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ITTV950120A1 - Procedimento per ottenere una scarpetta interna termoformata tridimensionale, scarpetta codi ottenuta, particolarmente per calzature sportive. - Google Patents

Procedimento per ottenere una scarpetta interna termoformata tridimensionale, scarpetta codi ottenuta, particolarmente per calzature sportive. Download PDF

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Publication number
ITTV950120A1
ITTV950120A1 IT000120A ITTV950120A ITTV950120A1 IT TV950120 A1 ITTV950120 A1 IT TV950120A1 IT 000120 A IT000120 A IT 000120A IT TV950120 A ITTV950120 A IT TV950120A IT TV950120 A1 ITTV950120 A1 IT TV950120A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
innerboot
thermoformed
obtaining
dimensional
shoe
Prior art date
Application number
IT000120A
Other languages
English (en)
Inventor
Andrea Bonsembiante
Massimo Bonsembiante
Original Assignee
Intercomm Srl
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Intercomm Srl filed Critical Intercomm Srl
Priority to IT95TV000120A priority Critical patent/IT1279452B1/it
Publication of ITTV950120A0 publication Critical patent/ITTV950120A0/it
Publication of ITTV950120A1 publication Critical patent/ITTV950120A1/it
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Publication of IT1279452B1 publication Critical patent/IT1279452B1/it

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  • Footwear And Its Accessory, Manufacturing Method And Apparatuses (AREA)

Description

Brevetto per invenzione industriale
Titolo:
PROCEDIMENTO PER OTTENERE UNA SCARPETTA INTERNA TERMOFORMATA TRIDIMENSIONALE; SCARPETTA COSI' OTTENUTA, PARTICOLARMENTE PER CALZATURE SPORTIVE.
DESCRIZIONE
Il presente trovato ha per oggetto un procedimento per ottenere una scarpetta interna termoformata tridimensionale e scarpetta relativa così ottenuta, particolarmente per calzature sportive.
L’innovazione, trova particolare se pur non esclusiva applicazione nei processi tecnologici evolutivi, relativi alla produzione industriale e commercializzazione su vasta scala di componenti finiti per la realizzazione di calzature, come le scarpette per calzature da sci, da montagna, per la pratica dello sketting non escluse quelle per pattini a rotelle.
Rientra sicuramente nello stato dell'arte il fatto che la scarpetta interna è uno dei componenti di una calzatura tecnica per la pratica dell'attività sportiva, derivando dalla precisa necessità di conferiore maggiore confortevolezza al soggetto che indossa tale tipo di calzature il cui scafo esterno, invece, risulta piuttosto rigido o comunque semirigido. E' il caso ad esempio degli scarponi da sci, dove in uno scafo decisamente rigido che richiama massicciamente la forma del piede, viene introdotta una scarpetta la quale costituisce unità autonoma, provvista di suola e quindi completamente dissociabile dal primo. E' dunque noto che oltre alla funzione citata, siano insite altre peculiarità più o meno necessarie, le quali contribuiscono ad ottenere un prodotto dalle discrete caratteristiche qualitative, un prodotto questo, che peraltro è rimasto tecnicamente invariato da diversi anni a questa parte, senza essere oggetto di significative varianti.
Una scarpetta interna dunque, si compone essenzialmente di una tomaia, un collarino, una linguetta nonché di una relativa suola. La forma della stessa richiama anatomicamente la conformazione del piede, data dunque dallo sviluppo longitudinale che comprende le falangi del piede ed i muscoli interassei dorsali, nonché il calcagno; ed uno sviluppo pressoché ortognale al precedente, dato dalla parte inferiore della tibia e del perone. Come noto, lo sviluppo di quest’ultimo può variare in altezza a seconda dell'impiego previsto dalla calzatura. Attualmente, la tomaia della scarpetta interna, viene realizzata secondo un tradizionale processo di termoformatura in piano di un materiale noto. La sagoma ottenuta per termoformatura in piano secondo schemi tradizionali, quindi, comprende i fianchi della scarpetta e parzialmente il dorso/puntale nonché una terza parte che corrisponde, nel piede, alla localizzazione dei malleoli. Per consentire in una fase successiva l'applicazione della linguetta, si prevede che la sagoma della tomaia non si ricongiunga con le estremità sul dorso del piede, lasciando una apertura progressivamente aperta verso l'alto, che sarà poi compensata dall'applicazione per incemieramento, mediante tecnica di cucitura, della nota linguetta.
Una volta ottenuta la tomaia, si provvede all'associazione del collarino. Quest'ultimo, è costituito da quel tratto di materiale, piuttosto alto, posto superiormente alla tomaia, che interessa rapportato alla struttura ossea, la parte più alta dell'estremità corrispondente alla tibia ed al perone. Essendo una zona maggiormente sollecitata dai muscoli del polpaccio, durante la pratica sportiva, è anche naturale che questa in talune soluzioni sia ottenuta con del materiale provvisto di diverse caratteristiche tecniche. Comunque sia, è decisamente comune a tutte le soluzioni, l'unione del collarino alla tomaia mediante l'impiego di cuciture che si sviluppano lungo i lembi inferiori e superiori anche sovrapposti l'uno rispetto all'altro. Infine, con lo scopo di ridurre le possibili infiltrazioni di acqua attraverso la detta cucitura di collegamento, tra i due elementi, viene sovrapposto in corrispondenza della linea di unione e sulla superficie rivolta verso l'esterno, un terzo elemento, dato da una fascia di materiale plastico, anche di tipo rigido sagomata e cucita finemente sia lungo il bordo superiore che quello inferiore. Infine, alla struttura così ottenuta, viene applicata la suola antisdrucciolo nonché, come abbiamo visto, la linguetta a copertura del dorso del piede, quest'ultima mediante analoga tecnica di cucitura.
Tra le problematiche più ricorrenti che riscontrano gli operatori del settore nelle soluzioni di cui sopra, vi è proprio quella dell'assicurazione mediante cucitura del collarino e della linguetta, alla tomaia. Tale sistema comporta nel ciclo di lavorazione volta ad ottenere la scarpetta, una considerevole perdita di tempo, ma non solo, richiede di conseguenza la presenza di mano d'opera specializzata. Dall'altro lato, la combinazione dei due fattori influisce negativamente sulla capacità produttiva oraria e sui relativi costi di produzione, che quindi non possono essere ulteriormente contenuti. Secondariamente, la presenza delle cuciture di collegamento collarino-tomaia, pur se protette da una fascia sovrapposta, non impediscono la sempre possibile infiltrazione di acqua, tendendo ad inumidire il piede. Altri aspetti negativi, possono essere sollevati relativamente alla lavorazione in prevalenza manuale sino ad oggi attuata, mediante la quale, non è possibile ottenere una scarpetta del tipo con più aree a densità differenziata, o comunque quand'anche ottenibile, essa risulta limitata ad alcune aree di facile intervento. Alternativamente, ed è la soluzione più frequente al fine di evitare problemi di lavorazione, la tomaia presenta caratteristiche piuttosto uniformi, una soluzione che in definitiva limita il grado di confortevolezza e tecnico per l 'utilizzatore.
Scopo del presente trovato è anche quello di ovviare ai succitati inconvenienti.
Questo ed altri scopi vengono raggiunti con la presente innovazione secondo le caratteristiche di cui alle annesse rivendicazioni, risolvendo i problemi esposti mediante un procedimento per ottenere una scarpetta interna termoformata tridimensionale e scarpetta relativa così ottenuta, particolarmente per calzature sportive, consistendo nel predisporre a monte il materiale successivamente da termoformare, detto materiale consistendo in un sandwich, che preferibilmente comprende procedendo dal lato esterno verso l'interno: uno strato di vellutino, poliuretano o pvc, uno strato di materiale in PE del tipo a densità rigida o semirigida, uno strato di materiale morbido non esclusa la spugna definita come MTP o THV, ed infine un sottostante strato di vellutino; detto materiale per essere successivamente termoformato con uno stampo tridimensionale, quindi, procedendo con l'applicazione del collarino unitamente al rinforzo di collegamento direttamente alla tomaia, detta applicazione essendo effettuata mediante saldatura in alta frequenza (HF) unitamente all'impiego di uno stampo e controstampo tridimensionale. Contestualmente all'unione del collarino alla tomaia, viene associata anche una linguetta, del tipo precedentemente ottenuta, saldandone in alta frequenza alla relativa struttura di tomaia un lembo sovrapposto quale estremità di incernieramento.
In tal modo, attraverso il notevole apporto creativo il cui effetto costituisce un immediato progresso tecnico vengono conseguiti diversi vantaggi. In primo luogo, è possibile citare il fatto che il processo di formatura della scarpetta interna di una calzatura tecnica, viene ulteriormente velocizzato, soprattutto durante la fase di associazione del collarino e della linguetta, consentendo di incrementare in misura considerevole la capacità produttiva oraria, e dunque riuscendo ad ottenere una drastica riduzione dei costi di realizzazione. In secondo luogo, si ottiene un miglioramento qualitativo di entità rilevante, poiché l'assenza di cuciture, rende il tutto maggiormente gradevole sotto l'aspetto estetico. Sempre l'assenza di cuciture, garantisce un buon grado di impermeabilità della calzatura, conferendo una maggiore comfortevolezza. Vantaggi ancora possono derivare dalla possibilità di ottenere, per effetto della flessibilità del sistema, la localizzazione di aree a densità differenziata, partecipando attivamente all'incremento del comfort senza tralasciare le eventuali necessità tecniche.
Questi, ed altri vantaggi appariranno dalla successiva particolareggiata descrizione di una soluzione preferenziale di realizzazione con l'aiuto dei disegni schematici allegati, i cui particolari di esecuzione non sono da intendersi limitativi ma solo esemplificativi.
La Figura 1., rappresenta una vista schematica ed in prospettiva di una scarpetta interna per calzature sportive.
La Figura 2., rappresenta in maniera piuttosto esemplificativa, un particolare di una sezione del materiale stratificato, prima di essere sottoposto ad un processo di termoformatura.
La Figura 3., è una vista di pianta e dal lato volto verso l'esterno, di una prima parte della tomaia termoformata.
La Figura 4., è una vista in sezione lungo l'asse A-A della Figura 3., della tomaia termoformata.
La Figura 5., è una vista ancora dall'alto di una tomaia termoformata e completata, alla quale è stato unito mediante saldatura il corrispondente collarino.
Infine, la Figura 6. è un'ulteriore vista di una tomaia termoformata, presa in sezione lungo l'asse B-B della Figura precedente.
Facendo riferimento anche alle figure, si osserva in primo luogo che una scarpetta interna (A), particolarmente per calzature sportive, è del tipo ottenuta mediante la termoformatura di un materiale stratificato (B). Detto materiale costituisce un semilavorato, essendo ricavato per accoppiamento di più materiali con caratteristiche differenziate. Più in dettaglio, per ottenere un materiale stratificato (B), un primo passaggio prevede, partendo dal lato esterno verso quello interno, l'accoppiamento di vellutino (1), poliuretano o pvc, svolti da bobina, con, in linea (a fiamma o a colla), uno strato di materiale (PE) in polietilene, a densità rigida o semi -rigida (2). Successivamente si effettua un secondo passaggio accoppiando al primo, dal lato del PE, un materiale a densità morbida o semirigida (3), preferibilmente costituito da MTP o THV che hanno caratteristiche spugnose, ed infine sottoponendo il prodotto così accoppiato ad un terzo passaggio, il quale consente il rivestimento dello strato (3) con del vellutino analogo (4), costituendo il lato interno della scarpetta (A).
Il materiale cosi ottenuto (B), verrà quindi sottoposto ad un ciclo di termoformatura con stampo tridimensionale, per ottenere almeno una tomaia termoformata (5). Al fine di conferire una maggiore adattabilità della tomaia (5) una volta ripiegata, è previsto il fatto che in almeno uno stampo e/o controstampo, siano ottenute delle nervature verticali e parallele. In seguito, ad una tomaia così termoformata (5) viene applicato il relativo collarino (6). Nel caso di specie, viene predisposto lo stampo ed il relativo controstampo entrambi tridimensionali, e si introduce nell'apposita apparecchiatura sia una tomaia (5) che il collarino (6) sovrapponendone parzialmente i lembi (5') e (6'), e predisponendo dal lato sottostante, ovvero verso la superficie che volge aH'esnterno, una fascia sagomata (7) la quale costituisce elemento di rinforzo e collegamento. Quindi si procede con la saldatura in HF (alta frequenza) ottenendo una tomaia completa di collarino (C) priva di cuciture. In una soluzione preferenziale, la tomaia (5) termoformata nella prima fase del processo, può prevedere delle aree (8), le quali nella fase successiva di saldatura del collarino (6) in HF, possono essere riempite associandovi sempre mediante contestuale saldatura in HF, del materiale (8') di tipo Gore-Tex<®>. Quest'ultimo perfezionamento ha lo scopo di agevolare la circolazione dell'aria all'interno della scarpetta, favorendo il grado di confortevolezza percepible dal piede.
Sempre in un’ulteriore soluzione, pure la linguetta (9) può essere associata alla tomaia (5) mediante saldatura in alta frequenza (HF). In quest’ultimo caso, viene utilizzato uno stampo apposito, curvo, in cui viene alloggiato dapprima il puntale e poi parzialmente sovrapposta, in corrispondenza dell'estremità di incemieramento (9'), la linguetta (9) precedentemente ottenuta, quindi effettuata la saldatura. Infine, non si esclude nemmeno il fatto che la linguetta (9), può essere a sua volta del tipo ottenuta mediante termoformatura tridimensionale, ed in una fase successiva essere applicato il relativo scafetto mediante saldatura in alta frequenza.

Claims (7)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Procedimento per ottenere una scarpetta interna termoformata tridimensionale e scarpetta relativa così ottenuta, particolarmente per calzature sportive, caratterizzato dal fatto di consistere nel predisporre a monte un materiale (B) successivamente da termoformare, detto materiale consistendo in un sandwich, che preferibilmente comprende procedendo dal lato esterno verso linterno: uno strato di rivestimento (1), uno strato di materiale del tipo a densità rigida o semirigida (2), uno strato di materiale morbido non esclusa la spugna (3), ed infine un sottostante strato di rivestimento (4); detto materiale (B) per essere successivamente termoformato (5) con uno stampo tridimensionale, quindi, procedendo con l'applicazione di almeno un collarino (6), essendo effettuata mediante saldatura in alta frequenza (HF) e con l’impiego di uno stampo e controstampo tridimensionale.
  2. 2. Procedimento per ottenere una scarpetta interna termoformata tridimensionale e scarpetta relativa così ottenuta, secondo la rivendicazione 1., caratterizzato dal fatto che una tomaia (C) è ottenuta predisponendo uno stampo ed un relativo controstampo riscaldati entrambi tridimensionali, aH’interno dei quali si introduce sia una tomaia (5) che il collarino (6) sovrapponendone parzialmente i lembi (5 ') e (6’), e predisponendo dal lato sottostante, ovvero corrispondendo alla superficie di questi che volge all'esterno, una fascia sagomata (7), quale elemento di rinforzo e collegamento; quindi si procede con la saldatura in alta frequenza, ottenendo una tomaia completa di collarino (C) priva di cuciture.
  3. 3. Procedimento per ottenere una scarpetta interna termoformata tridimensionale e scarpetta relativa così ottenuta, secondo le rivendicazioni 1. e 2., caratterizzato dal fatto che la tomaia (5) termoformata prevede delle aree (8), le quali, nella fase successiva di saldatura del collarino (6) in HF, possono essere riempite associandovi sempre mediante contestuale saldatura in alta frequenza, di materiale (8') del tipo atto alla traspirazione del piede.
  4. 4. Procedimento per ottenere una scarpetta interna termoformata tridimensionale e scarpetta relativa così ottenuta, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la linguetta (9) contestualmente al collarino (6), è associata alla tomaia (5) mediante saldatura in alta frequenza (HF).
  5. 5. Procedimento per ottenere una scarpetta interna termoformata tridimensionale e scarpetta relativa così ottenuta, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che in almeno uno stampo e/o controstampo, corrispondendo alla parte posteriore del piede ovvero lungo il gambale, sono ottenute delle nervature verticali e parallele, che agevolano la piega della tomaia (5).
  6. 6. Procedimento per ottenere una scarpetta interna termoformata tridimensionale e scarpetta relativa così ottenuta, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che un materiale stratificato (B), è costituito, partendo dal lato esterno verso quello interno, dall'accoppiamento di vellutino (1), poliuretano o pvc, con uno strato di materiale (PE) polietilene, a densità rigida o semi-rigida (2), e quindi accoppiato, un materiale a densità morbida o semirigida (3), preferibilmente costituito da MTP o THV avente caratteristica spugnosa, ed infine prevedendo il rivestimento dello strato (3) con del vellutino analogo (4), costituendo il lato interno della scarpetta (A).
  7. 7. Scarpetta secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto di essere priva di cuciture, ovvero prevedendo almeno il collarino (6) e/o la linguetta (9) saldati alla rispetttiva parte di tomaia (5).
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