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ITUB20159360A1 - Supporto a bilancia universale per il trasporto di scocche di veicoli ed impianto di trasporto equipaggiato con lo stesso - Google Patents

Supporto a bilancia universale per il trasporto di scocche di veicoli ed impianto di trasporto equipaggiato con lo stesso Download PDF

Info

Publication number
ITUB20159360A1
ITUB20159360A1 ITUB2015A009360A ITUB20159360A ITUB20159360A1 IT UB20159360 A1 ITUB20159360 A1 IT UB20159360A1 IT UB2015A009360 A ITUB2015A009360 A IT UB2015A009360A IT UB20159360 A ITUB20159360 A IT UB20159360A IT UB20159360 A1 ITUB20159360 A1 IT UB20159360A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
head
seats
units
transport device
arms
Prior art date
Application number
ITUB2015A009360A
Other languages
English (en)
Inventor
Massimo Bellezza
Original Assignee
Cpm S P A
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Cpm S P A filed Critical Cpm S P A
Priority to ITUB2015A009360A priority Critical patent/ITUB20159360A1/it
Publication of ITUB20159360A1 publication Critical patent/ITUB20159360A1/it

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Classifications

    • BPERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • B62LAND VEHICLES FOR TRAVELLING OTHERWISE THAN ON RAILS
    • B62DMOTOR VEHICLES; TRAILERS
    • B62D65/00Designing, manufacturing, e.g. assembling, facilitating disassembly, or structurally modifying motor vehicles or trailers, not otherwise provided for
    • B62D65/02Joining sub-units or components to, or positioning sub-units or components with respect to, body shell or other sub-units or components
    • B62D65/18Transportation, conveyor or haulage systems specially adapted for motor vehicle or trailer assembly lines

Landscapes

  • Engineering & Computer Science (AREA)
  • Manufacturing & Machinery (AREA)
  • Chemical & Material Sciences (AREA)
  • Combustion & Propulsion (AREA)
  • Transportation (AREA)
  • Mechanical Engineering (AREA)
  • Fittings On The Vehicle Exterior For Carrying Loads, And Devices For Holding Or Mounting Articles (AREA)
  • Handcart (AREA)
  • Load-Engaging Elements For Cranes (AREA)

Description

"SUPPORTO A BILANCIA UNIVERSALE PER IL TRASPORTO DI SCOCCHE DI VEICOLI ED IMPIANTO DI TRASPORTO EQUIPAGGIATO CON LO STESSO"
La presente invenzione è relativa ad un supporto a bilancia convertibile in modo semplice, manuale o automatico, per ricevere selettivamente, una per volta, una pluralità di scocche di tipo diverso tra loro; l'invenzione è inoltre relativa ad un impianto trasportatore di scocche per veicoli dotato di una pluralità di tali supporti a bilancia e di mezzi per riconfigurarli, preferibilmente in modo automatico.
È noto che per alimentare impianti di assemblaggio di veicoli del tipo, ad esempio, di quello descritto in EP2340982, si utilizzano convogliatori aerei in cui una pluralità di supporti o "ganci" a bilancia, sono fatti transitare lungo un percorso desiderato, ad esempio appesi ad appositi elementi, mobili lungo guide o piste che definiscono tale percorso; a ciascun gancio o supporto viene fissata, in una apposita stazione di carico dell'impianto di trasporto, una scocca sulla quale assemblare in seguito le varie parti del relativo veicolo cui essa è destinata. Ciascuna scocca è supportata solidale da un rispettivo supporto o ''gancio", il quale è generalmente conformato a portale ed è dotato inferiormente di una coppia di longheroni contro cui la scocca viene trattenuta mediante una coppia di "puntalini" per ciascun longherone, un puntalino anteriore ed uno posteriore (con riferimento alla direzione di avanzamento dei supporti e delle relative scocche lungo le guide o piste), che consistono in perni rotanti dotati di teste che impegnano a baionetta rispettive sedi ricavate sulla scocca.
Impianti di trasporto del tipo descritto sono molto efficienti. Tuttavia, presentano l'inconveniente di dover essere attrezzati di volta in volta con supporti a portale o "ganci" realizzati in funzione delle caratteristiche della scocca (o della classe di scocche) da trasportare. Infatti, prima di tutto, per agganciare correttamente la scocca, i dispositivi a puntale o "puntalini" da utilizzare devono essere di tipo adatto alla sede di aggancio presente sulla scocca: esistono pertanto due famiglie diverse di dispositivi a puntale, noti in gergo tecnico con i termini "a perno" ed "ad asola"; attualmente, se l'impianto deve passare dal trasportare scocche, che hanno sedi di aggancio adatte a puntalini "a perno", a scocche, che hanno sedi di aggancio adatte a puntalini "ad asola", occorre sostituire tutti i ganci oppure lavorare con impianti dedicati.
Inoltre, le vetture e, di conseguenza, le relative scocche, sono suddivise in diverse classi dimensionali che ne individuano il segmento di mercato (ad esempio A, B, C, D, eccetera) e che comportano dimensioni di scocca (in particolare in lunghezza) diverse. Di conseguenza, attualmente, un medesimo impianto di trasporto non può passare dal trasporto di scocche di vetture in classe A a quello, ad esempio, di scocche di vetture in classe C, a meno di sostituire tutti ganci con altri aventi i longheroni di lunghezza maggiore.
Questo stato di cose non permette di realizzare attualmente impianti di trasporto flessibili, in grado di gestire scocche di qualsiasi segmento e classe.
Scopo della presente invenzione è dunque quello di superare gli inconvenienti dell'arte nota ed in particolare di fornire un impianto di trasporto scocche flessibile, in cui non sia necessario sostituire i ganci per permettere il trasporto di scocche di classi o segmenti diversi e/o aventi sedi di aggancio diverse. È in particolare uno scopo del trovato quello di fornire un impianto flessibile, in cui tutte le operazioni necessarie si possano eseguire anche in modo automatico, oltre che manuale, e che sia semplice da realizzare, di ingombri contenuti, di funzionamento affidabile e di costo relativamente contenuto.
In base all'invenzione viene dunque fornito un dispositivo a puntale universale, atto a cooperare con scocche di tipo diverso per vincolarle su un supporto a bilancia, rendendolo così di tipo universale, come definito nella rivendicazione 1.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi della presente invenzione appariranno chiari dalla descrizione che segue di suoi esempi non limitativi di attuazione, effettuata con riferimento alle figure dei disegni annessi, nelle quali:
la figura 1A illustra schematicamente una vista in elevazione di un impianto di assemblaggio di parti meccaniche su carrozzerie di veicoli dotato di un impianto di trasporto realizzato secondo il trovato ed illustrato in parte mediante semplici blocchi;
la figura 1B illustra schematicamente un dettaglio dell'impianto di trasporto dell'invenzione e di un relativo supporto a bilancia o ''gancio" universale;
la figura 2 illustra in modo schematico una vista frontale in elevazione dell'impianto di trasporto secondo il trovato, in corrispondenza di una specifica stazione di configurazione dello stesso;
la figura 3 illustra sempre in modo schematico, e con diversi dettagli, una stazione di configurazione come quella di figura 2;
le figure 4 e 5 illustrano in modo schematico rispettivamente una vista in pianta dall'alto di componenti della stazione di figure 2 e 3 e, in scala ingrandita, di alcuni dettagli dei componenti di figura 4;
la figura 6 illustra schematicamente ed in scala ingrandita una vista in elevazione e sezionata di una prima forma di realizzazione di dettagli del supporto a bilancia di figure 1B, 2 e 3;
le figure 7 e 8 illustrano in scala ingrandita ed in forma in parte schematica per semplicità, una vista in pianta dall'alto e sezionata di un dettaglio di un longherone del supporto a bilancia di figura 1B equipaggiato con differenti componenti dell'impianto secondo il trovato;
le figure 9 e 10 illustrano in modo schematico due diverse possibili forme di realizzazione della configurazione di supporto di figura 7 e 8;
la figura 11 illustra in modo schematico un dettaglio interno del longherone del supporto di figura 1B nella configurazione di supporto di figura 7;
la figura 12 illustra la medesima vista del medesimo dettaglio di figura 6, ma realizzato secondo una possibile variante dell'invenzione;
la figura 13 illustra schematicamente una vista in pianta dall'alto di una seconda forma di realizzazione del supporto a bilancia di figura 1B, del quale sono illustrati per semplicità solo rispettivi longheroni longitudinali e di un componente dell'impianto di figura 1A;
la figura 14 illustra schematicamente una vista in pianta dall'alto di un dettaglio costruttivo dei componenti di impianto illustrati in figura 13;
le figure 15 e 16 sono una medesima vista sezionata secondo un piano di traccia XV-XV dei componenti di figura 14 illustrati in due diverse posizioni di lavoro;
la figura 17 è una vista sezionata secondo un piano di traccia XVII-XVII dei componenti in figura 16;
le figure 18 e 19 illustrano una medesima vista laterale in elevazione e parzialmente in sezione dei componenti illustrati in figure 15 e 16 nelle rispettive posizioni di lavoro; e
le figure 20 e 21 illustrano una medesima vista in elevazione ed in sezione longitudinale di un componente speciale che può venire montato sul supporto a bilancia di figura 13.
Con riferimento alle figure da 1 a 12, ed in particolare con riferimento alle figure 1A ed 1B, è indicato nel suo complesso con 1 un impianto di trasporto per scocche 2 di veicoli comprendente una pluralità di supporti a bilancia 3, ciascuno atto a ricevere solidale una rispettiva scocca 2, ed un dispositivo 4 di trasporto, di qualsiasi tipo noto, che muove i supporti a bilancia 3 lungo un percorso, ad esempio definito almeno in parte, nell'esempio illustrato in figura 1A, da una linea di montaggio 5.
Ciascun supporto a bilancia 3 è sospeso inferiormente al dispositivo di trasporto 4 con una sua porzione di attacco 6 e comprendendo una coppia di longheroni 7 portati inferiormente dalla porzione di attacco 6 parallelamente ad una direzione di movimento D (figura 1A) dei supporti a bilancia 3 lungo il dispositivo di trasporto 4.
Ciascun longherone 7 è provvisto di almeno un dispositivo a puntale 8 (nel seguito indicato anche, semplicemente, come ''puntale" o "puntalino" 8) di tipo noto ed illustrato pertanto solo schematicamente (nella fattispecie illustrata di due dispositivi a puntale 8 -figura 1B - un primo dispositivo 8b anteriore ed un secondo dispositivo 8c posteriore) atto/i a bloccare una scocca 2 sul longherone 7 in modo noto.
Secondo il trovato, 1'impianto 1 comprende almeno una stazione 10 di configurazione, in cui ciascun supporto a bilancia 3 viene configurato, in uso, in modo interamente automatico oppure con l'ausilio di uno o più operatori, in funzione della scocca 2 che esso deve ricevere, cioè in funzione del segmento vettura di cui fa parte la scocca 2 da trasportare.
In combinazione con la presenza della stazione 10, che verrà descritta nel dettaglio più avanti, ciascun supporto a bilancia 3 è provvisto su ciascun longherone 7 di almeno una sede di ricezione, nella fattispecie non limitativa illustrata definita da un foro 22 (figure 6-12), passante o cieca/o,
Secondo una prima forma di realizzazione dell'invenzione, i fori o sedi di ricezione 22 sono destinati a ricevere selettivamente, in modo integrale e non illustrato per semplicità, ad esempio mediante viti, saldatura o altro, una boccola 140 (figura 12) oppure un dispositivo 11 di bloccaggio (figura 6) a rilascio pneumatico o idraulico. In altre parole, il dispositivo 11 è del tipo "sempre in presa" e può essere disinnestato temporaneamente solo alimentando lo stesso con un fluido in pressione.
In particolare, il dispositivo 11 è un dispositivo "femmina" ed è dotato di primi mezzi di alimentazione pneumatica o idraulica 12 e di mezzi meccanici 13 di aggancio a disinserimento pneumatico o idraulico, di tipo nel complesso noto (figure 6, 9, 10, 11) alloggiati all'interno del dispositivo 11,
La boccola 140 ed il dispositivo 11, che sarà descritto più in dettaglio nel seguito, sono configurati in modo da essere atti a ricevere in uso, selettivamente, rispettive prime unità di montaggio indipendenti 14 (figure 6 e 12) dotate ciascuna di un rispettivo dispositivo a puntale 8 di tipo selezionato e, in particolare il dispositivo 11, rispettive seconde unità di montaggio indipendenti 15b, 15c (figure 7,8) costituenti ciascuna, in uso, una porzione addizionale di longherone.
La stazione di configurazione 10 è, per contro, dotata di secondi mezzi 16 di alimentazione pneumatica o idraulica, indicati solo schematicamente in figura 2, complementari con i primi mezzi 12 di alimentazione pneumatica o idraulica e, preferibilmente, di almeno un robot 17 (figura 3), ad esempio un classico robot a braccio articolato con controllo numerico su tre o quattro assi, per manipolare selettivamente le unità 14 e 15b,c, trasferendole da un supporto a bilancia 3 presente nella stazione 10 a rispettivi magazzini 18 della stazione 10 o viceversa (figura 4).
Nell'esempio non limitativo illustrato (figura 1A), l'impianto 1 è dotato oltre che della stazione 10 di configurazione, indicata schematicamente con un blocco, di due stazioni 19b,c nelle quali le scocche 2 vengono rispettivamente smontate e montante sui rispettivi supporti a bilancia 3; la stazione 10 è disposta tra le stazioni 19b di scarico e 19c di carico delle scocche 2 e (figura 3) è dotata di mezzi 20, di qualsiasi tipo noto, di riferimento per il supporto a bilancia 3, atti a permetterne il posizionamento di precisione, in una determinata posizione, sulla stazione 10, eventualmente connessi con una centralina 21, che controlla eventualmente anche il robot 17 ed i mezzi di alimentazione pneumatica o idraulica 16, fissi, dei quali è dotata la stazione 10 e che, grazie ai mezzi di riferimento 20, possono in uso essere disposti in corrispondenza dei longheroni 7 e dei relativi mezzi di alimentazione pneumatica o idraulica 12 dei dispositivi di bloccaggio femmina 11.
Preferibilmente, le seconde unità di montaggio, tra loro indipendenti, 15b,15c sono al loro volta provviste, ciascuna, di almeno una sede di ricezione o foro 22 simile e preferibilmente identica/o (avente quindi stesse forma e dimensioni) al/alla foro o sede 22 portato/a da ciascun longherone 7, adatta/o quindi a ricevere una boccola 140 (figure 9,10) oppure un dispositivo 11 dotato dei mezzi di alimentazione pneumatica o idraulica 12 e dei mezzi meccanici 13 di aggancio a disinserimento pneumatico o idraulico; secondo la variante illustrata in figura 11, le unità indipendenti di montaggio 15b,15c (unità 15b in figura 11) possono essere dotate in modo integrale di mezzi 12b di alimentazione idraulica o pneumatica (figura 11) del medesimo tipo dei mezzi 12, ma ricavati almeno in parte all'interno della struttura dell'unità 15b,c e connessi direttamente con il dispositivo 11. Le sedi o fori 22 delle unità 15b,c, essendo identiche/ci alle sedi o fori 22 dei longheroni 7, non sono illustrate/i nel dettaglio e per esse/i si può fare riferimento alle figure 6 e 12, che illustrano schematicamente nel dettaglio una sede di ricezione anteriore di un longherone 7 occupata o da una boccola 140 (figura 12) o da un dispositivo di bloccaggio '"femmina" 11 (figura 6). Di conseguenza, le sedi 22 delle unità 15b,c, quando presenti, sono atte a ricevere, ciascuna, una unità indipendente 14, nel medesimo modo in cui queste possono essere ricevute dalle sedi 22 anteriori dei longheroni 7, mentre le unità 15b,15c possono, al medesimo tempo, essere collegate solidali ai longheroni 7 mediante le sedi 22 posteriori dei longheroni 7, ad esempio dotate dei dispositivi 11.
Secondo una possibile ulteriore variante, non illustrata nel dettaglio per semplicità e applicabile sia alle unità indipendenti 15b,c che ai longheroni 7, i dispositivi a puntale 8 di tipo selezionato possono, oltre che fare parte di una unità indipendente 14, anche venire resi solidali, in modo amovibile o fisso, direttamente ad una boccola 140, da inserire poi, eventualmente in modo amovibile, in una sede o foro 22.
Secondo un aspetto del trovato, l'impianto 1 comprende seconde unità indipendenti di montaggio di un primo tipo 15b e di un secondo tipo 15c, illustrate schematicamente in figure 7 ed 8. Le unità 15c sono più lunghe (misurate parallelamente alla direzione D) delle unità 15b e sono conformate con un piego laterale 150 in modo da costituire, una volta accoppiate sui longheroni 7 in una o più delle sedi/fori 22, un prolungamento, senza sostanzialmente soluzione di continuità, di ciascun longherone 7 sia nella direzione D di movimento dei supporti a bilancia 3 lungo il dispositivo di trasporto 4, sia in direzione trasversale alla direzione D, così da aumentare lo spazio vuoto compreso tra i longheroni 7 adiacenti di ciascun supporto a bilancia 3 e permettere pertanto il trasporto di scocche più ampie.
In base a quanto descritto finora, inoltre, è chiaro che 1'impianto 1 secondo il trovato viene configurato in modo da comprendere (prime) unità indipendenti 14 di un primo tipo 14b e di un secondo tipo 14c (figura 5), non illustrate nel dettaglio per semplicità, che differiscono tra loro solamente per il fatto di portare solidali, ciascuna, un dispositivo a puntale 8 (figura 6) rispettivamente di un primo tipo noto cosiddetto "a perno" (le unità 14b), oppure di un secondo tipo noto, cosiddetto ''ad asola" (le unità 14c), diversi tra loro. In sostanza, le unità 14 illustrate in figure 6 e 12 possono essere equipaggiate ''ad hoc" con dispositivi a puntale (o puntalini) 8 di tipo diverso, a seconda delle esigenze, dando luogo, ad esempio, ad unità 14b e 14c di almeno due tipi diversi (che differiscono solo per la struttura del puntalino 8), e poi stivate nel modo che si vedrà in prossimità della stazione 10.
A tale scopo, le unità indipendenti 14 comprendono ciascuna (figura 6) un manicotto 25 flangiato, il quale alloggia internamente un rispettivo dispositivo a puntale 8 del tipo desiderato montato in modo da sporgere assialmente di sbalzo dal manicotto flangiato 25 e bloccato nello stesso, ad esempio, mediante un perno 26; il manicotto flangiato 25 è sagomato in modo da essere alloggiabile "a tampone" (qui e di seguito si intende con tale termine un accoppiamento sostanzialmente senza giochi apprezzabili, selettivamente ed indifferentemente, in una boccola 140 o entro un dispositivo 11, a loro volta predisposti in una sede 22 dei longheroni 7 o delle unità indipendenti 15b,c.
Il manicotto 25 presenta una superficie laterale esterna cilindrica 27 suddivisa da una flangia radiale 27B, che serve da spailamento di montaggio per l'unità 14, in due tratti 28 e 29; il tratto 28 di superficie 27 è atto ad accoppiare con una corrispondente superficie laterale interna 30 di ciascuna boccola 140, ovvero di una boccola 140B (figura 6) di ciascun dispositivo 11 con la quale superficie 30 il tratto 28 viene accoppiato a tampone, come descritto; il tratto 28 è preferibilmente provvisto di una scanalatura anulare 31 a profilo radiale curvo di ricezione per i mezzi meccanici di aggancio 13. Il tratto 29, viceversa, sporge a sbalzo, in uso, dalla boccola 140 o 140B in cui è ricevuta l'unità 14 ed è preferibilmente provvisto di una scanalatura anulare o tacca 32 atta permettere in uso una più facile presa dell'unità 14 da parte di pinze 33 del robot 17.
Per ridurre i costi di impianto, almeno in un primo tempo, le unità 14 possono venire montate nelle sedi 22 mediante le sole boccole 140, anziché mediante i dispositivi 11, in questo caso bloccando in modo amovibile le unità 14 entro le boccole 140 in qualsiasi modo noto, ad esempio mediante elementi filettati 141; in questo caso la sostituzione, ad esempio, delle unità 14b con unità 14c e viceversa non potrà avvenire in modo automatico, in quanto mancano i dispositivi 11 ad aggancio e sgancio rapido, ma avverrà manualmente per mezzo di operatori; in questo caso il robot 17 è pertanto inutile.
Una ulteriore riduzione di costi può essere ottenuta fissando direttamente, come già accennato, il dispositivo 8 a puntale sulle boccole 140; in questo caso la stazione 10 sarà provvista di puntali 8 dei due tipi previsti, anziché di unità 14b e 14c e le operazioni di sostituzione saranno esclusivamente manuali.
Come già detto, le sedi 22 dei longheroni 7 sono atte a ricevere anche le unità 15b,15c. A tale scopo, le seconde unità indipendenti di montaggio di entrambi i tipi 15b,15c comprendono una porzione di attacco 34 (figure 7 e 8) ai longheroni 7, provvista di almeno un codolo 35 inseribile in un dispositivo 11 o in una boccola 140 in modo analogo a quanto descritto per le unità 14. Negli esempi illustrati in figure 7 e 8, ciascuna unità 15b,15c è provvista di una coppia di codoli 35 che riproducono il profilo del tratto 28 del manicotto 25 e che sono inseribili in una coppia di dispositivi 11 alloggiati un una coppia di sedi o fori 22 ricavate/i affiancate su uno stesso longherone 7. In questo caso, quando l'unità 15b,15c non è montata sul longherone 7, ma al suo posto è montata nella posizione richiesta una unità 14, una delle sedi 22 di ciascuna coppia rimarrà vuota.
Le seconde unità di montaggio indipendenti di entrambi i tipi 15b,15c comprendono inoltre, ad una estremità opposta alla porzione di attacco 34, una piastra 36 provvista di almeno una sede 22 per un dispositivo 11 od una boccola 140 atti a ricevere una unità 14.
Secondo una variante non illustrata per semplicità, i puntalini 8 del tipo desiderato possono essere portati solidali di pezzo, in modo fisso, dalle unità 15b,15c, anziché essere portati da esse in modo amovibile, mediante sostituzione delle unità 14; in questo caso, si potranno avere unità 15b o 15c di tipi diversi, ad esempio di un primo e secondo tipo (analogamente alle unità 14), a seconda del tipo di puntalino 8 ("ad asola" o "a perno") montato in modo fisso sulle unità 15b,15c.
In ogni caso, i dispositivi 11 alloggiabili nelle sedi 22 comprendono, ciascuno,una boccola 140B (illustrata con riferimento alla figura 6) analoga alla boccola 140 ma provvista internamente di almeno un elemento elastico, preferibilmente un anello elastico 13 di forma toroidale ed espandibile in modo elastico sia circonferenzialmente che radialmente, ad esempio in quanto tagliato radialmente, anello elastico 13 che costituisce i mezzi meccanici di aggancio.
L'anello 13 è alloggiato in una scanalatura anulare 38 radialmente interna della boccola 140B ed è atto ad assumere selettivamente, in uso, una configurazione di bloccaggio (illustrata in figura 6), nella quale esercita una pressione radiale diretta dall'esterno verso l'interno su, rispettivamente, il manicotto flangiato 27 facente parte delle unità 14 o il codolo 35 facente parte delle unità 15b,15c, inseriti a tampone nella boccola 140B, ed una configurazione di rilascio, non illustrata per semplicità, nella quale l'elemento elastico 13 è elasticamente deformato radialmente verso l'esterno e non impegna più il manicotto 37 o il codolo 35.
Anche i codoli 35 sono provvisti di una scanalatura anulare 31 e l'anello 13, nella configurazione di bloccaggio, impegna la scanalatura 31, mentre si disimpegna dalla stessa nella configurazione di rilascio.
Nel caso in cui si utilizzino invece le sole boccole 140, le scanalature 31 del manicotto 25 o dei codoli 35 vengono impegnate dall'elemento filettato 141.
I primi mezzi di alimentazione pneumatica 12 (nonché gli analoghi mezzi di alimentazione pneumatica 12b) comprendono almeno un primo canale 40 (figura 6) ricavato internamente alla boccola 140B e/o in una piastra 36 della unità 15b,c, a partire da una sua superficie esterna e fino dentro la scanalatura 38, in corrispondenza dell'almeno un elemento elastico 13, ed un nipplo 41 (indicato schematicamente con un blocco) di connessione pneumatica rapida. Il canale 40 è conformato in modo da produrre la deformazione elastica dell'elemento elastico (anello) 13 verso la configurazione di rilascio quanto un fluido compresso (aria o un fluido idraulico, come olio) viene alimentato nel canale 40 attraverso il nipplo 41. In questo caso, infatti, il fluido compresso può raggiungere la scanalatura 31 e non potendo fuoruscire dalla boccola 140/140B e/o dalla sede 22 (o, nel caso di aria potendo ad esempio fuoriuscire ma non in misura pari alla portata alimentata a causa dell'accoppiamento a tampone con il manicotto 27/codolo 35) ''allarga" l'anello 13, che a tale scopo è alloggiato nella scanalatura 38 con ampio gioco radiale,
I secondi mezzi di alimentazione pneumatica 16, portati in modo fisso dalla stazione 10, comprendono invece almeno una tubazione 45 di trasporto del fluido compresso, ad esempio aria compressa, ed almeno un attacco pneumatico/idraulico rapido 46 per ciascuna tubazione 45, atto a venire selettivamente inserito in un nipplo 41 quando il supporto a bilancia 3 viene posizionato in corrispondenza della stazione di configurazione 10 grazie ai mezzi di riferimento 20, che, attraverso alla centralina 21, possono eventualmente attivare anche un sistema di posizionamento motorizzato dei tubi 45 e dei relativi attacchi 46.
Secondo quanto illustrato in figura 11, i mezzi di alimentazione pneumatica 12b possono comprendere anche un secondo canale 50 collegato sostanzialmente a tenuta di fluido al primo canale 40 e ricavato internamente ai longheroni 7, in modo da poter alimentare in serie più sedi 22 mediante un unico nipplo 41 e, quindi, un'unica tubazione 45 ed attacco 46 sulla stazione 10.
Nel caso di mezzi di alimentazione pneumatica/idraulica 12, questi sono esterni ed il nipplo 41 (figura 6) è portato dalla boccola 140B su una sua superficie esterna esposta; nel caso dei mezzi di alimentazione pneumatica 12b (figura 11) il canale 40 è ricavato anche internamente alla struttura della unità 15b,15c (ad esempio nella porzione di attacco 34) ed il nipplo 41 è portato da una superficie esposta della unità indipendente 15b,15c.
Sempre secondo quanto illustrato nella variante di figura 11, anche parte del canale 40 che alimenta le sedi 22 dei longheroni 7 ed i relativi dispositivi 11 può essere ricavato internamente al longherone 7 ed il nipplo 41 è in questo caso portato da una superficie esposta del longherone 7; in questo modo, tramite canali di derivazione 50b si possono alimentare con un unico nipplo 41 tutte le sedi 22 di ciascun longherone.
Con riferimento alle varianti di figure 9 e 10, l'accoppiamento tra unità 15b,15c e longheroni 7 può avvenire sia mediante movimento parallelo all'asse dei puntalini 8 (figura 9), nel qual caso le sedi 22 dei longheroni 7 saranno identiche a quelle delle unità 15b,c e tutte orientate con asse parallelo a quello dei puntalini 8, e potranno accogliere indifferentemente una unità 14 oppure una unità 15b,15c; oppure l'accoppiamento tra unità 15b,15c e longheroni 7 potrà avvenire con movimento "dall'esterno" rispetto al supporto a bilancia 3, quindi perpendicolare all'asse dei puntalini 8, nel qual caso (figura 10) le sedi 22 dei longheroni 7 saranno orientate con asse perpendicolare a quello dei puntalini 8 e con la concavità rivolta verso gli stessi. In questo secondo caso è evidente che non si potranno installare le unità 14 direttamente sui longheroni 7, ma si dovrà usare comunque una unità 15b,c su cui è portata una unità 14 oppure uno o più puntalini 8 accoppiati direttamente in modo fisso.
Ciascun supporto a bilancia che equipaggia l'impianto 1 e che è adatto ad essere mosso, insieme ad una pluralità di altri supporti 3 identici, lungo il dispositivo di trasporto 4 presenta dunque longheroni 7 che comprendono, ciascuno, in uso, una prima porzione 60, la quale è ricavata integrale di pezzo con la porzione di attacco 6 ed una unità 15b o 15c e/o una pluralità di unità 14 vincolabili alla prima porzione 60 del longherone 7 mediante un proprio elemento di aggancio, nella fattispecie i codoli 35 o il manicotto 27, inseribile in una delle sedi 22 provvista o della semplice boccola 140 o di un dispositivo 11, nei quali l'elemento di aggancio 35/27 è bloccato a scatto dai mezzi meccanici di aggancio costituiti dall'anello 13 o a pressione da un elemento 141.
Preferibilmente, la porzione di attacco 6 consiste in un telaio a portale aperto inferiormente ed atto a venire portato sospeso inferiormente dal dispositivo di trasporto 4; la porzione 60 dei longheroni 7 è allora portata integrale di pezzo dal telaio 6, inferiormente al telaio 6 stesso. Inoltre, secondo un aspetto della prima forma di realizzazione del trovato finora descritta, la lunghezza misurata nella direzione D delle porzioni 60 è tale che questa corrisponde sostanzialmente alla lunghezza di longheroni 7 configurati per il trasporto di scocche di veicoli più corti, ad esempio di classe A.
Con riferimento alle figure 4 e 5, i magazzini 18 sono disposti in corrispondenza della stazione 10 e ne fanno parte integrante; essi sono organizzati come supporti sui quali sono disposti una pluralità di pallet 70 e 71, ciascuno contraddistinto da un codice che può essere individuato o che è memorizzato dalla/nella centralina 21; i pallet 70 portano ciascuno una coppia di unità 15b o 15c adatte a completare i longheroni 7 nella configurazione di supporto che si vuole ottenere; i pallet 71 portano una pluralità di unità 14. Preferibilmente, per velocizzare le operazioni, la stazione 10 è provvista di almeno tre robot 17 disposti in tandem, cioè allineati lungo la direzione D. In ogni caso, i pallet 70,71 sono disposti in posizioni raggiungibili facilmente dai robot 17.
Quando è necessario configurare l'impianto 1 per scocche 2 di vetture appartenenti alla classe A o B, i supporti a bilancia vengono portati uno per volta nella stazione 10 e sulle porzioni 60, già di misura adatta, in quanto "corta", sono montate solo le unità 14, direttamente inserite sulle boccole 140 o nei dispositivi 11, alloggiate/i nelle sedi 22, ciascuna unità 14 essendo equipaggiata con un puntalino 8 del tipo desiderato; oppure, sulle porzioni 60 sono montate unità 15b "corte" equipaggiabili a loro volta con unità 14 aventi i puntalini 8 del tipo desiderato o, direttamente, provviste solidali di pezzo dei puntalini 8 del tipo desiderato. Le unità 14 e/o 15b "giuste" vengono scelte dai robot 17 (o da un operatore) prelevandole dal pallet 70 o 71 più opportuno, e montate sulle porzioni 60; qui i codoli 35 e/o i manicotti 27 vanno ad accoppiarsi a scatto nei dispositivi 11. Se necessario, l'accoppiamento viene attivato dalla centralina 21, che attiva i mezzi pneumatici/idraulici di alimentazione 16, immettendo ad esempio aria compressa nei canali 40. Quando è necessario cambiare configurazione di supporto, i supporti 3 vengono portati nella stazione 10, la centralina 21 attiva i mezzi di alimentazione 16, immettendo ad esempio aria compressa nei canali 40 deformando (allargando) gli anelli 13; le unità 14 e/o 15b possono così essere rimosse dai robot 17, per essere sostituite, ad esempio, da unità 15c adatte a permettere il supporto di scocche "lunghe", appartenenti a vetture del segmento C o D, Anche in questo caso, sulle unità 15c si potranno installare, direttamente o tramite unità 14, i puntalini 8 del tipo desiderato.
Ovviamente, soprattutto in assenza dei dispositivi 11, sostituiti ad esempio dalle semplici boccole 140, tutte le operazioni descritte possono essere effettuate manualmente da operatori.
Con riferimento ora alle figure da 13 a 19, in esse è illustrata una seconda forma di realizzazione dell'invenzione, che permette di ottenere una sostituzione dei puntalini 8 automatica o manuale in modo semplice ed economico, non necessitando di mezzi di alimentazione idraulica o pneumatica.
In figura 13 è illustrato schematicamente un supporto a bilancia o "gancio" 3 con parti asportate per semplicità del quale sono visibili solo la coppia di longheroni 7, mentre la porzione di attacco 6 a portale non è illustrata.
Secondo questa forma di realizzazione, i longheroni 7 sono interamente ricavati integrali con la porzione a portale 6 di attacco e presentano una lunghezza, misurata nella direzione D, tale da corrisponde sostanzialmente alla lunghezza di longheroni 7 configurati per il trasporto di scocche di veicoli più lunghi, ad esempio di classe C,D.
Mancano quindi le porzioni 60, ovvero le porzioni 60 presentano lunghezza pari a quella massima necessaria per i longheroni 7.
Anteriormente (cioè ''a valle" della direzione di marcia D) i longheroni 7 sono provvisti ciascuno di una sede di ricezione 22, nella fattispecie illustrata non limitativa definita da un foro cieco o passante, dotato di una flangia di attacco 222 per la ricezione di viti di bloccaggio non illustrate, di qualsiasi tipo noto.
Posteriormente, (cioè ''a monte" della direzione di marcia D) i longheroni 7 sono provvisti ciascuno di una coppia di ulteriori sedi di ricezione 22, indicate con i riferimenti 22b e 22c, le quali sedi di ricezione 22b,c sono definite nell'esempio illustrato da semplici porzioni di superficie laterale dei longheroni 7 provviste, nell'esempio non limitativo illustrato, di perforazioni per la ricezione di viti 80 (figure 14, 15, 16); le viti 80 servono per ottenere il fissaggio amovibile nelle sedi 22b,c di rispettivi dispositivi di bloccaggio 110 che, al contrario dei dispositivi 11, sono, come si vedrà, di tipo totalmente meccanico e che vengono descritti nel dettaglio nel seguito.
La sede di ricezione 22 anteriore può anche essere sostituita da una sede 22d (figura 13, in basso) realizzata in modo simile alle sedi 22b,c, cioè definita, anziché da un foro e relativa flangia, da una semplice porzione di superficie del rispettivo longherone 7 provvista di perforazioni per la ricezione di viti 80,
A ciascun dispositivo di bloccaggio 110 può essere fissata in modo amovibile, nel modo che si vedrà, una unità di montaggio 140c, la quale può essere equipaggiata con un puntalino 8 di tipo desiderato.
In particolare, le sedi 22b sono disposte sui longheroni 7 nella posizione lungo la direzione D nella quale devono essere disposti i puntalini 8 per montare sui supporti a bilancia o ganci 3 scocche 2 di tipo ''corto", ad esempio appartenenti al segmento A. Viceversa, le sedi 22c sono disposte lungo i longheroni 7 ad una estremità posteriore 81 di ciascun longherone 7, opposta ad una estremità 82, anteriore, di ciascun longherone 7, provvista di una sede 22 definita da un foro.
La coppia di sedi 22 o 22d e 22b per ciascun longherone 7 definisce pertanto le posizioni di fissaggio per scocche "corte" (ad esempio segmenti A,B), mentre la coppia di sedi 22 o 22d e 22c per ciascun longherone 7 definisce le posizioni di fissaggio per scocche "lunghe" (ad esempio segmenti C,D). A tale scopo le estremità 81 sono anche sagomate ad L, in modo da aumentare la distanza presente in direzione trasversale alla direzione D tra la coppia di sedi 22c, rispetto alla distanza trasversale alla direzione D presente tra le sedi 22b.
Ciascuna unità di montaggio 140c è illustrata in scala ingrandita e più nel dettaglio in figure 14-17. Essa comprende un manicotto o bussola tubolare 83 del tipo della bussola 140, nell'esempio non limitativo di forma esternamente prismatica, ed una slitta 84 che sporge lateralmente a sbalzo dal manicotto o bussola 83. Internamente, il manicotto o bussola 83 delimita una sede 22 definita da un foro passante avente due tratti a diametro diverso ed asse di simmetria A, provvista anch'essa di una flangia 222 (figura 14), in modo da essere atta a ricevere in uso un puntalino (dispositivo a puntale) 8 di tipo desiderato.
La slitta 84 definisce una piastra piana 85 disposta tangenzialmente rispetto all'asse A e delimitata da due fianchi 86 sagomati in un piano perpendicolare all'asse A come V tronche (cioè prive di vertice, che è sostituito da un tratto piano).
Ciascun dispositivo di bloccaggio 110 comprende una staffa ad L 111 la quale è fissata mediante le viti 80 ad una rispettiva sede 22b,c; la staffa 111 comprende due ali 112,113 tra loro perpendicolari; l'ala 113 è disposta parallelamente alla posizione che devono assumere in uso i puntalini 8, nella fattispecie illustrata è disposta sul fianco interno del longherone 7 (cioè rivolto verso l'altro longherone 7) orientata verticalmente, mentre l'ala 112 è disposta sopra il longherone 7, ed è orizzontale. Entrambe le ali 112 e 113 sono fissate al relativo longherone 7 mediante viti 80.
L'ala 113 di ciascuna staffa 111 porta di sbalzo, da banda opposta al longherone 7 a cui la staffa 111 è fissata, un manicotto tubolare 114 disposto tra due coppie di rulli folli 115 disposti sull'ala 113 secondo i vertici di un quadrato nel centro del quale è disposto il manicotto 114. I rulli 115 sono rulli a doppio cono, sagomati in modo da definire delle guide volventi per la slitta 84, in particolare atti a ricevere a scorrimento tra loro la piastra 85 per rendere così meccanicamente vincolata ciascuna unità di montaggio 140c ad un rispettivo dispositivo di bloccaggio 110; l'unità di montaggio 140c può così essere inserita e disinserita sul/dal dispositivo di bloccaggio 110 per semplice traslazione verticale parallelamente all'asse A, secondo la direzione indicata dalla doppia freccia in figura 16.
Per impedire lo sfilamento delle unità di montaggio 140c dai dispositivi di bloccaggio 110, ciascuno di questi comprende un perno 116 dotato di una testa a martello 117 e che è portato girevole intorno ad un proprio asse B (figura 14) entro il manicotto 114.
In particolare, ciascun perno 116 è dotato di una testa di manipolazione 118, opposta alla testa 117, mediante la quale esso può essere spinto e ruotato, ad esempio da un robot 17, lungo ed intorno all'asse B, secondo la direzione indicata dalle frecce in figure 15-18. Intorno al perno 116 è disposta entro il rispettivo manicotto 114 una bussola 119 la quale può scorrere assialmente nel manicotto 114, parallelamente all'asse B, contro l'azione di una molla 120, ma non può ruotare intorno all'asse B, essendone impedita da un grano filettato 121, che impegna una scanalatura 122 parallela all'asse B.
La bussola 119 è provvista lateralmente di una feritoia passante 123 parte circonferenziale e parte assiale, che presenta una sagoma ad U in un piano verticale e che è impegnata da un perno 124 portato trasversalmente passante dal perno 116.
La testa 118 è atta a cooperare in uso con la bussola 119: quando il perno 116 viene spinto lungo l'asse B nella direzione della freccia, infatti, la testa 118 si porta in battuta contro la bussola 119 (figura 19) mentre se ne trova invece, senza la spinta assiale sul perno 116, normalmente discosta (figura 18).
La piastra 85 è provvista di un nasello 125 rivolto da banda opposta al manicotto tubolare 83.
Normalmente, il perno 116 è predisposto nella configurazione di figure 16 e 19 (ed illustrata anche a tratteggio in figura 14), in cui non può interferire con il nasello 125. In questa configurazione le unità di montaggio 140c possono essere liberamente inserite e disinserite su/da i dispositivi di bloccaggio 110.
Una volta inserita in posizione una unità di montaggio 140c, ovviamente dotata di un dispositivo a puntale 8 di tipo desiderato, su un dispositivo 110, questo viene attivato spingendo sul perno 116, ad esempio col robot 17 o con un opportuno attrezzo automatico della stazione di configurazione 10 (o per mezzo di un operatore); la spinta fa salire verso la testa 117 la bussola 119 portando il perno 124 ad occupare il ramo circonferenziale della scanalatura o feritoia 123 (figura 18). In questa posizione, il robot 17 (o un operatore) può ruotare il perno 116 in modo da portare la testa 117 nella posizione operativa di figure 14 (linea continua), 15 e 19, impegnando il nasello 125 ed impedendo di conseguenza qualsiasi sfilamento volontario o accidentale della slitta 84 dai rulli 115. L'unità di montaggio 140c risulta pertanto bloccata sul longherone 7, rigidamente solidale allo stesso, mediante il dispositivo 110 in cui è impegnata.
Per sbloccare l'unità 140C e rimuoverla dal longherone 7 è sufficiente ripetere l'operazione descritta (spinta e rotazione sul perno 116) ma ruotando il perno 116 in direzione opposta, in modo da fargli riprendere la posizione di partenza e sbloccare quindi 1'unità 140c, che può essere manipolata sia in inserimento che disinserimento sempre dal robot 17 (o da altro robot o da un operatore).
Secondo questa forma di realizzazione, i magazzini 18 della stazione 10 saranno equipaggiati unicamente con unità di montaggio 140c già dotate di dispositivi a puntale di tipo desiderato 8, a "perno" per alcune e ad "asola" per altre e/o con dispositivi a puntale 8 dei due tipi da montare o su unità 140c vuote oppure direttamente nelle sedi 22 delle estremità 82.
Per aumentare la standardizzazione, la sede di ricezione 22 della estremità 82 di ciascun longherone 7 può essere sostituita dalla sede di ricezione 22d già descritta, la quale viene attrezzata in modo amovibile con una unità di montaggio 140d semplificata, illustrata solo schematicamente in figura 13, comprendente un manicotto o bussola tubolare 83b delimitante al proprio interno una sede o foro 22 e provvista di una flangia 222 di montaggio per un puntalino 8 di tipo selezionato; la bussola 83b è direttamente ricavata integrale di pezzo con una staffa lllb, che viene imbullonata sulla sede di ricezione 22d mediante viti 80.
Questa unità di montaggio 140d semplificata può ovviamente essere utilizzata anche in corrispondenza delle sedi di ricezione 22b e 22c, che in questo caso saranno prive dei dispositivi di bloccaggio 110, in particolare se lo spostamento o sostituzione delle unità di montaggio viene effettuato manualmente da operatori.
Con riferimento alle figure 20 e 21, infine, l'impianto 1 può essere notevolmente semplificato se, anziché usare puntalini tradizionali 8 dei due tipi noti "a perno" e "ad asola", i ganci o supporti a bilancia 3 vengono equipaggiati con dispositivi a puntale 8d innovativi, di tipo universale, uno dei quali è appunto illustrato in dettaglio in figure 20 e 21, in due sue diverse posizioni operative.
Il dispositivo a puntale 8d comprende un corpo tubolare 250 avente asse di simmetria C e diviso in due sezioni 251 e 252 accoppiabili testa a testa mediante flange 253.
Il corpo tubolare 250 è realizzato in modo da essere montabile entro le sedi 22 delle unità 140c, alle quali viene fissato in uso solidale sulle flange 222 mediante viti 80, che eventualmente tengono anche accoppiate tra loro le flange 253, le quali sono altrimenti fissate solidali una all'altra mediante altre viti, non illustrate per semplicità.
Entro il corpo 250, dalla parte della sezione 252, è alloggiata una madrevite 254 che ingrana con una vite senza fine 255, entrambe coassiali con l'asse C; una estremità 256 della vite senza fine 255, opposta alla madrevite 254, è collegata ad un meccanismo a pantografo 257 alloggiato entro sedi ad asola 258 delle due sezioni 251,252.
Le sedi ad asola 258 sono ricavate in corrispondenza delle flange 253, in modo da essere facilmente accessibili a corpo 250 aperto ed impediscono spostamenti laterali del meccanismo a pantografo 257 in un piano perpendicolare a quello del foglio in figure 20 e 21.
Il meccanismo a pantografo 257 agisce su due bracci 259 imperniati a forbice sulla sezione 251 mediante un perno trasversale 260; i bracci 259 possono assumere selettivamente una posizione ravvicinata, illustrata in figura 20, ed una posizione divaricata, illustrata in figura 21, e terminano da banda opposta al meccanismo a pantografo 257 con rispettive estremità a gancio 261 (figura 21) che, a bracci 259 in posizione ravvicinata, formano insieme una testa 262 (figura 20) conicocilindrica, che sporge a sbalzo dal corpo 250, da banda opposta alla sezione 252 e che è coassiale con l'asse C.
La testa 262 è suddivisa in due metà conformate ad L e definite dalle estremità 261 medesime. La testa 262 è inoltre conformata in modo da potere entrare ed uscire liberamente, con un movimento secondo l'asse C, da sedi 263 passanti di accoppiamento di scocche 2 sia del tipo conformato ad asola, sia del tipo definito da semplici fori.
Con i bracci 259 coopera un perno trasversale 264 alloggiato scorrevole attraverso la sezione 251 e che assume esternamente al corpo 250 due opposte posizioni operative a sbalzo, a seconda che i bracci 259 siano in posizione ravvicinata o divaricata, che possono essere rilevate da opportuni sensori noti e non illustrati per semplicità.
La madrevite 254 fuoriesce dal corpo 250 da banda opposta alla testa 262 e porta solidale, dalla medesima parte, una testa dentata 265 che sporge assialmente a sbalzo dal corpo 250. La testa dentata 265 è atta a cooperare con un elemento dentato 266 portato assialmente scorrevole dalla sezione 252 esternamente alla stessa, in modo da non poter ruotare rispetto al corpo 250.
L'elemento dentato 266 è mantenuto normalmente ingranato con la testa dentata 265 mediante degli steli 267 portati assialmente scorrevoli dal corpo 250 e caricati da molle 268 alloggiate in apposite sedi entro la sezione 251, in modo da impedire alla madrevite 254 di girare. Gli steli 267 possono però assumere una posizione retratta (figura 21) quando l'elemento dentato 266 viene spinto assialmente da una forza esterna contro di essi, facendolo scorrere lungo il corpo 250, disimpegnando così al contempo la testa dentata 265.
In definitiva, il dispositivo a puntale 8d secondo 1'invenzione comprende, in termini generali, il corpo tubolare 250, almeno due bracci 259 imperniati a forbice entro il corpo 250, mezzi per fare assumere selettivamente agli almeno due bracci 259 una posizione ravvicinata, nella quale rispettive estremità a gancio 261 dei bracci formano insieme una testa 262 conico-cilindrica, che sporge a sbalzo dal corpo 250, ed una posizione divaricata, nella quale la testa 262 assume una forma aperta che definisce almeno una testa a martello; e mezzi per bloccare gli almeno due bracci 259 almeno nella posizione divaricata, in modo che la testa 262 è atta ad impegnare indifferentemente sedi 263 passanti di accoppiamento della scocca sia del tipo conformato ad asola che del tipo definito da semplici fori. È chiaro che i bracci 259 potrebbero essere presenti in numero maggiore di due, ad esempio tre o quattro, ed essere definiti da spicchi di elementi cilindrici, in modo che, a bracci 259 in posizione divaricata, la testa 262 si apre a fiore, formando più di una testa a martello.
In uso, i dispositivi a puntale 8d sono montati fissi ciascuno su una unità di montaggio 140c in modo che le teste 265 siano accessibili attraverso la sede 22, in particolare da un opportuno attrezzo automatico 270, illustrato schematicamente a tratteggio in figure 20 e 21, che equipaggia le stazioni 19b e 19c di accoppiamento e disaccoppiamento delle scocche 2 dai ganci 3.
Quando le scocche 2 ed i relativi ganci 3 sono posizionati correttamente su una stazione 19b o 19c, in corrispondenza di ciascuna sede 263 di una scocca 2 risulta disposto un dispositivo a puntale 8d vincolato ad un gancio 3.
Per bloccare le scocche 2 sui ganci 3, le teste 262, che si trovano nella configurazione "chiusa" di figura 20, vengono introdotte nelle sedi 263 come si fa normalmente con i puntalini 8 di tipo ad asola o a perno. Successivamente, anziché semplicemente ruotare l'intero puntalino 8, come nella tecnica nota, ciascun dispositivo a puntale 8d viene impegnato da un attrezzo 270, il quale è realizzato in modo da poter traslare e ruotare nella direzione delle frecce in figure 20 e 21 ed è conformato in modo da poter accoppiare con la testa dentata 265 da banda opposta all'elemento dentato 266 e, al contempo, da poter spingere assialmente l'elemento dentato 266, senza però ingranare con esso in modo angolarmente solidale.
Di conseguenza, ciascun attrezzo 270 mentre trasla parallelamente all'asse C verso la testa 265, va a spingere l'elemento 266 contro gli steli 267, facendoli arretrare contro l'azione delle molle 268, disimpegnando la testa 265 dall'elemento 266. Al termine della traslazione, effettuata coassialmente all'asse C, l'attrezzo 270 si trova nella posizione di figura 21, in cui impegna in modo angolarmente solidale la testa 265 e mantiene gli steli 267 in posizione retratta nel corpo 250 e l'elemento dentato 266 disimpegnato dalla testa dentata 265.
A questo punto, una rotazione dell'attrezzo 270, analoga a quella che si compie normalmente per azionare i dispositivi a puntale 8 noti, fa ruotare la madrevite 254, che fa traslare la vite senza fine 255 azionando il meccanismo a pantografo 257. Le estremità 261 dei bracci 259 possono pertanto venire fatte passare dalla posizione ravvicinata di figura 20 alla posizione divaricata di figura 21, nella quale la testa 262 assume una forma ''a martello" andando ad impegnare la scocca 2 da bande opposte di ciascuna sede 263. Un successivo arretramento assiale dell'attrezzo 270 permette il ritorno dell'elemento 266 nella posizione di partenza, bloccando la rotazione della testa 265. In questo modo, la scocca 2 rimane bloccata sul gancio 3 in modo sicuro e non accidentalmente sganciabile.
Per sbloccare le scocche 2, nella stazione 19c sono predisposti degli altri attrezzi 270 che compiono il medesimo movimento descritto, ma effettuando una rotazione inversa; in questo modo, la vite senza fine 255 viene fatta ruotare in verso tale da riportare i bracci 259 in posizione ravvicinata e "richiudere" la testa 262, che può così essere estratta dalla sede 263 per semplice traslazione.
Equipaggiando ciascuna unità di montaggio 140C con un puntalino 8d non è più necessario avere nella stazione 10 dei magazzini . Semplicemente, ciascun gancio 3 viene equipaggiato con due puntalini universali 8d montati fissi sulla estremità 82 di ciascun longherone 7, ad esempio per mezzo di una unità di montaggio "semplificata" 140d, mente le sedi di ricezione 22b,c di ciascun longherone 7 vengono tutte equipaggiate con un dispositivo di bloccaggio 110.
Su ciascun gancio 3 vengono infine montate due unità di montaggio 140c, ciascuna delle quali pure equipaggiata in modo fisso con un puntalino 8d.
Le unità di montaggio 140c possono venire selettivamente fissate sui longheroni 7 sia in corrispondenza delle sedi di ricezione 22b, che delle sedi di ricezione 22c. Nella stazione 10, l'unica operazione necessaria da compiere per adattare il gancio 3 a ricevere scocche 2 dei segmenti A,B oppure C,D, sarà pertanto lo spostamento delle due unità di montaggio 140c dal dispositivo di bloccaggio 110 presente in una sede di ricezione 22b a quello presente in una sede di ricezione 22c o viceversa.
Tutti gli scopi del trovato sono quindi raggiunti.

Claims (5)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo a puntale per bloccare su un supporto a bilancia (3) di un dispositivo di trasporto (1) che muove una pluralità di supporti a bilancia lungo un percorso, una rispettiva scocca dotata di sedi (263) passanti di accoppiamento di tipo conformato ad asola o di tipo definito da semplici fori; caratterizzato dal fatto che comprende; - un corpo tubolare (250) avente un asse di simmetria (C) e diviso in almeno due sezioni (251,252) accoppiabili testa a testa e vincolabile solidale al supporto a bilancia (3); - almeno due bracci (259) imperniati a forbice entro il corpo (250); - primi mezzi per fare assumere selettivamente agli almeno due bracci (259) una posizione ravvicinata, nella quale rispettive estremità a gancio (261) dei bracci formano insieme una prima testa (262) conico-cilindrica, che sporge a sbalzo dal corpo (250), ed una posizione divaricata, nella quale la prima testa (262) assume una forma aperta che definisce almeno una testa a martello; e - secondi mezzi per bloccare detti almeno due bracci (259) almeno nella posizione divaricata, in modo che la prima testa (262) è atta ad impegnare indifferentemente sedi (263) passanti di accoppiamento della scocca sia del tipo conformato ad asola che del tipo definito da semplici fori.
  2. 2. Dispositivo a puntale secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che i primi mezzi comprendono: - una madrevite (254) alloggiata nel corpo tubolare (250) che ingrana con una vite senza fine (255); - un meccanismo a pantografo (257) alloggiato entro sedi ad asola (258) del corpo (250) e agente sui bracci (259), collegato ad una estremità (256) della vite senza fine (255), opposta alla madrevite (254); una seconda testa (265), dentata solidale dalla madrevite (254) sporgente assialmente a sbalzo dal corpo (250).
  3. 3. Dispositivo a puntale secondo la rivendicazione 1 o 2, caratterizzato dal fatto che i secondi mezzi comprendendo: un elemento dentato (266) portato assialmente scorrevole dal corpo (250) da banda opposta alla prima testa (262) in modo da non poter ruotare rispetto al corpo; - steli (267) portati assialmente scorrevoli dal corpo (250) e caricati da molle (268) alloggiate in apposite sedi del corpo per mantenere normalmente ingranato l'elemento dentato (266) con la seconda testa (265), in modo da impedire alla madrevite (254) di girare; gli steli (267) potendo assumere una posizione retratta quando l'elemento dentato (266) viene spinto assialmente da una forza esterna contro di essi, facendolo scorrere lungo il corpo (250), disimpegnando al contempo la seconda testa (265) dall'elemento dentato.
  4. 4. Supporto a bilancia (3) adatto ad equipaggiare un dispositivo di trasporto che muove una pluralità di supporti a bilancia lungo un percorso, comprendente una porzione di attacco (6) al dispositivo di trasporto ed una coppia di longheroni (7) portati inferiormente dalla porzione di attacco parallelamente ad una direzione di movimento in uso dei supporti a bilancia lungo il dispositivo di trasporto, ciascun longherone essendo provvisto di almeno un dispositivo a puntale (8;Sd) atto a bloccare una scocca sul longherone come definito in una delle rivendicazioni da 1 a 3.
  5. 5. Impianto (1) di trasporto per scocche di veicoli comprendente una pluralità di supporti a bilancia (3) secondo la rivendicazione 4, ciascuno atto a ricevere solidale una rispettiva scocca, ed un dispositivo di trasporto (4) che muove i supporti a bilancia lungo un percorso, ad esempio definito almeno in parte da una linea di montaggio; ciascun supporto a bilancia essendo sospeso inferiormente al dispositivo di trasporto con la sua porzione di attacco (6) e comprendendo una coppia di longheroni (7) portati inferiormente dalla porzione di attacco parallelamente ad una direzione di movimento (D) dei supporti a bilancia lungo il dispositivo di trasporto.
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