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ITTO970055U1 - Cerniera per serramenti apribili ad anta, particolarmente porte e fine stre. - Google Patents

Cerniera per serramenti apribili ad anta, particolarmente porte e fine stre. Download PDF

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ITTO970055U1
ITTO970055U1 IT97TO000055U ITTO970055U ITTO970055U1 IT TO970055 U1 ITTO970055 U1 IT TO970055U1 IT 97TO000055 U IT97TO000055 U IT 97TO000055U IT TO970055 U ITTO970055 U IT TO970055U IT TO970055 U1 ITTO970055 U1 IT TO970055U1
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IT
Italy
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threaded
hole
cavity
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IT97TO000055U
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Savio Spa
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Description

DESCRIZIONE
Il presente trovato si riferisce ad una cerniera per serramenti apribili ad anta, particolarmente porte e finestre, comprendente:
almeno due nodi sovrapposti, ognuno con una parte a boccola e con un'ala di fissaggio, rispettivamente al telaio fisso ed al telaio mobile del serramento, in cui una prima parte a boccola presenta una cavità generalmente cilindrica ed una seconda parte a boccola presenta una cavità di sezione allungata in una direzione trasversale diametrale che, nella condizione installata, è parallela ad un piano generale del serramento, ed in cui la parete della cavità della seconda parte a boccola presenta un foro laterale allineato con la suddetta direzione diametrale e tramite il quale la cavità comunica con l'esterno della seconda parte a boccola,
un manicotto inserito nella cavità della prima parte a boccola,
un perno estendentesi nel manicotto e nella seconda parte a boccola, e
mezzi di regolazione a vite che si estendono trasversalmente nella cavità della seconda parte a boccola ed impegnano un foro diametrale filettato del perno per consentire la regolazione della posizione del perno secondo detta direzione diametrale .
Una cerniera di questo genere è nota dal documento EP-A-0271 053.
In questa cerniera nota, nella cavità della seconda parte a boccola si trova un inserto prismatico scorrevole a guisa di slitta nella suddetta direzione trasversale della cavità e che presenta un foro cilindrico attraversato con precisione dal perno .
Nella cerniera nota i mezzi di regolazione a vite trasversali sono costituiti da una singola vite con testa che in una realizzazione è impegnata in un foro filettato diametrale del perno.
L'inserto prismatico è dotato di almeno una flangia terminale interposta tra le parti a boccola di due nodi sovrapposti per garantire che l'asse del perno e del relativo foro dell'inserto rimangano sempre paralleli all'asse della seconda parte a boccola e che il perno si sposti parallelamente a se stesso quando la sua posizione viene regolata per mezzo della vite trasversale.
In altre parole, la flangia dell'inserto ha la funzione di impedire al perno di oscillare rispetto alla seconda parte a boccola.
La regolazione della posizione del perno verso destra o verso sinistra in un piano parallelo al piano generale di un serramento è molto utile per consentire la messa in quadro del telaio mobile del serramento rispetto al telaio fisso.
Ad esempio, supponendo che il battente di una porta sia sospeso tramite due o più cerniere, con la suddetta regolazione di almeno una delle cerniere è possibile alzare il lato del battente opposto a quello incernierato per evitare che il bordo inferiore del battente raschi il pavimento se quest'ultimo non è in quadro con il montante o stipite del telaio fisso che porta le cerniere.
Una regolazione di questo genere deve comportare inevitabilmente un piccolo scostamento dei perni delle cerniere dall'assetto verticale o perpendicolare al pavimento. A questa modificazione dell'assetto deve corrispondente una disposizione lievemente obliqua dei perni che la soluzione del documento EP-A-0 271 053 appare contrastare in modo innaturale.
Ciò che importa effettivamente ai fini della dolcezza dei movimenti di apertura e chiusura di una porta o di una finestra è che i perni delle sue cerniere possano oscillare,ossia assestarsi spontaneamente rispetto ai nodi, nei limiti consentiti dagli inevitabili giochi di fabbricazione tra i perni stessi e le parti a boccola dei nodi.
Nella soluzione secondo il documento EP-A-0 271 052 il manicotto della prima parte a boccola presenta superfici esterna ed interna cilindriche concentriche tra loro, per cui il perno inserito nel manicotto non dispone di alcuna possibilità di regolazione .
Gli installatori ben sanno che, a causa delle tolleranze di fabbricazione e di installazione, ben raramente un telaio mobile di una porta o di una finestra combacia perfettamente con il telaio fisso quando il serramento è chiuso. Questo combaciamento è tanto più desiderabile quando in un serramento esterno uno dei due telai è corredato da una guarnizione di tenuta che, a serramento chiuso, deve essere compressa nella misura ottimale affinché la tenuta alle intemperie sia garantita.
Esiste perciò il desiderio di poter regolare una cerniera del tipo considerato anche in una direzione perpendicolare al piano generale del serramento .
Per la presenza del manicotto cilindrico, che ha la sola finizione di cuscinetto radiale, le cerniere secondo il documento EP-A-0271 052 non consentono quest'ultimo tipo di regolazione, probabilmente per un pregiudizio del quale si parlerà più avanti .
Lo scopo principale del presente trovato è quello di realizzare una cerniera del tipo considerato che sia suscettibile di regolazione sia parallelamente che perpendicolarmente al piano generale di un serramento, pur consentendo gli assestamenti naturali del perno in posizioni leggermente oblique, ossia disallineate rispetto al perno di un'altra cerniera .
Secondo il trovato questo scopo è raggiunto per mezzo di una cerniera del tipo considerato, caratterizzata dal fatto che:
il perno è contenuto nella cavità della seconda parte a boccola con un gioco tale da permettere il suo movimento almeno nella suddetta direzione diametrale,
i mezzi di regolazione a vite includono almeno un elemento filettato e presentano una coppia di estremità di riscontro opposte atte ad attestarsi a guisa di fulcri contro rispettive facce diametralmente opposte che delimitano la cavità in corrispondenza del suddetto foro laterale, tali mezzi di regolazione a vite presentando almeno una formazione impegnabile mediante un attrezzo di manovra inserito dall'esterno attraverso il foro laterale della seconda parte a boccola,
il suddetto manicotto presenta una cavità cilindrica eccentrica nella quale è inserito il perno, tale manicotto e la prima parte a boccola presentando formazioni d'inchiavettamento reciproco tali da permettere un orientamento stabile del manicotto in più di una posizione angolare attorno all'asse della cavità della prima parte a boccola allo scopo di regolare la posizione del telaio mobile rispetto al telaio fisso in una direzione normale al piano generale del serramento.
In una cerniera secondo il trovato la posizione del perno nel piano parallelo al piano generale del serramento può essere regolata per mezzo di detti mezzi di regolazione a vite che definiscono in pari tempo fulcri i quali, cooperando con le relative superfici della cavità della seconda parte a boccola, permettono al perno di oscillare almeno limitatamente e di assestarsi nell'assetto angolare più naturale rispetto al relativo nodo e rispetto alle altre cerniere.
Una cerniera secondo il trovato comprende pure un manicotto eccentrico che ne consente la regolazione in particolare in una direzione perpendicolare al piano generale del serramento.
Una soluzione di questo genere è nota dal documento DE-A-2160 519. Questo documento riguarda una cerniera un cui nodo è dotato di un manicotto eccentrico per la regolazione della posizione del perno in entrambe le direzioni parallele e perpendicolare al piano generale del serramento.
Il trovato è basato sulla constatazione del fatto che una regolazione, per mezzo di un manicotto eccentrico, è quanto è necessario e sufficiente per regolare al massimo di un millimetro o due la distanza tra un telaio mobile ed un telaio fisso, e conseguentemente la compressione dell'eventuale guarnizione, ma non è sufficiente a correggere in misura efficace un difetto di posizionamento di un telaio mobile nel piano parallelo al piano generale del serramento.
Quest'ultimo tipo di regolazione può richiedere infatti, per ciascuna cerniera, uno spostamento laterale del perno di diversi millimetri.
Per la regolazione di un perno di cerniera nelle due direzioni suddette è già stata proposta, secondo il documento EP-A-0467 122, una cerniera che comprende due manicotti eccentrici inseriti uno nell'altro, grazie ai quali è possibile annullare un difetto di regolazione in una delle direzioni, provocato da una regolazione nell'altra direzione.
Questa soluzione non risolve completamente il problema per il fatto che non permette di regolare a sufficienza la posizione laterale di un perno in un piano parallelo al piano generale di un serramento.
Questo spostamento parallelo al piano generale è di un ordine di grandezza maggiore di quello dello spostamento perpendicolare al piano generale del serramento ed in effetti l'annullamento dell'errore di regolazione in questa direzione per mezzo di un secondo manicotto eccentrico costituisce ai fini pratici un falso problema.
D'altra parte, la presenza di uno o di due manicotti eccentrici impone che il perno non si possa disporre obliquamente rispetto a questi manicotti.
Da questa imposizione deriva probabilmente il pregiudizio secondo cui in una cerniera secondo il documento EP-A-0271 053 un manicotto eccentrico non possa essere utilizzato con un perno inserito in modo oscillante in una parte a boccola contigua.
Dagli esperimenti effettuati dalla Richiedente la combinazione rivendicata è invece tutt'altro che indesiderabile: essa evita infatti che, diversamente dal documento EP-A-0271 053, la regolazione di una cerniera avvenga, grazie alla possibilità di oscillazione del perno, senza la generazione di sforzi indesiderabili nella cerniera sottostante o sovrastante, a tutto vantaggio della dolcezza dei movimenti di apertura e chiusura dell'anta del serramento .
Il trovato è stato sviluppato nella sua applicazione a porte relativamente pesanti, con telai di profilati metallici, ma non è limitato a questa applicazione .
Benché nei disegni annessi sia stata illustrata una cerniera a due nodi, è inteso che il trovato è applicabile alle cerniere a più nodi, ad esempio con due nodi destinati al fissaggio ad un telaio fisso ed inquadranti un nodo intermedio destinato al fissaggio ad un telaio mobile.
L'oggetto del trovato e sue ulteriori caratteristiche e vantaggi appariranno meglio dalla lettura della descrizione particolareggiata che segue, fatta con riferimento ai disegni annessi, dati a titolo d'esempio non limitativo e nei quali:
la figura 1 è una vista in prospettiva di una cerniera a due nodi secondo il trovato,
le figure 2a e 2b rappresentano viste in prospettiva esplose degli elementi della cerniera della figura 1 secondo una prima forma d'attuazione del trovato, rispettivamente di una sua parte superiore e di una sua parte inferiore,
la figura 3 è una sezione longitudinale eseguita nel piano indicato III-III nella figura 1,
le figure 4 e 5 sono sezioni trasversali eseguite nei piani indicati, rispettivamente, con IV e V nella figura 3,
la figura 6 è una vista in prospettiva ingrandita di un organo d'inchiavettamento molleggiato associato al perno della cerniera,
la figura 7 è una vista in prospettiva analoga a quella della figura 2a, relativa ad un'altra forma d'attuazione del trovato,
la figura 8 è una sezione longitudinale della cerniera secondo l'altra forma d'attuazione del trovato, ancora eseguita nel piano indicato III-III nella figura 1, e
la figura 9 rappresenta una vista simile alla figura 8 durante la regolazione dell'assetto della cerniera dell'altra forma d'attuazione, eseguita successivamente al suo assemblaggio.
Con riferimento alla figura 1, una cerniera comprende un nodo inferiore 10 ed un nodo superiore 12 sovrapposto al nodo 10.
Il nodo inferiore 10 comprende, in un solo pezzo, una prima parte a boccola 14 ed un'ala 16 di fissaggio ad un montante di un telaio fisso di un serramento, quale una porta od una finestra.
Nella condizione installata l'estremità inferiore della parte a boccola 14 è chiusa da un cappuccio protettivo 17.
Il nodo superiore 12 comprende a sua volta, in un solo pezzo, una seconda parte a boccola 18 ed un'ala 20 di fissaggio ad un corrispondente montante del telaio mobile del serramento.
Nella condizione installata l'estremità superiore della parte a boccola 18 è chiusa parimenti da un cappuccio protettivo 21.
Riferendosi alle figure 2a a 5, che illustrano una prima forma d'attuazione del trovato, nelle due parti a boccola 14 e 18 è inserito un perno cilindrico 22.
La prima parte a boccola 14 presenta una cavità 24 generalmente cilindrica e la seconda parte a boccola 18 presenta una cavità 26 con una sezione allungata in una direzione trasversale diametrale.
La disposizione è tale che quando il nodo superiore 12 è fissato al relativo montante per mezzo della sua ala 20, la direzione trasversale diametrale della sezione allungata della cavità 26 è parallela ad un piano generale del serramento, per i motivi che saranno chiariti più avanti.
Nella cavità 24 della prima parte a boccola 14 è inserito un manicotto 28 di un materiale plastico autolubrificante ed a basso coefficiente d'attrito, quale un poliacetalico.
Il manicotto 28 presenta una cavità cilindrica eccentrica 30 nella quale è inserita la parte inferiore del perno 22.
L'eccentricità della cavità 30 rispetto alla superficie periferica del manicotto 28 può essere ad esempio di 1 mm.
La configurazione eccentrica del manicotto 14 ha lo scopo di permettere una regolazione della posizione del telaio mobile del serramento rispetto al telaio fisso in una direzione normale al piano generale del serramento stesso.
Per permettere una regolazione stabile di questa posizione, la prima parte a boccola 14 presenta internamente (figure 2b, 3 e 4), una terna di cave longitudinali 32 ed il manicotto 28 presenta una corrispondente formazione a chiavetta 34.
Riferendosi alla figura 4, si supporrà che la chiavetta 34 sia stata inserita all'atto del montaggio nella cava centrale della tem a di cave 32. Se l'installatore constata che in queste condizioni il telaio mobile è troppo scostato dal telaio fisso, egli modifica l'orientamento del manicotto 28 secondo la freccia FI, spostando corrispondentemente il perno 22 ed il nodo superiore 12 secondo la freccia Gl e poi disponendo la chiavetta 34 nella tacca 32 situata più in alto nella figura 4.
Se viceversa l'installatore constata che il telaio mobile è troppo vicino al telaio fisso, egli fa ruotare il manicotto 28 secondo la freccia F2, spostando così il pern o 22 ed il nodo superiore 12 secondo la freccia G2 ed inserisce la chiavetta 34 nella cava 32 situata più in basso nella figura 4. Agli spostamenti desiderati del perno 22 e del nodo superiore 12 secondo le frecce G2 corrisponde pure, a causa dell'eccentricità del manicotto 28, un loro spostamento nel piano parallelo al piano generale del serramento, ma questo spostamento è del tutto trascurabile e può essere comunque assorbito od annullato dal sistema di regolazione associato al nodo superiore 12, di cui si dirà più avanti.
Per facilitare la manovra di regolazione per mezzo del manicotto 28, quest'ultimo (figure 2b e 3) presenta una parete di fondo 36 con una sede esagonale 38 di ricezione di una corrispondente chiave esagonale .
L'installatore, con il telaio mobile leggermente sollevato rispetto al telaio fisso,per effettuare la regolazione inserisce la chiave nella sede 38, solleva il manicotto 38 in modo da disinserire la chiavetta 34 dalla cava 32 in cui esso si trova, e poi fa girare il manicotto 28 fino a portare la chiavetta 34 in allineamento con un'altra cava 32, dopodiché il manicotto 28 viene lasciato ridiscendere .
Il manicotto 28 è dotato, all'estremità opposta alla parete di fondo 36, di una flangia periferica 40 fungente da cuscinetto reggispinta tra le due parti a boccola 14 e 18.
Nel modo usuale, tra la flangia 40 e la parte a boccola 18 del nodo superiore 12 possono essere inserite una o più rondelle di spessoramento 42.
Come illustrato nelle figure 2b e 3, nella superficie esterna del manicotto 28 possono essere praticate rientranze 44 ad estensione semicircolare, separate da nervature 46, allo scopo di alleggerire il manicotto stesso e di uniformare gli spessori.
Riferendosi alle figure 2a, 3 e 5, all'incirca a metà dell'altezza della seconda parte a boccola 18 si trova un elemento a vite trasversale 48. L'elemento a vite 48 è un grano filettato senza testa le cui estremità contrastano a guisa di fulcri contro rispettive facce diametralmente opposte 50 della cavità 26.
Preferibilmente, come rappresentato, la cavità 26 è delimitata da scanalature diametralmente opposte 52 di cui le facce 50 sono le superfici di fondo .
Il grano filettato 48 si estende attraverso un foro diametrale filettato 54 del perno 22.
Nella parete della seconda parte a boccola 18 è praticato, all'altezza del grano 48, un foro laterale 56 che sbocca dal lato dell'ala di fissaggio 20.
Il grano filettato 48 presenta un foro assiale passante 58 di sezione esagonale, che è sostanzialmente allineato con il foro laterale 56.
Il foro esagonale 58 è destinato a ricevere una chiave esagonale del tipo a brugola, allo scopo di produrne la rotazione in modo da spostare la parte superiore del perno 22 a destra od a sinistra secondo la doppia freccia F3 delle figure 3 e 5.
L'asse del grano 48 è così disposto da risultare parallelo al piano generale del serramento, per cui una regolazione secondo la doppia freccia F3 consente di spostare il nodo superiore 12 a destra od a sinistra per la messa in quadro del telaio fisso rispetto al telaio mobile.
Lo spostamento di regolazione secondo la doppia freccia F3 può essere di 1-2 mm ed è comunque tale da assorbire gli spostamenti, nella stessa direzione, prodotti dalla regolazione ottenuta con il manicotto 28.
Nella regolazione secondo la doppia freccia F3 le estremità del grano 48, contrastando contro le facce 50, si comportano come fulcri.
Per garantire il corretto orientamento del foro esagonale 58 rispetto al foro laterale 56, la parte superiore del perno 22 è provvista di organi d'inchiavettamento 60 diametralmente opposti, i quali sono impegnati nelle scanalature 52 ed impediscono la rotazione relativa del perno 22 e della parte a boccola 18.
Preferibilmente, come rappresentato, ciascun organo d'inchiavettamento 60 è sotto forma di una lamella elastica, ad esempio di materiale plastico, sagomata a guisa di molla a balestra.
Riferendosi alla figura 6, ciascuna lamella elastica 60 comprende un tratto intermedio 62 che presenta un foro centrale 64 di diametro leggermente minore del diametro del grano 48 in modo tale che a seguito dell'avvitamento del grano 48, esso viene filettato a forzamento così da determinare una resistenza all'ulteriore rotazione del grano 48 al fine di evitare che la regolazione ottenuta con un determinato avvitamento del grano 48 possa alterarsi a seguito di cause accidentali.
Il tratto intermedio 62 è fiancheggiato da due alette a squadra 66.
Il grano filettato 48 è avvitato nel foro 64 e trattiene la lamella elastica 60 con le sue alette 66 in appoggio contro il perno 22.
Preferibilmente, sono predisposti mezzi di bloccaggio assiale ausiliari del grano 48, che consistono, ad esempio, in un grano filettato ausiliario 63 che impegna un foro cilindrico filettato 65 praticato assialmente nel perno 22 in modo da sboccare in corrispondenza del foro filettato 54. Il grano ausiliario 63, che si estende quindi perpendicolarmente al grano filettato 4B, è atto a bloccare per interferenza radiale il grano 48 nella sua posizione assiale raggiunta a seguito di una regolazione, garantendo che piccole vibrazioni conseguenti alla manovra del serramento non possano spostarlo da tale posizione. Convenientemente, una pastiglia 67 di materiale deformabile quale un materiale plastico, può essere interposta fra il grano ausiliario 63 ed il fianco del grano 48 per non danneggiare la filettatura del grano 48.
La lamella elastica 60 comprende ancora due branche opposte 68 di forma angolata che costituiscono semibalestre impegnate elasticamente da una parte con il perno 22 e dall'altra parte con la superficie di fondo 50 della rispettiva scanalatura 52.
In questo modo è consentita un'oscillazione laterale molleggiata del perno 22 attorno ai fulcri costituiti dalle estremità del grano filettato 48. Le lamelle elastiche 60 hanno pure una funzione di ricupero del gioco che evita fastidiosi battiti delle estremità del grano 48 contro le superfici di fondo 50, sia quando la cerniera è confezionata per la vendita che quando essa è installata.
Preferibilmente, alla cerniera è associata una spina 70 (figure 2a, 3 e 8) che, una volta effettuata la regolazione del grano 48, può essere inserita nel foro laterale 56 e nel foro esagonale 58 per impedire lo scorrimento relativo del perno 22 e della seconda parte a boccola 18 nella condizione installata della cerniera.
Una forma d'attuazione alternativa della cerniera secondo il trovato, ed in particolare del suo nodo superiore 12, verrà ora descritta con riferimento alle figure 7 a 9, nelle quali sono stati utilizzati gli stessi riferimenti numerici per indicare parti uguali o simili a quelle della forma d'attuazione descritta sopra.
Anche nel caso della presente forma d'attuazione, nelle due parti a boccola 14 e 18 è inserito un perno cilindrico 22 che impegna in particolare la cavità cilindrica 24 della prima parte a boccola 14, essendo tale parte del tutto corrispondente a quella già descritta a proposito della prima forma d'attuazione, nonché la cavità 26 di sezione allungata in direzione trasversale e diametrale della seconda parte a boccola 18.
Il foro diametrale filettato 54 del perno 22 è in questo caso impegnato da una coppia di grani filettati contrapposti 49 e 51, disposti coassialmente in modo tale che estremità di testa di tali grani, che sporgono esternamente al perno 22, si possono attestare a guisa di fulcri contro rispettive facce diametralmente opposte 50 della cavità 26, preferibilmente costituite dalle superfici di fondo di scanalature contrapposte 52 formate nella cavità 26, così da consentire una ridotta oscillazione angolare del perno 22 nella cavità 26.
Entrambi i grani 49 e 51 presentano un relativo foro assiale 59, 61 di sezione almeno in parte esagonale per 1'impegno da parte di una chiave di manovra a brugola T (figura 9) inserita attraverso il foro 56 della seconda parte a boccola 12. L'asse comune dei grani 59 e 61 è disposto in modo da risultare parallelo al piano generale del serramento, per cui una regolazione secondo la doppia freccia F3 consente di spostare il nodo superiore 12 a destra od a sinistra per la messa in quadro del telaio fisso rispetto al telaio mobile. Preferibilmente, ciascun foro 59, 61 dei grani 49 e 51 comprende una prima porzione assiale nella quale è formata la relativa formazione esagonale, ed un'altra porzione assiale contigua che definisce una cavità assiale 59a, 61a più ampia radialmente della porzione a sezione esagonale. Le cavità assiali 59a e 61a dei due grani 49 e 51 sono destinate ad essere disposte adiacenti fra loro nella condizione installata, in modo tale che le formazioni esagonali 59, 61 siano assialmente separate così da facilitare l'impegno del solo grano 49, dalla parte del foro 56, nel corso della regolazione della posizione del perno 22, come risulterà più chiaro nel seguito.
Le estremità di testa dei grani 49 e 51 che, come detto sopra, sporgono radialmente dal perno 22 ed impegnano le scanalature 52, costituiscono organi d'inchiavettamento diametrali del perno 22, al fine di impedire la sua rotazione rispetto alla parte a boccola 18, garantendo il corretto orientamento dei fori esagonali 59 e 61 rispetto al foro laterale 56.
Se le estremità di testa dei grani 49 e 51 impegnano scanalature 52 più larghe del loro diametro, il che può ad esempio verificarsi se le parti a boccola 18 dei nodi superiori 12 vengono fabbricate tutte di una dimensione unica per poter essere utilizzate indifferentemente con la prima o la seconda forma d'attuazione del presente trovato, può essere preferibile utilizzare grani 49 e 51 provvisti di teste allargate, le quali, pur consentendo ancora una sufficiente possibilità di oscillazione angolare del perno 22 all'interno della cavità 26, permetteranno di garantire la funzione d'inchiavettamento diametrale sopra descritta.
Per operare la regolazione della posizione del nodo superiore 12 a destra od a sinistra per la messa in quadro del telaio fisso rispetto al telaio mobile, secondo la direzione della doppia freccia F3, la parte a boccola 18 viene innestata sul perno 22 con i due grani 49 e 51 già impegnati nel foro filettato 54 e disposti ravvicinati fra loro in modo tale che sia presente un gioco fra le teste dei grani e le corrispondenti superfici di fondo delle scanalature 52.
Raggiunta la posizione di allineamento fra il foro 56 e le formazioni esagonali 59 e 61, ottenibile eventualmente regolando la distanza assiale fra le parti a boccola 14 e 18 con l'impiego di elementi di spessoramento, può essere inserita una chiave a brugola T attraverso il foro 56. La chiave T viene inizialmente inserita solo tanto da impegnare la formazione 59 del grano 49 adiacente al foro 56 (posizione della chiave T illustrata a tratto pieno nella figura 9). Essa viene manovrata in questa posizione per ruotare il grano 49 in modo da allontanarlo dal grano 51 fino a portare le teste dei grani 49 e 51 in battuta contro le rispettive superfici di fondo delle scanalature 52.
La chiave T viene poi spinta lungo la direzione indicata dalla doppia freccia F4 fino a portare la sua estremità d'azionamento in battuta contro il fondo della scanalatura 52 opposta al foro 56 (posizione della chiave T illustrata a tratteggio). In tal modo è certo che la chiave T impegna simultaneamente le formazioni 59 e 61 dei grani 49 e 51. Ruotando la chiave T in questa posizione è possibile regolare la posizione del perno 22 nella direzione della doppia freccia F3 lungo la cavità 26.
Raggiunta la regolazione desiderata della posizione del perno 22, si estrae la chiave T, sempre nella direzione della freccia F4, in modo da impegnare nuovamente la sola formazione 59 del grano 49, portando la chiave T nella posizione illustrata a tratto pieno. In tale posizione, la chiave T viene ruotata per allontanare il grano 49 dal grano 51, fino a forzare leggermente le teste dei due grani contro le superfici di fondo delle scanalature 52. In tal modo i grani 49 e 51 sono serrati così da realizzare un dispositivo di bloccaggio del tipo dado-controdado con funzione anti-svitamento.
Si descriverà ora un'ulteriore caratteristica preferita del trovato, comune ad entrambe le forme d'attuazione descritte sopra.
Come illustrato nelle figure 2a, 2b, 3 e 7, l'ala 16 del nodo inferiore 10 e l'ala 20 del nodo superiore 12 presentano fori, rispettivamente 72, 74, per il passaggio di viti con testa di fissaggio ai relativi telai del serramento.
Inoltre, le figure 1, 2a, 2b, 4, 5 e 7, illustrano coperchi massicci sagomati 76, 78, associati ai relativi nodi 10, 12.
Una volta che i nodi 10, 12 sono stati fissati ai rispettivi telai, l'installatore applica i coperchi 76, 78 sulle rispettive ali 16, 20, così da coprire le teste delle viti inserite nei fori 72, 74 .
Per il fissaggio di ciascun coperchio 76, 78 al rispettivo nodo 10, 12, ciascun nodo presenta un foro liscio passante 80, 82 e ciascun coperchio 76, 78 presenta un rispettivo foro filettato 84, 86 (figure 4 e 5).
Ciascun foro passante 82, 84 si estende obliquamente nel relativo nodo 10, 12 a partire da una sua faccia che risulta accessibile soltanto quando 11 serramento è aperto ad anta.
Il fissaggio di ciascun coperchio 76, 78 al relativo nodo 10, 12 è realizzato per mezzo di una rispettiva vite 88, 90 inserita nel relativo foro passante 80, 82 ed avvitata nel rispettivo foro filettato 84, 86.
Ciascuna vite 88, 90 presenta una testa 92, 94 ad esagono interno (od altra estremità di manovra) che, come si può osservare nelle figure 4 e 5, è completamente celata entro la cerniera quando il serramento è chiuso.
Questa disposizione costituisce una sicurezza contro lo scasso, poiché quando il serramento è chiuso un malintenzionato non può accedere alle viti di fissaggio dei nodi ai telai del serramento, grazie alla presenza dei coperchi 76, 78.
Così pure, il coperchio 78 del nodo superiore 12 maschera l'apertura laterale 56 e non permette l'estrazione della spina 70, estrazione che permetterebbe di sfilare il nodo superiore 12 dal perno.

Claims (16)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Cerniera per serramenti apribili ad anta, particolarmente porte e finestre, comprendente: almeno due nodi sovrapposti (10, 12), ognuno con una parte a boccola (14, 18) e con un'ala (16, 20) di fissaggio, rispettivamente al telaio fisso ed al telaio mobile del serramento, in cui una prima parte a boccola (14) presenta una cavità generalmente cilindrica (24) ed una seconda parte a boccola (18) presenta una cavità (26) di sezione allungata in una direzione trasversale diametrale che, nella condizione installata, è parallela ad un piano generale del serramento, ed in cui la parete della cavità (26) della seconda parte a .boccola (18) presenta un foro laterale (56) allineato con la suddetta direzione diametrale e tramite il quale la cavità (26) comunica con l'esterno della seconda parte a boccola (18), un manicotto (28) inserito nella cavità (24) della prima parte a boccola (14), un perno (22) estendentesi nel manicotto (28) e nella seconda parte a boccola (18), e mezzi di regolazione a vite (48; 49, 51) che si estendono trasversalmente nella cavità (26) della seconda parte a boccola (18) ed impegnano un foro diametrale filettato (54) del perno (22) per consentire la regolazione della posizione del perno (22) secondo detta direzione diametrale, caratterizzata dal fatto che:· il perno (22) è contenuto nella cavità (26) della seconda parte a boccola (18) con un gioco tale da permettere il suo movimento almeno nella suddetta direzione diametrale, i mezzi di regolazione a vite includono almeno un elemento filettato (48; 49, 51) e presentano una coppia di estremità di riscontro (48a, 48b; 49a, 51a) opposte atte ad attestarsi a guisa di fulcri contro rispettive facce diametralmente opposte (50) che delimitano la cavità (26) in corrispondenza del suddetto foro laterale (56), tali mezzi di regolazione a vite (48; 49, 50) presentando almeno una formazione (58; 59, 61) impegnabile mediante un attrezzo di manovra (T) inserito dall'esterno attraverso il foro laterale (56) della seconda parte a boccola (18), il suddetto manicotto (28) presenta una cavità cilindrica eccentrica (30) nella quale è inserito il perno (22), tale manicotto (28) e la prima parte a boccola (14) presentando formazioni d'inchiavettamento reciproco (32, 34) tali da permettere un orientamento stabile del manicotto (28) in più di una posizione angolare attorno all'asse della cavità (24) della prima parte a boccola (14) allo scopo di regolare la posizione del telaio mobile rispetto al telaio fisso in una direzione normale al piano generale del serramento.
  2. 2. Cerniera secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che la cavità (26) della seconda parte a boccola (18) è delimitata da scanalature (50) diametralmente opposte le cui superfici di fondo (52) costituiscono le suddette facce diametralmente opposte, e dal fatto che il perno (22) è provvisto di organi d'inchiavettamento (60) diametralmente opposti ed impegnati in tali scanalature (50) per impedire la rotazione relativa fra il perno (22) e la seconda parte a boccola (18).
  3. 3. Cerniera secondo la rivendicazione 1 oppure 2, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di regolazione a vite includono un singolo grano filettato (48) senza testa che presenta un foro assiale (58) avente sezione esagonale costituente detta formazione per l'impegno con una corrispondente chiave di manovra esagonale (T) del tipo a brugola.
  4. 4. Cerniera secondo la rivendicazione 3, caratterizzata dal fatto che ciascun organo d'inchiavettamento è sotto forma di una lamella elastica (60) sagomata a guisa di molla a balestra, con un tratto intermedio (62) che presenta un foro centrale (64) per il passaggio di una corrispondente estremità del grano filettato (48) e che contrasta contro il perno (22), e con due branche opposte (68) costituenti semibalestre impegnate elasticamente con il perno (22) e con la superficie di fondo (52) della rispettiva scanalatura (50),per consentire un'oscillazione laterale molleggiata del perno (22) attorno ai fulcri costituiti dalle estremità del grano filettato (48) e per recuperare i giochi tra le estremità del grano filettato (48) e le suddette superfici di fondo (52).
  5. 5. Cerniera secondo la rivendicazione 4, caratterizzata dal fatto che i fori centrali (64) delle lamelle elastiche (60) sono impegnabili con interferenza da parte del grano filettato (48) per la ritenuta delle lamelle stesse sul perno (22) e sul grano filettato (48).
  6. 6 . Cerniera secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che presenta mezzi di bloccaggio assiale (63) di detto elemento filettato (48).
  7. 7. Cerniera secondo la rivendicazione 6, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di bloccaggio assiale comprendono un organo filettato ausiliario (63) che impegna un foro cilindrico filettato (65) praticato nel perno (22) perpendicolarmente all'elemento filettato (48) ed è suscettibile di bloccare l'elemento filettato (48) per interferenza radiale.
  8. 8. Cerniera secondo la rivendicazione 1 oppure 2, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di regolazione a vite includono una coppia di grani filettati (49, 51) contrapposti presentanti rispettive formazioni (59, 61) impegnabili selettivamente o simultaneamente mediante un unico attrezzo di manovra (T) inserito dall'esterno attraverso il foro laterale (56) della seconda parte a boccola (18).
  9. 9 . Cerniera secondo la rivendicazione 8, caratterizzata dal fatto che i grani filettati (49, 51) presentano relativi fori assiali (59, 61) ai quali sono associate rispettive formazioni di sezione esagonale per l'impegno da parte di un'unica chiave di manovra del tipo a brugola (T).
  10. 10. Cerniera secondo la rivendicazione 8 oppure 9, caratterizzata dal fatto che dette formazioni (59, 61) associate ai fori assiali dei grani filettati (49, 51) si estendono per una porzione assiale di ciascuno dei grani (49, 51), le restanti porzioni assiali dei grani (49, 51) formando rispettive cavità assiali (59a, 61a) di ampiezza radiale maggiore delle relative formazioni (59, 61) e contigue con esse, entrambe tali cavità assiali di maggiore ampiezza (59a, 61a) dei due grani filettati (49, 51) essendo destinate ad essere disposte adiacenti fra loro nella condizione installata, per cui le formazioni (59, 61) dei grani (49, 51) risultano assialmente separate fra loro.
  11. 11. Cerniera secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 8 a 10, caratterizzata dal fatto che entrambi i grani filettati (49, 51) presentano un'estremità sporgente esternamente al foro diametrale filettato (54) del perno (22), tali estremità sporgenti essendo atte ad impegnare il fondo delle scanalature (50) in modo da svolgere la funzione di organi d'inchiavettamento diametralmente opposti per impedire la rotazione relativa fra il perno (22) e la seconda parte a boccola (18).
  12. 12. Cerniera secondo la rivendicazione 11, caratterizzata dal fatto che i grani filettati (49, 51) sono operabili in modo da svolgere la funzione di un dispositivo di bloccaggio del tipo dado-controdado per definire una posizione prescelta del perno (22) all'interno della cavità (26) della seconda parte a boccola (18).
  13. 13. Cerniera secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che i mezzi di regolazione a vite (48; 49, 51) presentano un foro assiale passante (58; 59, 61), e dal fatto che è provvista una spina (70) inseribile in modo amovibile in tale foro (58; 59, 61) e nel foro laterale (56) della seconda parte a boccola (18) per impedire lo scorrimento relativo del perno (22) e della seconda parte a boccola (18) nella condizione installata della cerniera.
  14. 14. Cerniera secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che le ali (16, 20) dei nodi (10, 12) presentano fori (72, 74) per il passaggio di viti con testa di fissaggio ai relativi telai del serramento, ciascun nodo (10, 12) essendo provvisto di un coperchio amovibile (76, 78) di copertura delle teste delle viti di fissaggio, il quale è fissabile al rispettivo nodo (10, 12) per mezzo di una vite (88, 90) attraversante un foro liscio passante (80, 82) del nodo (10, 12) a partire da una sua faccia che risulta accessibile soltanto quando il serramento è aperto ad anta, tale vite essendo avvitata in un foro cieco filettato (84, 86) del coperchio (76, 78) e presentando un'estremità di manovra (92, 94) situata su detta faccia.
  15. 15. Cerniera secondo la rivendicazione 14, caratterizzata dal fatto che il foro laterale (56) della seconda parte a boccola (18) sbocca all'esterno in una zona mascherata dal relativo coperchio (78).
  16. 16. Cerniera secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che il nodo (10) che comprende la prima parte a boccola (14) è un nodo inferiore destinato al fissaggio al telaio fisso del serramento ed il nodo (12) che comprende la seconda parte a boccola (18) è un nodo destinato al fissaggio al telaio mobile del serramento, e dal fatto che il suddetto manicotto (28) presenta una parete di fondo (36) con una formazione (38) impegnabile per mezzo di un attrezzo di manovra e che, nella condizione installata, è accessibile dal basso.
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