni 22 e 23.
Secondo la forma di realizzazione illustrata in fig. 12, le due flange laterali 12 e 13 dello statore 11 sono sagomate in modo da definire un vano toroidale 116, in cui sono montati girevoli i due pistoni metallici 122 e 123 del rotore 20.
Nella fattispecie, ciascun pistone metallico 122 e 123 comprende rispettivi bracci radiali di cui soltanto quelli indicati con i numeri di riferimento 122a e 122b sono visibili nei disegni, conformati a porzione toroidale, per poter scorrere nel vano toroidale 116, e due dischi centrali 222 e 223, ciascuno calettato al rispettivo albero 72, 79, e sul quale sono perifericamente montati i rispettivi bracci radiali 122a e 122b.
È chiaro che quanto, fin qui e di seguito, descritto per i bracci radiali 122a e 122b montati sul disco centrale 222, è da ritenersi ugualmente valido anche per i bracci radiali montati sul disco centrale 223.
Anche in questa soluzione, ciascun braccio radiale 122a, 122b, comprende una prima superficie provvista di uno smusso che, in cooperazione con una seconda superficie di un braccio radiale adiacente, definisce rispettive precamere di scoppio, qui non illustrate.
In particolare, ciascun braccio radiale 122a, 122b, presenta una scanalatura 118, predisposta per permettere il montaggio del braccio al rispettivo disco centrale 222 e 223, e, in uso, per permettere lo scorrimento del fluido di lubrificazione e raffreddamento.
Secondo la variante illustrata in fig. 13, ciascun braccio radiale 22a, 22b, 23a, 23b, del rotore 20 si estende direttamente da una superficie di un relativo disco rotante 322, 323, montato girevole all'interno del vano cilindrico 16 dello statore 11.
E<1>chiaro che al motore a scoppio 10 fin qui descritto possono essere apportate modifiche e/o aggiunte di parti, senza per questo uscire dall'ambito del presente trovato. E' anche chiaro che, sebbene il presente trovato sia stato descritto con riferimento ad un esempio specifico, una persona esperta del ramo potrà realizzare molte altre forme di motori a scoppio equivalenti a quella descritta, tutte rientranti nell'oggetto del presente trovato.

Claims (35)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Motore a scoppio comprendente uno statore (11) provvisto di un vano (16, 116), all'interno del quale è montato girevole un rotore (20), il quale rotore (20) comprende due parti (22, 23, 122, 123) comprendenti ciascuna almeno una superficie periferica (47) ed articolate una rispetto all'altra e montate entrambe girevoli, attorno ad uno stesso asse di rotazione (21) sostanzialmente coassiale a detto vano (16, 116), ed in cui mezzi cinematici (60) sono previsti per coordinare ciclicamente le rotazioni di dette due parti (22, 23, 122, 123) attorno a detto asse di rotazione (21), in modo che ognuna di dette parti (22, 23, 122, 123) acceleri o deceleri in modo sincrono rispetto all'altra, pur ruotando entrambe nello stesso senso e ad una medesima velocità angolare media, caratterizzato dal fatto che ciascuna di dette due parti (22, 23, 122, 123) comprende almeno un primo braccio radiale (22a, 23a, 22b, 23b, 122a, 122b) provvisto di una prima superficie laterale (45) ortogonale al piano di rotazione, atta a cooperare ciclicamente con una corrispondente seconda superficie laterale (46), anch'essa sostanzialmente ortogonale al piano di rotazione, di un secondo braccio radiale (22a, 23a, 22b, 23b, 122a, 122b) adiacente per definire una camera di scoppio (31, 32, 33, 34), e che detta prima superficie laterale (45) comprende uno smusso (36, 37, 38, 39) orientato nel verso della rotazione, atto a definire, con la seconda superficie laterale (46) del braccio radiale adiacente (22a, 23a, 22b, 23b, 122a, 122b), una precamera di scoppio (40, 41, 42, 43) in continuo alla camera di scoppio (31, 32, 33, 34).
  2. 2. Motore come nella rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che lo smusso (36, 37, 38, 39) è realizzato in corrispondenza di un bordo esterno definito fra la prima superficie laterale (46) e la superficie periferica (47) del relativo braccio radiale (22a, 23a, 22b, 23b, 122a, 122b).
  3. 3. Motore come nella rivendicazione 1 o 2, caratterizzato dal fatto che lo smusso (36, 37, 38, 39) ha un'ampiezza pari ad un angolo β compreso fra circa 25° e circa 45°.
  4. 4. Motore come in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che lo smusso (36, 37, 38, 39) ha un'ampiezza pari a circa 31°.
  5. 5. Motore come in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che lo smusso (36, 37, 38, 39) si estende lungo tutta l'altezza dello spessore del relativo braccio radiale (22a, 23a, 22b, 23b, 122a, 122b).
  6. 6. Motore come in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che lo smusso (36, 37, 38, 39) definisce un rapporto di compressione di 1:10, fra la fase di scoppio e la fase di massima espansione.
  7. 7. Motore come in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che lo smusso (36, 37, 38, 39) ha andamento lineare.
  8. 8. Motore come in una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 6, caratterizzato dal fatto che lo smusso (36, 37, 38, 39) ha andamento curvilineo.
  9. 9. Motore come nella rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che lo smusso (36, 37, 38, 39) è concavo.
  10. 10. Motore come nella rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che lo smusso (36, 37, 38, 39) è convesso.
  11. 11. Motore come in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la camera di scoppio (31, 32, 33, 34) ha, in condizione compressa, un'ampiezza pari ad un angolo a compreso fra circa 2° e circa 10°.
  12. 12. Motore come in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la camera di scoppio (31, 32, 33, 34) ha, in condizione compressa, un'ampiezza pari a circa 6°.
  13. 13. Motore come in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che i bracci radiali (22a, 23a, 22b, 23b, 122a, 122b) presentano un posizionamento angolare reciproco rispetto al punto angolare di scoppio atto a definire, in fase di scoppio, un determinato angolo di anticipo.
  14. 14. Motore come nella rivendicazione 13, caratterizzato dal fatto che per un primo braccio radiale l'angolo di anticipo è compreso fra circa -22° e circa -7°, e, per un secondo braccio radiale l'angolo di anticipo è compreso fra circa -15° e circa -8°, rispetto al punto angolare di scoppio.
  15. 15. Motore come nella rivendicazione 13 o 14, caratterizzato dal fatto che l'angolo di anticipo di ciascun braccio radiale (22a, 23a, 22b, 23b, 122a, 122b) è variabile in funzione del numero di giri del motore (10).
  16. 16. Motore come in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che comprende una candela di accensione (53) montata sullo statore (11) inclinata di un angolo compreso fra circa 20° e circa 30°, rispetto ad un piano ortogonale alla rotazione e passante per il centro di rotazione ed il punto angolare di scoppio.
  17. 17. Motore come nella rivendicazione 16, caratterizzato dal fatto che la candela di accensione (53) è inclinata di circa 25°.
  18. 18. Motore come in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che dette due parti del rotore (20) comprendono un primo pistone (22) e rispettivamente un secondo pistone (23), angolarmente sfalsato rispetto a detto primo pistone (22), detti primo (22) e secondo pistone (23) essendo disposti sostanzialmente "a croce", in modo che almeno i loro bracci radiali (22a, 22b; 23a, 23b) giacciano sostanzialmente su uno stesso piano perpendicolare a detto asse di rotazione (21).
  19. 19. Motore come nella rivendicazione 18, caratterizzato dal fatto che detti due pistoni (22, 23) hanno la stessa lunghezza e si incrociano nella loro mezzeria.
  20. 20. Motore come nella rivendicazione 18, caratterizzato dal fatto che la lunghezza di ciascuno di detti due pistoni (22, 23) è sostanzialmente uguale al diametro di detto vano (16).
  21. 21. Motore come nella rivendicazione 18, caratterizzato dal fatto che ognuno di detti pistoni (22, 23) comprende una parte centrale (22c, 23c), mediante la quale è imperniato su detto asse di rotazione (21), e dalla quale si estendono detti bracci radiali (22a, 22b; 23a, 23b), da parti diametralmente opposte.
  22. 22. Motore come nella rivendicazione 18, caratterizzato dal fatto che detti bracci radiali (22a, 22b; 23a, 23b) sono sostanzialmente complanari fra loro e giacciono su un piano trasversale ortogonale a detto asse di rotazione (21), lo spessore di ciascuno di tali bracci (22a, 22b; 23a, 23b) essendo sostanzialmente uguale alla larghezza di detto vano centrale (16).
  23. 23. Motore come nella rivendicazione 18, caratterizzato dal fatto che detti bracci radiali (22a, 22b; 23a, 23b) definiscono quattro corrispondenti camere di scoppio (31, 32, 33, 34) e altrettante precamere di scoppio (40, 41, 42, 43) atte a comprimersi e ad espandersi ciclicamente durante una rotazione completa di detti pistoni (22, 23).
  24. 24. Motore come nella rivendicazione 23 caratterizzato dal fatto che in ognuna di dette quattro camere di scoppio (31, 32, 33, 34) e altrettante precamere di scoppio (40, 41, 42, 43) è atta ad essere immessa una miscela di aria e combustibile atta ad essere successivamente fatta scoppiare, con o senza l'ausilio di una candela di accensione (53), e che da ognuna di dette quattro camere di scoppio (31, 32, 33, 34) e altrettante precamere di scoppio (40, 41, 42, 43) sono atti ad essere espulsi i gas combusti provocati dal corrispondente scoppio.
  25. 25. Motore come nella rivendicazione 23, caratterizzato dal fatto che in ogni giro completo di detto rotore (20) si ottengono quattro cicli completi di aspirazione, scoppio, espansione e scarico.
  26. 26. Motore come nella rivendicazione 18, caratterizzato dal fatto che le pareti periferiche di detti bracci radiali (22a, 22b; 23a, 23b) sono atte a cooperare ciclicamente con almeno un'apertura di aspirazione (50) ed almeno un'apertura di scarico (51), per cui detti bracci radiali (22a, 22b; 23a, 23b) fungono anche da valvole di aspirazione e scarico.
  27. 27. Motore come in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti mezzi cinematici comprendono una pluralità di ingranaggi (61, 62 e 63) montati girevoli in corrispondenti mezzi di contenimento (68, 90, 110) fissati a detto statore (11) esternamente a detto vano (16).
  28. 28. Motore come in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti mezzi cinematici comprendono almeno una prima coppia di ingranaggi ellittici (65, 66), il cui rapporto di trasmissione (RTi) è tale da fare accelerare/decelerare ciclicamente dette due parti (22, 23, 122, 123) di detto rotore (20).
  29. 29. Motore come nella rivendicazione 28, caratterizzato dal fatto che detti mezzi cinematici comprendono anche almeno una seconda coppia di ingranaggi ellittici (91, 92 - 191, 192) associata a detta prima coppia di ingranaggi ellittici (65, 66) e che almeno un ingranaggio ellittico di detta seconda coppia di ingranaggi ellittici è collegato ad un albero (99) di uscita del motore, per riequilibrare la sua velocità di rotazione e renderla sostanzialmente continua e proporzionata a quella media di rotazione di dette due parti rotanti (22, 23, 122, 123).
  30. 30. Motore come nella rivendicazione 29, caratterizzato dal fatto che detti mezzi cinematici comprendono anche una terza coppia di ingranaggi ellittici (111, 112), associata a quelli di detta prima coppia di ingranaggi ellittici (65, 66), detta seconda (91, 92) e detta terza coppia di ingranaggi ellittici (111, 112) essendo collegate entrambe a detto albero (99) di uscita del motore.
  31. 31. Motore come in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il vano (116) dello statore (11) ha forma sostanzialmente toroidale.
  32. 32. Motore come nella rivendicazione 31, caratterizzato dal fatto che i rispettivi bracci radiali (122a, 122b e 123a, 123b) di ciascun pistone metallico (122 e 123), sono conformati a porzione toriodale per poter scorrere nel vano (116), e sono supportati rotazionalmente da un disco centrale (222, 223), calettato ad un rispettivo albero (72, 79).
  33. 33. Motore come nella rivendicazione 32, caratterizzato dal fatto che ciascun braccio radiale (122a, 122b, 123a, 123b) comprende una scanalatura (118) predisposta per permettere il montaggio del braccio al rispettivo disco centrale (222, 223), e, in uso, a permettere lo scorrimento di un fluido di lubrificazione e raffreddamento.
  34. 34. Motore come in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che ciascun braccio radiale (22a, 22b, 23a, 23b) si estende direttamente da una superficie di un relativo disco rotante (322, 323), montato girevole all'interno del vano cilindrico (16) dello statore (11).
  35. 35. Motore a scoppio a pistone rotante, sostanzialmente come descritto, con riferimento agli annessi disegni.
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