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ITRM980304A1 - Blocco perfezionato in laterizio per la costruzione di murature portanti ad elevata coibenza - Google Patents

Blocco perfezionato in laterizio per la costruzione di murature portanti ad elevata coibenza Download PDF

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ITRM980304A1
ITRM980304A1 IT98RM000304A ITRM980304A ITRM980304A1 IT RM980304 A1 ITRM980304 A1 IT RM980304A1 IT 98RM000304 A IT98RM000304 A IT 98RM000304A IT RM980304 A ITRM980304 A IT RM980304A IT RM980304 A1 ITRM980304 A1 IT RM980304A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
horizontal
macrocell
brick
walls
block
Prior art date
Application number
IT98RM000304A
Other languages
English (en)
Inventor
Giuseppe Vadala
Original Assignee
Giuseppe Vadala
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Giuseppe Vadala filed Critical Giuseppe Vadala
Priority to IT98RM000304A priority Critical patent/IT1299460B1/it
Publication of ITRM980304A0 publication Critical patent/ITRM980304A0/it
Publication of ITRM980304A1 publication Critical patent/ITRM980304A1/it
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  • Conveying And Assembling Of Building Elements In Situ (AREA)

Description

Descrizione dell'invenzione industriale dal titolo: BLOCCO PERFEZIONATO IN LATERIZIO, PER LA COSTRUZIONE DI MURATURE PORTANTI AD ELEVATA COIBENZA;
La presente invenzione riguarda il settore edilizio, e più in particolare un blocco per la costruzione di murature portanti, antisismici e non, ad alta coibenza.
La costruzione di edifici ad uso abitativo, o comunque adibite ad accogliere persone, deve limitare le escursioni termiche tra estate ed inverno e comunque consentire un agevole controllo della temperatura interna indipendentemente da quella esterna. Oltre a ciò, è anche auspicabile avere un certo isolamento acustico tra esterno ed interno, nonché tra un vano e quelli adiacenti.
Tra le varie soluzioni utilizzate, la più semplice è quella di rivestire i muri con del materiale coibente e fonoassorbente, oppure costruire una parete adiacente a quella portante lasciando un'intercapedine tra le due.
Appare chiaro che queste soluzioni sono particolarmente onerose in termini di manodopera, di materiali e di spazi sprecati.
Per superare tali inconvenienti è noto l'uso di mattoni o blocchi portanti, fabbricati con materiali laterizi o meno, che sono porizzati ed hanno capacità coibenti e fonoisolanti particolarmente consistenti.
Sono anche noti altri laterizi, porizzati e non, realizzati con una geometria ed una concezione progettuale diversa ed innovativa, che sono composti sostanzialmente da "macrocelle" aventi la stessa altezza del laterizio e assemblate in serie tra loro. Dette "macrocelle" conferiscono al laterizio delle migliorate capacità coibenti e fonoisolanti.
Uno svantaggio di tali manufatti però, è dato dal fatto che non sono portanti e sono difficili da maneggiare, in quanto hanno un certo ingombro e non sono dotati di alcuna zona di presa che ne faciliti la posa in opera.
Per renderli portanti nel rispetto delle normative vigenti, una possibilità sarebbe quella di dimensionare opportunamente l'altezza del laterizio che dovrebbe essere contenuta entro limiti molto bassi. Questo provocherebbe una riduzione della coibenza, in quanto più è basso il laterizio e più alto è il numero dei ponti termici dovuti agli strati di malta per ogni fila di manufatti messi in opera. E necessario quindi avere dei laterizi portanti, per zone sismiche e non, che siano ragionevolmente alti e che abbiano proprietà di isolamento termo-acustico soddisfacenti.
Dalla domanda di brevetto n° 8204 depositata il 04/07/83 a nome dello stesso richiedente, è infine noto un laterizio portante dotato di eccellenti capacità coibenti caratterizzato dalla presenza di un numero di "ponti termici" molto ridotto.
Un problema presentato da tali laterizi però, è dato dal fatto che sono difficili da maneggiare perché la particolare geometria dei fori di intercapedine passanti, che sono presenti al suo interno, impedisce ai posatori di inserire le dita.
Scopo della presente invenzione è pertanto di superare i problemi che caratterizzano la tecnica nota fornendo dei laterizi che abbiano eccellenti capacità coibenti, che siano portanti ed utilizzabili in zone sismiche e non, e che siano maneggiabili con facilità.
Questo ed altri scopi sono raggiunti, secondo il trovato, prevedendo dei fori di intercapedine di forma e disposizione tale da definire dei fori di presa sufficientemente grandi, senza creare indebolimenti nel laterizio che ne limiterebbero la resistenza meccanica, e senza ridurre la capacità di isolamento termoacustico.
Una migliore comprensione del trovato si avrà con la seguente descrizione dettagliata e con riferimento alle figure allegate che illustrano, a solo titolo esemplificativo e non già limitativo, alcune preferite forme realizzative.
Nei disegni:
la figura 1 mostra una prima forma realizzativa del trovato, vista da uno dei due lati sui quali si affacciano i fori passanti;
la figura 2, analoga alla precedente, illustra una seconda forma realizzativa del trovato.
Con particolare riferimento alla figura 1, il trovato consiste in un mattone forato, semipieno, particolarmente indicato per la costruzione di muri portanti in zone sismiche e non.
Il blocco che si descrive è composto da una o più "macrocelle" A disposte in serie, una affiancata all'altra, di altezza pari a quella del mattone 1 stesso.
Dette macrocelle A adiacenti tra loro, sono collegate mediante setti sostanzialmente orizzontali a costituire un elemento o blocco di muratura. La larghezza del blocco varia in funzione del numero di macrocelle di cui è composto.
Ogni macrocella A comprende quattordici microcelle limitate da archi di circonferenza e da setti orizzontali.
In particolare, secondo la prima forma realizzativa preferita che si descrive, ciascuna macrocella A comprende:
- due coppie di archi di circonferenza 2 disposte simmetricamente rispetto al piano di simmetria orizzontale del mattone, ciascuna delle quali prevede due archi a concavità opposte con asse di simmetria orizzontale coincidente, aventi gli estremi sulle pareti verticali 3 della macrocella A e collegati dalla parte convessa mediante un setto rettilineo orizzontale 4 disposto in direzione radiale;
- una coppia di archi 5 ad ampio raggio di curvatura, contrapposti dal lato convesso, i cui assi di simmetria giacciono sul piano di simmetria orizzontale del mattone, aventi gli estremi che terminano rispettivamente sugli archi 2 ed essendo collegati tra loro dalla parte convessa mediante un setto 6 rettilineo orizzontale disposto in direzione radiale;
- due coppie di archi di circonferenza 7 disposte simmetricamente rispetto al piano di simmetria orizzontale del mattone, ciascuna delle quali prevede due archi a concavità opposte con i centri di curvatura giacenti su una delle pareti laterali orizzontali 8 del mattone, aventi ciascuno un estremo sulla parete orizzontale 8 stessa e l'altro sull'arco 2 adiacente,-- due scanalature esterne 9, disposte sull'asse di simmetria verticale della macrocella A, che corrono sulle pareti 10 superiore ed inferiore del mattone 1 in direzione parallela alle sue quattro pareti laterali cieche 10 e 11.
Nell'esempio realizzativo di figura 1, il mattone comprende tre macrocelle A.
Tra una macrocella e quella adiacente, sono previsti due grossi fori di presa 12 di forma sostanzialmente rettangolare, le cui pareti verticali 3 coincidono con quelle delle macrocelle A adiacenti, mentre le pareti superiore ed inferiore sono costituite da due setti 13.
Detti fori 12 di presa, hanno lo scopo di consentire all'operatore di inserire agevolmente le dita per afferrare e maneggiare il mattone 1.
Esternamente a ciascuno dei setti 13 posti superiormente ed inferiormente a ciascun foro di presa 12, è prevista una macrocella C, delimitata verticalmente dalle pareti 3 delle macrocelle A ed orizzontalmente dal setto 13 del foro 12 e dalla corrispondente parete laterale orizzontale esterna 10 . Ciascuna macrocella C comprende anche un setto 17, parallelo al setto 13, che si interseca con un setto 16 verticale che divide in due parti uguali la macrocella C collegando detto setto 13 alla corrispondente parete laterale 10.
Per ogni macrocella C è prevista una scanalatura esterna 14, analoga alle già descritte scanalature 9, disposta sull'asse di simmetria verticale della macrocella C stessa.
Infine, sono previsti degli ulteriori fori rettangolari di intercapedine 15, preferìbilmente quattro, collocati lungo le pareti verticali 11 e disposti in direzione parallela alle facce laterali esterne 10 e 11.
Con particolare riferimento alla figura 2, una seconda forma realizzativa dell'invenzione, particolarmente adatta per la costruzione, in zone non sismiche, di muri perimetrali e portanti per case di civile abitazione in cemento armato o anche per edifici industriali, prevede un blocco 1 composto da una o più "macrocelle" B disposte in serie, una affiancata all'altra, di altezza pari a quella del mattone 1 stesso.
Dette macrocelle B adiacenti tra loro, sono collegate mediante setti sostanzialmente orizzontali a costituire un elemento o blocco di muratura. La larghezza del blocco varia in funzione del numero di macrocelle di cui è composto.
Ogni macrocella B comprende dieci microcelle limitate da archi di circonferenza e da setti orizzontali .
In particolare, in questo secondo esempio di realizzazione preferito che si descrive, ciascuna macrocella B comprende:
- due coppie di archi di circonferenza 22 disposte simmetricamente rispetto al piano di simmetria orizzontale del mattone, ciascuna delle quali prevede due archi a concavità opposte con i centri di curvatura su uno stesso asse orizzontale, aventi rispettivamente uno degli estremi sulle pareti verticali 3 della macrocella B, l'altro estremo sulla corrispondente parete orizzontale laterale 10;
- una coppia di archi 25 ad ampio raggio di curvatura, contrapposti dal lato convesso, i cui assi di simmetria giacciono sul piano di simmetria orizzontale del mattone, aventi gli estremi che terminano ciascuno su un rispettivo arco 22;
- due setti 24 ed un setto 26, orizzontali e rettilinei, che collegano rispettivamente le parti convesse contrapposte di detti archi di circonferenza 22 e 25 secondo una direzione radiale ;
- due scanalature esterne 29, disposte sull'asse di simmetria verticale della macrocella B, che corrono sulle pareti 10 superiore ed inferiore del mattone 1 in direzione parallela alle sue quattro pareti laterali cieche 10 e 11.
Nell'esempio realizzativo di figura 2, il mattone comprende tre macrocelle B.
Tra una macrocella e quella adiacente, sono previsti due grossi fori di presa 12 di forma sostanzialmente rettangolare, le cui pareti verticali 3 coincidono con quelle delle macrocelle B adiacenti, mentre le pareti superiore ed inferiore sono costituite da due setti 13.
Detti fori 12 di presa, analoghi a quelli già descritti, hanno lo scopo di consentire all'operatore di inserire agevolmente le dita per afferrare e maneggiare il mattone.
Esternamente a ciascuno dei setti 13 posti superiormente ed inferiormente a ciascun foro di presa 12, è prevista una macrocella D, delimitata verticalmente dalle pareti 3 delle macrocelle B ed orizzontalmente dal setto 13 del foro 12 e dalla corrispondente parete laterale orizzontale esterna 10. Detta macrocella D è divisa verticalmente in due parti uguali da un setto 36 che collega il setto 13 alla corrispondente parete orizzontale 10.
Per ogni macrocella D è prevista una scanalatura esterna 34, analoga alle già descritte scanalature 29, disposta sull'asse di simmetria verticale della macrocella D stessa.
Analogamente a quanto descritto per la prima forma realizzativa del trovato, sono previsti degli ulteriori fori rettangolari di intercapedine 35, preferibilmente tre, collocati lungo le pareti verticali il e disposti in direzione parallela alle pareti laterali esterne 10 e 11.
E' interessante osservare che in entrambi gli esempi realizzativi illustrati, ciascuna delle pareti laterali orizzontali 10 prevede .cinque scanalature poste in corrispondenza di punti in cui ci sarebbero degli eccessi di massa di laterizio, che durante
li
l'essiccamento potrebbero creare problemi di ritiri e quindi di crepe e rotture che indebolirebbero strutturalmente il mattone 1.
Vantaggiosamente, le dimensioni del mattone possono essere aumentate a piacere. Nel caso di figura 1, ad esempio, la dimensione orizzontale può essere incrementata aumentando il numero delle macrocelle A, mentre in direzione verticale è sufficiente aumentare il numero delle coppie di archi 2 .
Inoltre, il mattone 1 può anche essere formato da una sola macrocella, con o senza i fori 15 o 35 disposti lungo le pareti verticali 11.
La struttura e la disposizione degli archi e dei setti collocati attorno ai fori di presa 12, è tale da ridurre al minimo ponti termici. Si noti, infatti, che i setti di collegamento ed i punti di intersezione tra archi e pareti sono sempre sfalsati rispetto a quelli adiacenti, garantendo una discontinuità della conduzione termo-acustica. A tale proposito, si osservi che le pareti lunghe dei fori di presa 12 sono rinforzate dalla presenza di due archi consecutivi i cui estremi poggiano su dette pareti.
Ancora un vantaggio del trovato, è dato dal fatto che i nodi che legano gli archi e i setti tra loro non sono spessi come nei normali laterizi, in questo modo viene facilitata l'essiccazione evitando lesioni che indebolirebbero il laterizio stesso.
La presente invenzione è stata descritta ed illustrata in alcune sue preferite forme realizzative , ma è chiaro che qualunque tecnico del ramo potrà apportarvi modifiche e sostituzioni funzionalmente equivalenti, senza peraltro esulare dall'ambito di tutela della presente privativa industriale .

Claims (16)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Blocco (1) per la costruzione di murature ad elevata coibenza, caratterizzato dal fatto di comprendere, in combinazione, una pluralità di fori di intercapedine ed almeno due fori di afferraggio (12) sufficientemente grandi da consentire la presa da parte del posatore,· detti fori di intercapedine e di presa avendo una forma e disposizione tale da minimizzare il numero di ponti termici tra lato esterno e lato interno del blocco stesso, i'setti di collegamento ed i punti di intersezione tra le pareti interne ed esterne essendo sempre sfalsati rispetto a quelli adiacenti, garantendo una discontinuità della conduzione termo-acustica.
  2. 2. Blocco di cui alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto di comprendere una o più "macrocelle" (A o B) disposte in serie, una affiancata all'altra, di altezza pari a quella del mattone (1) stesso; dette macrocelle (A o B), adiacenti tra loro, essendo collegate mediante setti sostanzialmente orizzontali a costituire un elemento o blocco di muratura, la larghezza del blocco variando in funzione del numero di macrocelle di cui è composto.
  3. 3. Blocco di cui alla rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che ogni macrocella (A) prevede quattordici microcelle limitate da archi di circonferenza e da setti orizzontali e comprende: - due coppie di archi di circonferenza (2) disposte simmetricamente rispetto al piano di simmetria orizzontale del mattone, ciascuna delle quali prevede due archi a concavità opposte con asse di simmetria orizzontale coincidente, aventi gli estremi sulle pareti verticali (3) della macrocella (A) e collegati dalla parte convessa mediante un setto rettilineo orizzontale (4) disposto in direzione radiale; - una coppia di archi (5) ad ampio raggio di curvatura, contrapposti dal lato convesso, i cui assi di simmetria giacciono sul piano di simmetria orizzontale del mattone, aventi gli estremi che terminano rispettivamente sugli archi (21 ed essendo collegati tra loro dalla parte convessa mediante un setto (6) rettilineo orizzontale disposto in direzione radiale; - due coppie di archi di circonferenza (7) disposte simmetricamente rispetto al piano di simmetria orizzontale del mattone, ciascuna delle quali prevede due archi a concavità opposte con i centri di curvatura giacenti su una delle pareti laterali orizzontali (8) del mattone, aventi ciascuno un estremo sulla parete orizzontale (8) stessa e l'altro sull'arco (2) adiacente; - due scanalature esterne (9), disposte sull'asse di simmetria verticale della macrocella (A), che corrono sulle pareti (10) superiore ed inferiore del mattone (1) in direzione parallela alle sue quattro pareti laterali cieche (10, 11).
  4. 4. Blocco di cui alle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che tra una macrocella e quella adiacente, è previsto un grosso foro di presa (12) di forma sostanzialmente rettangolare, le cui pareti verticali (3) coincidono con quelle delle macrocelle (A) adiacenti, mentre le pareti superiore ed inferiore sono costituite da due setti (13); detti fori (12) di presa avendo lo scopo di consentire all'operatore di inserire agevolmente le dita per afferrare e maneggiare il mattone (1).
  5. 5. Blocco di cui alle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che esternamente a ciascuno dei setti (13) posti superiormente ed inferiormente a ciascun foro di presa (12), è prevista una macrocella (C), delimitata verticalmente dalle pareti (3) delle macrocelle (A) ed orizzontalmente dal setto (13) del foro (12) e dalla corrispondente parete laterale orizzontale esterna (10); ciascuna macrocella (C) comprendendo anche un setto (17), parallelo al setto (13), che si interseca con un setto (16) verticale che divide in due parti uguali la macrocella (C) collegando detto setto (13) alla corrispondente parete laterale (10).
  6. 6. Blocco di cui alle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che per ogni macrocella (C), è prevista una scanalatura esterna (14) disposta sull'asse di simmetria verticale della macrocella (C) stessa; essendo previsti degli ulteriori fori rettangolari di intercapedine (15), collocati lungo le pareti verticali (11) e disposti in direzione parallela alle facce laterali esterne (10 e 11).
  7. 7. Blocco di cui alla rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che ogni macrocella (B) prevede dieci microcelle limitate da archi di circonferenza e da setti orizzontali e comprende: - due coppie di archi di circonferenza (22) disposte simmetricamente rispetto al piano di simmetria orizzontale del mattone, ciascuna delle quali prevede due archi a concavità opposte con i centri di curvatura su uno stesso asse orizzontale, aventi rispettivamente uno degli estremi sulle pareti verticali (3) della macrocella (B), l'altro estremo sulla corrispondente parete orizzontale laterale (10); - una coppia di archi (25) ad ampio raggio di curvatura, contrapposti dal lato convesso, i cui assi di simmetria giacciono sul piano di simmetria orizzontale del mattone, aventi gli estremi che terminano ciascuno su un rispettivo arco (22); - due setti (24) ed un setto (26), orizzontali e rettilinei, che collegano rispettivamente le parti convesse contrapposte di detti archi di circonferenza (22 e 25) secondo una direzione radiale ; - due scanalature esterne (29), disposte sull'asse di simmetria verticale della macrocella (B), che corrono sulle pareti (10) superiore ed inferiore del mattone (1) in direzione parallela alle sue quattro pareti laterali cieche (10 e 11).
  8. 8. Blocco di cui alla rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che tra una macrocella e quella adiacente, è previsto un grosso foro di presa <(>12) di forma sostanzialmente rettangolare, le cui pareti verticali (3) coincidono con quelle delle macrocelle (B) adiacenti, mentre le pareti superiore ed inferiore sono costituite da due setti (13); detti fori di presa (12) avendo lo scopo di consentire all'operatore di inserire agevolmente le dita per afferrare e maneggiare il mattone.
  9. 9. Blocco di cui alle rivendicazioni da 7 in poi, caratterizzato dal fatto che esternamente a ciascuno dei setti (13) posti superiormente ed inferiormente a ciascun foro di presa (12), è prevista una macrocella (D), delimitata verticalmente dalle pareti (3) delle macrocelle (B) ed orizzontalmente dal setto (13) del foro (12) e dalla corrispondente parete laterale orizzontale esterna (10); detta macrocella (D) essendo divisa verticalmente in due parti uguali da un setto (36) che collega il setto (13) alla corrispondente parete orizzontale (10).
  10. 10. Blocco di cui alle rivendicazioni da 7 in poi, caratterizzato dal fatto che per ogni macrocella (D), è prevista una scanalatura esterna (34) disposta sull'asse di simmetria verticale della macrocella (D) stessa; essendo previsti degli ulteriori fori rettangolari di intercapedine (35) collocati lungo le pareti verticali (il) e disposti in direzione parallela alle pareti laterali esterne (10 e 11).
  11. 11. Blocco di cui alle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che ciascuna delle pareti laterali orizzontali (10) prevede cinque scanalature poste in corrispondenza di punti in cui ci sarebbero degli eccessi di massa di laterizio, che durante l'essiccamento potrebbero creare problemi di ritiri e quindi di crepe e rotture che indebolirebbero strutturalmente il mattone (1).
  12. 12 . Blocco di cui alle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che le dimensioni orizzontali del mattone possono essere aumentate a piacere aumentando il numero delle macrocelle (A) o (B), mentre in direzione verticale è sufficiente aumentare il numero delle coppie di archi (2) o (22).
  13. 13 . Blocco di cui alle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che comprende tre macrocelle (A o B).
  14. 14. Blocco di cui alle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il mattone (1) è formato da una sola macrocella (A o B), con o senza i fori (15 o 35) disposti lungo le pareti verticali (11).
  15. 15. Blocco di cui alla rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che è particolarmente adatto per la costruzione di muri portanti in zone sismiche.
  16. 16. Blocco per la costruzione di murature portanti ad elevata coibenza, come sostanzialmente descritto, illustrato e rivendicato nella presente descrizione e nei disegni allegati.
IT98RM000304A 1998-05-12 1998-05-12 Blocco perfezionato in laterizio, per la costruzione di murature portanti ad elevata coibenza. IT1299460B1 (it)

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