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ITTO960132U1 - Impianto di fertirrigazione autopilotato con mezzi di erogazione a suolo ed a foglia e mezzi antibrina a formazione di neve - Google Patents

Impianto di fertirrigazione autopilotato con mezzi di erogazione a suolo ed a foglia e mezzi antibrina a formazione di neve Download PDF

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ITTO960132U1
ITTO960132U1 IT96TO000132U ITTO960132U ITTO960132U1 IT TO960132 U1 ITTO960132 U1 IT TO960132U1 IT 96TO000132 U IT96TO000132 U IT 96TO000132U IT TO960132 U ITTO960132 U IT TO960132U IT TO960132 U1 ITTO960132 U1 IT TO960132U1
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Italy
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Description

Descrizione del Modello Industriale di Utilità dal titolo:
"Impianto di fertirrigazione autopilotato con mezzi di erogazione a suolo ed a foglia e mezzi antibrina a formazione di neve"
Il presente trovato concerne gli impianti di fertirrigazione autopilotati e più precisamente gli impianti del tipo descritto nel precedente brevetto italiano No. 1.061.205, comprendenti una sorgente di liquido in pressione, una conduttura di materiale elasticamente cedevole, una pluralità di erogatori distanziati ed una valvola di pilotaggio interposta tra la sorgente ed il primo erogatore della conduttura.
Gli impianti del tipo suddetto vengono riempiti ciclicamente e dopo ogni riempimento la valvola di pilotaggio, confrontando la pressione di mandata con quella esistente nell’ultimo tratto di conduttura, intercetta la mandata della sorgente connettendo con lo scarico il primo tratto di conduttura. Per effetto della conseguente diminuzione di pressione nel detto primo tratto di conduttura i tratti seguenti scaricano in successione il volume di liquido accumulato ciascuno attraverso l'erogatore che gli sta a monte in rapporto alla sorgente. A questo scopo ciascun erogatore è dotato di un otturatore differenziale a membrana, il quale, nella fase di carico, intercetta la luce di uscita dell'erogatore consentendo il passaggio del liquido dall'uno all'altro tratto di conduttura ed in quella di scarico intercetta il passaggio del liquido tra i tratti di conduttura adiacenti scoprendo contemporaneamente la luce di uscita dell'erogatore tra essi interposto.
Ogni erogatore scarica, ad ogni ciclo, una quantità di liquido (cosidetto sorso) corrispondente al volume immagazzinato nel rispettivo tratto di conduttura in pressione ed eroga detta quantità con una pressione rapidamente decrescente a partire da quella massima di alimentazione.
Conseguentemente negli impianti noti, generalmente alimentati a bassa pressione, gli erogatori sono esclusivamente rivolti verso il suolo per concentrare l'irrigazione al piede delle colture non essendo in grado di erogare utilmente, a causa del rapido decadimento della pressione stessa, un getto d'acqua diretto verso la chioma delle dette colture.
Ciò rappresenta un inconveniente ed una limitazione degli impianti noti del tipo specificato i quali non possono essere utilizzati per trattamenti, irrigazione o fertirrigazione a foglia, nè per i noti trattamenti antibrina che prevedono la copertura delle gemme con uno scudo di ghiaccio, ottenuto per irrorazione con getti d'acqua polverizzata.
Il presente trovato è essenzialmente diretto ad eliminare questi ed altri inconvenienti degli impianti noti e, nell'ambito di questa finalità generale, ha l'importante scopo di realizzare un impianto del tipo specificato ma "multìfunzione", dotato cioè di erogatori perfezionati in grado di erogare il liquido di irrigazione, o fertirrigazione, o trattamento, sia sul suolo che, selettivamente, o contemporaneamente, sulla chioma delle colture in relazione alle esigenze dei diversi interventi programmati.
Un altro scopo del trovato è quello di realizzare un impianto incorporante mezzi antibrina costituiti da diffusori atti alla formazione di neve, anziché di ghiaccio, come in quelli oggi presenti sul mercato.
Un ulteriore importante e particolare scopo del presente trovato è quello di realizzare un impianto di fertirrigazione con erogatori perfezionati atti a produrre l'erogazione selettiva al suolo o sulla chioma delle colture automaticamente in dipendenza della corrispondente attivazione selettiva di organi di pompaggio soggetti a mezzi di controllo automatico.
Altri importanti scopi del trovato sono quelli di realizzare un impianto di facile e comoda gestione, atto a consentire un'ampia programmabilità delle sequenze di intervento ed atto a ridurre sensibilmente, a parità di efficienza dei trattamenti di irrigazione e/o fertirrigazione, i consumi di acqua e di energia.
Secondo il presente trovato si conseguono questi ed altri importanti scopi realizzando un impianto del tipo menzionato avente le caratteristiche specifiche di cui alle rivendicazioni che seguono.
Sostanzialmente il trovato si basa sul concetto di perfezionare l'impianto di irrigazione munendolo di erogatori dotati ciascuno di due luci l'una per l'erogazione al suolo, l'altra per l'erogazione soprachioma, controllate da rispettivi otturatori differenziali a membrana e alimentando dette luci con sezioni di impianto separate, rispettivamente l'una a bassa e l'altra ad alta pressione. Le due sezioni di impianto comprendono rispettive tubazioni, vantaggiosamente riunite in un'unica struttura di conduttura a luci affiancate con sezione ad "8", controllate da rispettive valvole di pilotaggio ed alimentate da corrispondenti gruppi motopompa a bassa e, rispettivamente, ad alta pressione. I due gruppi motopompa possono essere energizzati contemporaneamente o selettivamente e per il secondo caso sono anche previsti mezzi di controllo automatico, tipicamente azionati da sensori di temperatura e umidità dell'aria e/o del suolo, per attivare singolarmente l'uno o l'altro gruppo motopompa e produrre corrispondentemente il trattamento a suolo, o a chioma a seconda delle esigenze di impiego.
Un'altra caratteristica dell'impianto secondo il trovato risiede nel fatto che la conduttura ad alta pressione include mezzi diffusori antibrina con emulsione d'aria per effetto venturi a scopo di produzione di neve.
Le caratteristiche, le finalità ed i vantaggi dell'impianto perfezionato secondo il presente trovato risulteranno chiaramente della descrizione dettagliata che segue e con riferimento agli annessi disegni nei quali:
- la fig. 1 è la vista schematica di un impianto di irrigazione perfezionato secondo il presente trovato, con i relativi componenti esplosi ed ingranditi a scopo di immediata comprensione, - la fig. 2 è la sezione longitudinale di un erogatore a due luci dell'impianto di fig. 1,
- la fig. 3 è la sezione di un diffusore antibrina con emulsionatore ad effetto venturi.
- la fig. 4 è la vista in elevazione di uno spezzone della struttura di conduttura a luci affiancate,
- la fig. 4a è una sezione secondo la linea IVa-IVa di fig. 4 Nei disegni con 10 è indicato genericamente l'impianto di irrigazione nel suo complesso il quale comprende due sezioni di impianto alimentate da rispettive sorgenti di liquido in pressione costituite da gruppi motopompa 11-11' rispettivamente a bassa ed alta pressione, ed includenti valvole di pilotaggio 12-12', regolatori di pressione RP, una conduttura genericamente indicata con 13, una pluralità di erogatori 14 disposti in serie sulla conduttura 13 e spaziati di un opportuno tratto, scelto in relazione alle esigenze di impiego, ed una pluralità di diffusori a suolo 15, a chioma 16 ed antibrina 17.
Le valvole di pilotaggio 12, di tipo per sè noto, sono provviste ciascuna per produrre il riempimento ciclico della rispettiva sezione di impianto e, dopo ogni riempimento, per intercettare la mandata d'acqua proveniente dalla rispettiva sorgente 11-11' e connettere con il rispettivo scarico S-S' il primo tratto di conduttura 13 compreso tra la valvola di pilotaggio medesima e l'erogatore 14. A questo scopo ogni valvola 12-12', di tipo differenziale, è in grado di confrontare la pressione di mandata della rispettiva sorgente 11-11' con la pressione esistente nell'ultimo tratto della rispettiva sezione di impianto e di connettere con lo scarico il primo tratto della rispettiva conduttura quando - essendo la sezione di impianto riempita - dette pressioni si uguagliano. Una valvola differenziale perfezionata di questo tipo è descritta nel brevetto italiano No. 1.241.687 e si intende conosciuta dal tecnico del ramo.
Per effetto della diminuzione di pressione nel detto primo tratto di conduttura di ogni sezione di impianto i tratti seguenti scaricano in successione il volume di liquido accumulato, ciascuno attraverso l'erogatore 14 che gli sta a monte rispetto alla propria sorgente 11-11' . Ciascun tratto di conduttura costituisce quindi un accumulatore di liquido ed a questo scopo la conduttura è preferibilmente realizzata in materiale elasticamente cedevole, tipicamente materiale polimerico.
Secondo il presente trovato ciascun erogatore 14 è provvisto di due porzioni indipendenti ed affiancate ciascuna con una propria luce di erogazione 18-19 l'una per l'irrigazione al suolo, l'altra per l'irrigazione o il trattamento soprachioma.
Corrispondentemente ogni erogatore 14 è alimentato da una coppia di tubazioni 130-131 rispettivamente a bassa e ad alta pressione costituenti le dette due porzioni di impianto collegate ciascuna al corrispondente gruppo motopompa 11-11' ed includenti ciascuna la rispettiva valvola di pilotaggio 12-12'. Le due tubazioni 130-131 sono riunite nell'unica struttura di conduttura 13 la quale prsenta così due luci affiancate ed una corrispondente sezione sostanzialmente ad "8" (fig. 4) .
Riferendosi ora specificamente alla fig. 2 si vede che ciascun erogatore 14 comprende una coppia di otturatori a membrana elastica 20-21 per il controllo delle corrispondenti luci 18-29. Tali otturatori sono alloggiati in corrispondenti camere di carico 22-23 provviste in corrispondenti sezioni adiacenti e simmetriche del corpo 14' dell'erogatore, il quale è preferibilmente realizzato in materiale polimerico.
Ciascuna membrana si appoggia da un lato su un labbro terminale saliente 18' -19' della corrispondente luce e dall'altro lato si impegna su un bordo circolare separante, in ciascuna camera di carico 22-23 una corrispondente porzione ribassata di camera 22’ e rispettivamente 23' . Con le porzioni ribassate delle camere di carico comunicano rispettivi condotti di ingresso 24-25 del liquido tr attamento e dalla,, medesima camera di carico si dipartono rispettivi condotti di uscita 26-27 del liquido stesso.
Ai copdotti di ingresso e uscita corrispondenti 24-26 e 25-27 sono collegati tratti adiacenti delle rispettive tubazioni 130-131 a bassa e ad alta pressione; essendo la pressione di esercizio della tubazione 130 tipicamente scelta pari a 3 bar e quella della tubazione 131 a 5 bar. Mediante rami di conduttura derivata 28 e 29 a singola tubazione, la luce 18 dell'erogatore 14 è collegata ad uno o più diffusori a suolo 15 che vengono così alimentati a bassa pressione, e la luce 19 è collegata ad uno o più diffusori a chioma 16 e/o a diffusori antibrina 17 i quali vengono così alimentati ad alta pressione.
La fig.3 mostra la struttura di un diffusore antibrina 17 il quale, secondo il presente trovato, include mezzi emulsionatori d'aria atti alla produzione di fiocchi di neve in grado di proteggere le gemme delle colture dall'azione del gelo. A questo scopo il diffusore 17 comprende un corpo 170 all'interno del quale è inserita una camicia cilindrica 171 definente una camera anulare 172 terminante in un cono di diffusione 173; la camicia cilindrica presentando un condotto assiale 174 di aspirazione d’aria terminante anch'esso nel cono di diffusione 173. Nella camera anulare 172 sbocca il condotto di ingresso 175 dell'acqua alimentata ad alta pressione mediante il ramo di conduttura derivata 19. L'acqua accelerata nella camera anulare 172, decelera nebulizzandosi, nel cono di diffusione 173 e crea una depressione che richiama aria dal condotto di aspirazione assiale 174, la quale viene così emulsionata al liquido nebulizzato.
Ogni sezione dell'impianto funziona autonomamente ma in modo identico e prevede una fase di carico nella quale il liquido di trattamento, pompato dal rispettivo gruppo motopompa 11-11* attraversa in successione i diversi erogatori 14 passando dal rispettivo condotto di ingresso 24-25 nella camera di carico 22-23 attraverso il bordo circolare che separa la porzione ribassata di ogni camera, ed uscendo ' dal rispettivo condotto di uscita 26-27.
In tale fase di riempimento, le membrane elastiche 20-21, spinte dalla pressione di carico, aderiscono ai labbri terminali salienti 18’-19’ intercettando la corrispondente luce di erogazione 18-19.
Nella successiva fase di erogazione, diminuendo la pressione del liquido nei condotti di ingresso 24-25, il liquido contenuto in pressione nei tratti di conduttura a valle di ciascun erogatore, rifluisce nella rispettiva camera di carico 22-23 e spinge la rispettiva membrana 20-21 in impegno di tenuta contro il bordo circolare della porzione ribassata di camera intercettando la comunicazione della corrispondente camera di carico con il relativo condotto di ingressso e scoprendo contemporaneamente la rispettiva luce di erogazione 18-19.
Le due sezioni di impianto possono essere attivate contemporaneamente o selettivamente. Per il secondo caso il trovato prevede anche l'impiego di mezzi di controllo automatico 30, tipicamente azionati da sensori di temperatura 31 e di umidità 32 dell'aria e/o del suolo capaci di attivare singolarmente l'uno o l'altro gruppo motopompa 11-11' e produrre corrispondentemente il trattamento a suolo o a chioma.
Naturalmente gli effetti del presente modello si estendono ai modelli che conseguono pari utilità impiegando il medesimo concetto innovativo definito dalle seguenti rivendicazioni nelle quali i numeri di riferimento sono riportati a solo titolo di migliore comprensione.

Claims (1)

  1. RIVENDICAZIONI 1) - Impianto di fertirrigazione autopilotato del tipo comprendente almeno una sorgente di liquido in pressione, una conduttura di materiale elasticamente cedevole, una pluralità di erogatori distanziati ed almeno una valvola di pilotaggio interposta tra la sorgente ed il primo erogatore della conduttura, caratterizzato dal fatto che ciascun erogatore (14) è provvisto di due luci (18-19), l'una per l'erogazione al suolo, l'altra per l'erogazione a chioma, controllate da rispettivi otturatori differenziali a membrana (20-21) e dal fatto che dette luci sono alimentate da sezioni separate di impianto, l'una a bassa e l'altra ad alta pressione. 2) - Impianto secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che le due sezioni di impianto comprendono rispettive tubazioni (130-131) controllate da rispettive valvole di pilotaggio (12-12') ed alimentate da corrispondenti gruppi motopompa (11-11') a bassa e rispettivamente ad alta pressione energizzabili contemporaneamente o selettivamente. 3) - Impianto secondo le rivendicazioni 1 e 2, caratterizzato dal fatto che dette rispettive tubazioni (130-131) sono riunite in una unica struttura di conduttura (13) a luci affiancate presentante sezione sostanzialmente ad "8" . 4) - Impianto secondo le rivendicazioni 1 e 3, caratterizzato dal fatto che detta unica struttura di conduttura (13) è realizzata in materiale polimerico. 5) - Impianto secondo le rivendicazioni 1 a 4, caratterizzato dal fatto che ciascun erogatore (14) è provvisto di due sezioni indipendenti adiacenti e simmetriche ciascuna delle quali include una luce di erogazione (18-19) controllata da un rispettivo attuatore a membrana (20-21) , una camera di carico (22-23), un condotto di ingresso (24-25) del liquido di trattamento nella rispettiva camera di carico ed un condotto di uscita (26-27) del liquido di trattamento dalla detta rispettiva camera di carico. 6) - Impianto secondo le rivendicazioni 1 a 5, caratterizzato dal fatto che ciascun otturatore a membrana (20-21) si appoggia da un lato su un labbro terminale saliente (18'-19) della rispettiva luce dì erogazione e dall'altro lato si impegna su un bordo circolare separante, in ciascuna camera di carico (22-23) una corrispondente porzione ribassata di camera ( 22’— 23' ) . 7) - Impianto secondo la rivendicazione 1, ed una qualunque delle rivendicazioni 2 a 6, caratterizzato dal fatto che le luci di erogazione (18-19) di ogni erogatore (14) sono collegate, mediante rispettivi tratti di condutture derivate (28-29) a tubazione singola, ad uno o più diffusori a suolo (15) alimentati a bassa pressione, e ad uno o più diffusori soprachioma (16) e/o a diffusori antibrina (17) alimentati ad alta pressione. 8) - Impianto secondo le rivendicazioni 1 e 7, caratterizzato dal fatto che detti diffusori antibrina (17) includono mezzi emulsionatori d'aria atti alla produzione di fiocchi di neve in grado di proteggere le gemme delle colture dall'azione del gelo. 9) - Impianto secondo le rivendicazioni 1, 7 ed 8, caratterizzato dal fatto che ciascun diffusore antibrina (17) comprende un corpo (170) all'interno del quale è inserita una camicia cilindrica (171) definente una camera anulare (172) terminante in un cono di diffusione (173); dal fatto che la camicia cilindrica reca un condotto assiale (174) di aspirazione d'aria terminante an eh' esso nel cono dì diffusione (173) e dal fatto che nella camera anulare sbocca un condotto (175) di ingresso di acqua alimentata ad alta pressione la quale, nebulizzandosi nel cono di diffusione richiama aria dal detto condotto di aspirazione (174) emulsionandola all'acqua nebulizzata. 10) - Impianto secondo le rivendicazioni 1 a 9, caratterizzato dal fatto che comprende mezzi (30) di controllo automatico per attivare singolarmente e selettivamente l'uno o l'altro gruppo motopompa (11-11') e produrre corrispondentemente il trattamento a suolo o a chioma. 11) - Impianto secondo la rivendicazione 10, caratterizzato dal fatto che detti mezzi (30) di controllo automatico sono azionati da sensori di temperatura (31) e di umidità (32) dell'aria e/o del suolo. 12)- Impianto di fertirrigazione autopilotato con mezzi di erogazione a suolo e a foglia e mezzi antibrina a formazione di neve, sostanzialmente come descritto, illustrato e per gli scopi specificati .
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