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ITTO940904A1 - Apparato pneumo, idrico, meccanico e gravitazionale atto alla creazione di energia. - Google Patents

Apparato pneumo, idrico, meccanico e gravitazionale atto alla creazione di energia. Download PDF

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ITTO940904A1
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Authority
IT
Italy
Prior art keywords
energy
mechanical
element number
oscillatory
liquid
Prior art date
Application number
IT94TO000904A
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English (en)
Inventor
Arturo Vuillermoz
Original Assignee
Arturo Vuillermoz
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Arturo Vuillermoz filed Critical Arturo Vuillermoz
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Abstract

Apparato pneumo, idrico, meccanico e gravitazionale atto alla creazione di notevole quantità di energia meccanica, suscettibile ad essere trasformata in altre forme di energia, in particolar modo in energia elettrica per una sua migliore utilizzazione.

Description

AREARATO PNEUMO, IDRICO, MECCANICO E GRAVITAZIONALE ATTO ALLA CREAZIONE DI ENERGIA
RIASSUNTO
Apparato pneumo, idrico, meccanico e gravitazionale allo alla ereazione di notevole quantità di energia meccanica suscettibile ad essere trasformata in altre forme di energia. in particolar modo in energia elettrica per una sua migliore utilizza — zione.
PREMESSA
Va prima detto che l'apparato che si vuol descrivere e del quale si è fatto cenno nel titolo e nel riassunto è stato concepito sulla base di importanti studi e scoperte in campo biofisico, sia vegetale che animaie. Non sembri una allegra indifferenza per le leggi fisiche o una mal celata ruggine cοn i monopolizzatori della scienza ufficiale (se così si PUÒ dire) oppure che si sia lasciata a parte per comodità la matematica. la logica e le leggi fisiche per correre come un ariete cocciuto e cieco alla conquista - diciamolo purede l moto perpetuo di primo grado: Come poter dubitare del principio di conservazione dell 'energia? Ma, da quando la vita apparve sulla Terra o non molto dopo, prese corpo e si mise in moto, e in modi molto dissimili per forme e principi un apparato erogatore di energia gratuita che da sempre per noi uomini sembrò cosi confu so con la vita stessa da non avvertirne mai la presenza. A conoscenza di tale reaità e senza reagire contro la dialettica e la retorica degli aristotelici, nacque l'idea, la voglia e poi l'esigenza di realizzare artificiosamente un tale apparato, non più strettamente coniugato alla vita come succede in natura ma, comunque,con materiali diversi, dimensioni diverse sistemi pure di gran lunga diversi, ma un apparato pur sempre capace di produrre energia senza il continuo bisogno di mantenere vivi tessuti costituenti la sua struttura col continuo apporto di sostanze. Tutti i componenti dell'apparato son costituiti da materiale inerte con la caratteristica di mantenersi il più possibile inalterati nel tempo e di essere chimicamente stabili. Se quanto detto a ragione non sembra nè esauriente nè convincente qui siamo costretti a passar oltre per dare inizio alla vera e propria descrizione attenendosi il più possibile al regolamento che disciplina la materia in fatto di brevetti.
Sia chiaro che non si vuole (nè sarebbe consentito) brevettare una scoperta. Si vuole brevettare un apparato che produce mutamenti nella realtà esistente così come predica il regolamento in materia e consente la legge.
DESCRIZIONE
Nel testo della descrizione deve essere fatto un cenno sommario dell'invenzione, ampliando quanto risulta dal titolo dell'invenzione stessa e una breve esposizione dello stato della tecnica nel momento in cui la descrizione viene compilata. Al cenno sommario dell'invenzione ampliando quanto risulta dal titolo dell'invenzione stessa, si può aggiuneere che qui si mette a soqquadro quello che è il principio della conservazione dell'energia , Che, se rimane valido per quanto finora è stato ragione ritenuto valido, offre tuttavia una eccezione come qui si dimostra e che sembra annullarlo o perlomeno mutilarlo. Ma il principio sulla conservazione dell'energia rimane validissimo ,come e per quanto finora considerato, ma non più così monolitico nel suo complesso offrendo esso dell'energia, principio mai Contraddetto nemmeno dalle reazioni nucleari (se hanno visto bene) in quanto in base alla famosa formula di Einstein E = mc2 anche la materia non è che una forma di energia.
La caratteristica principale che si nota immediata mente nel nostro apparato è la semplicità che non può non sconcertare incontrandola in un meccanismo così sconvolgente. Certo è che la natura per sortire gli stessi effetti, è ricorsa a congegni e non più semplici certamente più efficaci.
A noi dopo lunghe e sofferte peripezie tra i tanti modi possibili , fattibili e insieme efficaci, ci è parso quello che ora ci accingiamo a descrivere. Alla descrizione sono allegate quattro tavole di disegni che molto schematicamente, indiCano la posizione dei vari pochi, ma essenziali componenti. Ogni tavola indica una diversa posizione dei componenti in una particolare fase nostro apparato durante il ciclo producente energia.
Normalmente poi, mentre il semplice apparato potrebbe anche funzionare a unità’singola, si preferisce farlo lavorare in coppia con altra unità del tutto, uguale ma in fasi opposte. Per ridurre e semplificare a descrizione ci soffermeremo a parlare di uno Particolari eccezioni.
Si richiede poi una breve esposizione dello stato della tecnica sempre nel momento in cui la descrizione viene compilata .
Pur non comprendendo bene cosa si voglia intendere Per stato della tecnica" che potrebbe voler alludere all'arte nella sua pratica o al linguaggio tecnica art stico particolare oppure anche alle possibilita che ha o non ha di tradurre in concreto l'invenzione, oppure anche a quanto è al momento introdotta la tecnica nel campo che è oggetto dell'invenzione Brevemente e con l'assicurazione più completa, si afferma che le attuali capacità della tecnica, mettono la tecnica stessa in grado di produrre con estrema facilità ogni componente dell'invenzione in oggetto concretizzandola e se non l'ha mai fatto è solo perchè non s'è mai posto il problema la cosa non era inventata!
Al momento in cui viene redatta la descrizione presente, nulla esiste di simile che sia stato prodotto dall'uomo e inteso come frutto del suo ingegno o dalla tecnica a sua disposizione, nulla L'oggetto dell'invenzione, a costo di ripetersi, è un apparato atto alla creazione di energia e che va contro il principio della conservazione solo degli apparati ehe poi formerà coppia con altro apparato identico.
Con l'aiuto delle tavole di disegni allegate passiamo ora a descrivere gli elementi che compongono l'apparato che sono in tutto POCO PÌÙ di una decina. Tuttavia anche se pochi, sono in grado e sufficente produrre energia meccanica gratuita.
Noi non prendiamo in considerazione o, meglio non descriviamo processi di trasformazione dall'energià meccanica in energia elettrica o altre forme di en rgia. Quello rimane un elementare compito ingegneristico che sarebbe fuori luogo o perlomeno inutile trattare. L'energia meccanica è l'energia prima e la sola a cui si tende arrivare e produrre con l'apparato che qui andiamo a descrivere.
Guardiamo alla tavola numero uno allegata che rappresenta schematicamente l'apparato e gli elementi essenziali di cui si compone e descriviamoli singo—
L'elemento segnato nel disegno col numero uno la vasca, in parte ripiena di liquido, che può anche essere acqua e non necessariamente purissima, in cui sono immersi o sommersi tutti gli altri elementi.
I requisiti della vasca sono la impermeabilità che impedisca perdita di liquido ove questo non possa essere ripristinato, e la forma che può variare, purehè permetta il libero movimento dell'apparato in essa.
L'elemento tubolare chiuso all'estremità superiore e aperto all'estremità inferiore segnato nella tavola col numero due. è sempre immerso nel liquido della vasca. In esso sono contenuti buona parte dei restanti elementi che costituiscono l'apparato; l'elemento numero tre l'elemento numero quattro e per la qu si totalità della sua capienza ripieno di liquido della stessa natura di quello contenuto nella vasca e contiene sempre in sè parte dell'elemento numero cinque
Nella parte superiore di esso in quella parte segnata nella tavola numero uno col numero sette contiene gas e il vapore derivante dal liquido contenuto nella vasca segnata nella tavola col
numero uno e nell'elemento tubolare seenato nella tavola col numero due
L'elemento che nella tavola numero uno vi figura col numero tre, oltre che costituire l'asse di tutto l'apparato in modo speciale dell'elemerito tubolare numero due ha anche la funzione di seguire sempre. estendendosi e accorciandosi, le escursioni in senso verticale dell'elemento tubolare numero due e, come vedremo, ha altre funzioni ancora L'elemento numero tre, è composto da elementi tubolari contenuti gli uni negli altri e tra loro scorrevoli a canocchiale. L'elemento tubolare che va ad ancorarsi al fondo della vasca oltre che essere di diametro maggiore agli altri, tanto da poterli contenere tutti, è anche alto quanto il liquido contenuto nella vasca. raggiungendo cosi la linea A-B che sta a segnare la superficie del liquido. In questo primo tubo si infilano in successione i restanti elementi tubolari che compongono l'elemento numero tre. L'ultimo elemento tubolare dell'estremità alta dell'elemento numero tre è fissato, come chiaramente indicato nella tavola numero uno e anche nelle tavole numero due e tre, all'elemento tubolare numero due. Cosicché l'elemento numero tre può accompagnare ed eventualmen te guidare nei continui movimenti in verticale e in ambedue i sensi, l'elemento numero due e cosi anche gli elementi numero quattro e cinque
L'elemento numero quattro. Questo importante,elemento è costituito da due parti distinte che sono sovrappo— ste e saidate l'una all'altra tra di loro. La parte superiore ha peso specifico uguale a quello del liquido contenuto nella vasca; la parte inferiore ha peso specifico molto basso e rapporto pesovolume tale che se l'elemento numero quattro è posto a galleggiare nel liquido della vasca, rivolgendo a quest'ultimo la sua parte leggera, questa riceve una spinta idrostatica ascensionale tale da poter sollevare fuori dal liquido la sua parate superiore pesante quanto il liquido.
L'elemento numero cinque. un elemento rigido e robusto solidamente ancorato all'elemento numero quattro. Può assumere diverse fogge ed essere ancorato all'elemento numero quattro in punti. diversi e modi diversi uesto elemento vuol solo suggerire un modo per prelevare energia meccanica dall'elemento numero quattro che la produce come più avanti vedremo.
L'elemento numero sei fa corpo con l'elemento numero due e scivola verticalmente nei due sensi lungo lo spezzone di tubo che costituisce il primo tratto in basso dell'elemento numero tre.
All'infuori degli elementi descritti e contenuti nelle tavole numero uno, due e tre, ne incontreremo altri contenuti nella tavola numero quattro. Sono anch'essi semplici e pochi e che potremmo definire ausiliari: utili per il funzionamento in coppia di due apparati
FUNZIONAMENTO Tralasciando di proposito e per brevità come potrebbe Funzionare un apparato singοlο nοn appaiato ad altro apparato, descriviamo subito e soltanto come funziona un apparato apparato ad altro apparato. Per cui dobbiamo ricorrere alla tavola di disegni numero quattro qui allegata..
La tavola numero quattro è schematizzata in modo da semplificarne al massimo la comprensione.
La vasca ancora segnata col numero uno nell'allegata tavola numero quattro assume ora la forma di due vasi comunicanti solo per evidenziare meglio l'ap-
nel liquido dei vasi, perpendicolari alla superficie del liquido stesso e segnati nella tavola numero quattro con Z' quello di sinistra e con Z" quello di destra. A loro, segmenti Z1 e Z” sono solidamente e rigidamente collegati altri segmenti, segnati nella tavola con P1 quello collegato con l'apparato di sinistra e con P" quello collegato con l'apparatodestra. Se tali segmenti P1 e P11, come evidenzia schematicamente ma chiaramente la tavola numero quattro, sono tangenti a una rotella che gira liberamente sul suo asse, rotella che nella tavola è segnata con la lettera R, supposto che tali segmenti P' e P" siano costretti a muoversi rigorosamante e soltanto alla velocità periferica della rotella R, ne consegue che se l'apparato di destra si abbassa per un tratto uguale a x, l'apparato di sinistra dovrà pure alzarsi per un tratto uguale e vicevera Cosi gli apparati appaiati Lavorano in fasi riporosamente opposte e contrarie tra loro. Nella tavola numero quattro, l'apparato posto a destra si può paragonare nella posizione in cui si trovano gli apparati raffigurati nelle tavole numero due tre: la colonna di liquido contenuto nell'elemento numero due si trova alla massima altezza; l'apparato che si trova a sinistra e sempra nella tavola numero quattro si trova al contrario nelle condizioni raffigurate nella
tavola numero uno nella posizione opposta e nella Condizione opposta: altezza della colonna di liquido minima ( per non dire nulla).
Con quanto detto e riferendosi sempre alla tavola numero quattro, a pochi può sfuggire l'analogia che effettivamente c'è tra quanto detto, aiutati dallo schema della tavola numero quattro, col pendolo le leggi che lo governano. Il periodico movimento e l'inversione di posizione degli apparati Compreso l'eventuale e per noi indispensabile artificioso fermarsi nel punto di maggiore ampiezza di oscillazione, tutto rientra in quelle che sono le leggi del pendolo.
prescindendo dalle resistenze passive oscillereb be indefinitivamente".
No noi non vogliamo prescindere dalle resistenze! Perfettamente consapevoli che il moto pendolare per conservarsi, pone per condizione il ripristino delle forze perdute perchè perduri, noi aggiungiamo esattamente le forze perdute. Se così facciamo (tavola numero quattro), l'apparato di sinistra s'innalzerà fino e precisamente all'altezza in cui si trovava quello di destra sollevando una
precisa e identica colonna di liquido. L'apparato di destra si ritroverà invece nella precisa posizione in cui si trovava quello di sinistra: privo di colonna di liquido peso e livello che prima erano propri dell'apparato sinistra: questa è una oscillazione semplice.
Così come per il pendolo se al punto i massima ampiezza della oscillazione lo fermiamo, conserviamo in esso tutta l'energia potenziale, per cui se lo rilasciamo libero, anche dopo molto tempo, quell'energia la ritroveremo tutta e si evidenzierà; il pendolo riprenderà a oscillare come se nulla fosse successo I nostri apparati, parimenti al pendolo se vengono fermati nel punto della massima ampiezza della
loro oscillazione proprio come il pendolo, possono riprendere a oscillare dopo un tempo che non ha nessun bisogno di essere precisato.
Dopo tutto questo argomentare torniamo a noi e procediamo nella descrizione.
Abbiamo già detto come l'apparato di sinistra della tavola quattro si possa paragonare all'apparato rapprenaentato nella tavola numero uno, dove l'ele mento numero quattro, per mezzo dell'elemento numero cinque è stato spinto appena sotta la linea A-B o comunque collimante con la sua parte superiore alla linea stessa.
molto bene evidente che l'energia per tale operazione non è perduta ma totalmente recuperabile. L'elemento numero quattro viene temporaneamente fissato per mezzo di un semplice meccanismo utomatico al 'elemento numero tre e così può anche essere liberato automaticamente al momento opportuno dallo stesso meccanismo elementarmente semplice
Gli apparati trattenuti e finora immobili sul punto della maggiore ampiezza di oscillazione, Ora vengono liberati. Si verifica un saliscendi per cui gli apparati invertono la loro posizione (oscillazione semplice) L'apparato di sinistra (tavola numero quattro) sale per assumere le posizioni, tutto alzato, de la tavola numero due, mentre l'elemento numero quattro è rimasto nel liquido della vasca delimitato in superficie dalla linea A-B. A questo punto gli apparati automaticamente si fermano e vengono immobilizzati. Sempre a questo punto l'elemento numero quattro viene liberato automaticamente e, ricordandoci che esso è composto da due parti unite di cui quella superiore di peso specifico uguale a quello del liquido, per cui nel liquido non si rivela nè di utilit nè di impaccio, quella inferiore di basso peso specifico sale, spingendo tutto l'elemento numero quattro verso la sommità della colonna di liquido spinta dalla pressione idrostatica: forza gratuita, forza creata!
Quando la parte superiore dell'elemento numero quattro raggiunge lo spazio, segnato nelle tavole numero uno, due e tre col numero sette oltre che frenare la corsa ascensionale dell'elemento stesso, mantiene sommersa nel liquido la metà, inferiore di esso quella a basso peso specifico. e fa sì che il peso del liquido contenuto nell'elemento numero due non abbia a variare. Infatti se l'elemento numero quattro invadendo lo spazio numero sette causa inevitabilmente diminuzione del livello del liquido contenuto nell'elemento numero due quella stessa quantità di liouido. verrà a trovarsi sempre nell'elemento numero due e nello spazio numero sette in quanto contenuto nella parte superiore dell'elemento numero quattro proprio in quella parte che ha invaso lo spazio numero sette e in misura precisamente uguale. Intanto nell'altro apparato, pure esso immobilizzato. l'elemento numero quattro è stato sospinto sotto la linea A-B e fissato automaticamente al rispettivo elemento numero tre. Da questo momento gli apparati sono ancora automaticamente liberati e compiranno una seconda oscillazione compiendo, tutto sommato una oscillazione completa. Ci si permetta di adoperare di tanto in tanto dove necessario quella terminologia propria delle leggi che governano il moto pendo are. Al termine della seconda oscilla= zione e solo quando gli apparati avranno raggiunto la esatta posizione di partenza in virtù del completo artificioso ripristino dell'energia perduta per attriti o altre cause ritorneranno ad essere automaticamente trattenuti immobili su quella posizione.
Ora come già successo per l'altro apparato, l'elemen to numero quattro che ancora si trova fissato all'elemento numero tre e sotto la linea A-B viene automaticamente liberato e si riverificherà l sua forzata salita verso la sommità della colonna liquida contenuta nell'elemento numero due, spint dalla forza idrostatica e ancora creando energià. In una oscillazione completa dei nostri due apparati appaiati, abbiamo anche avuto due momenti producenti energia gratuita che è quell'energia a cui tende la nostra invenzione.
In sostanza il nostro apparato singolarmente considerato, è un insieme di due sistemi intimamente Intrecciati: uno che provvede alla circolazione del liquido e che è quello oscillatorio quasi in tutto obbediente alla legge del pendolo, che non produce energia ma ne assorbe; un secondo sistema invece che produce solo energia e molta di più di quanto non ne assorba il primo.
E' chiaro che il primo sistema non potrebbe sussistere senza l'ausilio del secondo e viceversa, il secondo non potrebbe sussistere senza l' ausilio del primo.
Così. da oscillazione a oscillazione intervallate, tutte da una sospensione di movimento là dove gli apparati in coppia raggiungono la massima ampiezza di oscillazione, si ripete indefinitivamente produzione di energia meccanica gratuita e movimento. raggiungendo lo SCOPO prefisso dalla presente invenzione produrre energia gratuita, energia creata.
Spendiamo poche parole a considerare la notevole versatilità dell'apparato qui descritto Si tenga presente che ogni componente vanta il requisito raro di una semplicita elementare e che ognuno di essi può essere costruito da materiali vari ed economicamente convenienti. Nessuno degli elementi deve avere forme necessariamente fisse. Alcuni elementi descritti possono, in certi casi, addirittura venire soppressi Consideriamo in, particolare il caso della vasca: se al posto della vasca si sostituisse il mare, non sarebbe per nulla necessaria. Ma se il mare si presta meravigliosamente bene, nulla toglie che il nostro apparato possa anche funzionare nelle acque d'un lago, naturale o artificiale, oppure sulla terra ferma., se in essa, terra, sabbia o roccia si ricavasse la vasca utile al suo funzionamento Si può anche semplicemente dire che non vi sia zona sul globo terrestre dove non PoSSa funzionare , comprese le zone polari.
Energia pulita? Nessuna altra fonte di energia la supera in questo, nemmeno lontanamente.
Rinnovabile? E' semplicemente perpetua, salvo interruzioni volute o accidentali.
Dall'apparato ha origine energia meccanica che può essere adoperata come tale ma che può esser e facilmente trasformata in energia elettrica che, com si sa, può facilmente essere trasportata capillarmente distribuita e diventare versatibilissi ma nelle sue applicazioni.
e tavole allegate hanno il solo scopo di aiutare a capire e non sono certo valide le proporzioni, le misure o i rapporti: tutto, comprese le forme, possono variare ,nella pratica. Tutti i particolari di esecuzione potranno comunque variare senza uscire dall'ambito del trovato e quindi dal dominio del brevetto d'invenzione.

Claims (5)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Apparato pneumo, idrico, meccanico e gravitazionale atto alla creazione di notevoli quantità di energia meccanica. suscettibile ad essere trasformata in altre forme di energia in articolare modo in energia elettrica pe la migliore sua applicazione e utilizzo.
  2. 2) Primo tentativo riuscito di imitare quell'organo o quegli apparati molto diversificati tra di loro. col quale o coi quali la Natura fornì e dotò quasi tutti gli esseri viventi. animale e vegetaie, sempre e comunque in stretto connubio con la Vita stessa, sia essa animale che vegetale.
  3. 3) Moto perpetuo di primo grado. ma che non ha nulla a spartire col concetto di moto perpetuo· preso in considerazione dalla scienza ufficiale nel principio di conservazione dell'energia; quello rimane tale e valido. Qui si attinge e si è cercato di imitare una realtà nascosta ed esistente già da molte centinaia di milioni di anni, annidata leila biologia fisica non già negli elementi chimici o fisici singolarmente considerati nella materia in genere.
  4. 4) Si rivendica il solo apparato descritto o riepilo gato al punto 1) e preso in considerazione nella descrizione e nei disegni allegati, prescindendo assolutamente dalla scoperta di natura biologica pur se merito dello stesso autore, coscienti della non brevettibilità delle scoperte.
  5. 5) Si rivendica il sinergico accostamene tra quello che e il sistema oscillatorio, a interruzione motoria periodica, di cui si è parlato ampiamente nella descrizione e che assorbe energia, col sistema ergomotorio pur esso interruzione contraria e opposta a quella del primo sistema (a quello oscillatorio) che invece produce energia e molta di più di quanto ne assorbe il sistema oscillatorio per mantenersi μn moto oscillatorio di ampiezza costante pur se a tratti interrotto.
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