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ITTV950163A1 - Pattino con struttura del carro monolama, particolarmente del tipo con ruote dinamiche in linea - Google Patents

Pattino con struttura del carro monolama, particolarmente del tipo con ruote dinamiche in linea Download PDF

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ITTV950163A1
ITTV950163A1 IT000163A ITTV950163A ITTV950163A1 IT TV950163 A1 ITTV950163 A1 IT TV950163A1 IT 000163 A IT000163 A IT 000163A IT TV950163 A ITTV950163 A IT TV950163A IT TV950163 A1 ITTV950163 A1 IT TV950163A1
Authority
IT
Italy
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blade
wheels
shoe
insert
holes
Prior art date
Application number
IT000163A
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English (en)
Inventor
Sergio Miotto
Original Assignee
Sergio Miotto
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Publication date
Application filed by Sergio Miotto filed Critical Sergio Miotto
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Description

Brevetto per invenzione industriale
Titolo:
PATTINO CON STRUTTURA DEL CARRO MONOLAMA, PARTICOLARMENTE DEL TIPO CON RUOTE DINAMICHE IN LINEA-
DESCRIZIONE
Il presente trovato ha per oggetto un pattino con struttura del carro monolama, particolarmente del tipo con ruote dinamiche in linea.
L'innovazione, trova particolare se pur non esclusiva applicazione nel settore degli attrezzi per la pratica di attività sportive correlate all'impiego dei pattini del tipo con ruote in linea o -in line roller-.
Rientrano certamente nello stato dell'arte i pattini a rotelle. Questi si suddividono in due grandi famiglie, i primi, considerati tradizionali, sono i pattini che conosciamo da sempre, costituiti sostanzialmente da uno chassis al quale inferiormente sono impegnate, mediante l'impemiamento a due o più assi, quattro ruote, a due a due parallele. Al detto chassis, soleva in un primo tempo essere impegnata mediante noti attacchi, una qualsiasi calzatura mentre in un secondo tempo per i pattini più tecnici, si è previsto l'ancoraggio di una calzatura specifica, come per la pratica del pattinaggio artistico.
Ma è nota l'attitudine del consumatore, il quale a causa di esigenze sempre più marcate è costantemente alla ricerca di risultati performanti. Ne è derivato in tempi più recenti, unitamente al progresso tecnologico imposto dalle aziende del settore non escluse quelle affini, il pattino con le ruote in linea, che lentamente si è imposto sul mercato sino a richiamare l'interesse di una gran moltitudine di persone nei confronti di tale sport Questi pattini, della seconda generazione, si differenziano dai primi, in linea di massima, per, il fatto di presentare le ruote allineate, in pratica, l'una ad una certa distanza e dietro l'altra. Anche qui ritroviamo una comune calzatura, (peraltro una tipologia, generalmente data da uno scafo rigido ed una scarpetta interna)al cui scafo nella parte sottostante è impegnato uno chassis perloppiù
La sezione di quest'ultimo è tipicamente ad "U" capovolta, quindi, data da due lame o sponde laterali, parallele e perpendicolari al suolo, ed una base, talvolta scaricata al centro, ottenendo almeno un punto di appoggio per l'ancoraggio della calzatura. Inferiormente allo chassis sono praticati dei fori, all'interno dei quali vengono introdotti e colà fissati gli alberini di imperniamento delle rispettive ruote, da un minimo di tre sino ad un massimo di cinque per i pattini da velocità.
E' tendenza inoltre, che per taluni pattini sia necessario disporre di mezzi che ne consentono rarresto, in particolare di un freno. La soluzione più comune è stata praticamente mutuata dai pattini nella versione a quattro rotelle, in cui sostanzialmente, si prevede un perno collocato a sbalzo e registrabile rispetto allo chassis, essendo da un lato filettato, dall'altro disponendo la terminazione annegata in una massa di gomma, circolare e di una certa consistenza. La collocazione più frequente del freno era inizialmente quella anteriore, poi, per ragioni di comodità ed efficacia nella frenata, evoluta in quella posteriore. Avremo dunque che all'atleta, occorrendo arrestarsi, sarà sufficiente effettuare un richiamo dei muscoli abdutori per sollevare leggermente la calzatura sino ad insistere con il gommino al suolo, provocando l'arresto della corsa. Viceversa, nel caso in cui il freno sia posto anteriormente.
L'inconveniente comune, riferibile particolarmente alla tipologia di pattini con le ruote in linea, è quello di limitare considerevolmente i movimenti dell'atleta, soprattutto con riferimento a talune discipline dove si rende molto spesso necessaria la possibilità di inclinare il pattino oltre le
accade nell’hockey, quando occorre effettuare delle repentine inversioni di percorso, comportando l'esecuzione in velocità di una o più curve a corto raggio. Accurate verifiche, hanno consentito di accertare che la limitazione dell'angolo di incidenza rispetto al suolo, non è data tanto dalla scarpetta, ma è un problema imputabile principalmente alla tradizionale conformazione e struttura della ruota. Note sono quindi le ruote ed i processi per la realizzazione di queste. Più in particolare, si compongono di una superficie volvente, ottenuta in poliuretano e disposta anularmente ad un corpo centrale di imperniamento parzialmente annegato, la prima, presentando una sezione in parte ellittica o tonda. Essa, abbiamo visto, si estende perimetralmente ad un inserto di materiale rigido, che costituendo la struttura portante e di ancoraggio della detta superficie volvente, è provvisto lungo la circonferenzà di un anello, ottenuto monoliticamente e diversamente conformato per offrire una comoda superficie di aggrappaggio. Talvolta, il foro concentrico dell'inserto può essere destinato ad accogliere il cuscinetto a sfera ed eventualmente ogni altro componente per l'impemiamento delle ruote allo chassis del pattino.
L’inconveniente del ridotto angolo di inclinazione, oltre che per i motivi sopra esposti, è determinato anche dalla conformazione tipica del telaio che prevede una sezione sostanzialmente ad "U1' c'apovolta. Detta sezione, comporta necessariamente un considerevole ingombro, il quale contribuisce alla perdita di aderenza delle ruote superato un certo limite. Altre problematiche, legate sempre all'ingombro della struttura del carro, per il fatto che impone una determinata larghezza, danno luogo ad un attrezzo massiccio e dal peso piuttosto sostenuto, nonostante le particolari leghe impiegate. Questo impedisce il ricorso alla conformazione di particolari ruote, ad esempio anche solo leggermente più bombate, poiché contribuirebbe all'aumento in maniera spropositata dell'ingombro, a scapito dell'agilità dell'atleta.
Un aspetto non meno rilevante dei precedenti, consiste nel fatto che gli attuali dispositivi di arresto traggono origine dai pattini nella versione a quattro rotelle. Tuttavia sono anche noti dispositivi più recenti, volti a risolvere i problemi del freno tradizionale, quale il brusco arresto causa dell'instabilità dell'atleta. Le soluzioni proposte da Rollerblade® ed Oxygene® sono intervenute prevedendo articolazioni piuttosto complesse, la prima in particolare, avrebbe da poco introdotto sul mercato un dispositivo di arresto piuttosto articolato, il quale si basa sostanzialmente sulla presenza di un'asta, collocata posteriormente al pattino, che da un lato è impegnata allo scafo della calzatura indossata dall'atleta, pressappoco all'altezza del polpaccio, dall'altro al freno. Una leggera flessione verso l'indietro, dell'arto inferiore dell'atleta, indipendentemente dalla posizione del pattino che resta aderente al terreno, determina sostanzialmente uno spostamento su asse longitudinale dell'asta e quindi l'insistere del freno al suolo. La soluzione non è esente da inconvenienti, in primo luogo perdura l'effetto di arrestare bruscamente l'azione del pattinatore, secondariamente è una soluzione che comporta l'aumento dell'ingombro del pattino con un conseguente incremento di peso, tutti fattori che mal si conciliano con le esigenze di uno sportivo. Un terzo ma non ultimo rilievo, si rivolge alla parte estetica, dove la presenza così visibile essendo a sbalzo di un'asta massiccia, non renderebbe particolarmente gradevole il pattino.
Per ovviare ad alcuni di questi problemi, è intervenuta la soluzioni proposta dalla Oxygene®, la quale non prevede dispositivi in vista, concentra sul freno tradizionale, prevedendo una s sorta di ammortizzatore che consentirebbe il cedimento elasticizzato del fieno dato da una breve escursione dello stesso contrastato dalla forza coassiale di una molla. Il dispositivo consentirebbe di agire pure sulla ruota posteriore, aumentando l'efficacia e la sicurezza durante l'esecuzione di una frenata.
Un ennesimo inconveniente, comune a tutte le soluzioni riguarda l'assetto delle ruote che, come noto, non è dinamico e non consente un efficace effetto ammortizzante. Deriva sostanzialmente dal vincolo solidale delle mote alla struttura o chassis, sicché non solo le sollecitazioni di una certa intensità, ma pure le piccole vibrazioni, come le naturali sconnessioni dèi terreno, vengono direttamente trasmesse all'atleta. Se da un lato, la rigidità si presta od è richiesta per taluni esercizi, come ad esempio nella pratica della velocità, per altri ad esempio nel pattinaggio artistico o nell'hockeyì è fortemente penalizzante, per un verso affaticando eccessivamente l'atleta ed impedendo l'ottimizzazione del rendimento. Dall'altro lato, se è vero che la prestazione fisica, flettendo ad esempio le ginocchia, consente di ammortizzare l'impatto delle mote improvvisamente a contatto con il suolo, è anche vero che tale funzione il più delle volte è del tutto insufficiente, potendo provocare soprattutto nel tempo traumi di una certa intensità agli arti. D problema d'altronde, è maggiormente sentito nei confronti dei dilettanti, i quali molto spesso, sono incapaci di affrontare correttamente, con l'impostazione del fisico, ad esempio un salto.
Scopo del presente trovato è anche quello di ovviare ai succitati inconvenienti.
Questo ed altri scopi vengono raggiunti con la presente innovazione secondo le caratteristiche di cui alle annesse rivendicazioni, risolvendo i problemi esposti mediante un pattino con struttura del carro monolama, particolarmente del tipo con mote dinamiche in linea, comprendente:
- un telaio preferibilmente in alluminio dato da una lama piatta particolarmente conformata, lungo un bordo della quale, nel caso di specie superiore, sono previste almeno due staffe ortogonali rispetto alla detta lama, per l’ancoraggio della calzatura, ed in cui alla lama perpendicolare, sono imperniate delle mote in linea anche disimmetriche, ogni mota tra le quali si frappone la lama del telaio, essendo costituita da due emidischi contrapposti anche indipendenti; - delle mote, il cui inserto di supporto annegato nella superficie volvente è cedevole elasticamente, da un lato, essendo concentricamente scaricato di materiale;
- un dispositivo di arresto progressivo mediante l'interazione con i movimenti dell'atleta, consistendo in un elemento conico che essendo mobile, si insinua, tra i due emidischi di una ruota.
In tal modo, attraverso il notevole apporto creativo il cui effetto costituisce un immediato progresso tecnico vengono conseguiti diversi vantaggi soprattutto in favore dell'atleta. In primo luogo, è possibile citare il fatto che si consente un considerevole incremento dell’angolo di incidenza al suolo del pattino, favorendo una maggiore aderenza con l'alleggerimento sostanziale dei movimenti dell'atleta, quindi minore affaticamento ed una ineguagliabile maneggevolezza. Tra l'altro è rilevabile che l'impiego di una stuttura monolama, consente una importante riduzione dei pesi e contestualmente dell'ingombro dell'attrezzo agevolando ulteriormente i movimenti dell'atleta.
Un altro aspetto vantaggioso ed economicamente utile è dato dal fatto di prevedere un efficace effetto ammortizzante, limitatamente alla struttura e conformazione delle ruote, senza richiedere l'intervento di articolazioni complesse e sotto il profilo realizzativo onerose.
Un altro pregevole vantaggio, è dato dall'ottimizzazione della capacità d'arresto, essendo in grado di offrire un dispositivo che agisce con una progressione modulabile dall'atleta e tale da evitare il sostanziale bloccaggio delle ruote, a tutto beneficio di un minore spazio occupato nella frenata.
Questi., ed altri vantaggi appariranno dalla successiva particolareggiata descrizione di una soluzione preferenziale di realizzazione con l'aiuto dei disegni schematici allegati, i cui particolari di esecuzione non sono da intendersi limitativi ma solo esemplificativi.
La Figura 1., rappresenta una vista di fianco di un carro monolama per pattini con ruote in linea, nel caso di specie quattro emidischi per lato.
La Figura 2., è una vista di pianta del medesimo carro di cui in Figura precedente.
La Figura 3., è una vista frontale di una coppia di ruote per pattino di cui alle Figure precedenti, dove la parte superiore è rappresentata secondo una sezione trasversale.
La Figura 4., è una vista in sezione longitudinale del solo inserto in materiale plastico destinato ad essere in parte annegato nel materiale di rivestimento.
La Figura 5., è una vista di un solo emidisco di una ruota complessa, come da Figura 3, ed in parte in sezione.
La Figura 6., è una vista ancora in sezione di una ruota cedevole elasticamente, provvista di corrispondente inserto dinamico.
La Figura 7., è una esemplificazione di un dispositivo per l arresto in progressione di almeno una ruota di un pattino.
Infine, la Figura 8., rappresenta una vista frontale di una ruota alternativa, con emidischi rappresentati da due emisferi disimmetrici.
Facendo riferimento anche alle figure, si osserva in primo luogo che un pattino con ruote in linea (r, r', r", r"’), nel caso di specie previste in numero di quattro, si compone di una calzatura -non illustrata- associata ad un carro (A). Quest'ultimo comprende uno chassis o telaio (2), ad esempio in alluminio ergal o similari, al quale, mediante corrispondenti alberini, sono imperniate le dette ruote in linea (r, r', r"...), eventualmente provviste di un sistema di fuoricentro regolabile, delle quali due centrali (r', r") sostanzialmente complanari, e due (r, r'") che interessano le estremità del carro (A) leggermente sollevate rispetto al piano ideale interessato dalle due ruote centrali (r't r"). Il telaio (2), preferibilmente monolitico, è costituito sostanzialmente da una lama perpendicolare, nel caso di specie scaricata al centro (2'), e provvista lungo il bordo superiore di due zoccoli d'estremità (2") al di sopra dei quali è prevista una staffa piana (3) per consentire l'ancoraggio di una corrispondente calzatura. Lungo il profilo inferiore della lama (2), sono previsti dei fori (4), tanti quanti sono le ruote in linea da imperniare che nel caso di specie sono quattro. Ogni foro (4), prevede specularmente su entrambi i lati della lama (2), uno spallamento circolare od anello (4') che sporge oltre il fianco della lama, mentre lungo il perimetro interno del detto spallamento (4') è previsto almeno un dentino di battuta anulare (4") in modo tale da ottenere per ogni lato ed in logica corrispondenza una sede. Ogni singola sede così ottenuta accoglie un cuscinetto a sfere (5), sicché ad ogni foro (4) corrispondono due cuscinetti a sfere (5, 5’) contrapposti ma divisi. Questo, affinchè di lato possano essere imperniati i due emidischi (1 ', 1") di una qualsiasi delle ruote (r, r', r"...), mediante l’introduzione di un mezzo a vite passante (6) che ne assicuri il vincolo solidale.
Ancora più in dettaglio, ogni emidisco speculare (1', 1") che compone almeno una delle ruote (r, r', r"...), comprende in linea di massima una superficie di rivestimento (7), ottenuta preferibilmente in poliuretano ed un inserto di supporto, parzialmente annegato (8), ad esempio in nylon. Il profilo positivo dello strato di rivestimento (7), ricavato mediante conveniente stampo, può richiamare grosso modo la metà della conformazione di una tradizionale ruota per pattini in linea, sicché il lato esterno prevede un'ampia superficie (7') essenzialmente piana, le cui estremità essendo stondate seguono un andamento curvo (7"), costituendo la superficie volvente, per coincidere con l'intradosso piano deH'emidisco (1 ', 1 ").
Per quanto riguarda una conformazione preferenziale dell'inserto (8) il quale è annegato nel rivestimento (7), visto di pianta, si presenta essenzialmente circolare con delle variazioni di livello smussate perimetralmente, altrettanto circolari (8') e concentriche, sino ad ottenere in prossimità del centro uno spessore consistente. In una delle possibili soluzioni, vengono previsti lungo il perimetro dei fori (8"), i quali attraversando lo spessore trasversalmente ed in parte perpendicolarmente in prossimità del bordo, hanno Io scopo di favorire l'aggrappaggio del poliuretano di rivestimento (7). L'inserto (8), forato centralmente (10), comprende inoltre due facciate entrambe piane, rispettivamente una interna (9), ovvero prospiciente il fianco della lama (2) ed una volta verso esterno (9'). La superficie volta verso l'interno (9) è provvista di uno scarico centrale, con lo scopo di accogliere l'anello (4') lasciando un certo margine di tolleranza. Detto margine, viene contemplato prevedendo, perimetralmente all'estremità (10') del foro (10), un inspessimento sempre anulare, il quale si limita ad interessare almeno una corona del cuscinetto (5, 5') alloggiata nella rispettiva sede a filo rispetto allo spallamento (4'). Dall'altro lato, dell'emidisco (1', 1") la superficie (9') prevede una seconda cava, meno accentuata di quella precedente, centralmente alla quale è ottenuto il foro (10), detta cava essendo destinata ad accogliere l'estremità dei mezzi di ritenuta di un alberino di impemiamento passante attraverso la lama (2) per impegnare dall'altro lato un corrispondente emidisco (Ι', 1").
In una soluzione preferenziale, quale quella illustrata nella successiva Figura 6., l'inserto (8) annegato nella superfìcie di rivestimento (7), prevede una diversa conformazione rispetto alla precedente. Più in dettaglio, sulla facciata interna e sostanzialmente piana (9) dell'inserto (8) è ricavata concentricamente una cava (11), in modo tale da ottenere un bordo perimetrale (12), di minimo spessore e tale da essere propenso a flettere, cedendo verso intemo qualora insistano delle forze pressoché perpendicolari. Il rivestimento di poliuretano (7), in corrispondenza della superficie volvente (7") copre pure la sola superficie esterna del bordo perimetrale (12) garantendo nel contempo la necessaria protezione e proprietà volvente propria della ruota nonché un efficace effetto ammortizzante e, una volta deformata l'area, di richiamo elastico.
In ancora una soluzione preferenziale, illustrata schematicamente i: Figura 7, si prevede l'interazione, mediante i movimenti dell'atleta, di un dispositivo di arresto comprendente un elemento conico (13). Più in dettaglio, l'elemento conico (13) può essere da un lato connesso ad una slitta sulla quale esercita la propria azione una relativa molla di contrasto -non illustrate-. In tal caso si ottiene, nel momento in cui una parte di questo (13) interferisce 'al suolo per effetto del sollevamento del tallone del pattino, un movimento longitudinale per essere progressivamente sospinto sino ad insinuarsi con l’estremità (13') tra le due facciate speculari (9) dei corrispondenti emidischi (1', 1") di almeno una delle ruote (r, r'...). Protraendo l'insistenza della detta parte di pattino al suolo, per effetto del movimento naturale imposto dall'atleta, si ottiene una maggiore forza penterante dell'elemento conico (13'), assicurando una buona progressione d'arresto, con un ineguagliabile stato di equilibrio.
Un ennesimo aspetto, viene evidenziato schematicamente nella Figura 8. Si tratta in particolare, dell'accoppiamento disimmetrico di due emisferi speculari (1', 1") in luogo dei precedenti emidischi. In tal caso, la lama (2) prevede in corrispondenza dei fori (4), e per ogni lato della stessa, la realizzazione di una sede (4'), che accoglie i relativi cuscinetti contrapposti ,(5, 5'), il cui bordo superiore ottiene un piano inclinato rispetto alla detta lama (2). Del pari, obliquamente, mediante corrispondente inserto (8) sono imperniati pure gli emisferi (1', 1") che pertanto, tangendo il bordo inferióre della lama (2), con la superficie volvente (7") coincideranno inferiormente in un unico punto. Sempre nell'esempio citato, è possibile per ogni emisfero (1', 1") conferirgli un particolare aspetto bombato, non limitando localmente la realizzazione della superficie curva (7"), ma ottenendola, come rappresentato esemplificativamente anche in corrispondenza della parte (7’), che nella soluzione data dagli emidischi è sostanzialmente piana.
Infine, la mono lama (2) alla quale vengono imperniate le ruote (r, r1, r"...), può prevedere il bordo superiore libero, ovvero privo delle staffe di ancoraggio (3), di una calzatura, -non illustrata-. In tal caso, localmente possono essere previsti dei fori, all'intemo dei quali introdurre mezzi di impegno passanti pure attraverso una corrispondente calzatura. Più in dettaglio una calzatura tecnica così ottenuta, in corrispondenza della suola può prevedere localmente degli zoccoli, ad esempio in prossimità del tallone e del puntale. Entrambi gli zoccoli, essendo in asse, sono attraversati longitudinalmente da una sede, destinata ad accogliere in parte il bordo superiore della lama (2), facendo coincidere i rispettivi fori praticati trasversalmente, con altrettanti fori ottenuti trasversalmente ai detti zoccoli.

Claims (20)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Pattino con struttura del carro monolama, particolarmente del tipo con ruote dinamiche in linea, caratterizzato dal fatto che comprende un telaio dato da una lama (2), lungo un bordo della quale, superiore, sono previsti mezzi per l'ancoraggio di una calzatura, ed in cui alla lama perpendicolare (2), sono imperniate delle ruote in linea (r, r', r", r'") anche disimmetriche, ogni ruota (r, r', r", r'") tra le quali si frappone la lama (2) del telaio, essendo costituita da due emidischi (1', 1 ") contrapposti anche indipendenti.
  2. 2. Pattino con struttura del carro monolama, secondo la rivendicazione 1., caratterizzato dal fatto che comprende un telaio dato da una lama (2) essenzialmente piatta, lungo un bordo della quale, superiore, sono previste staffe ortogonali (3) rispetto alla detta lama, per l'ancoraggio di una calzatura, ed in cui alla lama perpendicolare (2), sono imperniate delle ruote in linea (r, r', r", r’") anche di simmetriche, ogni ruota (r, r', r", r'") tra le quali si frappone la lama (2) del telaio, essendo costituita da due emidischi (1', 1'') contrapposti anche indipendenti.
  3. 3. Pattino secondo le rivendicazioni 1. e 2., caratterizzato dal fatto di comprendere delle ruote (r, r’, r", r1"), il cui inserto di supporto (8) annegato nella superficie di rivestimento (7) di ogni emidisco (1', 1") è cedevole elasticamente, da un lato (9), essendo concentricamente scaricato di materiale (11).
  4. 4. Pattino secondo le rivendicazioni 1. e 2. e 3., caratterizzato dal fatto che un dispositivo di arresto progressivo mediante l'interazione con i movimenti dell'atleta, consiste in un elemento conico (13) che essendo mobile longitudinalmente, si insinua, tra i due emidischi (1', 1") di almeno una ruota (r, r', r", r'").
  5. 5. Pattino secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che comprende uno chassis o telaio (2), preferibilmente monolitico, costituito da una lama perpendicolare, scaricata al centro (21), provvista lungo il bordo superiore di due zoccoli d'estremità (2") al di sopra dei quali è prevista almeno una corrispondente staffa piana (3) per consentire l'ancoraggio di una corrispondente calzatura, ed in cui le dette ruote in linea (r, r', r", r'"), delle quali due centrali (r', r") sostanzialmente complanari, e due (r, r'") che interessano le estremità del carro (A) leggermente sollevate rispetto al piano ideale interessato dalle due ruote centrali (r1, r").
  6. 6. Pattino secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che lungo il profilo inferiore di una lama (2), sono previsti dei fori (4), tanti quanti sono le ruote in linea da imperniare, ogni foro (4), prevedendo specularmente su entrambi i lati di una lama (2), uno spallamento circolare od anello (4’) che sporge oltre il fianco della lama, mentre lungo il perimetroV interno del detto spallamento (4') è previsto almeno un dentino di battuta anulare (4'') in modo da ottenere per ogni lato ed in logica corrispondenza una sede.
  7. 7. Pattino secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che ogni singola sede così ottenuta (4’) accoglie un cuscinetto a sfere (5), sicché per ogni foro (4) corrispondono due cuscinetti a sfere (5, 5') contrapposti e divisi, con i quali sono solidali almeno due emidischi (1', 1") di almeno una qualsiasi delle ruote (r, r', r", r'").
  8. 8. Pattino secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che gli emidischi (1', 1") delle ruote (r, r' r", r'") sono imperniati alla lama (2) mediante rintroduzione, attraverso i fori (4), di un alberino passante (6).
  9. 9. Pattino secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che ogni emidisco speculare (1', 1") che compone almeno una delle ruote (r, r', r"...), comprende una superficie di rivestimento (7), ottenuta preferibilmente in poliuretano ed un inserto di supporto, parzialmente annegato (8), ad esempio in nylon.
  10. 10. Pattino secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il profilo positivo dello strato di rivestimento (7), è dato da un lato esterno con un'ampia superficie (7’) essenzialmente piana, le cui estremità essendo stondate seguono un andamento curvo (7"), costituendo la superficie volvente, per coincidere con intradosso piano dell'emidisco (1', 1").
  11. 11. Pattino secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la conformazione dell'inserto (8), annegato nel rivestimento (7), visto di pianta, si presenta essenzialmente circolare con delle variazioni di livello smussate perimetralmente, altrettanto circolari (8’) e concentriche.
  12. 12. Pattino secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che lungo il perimetro dell'inserto (8) sono previsti dei fori (8”), i quali attraversano lo spessore trasversalmente ed in parte perpendicolarmente in prossimità del bordo.
  13. 13. Pattino secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che l'inserto (8), forato centralmente (10), comprende due facciate entrambe essenzialmente piane e rispettivamente: - una interna (9), ovvero prospiciente il fianco della lama (2) provvista di uno scarico centrale, che alloggia l'anello (4') con un margine di tolleranza, il detto margine, prevedendo perimetralmente all'estremità (10’) del foro (10), un inspessimento sempre anulare, il quale interessa almeno una corona del cuscinetto (5, 5') alloggiata nella rispettiva sede ed a filo rispetto allo spallamento (4‘); - una superficie (9') volta verso l'esterno che prevede una seconda cava, centralmente alla quale è ottenuto il foro (10), detta cava, accogliendo l'estremità dei mezzi di ritenuta di un alberino di imperniamento (6) passante attraverso la lama (2) per impegnare dall'altro lato un corrispondente emidisco d', 1”).
  14. 14. Pattino secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che una variante di ruote (r, r', r", r"') prevede degli emidischi (1', 1") il cui, inserto (8) annegato nella superficie di rivestimento (7), comprende: - sulla facciata interna e sostanzialmente piana (9), ricavata concentricamente una cava (11), ottenendo un bordo perimetrale (12), di minimo spessore propenso a flettere, cedendo verso l'interno; - un rivestimento di poliuretano (7), che corrispondendo alla superficie volvente (7") si estende alla sola superficie esterna del bordo perimetrale (12).
  15. 15. Pattino secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di prevedere un dispositivo di arresto comprendente un elemento conico (13) da un lato connesso ad una slitta sulla quale esercita la propria azione una relativa molla di contrasto, dall'altro potendo insinuarsi con l'estremità (13') tra le due facciate speculari (9) dei corrispondenti emidischi (1', 1") di almeno una dèlie ruote (r, r\ r", r'").
  16. 16. Pattino secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che una variante, alle ruote (r, r', r", r’") comprende l'accoppiamento per ognuna di due emisferi speculari (1', 1").
  17. 17. Pattino secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che i due emisferi speculari (1', 1") sono imperniati disimmetrici, essendo che la lama (2) prevede in corrispondenza dei fori (4), e per ogni lato della stessa, la realizzazione di una sede (4') il cui bordo superiore è su piano inclinato, i
  18. 18. Pattino secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la disposizione obliqua degli emisferi (1', 1") è tangente il bordo inferiore della lama (2), con la superficie volvente (7") coincidendo inferiormente in un unico punto.
  19. 19. Pattino secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la mono lama (2) alla quale vengono imperniate le ruote (r, r’, r"...), lungo il bordo superiore privo delle staffe di ancoraggio (3), prevede localmente dei fori, all'interno dei quali introdurre mezzi di impegno passanti pure attraverso una corrispondente calzatura.
  20. 20. Pattino secondo la rivendicazione 19., caratterizzato dal fatto che in corrispondenza della suola sono previsti localmente degli zoccoli, che essendo in asse, sono attraversati longitudinalmente da una sede, che accoglie in parte il bordo superiore della lama (2), facendo coincidere i rispettivi fori praticati trasversalmente, con altrettanti fori ottenuti trasversalmente ai detti zoccoli.
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