ITMI20091047A1 - Sistema di connessione moduli per superfici componibili - Google Patents
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Description
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad un dispositivo di connessione per il collegamento reciproco di elementi modulari atti alla realizzazione di pavimenti e pareti, rapidamente montabili e smontabili, per strutture provvisorie, quali palchi, pedane e pareti attrezzate, di uso limitato nel tempo e con occupazione temporanea del suolo su cui la struttura è montata. Più precisamente, Γ invenzione si riferisce al sistema di giunzione e di reciproco bloccaggio fra due elementi modulari, di area limitata che, accoppiati fra loro in gran numero, danno luogo ad estese superfici quali, ad esempio, i piani di calpestio atti a ricevere e sostenere accumulo di materiali pesanti, come deposito temporaneo di merci, oppure una pluralità di persone, anche in movimento, come attori, orchestrali oratori e pubblico in caso di manifestazioni, rappresentazioni e conferenze, o ancora come pareti operative attrezzate, come saranno meglio definite in seguito.
Da tempo sono in uso sul mercato strutture modulari, d’ora in avanti definite pannelli, lateralmente collegabili fra loro in coppia, per formare le estese superfici complanari calpestagli di cui si è detto sopra.
Tali pannelli comprendono un elemento parallelepipedo scatolare presentante due ampie superfici uguali e contrapposte, una delle quali costituisce la superficie calpestarle, separate fra loro da una cornice perimetrale di chiusura della scatola. Dalla superficie opposta a quella calpestarle si estendono quattro supporti perpendicolari, le gambe, che tengono l’elemento scatolare sollevato rispetto al suolo, conferendogli l’aspetto di un tavolino a quattro gambe.
All’interno della scatola è contenuto un dispositivo, comandabile dal piano di calpestio, comprendente uno stelo provvisto di un’estremità che può spostarsi assialmente dall’interno della scatola all’esterno della stessa attraverso la suddetta cornice, parallelamente alla superficie del piano di calpestio.
Tale estremità è provvista di una testa sostanzialmente ellittica, rotante insieme allo stelo attorno all’asse del medesimo, la quale, a seguito di detto spostamento assiale, penetra nella cornice di un pannello affiancato al primo attraverso una feritoia di analoga sezione retta e, a seguito di detta rotazione si dispone in direzione trasversale a detta feritoia impedendo l’estrazione dello stelo dal pannello affiancato, bloccando così reciprocamente fra loro detti pannelli.
Questo tipo di dispositivo è stato descritto, ad esempio, nella domanda di brevetto W02006027546A1 alla quale si può fare riferimento per ulteriori precisazioni.
Tutto ciò premesso, il Richiedente ha intuito che tali pannelli potevano essere utilizzati in modo del tutto nuovo sia per realizzare superfici calpestagli con un ridotto numero di gambe di sostegno, rendendo così più economica la struttura finale e più agevole la costruzione di detta struttura, sia per realizzare pareti operative, come maxischermi video o superfici a pannelli solari o superfici a cellule fotovoltaiche, assemblando fra loro i suddetti pannelli in un piano verticale, o comunque inclinato rispetto ad un piano orizzontale.
Il Richiedente ha tuttavia trovato che i noti pannelli non rappresentavano la soluzione del problema affrontato in quanto, privati di un significativo numero di gambe, non erano più in grado di garantire, e mantenere nel tempo, una perfetta complanarità della superficie calpestarle ottenuta. In particolare accadeva che due pannelli affiancati si spostavano reciprocamente l’uno rispetto all’altro in direzione perpendicolare alla superficie del pannello creando un gradino fra le due superfici affiancate. Questi gradini, e l’elevato numero di tali gradini, in certi casi (ad esempio rappresentazioni teatrali, balletti) possono costituire un pericolo per l’incolumità delle persone che si muovono sul palco. Se poi si cercava di assemblarli fra loro in un piano verticale la parete ottenuta si distruggeva tanto più rapidamente quanto maggiore era la sua altezza poiché il dispositivo di accoppiamento, efficace nel mantenere assemblati fra loro due pannelli in un piano orizzontale, nel piano verticale non era in grado di reggere il peso dei pannelli appesi in posizione inferiore e quindi sbloccava automaticamente l’accoppiamento. Il Richiedente ha così percepito che il sistema descritto poteva essere sostituito da un nuovo e migliorato sistema, privo dei difetti denotati e capace di innalzare ulteriormente il livello qualitativo del prodotto, ed inoltre con risparmio di materiale impiegato, con aumento della facilità di reciproco assemblaggio degli elementi modulari utilizzati, ampliamento delle loro possibilità di utilizzo e minor costo delle strutture ottenute.
In un suo primo aspetto, la presente invenzione si riferisce pertanto ad un sistema per il reciproco assemblaggio di due pannelli modulari affiancati, ciascuno di detti pannelli comprendendo un elemento parallelepipedo scatolare presentante una coppia di ampie superfici uguali e contrapposte, almeno una delle quali costituisce una superficie operativa di detto pannello, separate e rese solidali fra loro da una cornice perimetrale, ortogonale a detta coppia di superfici, detto sistema comprendendo un dispositivo, posto all’interno di detto elemento scatolare ed azionabile dall’esterno del medesimo, per l’aggancio e lo sgancio fra detti pannelli ed il loro bloccaggio in direzione parallela a detta superficie operativa, caratterizzato dal fatto che detto dispositivo di aggancio è azionabile in entrambi i sensi agendo attraverso detta cornice perimetrale.
In un suo diverso aspetto, Γ invenzione si riferisce ancora ad un sistema per il reciproco assemblaggio di due pannelli modulari affiancati, caratterizzato dal fatto che ciascuno di detti pannelli presenta un solo elemento di sostegno ed è provvisto di mezzi atti a bloccare qualunque spostamento relativo fra due pannelli, reciprocamente bloccati fianco a fianco, in direzione perpendicolare a detta superficie operativa. Ad ogni modo la presente invenzione può essere meglio compresa dalla descrizione che segue e con l’aiuto delle figure qui allegate, fornite a scopo esclusivamente esemplificativo e non limitativo, dal momento che altre forme di realizzazione sono comunque possibili, nel rispetto e nell’ambito della definizione del sistema di assemblaggio secondo le rivendicazioni che seguono.
la figura 1 illustra, in vista prospettica, con porzioni parzialmente asportate, il dispositivo per la giunzione dei pannelli, montato entro un pannello con l’asse x-x di azionamento del dispositivo parallelo alla superficie operativa, secondo la presente invenzione, prima dell’aggancio col pannello affacciato;
la figura 2 illustra, in sezione retta laterale, una coppia di pannelli con evidenziato il dispositivo di connessione, in posizione operativa, dopo l’aggancio col pannello affacciato, evidenziando un’altra caratteristica secondo l’invenzione;
la figura 3 illustra, con vista in pianta, il noto cinematismo di connessione, migliorato secondo la presente invenzione, in una specifica forma di realizzazione;
la figura 4 mostra, in sezione retta frontale, secondo il piano p-p di figura 1, un particolare del cinematismo di figura 3;
la figura 5 illustra, in sezione retta, un altro particolare del dispositivo di giunzione di figura 1, evidenziando una ulteriore caratteristica secondo Γ invenzione;
la figura 6 illustra, in vista frontale, una superficie operativa sospesa in verticale, secondo Γ invenzione, evidenziando in particolare la posizione del dispositivo di giunzione reciproca fra i pannelli.
Le figure 1 e 2 illustrano un sistema per il reciproco assemblaggio di due pannelli modulari 1 e 2 affiancati, ciascuno dei quali comprende un elemento parallelepipedo scatolare presentante una coppia di ampie superfici (11, 12, 21, 22) uguali e contrapposte, almeno una delle quali (11, 21) costituisce una superficie operativa di detto pannello. Queste superfici sono in realtà lastre, usualmente di circa un metro quadrato di ampiezza, ciascuna avente evidentemente due superfici; tuttavia, poiché le superfici affacciate delle due lastre (quelle interne allo scatolato) non hanno rilevante importanza ai fini di questa descrizione, parleremo sempre di superfici intendendo le superfici esterne, superiore ed inferiore, del pannello. Tali superfici sono separate e rese solidali fra loro da una cornice perimetrale 3, ortogonale a detta coppia di superfici. Le suddette superfici devono essere assemblate fra loro fianco a fianco per costituire un piano avente come superficie totale la somma delle superfici dei pannelli. A questo scopo, ciascun pannello comprende, in modo noto, un dispositivo 4, posto airinterno dell’elemento scatolare ed azionabile dalTesterno del medesimo, per l’aggancio e lo sgancio fra detti pannelli ed il loro bloccaggio in direzione parallela alla loro superficie operativa; secondo la presente invenzione, tale dispositivo è azionabile in entrambi i sensi agendo attraverso detta cornice perimetrale.
Il pannello modulare oggetto dell’ invenzione è stato descritto come un elemento scatolare, al quale continueremo a riferirci, per comodità e facilità di rappresentazione ma si deve notare che, in realtà, la lastra inferiore potrebbe anche mancare, sostituita da elementi costruttivi, non illustrati, necessari per fissare alla superficie inferiore della lastra superiore (superficie operativa) il dispositivo di aggancio e sgancio dei pannelli. Tale dispositivo comprende uno stelo 5 alloggiato alTinterno dell’elemento scatolare, supportato da due pareti affacciate 6 e 7, perpendicolari alla superficie operativa e forate con una coppia di fori coassiali. Una di dette pareti (7) è un lato della cornice mentre la parete opposta (6) è realizzata con una lamina, generalmente metallica, interna allo scatolato, solidale con almeno una delle superfici interne dello scatolato, preferibilmente anche con la superficie opposta. Il foro sulla parete interna (6) è circolare, con il medesimo diametro dello stelo, quello sulla parete della cornice è ellittico, con il diametro maggiore disposto parallelamente alla superficie operativa. Il suddetto stelo può ruotare in entrambi i sensi attorno al proprio asse, ed è assialmente scorrevole in entrambi i sensi, parallelamente a detta superficie operativa e perpendicolarmente a detta cornice, in modo da spostare la sua estremità prossima alla cornice dentro e fuori da detto elemento scatolare.
Tale estremità è provvista di una testa 8 di forma ellittica, che può entrare ed uscire da detto elemento scatolare attraverso la suddetta luce ellittica ricavata sul lato 7 della cornice. La rotazione e lo spostamento assiale dello stelo sono comandati da un cinematismo, posto all’interno di detto elemento scatolare ed azionabile dall’esterno del medesimo. Il suddetto cinematismo, più dettagliatamente illustrato in pianta in figura 3, e in sezione retta frontale in figura 4, comprende in primo luogo una sfera 9 resa solidale con lo stelo 5 tramite un perno 10 radialmente sporgente dalla superficie della sfera ed inserito in un foro ricavato nello stelo 5, con asse ortogonale a quello dello stelo.
Il cinematismo comprende inoltre un disco 13 avente l’asse ortogonale all’asse dello stelo. Tale disco presenta un foro circolare passante 14, posto ad una certa distanza dal centro del disco, entro il quale, in seguito alla rotazione dello stelo 5, si muove alternativamente in entrambi i sensi, ortogonalmente alla superficie del disco, la suddetta sfera 9. Al centro del disco è presente un foro assiale 15, di sezione retta poligonale, triangolare nel caso illustrato, posto in corrispondenza con un foro passante 16 ricavato nella parete della cornice, cosicché, tramite una chiave di forma adeguata, cioè avente la medesima sezione retta poligonale del foro 15, non illustrata, è possibile comandare la rotazione del disco in entrambe le direzioni, dall’ esterno della cornice.
La rotazione del disco, estesa lungo l’arco ABCDA nel senso della freccia M (figura 3), tramite l’accoppiamento della sfera 9 con la cavità 14, impone allo stelo una rotazione e contemporaneamente uno spostamento assiale prima in un senso e quindi in senso opposto. Più esattamente, lungo l’arco EG lo stelo si sposta in uscita dall’elemento scatolare e viceversa lungo l’arco GE. Lungo l’arco HF lo stelo ruota in senso antiorario e viceversa lungo l’arco FH. Lungo gli archi DA e BC prevale l’ampiezza della rotazione rispetto all’estensione dello spostamento assiale, viceversa lungo gli archi AB e CD.
Per effetto dello spostamento assiale la testa ellittica 8 dello stelo 5 penetra nel pannello affiancato, (fig. 1 e 2) sfruttando la forma ellittica di un corrispondente foro 17 ricavato nella cornice dell’elemento scatolare affiancato mentre, per effetto della rotazione, la suddetta testa ellittica si dispone con l’asse maggiore e-e in verticale, cioè perpendicolare alla superficie operativa, così da impedire l’estrazione assiale dello stelo dal suddetto pannello affiancato. Una scelta adeguata della posizione iniziale del foro 14 rispetto alla posizione angolare dello stelo 5 e della sfera 9 consente di avere una corsa di ritorno dello stelo 5 atta a pressare l’una contro l’altra le cornici dei due pannelli affiancati.
Si precisa qui che i fori o le luci ellittiche di cui si è detto sopra possono essere convenientemente realizzati con un profilo a “C” assegnato alla corrispondente porzione di cornice, con l’apertura della C rivolta verso l’esterno dell’elemento scatolare.
Risulterà ora chiaro che applicando una forza tesa ad allontanare fra loro i pannelli collegati insieme è possibile ottenere il movimento inverso del cinematismo con conseguente sblocco automatico dell’accoppiamento fra i pannelli. Tale forza risulta infatti applicata sulla testa 8 e quindi sullo stelo 5 il cui movimento assiale determina la rotazione della sfera e con essa la rotazione del disco in senso inverso al movimento di chiusura del blocco fra i pannelli.
La possibilità che ciò si verifichi non è accettabile quando, secondo l’invenzione, le superfici operative dei pannelli sono superfici particolari, come ad esempio pannelli solari o cellule fotovoltaiche o schermi al plasma per realizzare maxischermi video, che richiedono il montaggio dei pannelli in verticale, come illustrato in figura 6.
La figura 6 mostra una superficie verticale rispetto al suolo, sostenuta da una coppia di plinti 18 solidali col terreno e da una traversa 19 che collega superiormente fra loro detti plinti. Alla traversa sono appesi tre pannelli, a ciascuno dei quali è appeso un altro pannello, a sua volta elemento di supporto per un terzo pannello, per un totale di nove pannelli. La figura mostra, in una sequenza di tre pannelli verticali, gli steli 5 dei dispositivi di accoppiamento. E’ evidente che lo stelo del pannello appeso alla cornice sopporta il peso dei tre pannelli, fatto che può comportare il movimento del dispositivo in apertura del medesimo. Infatti l’estrazione dello stelo dal pannello comporta anche la relativa rotazione di detto stelo la quale riporta la testa ellittica 8 con l’asse parallelo a quello di una luce ellittica 17 sulla traversa o sul pannello di supporto, con conseguente separazione dei pannelli e caduta a terra dei medesimi. Allo scopo di evitare il verificarsi di questo evento, il suddetto cinematismo comprende, sempre secondo l’invenzione, mezzi elastici di contrasto per la rotazione inversa del disco; in una preferita forma di attuazione dell’invenzione, tali mezzi comprendono almeno una tacca 23, ricavata sul bordo del disco 13, atta ad alloggiare una sfera, preferibilmente una puleggia 24, la cui gola sposa il bordo del disco, mantenuta pressata contro il disco da una molla 25 atta a sostenere un carico maggiore del massimo carico che, in esercizio, può essere applicato allo stelo del dispositivo 4. In particolare, la suddetta tacca ha un profilo non simmetrico rispetto all’asse della tacca, raccordato con il bordo del disco tramite due tratti di profilo a diversa pendenza. Il tratto 23 a ha una pendenza molto dolce e consente la rotazione del disco in senso orario, come indicato dalla freccia M, il tratto 23b ha una pendenza estremamente ripida e impedisce la rotazione del disco in senso opposto.
Il Richiedente ha inoltre constatato che il dispositivo noto non era in grado di garantire il mantenimento della complanarità fra i pannelli affiancati allorché questi venivano privati di tre delle loro gambe 26 di sostegno in quanto, sia per la forma ellittica della luce di uscita sulla parete della cornice, sia per la progressiva usura del cinematismo con l’uso, ed anche per Γ insufficiente tiro esercitato dallo stelo 5 in queste condizioni, lo stelo suddetto, sporgente a sbalzo dalla suddetta luce, si inclinava rispetto alla parete della cornice provocando un abbassamento del pannello accoppiato.
Allo scopo di risolvere tale problema, secondo Γ invenzione, il sistema comprende mezzi atti ad impedire qualunque spostamento relativo, in qualsiasi direzione, fra due pannelli reciprocamente bloccati fianco a fianco.
Secondo un particolare aspetto dell’ invenzione, tali mezzi comprendono almeno un rilievo sporgente a sbalzo da almeno un lato della cornice perimetrale, atto ad inserirsi in una corrispondente cavità ricavata su un corrispondente lato della cornice perimetrale di un pannello affiancato. In una conveniente forma di realizzazione dell’ invenzione, tale rilievo comprende, (fig. 2) almeno un dente tronco-conico 27, che si inserisce in una corrispondente cavità tronco-conica 28, con l’ulteriore vantaggio di ottenere, durante l’accostamento fra i due pannelli, una perfetta centratura reciproca fra le cornici affiancate.
In una diversa, alternativa, forma di realizzazione dell’invenzione, tali mezzi comprendono almeno un dispositivo di supporto per detto stelo atto ad impedire qualunque rotazione di detto stelo attorno ad un asse perpendicolare a quello dello stelo medesimo: convenientemente, tale dispositivo può essere realizzato con una flangia 35, ortogonale alla superficie operativa del pannello, solidale con almeno una delle superfici interne del pannello, preferibilmente con entrambe le superfici opposte, affacciate, delle due lastre contrapposte, forata con un foro cilindrico entro il quale lo stelo è assialmente mobile e liberamente rotante attorno al suo asse, disposta fra la testa ellittica e Γ estremità opposta dello stelo, in prossimità della suddetta testa ellittica.
In una ancor diversa forma di attuazione, il dispositivo comprende almeno una bussola 36 di supporto per detto stelo, disposta nel tratto compreso fra detta testa ellittica e Γ estremità opposta, solidale con almeno una delle superfici interne del pannello, preferibilmente con entrambe le superfici opposte, affacciate, delle due lastre contrapposte, tramite staffe 37.
Si precisa qui che l’utilizzo di questi dispositivi di supporto per lo stelo, sia da soli che in combinazione fra loro, non sono limitati all’uso con il dispositivo di aggancio azionabile solo attraverso la cornice perimetrale.
Il Richiedente ha ulteriormente constatato che, con l’uso dei pannelli nel tempo, nel dispositivo di assemblaggio dei pannelli nascevano certi giochi imprevedibili, che ne bloccavano il funzionamento.
In accordo con quanto sopra, in una diversa forma di attuazione dell’invenzione, illustrata in figura 4, il suddetto foro ricavato nel corpo dello stelo 5 per Γ inserimento del perno 10 della sfera 9 è un foro cilindrico, cui corrisponde un perno cilindrico, e presenta l’estremità opposta a detta sfera chiusa da una superficie ortogonale all’asse di detto perno, la quale costituisce l’estremità di battuta per il perno. Il perno può essere reso solidale con lo stelo tramite filettatura delle corrispondenti superfici laterali oppure può presentare sulla sua estremità un appendice filettata 29 che fuoriesce da detta superficie di battuta, tramite un foro di diametro inferiore a quello del perno, sulla quale viene avvitato un dado filettato 30 che blocca il perno 10 entro il corrispondente foro dello stelo 5.
Viene così superato l’inconveniente assai frequente nelle strutture note dove la giunzione fra perno e stelo tramite accoppiamento secondo una superficie troncoconica perde di solidità causa Γ ovalizzazione della bocca di area maggiore del suddetto accoppiamento, con conseguente spostamento della sfera rispetto allo stelo e quindi difficoltà di movimento o addirittura blocco del cinematismo che aziona il dispositivo.
In una ancor diversa forma di attuazione dell’ invenzione, il foro assiale 15, di sezione retta poligonale, presente sul disco 13 è ricavato in un dado 31 solidale con il suddetto disco, al centro del medesimo, preferibilmente di materiale più resistente di quello del disco: il disco, infatti, può essere fatto con materiale economico, ad esempio mediante un pacco di lamierini 32 sovrapposti. Tale dado è inserito in un corrispondente foro assiale passante 33, ricavato nel disco, tuttavia rimane all’interno di detto foro sull’estremità rivolta verso la sfera 9. Secondo l’invenzione, disco 13 e dado 31 sono resi solidali fra loro tramite una saldatura 34 annegata nel tratto di foro lasciato libero dal suddetto dado. Si evita così il danno, assai frequente nei noti sistemi di accoppiamento, derivante dalla parziale o totale rottura della saldatura fra dado e disco, effettuata sulla superficie inferiore del disco. Il disco inizia a oscillare rispetto al dado e perde così la capacità di mantenere saldamente in posizione lo stelo, ancora con conseguente difficoltà di movimento del cinematismo che aziona il dispositivo.
L’invenzione descritta offre importanti vantaggi qualitativi ed economici.
La caratteristica di poter comandare la rotazione del disco tramite un attrezzo adeguato introdotto nell’elemento scatolare attraverso la cornice consente di accoppiare fra loro i pannelli senza necessità di forare la superficie operativa del pannello.
Questa caratteristica si rivela particolarmente importante quando l’assemblaggio fra i pannelli non è effettuato per realizzare un pavimento ma una superficie operativa che non può essere forata, come ad esempio una superficie di copertura (un tetto) o quella di pannelli solari, schermi video, cellule fotovoltaiche.
La capacità di garantire una perfetta complanarità fra i pannelli affiancati consente di costruire un pavimento di elevato livello qualitativo in grado di soddisfare qualunque esigenza di sicurezza; inoltre, la raggiunta solidità dell’accoppiamento fra pannelli affiancati ha permesso di eliminare molte gambe di sostegno, essenziali con le strutture dello stato dell’arte per dare solidità e durata al pavimento. Con i pannelli secondo l’invenzione è sufficiente avere una sola gamba per ogni incrocio comune fra quattro pannelli reciprocamente affiancati per garantire solidità e complanarità al pavimento. Questo fatto non solo comporta un notevole risparmio economico per la struttura dell’invenzione ma ne facilita il montaggio, con ulteriore risparmio di tempo e quindi con minori costi di assemblaggio.
La maggiore solidità e affidabilità del cinematismo di azionamento del sistema di accoppiamento dei pannelli assicura una lunga durata di servizio al pannello dell’ invenzione.
Nella presente descrizione non sono state di norma illustrate tutte le possibili alternative strutturali e dimensionali alle forme di attuazione dell’ invenzione specificatamente descritte: non è infatti sembrato necessario espandersi nei dettagli costruttivi del sistema dell’ invenzione in quanto ogni tecnico dell’arte, dopo le istruzioni qui date, non avrà difficoltà a progettare, scegliendo adeguatamente materiali e dimensioni, la soluzione tecnica più vantaggiosa. Queste varianti s’intendono tuttavia ugualmente comprese nell’ambito di protezione del presente brevetto, quando tali forme alternative risultano di per se stesse facilmente derivabili dalla descrizione qui effettuata del rapporto che lega ciascuna forma di attuazione con il risultato che l’invenzione vuole ottenere.
Claims (12)
- RIVENDICAZIONI 1. Sistema per il reciproco assemblaggio di due pannelli modulari affiancati, ciascuno di detti pannelli comprendendo un elemento parallelepipedo scatolare presentante una coppia di ampie superfici uguali e contrapposte, almeno una delle quali costituisce una superficie operativa di detto pannello, separate e rese solidali fra loro da una cornice perimetrale, ortogonale a detta coppia di superfici, detto sistema comprendendo un dispositivo, posto all’ interno di detto elemento scatolare ed azionabile dall’ esterno del medesimo, per l’aggancio e lo sgancio fra detti pannelli ed il loro bloccaggio in direzione parallela a detta superficie operativa, caratterizzato dal fatto che detto dispositivo di aggancio è azionabile in entrambi i sensi agendo attraverso detta cornice perimetrale.
- 2. Sistema secondo la rivendicazione 1 in cui detto dispositivo include un cinematismo che comprende uno stelo alloggiato all’ interno di detto elemento scatolare, rotante in entrambi i sensi attorno al proprio asse, con un’estremità provvista di una testa di forma ellittica, con detta estremità assialmente scorrevole in entrambi i sensi, parallelamente a detta superficie operativa, dentro e fuori da detto elemento scatolare, attraverso una luce ricavata in un lato di detta cornice, una sfera resa solidale con detto stelo tramite un perno radialmente sporgente dalla superficie di detta sfera ed inserito in un foro ricavato in detto stelo avente l’asse ortogonale a quello dello stelo, ed un disco rotante attorno al proprio asse, avente l’asse ortogonale all’asse di detto stelo ed una superficie affacciata a detta sfera, detto disco presentando un foro passante non coassiale contenente detta sfera, caratterizzato dal fatto che detto disco comprende una tacca, ricavata sul suo bordo, atta ad alloggiare mezzi elastici di contrasto per detta rotazione del disco.
- 3. Sistema secondo la rivendicazione 2 caratterizzato dal fatto che la suddetta tacca ha un profilo non simmetrico rispetto all’asse della tacca.
- 4. Sistema secondo la rivendicazione 3 caratterizzato dal fatto che detto profilo è raccordato con il bordo del disco tramite due tratti di profilo a diversa pendenza.
- 5. Sistema secondo la rivendicazione 2 caratterizzato dal fatto che detti mezzi elastici comprendono una puleggia 24, la cui gola sposa il bordo del disco, mantenuta pressata contro detto bordo del disco da una molla atta a sostenere un carico non inferiore al massimo carico che, in esercizio, può essere applicato a detto stelo di detto dispositivo.
- 6. Sistema secondo la rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto di comprendere mezzi atti a bloccare qualunque spostamento relativo fra due pannelli, reciprocamente bloccati fianco a fianco, in direzione perpendicolare a detta superficie operativa.
- 7. Sistema secondo la rivendicazione 6 caratterizzato dal fatto che detti mezzi comprendono almeno un rilievo sporgente a sbalzo da almeno un lato di detta cornice perimetrale in direzione sostanzialmente parallela a detta superficie operativa, atto ad inserirsi in una corrispondente cavità ricavata su un corrispondente lato della cornice perimetrale di un pannello affiancato.
- 8. Sistema secondo la rivendicazione 7 caratterizzato dal fatto che detto rilievo comprende un dente tronco-conico, che si inserisce in una corrispondente cavità tronco-conica.
- 9. Sistema secondo la rivendicazione 2 caratterizzato dal fatto che detto foro nello stelo presenta Γ estremità opposta a detta sfera chiusa da una superficie ortogonale all’asse di detto perno costituente una superficie di battuta per detto perno.
- 10. Sistema secondo la rivendicazione 5 in cui detto disco comprende un foro assiale, di sezione retta poligonale, al centro del disco, ricavato in un dado solidale con detto disco, al centro del medesimo, caratterizzato dal fatto che detto dado è inserito in un corrispondente foro passante ricavato in detto disco, detto dado e detto disco essendo resi solidali fra loro tramite una saldatura annegata in detto foro sull’ estremità rivolta verso detta sfera.
- 11. Sistema per il reciproco assemblaggio di due pannelli modulari affiancati, ciascuno di detti pannelli comprendendo un elemento parallelepipedo scatolare presentante una coppia di ampie superfici uguali e contrapposte, almeno una delle quali costituisce una superficie operativa di detto pannello, separate e rese solidali fra loro da una cornice perimetrale, ortogonale a detta coppia di superfici, detto sistema comprendendo un dispositivo, azionabile dall’ esterno del pannello, per l’aggancio e lo sgancio fra detti pannelli ed il loro bloccaggio in direzione parallela a detta superficie operativa, il quale include un cinematismo che comprende uno stelo alloggiato all’ interno di detto elemento scatolare, rotante in entrambi i sensi attorno al proprio asse, con un’estremità provvista di una testa di forma ellittica, con detta estremità assialmente scorrevole in entrambi i sensi, parallelamente a detta superficie operativa, dentro e fuori da detto elemento scatolare, attraverso una luce ricavata in un lato di detta cornice, caratterizzato dal fatto che detti pannelli comprendono ciascuno un unico elemento allungato di sostegno e sono provvisti di mezzi atti a bloccare qualunque spostamento relativo fra due pannelli, reciprocamente bloccati fianco a fianco, in direzione perpendicolare a detta superficie operativa.
- 12. Sistema secondo la rivendicazione 11 caratterizzato dal fatto che detti mezzi comprendono almeno un dispositivo di supporto per detto stelo atto ad impedire qualunque rotazione di detto stelo attorno ad un asse perpendicolare a quello dello stelo medesimo.
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| IT001047A ITMI20091047A1 (it) | 2009-06-12 | 2009-06-12 | Sistema di connessione moduli per superfici componibili |
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| ITMI20091047A1 true ITMI20091047A1 (it) | 2010-12-13 |
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ID=42035750
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| IT (1) | ITMI20091047A1 (it) |
Citations (4)
| Publication number | Priority date | Publication date | Assignee | Title |
|---|---|---|---|---|
| DE3410198A1 (de) * | 1984-03-20 | 1985-09-26 | Bison-Werke Bähre & Greten GmbH & Co KG, 3257 Springe | Vorrichtung zum verbinden von wandelementen |
| WO1985004220A1 (fr) * | 1984-03-19 | 1985-09-26 | Exibelco Gmbh | Element de liaison |
| US20030091384A1 (en) * | 2001-11-09 | 2003-05-15 | Mun-Young Jo | Connection apparatus for connecting prefabricated type panels |
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-
2009
- 2009-06-12 IT IT001047A patent/ITMI20091047A1/it unknown
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