ITMI20081240A1 - Scafo per imbarcazione con caratteristiche di scafo dislocante e di scafo planante - Google Patents
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Description
DESCRIZIONE
Forma oggetto del presente trovato uno scafo ER.ac per imbarcazione secondo il preambolo della rivendicazione principale.
Come à ̈ noto, lo scafo costituisce principalmente l'elemento di una imbarcazione alla quale à ̈ affidato la funzione di galleggiamento. E' suddiviso, per mezzo del fluido in cui esso naviga, in due parti principali, opera viva e opera morta.
L'opera viva o carena à ̈ la parte immersa nel fluido, l'opera morta à ̈ la parte non a contatto con
il fluido, e che à ̈ costituita principalmente dalle parti di scafo e strutture di coperta e sovra coperta. Le due parti sopra descritte dello scafo vengono separate idealmente attraverso una linea
che viene definita linea di galleggiamento, la quale interseca lo scafo creando una superficie detta figura di galleggiamento.
Gli scafi possono essere fondamentalmente classificati in scafi dislocanti e in scafi plananti.
Gli scafi dislocanti sono caratterizzati dall'avere come spinta idrostatica la componente generata dal principio di Archimede, e questa costituisce l'unico contributo al galleggiamento. Questa categoria di imbarcazioni non consente velocità rilevanti, in quanto, raggiunta una velocità , detta velocità critica, si innescano gradualmente dei vortici generati dalla carena stessa, che causano una consistente resistenza idrodinamica, e che non consentano allo scafo di accelerare ulteriormente se non con un notevole consumo di energia, chimica e meccanica, in termini di carburante impiegato ma anche in formazione ondosa generata.
Gli scafi plananti invece, raggiunta una nota velocità , detta velocità di planata, e modificando di conseguenza il loro assetto di navigazione, chiamato angolo di trim, possono planare emergendo per grossi volumi dalla superficie del fluido, consentendo di raggiungere velocità più elevate.
Inoltre essendo generalmente degli scafi più bassi in altezza, sono meno abitabili e necessitano di potenze notevolmente superiori, così come i consumi e l'inquinamento. Esistono in navigazione altre tipologie che realizzano un compromesso tra abitabilità e velocità : ad esempio gli scafi semiplananti , i quali consentono a scafi con caratteristiche geometriche e di peso assimilabili ai dislocanti di poter pervenire a velocità più elevate e performanti. Tuttavia poiché si trova in una condizione idrodinamica non perfetta, cioà ̈ si trova come quando una carena planante à ̈ in fase d'inizio planata, quindi appoppata, tale scafo ha la necessità di avere le forme di poppa più portanti, per avere un assetto il più possibile orizzontale per la navigazione.
Scopo del presente trovato à ̈ quello di offrire uno scafo con carena che sia efficiente all'interno di un intervallo di velocità nella transizione scafo dislocante - semiplanante .
In particolare scopo del trovato à ̈ quello di avere uno scafo altamente stabile, con un conseguente miglioramento del confort per i passeggeri, con un'ottimizzazione delle prestazioni in termini di velocità , in rapporto ad imbarcazione dello stesso segmento e caratteristiche, senza trascurare l'economia dei consumi e di conseguenza riducendo 1 'inquinamento .
Un altro scopo à ̈ quello di offrire uno scafo altamente innovativo nelle geometrie e volumi immersi e in particolare, uno scafo ibrido che caratteristiche e geometrie monocarena dislocante con un multiscafo planante, raggiungendo alte prestazioni con potenze contenute.
Questi ed altri scopi che risulteranno evidenti all'esperto del ramo vengono raggiunti da uno scafo secondo le unite rivendicazioni.
Per una maggior comprensione del presente trovato si allegano a titolo puramente esemplificativo, ma non limitativo, i seguenti disegni, in cui:
la figura 1 mostra una vista prospettica da sotto di uno scafo ottenuto secondo il trovato;
la figura 2 mostra una vista prospettica frontale di una porzione o zona di prua dello scafo di figura 1;
la figura 3 mostra, in una vista prospettica del retro, una porzione o zona di poppa dello scafo di figura 1.
Con riferimento alle citate figure, uno scafo secondo il trovato à ̈ indicato genericamente con 1. Esso comprende una carena 2, una porzione o zona di prua 3 ed una porzione o zona di poppa 4. Secondo il trovato, tale scafo à ̈ conformato in modo da avere caratteristiche proprie di uno scafo dislocante e quella di uno scafo planante.
Più in particolare la zona di prua 3 ha le caratteristiche di uno scafo dislocante; ciò à ̈ ottenuto prevedendo un bulbo di prua 8, molto pronunciato, tipico di navi altamente dislocanti, nonché una sezione 10 dello scafo, trasversale rastremata. Inoltre, una modanatura 11 sullo scafo devia gli schizzi generati durante la navigazione, evitando che possano giungere in coperta.
I vantaggi di questa geometria sono legati alla riduzione della resistenza d'onda di prua per mezzo del bulbo 8, il che consente un passaggio sull'onda più morbido e meno violento, riducendo notevolmente le formazioni ondose e minimizzando i contributi sulla scia di navigazione.
La zona di poppa 4, sotto la linea di galleggiamento, presenta invece le forme e geometrie tipiche di un multiscafo, in particolare di un catamarano, le quali consentono di pervenire a molti benefici tipici di questa tipologia di imbarcazioni, una su tutte la stabilità trasversale; infatti, tale zona 4 presenta due scafi a poppa 15 che generano un miglior portamento e smorzamento in presenza di sollecitazioni e perturbazioni sia interne che esterne.
Grazie a tali scafi 15 si ottiene che lo scafo, durante la navigazione, presenta un angolo di assetto praticamente costante e pari a zero, registrando variazioni massime sull'angolo di trim nell'intorno di 0.5°. Inoltre la carena multiscafo rende possibile una elevata riduzione dei volumi immersi, e quindi riduzione della resistenza dell'avanzamento, con un miglioramento delle performance e velocità di navigazione ed inoltre un miglior sviluppo della scia di poppa.
Gli scafi a poppa 15 sono posti lateralmente sulla carena 2 e tra essi à ̈ posta una parte sporgente o pinna 21.
Grazie al trovato si ottiene uno scafo ibrido, che si sviluppa in modo articolato lungo la sua lunghezza, in termini di forme e volumi. Tale scafo comprende quindi le zone di prua 3 e di poppa 4 con una zona di raccordo 21.
Con la soluzione secondo il presente documento si raggiunge una elevata stabilità dello scafo, garantendo un elevato confort per i passeggeri a bordo, sia a barca ferma che in navigazione, grazie anche al suo angolo di assetto in navigazione nullo .
Il trovato permette anche un aumento delle superfici utili ed abitabili in coperta, a parità di altezza al galleggiamento, grazie alla elevata stabilità dello scafo; infatti nonostante la presenza nella zona di poppa 4 di uno scafo a forma di catamarano, solitamente poco adatti e predisposti a spazi abitabili, la parte visibile sopra il galleggiamento à ̈ un monoscafo dislocante, incrementando notevolmente l'altezza fuori dall'acqua dello scafo senza intaccare le geometrie immerse, sia in larghezza che in altezza di pescaggio .
Si ottiene inoltre una riduzione dell'avanzamento delle formazioni ondose, generando una scia di poppa, notevolmente ridotta e pulita, minimizzando i disturbi e le interferenze sulle imbarcazioni che navigano intorno; si ha anche una riduzione dei consumi di gasolio, rapportato ad imbarcazioni con le stesse caratteristiche geometriche e meccaniche, per effetto delle geometrie di carena, riducendo i costi di gestione per la navigazione, ma anche riducendo l'inquinamento ambientale dei motori.
Infine, grazie alla sua geometria di carena, e la presenza a livello macroscopico di tre punti di appoggio, si ha anche la possibilità di potersi appoggiare sul fondo, mantenendo la propria stabilità anche in presenza di fondali bassi, in caso di basse maree e anche in caso di spiaggiamento .
Claims (6)
- RIVENDICAZIONI 1. Scafo (1) per imbarcazione comprende una carena (2) avente una zona di prua (3) ed una di poppa (4), in cui la zona di prua (3) ha conformazione propria di uno scafo dislocante, mentre la zona di poppa (4) ha conformazione propria di uno scafo planante, caratterizzato dal fatto che la zona di prua (3) presenta un bulbo di prua (8), sporgente.
- 2. Scafo di cui alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che la zona di prua (3) comprende una sezione trasversale, rastremata (10) prossima al bulbo di prua (8).
- 3. Scafo di cui alla rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che dalla zona di prua (3) si diparte lungo la carena (2) una modanatura (11) atta a deviare schizzi d'acqua generantisi durante la navigazione.
- 4. Scafo di cui alla rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che la zona di poppa (4), sotto la linea di galleggiamento comprende due scafi a poppa (15), paralleli e distanziati tra loro, ogni scafo a poppa essendo posto lateralmente sulla carena (2).
- 5. Scafo di cui alla rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che tra gli scafi a poppa (15) Ã ̈ presente una pinna o parte (21) sporgente dalla carena (2).
- 6. Scafo di cui alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto di presentare tre punti di appoggio sul fondo, di cui uno a prua e due a poppa.
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2008
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