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ITPN960013A1 - Farmaco atto a proteggere l'individuo dal contagio di epatite virale, ecc. - Google Patents

Farmaco atto a proteggere l'individuo dal contagio di epatite virale, ecc. Download PDF

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ITPN960013A1
ITPN960013A1 IT96PN000013A ITPN960013A ITPN960013A1 IT PN960013 A1 ITPN960013 A1 IT PN960013A1 IT 96PN000013 A IT96PN000013 A IT 96PN000013A IT PN960013 A ITPN960013 A IT PN960013A IT PN960013 A1 ITPN960013 A1 IT PN960013A1
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IT
Italy
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hepatitis
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Marcello Piazza
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Marcello Piazza
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    • AHUMAN NECESSITIES
    • A61MEDICAL OR VETERINARY SCIENCE; HYGIENE
    • A61KPREPARATIONS FOR MEDICAL, DENTAL OR TOILETRY PURPOSES
    • A61K38/00Medicinal preparations containing peptides

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  • Medicines Containing Antibodies Or Antigens For Use As Internal Diagnostic Agents (AREA)
  • Medicines That Contain Protein Lipid Enzymes And Other Medicines (AREA)
  • Vehicle Body Suspensions (AREA)

Abstract

Il trovato in oggetto concerne una sospensione per autoveicoli in genere che si autoregola in funzione del carico applicato per aumentare il grado di sicurezza nelle varie condizioni di impiego e rendere più comoda la marcia del mezzo.A tale scopo il punto di spinta del gruppo molla-ammortizzatore sul braccio oscillante della sospensione può scorrere lungo il braccio stesso e viene spostato automaticamente prima della partenza del veicolo, in base alle indicazioni di un sensore che rileva il carico applicato.

Description

"Farmaco atto a proteggere - .l'individuo dal contagio 'di epatite virale;' relativo procedimento di produzione' del farmaco e sua utilizzazione"
La presente invenzione si riferisce a un farmaco atto a proteggere l'individuo dal contagio di epatite virale.
L'umanit? ? oramai talmente abituata all'incalzare di successi, anche m campo farmacologico, da dimenticare troppo spesso facilmente tutto quello che ? avvenuto nel corso degli ultimi decenni, o, meglio ancora, degli ultimi anni. Per quanto riguarda, appunto, il solo campo farmacologico, basti pensare alla somma di conoscenze acquisite nel campo delle infezioni da epatiti virali. Infatti ? solo a partire dagli anni ?40, che si ? cominciato a prendere atto, negli Stati Uniti, della esistenza nel sangue di molti individui, di virus capaci di causare epatite e definiti come virus A e virus B. Si ?, di conseguenza, proceduto alla produzione di gammaglobuline (e successivamente di vaccini) capaci di proteggere l'individuo da tali virus. Va sottolineato che, mentre dall'epatite da virus A si guarisce sempre, dall?epatite da virus B, nel 5-10% dei casi, si pu? non guarire, esitando l'epatite in cronicizzazione o residuando lo stato di portatore cronico asintomatico del virus B.
Va anche sottolineato che sono solo circa 6 anni che ? stato identificato il virus dell?epatite C, la forma senz'altro peggiore di epatite, sia per le conseguenze suH'individuo (si pu? arrivare alla cirrosi epatica o cancro del fegato, con conseguenze spesso mortali, mentre solo il 20% circa degli individui infetti da tale virus riesce a guarire), sia perch? i portatori di questo virus possono contagiare altri individui a mezzo dei ioro sangue o anche per via sessuale. Un fatto importante ? che la .maggior parte, dei soggetti infettati da taie: virus, godono apparentemente, di buona salute e spesso non sanno di esserne inietti; essi per? sono in grado di iniettarne altri, tra cui il. proprio partner, con rapporti sessuali.
Un problema che fi farmaco secondo l'invenzione intende risolvere ? quello di mettere a disposizione dell'umanit? un prodotto che garantisca in modo sostanzialmente affidabile la protezione dal contagio con fi virus dell' epatite C, di cui oggi, risultano affetti nel mondo qualcosa come 300 milioni di individui. Questi individui rappresentano fi potenziale pericolo che, in assenza di adeguati strumenti protettivi, si estenda a macchia d?olio nel mondo questa piaga, con conseguenze che sono facilmente immaginabili, da un punto di vista umano, sociale ed economico.
Questo problema pu? essere risolto dal farmaco secondo ' l'invenzione, . fi quale ? caratterizzato da una sostanziale iperimmunit? dei suoi componenti nei riguardi del virus dell'epatite C, detta iperimmunit? risultando dovuta a una iper concentrazione di anticorpi neutralizzanti il detto virus C.
11 farmaco verrebbe prodotto a partire da unit? di sangue raccolte da soggetti portatori di virus C e contenenti elevate concentrazioni di anticorpi neutralizzanti fi virus C. H metodo di inattivazione del virus, secondo Cohh (frazionamento alcolico) garantisce la sicurezza del prodotto finale grazie appunto alla inattivazione sia del virtus C, sia di eventuali altri agenti infettanti presenti nel sangue da cui si parte per ottenere fi farmaco secondo l'invenzione.
Infine, l'uso dei farmaco secondo l'invenzione ? sostanzialmente diretto alla protezione dell'individuo dal contagio con il virus dell'epatite C.
Questa ed altre caratteristiche risulteranno evidenti dalla seguente descrizione.
DESCRIZIONE
La proposta d?i farmaco secondo l'invenzione si basa su una intuizione, che ? stata successivamente convalidata grazie ad esperimenti sull'uomo e su animali.
Occorre fare una premessa importante: il . sangue umano pm? essere utilizzato direttamente, in caso di necessit?, per trasfusioni in altri individui, ma ? certamente la sua utilizzazione indiretta che lo rende realmente prezioso, anzi insostituibile, infatti col sangue si preparano i cosiddetti "emoder?vati" (fattori della coagulazione, gammaglobuline, ecc.) che vengono impiegati in varie situazioni: per esempio: l'utilizzo dei fattori della coagulazione in soggetti (emofiliaci), che ne sono carenti.
Una consistente parte dei sangue ? impiegata per la produzione delle gammaglobuline, derivate dai plasma del sangue, in genere si parte da un materiale proveniente da almeno 10.000 donatori per produrre un qualcosa, che ha come scopo di prevenire una o pi? malattie infettive, il meccanismo su cui si basa tale prevenzione ? il seguente: quando un individuo ammala di una o pi? malattie infettive (che possono clinicamente essere manifeste oppure no), nel su? sangue si formano i cosiddetti anticorpi. Alcuni di questi anticorpi si possono definire "associati all'infezione", nel senso che testimoniano appunto la presenza della infezione, mentre altri si definiscono invece "neutralizzanti", perch? aiutano a distruggere l'agente infettante. Per esempio, un individuo ammalato di epatite da virus A, guarisce perch? nel suo sangue si formano anticorpi anti-virus A (cio? anticorpi neutralizzanti il virus A), che distruggono appunto l'agente infettante. Una volta guarito, il sangue dell'individuo "memorizza? questa esperienza, nel senso che gli "anticorpi neutralizzanti" persistono per tutta la vita.
Se il sangue di un individuo guarito dall'epatite A, contenente gli anticorpi neutralizzanti specifici, viene inoculato in un altro individuo che non ? mai venuto a contatto con il virus A (e che quindi pu? ammalare di epatite dovuta a tale virus), quest'ultimo sar? protetto da questi anticorpi contro il virus A somministrati passivamente.
Gli "anticorpi neutralizzanti" contro il yirus A sono presenti solo in una limitata percentuale della popolazione, allo stesso modo quelli diretti contro altri agenti infettanti sono presenti in altre modeste percentuali di individui che con quegli agenti infettanti sono venuti a contatto; Ecco perch?, per ottenere la produzione di gammaglobuline polivalenti, cio? attive contro svariati agenti di infezione (cio? contenenti anticorpi contro diversi agenti infettanti), ? necessario partire da un "pool" di sangue ottenuto da almeno 10.000 individui.
Accanto alle gammaglobuline polivalenti, si possono produrre anche le cosiddette "gammaglobuline iperimmuni" o specifiche, cio? gammaglobuline che contengono gli ? stessi anticorpi delle gammaglobuline polivalenti, ma di cui uno di essi ? particolarmente concentrato (almeno 5 volte in pi? di quanto non lo sia mediamente nel "pool" del sangue raccolto da almeno 10.000 donatori). I donatori di questo sangue destinato alla produzione delle gammaglobuline iperimmuni sono appositamente immunizzati con vaccino o sono guariti da altre malattie infettive.
E? stato gi? detto che, tra le varie forme di epatite, quella da virus C rappresenta uno dei problemi sanitari pi? critici per l'umanit?. Infatti, mentre per gli altri yirus epatitici (AEJJ) il problema ? stato superato con vaccini e gammaglobuline specifiche, il problema del virus C risulta ancora insoluto. Circa 300 milioni di individui esistono nel mondo, infettati da questo virus e molti di questi muoiono per cirrosi epatica o cancro del fegato provocati da questo virus. Una difficolt? che complica le cose, ? fiata dal fatto che la maggior parte degli individui affetti da epatite C, non sa neppure di esserne infettata, perch? gode di buona salute.
Finora non ? stato individuato alcun tipo di profilassi farmacologica contro tale virus; ci? rischia di aumentare notevolmente il numero degli individui che sono affetti da epatite C, dal momento che la trasmissione di questo virus avviene a mezzo del sangue o per via sessuale. Un ricercatore americano, Houghton ed i suoi collaboratori, hanno individuato da circa 6 anni il virus responsabile dell?epatite C; ? stato quindi possibile allestire test diagnostici per identificare gli individui infettati da tale virus.
11 test diagnostico utilizzato per individuare i soggetti infettati da virus C, si basa sul fatto che tale virus induce la formazione di particolari anticorpi, detti "anti-HCV", che sono .gli "anticorpi associati all'infezione" gi? descritti in precedenza, i quali testimoniano solo che il soggetto ? infetto. In genere, la percentuale di individui infettati da virus C varia da Paese a Paese, da continente ? continente. In Italia ? mediamente pari a circa il 2%, negli U.S.A. ? inferiore, mentre in Afiica ? di circa il 4.5%. Si ricorda come circa il 50% del sangue utilizzato attualmente nel mondo provenga dai Paesi dei terzo mondo.
Fino al 1993, i centri di raccolta di sangue non si preoccupavano di discriminare i donatori infettati da virus C dagli altri. Successivamente al 1993, le autorit? sanitarie del mondo si preoccuparono, al fine di ottenere un sangue sempre pi? sicuro, di scartare dal "pool" del sangue raccolto quello di individui anti-HCV positivi, cio? di quegli individui infettati dal virus C. Quindi, il 2% circa di sangue raccolto in Italia, il 4,5% circa di sangue raccolto in Afiica e cos? via, fu eliminato perch? anti-HCV positivo. In Italia questa legge che imponeva di scartare le unit? di sangue anti-HCV positive, entr? in vigore nel Marzo 1993 e, perci? da tale data, tutte le gammaglobuline prodotte (a differenza di quelle prodotte in precedenza) derivano al cento per cento da unit? di sangue privo di anticorpi anti-HCV.
Basandosi sul convincimento che nelle gammaglobuline polivalenti esistesse un anticorpo neutralizzante il virus C, Piazza e collaboratori avevano dimostrato, in uno studio iniziato nel 1991, che nel partner sessuale di soggetti con epatite C (e quindi a rischio di infezione da virus C), le vecchie gammaglobuline (prodotte da unit? di sangue non testate per anti-HCV) sono efficaci nel proteggere in modo statisticamente significativo questi individui dall?infezione da virus C. Frattanto, negli Stati Uniti, Houghton e collaboratori avevano dimostrato che il virus C era capace di evocare nello scimpanz? la comparsa di anticorpi neutralizzanti, chiamati anti-gpEl/gpE2, capaci di proteggere lo' scimpanz? dall'infezione.
Sono state pertanto inviate al prof-Houghton le gammaglobuline commercialmente prodotte da sangue non testato per la presenza di anti-HCV ed utilizzate dal prof Piazza nei suoi studi sull'uomo, nonch? alcuni lotti di gammaglobuline prodotte dopo Ventrata in vigore della legge che impone di scartare il sangue risultato . anti-HCV positivo, per accertare se in esse fossero presenti i suddetti anticorpi neutralizzanti anti-.gpEl/gpE2. 1 risultati di tali esami, che sono stati pubblicati (M Piazza, D.Chien, S.Quan, M.Houghton, J. Biol.Res.-BolI.Soc.lt JBiol.Sper. voi.72, pagg.69-70, 1996) sono stati di due tipi:
a) - i suddetti "anticorpi neutralizzanti? sono presenti ad elevato titolo in tutti i lotti
di gammaglobuline prodotte da unit? di sangue non testate per anti-HCV ed
utilizzate dal prof. Piazza nelle sue esperienze;
b) - i suddetti "anticorpi neutralizzanti" sono del tutto assenti nelle gammaglobuline
attualmente presenti in commercio, prodotte solo da unit? di sangue anti-
HCV negative.
E? chiaro quindi che l'anticorpo neutralizzante il virus dell?epatite C ? presente proprio in quelle unit? di sangue che, essendo anti-HCV positive, sono oggi obbligatoriamente,, per legge, eliminate.
Il farmaco secondo l?invenzione deve la sua esistenza ad un dubbio ed ad una conseguente intuizione.
Il dubbio l?i. "Se le vecchie gammaglobuline (quelle, cio?, prodotte da unit? di sangue non testate per anti-HCV e che contengono gli "anticorpi neutralizzanti") si dimostrarono efficaci nel proteggere in modo statisticamente significativo dal contagio i partner sessuali di indivui con epatite C, le nuove gammaglobuline (prodotte da sangue privo di anti-HCV e quindi di ''anticorpi neutralizzanti") potranno essere mai altrettanto efficaci?
L?intuito invece f?; "Se il 2% circa. del sangue scartato; in Italia ed il 4,5% circa del sangue scartato in Africa, e cos? via, non viene distrutto ma viene utilizzato per produrre gammaglobuline "iperimmuni" contro il virus C, non ? cos? che si pu? produrre un farmaco altamente protettivo nei confronti dell'acquisizione dell'infezione da virus C?"
Dal suddetto dubbio e dalla conseguente intuizione ? nata l?idea di produrre gammaglobuline "iperimmuni" contro il virus dell'epatite C, utilizzando proprio quelle unit? di sangue anti-HCV positive, attualmente scartate, perch? solo esse contengono gli anticorpi neutralizzanti il virus C.
Le gammaglobuline, iperimmuni contro il virus dell'epatite C, essendo prodotte da unit? di sangue fino al cento per cento anti-HCV positive, conterranno un titolo sostanzialmente pi? elevato di "anticorpi neutralizzanti" il virus C rispetto alle gammaglobuline disponibili in commercio fino a tre anni fa, che erano prodotte da unit? di sangue contenenti solo il 2% circa di sangue anti-HCV positivo. E? da tener presente che, in ogni caso, le gammaglobuline attualmente prodotte e disponibili sul mercato, non contengono, perch? ossequienti alle disposizioni legislative del 1993, nemmeno una minima percentuale di "anticorpi neutralizzanti" il virus C.
Ulteriore vantaggio di questa soluzione ? dato dal fatto che il costo di produzione di questo tipo di gammaglobuline "iperimmuni" sar? sostanzialmente basso, . certamente molto pi? basso di quello per la produzione di altri tipi di gammaglobuline specifiche iperimmuni. In aggiunta al fatto che saranno annullati i costi per lo smaltimento e la distruzione della percentuale, ancorch? bassa, di sangue anti-HCV positivo. Anche i donatori anti-HCV positivi, ora esclusi, si sentiranno gratificati.
A garanzia della bont?, del risultalo ottenuto, con la produzione di tali- gammaglobuline, : deve sottolineare il -fatto che da oltre 50 anni sono utilizzate in modo sicuro e proficuo le gammaglobuline per uso intramuscolare prodotte con il metodo di frazionamento alcolico (metodo Cohn), capace, come gi? detto,, di inattivare sia il virus G, sia altri agenti infettanti.

Claims (4)

  1. RIVENDICAZIONI L Farmaco atto a proteggere l'individuo dal contagio di epatite virale, caratterizzato da una sostanziale iperimmunit? dei suoi componenti nei riguardi del virus dell1 epatite C, la iperimmunit? risultando dovuta a una sostanziale iperconcentrazione di anticorpi neutralizzanti nei confronti del virus C.
  2. 2. Farmaco come in 1, caratterizzato da ci? che i componenti di detto farmaco sono costituiti da gammaglobulina prodotta con il metodo Cohn di frazionamento alcolico, a partire da sangue anti-HCV positivo, per cui la stessa gammaglobulina ? del tipo iperimmune.
  3. 3. Procedimento di produzione del farmaco di cui alle rivendicazioni 1,2 caratterizzato da ci? che il materiale utilizzato per la preparazione della relativa gammaglobulina, prodotta con il metodo Cohn di frazionamento alcolico, ? costituito fino al cento per cento da sangue anti-HCV positivo.
  4. 4. Uso del farmaco di cui alle rivendicazioni 1,2 e : al procedimento di produzione di cui alla rivendicazione 3, caratterizzato da ci? che esso ? destinato a proteggere l'individuo dal contagio di epatite virale da virus C.
IT96PN000013A 1996-02-26 1996-02-26 Farmaco atto a proteggere l'individuo dal contagio di epatite virale, ecc. ITPN960013A1 (it)

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