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ITTV960024A1 - Dispositivo di protezione particolarmente per calzature con elementi di chiusura a lacci - Google Patents

Dispositivo di protezione particolarmente per calzature con elementi di chiusura a lacci Download PDF

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ITTV960024A1
ITTV960024A1 IT96TV000024A ITTV960024A ITTV960024A1 IT TV960024 A1 ITTV960024 A1 IT TV960024A1 IT 96TV000024 A IT96TV000024 A IT 96TV000024A IT TV960024 A ITTV960024 A IT TV960024A IT TV960024 A1 ITTV960024 A1 IT TV960024A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
wing
hook
seat
flap
fact
Prior art date
Application number
IT96TV000024A
Other languages
English (en)
Inventor
Giancarlo Foscaro
Gianni Maria
Riccardo Perotto
Original Assignee
Nordica Spa
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
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Publication of ITTV960024A0 publication Critical patent/ITTV960024A0/it
Publication of ITTV960024A1 publication Critical patent/ITTV960024A1/it
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  • Basic Packing Technique (AREA)

Abstract

La presente domanda ha per oggetto un dispositivo per la lavorazione di colture poste in serra particolarmente su banconi o aree attrezzate.Il dispositivo risulta costituito da un carro ponte, scorrevole superiormente a detti banconi o aree attrezzate, comprendenti un traverso supportante primi mezzi di movimentazione per una attrezzatura intercambiabile per la lavorazione di detta coltura.Tale dispositivo permette di facilitare e velocizzare tutte le operazioni necessarie per le colture poste a dimora in serra.

Description

"DISPOSITIVO DI PROTEZIONE, PARTICOLARMENTE PER CALZATURE CON ELEMENTI DI CHIUSURA A LACCI"
DESCRIZIONE
& La presente domanda ha per oggetto un dispositivo di protezione, particolarmente per calzature, con elementi di chiusura a lacci.
Oggigiorno nelle calzature sportive con elementi di chiusura a lacci, costituite essenzialmente da una suola a cui è associata una tomaia presentante frontalmente un primo ed un secondo lembo da riunire, è assai sentito il problema della protezione dagli urti accidentali degli elementi di chiusura per i lacci.
Questi ultimi sono usualmente costituiti da dei ganci, conformati essenzialmente ad U connessi, mediante ad esempio delle rivettature, ai bordi della tomaia, le estremità di ciascun gancio essendo rivolte da parte opposta rispetto al lembo da riunire.
Si vengono cosi a creare delle sedi temporanee per l’inserimento dei.lacci che vengono usualmente disposti secondo versi incrociati tra ganci adiacenti.
Durante la pratica sportiva però tali ganci sono soggetti ad urti improvvisi con oggetti di vario genere che ne possono alterare la struttura e la resistenza, e talvolta portano alla loro rottura.
Da segnalare come anche l'eventuale piccola deformazione del gancio, che porta ad esempio le sue estremità a ravvicinarsi, può bloccare lo scorrimento del laccio, compromettendone così il funzionamento e obbligando l'utilizzatore alla sostituzione.
Quest’ultima richiede inoltre l'uso di attrezzature particolari per la rimozione del rivetto, il suo inserimento, il suo bloccaggio e quindi non può essere effettuata al momento stesso della rottura durante la pratica sportiva.
E' da sottolineare inoltre come i ganci collocati in corrispondenza del lembo interno rispetto al piede possono essere soggetti ad agganci reciproci durante la camminata, con conseguente pericolo per l'utilizzatore che può perdere l'equilibrio.
Da rilevarsi inoltre come durante l'escursionismo in genere, ed in particolare nell’alpinismo, le calzature utilizzanti dei ganci sono in continuo contatto con rocce dure ed acuminate, tali urti risultando certamente distruttivi per il gancio che talvolta può anche rompersi.
In tali pratiche sportive, in cui è necessario continuare l'attività, l'utilizzatore si ritroverà in una condizione assai penalizzante, dato che la calzatura non sarà più serrata in modo ottimale e quindi non assicurerà più la dovuta tenuta per il piede, mettendo a repentaglio la incolumità dell<1>utilizzatore stesso.
A parziale soluzione di tale problematica sono note, però in settori diversi, soluzioni che, ad esempio nel campo degli scarponi da sci, prevedono la presenza di predisposti aggetti rigidi sporgenti dallo scafo, anch'esso rigido, in prossimità di una estremità di una leva, usualmente metallica, vincolata esternamente allo scafo stesso.
E’ ad esempio noto il brevetto italiano depositato dalla medesima richiedente n. 1.039.897 in cui la presenza di tali aggetti assicura la protezione della parte terminale della leva da eventuali urti accidentali durante la pratica sportiva, ed in particolare contro eventuali urti con i paletti usati nelle gare di slalom.
Sempre nel campo specifico degli scarponi da sci è anche noto il brevetto francese n. 2.554.688 in cui è illustrato uno scarpone ad entrata posteriore con chiusura del gambetto mediante l'impiego di una leva connessa ad una fascetta dentata, la quale risulta amovibilmente impegnabile in un blocchetto ad arpione.
L'estremità terminale della fascetta dentata risulta inseribile a scomparsa, attraverso una predisposta feritoia, in corrispondenza di una sede ricavata nel gambetto, nel mentre il blocchetto ad arpione è protetto da una coppia di nervature luteraii.
Tali soluzioni presentano però l'inconveniente di non poter essere immediatamente trasferite ed applicate a calzature del tipo con elementi con chiusura a lacci, dato che le soluzioni illustrate richiedono strutture molto rigide per lo scafo e/o il gambetto su cui sono applicate, la loro alta rigidità permettendo l'assorbimento di forti urti e l'ancoraggio di sistemi di chiusura quali le leve.
Le calzature utilizzanti elementi di chiusura a lacci invece sono usualmente realizzate con tomaie in materiali morbidi al fine di migliorare il comfort per lutilizzatore e necessitando il piede di una ampia libertà di movimenti.
Compito principale di quanto forma oggetto della presente domanda è quindi quello di risolvere i problemi tecnici evidenziati, eliminando gli inconvenienti di cui alla tecnica nota citata e quindi escogitando un trovato che consenta, una volta applicato a calzature con elementi di chiusura a lacci,una ottimale protezione degli elementi di chiusura contro eventuali urti accidentali.
Nell'ambito del compito sopra esposto un altro importante scopo è quello di realizzare un trovato che oltre a proteggere l'integrità e la funzionalità degli elementi di chiusura a lacci, impedisca anche l'eventuale aggancio accidentale tra i ganci posti in corrispondenza del lembo interno della calzatura durante la camminata.
Ancora un importante scopo è quello di realizzare un trovato che permetta la eventuale facile e rapida sostituzione del gancio in caso di eventuale danno.
Ancora un importante scopo è quello di realizzare un trovato che permetta d.i conseguire una ottimale sicurezza per il laccio, nel senso di impedirne la fuoriuscita accidentale dal gancio.
Non ultimo scopo è quello di realizzare un trovato che alle caratteristiche precedenti accomuni quella di risultare affidabile e sicuro, il medesimo presentando costi realizzativi e di applicazione alla calzatura contenuti.
Il compito e gli scopi sopra accennati,nonché altri che più chiaramente appariranno in seguito, vengono raggiunti da un dispositivo di protezione, particolarmente per calzature comprendenti un primo ed un secondo lembo da riunire mediante dei lacci, che si caratterizza per il fatto di essere costituito da un corpo, associabile a detti primo e/o secondo lembo, presentante almeno una sede per la connessione di un gancio e una o più protuberanze avvolgenti parzialmente detto gancio.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi del trovato risulteranno maggiormente dalla descrizione dettagliata di una particolare forma di realizzazione, illustrata a titolo indicativo e non limitativo nelle allegate tavole di disegni in cui:
la fig. 1 illustra, in una vista laterale, una calzatura con sistema di chiusura a lacci con ganci di tipo noto;
le figg. 2 e 3 illustrano, in una vista di tre quarti, rispettivamente un primo ed un secondo gancio di tipo noto; la fig. 4 illustra, in una sezione operata secondo un piano medio longitudinale, il dispositivo di protezione;
la fig. 5 illustra, in una vista di tre quarti, il dispositivo di figura 4;
la fig. 6 illustra, in una seconda forma realizzativa, il dispositivo;
la fig. 7 illustra, in una terza forma realizzativa, il dispositivo.
Con riferimento alla figura 1 precedentemente citata si è indicata con il numero 1 una calzatura del tipo noto comprendente una tomaia 2, del tipo morbido, presentante, in corrispondenza della zona del collo del piede, una apertura 3, longitudinale, atta a definire un primo ed un secondo lembo 4.
Tali primo e secondo lembo risultano tra loro accostabili mediante uno o più lacci 5 che vengono fatti interagire con opportuni mezzi, quali una pluralità di primi ganci 6, dei secondi ganci 7 e dei rinvìi 8, di tipo noto, associati a coppie ed affacciati fra loro, in corrispondenza del primo e del secondo lembo 4.
I primi ganci 6 presentano, in una sezione operata longitudinalmente, una conformazione ad "U" atta a definire una sede di rinvio per il laccio 5 e risultano associati al primo e al secondo lembo 4, della calzatura 1, mediante opportuni rivetti 9.
Tali primi ganci 6 risultano disposti con le estremità libere rivolte da parte opposta alla apertura 3.
I secondi ganci 7 presentano in pianta una conformazione ad "Y" e risultano costituiti da un gambo 10, rivolto in corrispondenza della apertura 3, conformato ad uncino a definire una sede di rinvio per il laccio 5.
Al gambo 10 è associata una coppia di alette 11, rivettate al primo o al secondo lembo 4 della calzatura 1.
Nelle figure 4 e 5, precedentemente illustrate, si è indicato con il numero 12 un dispositivo di protezione atto a consentire l'alloggiamento di un gancio 13, rimovibile.
II dispositivo di protezione 12 è costituito da un corpo 14, a conformazione essenzialmente parallelepipeda, realizzato preferibilmente in materia plastica, associabile, mediante mezzi di tipo noto ed in corrispondenza della superficie inferiore, al primo o al secondo lembo 4 di una tomaia 2 costituente una calzatura 1.
In una zona mediana, e trasversalmente al corpo 14, è vantaggiosamente ricavata una sede 15, la quale presenta, in una sezione operata longitudinalmente al corpo 14 stesso, una conformazione essenzialmente ad "S" atta a consentire l'inserimento parziale ed il bloccaggio rimovibile del gancio 13.
La sede 15 presenta infatti, in corrispondenza della sua estremità anteriore rivolta da parte opposta a] lembo da riunire, primi mezzi di bloccaggio costituiti da un incavo 16 ricavato preferibilmente trasversalmente e rivolto da parte opposta alla, sottostante, tomaia 2.
Il gancio 13 presenta, in una sezione operata longitudinalmente al medesimo, una conformazione essenzialmente ad "U" a definire una prima ala 17a ed una seconda ala 17b, parzialmente sovrapposte fra loro, raccordate da una base 18,
La prima ala 17a presenta, in una sezione operata secondo un piano longitudinale, una conformazione essenzialmente controsagomata alla sede 15 ed all'incavo 16 ed è ivi amovibilmente inseribile grazie alla presenza di secondi mezzi di aggancio costituiti da una aletta 19, quest'ultima sporgente perpendicolarmente dalla estremità della prima ala 17a in direzione della seconda ala 17b ed inseribile in corrispondenza del, controsagomato, incavo 16.
La seconda ala 17b, la quale presenta lunghezza longitudinale minore rispetto alla prima ala 17a, sporge superiormente a quest'ultima ed è rivolta in direzione opposta al lembo da riunire.
Dal corpo 14 sporgono, anteriormente e posteriormente alla seconda ala 17b del gancio 13, rispettivamente una prima ed una seconda protuberanza, indicate con i numeri 20a e 20b, le quali presentano un aumento crescente di spessore fino a raggiungere una altezza circa pari a quella della seconda ala 17b ad ottenere cosi un parziale avvolgimento ed una protezione del gancio 13 stesso contro eventuali urti con corpi contundenti o con altri ganci .
I l funzionamento ri sulta essere i l seguente: si posizi onano, preferibilmente a coppie, una pluralità di dispositivi di protezione 12 vincolando il corpo 14 al primo o al secondo lembo 4 della calzatura.
A ciascun corpo 14 si associa quindi un gancio 13, inserendo la prima ala 17a in corrispondenza della sede 15 e disponendo l'ala 19 nell'incavo 16.
La prima protuberanza 20a e la seconda protuberanza 20b consentono di proteggere il gancio 13 sia da eventuali urti accidentali sia dall'eventuale interazione tra i ganci interni degli scarponi durante la camminata.
La conformazione ad "S" della sede 15 consente al gancio 13, soggetto a sforzi di trazione trasferiti dal laccio in esso rinviato ed interagente con la base 18, un posizionamento stabile.
La presenza dei primi mezzi, definiti dall'incavo, cooperanti con i secondi mezzi, presenti nel gancio 13 e definiti dalla sporgenza 19, consentono un ottimale bloccaggio del gancio 13 stesso nella sede 15.
Nel caso di rottura di un gancio 13, il medesimo può essere rimosso dalla sede 15 e sostituito in modo semplice e rapido.
Si è constatato come il trovato abbia raggiunto il compito e gli scopi prefissati essendosi escogitato un dispositivo il quale consente,una volta applicato a calzature con elementi di chiusura a lacci, una ottimale protezione degli elementi di chiusura contro eventuali urti accidentali.
Il dispositivo consente, oltre a proteggere l integrità e la funzionalità degli elementi di chiusura a lacci, di impedire l'eventuale aggancio accidentale tra i ganci posti in corrispondenza del lembo interno della calzatura durante la camminata.
Il gancio associato al dispositivo di protezione risulta inoltre cooperare con il laccio in modo ottimale dato che la sua conformazione ne impedisce la fuoriuscita accidentale e ne permette il buon scorrimento.
Naturalmente il trovato è suscettibile di numerose modifiche e varianti, tutte rientranti nell'ambito del medesimo concetto inventivo.
Cosi ad esempio in figura 6 è illustrata una seconda forma realizzativa del dispositivo di protezione 112 il quale è costituito da un corpo 114, associabile ad un primo o secondo lembo 104 di una calzatura; trasversalmente al corpo 114 è ricavata una sede 115, di alloggiamento parziale e bloccaggio, per un gancio 113.
Il corpo 114 presenta, anteriormente e posteriormente alla sede 115, una prima protuberanza 120a ed una seconda protuberanza 120b atte a definire delle protezioni per il gancio 113 stesso.
Dalla superficie superiore della prima protuberanza 120a sporge, in direzione del gancio 113 e circa parallelamente al corpo 114, una prima appendice 121, elasticamente deformabile, la cui estremità terminale viene a disporsi circa frontalmente alla estremità libera della seconda ala 117b.
Tale prima appendice 321 consente, a seguito di un suo abbassamento in direzione della sede 115 sottostante, un agevole inserimento del laccio, mentre, una volta tornata nella posizione iniziale, ne evita la fuoriuscita accidentale occludendo il passaggio per il laccio.
Anche tale soluzione consente di raggiungere il compito e gli scopi prefissati.
Nella fig. 7 è illustrata una terza forma realizzativa del dispositivo di protezione 21?, il quale risulta costituito da un corpo 214, inferiormente associabile ad un primo o ad un secondo lembo 204 di una calzatura.
In una zona mediana, e trasversalmente al corpo 214, è ricavata una sede 215, la quale vantaggiosamente presenta, in una sezione operata longitudinalmente al corpo 214 stesso, una conformazione essenzialmente ad "S" atta a consentire l'inserimento parziale ed il bloccaggio rimovibile del gancio 213.
La sede 215 presenta, in corrispondenza della sua estremità anteriore rivolta da parte opposta al lembo da riunire, primi mezzi di bloccaggio costituiti da un incavo 216 ricavato preferibilmente trasversalmente e rivolto da parte opposta alla, sottostante, tomaia 202.
Il gancio 213 presenta, in una sezione operata longitudinalmente al medesimo, una conformazione essenzialmente ad "U" a definire una prima ala 217a ed una seconda ala 217b, sovrapposte fra loro e raccordate da una base 218.
La prima ala 217a presenta, in una sezione operata secondo un piano longitudinale, una conformazione essenzialmente controsagomata alla sede 215 ed all'incavo 216 ed è ivi amovibilmente inseribile grazie alla presenza di secondi mezzi di aggancio costituiti da una aletta 219, quest'ultima sporgente perpendicolarmente dalla estremità della prima ala 217a in direzione della seconda ala 217b ed inseribile in corrispondenza del, controsagomato, incavo 216.
La seconda ala 217b presenta lunghezza longitudinale circa pari a quella della prima ala 217b e sporge superiormente a quest'ultima ed è rivolta in direzione opposta al lembo da riunire.
La seconda ala 217b risulta elasticamente deformabile. Dal corpo corpo 214 sporgono, anteriormente e posteriormente alla seconda ala 217b del gancio 213, rispettivamente una prima ed una seconda protuberanza, indicate con i numeri 220a e 220b, le quali presentano un aumento crescente di spessore fino a raggiungere una altezza circa pari a quella della seconda ala 217b ad ottenere così un parziale avvolgimento ed una protezione del gancio 213 stesso contro eventuali urti con corpi contundenti o con altri ganci.
La estremità terminale della seconda ala 217b risulta affacciata alla corrispondente estremità della prima protuberanza 220a, cosi da evitare la fuoriuscita accidentale del laccio, ma comunque il suo inserimento.
Anche tale soluzione consente di raggiungere il compito e gli scopi prefissati.
Naturalmente anche i materiali nonché le dimensioni costi-tuenti i singoli componenti il dispositivo potranno essere i più consoni a seconda delle specifiche esigenze.

Claims (10)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Dispositivo di protezione, particolarmente per calzature comprendenti un primo ed un secondo lembo da riunire mediante dei lacci, che si caratterizza per il fatto di essere costituito da un corpo, associabile a detti primo e/o secondo lembo, presentante almeno una sede per la connessione rimovibile di un gancio e una o più protuberanze avvolgenti parzialmente detto gancio.
  2. 2) Dispositivo come alla rivendicazione 1 che si caratterizza per il fatto che detto corpo, realizzato preferibilmente in materia plastica, è associabile, in corrispondenza della superficie inferiore, a detti primo o secondo lembo, trasversalmente a detto corpo essendo ricavata, in una zona mediana, una sede presentante, in una sezione operata longitudinalmente a detto corpo, una conformazione essenzialmente ad "S" ed atta a consentire l'inserimento parziale ed il bloccaggio temporaneo di detto gancio.
  3. 3) Dispositivo come alle rivendicazioni 1 e 2 che si caratterizza per il fatto che detta sede presenta, in corrispondenza della sua estremità anteriore rivolta da parte opposta al lembo da riunire, primi mezzi di bloccaggio costituiti da un incavo, ricavato preferibilmente trasversalmente e rivolto da parte opposta a detta, sottostante, tomaia.
  4. 4) Dispositivo come alle rivendicazioni 1 e 3 che si caratterizza per il fatto che detto gancio presenta, in una sezione operata longitudinalmente al medesimo, una conformazione essenzialmente ad "U" a definire una prima ed una seconda ala, parzialmente sovrapposte fra loro e raccordate da una base, detta prima ala presentando, in una sezione operata secondo un piano longitudinale, una conformazione essenzialmente controsagomata a detta sede e a detto incavo.
  5. 5) Dispositivo come alle rivendicazioni 1 e 4 che si caratterizza per il fatto che detta prima ala è inseribile amovibilmente in detta sede la quale presenta secondi mezzi di aggancio costituiti da una aletta sporgente perpendicolarmente dalla estremità di detta prima ala ed in direzione di detta seconda ala, detta aletta essendo inseribile in corrispondenza di detto, controsagomato, incavo.
  6. 6) Dispositivo come alle rivendicazioni 1 e 5 che si caratterizza per il fatto che detta seconda ala presenta lunghezza longitudinale minore rispetto a detta prima ala sporgendo superiormente a quest'ultima ed essendo rivolta in direzione opposta ' al lembo da riunire.
  7. 7) Dispositivo come ad una o più delle rivendicazioni precedenti che si caratterizza per il fatto che da detto corpo sporgono, anteriormente e posteriormente a detto gancio, rispettivamente una prima ed una seconda protuberanza, le quali presentano un aumento crescente di spessore fino a raggiungere una altezza circa pari a quella di detto gancio ad ottenere un parziale avvolgimento ed una protezione di detto gancio stesso.
  8. 8) Dispositivo come ad una o più delle rivendicazioni precedenti che si caratterizza per il fatto che dalla superficie superiore di detta prima protuberanza sporge, in direzione di detto gancio e circa parallelamente a detto corpo, una prima appendice, elasticamente deformabile, la cui estremità terminale viene a disporsi circa frontalmente alla estremità libera di detta seconda ala di detto gancio inserito in detta sede.
  9. 9) Dispositivo come ad una o più delle rivendicazioni precedenti che si caratterizza per il fatto che detta seconda ala, elasticamente deformabile, di detto gancio presenta lunghezza longitudinale circa pari a quella di detta prima ala, detta seconda ala sporgendo superiormente a detta prima ala ed essendo rivolta in direzione opposta al lembo da riunire, l'estremità terminale di detta seconda ala essendo affacciata alla corrispondente estremità di detta prima protuberanza.
  10. 10) Dispositivo come ad una o più delle rivendicazioni precedenti che si caratterizza per quanto descritto e illustrato nelle allegate tavole di disegni.
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