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ITTV950105A1 - Struttura di occhiale a giorno ed astina perfezionata cosi' ottenuta - Google Patents

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ITTV950105A1
ITTV950105A1 IT95TV000105A ITTV950105A ITTV950105A1 IT TV950105 A1 ITTV950105 A1 IT TV950105A1 IT 95TV000105 A IT95TV000105 A IT 95TV000105A IT TV950105 A ITTV950105 A IT TV950105A IT TV950105 A1 ITTV950105 A1 IT TV950105A1
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IT
Italy
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temple
nose
section
improved
glasses
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IT95TV000105A
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Roberto Carlon
Mirco Carraro
Original Assignee
Roberto Carlon
Mirco Carraro
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Abstract

Struttura di occhiale a giorno ed astina perfezionata così ottenuta, del tipo ricavata mediante del filo metallico ripiegato di sostegno delle lenti e comprendente; un ponte di collegamento al quale sono impegnati dei naselli, prevedendo in prossimità del bordo di ogni singola lente, l'ancoraggio di un musetto monolitico di incernieramento dell'astina, ottenuto anch'esso in filo, con da un lato, due estremità parallele e pressoché rettilinee, introdotte oblique attraverso la corrispondente lente, dall'altro prevedendo due anelli, uniti da un successivo tratto curvo; consentendo, all'interno dei detti anelli, l'introduzione dell'estremità maschio di una corrispondente astina, l'estremità, essendo essenzialmente conformata ad "L", comprendendo un retto perpendicolare al tratto maggiore seguito da un breve tratto ripiegato sulla sommità a 90°, in modo tale che quest'ultimo, ruotando l'astina, interferisca, con una parte del detto musetto.

Description

STRUTTURA DI OCCHIALE A GIORNO ED ASTINA PERFEZIONATA COSI’ OTTENUTA.
DESCRIZIONE
Il presente trovato ha per oggetto una struttura di occhiale a giorno ed astina perfezionata così ottenuta.
L'innovazione, trova particolare se pur non esclusiva applicazione nel settore della produzione e commercializzazione di occhiali, sia per l'uso correttivo che da sole, od anche per l'abbellimento personale.
Nello stato dell'arte, partecipano una moltitudine di montature per occhiali, le quali, come noto, si compongono principalmente di una parte atta al sostegno delle lenti, data da due oculari spesso uniti tra di loro da un ponte; dai naselli, che talvolta possono essere ottenuti monoliticamente con gli oculari; ed infine da astine di sostegno. Buona parte di queste ultime, prevede dei dispositivi, ottenuti in prossimità del'incernieramento agli oculari, per consentire l'impegno elasticizzato a quella parte associata alla montatura propriamente detta muso. Tale funzione, ottenuta su entrambi i lati dell'occhiale, da un lato, ha il vantaggio di conferire una maggiore ergonomicità, consentendo anche una buona dose di adattamento alle diverse conformazioni anatomiche del viso di ogni soggetto portatore, daH’altro renderebbe più agevole l'indossabilità, e contestualmente più facilmente sopportabili dal vasto pubblico poiché le astine generalmente premono di meno in corrispondenza delle tempie.
Le aziende del settore, quindi, da tempo si sono orientate in tal senso, con lo scopo principale di ricercare delle soluzioni innovative e spesso migliorative, sia in termini di funzionamento che di dimensioni, rispetto alle preesistenti.
Ad esempio, una tradizionale astina elasticizzata, che ha trovato un largo consenso nel pubblico consumatore, è costituita dalla domanda di brevetto europeo n.79400087.7, in cui si descrive una cerniera elastica per montatura di occhiali, essenzialmente costituita da una scatola, associata di lato all’astina, di contenimento di un mezzo tirante coassiale alla detta scatola ed in cui la parte terminale del tirante è filettata, sulla quale si avvita una bussola che assicura il posizionamento di una molla, mentre dall'altro lato è in battuta, all'interno di una sede ricavata nella detta scatola.
Ancora un sistema, basato concettualmente sulla soluzione prevista dal brevetto precedente, può essere costituito dal modello di utilità n.181221, avente per oggetto una cerniera perfezionata per l'articolazione ad una montatura di occhiali di una asta elasticamente divaricabile, in cui si prevede un supporto squadrato annegato nella montatura, sul quale si impernia un supporto anch'esso squadrato costituente spallamento per la compressione di una molla.
Il brevetto italiano n. 1 147 198, ha per oggetto un'astina per occhiali ad incernieramento elastico, in cui l'estremità dell'astina comporta un blocchetto forato assialmente entro il quale si infila una estremità di connessione della cerniera. Proseguendo con un diametro ridotto, porta infilata una lamina spigolata che si incastra entro la foratura mentre posteriormente a questa è prevista una molla elicoidale di tensione bloccata all'estremità dell'elemento con una ghiera filettata. In tal caso si consente l'apertura elastica dell'astina secondo un determinato angolo mediante cedimento elastico dell’attacco di cerniera.
Gli inconvenienti riscontrabili, in genere comuni alle soluzioni citate, sono costituiti essenzialmente dalla eccessiva complessità dei dispositivi utilizzati. Infatti, nonostante svolgano egregiamente il proprio compito, determinano non pochi problemi in fase esecutiva, da un lato per quante riguarda la realizzazione degli innumerevoli componenti di precisione dall'altro nel loro assemblaggio, in definitiva incidendo in misura considerevole sui tempi e costi. Tra gli scopi principali delle aziende del settore, vi è stato quindi quello di giungere alla realizzazione di dispositivi di elasticizzazione dell'astina, che, pur essendo maggiormente contenuti dimensionalmente, offrissero una ricercata funzionalità mirando nel contempo a ridurre i componenti, facilitando l'assemblaggio ed abbattendo i costi.
Nel panorama delle montature più recenti, in linea con i principi sopra esposti, e che si propongono più o meno validamente sul mercato, è nota la soluzione di cui al brevetto europeo n. 546 589 (Lindberg), avente per oggeto dei mezzi per il supporto delle lenti negli occhiali, particolarmente del tipo con montatura a giorno. La caratteristica principale di tale occhiale, consiste nel prevedere, in luogo del tradizionale dispositivo di elasticizzazione del Pastina, peraltro complesso, poiché composto da innumerrevoli parti meccaniche, una modifica della conformazione della parte terminale dell'astina, in modo tale da renderla, pur semplificata, ugualmente cedevole rispetto al musetto di impemiamento. Più in dettaglio, l'occhiale in questione si compone di due lenti, con montatura a giorno, ovvero del tipo prive di telaio che contiene, circoscrivendo, le lenti. Conseguentemente, sempre le lenti, sono unite tra loro dal solo ponte, che nel caso di specie è ottenuto in filo, il quale oppurtanamente ripiegato, realizza degli anelli per l’impegno di corrispondenti naselli. Il medesimo ponte in filo, sempre in virtù della particolare conformazione, prevede di lato ai naselli delle zanche d'ancoraggio, date dalle due estremità contrapposte del filo ripiegato. questo punto, l'ancoraggio della singola lente viene ottenuto praticando del piccoli fori necessari ad accogliere le estremità in filo del ponte.
Un'ulteriore caratteristica innovativa, rilevabile dalla proposta Lindberg, è riscontrabile nelle astine. Anche in tal caso, sono ottenute in filo metallico, opportunamente ripiegate e rispettivamente, da un lato, risvoltate verso il basso per avvolgere come consuetudine parte del padiglione auricolare, dall'altro realizzando una spirale, dove la conformazione dell'avvolgimento si sviluppa ortogonalmente al tratto dell’astina. Il foro, ottenuto coassialmente alla spirale, costituisce mezzo femmina per l'incemieramento della stessa al musetto-perno associato ad ogni lente dell'occhiale. Più in particolare, una lente dell'occhiale, dal lato opposto di ancoraggio del nasello, prevede un foro che accoglie, passante trasversalmente, un tratto di filo ripiegato, da un lato ancorandosi lungo il bordo dell'occhiale, essendo ripiegato su se stesso, dall'altro protraendosi per un breve tratto in orizzontale seguito da un ulteriore tratto ripiegato a 90°, in modo tale da ottenere un perno disposto in verticale. Detto perno, viene quindi accolto coassialmente alla spirale, ottenendo l'incemieramento dell’astina. In definitiva, il cedimento elastico della stessa, è reso possibile dalla terminazione della spirale, la quale insiste, flettendo l'astina verso l'esterno, lungo il tratto orizzontale del mezzo maschio di incemieramento alla lente dell'occhiale.
Nel medesimo testo brevettuale, vengono inoltre descritte delle varianti tecniche, soprattutto per quanto riguarda la struttura di sostegno delle lenti, nel caso di specie, prevedendo la lavorazione del filo in modo tale da interessare la sola parte superiore in una prima soluzione, od alternativamente, la sola parte inferiore. Di conseguenza, si ottiene mediante opportune pieghe e risvolti dello stesso una unica struttura che assolve alla funzione di musetto, ai lati dell'occhiale per l'incemieramento delle astine, e centralmente, di unione, mediante ponte, delle due lenti nonché costituendo mezzi di ancoraggio per i rispettivi naselli.
Gli inconvenienti che si possono riscontrare nella predetta soluzione, soprattutto con riguardo all'incernieramento, possono essere attribuiti alla complessità di lavorazione del filo, con particolare riferimento alla necessità di dovere ricorrere in prossimità delle terminazioni delle astine, all'ottenimento della spirale. In secondo luogo, non risulterebbe efficace nell 'assicurare la tenuta tra il perno maschio, previsto nel musetto, e la sede ricettacolo della spirale, tendendo frequentemente a fuoriuscire dalla propria sede. Da ultimo, per effetto della precipua conformazione a spirale attuata sulla terminazione delle astine, parrebbe eccessivamente cedevole, diminuendo l'efficacia di tenuta sul viso.
Scopo del presente trovato è anche quello di ovviare ai succitati inconvenienti.
Questo ed altri scopi vengono raggiunti con la presente innovazione secondo le caratteristiche di cui alle annesse rivendicazioni, risolvendo i problemi esposti mediante una struttura di occhiale a giorno ed astina perfezionata così ottenuta, del tipo ricavata mediante del filo metallico ripiegato di sostegno delle lenti e comprendente; un ponte di collegamento al quale sono impegnati corrispondenti naselli, prevedendo sul lato esterno di un occhiale così assemblato, ovvero in prossimità del bordo di ogni singola lente, l’ancoraggio di un musetto monolitico di incemieramento del'astina essendo ottenuto anch’esso in filo, con da un lato, due estremità parallele e pressoché rettilinee, introdotte oblique attraverso la corrispondente lente, dall’altro prevedendo due anelli, uniti da un successivo tratto curvo; consentendo, all'interno dei detti anelli, l'introduzione dell’estremità maschio di una corrispondente astina, l'estremità, essendo essenzialmente conformata ad "L", ed in cui il tratto maggiore della detta astina dapprima si protrae rettilineo, poi da un lato è curvato dovendo risvoltare in prossimità del padiglione auricolare, mentre il lato interessato al incernieramento, prevede un retto perpendicolare al tratto maggiore seguito da un breve tratto ripiegato sulla sommità a 90°, in modo tale che quest'ultimo, ruotando l'astina, interferisca, con una parte del detto musetto.
In tal modo, attraverso il notevole apporto creativo il cui effetto costituisce un immediato progresso tecnico vengono conseguiti alcuni vantaggi.
In primo luogo, è possibile semplificare la lavorazione dell’occhiale, a tutto vantaggio dei tempi e dei costi di esecuzione. Secondariamente, la particolarità deH'incernieramento offre buone garanzie di robustezza, consentendo per un verso il raggiungimento di un progressivo ed uniforme cedimento dell'astina, infine, mantenendo inalterata nel tempo una ragionevole forza di contrasto all'azione esercitata.
Altre peculiarità vantaggiose, possono essere riassunte in una ricercata ergonomicità, e discreta estetica. Per l'impresa, migliorando sensibilmen l'offerta sul mercato, si ottiene una considerevole riduzione dei costi i realizzazione, considerato il fatto che non risulta essere una applicazion particolarmente complessa, ed in seconda battuta, tanto è affidabile, no necessitando di particolare manutenzione.
Questi, ed altri vantaggi appariranno dalla successiva particolareggia descrizione di una soluzione preferenziale di realizzazione con l'aiuto disegni schematici allegati i cui particolari di esecuzione non sono da intendersi limitativi ma solo esemplificativi.
La Figura 1., rappresenta una vista in prospettiva di una parte dell'occhiale, nella fattispecie, di una sola delle due lenti interessate, alla quale di lato è stata applicata Pastina in filo metallico del tipo cedevole elasticamente.
La Figura 2., è ancora una vista in prospettiva della medesima lente di cui alla Figura precedente, ma con l'astina in posizione ulteriormente sollecitata a flettere verso l'estemo dell'occhhiale.
La Figura 3., rappresenta una vista di pianta e di un particolare della Figura successiva, relativo all'incemieramento dell'astina al corrispondente musetto da ancorare sulla rispettiva lente.
La Figura 4., sempre in vista di pianta, rappresenta una astina completa del musetto da ancorare sulla rispettiva lente di un occhiale.
Infine, le Figure 5. e 6. rappresentano le singole parti di una cerniera in filo metallico per l'elasticizzazione di una astina, rispettivamente il musetto ed una terminazione dell'astina.
Facendo riferimento anche alle figure, si osserva in primo luogo che una struttura di occhiale, comprende almeno una lente (A), del tipo provvista lungo il perimetro, dal lato prospicente il viso, di mezzi per il sostegno delle stesse. Detti mezzi, sono dati essenzialmente da due parti, entrambe ottenute, ripiegando più volte del filo metallico, una prima statica, associabile alla lente, ed una seconda dinamica, costituita dall'astina propriamente detta.
La prima parte statica, è ottenuta ripiegando un breve tratto di filo, essenzialmente ad "U", di modo tale che le due estremità (1, Γ) si trovino rivolte verso il medesimo senso, quindi parallele e leggermente distanti l'una dall’altra ottenendo una sorta di forcella. Tra le dette estremità (1, Γ) ed il tratto trasversale che le unisce (3), ottenuto leggermente ricurvo, sono ricavate due spire (4, 4') ognuna corrispondendo al tratto terminale (1, Γ) interessato. Mentre le estremità (1, Γ) sono ancorate alla lente (A), in modo preferenziale, introdotte leggermente inclinate a convergere verso i naselli, le spire (4, 4') sporgono dalle lenti, offrendo attraverso i fori così ottenuti, l'incemieramento della parte dinamica dell'astina. Nell'esempio che si discute, le spire (4, 4') sono volte verso l'interno dell'occhiale, di modo tale da offrire l'incemieramento della corrispondente astina, dal lato meno in vista. Per quanto riguarda la conformazione, nonché la posizione così conseguita delle dette spire intermedie (4, 4'), è tale da consentire che una prima parte che precede l'elemento trasversale (3) sia pressoché complanare alle estremità (1, 1'), seguita dal detto elemento di collegamento (3) il quale viceversa tende a convergere verso il centro dell'occhiale.
Una astina o parte dinamica dell'occhiale, si compone di un tratto rettilineo (5) piuttosto lungo, tale da coprire la distanza intermedia tra l'occhiale ed il padiglione auricolare. Detto tratto sostanzialmente rettilineo (5), da un lato prevede una laminazione (6) rivestita di materiale plastico, più o meno da sagomare e volta ad ottenere 1 assicurazione dell'occhiale agganciandosi alla membrana del padiglione auricolare. Dall'altro lato, prevedendo una conformazione essenzialmente ad "L", in cui l'estremità (7) prevede una prima piega, volta preferibilmente verso il basso a 90° rispetto al tratto rettilineo (5), seguita da una seconda piega (7') al termine di un tratto verticale e rettilineo corrispondente all'interasse esistente tra le due spire (4, 4’) della parte statica. Con quest'ultima piega a 90°, (7') si ottiene un dente (7"), dato dall'estremità dell'astina troncata che si protende per un breve tratto. In conclusione il trattino retto, come conseguente della piega (7), è accolto coassialmente alle spire (4, 4'), di modo tale che il dente (7"), possa disporsi in battuta lungo una parte dell'elemento di collegamento (3).
Come meglio rappresentato in Figura 1., l'astina si propone in una fase aperta (a) non ancora sollecitata a flettere ulteriomente verso l'esterno per essere indossata. In questa condizione, il dente (7") è distante od appena in battuta della parte statica corrispondente alla parte di elemento di collegamento verticale (3). Nella Figura successiva, invece, viene rappresentata la medesima astina ma in una condizione piuttosto sollecitata (b), dove l'astina è portata a flettere oltre l'usuale raggio di apertura. In tal caso, il dente (7") insiste maggiormente sulla parte statica (3) sino a comportarne una leggera flessione, contrastando l'azione esercitata di lato all'astina (3).

Claims (9)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Struttura di occhiale a giorno ed astina perfezionata così ottenuta, del tipo ricavata mediante del filo metallico ripiegato di sostegno delle lenti e comprendente; un ponte di collegamento al quale sono impegnati corrispondenti naselli, prevedendo sul lato esterno di un occhiale cosi assemblato, ovvero in prossimità del bordo di ogni singola lente, l'ancoraggio di un musetto monolitico di incemieramento dell’astina, ottenuto anch'esso in filo, caratterizzata dal fatto che da un lato, il musetto prevede almeno due estremità parallele e pressoché rettilinee ( 1 , Γ), impegnate alla corrispondente lente (A), dall'altro prevedendo due anelli (4, 4'), uniti da un successivo tratto perpendicolare (3); consentendo, all'interno dei detti anelli (4, 4'), l'introduzione dell'estremità maschio (7, 7') di una corrispondente astina, l'estremità, essendo essenzialmente conformata ad "L".
  2. 2. Struttura di occhiale a giorno ed astina perfezionata così ottenuta, secondo la rivendicazione 1., caratterizzata dal fatto che la parte statica o musetto, è ottenuta ripiegando un breve tratto di filo, essenzialmente ad "U", di modo tale che le due estremità (1, Γ) si trovino rivolte verso il medesimo senso, quindi parallele e leggermente distanti l'una dall'altra ottenendo una sorta di forcella; ed in cui tra le dette estremità (1, Γ) ed il tratto trasversale che le unisce (3), ottenuto leggermente ricurvo, sono previsti degli anelli costituiti da due spire (4, 4') ognuna corrispondendo al tratto terminale (I, Γ) interessato.
  3. 3. Struttura di occhiale a giorno ed astina perfezionata così ottenuta, secondo le rivendicazioni 1. e 2., caratterizzata dal fatto che le estremità (1, 1') sono ancorate alla lente (A), introdotte in convenienti piccoli fori leggermente inclinate a convergere verso i naselli.
  4. 4. Struttura di occhiale a giorno ed astina perfezionata così ottenuta, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che le spire (4, 4') sono volte verso l'interno dell'occhiale, di modo tale da offrire l'incemieramento della corrispondente astina, dal lato meno in vista.
  5. 5. Struttura di occhiale a giorno ed astina perfezionata cosi ottenuta, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che l'elemento di collegamento (3) tende a convergere verso il centro dell'occhiale.
  6. 6. Astina perfezionata, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che si compone di un tratto (5), tale da coprire la distanza intermedia tra l'occhiale ed il padiglione auricolare; detto tratto sostanzialmente rettilineo (5), da un lato prevede una terminazione (6) rivestita di materiale plastico, volta ad ottenere l'assicurazione dell'occhiale agganciandosi alla membrana del padiglione auricolare; dall'altro prevedendo una conformazione essenzialmente ad "L".
  7. 7. Struttura di occhiale a giorno ed astina perfezionata così ottenuta, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che l'estremità (7) di un 'astina prevede una prima piega, volta preferibilmente verso il basso a 90° rispetto al tratto rettilineo (5), seguita da una seconda piega (7‘) al termine di un tratto verticale e rettilineo corrispondente circa all'interasse esistente tra le due spire (4, 4') della parte statica.
  8. 8. Struttura di occhiale a giorno ed astina perfezionata così ottenuta, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che successivamente alla piega a 90° (7’), si ottiene un dente (7"), dato dall'estremità dell'astina troncata che si protende per un breve tratto.
  9. 9. Struttura di occhiale a giorno ed astina perfezionata così ottenuta, secondo le rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che il trattino retto, come conseguente della piega (7), è accolto coassialmente alle spire (4, 4'), di modo tale che il dente (7"), possa disporsi in battuta lungo una parte dell'elemento di collegamento (3) .
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