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ITTO990127A1 - Rilevatore di liquido e dispositivo di sicurezza antiallagamento im-piegante tale rilevatore. - Google Patents

Rilevatore di liquido e dispositivo di sicurezza antiallagamento im-piegante tale rilevatore.

Info

Publication number
ITTO990127A1
ITTO990127A1 IT1999TO000127A ITTO990127A ITTO990127A1 IT TO990127 A1 ITTO990127 A1 IT TO990127A1 IT 1999TO000127 A IT1999TO000127 A IT 1999TO000127A IT TO990127 A ITTO990127 A IT TO990127A IT TO990127 A1 ITTO990127 A1 IT TO990127A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
detector
liquid
sensor means
sensor
actuation
Prior art date
Application number
IT1999TO000127A
Other languages
English (en)
Inventor
Costanzo Gadini
Original Assignee
Eltek Spa
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Eltek Spa filed Critical Eltek Spa
Priority to IT1999TO000127A priority Critical patent/IT1308378B1/it
Priority to EP00102845A priority patent/EP1028190A3/en
Publication of ITTO990127A1 publication Critical patent/ITTO990127A1/it
Application granted granted Critical
Publication of IT1308378B1 publication Critical patent/IT1308378B1/it

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Classifications

    • DTEXTILES; PAPER
    • D06TREATMENT OF TEXTILES OR THE LIKE; LAUNDERING; FLEXIBLE MATERIALS NOT OTHERWISE PROVIDED FOR
    • D06FLAUNDERING, DRYING, IRONING, PRESSING OR FOLDING TEXTILE ARTICLES
    • D06F39/00Details of washing machines not specific to a single type of machines covered by groups D06F9/00 - D06F27/00 
    • D06F39/08Liquid supply or discharge arrangements
    • D06F39/081Safety arrangements for preventing water damage
    • FMECHANICAL ENGINEERING; LIGHTING; HEATING; WEAPONS; BLASTING
    • F16ENGINEERING ELEMENTS AND UNITS; GENERAL MEASURES FOR PRODUCING AND MAINTAINING EFFECTIVE FUNCTIONING OF MACHINES OR INSTALLATIONS; THERMAL INSULATION IN GENERAL
    • F16HGEARING
    • F16H57/00General details of gearing
    • F16H2057/005Mounting preassembled units, i.e. using pre-mounted structures to speed up final mounting process
    • FMECHANICAL ENGINEERING; LIGHTING; HEATING; WEAPONS; BLASTING
    • F16ENGINEERING ELEMENTS AND UNITS; GENERAL MEASURES FOR PRODUCING AND MAINTAINING EFFECTIVE FUNCTIONING OF MACHINES OR INSTALLATIONS; THERMAL INSULATION IN GENERAL
    • F16HGEARING
    • F16H63/00Control outputs from the control unit to change-speed- or reversing-gearings for conveying rotary motion or to other devices than the final output mechanism
    • F16H2063/005Preassembled gear shift units for mounting on gear case

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  • Engineering & Computer Science (AREA)
  • Textile Engineering (AREA)
  • Detail Structures Of Washing Machines And Dryers (AREA)
  • Level Indicators Using A Float (AREA)
  • Examining Or Testing Airtightness (AREA)
  • Control Of Combustion (AREA)

Description

Desrizione dell’invenzione industriale dal titolo:
"RILEVATORE DI LIQUIDO E DISPOSITIVO DI SICUREZZA ÀNTIALLAGAMENTO IMPIEGANTE TALE RILEVATORE"
RIASSUNTO
Viene descrito un rilevatore di liquido, del tipo atto a generare un comando di intervento di un dispositivo asservito, detto rilevatore comprendendo:
mezzi di attuazione (34;34’;34”) suscettibili di movimento tra una prima posizione, in cui detto comando di intervento non risulta generato, ed una seconda posizione, in cui detto comando di intervento risulta generato;
- mezzi sensori (21) di tipo insolubile, atti a rilevare la presenza di liquido ed a causare di conseguenza il passaggio di detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) da detta prima posizione a detta seconda posizione.
Secondo l’invenzione:
- in assenza di liquido, detti mezzi sensori (35) sono normalmente operativi per opporsi al passaggio di detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) da detta prima posizione a deta seconda posizione;
- a seguito del loro contatto con del liquido, detti mezzi sensori (35), sono atti a diminuire di consistenza o solidità, per consentire a detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) di assumere detta seconda posizione.
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad un rilevatore di liquido e ad un dispositivo di sicurezza antiallagamento impiegante tale rilevatore.
Rilevatori di liquido sono utilizzati in vari settori. Ad esempio, è noto che nel campo delle macchine di lavaggio, quali lavabiancheria e lavastoviglie, esiste in genere il rischio del l'allagamento dell'abitazione, a seguito di una perdita improvvisa del sistema di caricamento del liquido di lavaggio; le cause di tali perdite impreviste possono ad esempio essere dovute a guasti dei dispositivi interni alla macchina (elettrovalvole o prcssostato di caricamento inceppati, ecc.) ovvero a rotture dei tubi di adduzione del liquido di lavaggio. Al fine di evitare tali rischi sono noti i dispositivi di sicurezza antiallagamento, che consentono di realizzare un controllo pressoché continuo della presenza di eventuali perdite di liquido; essi prevalentemente operano bloccando, tramite opportuni mezzi di intercettazione, l’afflusso dell’acqua dalla rete idrica all’apparato utilizzatore, quando idonei mezzi sensori rilevano una perdita.
Una prima tipologia di tali dispositivi di sicurezza prevede generalmente almeno una valvola ad azionamento meccanico, posta all’inizio di un condotto di caricamento dell'acqua dalla rete idrica; il dispositivo comprende inoltre un tubo esterno, il quale racchiude il citato condotto di caricamento, in modo che tra il primo ed il secondo risulti definita un’intercapedine chiusa.
Il dispositivo prevede poi dei mezzi sensori ed attuatori, opportunamente disposti entro l’intercapedine (solitamente nella regione di un corpo valvola di connessione ad un rubinetto), che provvedono da un lato a percepire una perdita, e dall’altro ad azionare in modo meccanico un otturatore; in pratica, in caso di rottura del condotto di ciricamento dell’acqua all’elettrodomestico, l’acqua di perdita si raccoglie progressivamente nell’intercapedine, sino a raggiungere i mezzi sensori - attuatori che, rilevando .a perdita, producono la chiusura dell’otturatore, con la conseguente interruzione del flusso d’acqua dalla rete idrica al condotto di caricamento.
In tali applicazioni, i mezzi sensori - attuatori sono tipicamente costituiti da Un elemento in spugna anidra, la cui espansione, a seguito del contatto con l’acqua di· perdita, genera direttamente una forza utilizzata per determinare il movimento in chiusura dell’otturatore; tipici esempi di dispositivi di sicurezza del tipo citato sono descritti ad esempio in DE-A-36 18258 e DE-A-37 43 842.
I dispositivi di sicurezza del tipo in precedenza citato, per quanto affidabili, presentano l’inconveniente di poter rilevare perdite dovute esclusivamente a rotture del condotto di caricamento dell’acqua dalla rete idrica, e quindi di non essere in grado di rilevare perdite dovute a guasti di componenti interni all’apparato utilizzatore (si pensi ad esempio a del liquido che fuoriesce direttamente dalla vasca dell’apparato utilizzatore, a causa di una perdita di quest’ultima, o alla rottura del sensore di livello o pressostato che controlla il caricamento dell’acqua all’apparato).
Per tale motivo sono stati proposti dei dispositivi di sicurezza che prevedono generalmente almeno una elettrovalvola, posta all'inizio di un condotto di caricamento dell'acqua dalla rete idrica, ed un opportuno rilevatore di liquido, sistemato in un vassoio di raccolta di liquido posto inferiormente alla vasca di lavaggio all’apparato utilizzatore; in genere, il rilevatore di liquido comprende un interruttore elettrico, la cui commutazione è prodotta dall’innalzamento di un galleggiante.
II dispositivo di sicurezza comprende altresì un tubo esterno, il quale racchiude il citato condotto di caricamento dell'acqua dalla rete idrica, ed è in comunicazione con il citato vassoio di raccolta; tale tubo esterno è quindi atto a far confluire nel vassoio di raccolta l’acqua che fuoriesce dal condotto di caricamento, in caso di rotture di quest’ultimo; il conseguente intervento del rilevatore di liquido è tale da provocare la chiusura dell’elettrovalvola.
Il dispositivo sopra descritto presenta il vantaggio di poter realizzare funzioni di sicurezza anche nei confronti di eventuali guasti a componenti interni all’apparato utilizzatore, poiché il citato- vassoio· è atto a raccogliere anche del liquido che fuoriesce direttamente dall’apparato, e non solo dal suo condotto di caricamento.
Ad esempio, in caso di perdita dalla vasca di lavaggio dell’apparato, il liquido può raggiungere il vassoio, determinando la conseguente commutazione del citato interruttore; tale commutazione, oltre a comandare la chiusura dell’elettrovalvola del dispositivo di sicurezza antiallagamento, può essere utilizzata dal sistema di controllo dell’apprirato quale criterio per interrompere il ciclo di funzionamento che quest’ultimo sta eventualmente realizzando.
Si segnala che, in alcuni dispositivi di sicurezza noti del tipo in precedenza citato, in luogo di valvole elettriche vengono impiegate delle valvole ad azionamento pneumatico, alimentate tramite una opportuna elettropompa.
I dispositivi ad azionamento elettrico sopra descritto presentano alcuni inconvenienti, derivanti dall 'impiego di un galleggiante quale effettivo mezzo di attuazione per determinare la commutazione dell’interruttore.
Un primo inconveniente è dato dal fatto che, al fine di produrre la necessaria commutazione, le dimensioni del galleggiante devono essere piuttosto grandi; è infatti noto che la forza che un galleggiante può sviluppare è, in generale, proporzionale alle sue dimensioni: maggiore sono le dimensioni del galleggiante, maggiore sarà la spinta che questo potrà generare.
A tal riguardo si deve tuttavia considerare che il contatto di commutazione di un interruttore è in genere reazionato da una molla e che quindi il galleggiante, per poter essere in grado di sviluppare una forza tale da vincere quella della molla, deve avere dimensioni significative. Ciò determina un certo ingombro dei mezzi sensori della perdita d’acqua, i quali possono risùltare di difficile alloggiamento negli esigui spazi disponìbili nelle moderne macchine di lavaggio; ovviamente è possibile prevedere opportuni sistemi cinematici, per trasformare la modesta forza di un galleggiante di piccole dimensioni in una commutazione dell’interruttore: anche tali accorgimenti determinano tuttavia maggiori dimensioni del rilevatore di liquido nel suo complesso, oltre che una sua accresciuta complessità e criticità di funzionamento.
Altro inconveniente dei sistemi a galleggiante è costituito da un certo ritardo di intervento di questi ultimi.
A tale scopo va considerato che, al fine di ottenere un innalzamento o movimento sufficiente del galleggiante, ossia tale da produrre la desiderata commutazione dell’ interruttore, è necessario che nel vassoio di raccolta confluisca un volume significativo di acqua; se si considera che il vassoio deve solitamente avere una sezione piuttosto estesa (sostanzialmente analoga a quella della vasca dell’apparato), è chiaro che per ottenere l’innalzamento di pochi millimetri di un galleggiante sarà necessaria una quantità d’acqua considerevole, anche nell’ordine di alcuni litri.
Ciò può complicare la fase di assistenza tecnica per il ripristino dell’apparato, durante lo spostamento del quale l’acqua raccolta nel vassoio viene quasi inevitabilmente dispersa sul pavimento.
Per evitare i suddetti problemi, sono quindi stati proposti dei dispositivi di sicurezza il cui rilevatore di liquido, in luogo di un galleggiante, impiega un settore di spugna anidra e compressa.
Va sottolineato come le spugne del tipo normalmente utilizzato allo scopo sono in grado di espandersi anche quando a contatto cori quantità minime di acqua; ciò è principalmente consentito dalla loro notevole capacità di assorbimento e da una loro caratteristica “memoria di forma”.
Molto schematicamente, ai fini della realizzazione di tali elementi; il materiale spugnoso che li costituisce viene in fase di fabbricazione imbevuto d’acqua, al fine di ottenere una sua condizione di espansione; il pezzo così bagnato viene quindi compresso, sostanzialmente lungo la sua direzione di espansione e successivamente essiccato.
Il pezzo in spugna risulta così bloccato, a causa della rigidità indotta dall’essiccazione, in una condizione di precarico, ed è atto ad assumere nuovamente la propria forma originale, quando esso viene portato a contatto con un liquido.
Si noti che un elemento in spugna di alcuni millimetri di spessore in condizione anidra è atto ad espandersi di parecchi centimetri; di conseguenza, tali elementi sono in grado di funzionare direttamente sia come sensori che come attuatori.
Pertanto, nel caso di perdita, del liquido che confluisce al vassoio di raccolta e raggiunge l’elemento in spugna, può provocare l’espansione di volume di quest’ultimo; tale elemento in spugna è orientato in modo che la sua espansione avvenga in una direzione determinata e generi una forza sufficiente a produrre la commutazione dell’interruttore.
Anche le sicurezze anti allagamento elettriche impieganti un elemento in spugna quale mezzo sensore della perdita di liquido, per quanto affidabili, presentano alcuni inconvenienti, legati al fatto che l’elemento in spugna deve costituire un vero e proprio organo produtore di forza di attivazione, al fine di realizzare la commutazione dell’interruttore elettrico che controlla la chiusura dei mezzi di intercettazione del liquido.
Come già detto, il contatto di commutazione di un interruttore è in genere reazionato da una molla, e quindi l’elemento in spugna deve essere in grado di sviluppare una forza sufficiente a vincere quella di tale molla; se si considera tuttavia che l’espansione un elemento in spugna è in grado di generare una forza di pochi ettogrammi, appare chuiro che, per assicurare una sufficiente certezza di intervento, il medesimo dovrà avere certe dimensioni. Oltre a ciò va considerato che l’attuazione basata sull’ impiego di elementi in spugna può essère affetta negativamente da attriti nel movimento delle vàrie parti del rilevatore di liquido.
Ad esempio, nel caso dei rilevatori citati, esiste la necessità di dover isolare il più possibile il settore di spugna, che si imbeve di acqua, dall 'interruttore elettrico; al riguardo si consideri anche che il vassoio di raccolta si trova generalmente in una zona dell’apparato utilizzatore soggetta ad umidità.
A tale scopo, l’interruttore viene solitamente alloggiato in una apposita camera, in modo tale che il suo contatto di commutazione risulti affacciato ad una prima estremità di un cursore, posto in un apposito passaggio; l’altra estremità del cursore è a contatto con il settore di spugna, in modo tale che l’espansione di quest’ultimo, in caso di perdita, determini lo scorrimento del cursore, e la conseguente commutazione dell 'interruttore.
Tuttavia, al fine di isolare l’interruttore dall’ambiente esterno, è necessario prevedere opportuni mezzi che operino in tenuta sul cursore, quale ad esempio delle guarnizioni di tipo O-ring; tali mezzi di tenuta sono tipicamente in materiale resiliente, il che determina notevoli attriti che contrastano in modo significativo il movimento del cursore.
Da quanto sopra si evince quindi come l’elemento in spugna, costituendo un vero e proprio organo produttore di forze, debba comunque essere dimensionato in modo opportuno, al fine di poter generare la forza sufficiente allo scopo; si consideri che, in alcuni, dispositivi secondo l’arte nota, più elementi in spugna distinti debbono essere posti in serie tra loro. E’ quindi altrettanto chiaro che, tanto maggiori sono le dimensioni che l’elemento in spugna deve avere, o tanto maggiore è il numero degli elementi in spugna impiegati, tanto maggiori saranno i costi finali di realizzazione del dispositivo rilevatore, e quindi del dispositivo di sicurezza nel suo complesso.
I suddetti inconvenienti si riflettono negativamente anche sulle dimensioni del rilevatore, in cui sono normalmente contenuti l’interruttore e l’elemento in spugna anidra.
A tal riguardo va anche considerato che, in generale, l’azione di spinta prodotta dall’espansione di un elemento in spugna anidra destinata a produrre un’attuazione, può non essere estremamente riproducibile; da ciò l’esigenza nelle soluzioni note di sovradimensionare l’elemento in spugna e prevedere anche dei mezzi per “guidare”· opportunamente l’espansione dello stesso nel verso desiderato.
Al fine di ridurre i problemi suddetti dei dispositivi di sicurezza di tipo elettrico sono stati proposti dei dispositivi in cui, in luogo di valvole elettriche o valvole comandate a mezzo di elettropompe, sono previste valvole il cui azionamento è controllato tramite mezzi di natura meccanica.
Ad esempio, in DE-A-37 18 080, è noto un dispositivo di sicurezza nel cui corpo valvola è presente un otturatore che, in condizioni di normale funzionamento, è mantenuto da una molla in posizione di apertura di una luce di passaggio dell’acqua; all’otturatore è associato un primo elemento in spugna anidra compressa, contenuto in una apposita sede definita nel corpo valvola; il dispositivo prevede inoltre un rilevatore di acqua di perdita, sistemato nel vassoio di raccolta che si trova inferiormente alla vasca di lavaggio dell’apparato utilizzatore; tale rilevatore comprende un corpo, nella cui parte inferiore è alloggiato un secondo elemento in spugna anidra compressa, atto a venire in contatto con eventuale acqua di perdita raccolta nel vassoio.
Nella parte superiore del rilevatore è invece definita una camera che è in comunicazione, mediante un apposito tubetto, con la sede del corpo valvola entro cui è alloggiato il primo elemento in spugna; nella citata camera, ed eventualmente in una parte del tubetto, è contenuto un liquido; la parete inferiore della citata camera è costituita da una membrana elastica.
Nel caso in cui nel vassoio di raccolta confluisca dell’acqua di perdita, il secondo elemento in spugna si espande verso l’alto, premendo sulla citata membrana; ciò determina una diminuzione del volume della camera del rilevatore, con un conseguente spostamento del liquido in essa contenuto nel relativo tubetto; in tal modo, parte del liquido può raggiungere la sede in cui è alloggiato il primo elemento in spugna, e bagnare quest’ultimo, determinandone la relativa espansione con il conseguente movimento dell’ otturatore in chiusura della luce di passaggio dell’acqua.
11 dispositivo descritto in DE-A-37 18 080 non impiega costosi componenti elettrici, ma è chiaro che esso presenta tutti gli inconvenienti in precedenza citati in relazione all’impiego di elementi in spugna anidra.
In particolare, infatti, anche in questo caso all’elemento in spugna è demandata la generazione della forza necessaria a produrre la deformazione di una membrana elastica ed il conseguente spostamento del liquido nel citato tubetto; tale elemento in spugna deve quindi essere dimensionato opportunamente, per generare una forza sufficiente alla bisogna.
Si consideri fra l’altro che, nel caso di DE-A-37 18 080, tali problemi risultano di fatto raddoppiati, stante la presenza di due diversi elementi in spugna, che debbono entrambi produrre notevoli forze (l’uno per l’attuazione dell’otturatore, e l’altro per la trasmissione del liquido di controllo al corpo valvola).
In DE-A-37 18 080 viene anche suggerito l’impiego di valvole aventi una struttura sostanzialmente simile a quella descritta nei sopra citati DE-A-36 18 258 e DE-A-3743 842, ma poste direttamente nel vassoio di raccolta; in tali casi, quindi, la forza di espansione di un elemento in spugna è utilizzata direttamente per determinare, in contrasto all’azione di una molla, la chiusura di un otturatore.
Anche tali soluzioni presentano tuttavia gli inconvenienti in precedenza citati, poiché all’elemento in spugna è demandata la generazione della forza necessaria a consentire la chiusura della valvola, che deve essere sufficiente a vincere almeno la reazione contraria di una molla.
Nel' già citato DE-A-37 43 842 viene anche descritto un dispositivo di sicurezza avente una valvola ad azionamento pneumatico; tale valvola presenta un otturatore che, in condizioni di normale funzionamento, è mantenuto da un cursore in posizione di apertura di una luce di passaggio dell’acqua; il cursore è a sua volta mantenuto nella rispettiva posizione da un elemento di fermo, soggetto all’azione di una molla e costituente la parete di una camera ermetica; il dispositivo prevede inoltre un rilevatore di liquido, posto nel vassoio di raccolta posto inferiormente alla vasca di lavaggio dell’apparato utilizzatore.
Tale rilevatore comprende in sostanza un cilindro pneumatico che, a mezzo di un apposito tubetto, è in comunicazione con la citata camera ermetica; tale cilindro presenta un pistone, che è vincolato nella rispettiva posizione di riposo a mezzo di una finestra sagomata definita in una piastrina con profilo a squadra; tale piastrina presenta inferiormente un elemento in spugna anidra ed è mantenuta nella posizione di bloccaggio del pistone a mezzo di una molla a lamina.
Nel caso in cui nel vassoio di raccolta confluisca dell’acqua di perdita, l’elemento in spugna, bagnandosi, si espande verso l’alto, vincendo l’azione della molla a lamina e quindi provocando l’ innalzamento della piastrina; il conseguente spostamento della citata finestra libera il pistone che, sotto la spinta di una rispettiva molla, si sposta velocemente entro il cilindro. Tale spostamento del pistone determina la compressione dell’aria entro il cilindro, di modo che l’aria così compressa, attraverso il relativo tubetto di collegamento, raggiunga la citata camera ermetica, provocando lo spostamento dell’elemento di fermo della valvola. Il movimento dell’elemento di fermo determina un conseguente spostamento del citato cursore, che consente all’otturatore delia valvola di chiudere la luce di passaggio dell’acqua. Come si vede, quindi, anche il dispositivo pneumatico descritto in DE-A-37 43 842 non impiega costosi componenti elettrici, ma è chiaro che esso presenta tutti gli inconvenienti in precedenza citati in relazione all’impiego di elementi in spugna anidra.
Al riguardo, si noti che le varie molle previste dai dispositivi di tipo noto debbono essere in generale di forza modesta, poiché la medesima deve essere vinta dalla semplice forza generata dall’espansione dell’elémento in spugna; la limitata forza sviluppabile da tali molle può tuttavia essere un altro motivo di criticità nell’intervento dei dispositivi noti, che potrebbero scattare a seguito di urti accidentali. E’ quindi chiaro che, al fine di poter utilizzare molle in grado di sviluppare maggiori potenze di intervento, dovranno essere utilizzati settori di spugna di dimensioni ancora maggiori.
In DE-A-44 02 502 viene descritto un dispositivo di sicurezza nel corpo valvola della quale un otturatore è mantenuto, contro l’azione di una prima molla, in una posizione di normale di funzionamento, ossia di apertura di una luce di passaggio dell’acqua; l’otturatore è mantenuto in tale posizione da una spina di bloccaggio, collegata a mezzo di un cavetto ad un rilevatore di liquido, sistemato nel vassoio di raccolta posto inferiormente alla vasca di lavaggio dell’apparato utilizzatore.
Tale organo comprende in sostanza un cursore associato alla seconda estremità del citato cavetto, e soggetto alla reazione di una seconda molla; il cursore è mantenuto in una rispettiva posizione di riposo a mezzo di un aggancio, pure soggetto all 'azione di una rispettiva terza molla, ed inferiormente al quale è posto un elemento in spugna anidra.
Nel caso in cui nel vassoio di raccolta confluisca dell’acqua di perdita, l’elemento in spugna si espande verso l’alto, provocando un innalzamento dell’aggancio tale da vincere: la forza contraria della relativa molla; in tal modo viene liberato il cursore che, sotto la spinta della rispettiva molla, si sposta velocemente.
Tale spostamento del cursore determina la trazione del citato cavetto, con un conseguente movimento della spina tale da liberare l’otturatore che, sotto l’azione della relativa molla e del flusso d’acqua, può chiudere la luce di passaggio dell’acqua.
E’ ovvio che anche il dispositivo interamente meccanico descritto in DE-A- 44 02 502 presenta tutti gli inconvenienti in precedenza citati in relazione all’ impiego di settori di spugna anidra quali mezzi attuatori.
Si sottolinea in particolare come, anche in questo caso, la molla che contrasta il movimento del cursore, debba essere di forza modesta, poiché la. medesima .deve essere vinta dalla semplice forza generata dall’espansione dell’elemento in spugna; ciò può determinare da un lato degli scatti accidentali del rilevatore, e dall’altro degli inceppamenti del medesimo, quando tra le parti in movimento si determinano significativi attriti di movimento.
Sono infine noti ulteriori dispositivi di sicurezza, del tipo di quelli descritti in DE-C-39 05 66, in cui il rilevatore di perdita d’acqua è posizionato al suolo.
In tal caso, il dispositivo prevede una valvola di intercettazione, posta all’inizio del condotto di caricamento dell’acqua alla macchina di lavaggio, cui è connessa un’estremità di un cavetto; l’altra estremità di tale cavetto è invece vincolata ad una leva a molla, bloccata in condizioni normali da un elemento sensore costituito da un comune cubetto di zucchero, posto sul pavimento.
Quando, a causa di una perdita di qualsiasi natura, un liquido raggiunge la zona di interesse del pavimento, il conseguente scioglimento del cubetto di zucchero libera la leva a molla, che aziona il cavetto e porta in chiusura la valvola di intercettazione.
Anche tale tipo di soluzioni presenta tuttavia una serie di inconvenienti, principalmente dovuti al fatto che il mezzo sensore in zucchero è posizionato al suolo.
Ciò fa si che, ad esempio, l’intervento del dispositivo di sicurezza avvenga anche quando nell’ambiente domestico si verifica un allagamento che non è legato al funzionamento dell’apparato elettrodomestico cui il medesimo è associato; un sensore di concezione del tipo di quella descritta corre infatti il rischio di azionare la valvola di intercettazione anche quando, ad esempio, viene semplicemente lavato il pavimento, o quando si verifica una caduta accidentale di liquido (si pensi al semplice rovesciamento del contenuto di un bicchiere in corrispondenza dell’elemento in zucchero); detto inconveniente e particolarmente fastidioso, se si considera che gli ambienti in cui le sicurezze antiallagamento espletano la loro funzione sono normalmente la cucina e il bagno, ove l’impiego di acqua è assai frequente per vari motivi. ·
In teoria, un sensore in materiale solubile potrebbe essere posizionato nel tipico vassoio di raccolta posto inferiormente alla vasca dell’apparato.
Anche in tale caso, tuttavia, il sensore risulta completamente esposto nell’ambiente, con un conseguente rapido deterioramento e/o la perdita delle necessarie caratteristiche di intervento (si consideri al riguardo che il vassoio di raccolta si trova generalmente in una zona soggetta ad umidità); viste le caratteristiche proprie degli elementi solubili, tale esposizione può dare luogo nel tempo a malfunzionamenti, quali ad esempio un mancato intervento del dispositivo di sicurezza, oppure un intervento del medesimo anche in assenza di perdite d’acqua.
Oltre a ciò si aggiunga il fatto che i materiali solubili del tipo di quello descritto in DE-C-39 05 661 sono caratterizzati da una notevole fragilità; degli occasionali urti al dispositivo, che possono ad esempio avvenire nel corso del trasporto, o una caduta del medesimo, ad esempio nel corso della sua installazione, possono determinare la rottura dell’elemento in materiale solubile, con la conseguente necessità di sostituzione del medesimo.
Tali rischi di rotura sussisterebbero anche nel corso della normale vita del dispositivo, anche quando questo fosse alloggiato all’interno del vassoio di raccolta dell’apparato, a causa delle continue vibrazioni di funzionamento dell’apparato stesso (si pensi alla fase di centrifuga di una lavabiancheria) o alle occasionali sollecitazioni meccaniche cui l’apparato può essere sottoposto (si pensi alla chiusura violenta dello sportello di una lavastoviglie). Si noti inoltre che il tempo di intervento necessario per ottenere un sufficiente scioglimento dell’elemento sensore è in genere eccessivo rispetto al rischio di allagamento che si ha con perdite di portata elevata, o comunque ai tempi massimi previsti dalle normative: o dalle specifiche richieste dai produttori di elettrodomestici; in altre parole, l’elemento sensore potrebbe richiedere diverse decine di secondi o addirittura minuti per sciogliersi in modo sufficiente a realizzare l’attuazione del dispositivo, con ciò consentendo un parziale allagamento dell’ambiente domestico.
La presente invenzione si propone di risolvere uno o più degli inconvenienti sopra citati e di indicare un rilevatore di liquido, ed un dispositivo di sicurezza antiallagamento impiegante tale rilevatore, di realizzazione migliorata, più efficiente, compatta ed economica rispetto ai dispositivi noti che adempiono alle medesime funzioni.
In tale ambito generale, uno scopo della presente invenzione è quello di indicare un rilevatore di liquido ed un dispositivo di sicurezza antiallagamento impiegante tale rilevatore, impieganti mezzi sensori di perdita avente dimensioni e costi contenuti rispetto ai dispositivi noti che adempiono alle medesime funzioni, in particolare anche per il caso in cui i mezzi sensori utilizzati siano della stessa tipologia impiegata secondo la tecnica nota.
Un altro scopo della presente invenzione è quello di indicare un rilevatore di liquido ed un dispositivo di sicurezza antiallagamento impiegante tale rilevatore, che abbiano un costo contenuto rispetto a dispositivi noti che adempiono alle medesime funzioni.
Un altro scopo della presente invenzione è quello di indicare un rilevatore di liquido ed un dispositivo di sicurezza antiallagamento impiegante tale rilevatore i mezzi sensori dei quali non debbano generare forze, o spinte, necessarie per produrre un’attuazione necessaria al funzionamento del rilevatore o del dispositivo di sicurezza, quest’ultima essendo demandata ad altri componenti del medesimo.
Un altro scopo della presente invenzione è quello di indicare un rilevatore di liquido ed un dispositivo di sicurezza antiallagamento impiegante tale rilevatore che possano ganintire una forza di attuazione, e quindi una certezza di intervento, maggiore rispetto ai dispositivi noti che adempiono alle medesime funzioni, pur impiegando dei mezzi sensori di liquido di dimensioni inferiori rispetto all’arte nota.
Un altro scopo della presente invenzione è quello di indicare un rilevatore di liquido ed un dispositivo di sicurezza antiallagamento impiegante tale rilevatore in cui possano essere utilizzati degli elementi elastici o molle in grado di sviluppare forze maggiori rispetto agli elementi elastici utilizzati nei dispositivi noti che adempiono alle medesime funzioni, al fine di consentire una maggiore certezza di intervento.
Per raggiungere uno o più di tali scopi, formano oggetto della presente invenzione un rilevatore di liquido ed un dispositivo di sicurezza antiallagamento incorporanti le caratteristiche delle rivendicazioni allegate che formano parte integrante della presente descrizione.
Ulteriori scopi, caratteristiche e vantaggi della presente invenzione risulteranno chiari dalla descrizione particolareggiata che segue e dai disegni annessi, fomiti a puro titolo di esempio esplicativo e non limitativo, in cui:
- la Fig. 1 rappresenta schematicamente una possibile applicazione di un rilevatore di liquido secondo la presente invenzione, in abbinamento ad un dispositivo di sicurezza antiallagamento montato su di una macchina di lavaggio di tipo domestico;
- la Fig. 2 rappresenta schematicamente in sezione una prima possibile forma realizzativa di un dispositivo di sicurezza antiallagamento comprendente un rilevatore di liquido secondo la presente invenzione, in una prima condizione operativa;
- la Fig. 3 rappresenta schematicamente in sezione il dispositivo di sicurezza di Fig. 2 in una seconda condizione operativa;
- la Fig. 4 rappresenta schematicamente in sezione un rilevatore di liquido di un dispositivo di sicurezza antiallagamento in accordo ad una seconda possibile forma realizzativa della presente invenzione, in una prima condizione operativa;
- la Fig. 5 rappresenta schematicamente in sezione il rilevatore di liquido di Fig. 4 in una seconda condizione operativa;
- la Fig. 6 rappresenta schematicamente in sezione un rilevatore di liquido di un dispositivo di sicurezza antiallagamento in accordo ad una terza possibile forma realizzativa della presente invenzione, in una prima condizione operativa;
- la Fig. 7 rappresenta schematicamente in sezione il rilevatore di liquido di Fig. 6 in una seconda condizione operativa.
In Fig. 1, viene rappresentata in modo schematico una macchina di lavaggio domestica 1, ad esempio una lavastoviglie, equipaggiata con un dispositivo di sicurezza antiallagamento 2 che integra un rilevatore di liquido 3 secondo una possibile soluzione realizzatila della presente invenzione.
Si noti che in tale figura viene semplicemente illustrata la struttura generale di un dispositivo di sicurezza 2 e del relativo rilevatore di liquido 3 e che varie possibili forme realÌ2zative di quest’ultimo, secondo la presente invenzione, saranno illustrate e descritte con riferimento alle figure successive; a tale riguardo si tenga presente che le forme e/o dimensioni e/o proporzioni dei componenti illustrati in Fig. 1, ed in particolare del rivelatore 3, debbono intendersi puramente schematiche.
Come si nota, il dispositivo di sicurezza 2 presenta un corpo valvola 4 che è collegato, tramite un raccordo a ghiera 5, ad una presa R della rete idrica; entro il corpo valvola 4 sono disposti dei mezzi di intercettazione del flusso dell’acqua, che saranno in seguito descritti. Il dispositivo 2 presenta un primo condotto interno 6, per il caricamento dell’acqua dalla rete idrica; la prima estremità di tale condotto 6 è collegata al corpo valvola 4, mentre la seconda estremità del condotto 6 è collegata, tramite un raccordo a ghiera 7, all’ingresso di una elettrovalvola 8, del tipo normalmente utilizzata per il controllo del caricamento di acqua ad una macchina di lavaggio; con 9 è indicata un tubatura, che collega l’uscita dell’elettrovalvola 8 ad una vasca 10 della macchina di lavaggio; l’elettrovalvola 8 non viene qui descritta in dettaglio, in quanto in sé nota nella forma e nel funzionamento.
Inferiormente alla vasca di lavaggio 10 è previsto un vassoio di raccolta 11.
Il dispositivo 1 comprende altresì un tubo esterno 6A, che si diparte dal corpo valvola 4 e' termina all’interno del mobile 1A della macchina 1, ad un livello superiore rispetto al vassoio 11. Tale tubo esterno 6A circonda il condotto interno 6 ed è aperto alla sua estremità inferiore, in modo tale che delle perdite eventualmente dovute alla rottura del condotto interno 6 possano essere convogliate al vassoio 11.
Preferibilmente il condotto interno 6 è in gomma rinforzata, mentre il tubo esterno 6A è del tipo corrugato in materiale plastico.
Il rilevatore di liquido secondo l’invenzione, indicato con 3, è posizionato nella parte più bassa del vassoio di raccolta 11; come si intuisce, quindi, il vassoio 11 è atto a ricevere per gravità le eventuali perdite di acqua dovute a malfunzionamenti di componenti interni alla macchina 1 (quali una rottura della vasca 10), ovvero alla rottura del condotto di caricamento 6.
Con 12 viene indicato un elemento di trasmissione, avente la funzione di trasferire dal rilevatore 3 ai mezzi di intercettazione interni al corpo valvola 4 un idoneo controllo, indicativo del fatto che è in corso una perdita di liquido.
L’elemento di trasmissione 12 si estende quindi tra il rilevatore 3 ed il corpo valvola 4; preferibilmente, almeno un tratto dell’elemento di trasmissione 12 percorre l’intercapedine definita tra il condotto interno 6 ed in tubo esterno 6A.
Nelle Figg. 2 e 3 viene illustrata una prima possibile forma realizzativa di un rilevatore di liquido secondo la presente invenzione, abbinato ad un dispositivo di sicurezza anti allagamento 1 di un primo tipo.
Come si nota nella parte di destra delle Figg. 2 e 3, il dispositivo di sicurezza secondo la forma realizzativa proposta è provvisto di una valvola di intercettazione ad azionamento pneumatico, del tipo normalmente aperto, posta lungo il condotto di caricamento 6 dell’acqua alla macchina di lavaggio.
Detta valvola, che è posta entro il corpo valvola 4, comprende un otturatore 20, che è soggetto superiormente alla spinta di una molla a spirale M ed è posto entro il condotto interno 6; l’otturatore 20 presenta un elemento di occlusione 20A, di forma sostanzialmente doppio tronco-conica, lungo la circonferenza massima del quale è previsto un anello di tenuta 20B; l’elemento di occlusione 20A, in particolare in corrispondenza del proprio anello di tenuta 20B, è di dimensioni tali da poggiare su un sottostante restringimento S del condotto 6 entro il quale l’elemento di occlusione stesso risulta posizionato; come si intuisce, la chiusura dell’elemento di occlusione 20A sul restringimento S deteimina la chiusura del condotto 6, e quindi l’interruzione di un flusso di acqua verso la macchina di lavaggio.
L’otturatore 20 presenta una parte ad asta 20C, la cui estremità inferiore risulta inserita in una camera ermetica 21, e appoggiata su di un elemento di sostegno 22, che definisce una parete mobile della stessa camera ermetica 21; tra l’elemento di sostegno 22 ed una parete 4B del corpo valvola 4 è posto un elemento elastico 23, quale una molla a spirale.
In condizioni di normale funzionamento, quindi, l’elemento 22 può mantenere, sotto l’azione della molla 23, l’otturatore 20 in una posizione di apertura del condotto 6, in contrasto all’azione della molla M.
Si noti che, lungo la parte ad asta 20C dell’otturatore 20 sono previsti opportuni mezzi di tenuta 20D rispetto alla camera 21 (quali una o più guarnizioni del tipo O-Ring), e che sulla parete 4B è prevista un’apertura 4C per l’eventuale sfiato dell’aria presenta tra l’elemento di sostegno 22 e la stessa parete 4B.
Con 12’ è indicato un tubetto, in comunicazione con la camera 21, la cui funzione sarà in seguito chiarita.
Nella parte sinistra delle Fig. 2 e 3 con 3A è indicato nel suo complesso il rilevatore di liquido secondo l’invenzione, che nel caso specifico è anche atto a generare una pressione pneumatica atta a produrre la chiusura dell’ otturatore 20.
Il rilevatore 3A presenta un corpo in materiale preferibilmente termoplastico, nel quale è definita una camera 30 che alloggia un pistone o stantuffo 31; lo stantuffo 31 presenta uno stelo centrale 31 A ed un piattello 31B, lungo la circonferenza esterna del quale è posta una guarnizione 31C, atta ad operare una tenuta sulla superficie interna della camera 30.
11 piattello 31B presenta altresì, sulla superficie opposta allo stelo 31 A, un riscontro per il posizionamento di una molla a spirale 32, che opera appunto tra il piattello 31B e la parete di fondo della camera 30.
La parete opposta della camera 30 presenta un passaggio centrale, attraverso il quale una porzione dello stelo 31 A fuoriesce dalla camera 30; su tale porzione dello stelo 31A è definita una cavità o sede di aggancio 33; si noti che possono essere eventualmente previsti dei mezzi di tenuta, operanti tra lo stelo 31 A e la camera 30, non rappresentati in figura per semplicità.
In condizioni di normale funzionamento del dispositivo, nella cavità di aggancio 33 risulta impegnato un dente 34A, presente in una cavità ricavata in un cursore 34, il quale è suscettibile di movimento in direzione trasversale, o perpendicolare, rispetto allo stelo 31 A; in tale posizione di aggancio, come illustrata in Fig. 2, il piattello 31B mantiene la molla 32 in compressione.
Il cursore 34 è sostenuto nella normale posizione di lavoro da un sottostante elemento sensore o di sostegno 35, in spugna anidra e compressa, contro l’azione di una molla a spirale Μ1, operante tra l’estremità superiore del cursore 34 stesso ed una superficie del corpo del rilevatore 3A.
L’ elemento in spugna 35 è alloggiato in una camera 36 dotata di aperture laterali 36A per l’ingresso di eventuale acqua di perdita; la parete inferiore 36B della camera 35 presenta almeno un rilevo a punta 36C, rivolto verso l’elemento in spugna 35 e posto in corrispondenza del punto di posizionamento di quest’ultimo; parimenti, nell’estremità del cursore 34 che poggia sull’elemento in spugna 35 è definito un rilevo a punta 34B.
Come si nota, quindi, l’elemento in spugna 35 risulta piantato tra i due suddetti rilievi a punta 36C e 34B, ed ivi mantenuto in posizione.
Sempre nella parte di sinistra di Fig. 2, con 12’ viene indicato la seconda estremità del già citato tubetto, che quindi collega la camera 30 del rilevatore 3 A con la camera 21 del corpo valvola 4, in cui è alloggiato l’otturatore 20 ad azionamento pneumatico.
Come si vede, quindi, il tubetto 12’ realizza l’elemento di trasmissione 12 di Fig. 1.
Da quanto sopra, si intuisce come l’insieme della camera 30, del pistone 31 e della molla 32 costituisca un cilindro pneumatico, atto a generare una pressione d’aria utilizzata, ai fini dell’attuazione della suddetta valvola di intercettazione del flusso dell’acqua alla macchina di lavaggio.
Il funzionamento del dispositivo di sicurezza antiallagamento di cui alle Figg. 2-3, in condizioni di normale funzionamento, è il seguente.
Stante l’apertura del rubinetto R della rete idrica a cui il dispositivo 2 è connesso, l’acqua è libera di fluire entro condotto di carico 6.
Tale flusso di acqua viene abilitato dall’apertura dell’elettrovalvola di carico 8, posta internamente alla macchina di lavaggio 1; tale elettrovalvola 8 è controllata in modo noto, dal sistema di controllo della macchina stessa.
In tale situazione, come detto, l’elemento di sostegno 22 mantiene l’otturatore 20 in apertura del condotto 6, ed in tal modo l’acqua dalla rete idrica può raggiungere la macchina di lavaggio; al termine di ciascuna fase di caricamento di acqua, il sistema di controllo della macchina provvede a comandare la chiusura dell’elettrovalvola 8.
Nel caso in cui si verifichi una perdita, dovuta a rottura del condotto 6 o di un componente interno della macchina di lavaggio, deil’acqua raggiunge il vassoio di raccolta entro il quale il rilevatore 3 A è alloggiato; tale acqua è quindi libera di entrare in contatto, attraverso le aperture 36A, con l’elemento in spugna 35.
L’elemento in spugna 35, assorbendo l’acqua, aumenta rapidamente di volume, secondo una direzione di espansione sostanzialmente perpendicolare rispetto alla direzione di movimento del cursore 34 e di rilascio della molla Μ1 (come evidenziato in Fig. 3).
In tal modo si determina una perdita delle caratteristiche iniziali di solidità dell’elemento in spugna 35, ossia un suo cedimento o diminuzione della sua consistenza; tale cedimento viene favorito dalla spinta verso il basso prodotta dal cursore 34, reazionato all’uopo dalla relativa molla M1, e dalla presenza della punta di estremità 34B del cursore 34.
A seguito di tale cedimento, l’elemento 35 non è più in grado di esercitare la propria funzione di trattenimento o sostegno del cursore 34, il quale quindi può scorrere verso il basso, sino a che il dente 34A si libera dalla cavità o sede di aggancio 33 dello stelo 31 A.
Sotto l’azione della molla 32, il pistone 31 si muove quindi rapidamente, da destra a sinistra, con riferimento alle figure; tale movimento genera un pressione dell’aria entro la camera 30, che trova sfogo nel tubetto 12’ sino alla camera 21; si noti che, ad esempio nella parete della camera 30 su cui poggia la molla 32, è prevista un’apertura di passaggio per l’aria (non rappresentata), onde evitare depressioni durante il movimento del pistone 31.
La compressione dell’aria nella camera 21 definita nel corpo valvola 4 è tale da vincere Fazione contraria della molla 23, e degli eventuali attriti, e produrre di conseguenza una traslazione orizzontale dell’elemento di sostegno 22, consentita dalla presenza dell’apertura 4C della parete 4B, che opera quale sfogo per l’aria.
In tal modo, venendo a mancare il necessario sostegno per l’otturatore 20, quest’ultimo può spostarsi verso il basso, sino a che l’elemento di occlusione 20A, con il relativo anello di tenuta 20B non giunga in appoggio sul restringimento S, e sia ivi mantenuto dalla pressione dell’acqua in ingresso al condotto 6 e dalla molla M; il condotto 6 risulta in tal modo chiuso, e ciò impedisce l’ulteriore afflusso di acqua alla macchina di lavaggio.
La suddetta situazione di intervento del dispositivo è illustrata in Fig. 3.
E’ chiaro che il rilevatore 3 A realizzato secondo quando descritto con riferimento alle Figg.
2 e 3 consente di ottenere vantaggi sostanziali rispetto all’arte nota.
Secondo l’invenzione, e a differenza dell’arte nota, l’elemento in spugna 35 non è utilizzato per generare la forza necessaria a produrre lo spostamento di un dato organo del dispositivo di sicurezza; al contrario, tale elemento 35 è impiegato per mantenere o sostenere tale organo (rappresentato dal cursore 34) in una determinata posizione, eventualmente in contrasto all’azione di un elemento elastico (rappresentato dalla molla Μ1), e per consentire al medesimo organo di spostarsi a seguito dell’espansione dell’elemento 35.
Come in precedenza accennato, la forza generabile dall’espansione di un elemento in spugna, o da più elementi in spugna posti in serie tra loro, è assai modesta; al contrario, un elemento in spugna è, in condizioni anidre, capace di contrastare, lungo sue superfici perpendicolari a quelle rivolte nella verso di espansione, una forza esterna di parecchie volte superiore a quella generabile dall’espansione stessa. Ad esempio, un medesimo elemento in spugna può generare, lungo la sua direzione di espansione, una forza di alcuni ettogrammi, ma è in grado di contrastare, in condizioni anidre e secondo un direzione sostanzialmente perpendicolare a quelle di espansione, forze esterne di alcuni chilogrammi (un elemento in spugna anidra compressa avente dimensioni di circa 20 x 10 x 7 mm è in grado di sopportare un peso di circa 30 Kilogrammi).
In base alle suddette considerazioni, secondo l’invenzione, l’elemento sensore è quindi previsto per:
- quando asciutto, mantenere in una certa posizione, a mezzo di sue due superfici perpendicolari o comunque angolate rispetto al verso di espansione, un rilevatore suscettibile di movimento; in tali condizioni, l’elemento sensore si oppone lungo le suddette due superfici alla forza di movimento dell’organo;
- quando bagnato, e quindi a seguito dell’espansione e/o rammollimento, consentire al detto organo di muoversi; in tali condizioni l’espansione determina una notevole riduzione della consistenza dell’elemento sensore lungo le suddette due superfici, ovvero una riduzione della capacità dell’elemento sensore stesso ad opporsi alla forza di movimento dell 'organo.
Pertanto, secondo l’invenzione, l’elemento sensore 35 viene orientato opportunamente all’inteno del rilevatore 3, in modo tale che la sua espansione avvenga in una direzione sostanzialmente perpendicolare o comunque angolata rispetto alla direzione di movimento del cursore 34.
Nel caso specifico degli esempi raffigurati, le due suddette superfici sono quelle superiore ed inferiore dell’elemento in spugna 35; la superficie inferiore poggia sulla parete 36B della camera 36, mentre sulla superficie superiore poggia il cursore 34; in base a qu∑into in precedenza chiarito, quindi, l’elemento 35 è in grado di mantenere agevolmente il cursore 34 in condizione di aggancio del dente 34A alla sede 33, nonostante l’azione della molla Μ1. Si noti che i rilievi a punta 36C e 34B adempiono l’importante funzione di mantenere nella corretta posizione operativa l’elemento in spugna 35, senza tuttavia determinare ostacoli alla sua espansione.
Da quanto sopra, risulta quindi chiaro come le dimensioni dell’elemento in spugna 35 possano essere nettamente inferiori a quelle dei settori di spugna anidra utilizzati in rilevatori di liquido noti che adempiono alle medesime funzioni, ad esempio del tipo di quello indicato nella Fig. 3 di DE-A-3743 842.
Nel gruppi noti, infatti, all’elemento in spugna è demandata la generazione di una forza atta a produrre l’attuazione del dispositivo; per tale motivo, l’elemento in spugna previsto secondo l’arte nota deve essere di dimensioni sufficienti allo scopo; nel caso della presente invenzione, al contrario, l’elemento 35 può essere di dimensioni nettamente inferiori, in quanto ad esso viene demandata una semplice funzione di sostegno.
In considerazione del fatto che l’elemento in spugna secondo l’invenzione è in grado di sopportare carichi di parecchi chilogrammi, appare poi chiaro che la molla Μ1, atta a produrre il movimento del cursore 34, possa essere di tipo atto a generare una forza nettamente superiore rispetto alle forze ottenibili secondo l’arte nota; ciò consente una maggiore certezza di intervento del rilevatore delle Fig. 2 e 3.
Al riguardo va anche sottolineato come, nel rilevatore secondo l’invenzione, l’elemento 35 è previsto, quando asciutto, per contrastare la forza di espansione o rilascio di un elemento elastico (M1) e, quando bagnato, per consentire a tale elemento elastico (M1) di espandersi o rilasciarsi. AI contrario, nelle soluzioni secondo l’arte nota, un elemento in spugna è disposto per consentire, quando asciutto, la condizione di rilascio o espansione di un elemento elastico e, quando bagnato, per comprimere tale elemento elastico.
Inoltre nell’arte nota non vi sono esempi in cui i mezzi otturatori penetrano all’interno dello spazio occupato dal sensore di perdite 21, quando questo si trova in condizioni di asciutto. Nelle Figg. 4 e 5 viene illustrata una seconda possibile forma realizzativa di un rilevatore di liquido, in particolare in abbinamento con un secondo tipo di dispositivo di sicurezza antiallagamento.
In tale caso il dispositivo di sicurezza antiallagamento è provvisto di una valvola di intercettazione ad azionamento meccanico, del tipo normalmente aperto, posta lungo il condotto di caricamento dell’acqua alla macchina di lavaggio
In Fig. 4, con 3B è indicato nel suo complesso il rilevatore secondo l’invenzione, il quale è anche atto a generare la trazione di un cavetto necessario a produrre la chiusure, di una valvola di intercettazione ad azionamento meccanico, posta nel corpo valvola 4. Tale valvola può essere di realizzazione in sé nota, ed in particolare del tipo descritto in DE-A-4402 502. Il rilevatore 3B presenta un corpo preferibilmente in materiale termoplastico, nel quale è definita una sede 30’ per un organo scorrevole 31; l’organo 31 presenta uno stelo centrale 31 A’ ed un piattello 31 B'
Il piattello 31B’ presenta altresì, nella sua porzione inserita entro la camera 30’, una flangia o riscontro per il posizionamento di una molla a spirale 32’, che opera appunto tra il piattello 31B’ e la parete di fondo della camera 30’.
La parete opposta della camera 30’ presenta un passaggio centrale, attraverso il quale una porzione dello stelo 31 A’ fuoriesce dalla camera 30’; tale porzione dello stelo presenta una cavità di aggancio 33’.
In condizioni di normale funzionamento del dispositivo, nella cavità 33’ risulta impegnato un dente 34A’, presente in una cavità ricavata in un cursore 34’, che è suscettibile di movimento in direzione trasversale, o perpendicolare, rispetto allo stelo 31 A’; in tale posizione di aggancio, il piattello 31B’ mantiene la molla 32’ in compressione.
Il cursore 34’ è sostenuto nella normale posizione di lavoro da un elemento sensore o di sostegno 35 in spugna anidra e compressa, contro l’azione di una molla a spirale Μ1’, operante tra un’estremità del cursore 34’ stesso ed una superficie del corpo del rilevatore 3B. L’elemento in spugna 35 è alloggiato in una camera 36’ dotata di aperture laterali 36 A’ per l’ingresso di eventuale acqua di perdita; la parete inferiore 36B’ della camera 35’ presenta almeno un rilevo a punta 36C’, rivolto verso l’elemento in spugna 35 e posto in corrispondenza del punto di posizionamento di quest’ultimo; parimenti, nell’estremità del cursore 34’ che poggia sull’elemento in spugna 35 è definito un rilevo a punta 34B’.
Come si nota, quindi, l’elemento in spugna 35 risulta piantato tra i due suddetti rilievi a punta 36C’ e 34B’, ed ivi mantenuto in una precisa posizione.
All’estremità dello stelo 31A’ che si trova entro la sede 30’ è solidale un cavetto 37’, posto in una apposita guaina 12”; l’altra estremità di tale cavetto 37 è connessa ad un elemento meccànico di blòcco, non rappresentato, che màntiené la valvola di intercettazione ad azionamento meccanico, presente nel corpo valvola 4 del dispositivo di sicurezza antiallagamento, in posizione di apertura (come detto, per maggiori dettagli su di una possibile forma realizzativa di tale valvola e del relativo elemento meccanico di blocco, si rimanda a DE-A-4402 502).
In questo caso, quindi, il cavetto 37’ e la relativa guaina 12” realizzano l’elemento di trasmissione 12 di Fig. 1.
Il . funzionamento del rilevatore di liquido di cui alle Figg. 4-5, in condizioni di normale funzionamento, è il seguente.
Stante l’apertura del rubinetto R delle rete idrica cui il dispositivo 2 è connesso, l’acqua è libera di fluire entro condotto di carico 6.
Tale flusso di acqua viene abilitato dall’apertura dell’elettrovalvola di carico 8, posta internamente alla macchina di lavaggio 1 ; tale elettrovalvola 8 è controllata in modo noto, dal sistema di controllo della macchina stessa.
In tale situazione, il citato elemento di blocco mantiene la valvola meccanica posta entro il corpo valvola 4 del dispositivo 2 in apertura del condotto 6, ed in tal modo l’acqua dalla rete idrica può raggiungere la macchina di lavaggio; al termine di ciascuna fase di caricamento di acqua, il sistema di controllo della macchina provvede a comandare la chiusura dell’elettrovalvola 8.
Nel caso in cui si verifichi una perdita, dell’acqua raggiunge il vassoio di raccolta 11 entro il quale il rilevatore 3B è alloggiato; tale acqua è quindi libera di entrare in contatto, attraverso le aperture 36A’ della camera 36’, con l’elemento in spugna 35; l’elemento 35, assorbendo l’acqua, aumenta rapidamente di volume, secondo una direzione di espansione sostanzialmente perpendicolare rispetto alla direzione di movimento del cursore 34’ e di rilascio della molla Μ1 (come evidenziato in Fig. 5).
Anche in questo caso; quindi, si determina una perdita delle caratteristiche iniziali di solidità dell’elemento in spugna 35, ossia un suo cedimento o diminuzione della sua consistenza; tale cedimento viene favorito dalla spinta verso il basso prodotta dal cursore 34’, reazionato all’uopo dalla relativa molla Μ1. A seguito di tale cedimento, l’elemento 35 non è più in grado di esercitare la propria funzione di trattenimento o sostegno del cursore 34’, il quale quindi può scorrere verso il basso, sino a che il dente 34A’ si libera dalla cavità di aggancio 33’ dello stelo 31 A’.
Sotto l’azione della molla 32’, l’organo scorrevole 31 ’ si muove quindi rapidamente, da sinistra a destra, con riferimento alle figure 4 e 5; tale movimento genera una trazione del cavetto 37’ che produce uno spostamento del citato elemento di blocco, tale da liberare la valvola di intercettazione, che può quindi chiudersi determinando l’interruzione deÌl’ulteriore afflusso di acqua alla macchina di lavaggio.
La situazione di intervento del rilevatore 3B viene illustrata in Fig. 5.
E’ chiaro che anche il gruppo sensore 3B realizzato secondo quando descritto con riferimento alle Figg. 4 e 5 consente di ottenere i medesimi vantaggi in precedenza descritti con riferimento alla forma realizzativa delle Figg. 2 e 3; in particolare:
- le dimensioni dell’elemento sensore 35 sono nettamente inferiori a quelle degli elementi in spugna comunemente utilizzati sui rilevatori di liquido noti, ad esempio del tipo di quello indicato in DE-A-4402 502);
- all’elemento sensore 35 non è demandata la generazione di una forza atta a produrre l’attuazione del dispositivo, ma il solo sostegno del cursore 34’ e la rilevazione di una perdita (anche in questo caso, l’elemento 35 è previsto, quando asciutto, per contrastare la fòrza di espansione o rilascio della molla Μ1 e, quando bagnato, per consentire a tale molla M1 ’ di espandersi o rilasciarsi);
- la molla Μ1 , atta<' >a produrre il movimento del cursore 34’, può essere di tipo atto a generare una forza nettamente superiore rispetto alle forze ottenibili dalle molle secondo Parte nota; da ciò consente una maggiore certezza di intervento del rilevatore 3B.
Si noti infine che, considerate le elevate forze sviluppabili secondo l’ invenzione, secondo una variante non raffigurata il cavetto 37’ potrebbe essere collegato ed azionato diretiamente da! cursore 34’.
Nelle Figg. 6 e 7 viene illustrata una ulteriore possibile forma realizzativa di un rilevatore di liquido secondo la presente invenzione, in particolare del tipo atto a comandare elettricamente l’intervento di una valvola di intercettazione remota, facente parte di un dispositivo di sicurezza anti allagamento di un terzo tipo.
In tale caso, il dispositivo di sicurezza è quindi provvisto di una valvola di intercett.izione alimentata elettricamente, oppure pneumaticamente a mezzo di una elettropompa, posta lungo il condotto di caricamento dell’acqua alla macchina di lavaggio; come nei casi precedenti, il rilevatore delle Figg. 6 e 7 è posto in un vassoio di raccolta sistemato inferiormente alla vasca della stessa macchina, ed è elettricamente connesso alla citata valvola elettrica o elettropompa, ovvero è posto lungo il circuito di alimentazione delle medesime.
In Fig. 6, con 3C è indicato nel suo complesso il rilevatore di liquido, che presenta un corpo in materiale preferibilmente termoplastico, nel quale è definita un camera superiore 30” entro la quale è alloggiato un interruttore o deviatore elettrico 31”, dotato di rispettivi terminali elettrici 31 A”.
L’interruttore 31” presenta un contatto di commutazione, indicato con 31B”, il quale risulta posizionato in corrispondenza di un passaggio 32”, che si diparte dalla parete inferiore della carriera 30”.
Con 34” è indicato un cursore, il quale presenta una porzione superiore 34A” inserita nel passaggio 32”, la cui estremità è atta a penetrare nella camera 30” per mantenere il contatto 3 1 B” premuto; il cursore 34” presenta poi una porzione inferiore 34B”, che si estende all’esterno del passaggio 32”.
Il cursore 34” è sostenuto nella normale posizione di lavoro da un elemento sensore o di sostegno 35 in spugna anidra e compressa, posto inferiormente alla porzione 34B”; con Μ1” è indicata una molla a spirale, operante tra la porzione 34B” del cursore 34” e la parete inferiore della camera 30”, la quale molla Μ1” tende a spingere verso il basso il cursore 34”, ovvero sull’elemento in spugna 35.
L’elemento in spugna 35 è alloggiato in una camera 36” dotata di aperture laterali 36A” per l’ingresso di eventuale acqua di perdita; la parete inferiore 36B” della camera 35” presenta almeno un rilevo a punta 36C”, rivolto verso l’elemento in spugna 35” e . posto in corrispondenza del punto di posizionamento di quest’ultimo; parimenti, nell’ estremità del cursore 34” che poggia sull’elemento in spugna 35” è definito un rilevo a punta 34B”.
Come si nota, quindi, l’elemento in spugna 35” risulta piantato tra i due suddetti rilievi a punta 36C” e 34B”, ed ivi mantenuto in una precisa posizione.
Ai terminali 31 A” dell’interruttore 31” sono connessi opportuni conduttori elettrici, non rappresentati, facenti parte del circuito di alimentazione della citata valvola elettrica, ovvero della citata elettropompa, del dispositivo di sicurezza; si consideri al riguardo che la valvola di intercettazione del dispositivo secondo la variante proposta è del tipo normalmente chiuso, ed è connessa in modo noto al sistema di controllo della macchina di lavaggio; all’accensione della macchina di lavaggio, la valvola elettrica viene alimentata, al fine di determinarne la sua apertura; nel caso invece di valvola pneumatica, all’accensione della macchina di lavaggio corrisponde l’accensione della citata elettropompa, che genera aria compressa per mantenere la valvola pneumatica aperta.
In ogni caso, almeno una coppia di conduttori che si estende tra il rilevatore 3C ed il corpo valvola, realizza l’elemento di trasmissione 12 di Fig. 1.
Nell’esempio illustrato in Fig. 6, ossia di pressione del contatto 31B”, l’interruttore 31” è chiuso ed il circuito elettrico di alimentazione della valvola o dell’elettropompa risulta attivo; dell’acqua può quindi liberamente fluire alla macchina di lavaggio.
Nel caso in cui si verifichi invece una perdita, dell’acqua raggiunge il vassoio di raccolta entro il quale il gruppo 3C è posizionato; tale acqua è quindi libera di entrare in. contatto, attraverso le aperture 36A”, con l’elemento in spugna 35.
L’elemento 35, assorbendo l’acqua, aumenta rapidamente di volume, secondo una direzione di espansione sostanzialmente perpendicolare rispetto alla direzione di movimento del cursore 34” e di rilascio della molla Μ1” (come evidenziato in Fig. 7).
In tal modo si determina una perdita delle caratteristiche iniziali di solidità dell’elemento in spugna 35, ossia un suo cedimento o diminuzione della sua consistenza; tale cedimento viene favorito dalla spinta verso il basso prodotta dal cursore 34”, reazionato all’uopo dalla relativa molla Μ1”.
A seguito di tale cedimento, l’elemento 35 non è più in grado di esercitare la propria azione di trattenimento o sostegno del cursore 34”, il quale quindi può scorrere verso il basso; in tal modo, il contatto 31 A”, non più premuto, è libero di commutare, anche sotto l’azione di un elemento elastico interno all’interruttore 31” stesso.
Tale commutazione determina l’apertura dell’interruttore 31” e del circuito di alimentazione della valvola elettrica o dell’elettropompa, così determinando l’ interruzione dell’ulteriore afflusso di acqua alla macchina di lavaggio.
La suddetta situazione di intervento del gruppo 3C” è illustrata in Fig. 7.
E’ naturalmente chiaro che, per altre applicazioni, il contatto 31B” dell’interruttore 31” potrebbe essere del tipo normalmente chiuso, anziché del tipo normalmente aperto come in precedenza esemplificato.
E’ anche chiaro che il gruppo sensore realizzato secondo le Figg. 6 e 7 consente di ottenere i medesimi vantaggi in precedenza descritti con riferimento alle forme realizzativa di cui alle Figg. 2-5, in quanto:
- le dimensioni dell’elemento sensore 35 sono nettamente inferiori a quelle dei galleggianti e dei settori di spugna anidra comunemente utilizzati sui rilevatori noti per dispositivi di sicurezza ad azionamento elettrico;
- all’elemento sensore 35 non è demandata la generazione di una forza atta a produrre la commutazione di un interruttore, ma il solo sostegno del cursore 34” e la rilevazione di una perdita (anche in questo caso, l’elemento 35 è previsto, quando asciutto, per contrastare la forza di espansione o rilascio della molla Μ1” e, quando bagnato, per consentire a tale molla Μ1” di rilasciarsi);
- la molla Μ1”, atta a produrre il movimento del cursore 34”, e la molla di contrasto al movimento del contatto 31 A” possono essere di tipo atto a generare una forza nettamente superiore rispetto alle forze ottenibili dalle molle secondo l’arte nota; ciò consente una maggiore certezza di intervento del rilevatore 3C.
Al riguardo di tale ultimo aspetto, si segnala come lungo la porzione superiore 34A” del cursore 34” potrebbero vantaggiosamente essere previsti idonei mezzi di tenuta, ad esempio in forma di guarnizioni di tipo O-Ring, per isolare ulteriormente l’interruttore elettrico 31” dalla camera 36”.
Si noti che, per i motivi più volte chiariti, la molla Μ1” può essere di forza notevole, sicché l’effetto di eventuali attriti nel movimento del cursore 34”, dovuti alla presenza dei mezzi di tenuta resilienti, risultano del tutto ininfluenti.
E’ chiaro che l’elemento sensore o di sostegno 35 può anche essere realizzato in un materiale diverso dalla spugna anidra, quale ad esempio una carta opportuna, o un impasto di fibre, o materiali di origine vegetale, o un ricavato della cellulosa (eventualmente comprensivo di opportuni agenti leganti e/o conservanti), o, più in generale, un qualsiasi materiale soggetto, in· caso di imbibimento, ad una rapida diminuzione della propria consistenza ovvero un rapido cedimento o perdita delle caratteristiche iniziali di solidità. Tale materiale può essere di tipo poroso o permeabile, e in generale caratterizzalo da una tensione superficiale capillare che ne faciliti l’assorbimento di liquido.
Tale materiale dovrebbe inoltre avere caratteristiche meccaniche sufficienti per resistere a sollecitazioni dovute ad urti e/o cadute a cui il rilevatore potrebbe essere occasionalmente soggetto, ad esempio durante il trasporto e/o la vendita (si consideri al riguardo che, ad esempio, i rilevatori di liquido e/o i dispositivi di sicurezza antiallagamento sono spesso venduti come parti di ricambio, in negozi o grandi magazzini, e quindi soggetti a manipolazioni); in particolare, il materiale costituente l’elemento sensore 35 dovrebbe resistere a cadute del dispositivo 1 da altezze nell’ordine di almeno un metro.
Per il motivo suddetto, l’elemento 35 dovrebbe essere di tipo non solubile, stante la fragilità di tale tipo di materiali.
Si noti inoltre che, per consentire ad un organo mobile di essere sostenuto tramite un sensore di perdita di tipo solubile, a quest’ultimo dovrebbe essere conferito un elevato grado di robustezza, e a tal fine il materiale solubile verrebbe ad avere una elevata compattezza e densità; tale necessità ridurrebbe però notevolmente la capacità e rapidità di scioglimento del sensore, determinando in tal modo un intervento ritardato del rilevatore, con i rischi derivanti.
Dalla descrizione effettuata risultano pertanto chiare le caratteristiche della presente invenzione, così come chiari risultano i suoi vantaggi.
Secondo l’invenzione i mezzi sensori di liquido consentono una realizzazione estremamente compatta del rilevatore.
In tale ottica, si sottolinea infatti come le dimensioni dell’elemento 35 possano essere nettamente inferiori a quelle dei settori di spugna anidra comunemente utilizzati sui dispositivi di sicurezza antiallagamento noti.
Come detto, nei dispositivi noti, ad un elemento in spugna è demandata la generazione di una forza atta a produrre l’attuazione del rilevatore; per tale motivo, l’elemento in spugna previsto nell’arte nota deve essere di dimensioni sufficienti allo scopo, tanto che in alcuni casi più elementi in spugna debbono essere disposti in serie tra loro.
Nel caso della presente invenzione, al contrario, l’elemento 35 può essere di dimensioni nettamente inferiori, in quanto ad esso viene demandata una semplice funzione di sostegno; tale funzione è esercitata dall’elemento 35 lungo una direzione sostanzialmente perpendicolare o comunque angolata rispetto alla sua direzione di espansione.
Come detto, inoltre, nel rilevatore secondo l’invenzione, l’elemento sensore in spugna 35 provvede, quando asciutto, a contrastare la forza di espansione o rilascio di un elemento elastico (Μ1 o Μ1 o Μ1”) e, quando bagnato, consente a tale elemento elastico di espandersi o rilasciarsi; al contrario nelle soluzioni secondo l’arte nota, un elemento in spugna è disposto per consentire quando asciutto la condizione di espansione di un elemento elastico e, quando bagnato, per comprimere tale elemento elastico.
Inoltre nell’arte nota non vi sono esempi in cui i mezzi otturatori penetrano all’interno dello spazio occupato dal sensore di perdite 21, quando questo si trova in condizioni di asciutto. Tale approccio d’uso di un elemento in spugna, opposto a quello ricavabile dall’arte nota, fa si che il medesimo possa essere impiegato per sopportare carichi di parecchi chilogrammi. Da quanto sopra, quindi, appare chiaro come l’elemento 35 secondo l’invenzione possa essere di dimensioni ridotte.
In considerazione del fatto che l’elemento 35 secondo l’invenzione è in grado di sopportare carichi di parecchi chilogrammi, appare poi chiaro che i mezzi elastici Μ1 o Μ1 o Μ1”, a cui l’elemento 35 si oppone, possano essere di tipo atto a generare una forza nettamente superiore rispetto alle soluzioni note; ciò consente un maggiore certezza di intervento del rilevatore; si noti ad esempio, che per il suddetto motivo, l’effetto di eventuali attriti prodotti dalle guarnizioni o simili mezzi di tenuta risultano assolutamente ininfluenti.
Nonostante le sue ridotte dimensioni, inoltre, il materiale costituente l’elemento sensore 35 è in grado di resistere e mantenere inalterate le proprie caratteristiche meccaniche e di rapidità di intervento anche a seguito di urti, cadute o vibrazioni a cui il dispositivo 1 potrebbe essere occasionalmente soggetto, diversamente da quanto potrebbe avvenire nel caso di impiego di materiali solubili.
Da quanto sopra descritto consegue quindi come anche il costo del rilevatore secondo l’invenzione sia particolarmente contenuto, in virtù dell’impiego di elementi semplici, di alta ripetitività industriale e di dimensioni ridotte rispetto all’arte nota.
E' chiaro che numerose varianti sono possibili per l'uomo del ramo al dispositivo di rilevazione, e/o al dispositivo sicurezza antiallagamento che lo integra, descrito come esempio, senza per questo uscire dai principi di novità insiti nell’idea inventiva.
Ad esempio, in una sua forma realizzativa vantaggiosa, l’elemento 35 potrebbe comprendere un involucro pellicolare di resistenza prestabilita alla rottura, ossia tale da resistere alla eventuale e modesta dilatazione della spugna anidra causata dall’umidità ambientale, e da rompersi invece rapidamente quando la spugna viene investita dall’acqua.
Tale involucro, può ad esempio essere costituito da carta con caratteristiche di buona resistenza meccanica alle condizioni igroscopiche di normale funzionamento del dispositivo, ma non sufficiente per resistere alla spinta generata dall’espansione della spugna, quando investita dall’acqua di perdita.
Il detto involucro può essere realizzato in qualunque materiale idoneo, anche in materiale sintetico, con superficie eventualmente traforata e/o con linee di rottura prestabilite, tarate per resistere finché la sollecitazione indotta dall’espansione della spugna, dall’ interno verso l’esterno dello stésso involucro, non superi un determinato valore, che può essere raggiunto solo a seguito dell’espansione dovuta al contatto con acqua.
L’involucro potrebbe essere del tipo parzialmente permeabile e/o previsto per non ricoprire tutte le superfici dell’elemento 35; in particolare, con riferimento all’esempio realizzativo in precedenza fornito, l’involucro potrebbe cingere solo le superfici laterali dell’elemento 35, lasciando invece esposte le superfici superiore ed inferiore dello stesso, che sono a. contatto con il cursori 34 o 34’ o 34” e la parete 36B o 36B’ o 36B” rispettivamente.
Si noti che la presenza del suddetto involucro per l’elemento in spugna 35 non determina praticamente alcun aumento delle dimensioni del medesimo, così da garantire comunque tutti i vantaggi in precedenza elencati.
E’ comunque chiaro che numerose altre varianti sono possibili all’uomo del ramo al dispositivo descritto come esempio, senza per questo uscire dagli ambiti di novità insiti nell’idea inventiva.
Si sottolinea ancora come il rilevatore di liquido secondo la presente invenzione non sia di applicazione esclusiva al settore dei dispositivi di sicurezza antiallagamento; in tale ottica, è chiaro che il rilevatore descritto può trovare vantaggiosa applicazione anche in altri campi, in cui risulti necessario disporre di un rilevatore di liquido del tipo atto a generare un comando di intervento di un dispositivo asservito, quale ad esempio una valvola di intercettazione di un flusso del liquido, o un segnalatore, ed in cui il rilevatore .debba comprendere:
- dei mezzi di attuazione suscettibili di movimento tra una prima posizione, in cui il comando di intervento non risulta generato, ed una seconda posizione, in cui il cornando di intervento risulta generato;
- mezzi sensori atti a rilevare la presenza di liquido e a determinare di conseguenza il passaggio dei mezzi di attuazione dalla prima posizione alla seconda posizione.
In tale ottica, il rilevatore può essere utilizzato per svolgere funzioni di segnalazione e/o attuazione; ad esempio, il rilevatore 3C delle Figg. 6 e 7 potrebbe essere utilizzalo, anziché in abbinamento ad un dispositivo di sicurezza antiallagamento delle tipologie in precedenza descritte, ad un sistema di segnalazione in generale, collegando agli opportuni connettori 31 A” dell’interruttore 31” una spia o lampada di segnalazione; altra possibile forma di impiego è quella di connettere ai terminali 31 A” del rilevatore 3C dei conduttori elettrici facenti parte del circuito di alimentazione di una pompa idraulica, che provveda allo scarico di un liquido, quando la presenza di quest’ultimo viene rilevata nei modi già descritti.
In precedenza si è fatto riferimento all’impiego di spugna anidra di tipo compresso; è tuttavia chiaro che l’elemento sensore 35 secondo l’invenzione potrebbe essere anche in spugna anidra essiccata quando ancora si trovava in condizione espansa; è chiaro che in tale caso, anche se le dimensioni di partenza dell’elemento 35 sono maggiori di quanto in precedenza descritto, il materiale costituente il pezzo . è esattamente il medesimo, e quindi senza alcun incremento dei costi. Anche in tale applicazione, comunque, in caso di contatto con acqua di perdita, l’elemento 35 in spugna anidra già espansa tenderà a cedere rapidamente, senza sostanziali espansioni di volume, proprio in virtù del fatto che il medesimo si trova già in una condizione di espansione.
Come detto, il materiale costituente l’elemento 35 potrà essere di varia natura, purché di tipo atto a realizzare una struttura non fragile, atta al rammollimento quando a contatto con un liquido.
Si segnala infine che, secondo una possibile variante dell’invenzione, in alternativa o in aggiunta ad una molla, il movimento degli organi o cursori 34 e/o 34’ e/o 34” e/o il cedimento dell’elemento 35 potrebbe essere favorito associando a tali cursori un peso, ovvero realizzando tali organi con un materiale avente un peso specifico sufficiente allo scopo.
In tale ottica, quindi, l’elemento sensore 35 è operativo per mantenere o sostenere il cursore 34 e/o 34’ e/o 34” nella rispettiva posizione di riposo in contrasto all’azione di gravità di un peso, posto superiormente all’elemento 35 stesso e/o associato o inerente al cursore 34 e/o 34’ e/o 34”.
Si segnala infine che sulla parete 36B e/o 36B’ e/o 36B” potrebbero essere previsti idonei mezzi, quali ad esempio dei rilievi, per indicare e/o guidare, durante le fasi di montaggio del rilevatore, al corretto orientamento dell’elemento 35, onde evitare un erroneo posizionamento di quest’ultimo, ma senza tuttavia costituire un intralcio alla sua espansione. Un’ulteriore variante potrebbe essere per esempio quella in cui i mezzi di attuazione potrebbero comprendere una coppia di magneti, opportunamente posizionati uno opposto all’altro e presentanti le polarità uguali contrapposte.
In tal caso il cursore 34 sarebbe diviso in due parti distinte, ognuna delle quali comprendente un magnete.

Claims (57)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Rilevatore di liquido, del tipo atto a generare un comando di intervento di un dispositivo asservito, detto rilevatore comprendendo: mezzi di attuazione (34;34’;34”) suscettibili di movimento tra una prima posizione, in cui detto comando di intervento non risulta generato, ed una seconda posizione, in cui detto comando di intervento risulta generato; - mezzi sensori (21) di tipo insolubile, atti a rilevare la presenza di liquido e a causare di conseguenza il passaggio di detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) da detta prima posizione a detta seconda posizione, caratterizzato dal fatto che - in assenza di liquido, detti mezzi sensori (35) sono normalmente operativi per opporsi al passaggio di detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) da detta prima posizione a detta seconda posizione; - a seguito del loro contatto con del liquido, detti mezzi sensori (35), sono atti a diminuire di consistenza o solidità, per consentire a detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) di assumere detta seconda posizione.
  2. 2. Rilevatore, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori (35) sono normalmente operativi per mantenere o sostenere detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) in detta prima posizione in contrasto all’azione di una forza.
  3. 3. Rilevatore, secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detta forza è prodotta da mezzi elastici (Μ1 ;Μ1 ;Μ1”).
  4. 4. Rilevatore, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori (35) sono operativi per mantenere o sostenere detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) in detta prima posizione in contrasto all’azione di una forza di gravità.
  5. 5. Rilevatore, secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detta forza di gravità è indotta da un peso, in particolare associato a detti mezzi sensori (35) e/o associato o inerente a detti mezzi di attuazione (34;34’;34”).
  6. 6. Rilevatore, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che sono previsti mezzi di sostegno che mantengono detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) in detta prima posizione, detti mezzi di sostegno essendo realizzati da detti mezzi sensori (35).
  7. 7. Rilevatore, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori (35) sono realizzati con un materiale soggetto, in caso di imbibimento, ad un rammollimento e/o una rapida diminuzione della propria consistenza o delle sue caratteristiche iniziali di solidità.
  8. 8. Rilevatore, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori (35) sono realizzati con un materiale avente caratteristiche meccaniche atte a resistere a sollecitazioni dovute ad urti e/o cadute e/o vibrazioni a cui il rilevatore (3;3A;3B;3C) può essere occasionalmente soggetto.
  9. 9. Rilevatore, secondo la rivendicazione 6 o 7, caratterizzato dal fatto che detto materiale comprende carta e/o un impasto di fibre e/o un materiale di origine vegetale e/o un ricavato della cellulosa, con l’eventuale aggiunta di agenti leganti e/o conservanti.
  10. 10. Rilevatore, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto materiale è di tipo poroso o permeabile e/o presentante una tensione superficiale capillare che faciliti l’assorbimento di liquido.
  11. 11. Rilevatore, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratteri::zato dal fatto che detto materiale comprende un materiale spugnoso.
  12. 12. Rilevatore, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori comprendono un elemento in spugna anidra (35).
  13. 13. Rilevatore, secondo una o più rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto materiale o spugna anidra (35) è di tipo compresso, in particolare essiccato. -
  14. 14. Rilevatore, secondo la rivendicazione 7 o 12, caratterizzato dal fatto che detto materiale o spugna anidra (35) è di tipo espanso.
  15. 15. Rilevatore, secondo la rivendicazione 1 o 12, caratterizzato dal fatto che almeno una parte di detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) è direttamente a contatto con e/o in appoggio su detti mezzi sensori o elemento in spugna (35).
  16. 16. Rilevatore, secondo la rivendicazione 1 o 12, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori o elemento in spugna (35) sono atti ad espandersi di volume in accordo ad una prima direzione sostanzialmente predefinita, quando a contatto con detto liquido.
  17. 17. Rilevatore, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che la consistenza di detti mezzi sensori o elemento in spugna (35) diminuisce in accordo ad una seconda direzione, angolata e/o perpendicolare rispetto a detta prima direzione di espansione.
  18. 18. Rilevatore, secondo le rivendicazioni 15 e 16, caratterizzato dal fatto che la superficie di detti mezzi sensori (35) che è a contatto con detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) è sostanzialmente parallela rispetto a detta prima direzione di espansione.
  19. 19. Rilevatore, secondo le rivendicazioni 15 e 16, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) poggiano su detti mezzi sensori (21) secondo una direzione che è sostanzialmente perpendicolare rispetto a detta prima direzione di espansione.
  20. 20. Rilevatore, secondo la rivendicazione 1 o 12, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori o elemento in spugna (21) non sono previsti per generare forze, o spinte, volte a produrre uno spostamento di detti mezzi di attuazione (34;34’;34”).
  21. 21. Rilevatore, secondo le rivendicazioni 3 e 15, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di attuazione comprendono un elemento scorrevole (34”) e che detti mezzi elastici (Μ1”) operano tra una superficie del corpo di detto rilevatore e l’estremità di detto elemento scorrevole (34”) che è a contatto con e/o in appoggio su detti mezzi sensori o elemento in spugna (35).
  22. 22. Rilevatore, secondo le rivendicazioni 3 e 15, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di attuazione comprendono un elemento scorrevole (34;34’) e che detti mezzi elastici (Μ1;Μ1 ) operano tra una superficie del corpo di detto rilevatore e l’estremità di detto elemento scorrevole (34;34’) che opposta a quella in contatto con e/o in appoggio su detti mezzi sensori o elemento in spugna (35).
  23. 23. Rilevatore, secondo la rivendicazione 1 o 12, caratterizzato dal fatto che sono previsti mezzi di posizionamento (34B,36C;34B’,36C’;34B”,36C”) per mantenere detti mezzi sensori o elemento in spugna (35) nella corretta posizione operativa, senza tuttavia determinare ostacoli o attriti alla sua diminuzione di consistenza e/o espansione.
  24. 24. Rilevatore, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di posizionamento comprendono uno o più rilievi appuntiti (34B,36C; 34B'36C’;34B”,36C”), atti ad essere piantati in detti mezzi sensori o elemento in spugna ® (35).
  25. 25. Rilevatore, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di posizionamento (34B,36C;34B’,36C’;34B”,36C”) comprendono almeno un rilevo a punta (34B;34B’;34B”) definito ad un’estremità di un elemento mobile (34;34’;34”) facente parte di detti mezzi di attuazione.
  26. 26. Rilevatore, secondo la rivendicazione 24, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di posizionamento comprendono almeno un rilevo a punta (36C;36C’;36C”) definito in una parete del corpo di detto rilevatore, in corrispondenza della posizione in cui detti mezzi sensori o elemento in spugna (21) sono posti.
  27. 27. Rilevatore, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori o elemento in spugna (35) comprendono un involucro pellicolare di resistenza prestabilita alla rottura, in particolare tale da resistere ad una eventuale e modesta dilatazione di mezzi sensori o elemento in spugna (35) causata dall'umidità ambientale, e da rompersi invece rapidamente a seguito dell’espansione di detti mezzi sensori o elemento in spugna (35) quando questi vengono a contatto con del liquido.
  28. 28. Rilevatore, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detto involucro comprende carta o un materiale sintetico, con superficie eventualmente traforata e/o con linee di rottura prestabilite.
  29. 29. Rilevatore, secondo la rivendicazione 27 o 28, caratterizzato dal fatto che detto involucro è di tipo parzialmente permeabile e/o previsto per non ricoprire tutte le superfici di mezzi sensori o elemento in spugna (35).
  30. 30. Rilevatore, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto dispositivo asservito è una valvola di intercettazione facente parte di un dispositivo di sicurezza antialiagamento, in particolare per macchine di lavaggio.
  31. 31. Rilevatore, secondo là rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che detti mezzi elastici (Μ1;Μ1 ;Μ1 ') costituiscono un elemento produttore di forze per l’attuazione di detti mezzi di attuazione (34;34’;34”).
  32. 32. Rilevatore, secondo la rivendicazione 5, caratterizzato dal fatto che detto peso costituisce un elemento produttore di forze per l’attuazione di detti mezzi di attuazione (34;34’;34").
  33. 33. Rilevatore, secondo una o più rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di attuazione comprendono una coppia di magneti aventi le loro polarità uguali tra loro contrapposte.
  34. 34. Rilevatore di liquido, del tipo atto a generare un comando di intervento di un dispositivo asservito, detto rilevatore comprendendo: - mezzi di attuazione (34;34’;34”) suscettibili di movimento tra una prima posizione, in cui detto comando di intervento non risulta generato, ed una seconda posizione, in cui detto comando di intervento risulta generato; - mezzi sensori (21) di tipo insolubile, atti a rilevare la presenza di liquido e a causare di conseguenza il passaggio di detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) da detta prima posizione a detta seconda posizione, caratterizzato dal fatto che - in assenza di liquido, detti mezzi sensori (35) sono normalmente operativi per opporsi al passaggio di detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) da detta prima posizione a detta seconda posizione; - a seguito del loro contatto con del liquido, detti mezzi sensori (35), sono atti a lasciare spazio a detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) in modo che questi possano passare da detta prima a detta seconda posizione.
  35. 35. Dispositivo di sicurezza antiallagamento, in particolare per macchine di lavaggio, del tipo comprendente: - un primo condotto (6) di adduzione di un liquido; mezzi di intercettazione (20), operanti su detto primo condotto (6); - un rilevatore di liquido (3A;3B;3C) che, alla rilevazione della presenza di liquido, é atto a generare un comando di intervento per detti mezzi di intercettazione (20), volto a determinare la chiusura di detto primo condotto (6), detto rilevatore di liquido (3A;3B;3C) essendo in posizione remota rispetto a detti mezzi di intercettazione (20); - mezzi di trasmissione (12’;12”;12'''), per trasferire detto comando da detto rilevatore di liquido (3A;3B;3C) a detti mezzi di intercettazione (20); ove detto rilevatore di liquido (3A;3B;3C) comprende: - mezzi di attuazione (34;34’;34”) suscettibili di movimento tra una prima posizione, in cui detto comando di intervento non risulta generato, ed una seconda posizione, in cui detto comando di intervento risulta generato; - riiezzi sensori (21) di tipo insolubile, atti a rilevare la presenza di liquido e a causare di conseguenza il passaggio di detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) da detta prima posizione a detta seconda posizione, caratterizzato dal fatto che - in assenza di liquido, detti mezzi sensori (35) sono normalmente operativi per opporsi al passaggio di detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) da detta prima posizione a detta seconda posizione; - a seguito del loro contatto con del liquido, detti mezzi sensori (35), sono atti a diminuire di consistenza o solidità, per consentire a detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) di assumere detta seconda posizione.
  36. 36. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detto rilevatore di liquido (3A;3B;3C) è realizzato in accordo ad una o più delle rivendicazioni da 1 a 32.
  37. 37. Dispositivo, secondo la rivendicazione 35 o 36, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di intercettazione (20) comprendono una valvola ad azionamento pneumatico.
  38. 38. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che a detto rilevatore di liquido (3A) è associato un sistema per la generazione di una pressione d’aria necessaria a produrre l’intervento di detta valvola e che detti mezzi di rinvio (12’; 12”) comprendono un condotto (12’) per il passaggio di aria.
  39. 39. Dispositivo, secondo la rivendicazione 35 o 36, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di intercettazione (20) comprendono una valvola ad azionamento meccanico.
  40. 40. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di rinvio (12’; 12”) comprendono un cavetto (12”) e che a detto rilevatore di liquido (3B) è associato un sistema per la generazione di una trazione di detto cavetto (12”) necessaria a produrre l’intervento di detta valvola.
  41. 41. Dispositivo, secondo la rivendicazione 35 o 36, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di intercettazione (20) comprendono una valvola ad azionamento elettrico.
  42. 42. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che a detto rilevatore di liquido (3C) è associato un interruttore o deviatore elettrico (31”) atto a produrre una commutazione elettrica necessaria a produrre l’intervento di detta valvola e che detti mezzi di rinvio comprendono conduttori elettrici.
  43. 43. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che su detti mezzi di attuazione (34”) operano mezzi di tenuta, in particolare tipo resiliente, per realizzare una tenuta fra una camera di detto rilevatore (3C) in cui detto interruttore (31”) è alloggiato e detti mezzi sensori o elemento in spugna (35).
  44. 44. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto rilevatore è alloggiato in un vassoio di raccolta (11) situato allinteno di una macchina di lavaggio (1).
  45. 45. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto primo condotto (6) è almeno in parte racchiuso entro un secondo condotto (6A), tra detto primo condotto (6) e detto secondo condotto (6A) essendo definita un’intercapedine, detta intercapedine essendo in particolare atta a far confluire del liquido che eventualmente fuoriesce da detto primo condotto (6) in detto vassoio di raccolta (11).
  46. 46. Dispositivo di sicurezza antiallagamento, in particolare per macchine di lavaggio, del tipo comprendente: - un primo condotto (6) di adduzione di un liquido; - mezzi di intercettazione (20), operanti su detto primo condotto (6); - un rilevatore di liquido (3A;3B;3C) che, alla rilevazione della presenza di liquido é atto a generare un comando di intervento per detti mezzi di intercettazione (20), volto a determinare la chiusura di detto primo condotto (6), detto rilevatore di liquido (3A;3B;3C) essendo in posizione remota rispetto a detti mezzi di intercettazione (20); - mezzi di trasmissione (12,;12”;12’”), per trasferire detto comando da detto rilevatore di liquido (3A;3B;3C) a detti mezzi di intercettazione (20); ove detto rilevatore di liquido (3A;3B;3C) comprende: - mezzi di attuazione (34;34’;34”) suscettibili di movimento tra una prima posizione, in cui detto comando di intervento non risulta generato, ed una seconda posizione, in cui detto comando di intervento risulta generato; - mezzi sensori (21) di tipo insolubile, atti a rilevare la presenza di liquido e a causare di conseguenza il passaggio di detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) da detta prima posizione a detta seconda posizione, caratterizzato dal fatto che - in assenza di liquido, detti mezzi sensori (35) sono normalmente operativi per opporsi al passaggio di detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) da detta prima posizione a detta seconda posizione; - a seguito del loro contatto con del liquido, detti mezzi sensori (35), sono atti a lasciare spazio a detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) in modo che questi possano passare da detta prima a detta seconda posizione.
  47. 47. Metodo di azionamento di un rilevatore di liquido del tipo atto a generare un comando di intervento di un dispositivo asservito, detto rilevatore comprendendo: - mezzi di attuazione (34;34’;34”) suscettibili di movimento tra una prima posizione, in cui deto comando di intervento non risulta generato, ed una seconda posizione, in cui deto comando di intervento risulta generato; - mezzi sensori (21) di tipo insolubile, atti a rilevare la presenza di liquido e a causare di conseguenza il passaggio di detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) da detta prima posizione a detta seconda posizione, caratterizzato dal fatto che: - in condizioni di normale funzionamento, ovvero in assenza di liquido, detti mezzi sensori (35) presentano una consistenza sufficiente per mantenere detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) in detta prima posizione; - la rilevazione della presenza di liquido è determinata da una diminuzione di consistenza o solidità di detti mezzi sensori (35) quando in contatto con del liquido, detta diminuzione di consistenza o solidità consentendo il passaggio di detti mezzi di attuazione (34;34’;34”) a seconda posizione;
  48. 48. Metodo, secondo la rivendicazione 47, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori (35) sono normalmente operativi per contrastare la forza di rilascio di un elemento elastico (Μ1;Μ1 Μ1”) e che, a seguito del loro contatto con del liquido, detti mezzi sensori (35) consentono a detto elemento elastico (Μ1;Μ1 Μ1”) di rilasciarsi.
  49. 49. Metodo, secondo la rivendicazione 47 o 48, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori (35) sono atti ad assorbire acqua, aumentando rapidamente di volume secondo una prima direzione predefmita, e determinando un rammollimento, e/o una rapida perdita delle loro caratteristiche iniziali di solidità o consistenza, lungo una seconda direzione, sostanzialmente perpendicolare o comunque angolata rispetto a detta prima direzione.
  50. 50. Metodo, secondo la rivendicazione 47 o 48, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori (45) sono atti ad assorbire acqua anche senza sostanziali espansioni di volume, per determinare un rammollimento, e/o una rapida perdita delle loro caratteristiche iniziali di solidità o consistenza.
  51. 51. Metodo, secondo la rivendicazione 47, caratterizzato dal fatto che deni mezzi sensori (21) non sono utilizzati per generare direttamente una forza necessaria a produrre lo spostamento di un componente del rilevatore.
  52. 52. Metodo, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto rilevatore di liquido (3;3A;3B;3C) è utilizzato per determinare l’intervento di un dispositivo di sicurezza antiallagamento, in particolare per apparati domestici.
  53. 53. Metodo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detto dispositivo di sicurezza antiallagamento comprende un primo condotto (6) di adduzione di un liquido e mezzi di intercettazione (20), operanti su detto primo condotto (6), ove detti mezzi rilevatori (3A;3B;3C) sono in posizione remota rispetto a detti mezzi di intercettazione (20) e dove detto rilevatore di liquido (3;3A;3B;3C), alla rilevazione della presenza di liquido, provvede a generare un comando di intervento per detti mezzi di intercettazione (20) volto a determinare la chiusura di detto primo condotto (6).
  54. 54. Metodo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che è previsto il trasferimento di detto comando da detto rilevatore di liquido (3A;3B;3C) a detti mezzi di intercettazione (20), tramite idonei mezzi di trasmissione (12’;12”;12’”).
  55. 55. Rilevatore di liquido, in particolare per dispositivi di sicurezza antiallagamento, secondo gli insegnamenti della presente descrizione e dei disegni annessi.
  56. 56. Dispositivo di sicurezza antiallagamento, in particolare per apparati domestici, secondo gli insegnamenti della presente descrizione e dei disegni annessi.
  57. 57. Metodo di azionamento di un rilevatore di liquido, in particolare per un dispositivo di sicurezza antiallagamento, secondo gli insegnamenti della presente descrizione e dei disegni annessi.
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