ITMI991871A1 - Dispositivo per montare o smontare una porta su o da un rispettivo infisso - Google Patents
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Description
Titolo: Dispositivo per montare o smontare una porta su o da un rispettivo infisso.
DESCRIZIONE
Campo di applicazione
Nel suo aspetto più generale, il presente trovato si riferisce ad un dispositivo per montare o smontare una porta o simili, su o da un rispettivo infisso.
Con il termine “porta” si intende individuare nel seguito della descrizione e nelle successive rivendicazioni, qualsiasi tipo di porta, ad una o più ante , montate girevoli su rispettivi cardini, come ad esempio porte, porte-finestre, porte corazzate, porte “tagliafuoco”, porte a cancello, e simili, di qualsiasi forma e/o struttura e/o peso e di qualsiasi materiale come legno, legno e vetro, vetro, ferro o altri materiali più o meno comunemente utilizzati per la realizzazione di porte.
E’ ben noto che quando si intende smontare una porta dal rispettivo infisso, le operazioni fondamentali da affrontare consistono nel sollevamento della porta fino al suo completo sfilamento dai cardini e nel successivo spostamento, generalmente di piccola entità, di essa via dal telaio di supporto, o portale o infisso.
Tali operazioni, di per sé addirittura banali nella loro esposizione, non risultano quasi mai facili da eseguire quando la porta o simile presenta struttura e/o dimensioni e/o peso non trascurabili e quando, come capita nella generalità dei casi, essa non offre validi “appigli” per una efficace presa da parte dell’operatore. Inoltre, una volta sfilata dai cardini, per poter essere spostata senza danneggiare il pavimento, la porta deve essere mantenuta, sostanzialmente a forza di braccia, nella posizione sollevata ed in equilibrio, il tutto in una condizione di sicurezza piuttosto precaria.
Le difficoltà aumentano quando poi la porta deve essere montata o rimontata sul rispettivo infisso; infatti, per infilarla sui cardini di detto infisso, oltre a mantenerla sollevata ed in equilibrio, è necessario accostarla allo stipite del portale fino a trovare una perfetta verticalità ed un perfetto allineamento sui cardini, il tutto sempre e soltanto a forza di braccia.
Le suddette difficoltà sono inoltre ulteriormente aumentate quando alle operazioni sopra esposte provvede una persona non esperta che, come tutti sappiamo, è generalmente carente dal punto di vista della manualità e della praticità di intervento. A questo proposito si tenga presente che per montare o smontare una porta di notevole peso come per esempio una porta corazzata, devono generalmente intervenire due o più operatori esperti.
Lo scopo principale del presente trovato è quello di escogitare e realizzare un dispositivo di sollevamento-porta avente caratteristiche strutturali e funzionali tali da superare facilmente le suddette difficoltà, anche quando le operazioni di montaggio o smontaggio di una porta vengono affrontate da persona inesperta.
Questo scopo ed altri ancora, che meglio appariranno dalla descrizione che seguirà, vengono raggiunti da un dispositivo per montare o smontare una porta su o da un rispettivo infisso, il quale, secondo il presente trovato, è caratterizzato dal fatto di comprendere:
- una base piastriforme munita, su contrapposti lati, di rispettivi bordi rialzati, tra i quali risulta definito un piano di sollevamento-porta,
- una leva di primo genere, avente estremità di resistenza girevolmente montata su almeno imo di detti bordi rialzati, con asse di imperniamento-leva parallelo a detto piano di sollevamento-porta e perpendicolare a detta leva, detto asse essendo esteso in prefissata relazione distanziata da detto piano di sollevamento-porta,
- un fulcro, essenzialmente costituito da un carrello, rigidamente fissato a detta leva e comprendente almeno una ruota folle, liberamente girevole attorno ad un asse-fulcro, parallelo a detto asse di impemiamento-leva
- una impugnatura definita in corrispondenza della estremità di potenza (9b, 10b) di detta leva (1).
Vantaggiosamente, detta leva è costituita da un telaio rigido, comprendente due profilati rettilinei, paralleli, reciprocamente distanziati da traversini di irrigidimento ed aventi prime estremità, che costituiscono la detta estremità di resistenza della leva, imperniate, con comune asse di impemiamento, a rispettivi bordi rialzati di detta base piastriforme, e seconde estremità, opposte a dette prime, che costituiscono la detta estremità di potenza della leva.
Preferibilmente la base piastriforme del dispositivo di questo trovato, ha spessore ridotto così da risultare facilmente inseribile tra il lato inferiore di una porta montata ed il pavimento, mentre i bordi rialzati di detta base sono distanziati tra loro così da comprendere lo spessore di detta porta.
Le caratteristiche ed i vantaggi del trovato, risulteranno maggiormente dalla descrizione che segue di un esempio di realizzazione di un dispositivo secondo il trovato stesso, fatta con riferimento ai disegni allegati dati a titolo indicativo e non limitativo.
Nei disegni:
Fig. 1 rappresenta prospetticamente un dispositivo di sollevamento-porte secondo il trovato,
Figg. da 2 a 4 rappresentano schematicamente lo stesso dispositivo di fig. 1, rispettivamente in vista frontale, laterale e posteriore,
Figg. da 5 a 8 rappresentano il dispositivo secondo il trovato in diverse fasi operative,
Figg. da 9 a 11 rappresentano alcune varianti di realizzazione del dispositivo secondo il trovato.
Con riferimento alle suddette figure, un dispositivo secondo il presente trovato, utile per operazioni di montaggio e smontaggio di una porta su e da un rispettivo infisso, comprende una base piastriforme 1, rettangolare, munita, in corrispondenza dei contrapposti lati lunghi, di rispettivi bordi 2, 3, rialzati a squadra, che conferiscono a detta base ima sezione trasversale ad U.
Tra detti bordi 2 e 3 risulta definita, una superficie piana che costituisce un piano di sollevamento-porta la, come risulterà meglio dal seguito della descrizione.
La distanza tra i bordi rialzati 2 e 3 è prefissata ad un valore tale per cui tra essi possa essere agevolmente compreso lo spessore di una porta o simile da sollevare.
La base piastriforme 1 ha spessore ridotto ed è appropriatamente smussata in corrispondenza dei suoi lati corti così da risultare facilmente inseribile al disotto di una porta, nello spazio (intercapedine) normalmente presente tra porta e pavimento.
Il dispositivo del presente trovato comprende inoltre una leva di primo genere, globalmente indicata con 8 che, in una forma preferita di realizzazione, è costituita da un telaio 8a, comprendente una coppia di profilati 9 e 10, rettilinei, paralleli, reciprocamente distanziati da traversini 11, 12, di irrigidimento.
Vantaggiosamente detti profilati 9, 10 hanno sezione trasversale ad L che, nella configurazione preferita del telaio 8a, sono disposti con sezione “aperta” verso l’esterno del telaio stesso.
Una prima coppia di estremità 9a, 10a (o prime estremità) di detti profilati 9, 10, costituisce la “estremità di resistenza” della leva 8, mentre la seconda coppia di estremità (o seconde estremità) 9b, 10b, contrapposta alla precedente, ne costituisce la “estremità di potenza”.
Dette prime estremità 9a, 10a , sono montate in modo liberamente girevole a rispettivi bordi rialzati 2, 3, della base piastriforme 1, con asse di imperniamento R perpendicolare alla leva 8 e, vantaggiosamente sono montate dall’esterno su detti bordi, in appropriata e prefissata relazione distanziata dal piano di sollevamentoporta la.
Le estremità 9b, 10b della seconde estremità, sono reciprocamente collegate dal traversino 12 di irrigidimento che, vantaggiosamente, è conformato ad impugnatura di azionamento della leva 8.
Con 13 e 14 sono globalmente indicati due uguali carrelli, ciascuno dei quali comprende, in una forma di realizzazione preferita ma non limitativa, un supporto piastriforme 15 (16), essenzialmente triangolare, e due coppie di uguali ruote 17-17,18-18 (19-19, 20-20) montate folli in corrispondenza di due vertici di detto supporto piastriforme, con assi di rotazione perpendicolari al supporto stesso.
In corrispondenza del rispettivo terzo vertice, ciascuno di detti supporti piastriformi 15, 16, è rigidamente fissato, con mezzi di per sé noti e convenzionali, ad un corrispondente profilato 9, 10, in posizione perpendicolare al piano del telaio 8a, ed aggettante da un lato di esso.
E’ da rilevare che le coppie di ruote 17-17 e 19-19 dei carrelli 13 e 14, più prossime all’asse R di imperniamento della leva 8 al piano di sollevamento-porta, hanno un comune asse di rotazione, esteso perpendicolarmente alla leva 8; questo asse viene indicato con F in quanto costituisce l’asse-fulcro di detta leva, come risulterà dal seguito della descrizione.
Vantaggiosamente, al traversino di irrigidimento 11 del telaio 8a, esteso in posizione intermedia tra l’impugnatura 12 e l’asse-fùlcro F, è centralmente fissato un terzo carrello 21, comprendente almeno una ruota 22, liberamente girevole attorno ad un rispettivo asse 2 la, parallelo al suddetto asse-fulcro F.
Con riferimento alle figure da 5 a 8 viene ora descritto il funzionamento del dispositivo di questo trovato.
Per smontare una porta P dal rispettivo infisso I, vale a dire per sfilare detta porta P dai cardini C di detto infisso (o telaio o portale), il dispositivo del presente trovato viene accostato alla porta P nella condizione di leva 8 sollevata (fig. 5) e viene spinto contro di essa, in modo che il piano di sollevamento-porta la, venga completamente inserito al disotto della porta stessa. E’ da notare che la posizione del traversino di irrigidimento 11 nel telaio 8a, è scelta in modo tale per cui quando esso viene a battere contro il lato -chiusura della porta P, la base piastriforme 1 risulta in una posizione sostanzialmente simmetrica rispetto alla mediana verticale della porta stessa. A questo punto viene abbassata la leva 8, facendola ruotare attorno all’asse R di impemiamento alla base 1, fino a che il gruppo ruote 17-17, 19-19 dell’asse fulcro F “tocca” il pavimento. Esercitando ora una forza adeguata sulla estremità di potenza della leva (estremità che è costituita dalla impugnatura 12 di essa), si determina un corrispondente sollevamento del piano la e, con esso, della porta P.
Tale sollevamento, che nella prima parte è guidato dall’impegno della porta stessa nei rispettivi cardini, viene proseguito fino a che anche l’altro gruppo di ruote 18-18, 20-20 risulta appoggiato sul pavimento. La distanza tra l’asse di rotazione di questo gruppo di ruote e l’asse fulcro F è scelta in modo tale per cui quando tutte le ruote dei carrelli 13 e 14 sono appoggiate sul pavimento, è sicuramente completato lo sfilamento della porta dai rispettivi cardini. In quel momento, mantenendo sempre un’adeguata forza sulla estremità di potenza della leva 8, la porta deve essere mantenuta nella posizione verticale e, a tale scopo, è sufficiente che lo stesso operatore che ha provveduto al sollevamento, afferri con una mano il lato chiusura di detta porta esercitando su di essa una piccola forza di bilanciamento.
E’ da notare che quando le ruote 18-18, 20-20 risultano appoggiate sul pavimento, lo è anche la ruota 22, del carrello 21, per cui l’intero telaio 8a (fig. 7) viene a costituire un unico carro che sostiene un carico P (la porta considerata) eccentrico, controbilanciato da una forza mantenuta sulla estremità di potenza 12 della leva 1. In questa condizione, la porta P, smontata dal proprio infisso, può essere facilmente e rapidamente trasferita in altro luogo, senza alcun rischio di danneggiamento per il pavimento.
Raggiunta la posizione desiderata, viene lentamente diminuita la forza esercitata su detta estremità di potenza, fino a che la base piastriforme 1 trova appoggio sul pavimento (fig. 8). A questo punto la leva 8 può essere riportata nella posizione iniziale, facendola ruotare attorno all’asse R di imperniamento a detta base.
Volendo rimontare la porta P sul rispettivo infisso, vale a dire reinfilarla sui corrispondenti cardini, è sufficiente, tramite azionamento della leva 1, sollevare di poco dal pavimento la base piastriforme 1, e con essa la porta P e, mantenendola in equilibrio, trasportarla in prossimità dello stipite munito di cardini; qui si provvede ad un ulteriore sollevamento della porta fino ad una quota atta a consentire un successivo impegno con detti cardini e ad un allineamento di essa sulla verticale dei cardini stessi. A questo punto, diminuendo lentamente la forza esercitata fino a quel momento sulla estremità di potenza della leva 1, viene realizzato l’impegno con detti cardini e la porta risulta montata.
Ora riportando la leva 1 nella posizione verticale (configurazione originale del dispositivo del trovato, nella condizione di non uso), è possibile sfilare la base piastriforme da sotto la porta P e recuperare il dispositivo per altro impiego.
Il trovato così concepito è suscettibile di numerose varianti di realizzazione e di numerose modifiche, tutte rientranti nell’ambito del concetto innovativo.
Così, ad esempio, i carrelli 13 e 14 possono avere supporto piastriforme rettangolare (fig. 9), o di qualsiasi altra forma poligonale o circolare; oppure (fig. 10) il dispositivo può comprendere un solo carrello e questo, a sua volta, avere una sola ruota per ciascun profilato 9, 10, supportata da una semplice mensola e liberamente girevole attorno ad un rispettivo asse-fulcro F .
Oppure ancora, detto unico carrello (figli), può essere costituito da due uguali ruote girevolmente montate folli su perni direttamente portati da rispettivi profilati 9 e 10, del telaio 8a.
Inoltre, per quanto sia risultato vantaggioso avere bordi rialzati 2, 3 estesi per tutta la lunghezza della base piastriforme, essi possono avere dimensioni più ridotte, ad esempio a costituire semplici orecchie utili per il supporto dell’asse di imperniamento-leva R
Altre modifiche e varianti, tutte alla portata del tecnico del ramo, potranno essere apportate al presente trovato, così come potranno variare le dimensioni ed i materiali impiegati per la sua realizzazione, senza per questo uscire dal campo di protezione di esso definito dalle seguenti rivendicazioni.
Claims (9)
- RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo per montare e smontare una porta su e da un rispettivo infisso, caratterizzato dal fatto di comprendere: una base piastriforme (1) munita, su contrapposti lati, di rispettivi bordi rialzati (2,3), tra i quali risulta definito un piano di sollevamento-porta{8a) , una leva (8) di primo genere, avente estremità di resistenza (9a,10a) girevolmente montata su almeno uno di detti bordi rialzati (2,3), con asse di imperniamento-leva (R) parallelo a detto piano di sollevamento -porta (la) e perpendicolare a detta leva (8), detto asse essendo esteso in prefissata relazione distanziata rispetto a detto piano di sollevamento-porta, un fulcro (F), essenzialmente costituito da almeno un carrello (13, 14), rigidamente fissato a detta leva (8) e comprendente almeno una ruota folle (17-17, 19-19), liberamente girevole attorno ad un asse fulcro (F), parallelo a detto asse di imperniamento-leva R, una impugnatura (12) formata in corrispondenza della estremità di potenza (9b, 10b) di detta leva (1).
- 2. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detta leva (8) è costituita da un telaio rigido (8a) comprendente due profilati{9, 10), paralleli, reciprocamente distanziati da traversini (11,12) di irrigidimento ed aventi prime estremità (9a, IOa), che costituiscono detta estremità di resistenza della leva (8), imperniate con comune asse di imperniamento R ai bordi rialzati (2, 3) di detta base piastriforme (1), e seconde estremità (9b, 10b) che costituiscono la detta estremità di potenza della leva (8).
- 3. Dispositivo secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che dette seconde estremità (9b, 10b) dei profilati {9, 10), sono reciprocamente collegate da uno (12) di detti traversini di irrigidimento, conformato ad impugnatura di azionamento di detta leva (8).
- 4. Dispositivo secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detto almeno un carrello (13, 14) comprende, in corrispondenza di ciascun profilato (9, 10) di detto telaio (8a), un supporto piastriforme (15, 16), rigidamente fissato ad un rispettivo profilato (9, 10), in posizione aggettante da esso e perpendicolare a detto asse-fulcro F, almeno una ruota (17-17,19-19) montata su detto supporto piastriforme in modo liberamente girevole attorno a detto assefulcro F.
- 5. Dispositivo secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detto carrello (13, 14) comprende due coppie di ruote (17-17, 19-19) liberamente girevoli attorno a detto asse-fulcro F e simmetricamente su un lato e sul lato opposto di un rispettivo supporto piastriforme (15, 16).
- 6. Dispositivo secondo la rivendicazione 5, caratterizzato dal fatto che detto supporto piastriforme è triangolare.
- 7. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto di comprendere un ulteriore carrello (21) supportato da un traversino di irrigidimento (11), esteso tra detto asse-fulcro F e detta impugnatura (12), detto ulteriore carrello (21) avendo almeno una ruota (20) liberamente girevole attorno ad un rispettivo asse parallelo a detto asse-fulcro F.
- 8. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detta base piastriforme (1) è rettangolare ed ha bordi rialzati (2, 3) estesi per tutti i lati lunghi di essa e reciprocamente distanziati di un tratto prefissato atto ad accogliere lo spessore di una porta.
- 9. Dispositivo secondo la rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che detta base piastriforme (1) ha spessore ridotto e lati corti smussati verso lesterno per essere facilmente inserita al disotto di una porta tra porta e pavimento.
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