ITTO970133A1 - Macchina di lavaggio con dispositivo perfezionato per il caricamento ed il dosaggio di liquido, e relativo metodo di dosaggio. - Google Patents
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Description
Descrizione dell'invenzione industriale dal titolo:
"MACCHINA DI LAVAGGIO CON DISPOSITIVO PERFEZIONATO PER IL CARICAMENTO ED IL DOSAGGIO DI LIQUIDO, E RELATIVO METODO DI DOSAGGIO"
RIASSUNTO
Viene descritta una macchina di lavaggio comprendente un dispositivo (1) di dosaggio del liquido necessario all’ espletamento di una fase di lavaggio, detto dispositivo comprendendo almeno una prima camera di dosaggio (VI) ed una seconda camera di dosaggio (V2). Ciascuna camera (V1,V2) è dotata di una rispettiva elettrovalvola di scarico (EVI,EV2) ed il dosaggio del liquido viene effettuato tramite il caricamento di liquido in dette camere (V1,V2) ed il successivo scarico del liquido contenuto in almeno una di dette camere (V1,V2) nella vasca di lavaggio (FV) della macchina; detto caricamento e detto scarico sono ripetuti nell’ambito di una medesima fase di dosaggio del liquido e le dette camere (V1,V2) possono essere scaricate una indipendentemente dall’altra. In una possibile forma realizzativa dell’invenzione, il controllo del funzionamento del dispositivo di dosaggio (1) viene realizzato per mezzo di un programmatore di tipo elettromeccanico a camme.
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad una macchina di lavaggio dotata di un dispositivo per il caricamento ed il dosaggio del liquido, e ad un relativo metodo di dosaggio.
Ε' noto che le macchine lavastoviglie comprendono una vasca di lavaggio, sul fondo della quale viene raccolta dell'acqua prelevata dalla rete idrica e necessaria per il lavaggio delle stoviglie; a tale scopo, la macchina è dotata di una pompa di ricircolo che provvede ad alimentare uno o più organi irroratori, con la citata acqua raccolta sul fondo delia vasca.
E’ altresì noto che il dosaggio dell'acqua di lavaggio viene nella maggior parte dei casi ottenuto per il tramite di un pressostato elettropneumatico, che rileva il livello dell'acqua direttamente all'interno della vasca di lavaggio e che controlla conseguentemente un'elettrovalvola di caricamento dalla rete idrica. Tale sistema richiede tuttavia una taratura molto precisa del pressostato: infatti, tenendo conto del fatto che la vasca di lavaggio ha una sezione piuttosto estesa, anche una variazione di pochi millimetri del livello di acqua in vasca può tradursi in un errore di diversi litri nel dosaggio.
Posto che il caricamento di una quantità di acqua maggiore di quella necessaria contrasta con le esigenze di contenimento dei consumi (l'acqua deve anche venire riscaldata), il sistema a pressostato sta progressivamente scomparendo, a favore di soluzioni in cui il dosaggio dell'acqua viene effettuato all'esterno della vasca di lavaggio, utilizzando una vaschetta di capacità volumetricamente definita; tate vaschetta viene riempita e scaricata in vasca ripetutamente, sino al raggiungimento del livello d’acqua necessario per realizzare il lavaggio; naturalmente, in tali soluzioni, la quantità di acqua caricata in vasca è pari ad un multiplo della capacità della vaschetta di dosaggio.
Tale tipo di soluzione può dimostrarsi altresì vantaggioso ai fini della realizzazione dei cosiddetti cicli di lavaggio ridotti o differenziati, che hanno luogo quando uno solo dei cestelli della macchina viene utilizzato per contenere una quantità ridotta di stoviglie; in tali casi, quindi è sufficiente caricare in macchina una quantità ridotta di acqua, in modo da ridurre i consumi allo stretto necessario. Si noti a tal proposito che la quantità di acqua caricata nel corso delle fasi di tali lavaggi "ridotti" non è necessariamente pari alla metà di quella caricata normalmente per un carico completo; a puro titolo indicativo, la quantità di acqua per un lavaggio ridotto può essere nell'ordine dei 2/3 -3/4 di quella necessaria per un lavaggio normale (ciò allo scopo di assicurare in ogni caso una buona prestazione di lavaggio, evitare fenomeni di cavitazione della pompa di lavaggio e mantenere una sufficiente diluizione dei residui di sporcizia).
L’idea alla base della presente invenzione è quella di rendere più flessibile, rispetto alle soluzioni note, il dosaggio dell’acqua necessaria al funzionamento di una macchina di lavaggio, utilizzando a tale scopo una pluralità di vaschette di dosaggio, aventi capacità differenti, le quali possano essere riempite e scaricate ripetutamente, ed una indipendentemente dall’altra, nell’ambito di una medesima fase di dosaggio, a seconda delle esigenze di lavaggio. Come si intuisce, ciò implica particolari sequenze di caricamento e svuotamento delle vaschette stesse.
Tali sequenze possono essere gestite in modo relativamente semplice tramite un programmatore o timer di tipo elettronico, ossia basato sull’impiego di un microprocessore, ma potrebbero risultano problematiche da realizzare nel caso di macchine dotate di comuni timer elettromeccanici.
I timer elettromeccanici sono ben noti e non necessitano qui di descrizione approfondita. Ai fini della presente invenzione, giova tuttavia ricordare che i timer elettromeccanici comprendono solitamente un motorino elettrico che, quando alimentato, provvede a mettere in rotazione, tramite opportuni motoriduttori e/o arpionismi, delle camme; tali camme sono solitamente costituite da dischi in materiale plastico, il profilo esterno dei quali è sagomato in modo da attivare/disattivare dei contatti elettrici, che provvedono a loro volta ad abilitare/disabilitare i vari dispositivi interni della macchina, e quindi le relative funzioni.
Le camme di attuazione dei dispositivi hanno solitamente un avanzamento del tipo passo-passo, ottenuto tramite noti cinematismi, e per questo vengono solitamente dette camme “lente”; tali camme avanzano quindi a scatti, o passi, e solitamente il numero di passi previsti è quello necessario affinché, in una rotazione completa delle camme, si possa espletare un intero ciclo di lavaggio (ad esempio, un passo del timer può avere una durata di 60 secondi ed una rotazione completa del pacco di camme lente può prevedere 60 passi).
Il timer può anche essere dotato di una o più camme veloci, trascinate direttamente tramite un motoriduttore dal motorino del programmatore; le camme veloci hanno una velocità di avanzamento ben più elevata rispetto a quella delle camme lente (solitamente la rotazione completa di una camma veloce si ottiene in 60 secondi, a seconda delle necessità in fase progettuale).
Il dispositivo di trascinamento passo-passo delle camme lente, che incorpora le camme veloci, produce l’avanzamento del pacco costituito dalle camme lente; quindi, ad ogni rotazione della camma veloce corrisponde l’avanzamento di un passo delle camme lente (tornando all’esempio sopra citato, le camme lente avanzeranno quindi a scatti di 60 secondi l’uno dall’altro, ossia il tempo necessario per ottenere la rotazione completa di una camma veloce).
In ogni caso, conoscendo la velocità del motorino, è possibile stabilire per le varie camme una determinata velocità di avanzamento; quindi, modellando opportunamente il profilo esterno delle camme, è possibile comandare l’attivazione dei citati contatti elettrici, e dei relativi dispositivi della lavastoviglie, nei momenti opportuni del ciclo. Da quanto sopra accennato, è quindi chiaro che i timer elettromeccanici sono caratterizzati da tempi di funzionamento sostanzialmente fissi, dettati dalla velocità del motorino, dalla velocità angolare assegnata alle camme ed al profilo delle stesse.
Tale caratteristica potrebbe determinare dei problemi pratici nel caso di macchine lavastoviglie in cui il caricamento ed il dosaggio del liquido venga effettuato con vaschette che vanno riempite e scaricate ripetutamente ed una indipendentemente dall’altra.
Si supponga ad esempio che, in un sistema del tipo di quello citato, siano previste due vaschette e che una singola fase di dosaggio dell’acqua presupponga un riempimento di tali vaschette, lo svuotamento di esse in vasca, un nuovo riempimento delle due vaschette ed infine lo svuotamento di una sola vaschetta in vasca.
In tale soluzione, se il controllo fosse effettuato tramite delle camme lente di un timer elettromeccanico, i suddetti due riempimenti e due svuotamenti di una o più vaschette dovrebbero essere realizzati impiegando ben quattro passi del timer.
Si consideri ora che un ciclo di lavaggio standard comprende almeno una fase di prelavaggio, una fase di lavaggio, una fase di risciacquo a caldo e una fase di risciacquo a freddo; si consideri altresì che in ciascuna di tali fasi del ciclo deve essere previsto il dosaggio del liquido (e quindi il caricamento delle vaschette ed il loro svuotamento in vasca).
Pertanto, se per ogni caricamento di acqua fosse necessario impiegare quattro passi del timer, è evidente che nel ciclo sopra esemplificato, ben sedici passi del timer dovrebbero essere dedicati alle sole fasi di dosaggio e caricamento dell’acqua. In questo caso, quindi, il numero di passi necessari al dosaggio e caricamento dell’acqua sottrarrebbe una parte significativa dei passi necessari per l’espletamento delle altre fasi previste dal ciclo di lavaggio e ciò potrebbe rendere problematica la realizzazione di un ciclo di lavaggio in soli sessanta passi (soprattutto se si volesse aggiungere ad un ciclo di lavaggio di base anche un ciclo rapido).
Sulla base delle considerazioni che precedono, la presente invenzione si propone di indicare una macchina di lavaggio dotata di un sistema di controllo di dosaggio dell’acqua molto flessibile, che viene realizzato tramite il caricamento e lo svuotamento, indipendente e/o ripetuto, di almeno due vaschette esterne.
In tale ambito generale, è poi uno scopo della presente invenzione indicare come sia possibile realizzare, in un unico passo di avanzamento di un programmatore di tipo elettromeccanico, il caricamento e lo svuotamento, indipendente e/o ripetuto, di almeno due vaschette di dosaggio del liquido.
Gli scopi suddetti sono raggiunti secondo la presente invenzione da una macchina di lavaggio e da un relativo metodo di controllo incorporanti le caratteristiche delle rivendicazioni allegate.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi della presente invenzione risulteranno chiari dalla descrizione particolareggiata che segue e dai disegni annessi, fomiti a puro titolo di esempio esplicativo e non limitativo, in cui:
- la Fig. 1 rappresenta schematicamente una parte del circuito idraulico di una macchina lavastoviglie, in accordo alla presente invenzione;
- le Figg. 2-8 rappresentano schematicamente il circuito elettrico della macchina di Fig. 1, limitatamente alla parte di interesse per la comprensione della presente invenzione;
- la Fig. 9 rappresenta, con una vista simile a quella di Fig. 1, una possibile variante della presente invenzione.
In Fig. 1 viene rappresentato schematicamente il circuito idraulico di una macchina di lavaggio, in particolare una lavastoviglie, secondo la presente invenzione; in tale figura, con 1 viene indicato un dispositivo di dosaggio del liquido, essenzialmente costituito da un recipiente in materiale plastico, che in uso risulta alloggiato in una intercapedine ricavata fra una parete della vasca di lavaggio ed una parete del mobile della lavastoviglie.
Il dispositivo 1 comprende internamente un condotto AP di caricamento dell'acqua dalla rete idrica ed un condotto di adduzione AR della stessa acqua ad un dispositivo decalcificatore, in seguito descritto; tra i condotti AP e AR è situato un cosiddetto dispositivo di "air-break", o salto in aria, indicato con SA di tipo e funzionamento in sé noto.
Entro il dispositivo 1, tramite appositi setti, sono definite una camera VI, una camera V2 ed una camera VR. Le camere VI e V2 sono utilizzate ai fini del dosaggio dell’acqua necessaria al lavaggio delle stoviglie, mentre la camera VR è utilizzata per il dosaggio dell’acqua necessaria per la rigenerazione delle resine di un dispositivo decalcificatore.
A titolo esemplificativo, la capacità di VI può essere pari a 700 cc, la capacità di V2 pari a 1400 cc e la capacità complessiva di VR pari a 250 cc.
Come si nota, la camera VR è suddivisa in tre semicamere, una delle quali è coippletamente aperta verso l'alto, mentre le altre due comunicano verso l'esterno del dispositivo 1 solo tramite tubetti di sfiato TT; tali tubetti TT consentono all'aria presente nelle relative semicamere di salire sotto la spinta della colonna d'acqua che, nella fase di caricamento del liquido, risale nelle stesse. I tubetti TT possono quindi essere mantenuti aperti o chiusi a seconda della posizione di un selettore (non rappresentato), in modo da consentire la variazione del volume di acqua disponibile per la rigenerazione delle resine in funzione del grado di durezza dell'acqua di rete; è infatti chiaro che quando i tubetti TT sono chiusi, l'acqua potrà penetrare solo nella prima semicamera, ossia quella aperta verso l’alto.
Le camere VI, VR e V2 presentano al fondo rispettivi raccordi di uscita, indicati con 9, 10 e 11; tali raccordi sono provvisti di rispettive elettrovalvole di controllo EVI, EVR e EV2.
Nella parte superiore della camera V2 è previsto un galleggiante Gl , di realizzazione in sé nota, atto a provocare la commutazione di un microinterruttore MCI, di controllo di una elettrovalvola (EVC) di alimentazione dell'acqua; nella parte superiore della camera V2, e schermato da questa in modo noto, è previsto un foro FS, in comunicazione con l'intemo della vasca di lavaggio, per lo sfiato dei vapori che si creano in quest'ultima nel corso del lavaggio.
Con RE è indicato un raccordo alla rete idrica (quale un rubinetto) al quale è connesso un tubo TA di alimentazione dell'acqua di rete alla macchina; su tale tubo TA è posta l’elettrovalvola EVC, di controllo dell'adduzione dell'acqua di rete alla lavastoviglie; a valle dell'elettrovalvola EVC, il tubo TA è collegato al condotto AP del recipiente 1. Con FV è indicata schematicamente la vasca di lavaggio della lavastoviglie, con P è indicata una sua pompa di scarico e con TS un relativo tubo di scarico.
Con DD è indicato il citato dispositivo decalcificatore; tale dispositivo è di tipo e funzionamento in sé noto, che non richiede quindi descrizione dettagliata; qui basti precisare che esso consta di un contenitore CR delle resine di dolcificazione dell'acqua e di un serbatoio SS del sale di rigenerazione delle resine stesse. Con 12 è indicato un condotto che collega il condotto AR del recipiente I con un ingresso del contenitore delle resine CR; con 13 è indicato un condotto che collega un'uscita del contenitore delle resine CR con il fondo della camera VI .
Con 15 è indicato un condotto che collega i raccordi di uscita 9 e 11 con la vasca FV; si noti che tra i raccordi 9, 11 ed il condotto 15 sono previste le elettrovalvole EVI ed EV2, che controllano lo scarico del contenuto delle camere VI e V2.
Con 16 viene indicato un condotto che collega il raccordo di uscita 10 ad un ingresso del serbatoio de! sale SS; tra il raccordo 10 ed il condottò 16 è prevista l’elettrovalvola EVR.
La lavastoviglie è dotata di un dispositivo programmatore, o timer, del tipo elettromeccanico, comprendente un motorino elettrico che, quando alimentato, provvede a mettere in rotazione un pacco di camme. Il profilo di tali camme è sagomato in modo da attivare/disattivare dei contatti elettrici, che provvedono a loro volta ad abilitare/disabilitare vari dispositivi e funzioni della macchina, come descritto in apertura della presente descrizione.
Il funzionamento della macchina lavastoviglie di Fig. 1 è il seguente.
All’ avvio del ciclo di lavaggio, il timer provvede a comandare l'apertura dell'eletrovalvola EVC; l'acqua di rete proveniente dal raccordo RE può quindi raggiungere, tramite il tubo TA, il condotto AP.
In tale fase, le elettrovalvole EVI, EV2 ed EVR e la pompa di scarico P non sono alimentate ed il microinterruttore MC 1 è in posizione di serbatoio vuoto.
Nel condotto AP l'acqua sale verso la parte alta del recipiente 1 e, superato il salto in aria. SA, entra nel condotto AR; si noti che una piccola quantità di acqua che non riesce a superare il salto in aria SA può cadere sul fondo della camera VI, dove viene raccolta. Dal condotto AR l'acqua passa nel condotto 12 e raggiunge quindi il contenitore delle resine CR; dopo aver attraversato le resine, l'acqua addolcita può raggiungere la camera VI proveniendo dal basso.
L’acqua proveniente dal condotto 13 provvede quindi a riempire le camere VI, VR e V2. Quasi al raggiungimento del livello predeterminato di riempimento della camera V2, il livello dell’acqua provoca un innalzamento del galleggiante Gl; tale salita viene rilevata dal microinterruttore MCI, che provvede a comandare la chiusura dell'elettrovalvola di caricamento EVC dell’acqua di rete; il galleggiante Gl ed il micro interruttore MCI costituiscono quindi il sensore di livello principale del dispositivo secondo l'invenzione.
Quando tale elettrovalvola EVC viene chiusa, pertanto, le tre camere VI, V2 e VR risultano riempite ciascuna di un volume di acqua predeterminato; il microinterruttore MCI è in posizione di pieno.
Si noti che nel modo descritto si ottiene un controllo di livello molto preciso, poiché la rilevazione effettuata tramite il microinterruttore MCI avviene su di una superficie molto ridotta; appare quindi chiaro come un eventuale errore di spostamento del galleggiante Gl si traduca in un errore molto modesto di dosaggio dell'acqua nella camera V2.
Come detto, quando viene interrotta l'alimentazione all'elettrovalvola EVC, le tre camere VI, V2 e VR risultano riempite con un volume definito di acqua (la quantità di acqua raccolta in VR dipende, come detto, dalla situazione dei tubetti TT).
Successivamente le elettrovalvole EVI e EV2 possono essere alimentate; in tal modo, quindi, la quantità di acqua contenuta nelle camere Vi e V2, può raggiungere la vasca di lavaggio FV, tramite il condotto 15 ed il micro interruttore MCI ritoma in posizione di vuoto.
A seguito dello scarico del contenuto delle camere VI e V2, viene nuovamente alimentata l'elettrovalvola di caricamento EVC. Pertanto della nuova acqua addolcita viene addotta al recipiente 1, sino a che le camere VI e V2 non vengono nuovamente riempite, nel modo in precedenza descritto ed il microinterruttore MCI non passa allo stato di pieno. Si noti che tale tempo di caricamento risulta ridotto, poiché in tale fase la camera VR è già piena d’acqua.
Infine, il timer provvede ad alimentare l’elettrovalvola EV2, che si apre in modo da far confluire nella vasca FV il volume d’acqua contenuto nella camera V2.
In tal modo, quindi, nella vasca di lavaggio sono stati caricati 700+1400+1400 cc di acqua.
II lavaggio delle stoviglie può quindi iniziare, in modo in sé noto; in tutte le fasi di caricamento di acqua (prelavaggio, lavaggio, risciacqui) previste da un ciclo di lavaggio completo, pertanto, la macchina opererà nel modo sopra descritto, ai fini di addurre nella vasca di lavaggio quantità volumetricamente definite di acqua.
Nel caso di lavaggio a carico ridotto di stoviglie, la macchina funziona in modo simile a quello in precedenza descritto, ma con la differenza sostanziale che, nella prima delle due fasi di svuotamento dell’acqua dal dispositivo 1, l'elettrovalvola EVI non viene alimentata e rimane chiusa; pertanto, in tale fase, solo il volume di acqua contenuto nella camera V2 confluisce alla vasca di lavaggio FV.
Come si nota, quindi, ai fini di un programma di lavaggio ridotto, la fase di caricamento prevede l'adduzione in vasca di una quantità ridotta di acqua, che nel caso esemplificato è pari a 1400+1400 cc di acqua.
Ai fini della rigenerazione delle resine, il timer provvede a comandare l'apertura delle elettrovalvole EVR ed EVI. In tal modo, l'acqua contenuta nella camera VR può confluire tramite il condotto 16 al serbatoio del sale SS. A seguito di ciò, si verifica un corrispondente passaggio di salamoia (ossia di una soluzione acqua-sale) dal serbatoio SS al contenitore CR, in modo che le resine del dispositivo decalcificatore possano essere rigenerate; nella fase di rigenerazione delle resine.
L'acqua contenuta nella camera VR può quindi confluire al serbatoio del sale SS, tramite il condotto 16. A seguito di ciò, si verifica un corrispondente passaggio di salamoia dal serbatoio SS al contenitore CR.
La corrispondente quantità di acqua in uscita dal contenitore CR percorre quindi il condotto 13 e penetra nella camera VI; in tale fase la elettrovalvola EVI è aperta e quindi tale quantità d'acqua può confluire verso la vasca FV, tramite il condotto 15. Da quanto sopra descritto, risulta chiaro come le fasi di caricamento acqua nel caso di lavaggio completo e ridotto di stoviglie siano comandate dal timer in funzione dello stato del microinterruttore MCI.
Secondo la realizzazione descritta, è quindi possibile gestire caricamenti di quantità di acqua differenti, in funzione del tipo di lavaggio selezionato dall'utente (carico di stoviglie completo o carico di stoviglie ridotto), in modo estremamente preciso.
Nelle Figg. 2-5 viene illustrato schematicamente il circuito elettrico di controllo della macchina secondo l’invenzione, limitatamente alla parte relativa al caricamento e lo scaricamento delle camere VI e V2, che attiene alla presente invenzione.
Si noti a tal riguardo che la rigenerazione ed il lavaggio delle resine possono essere realizzate con modalità di controllo note all’uomo del ramo, che quindi non verranno qui descritte.
Nelle Figg. 2-8 MCI, EVC, EV2 ed EVI indicano gli elementi già indicati in Fig. 1. T indica il motorino elettrico del timer, R indica un tasto per la selezione del ciclo di lavaggio ridotto, I indica l’interruttore di alimentazione generale della macchina.
Nelle figure 2-8, i rettangoli tratteggiati rappresentano alcuni dei contatti elettrici azionati da camme del timer; tali contatti sono indicati con gli stessi riferimenti dei dispositivi che comandano, con l’aggiunta dell’indice con CT è inoltre indicato un contatto di controllo del motorino (T) del timer, la cui funzione apparirà chiara in seguito.
I citati contatti sono suscettibili di assumere due posizioni (aperto o chiuso), ad eccezione dei contatti CV1 e CV2, suscettibili di assumere tre posizioni, una delle quali (quella centrale, non indicata nelle figure), di riposo.
Secondo l’invenzione, i contatti CV1 e CV2 sono controllati da una rispettiva camma “veloce” del timer, ossia una camma del tipo in grado di effettuare una rotazione completa nel tempo in cui le altre camme, ossia le camme lente, avanzano di uno scatto, ossia di un passo del timer.
Si supponga, a scopo esemplificativo, che nel caso illustrato le camme veloci CV1 e CV2 compiano una rotazione completa ogni 60 secondi e che, quindi, la durata dei passi di avanzamento delle camme lente sia di 60 secondi.
Come si nota, secondo la presente invenzione, i contatti associati alle camme lente di controllo delle elettrovalvole che gestiscono il carico e lo scarico di liquido dal dispositivo 1, ossia i contatti EVC’, EVI’ ed EV2’, sono in serie ai contatti associati a delle camme veloci, ossia i contatti CV1 e CV2.
Tale soluzione consente, secondo l’invenzione, di realizzare il caricamento e Io svuotamento, anche ripetuto ed indipendente, delle camere VI e V2 in un solo passo del timer, ossia nel tempo necessario affinché le camme lente avanzino di un passo. Il circuito elettrico delle Figg. 2-8 funziona nel modo che segue.
Prima dell’avvio del lavaggio, l’utente si assicura che la classica manopola del timer sia nella posizione corrispondente all’inizio del ciclo (tale posizione è ovviamente segnalata, tramite apposite serigrafìe, sul pannello comandi della macchina).
In tale posizione, le varie camme si trovano nella loro posizione di partenza, che è quella rappresentata in Fig. 2.
Come si nota, il microinterruttore MCI è in posizione di vuoto.
L’utente provvede quindi ad avviare il ciclo di lavaggio, chiudendo l’interruttore generale I, ed in questo modo viene fornita alimentazione al circuito elettrico.
La macchina esegue quindi il caricamento dell’acqua necessaria al prelavaggio, che comprende le seguenti fasi.
FASE 1 (FiG. 2)
In questa fase, l’elettrovalvola EVC viene alimentata tramite MCI, che è nella posizione V di vuoto, tramite CV2, che è nella posizione C, e tramite EVC’, che è chiuso. L’acqua può quindi penetrare nelle camere VI, V2 e VR (nel caso rappresentato in Fig. 1, il contatto CV1 si trova chiuso in A, per il comando di una particolare funzione della macchina - ossia uno scarico iniziale - che esula dalle finalità delle presente invenzione, e che quindi non viene qui descritto).
FASE 2 (Fig, 3)
Quando le camere VI e V2 risultano riempite, MCI passa nella posizione P di pieno ed il motorino T del timer riceve quindi alimentazione.
La rotazione del motorino T provoca la rotazione delle camme veloci di comando dei contatti CV1 e CV2.
FASE 3 (Fig. 4)
Dopo circa 10 secondi dall’ avviamento del motorino T, CV2 passa in D, e mantiene tale condizione per circa 20 secondi; in questo modo viene alimentata l’elettrovalvola EV2 e provocato lo scarico in vasca della camera V2.
Parimenti, dopo circa 10 secondi dall’avviamento del motorino T, CV1 passa in B, e mantiene tale condizione per circa 20 secondi; in questo modo viene alimentata l’elettrovalvola EVI e provocato lo scarico della camera VI (a seguito dello scarico delle camere VI e V2, MCI toma poi nella posizione V di vuoto - rappresentata nella successiva Fig. 5 - ed il motorino timer T continua comunque ad essere alimentato tramite EV2, che è chiuso).
FASE 4 (FiG. 5)
Al termine dei 20 secondi, CV1 passa nella posizione di riposo centrale, sino alla fine della rotazione completa della relativa camma veloce; CV2 ritorna invece in C ed il motorino T si ferma (questo diverso comportamento dei contatti CV1 e CV2 dpende dal diverso profilo che recano le due relative camme veloci).
In questo modo, quindi, viéne ripetuto il riempimento delle camere VI e V2, con le modalità in precedenza descritte al riguardo delle fasi 1 e 2 (anche in questo caso, a seguito del riempimento, MCI passa nella posizione P di pieno - rappresentata nella successiva Fig. 6 - e L alimentazione al motorino T del timer viene reinserita).
FASE 5 (Fie. 6)
Dopo circa 10 secondi dal nuovo avviamento del motorino T, CV2 passa in D, e mantiene tale condizione per circa 20 secondi; in questo modo viene di nuovo alimentata l’elettrovalvola EV2 e provocato lo scarico in vasca del contenuto della camera V2.
Come detto, in questa fase CV1 mantiene invece la propria posizione di riposo, in modo che l’elettrovalvola EVI non sia alimentata e quindi non si ottenga lo scarico della vaschetta VI.
Come si nota, nel modo sopra descritto, è possibile ottenere in un passo del timer . un caricamento di VI, V2 e VR, uno scarico in vasca di VI e V2, un nuovo caricamento di VI e V2 ed un nuovo scarico di V2.
Quando le camme veloci hanno completato la loro rotazione completa (ossia al termine dei 60 secondi necessari), si ottiene l’avanzamento del pacco delle camme lente.
Come si nota in Fig. 7, tale avanzamento provoca l’apertura dei contatti EVC’, EVI’ ed EV2’, rendendo ininfluente la posizione dei contatti CV1 e CV2 ed impedendo successivi caricamenti/svuotamenti di VI e V2. In tale fase si ottiene anche la chiusura del contatto CT, che consente di alimentare il motorino T del timer per la prosecuzione del ciclo di lavaggio, con modalità in sé note, escludendone così Γ asservimento al microinterruttore MC 1.
Ad esempio, la macchina esegue la fase di prelavaggio, che può durare, ad esempio, tre passi del timer, ossia 180 secondi. Dopo il prelavaggio sarà prevista una fase di scarico dell’acqua dalla vasca di lavaggio, la quale può durare un passo del timer.
Trascorsi i 60 secondi necessari allo scarico dalla vasca dell’acqua utilizzata per il prelavaggio, i contatti CV1, CV2, EVC’, EVI’, EV2’ e CT saranno riportati dalle rispettive camme di comando nella condizione di Fig. 2, e verrà quindi effettuato un nuovo caricamento di acqua all’interno della vasca di lavaggio della macchina.
Tale caricamento verrà effettuato con le stesse modalità sopra indicate al riguardo delle fasi 1-5, e sarà seguito dal lavaggio vero e proprio.
Il ciclo procederà poi con le varie altre operazioni previste (ossia i risciacqui), in cui il caricamento di liquido sarà realizzato con modalità analoghe a quelle sopra indicate. Saranno poi ovviamente previste le fasi di rigenerazione e lavaggio delle resine che, come detto, vengono controllate dal timer con modalità in sé note e nei tempi più opportuni.
Ai fini della realizzazione di un ciclo di lavaggio con carico ridotto di stoviglie, è sufficiente produrre l’apertura del contatto associato al tasto R.
La sequenza di dosaggio e caricamento sarà in pratica identica a quella in precedenza descritta con riferimento alle fasi 1-5, ma in questo caso, l’elettrovalvola EVI sarà esclusa dal circuito elettrico e verrà quindi mantenuta chiusa per tutta la durata del ciclo di lavaggio, come si vede ad esempio in Fig. 8, ove viene appunto illustrata una fase di scarico delle camere VI e V2; come si nota, l’apertura del contatto associato al tasto R, rende impossibile in questo caso Γ alimentazione dell’ elettrovalvola EVI, e quindi Io scarico del contenuto della camera VI.
Pertanto, ai fini di un ciclo di lavaggio ridotto, nella vasca di lavaggio della macchina verrà scaricato ripetutamente (due volte nel caso specifico) il contenuto della sola camera V2.
Da quanto sopra descritto, si evince come l’impiego di due camme veloci, poste in serie alle camme lente di controllo dell’elettrovalvola di caricamento EVC e delle elettrovalvole EVI e EV2 di controllo delle camere VI e V2 consenta di realizzare la particolare sequenza di dosaggio e caricamento del liquido in un tempo ridotto, comprendente il carico e lo scarico, ripetuto do indipendente, di più camere di dosaggio, il tutto utilizzando un solo passo del timer per ogni caricamento di liquido all’ interno della macchina di lavaggio.
Dalla descrizione effettuata risultano pertanto chiare le caratteristiche della presente invenzione, cosi come chiari risultano i suoi vantaggi.
E’ chiaro che numerose varianti sono possibili per l’uomo del ramo alla macchina di lavaggio descritta come esempio, senza per questo uscire dagli ambiti di novità insiti nell’idea inventiva.
Ad esempio, come in precedenza accennato, risulta agevole in fase di progetto realizzare delle sequenza di carico/scarico delle camere VI e V2 diverse da quelle descritte in precedenza, quali ad esempio:
- .caricamento di VI e V2 (e VR), scarico di VI e V2, caricamento di VI e V2, scarico di VI e V2; oppure:
- caricamento di VI e V2 (e VR), scarico di V2, caricamento di V2, scarico di VI e V2.
Come si intuisce, tali sequenze possono essere ottenute semplicemente modificando i profili delle camme di attivazione dei contatti di controllo delle elettrovalvole EVC, EVI ed EV2, ferma restando l’idea alla base della presente invenzione.
La realizzazione dell’invenzione in precedenza fornita a mo’ d’esempio, non consente lo scarico singolo della camera VI, poiché tale operazione non potrebbe essere rilevata tramite il galleggiante Gl ed il relativo microinterruttore MCI.
Peraltro, in una possibile variante dell’invenzione, la geometria del dispositivo 1 potrebbe essere modificata in modo da definire, superiormente alle camere VI e V2, un volume comune ad esse; un esempio di tale forma realizzativa del dispositivo 1 viene rappresentata schematicamente nella Fig. 9, ove vengono utilizzati gli stessi numeri di riferimento della Fig. 1.
Come si nota, lo stramazzo tra le camere VI e V2, che nel caso specifico è rappresentato dai setti che definiscono la camera VR, si trova ad un livello inferiore rispetto al livello di intervento del galleggiante Gl.
In tal modo, quindi, in una sezione del dispositivo 1 è possibile caricare anche un volume d’acqua, indicato con V3, che è in comune alle due camere VI e V2, , il quale viene scaricato congiuntamente ad una di esse. In accordo a tale variante, pertanto, il galleggiante Gl risulta in grado di rilevare sia lo scarico singolo della camera VI che lo scarico singolo della camera V2, e quindi non vi è più alcun vincolo nella sequenza di scarico delle camere di dosaggio.
Claims (17)
- RIVENDICAZIONI 1. Macchina di lavaggio, comprendente: - un dispositivo (1) di dosaggio del liquido necessario àll’éspletamento di almeno una fase di lavaggio, detto dispositivo comprendendo almeno una prima camera di dosaggio (VI) ed una seconda camera di dosaggio (V2), ciascuna camera (V1,V2) essendo dotata di una rispettiva elettrovalvola di scarico (EV1,EV2), il dosaggio del liquido essendo effettuato tramite il caricamento di liquido in almeno una di dette camere (V1,V2) ed il suo successivo scarico nella vasca di lavaggio (FV) della macchina, - una elettrovalvola di carico (EVC) per il controllo dell’adduzione di liquido a detto dispositivo (1), - un programmatore di tipo elettromeccanico, per il controllo di detto dispositivo di dosaggio (1) e di detta elettrovalvola di carico (EVC), comprendente una pluralità di contatti elettrici (EVC’,EVr,EV2’; CV1,CV2) attivati tramite una pluralità di « camme, ove dette camme comprendono camme a rotazione lenta e camme a rotazione veloce e detto programmatore controlla ciascuna elettrovalvola di scarico (EV1,EV2) tramite un primo contatto elettrico (EV1\EV2’) ed un secondo contatto elettrico (CV),CV2) in serie tra loro, ove detto primo contatto elettrico (EV1’,EV2’) è attivato da una camma a rotazione lenta e detto secondo contatto elettrico (CV1.CV2) è attivato da una camma a rotazione veloce.
- 2. Macchina di lavaggio, secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detto programmatore è atto a controllare, nell’ambito di una medesima fase di dosaggio del liquido, il caricamento e lo scarico ripetuto di almeno una di dette camere (V1,V2)
- 3. Macchina di lavaggio, secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detto programmatore è atto a controllare dette elettrovalvole di scarico (EV1,EV2) in modo che dette camere (V1,V2) possano essere scaricate Tuna indipendentemente dall’ altra.
- 4. Macchina di lavaggio, secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detta elettrovalvola di carico (EVC) è controllata tramite un primo contatto elettrico (EVC’) ed un secondo contatto elettrico (CV2) in serie tra loro, detto primo contatto elettrico (EVC’) essendo attivato da una camma a rotazione lenta e detto secondo contatto elettrico (CV2) essendo attivato da una camma a rotazione veloce.
- 5. Macchina di lavaggio, secondo la rivendicazione 4, caratterizzata dal fatto che detto secondo contatto elettrico (CV2) di controllo di detta elettrovalvola di carico (EVC) è attivato dalla stessa camma a rotazione veloce che attiva il secondo contatto elettrico (CV2) di controllo di una di dette elettrovalvole di scarico (EV1.EV2).
- 6. Macchina di lavaggio, secondo la rivendicazione 5, caratterizzata dal fatto che il detto secondo contatto elettrico (CV2) di controllo di una di dette elettrovalvole di scarico (EV2) è alternativamente collegato in serie al primo contatto elettrico (EV2’) di controllo della relativa elettrovalvole di scarico (EV2) oppure al primo contatto elettrico (EVCl’) di controllo di detta elettrovalvola di carico (EVC).
- 7. Macchina di lavaggio, secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che uno di detti secondi contatti elettrici (CV1.CV2), attivato da una camma a rotazione veloce, è in serie ad un contatto elettrico (MCI) attivato da un dispositivo sensore di livello dell’acqua (Gl).
- 8. Macchina di lavaggio, secondo la rivendicazione 7, caratterizzata dal fatto che, in una prima posizione (P), detto contatto elettrico (MCI) attivato da detto dispositivo sensore di livello (Gl) è collegato direttamente ad un motore di azionamento di detto programmatore (T), mentre in una seconda posizione (V) è collegato in serie ad uno di detti secondi contatti elettrici (CV1,CV2) di controllo di dette elettrovalvole dì scarico (EV1,EV2).
- 9. Macchina di lavaggio, secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che sono previsti mezzi (R) per escludere dal circuito una di dette elettrovalvole di scarico (EVI), in modo che il dosaggio del liquido venga effettuato tramite il carico e lo scarico ripetuto nella vasca (FV) di lavaggio del contenuto di una sola di dette camere (V1,V2).
- 10. Macchina di lavaggio, secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detto dispositivo di dosaggio (1) comprende una sezione (V3) che è comune a dette camere di dosaggio (V1,V2), il caricamento e lo scarico di detta sezione (V3) essendo ottenuto nel corso del caricamento e dello scarico di una di dette camere (V1.V2).
- 11. Macchina di lavaggio, secondo la rivendicazione 10, caratterizzata dal fatto che in detta sezione comune (V3) è posizionato un sensore di livello (Gl), atto a controllare il livello di riempimento di dette camere (V1,V2) e di detta sezione (V3).
- 12. Metodo per il dosaggio del liquido necessario all’espletamento di almeno una fase di lavaggio in una macchina di lavaggio, ove è previsto il caricamento di liquido in una prima camera di dosaggio (V2) ed il successivo scarico nella vasca di lavaggio (FV) della macchina del liquido contenuto in detta prima camera di dosaggio (V2), detto caricamento e detto scarico essendo in particolare ripetuti neU’ambito di una medesima fase di dosaggio del liquido, caratterizzato dal fatto che è ulteriormente previsto il caricamento di liquido in una seconda camera di dosaggio (VI) ed il successivo scarico nella vasca di lavaggio (FV) della macchina del liquido contenuto in detta seconda camera di dosaggio (VI), le due camere di dosaggio (V1,V2) potendo essere scaricate una indipendentemente dall’altra, ove in particolare detti caricamenti e detti scarichi vengono controllati tramite un programmatore di tipo elettromeccanico.
- 13. Metodo, secondo ìà rivendicazione 12, caratterizzato dal fatto che in una prima modalità di impiego della macchina di lavaggio, viene scaricato in detta vasca di lavaggio (FV) il liquido contenuto in entrambe dette camere di dosaggio (V1,V2), mentre in una seconda modalità di impiego della macchina di lavaggio viene scaricato in detta vasca di lavaggio (FV) il liquido contenuto in una sola di dette camere di dosaggio (V1,V2).
- 14. Metodo, secondo la rivendicazione 12, caratterizzato dal fatto che è ulteriormente previsto il caricamento di liquido in una sezione (V3) di detto dispositivo (1) che è comune a dette camere di dosaggio (V1,V2), il caricamento e lo scarico di detta sezione (V3) essendo ottenuto nel corso del caricamento e dello scarico di una di dette camere (V1,V2).
- 15. Metodo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che un sensore di livello (Gl) provvede a rilevare l 'avvenuto scarico del liquido contenuto in ciascuna di dette camere (V1,V2). -
- 16. Metodo, secondo la rivendicazione 15, caratterizzato dal fatto che detto sensore di livello (Gl) è posizionato in detta sezione comune (V3) ed è atto a controllare anche il livello di riempimento di dette camere (V1,V2) e di detta sezione (V3).
- 17. Macchina di lavaggio e/o metodo di dosaggio del liquido in una macchina di lavaggio, secondo l’insegnamento della presente descrizione e dei disegni annessi.
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