ITMI981546A1 - Veicolo per la movimentazione di carichi - Google Patents
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Description
Descrizione dell' invenzione avente per titolo:
“VEICOLO PER LA MOVIMENTAZIONE DI CARICHI”
DESCRIZIONE
Descrizione dell’invenzione
La presente invenzione è relativa ad un veicolo per la movimentazione di carichi, a cui si fa qui nel seguito riferimento come di un tipo specificato, comprendente un mezzo per il sostegno di carichi ad un’estremità anteriore del veicolo, mezzi motorizzati per sollevare il mezzo per il sostegno dei carichi, mezzi di propulsione che si possono impegnare con il terreno comprendenti una coppia di ruote anteriori che si possono impegnare con il terreno disposte su ciascun lato del veicolo ed una coppia di ruote posteriori che si possono impegnare con il terreno disposte su ciascun lato del veicolo, un sedile per il manovratore ed un motore per fornire potenza per il suddetto mezzo di propulsione per azionare almeno una delle suddette coppie di ruote e per far sì che il suddetto mezzo motorizzato possa sollevare il mezzo per il sostegno dei carichi.
La presente invenzione riguarda in particolare un veicolo del tipo specificato che sia adatto per la movimentazione di carichi industriali tipicamente in magazzini o in altre situazioni in cui è probabile che il veicolo disponga di un spazio di manovra ristretto. Fino ad ora un tale veicolo per la movimentazione di materiali aveva un mezzo per il sostegno del carico che comprende convenzionalmente un albero verticale montato in corrispondenza della parte anteriore del veicolo e di fronte al guidatore e un attrezzo per la movimentazione dei materiali che può venire spostato su e giù lungo l’albero. Questo albero è convenzionalmente estendibile fino ad un’altezza considerevole su cui l’attrezzo per la movimentazione dei materiali può venire spostato e può inoltre comprendere due o più sezioni che possono venire sollevate per aumentare la sua altezza complessiva e pertanto l’altezza di sollevamento ammissibile dell’attrezzo per la movimentazione dei materiali.
L’attrezzo per la movimentazione dei materiali può comprendere una forcella avente, per esempio, una coppia di denti, oppure una piattaforma. Per comodità, ad entrambi questi veicoli si farà qui d’ora in avanti riferimento come carrello elevatore.
In tali carrelli elevatori noti la visibilità in avanti del guidatore quando è seduto sul sedile del guidatore avviene attraverso la struttura dell’albero, in modo tale che la visibilità risulta necessariamente danneggiata. Vi è inoltre lo svantaggio che la struttura di albero, anche nello stato abbassato, è considerevolmente alta, il che può causare mancanza di accesso del veicolo attraverso le porte e i magazzini e simili. Un ulteriore svantaggio consiste nel fatto che possono essere necessarie sezioni multiple e complesse dell’albero di sollevamento di lunghezze diverse per ciascuna altezza di sollevamento per capacità di sollevamento molto elevate avendo come conseguenza costi di produzione elevati. I carrelli elevatori industriali, in particolare quelli che hanno una larghezza relativamente stretta, per esempio inferiore a 1,7 metri, vengono generalmente considerati veicoli relativamente non sofisticati ed è pertanto necessario che i costi di produzione di un tale veicolo vengano minimizzati garantendo allo stesso tempo che il carrello elevatore sia affidabile ed efficiente e che, nell’uso, sia conforme alle norme di sicurezza specificate. Quest’ultimo requisito vale in particolare per la stabilità del carrello elevatore durante la movimentazione dei carichi.
La GB-A-2264689 rivela un tentativo di fornire una soluzione al problema sopra citato, tuttavia ha lo svantaggio di essere troppo grande per funzionare in un magazzino congestionato o in fabbricati industriali dove queste macchine sono tipicamente destinate ad essere utilizzate.
Un oggetto della presente invenzione consiste pertanto nel fornire un veicolo per la movimentazione di materiali in cui gli svantaggi sopra citati vengano superati o ridotti.
Secondo un aspetto della presente invenzione noi forniamo un veicolo per la movimentazione dei materiali del tipo specificato in cui il mezzo per il sostegno dei carichi comprende un albero telescopico che può essere montato in modo da poter essere ruotato sulla struttura posta in corrispondenza di una regione terminale posteriore dell’albero per un movimento di oscillazione in su e in giù mediante il suddetto mezzo motorizzato in un piano che si estende in avanti e indietro rispetto al veicolo e l’albero avendo un attrezzo per il trasporto del carico in corrispondenza di una sua regione terminale anteriore, le ruote anteriori che si possono impegnare con il terreno essendo azionate dal suddetto motore e le ruote posteriori che si possono impegnare con il terreno essendo sterzabili e il sedile avente una regione disposta in generale al di sotto del sedile in cui è disposto il motore.
Le ruote posteriori che si possono impegnare con il terreno possono non venire azionate dal suddetto motore.
L’asse di rotazione dell’albero a gomiti del motore può essere decentrato in allontanamento dalla linea centrale della macchina in una direzione che è in allontanamento dal braccio.
L’albero a gomiti può essere decentrato in allontanamento dalla linea centrale della macchina in una direzione che è distante dal braccio, per esempio fino a circa 100 mm.
Ciò permette che lo spazio al di sotto dell’albero non sia ostruito dal motore. Così, se lo si desidera, quando esso viene abbassato, il braccio o un componente collegato al braccio e che pende verso il basso da esso può trovarsi almeno in parte di fianco al motore.
Il braccio può essere decentrato, nel senso della larghezza del veicolo, sostanzialmente fino a trovarsi sopra le ruote anteriori e posteriori su un lato del veicolo e per fornire spazio nel senso della larghezza del carrello affinché il sedile del guidatore possa essere disposto di fianco al braccio.
Il veicolo presenta preferibilmente una larghezza complessiva inferiore a 1,2 metri.
II sedile del manovratore può essere posizionato all’interno di una cabina per il manovratore.
Il rapporto tra la larghezza della cabina del manovratore e la larghezza complessiva del veicolo può essere nell’ordine da 1:0,5 a 1 :0,8.
Il motore può essere collegato in modalità di trasmissione alle ruote anteriori mediante mezzi di trasmissione idrostatici.
L’attrezzo per il trasporto del carico può essere decentrato nel senso della larghezza del veicolo dal braccio, in modo tale che l’attrezzo per il trasporto del carico sia disposto in una regione che è disposta sostanzialmente in centro al veicolo in una direzione nel senso della larghezza.
La cabina del manovratore, sedile incluso, può venire montata in modo da poter ruotare rispetto alla struttura intorno ad un asse che entra nel senso della lunghezza del veicolo in una posizione posta in corrispondenza della parte anteriore della cabina, in modo tale che la cabina e il sedile possano essere ruotati verso l’alto e in avanti per fornire accesso al motore.
L’asse di rotazione del braccio può essere disposto in una posizione che è a meno del 30% del diametro della ruota posteriore dietro l’asse di rotazione della ruota posteriore.
La lunghezza complessiva del braccio è pari al 95% della lunghezza totale della macchina.
Di conseguenza, la presente invenzione ha lo scopo di raggiungere l’oggetto citato fornendo una macchina più piccola e più compatta che può essere meno di 1,2 metri di lunghezza, 2,6 metri di lunghezza e 2,17 metri di altezza. Questo viene ottenuto disponendo il motore sotto la cabina e decentrando l’asse di rotazione dell’albero a gomiti del motore in allontanamento dalla linea centrale della macchina in una direzione distanziata dal braccio, per esempio fino a circa 100 mm, permettendo in questo modo al braccio o ad un componente collegato al braccio e che pende verso il basso da esso di trovarsi almeno parzialmente di fianco al motore quando viene abbassato. Un tale veicolo è relativamente stretto e può garantire una fabbricazione relativamente non costosa unitamente ad una movimentazione e ad un sollevamento efficienti dei carichi fino ad un’altezza relativamente elevata, assicurando allo stesso tempo che la visibilità anteriore del guidatore del carrello non venga inutilmente disturbata dai componenti del veicolo e possedendo caratteristiche di movimentazione stabile dei carichi.
Una realizzazione della presente invenzione verrà ora descritta per mezzo di esempi facendo riferimento ai disegni allegati nei quali:
la Figura 1 è una vista laterale di un veicolo per la movimentazione dei carichi che concretizza Γ invenzione,
la Figura 2 è una vista in pianta del veicolo della Figura 1,
la Figura 3 è una vista laterale opposta della Figura 1,
la Figura 4 è una vista frontale del veicolo della Figura 1,
la Figura 5 è una vista dal dietro del veicolo della Figura 1,
la Figura 6 è una vista parziale in prospettiva, da un lato, di un telaio del veicolo della Figura 1,
la Figura 7 è un’altra vista parziale in prospettiva dall’altro lato del telaio della Figura 6,
la Figura 8 è uno schema circuitale parziale del circuito idraulico del veicolo delle Figure da 1 a 7,
la Figura 9 è un ulteriore schema circuitale del circuito idraulico del veicolo delle Figure da 1 a 7,
la Figura 10 è una vista laterale di un veicolo per la movimentazione di carichi modificato che concretizza l’invenzione,
la Figura 11 è una vista in pianta del veicolo della Figura 10,
la Figura 12 è una vista laterale opposta della Figura 10,
la Figura 13 è una vista frontale del veicolo della Figura 10,
la Figura 14 è una vista dal dietro del veicolo della Figura 10,
la Figura 15 è una vista laterale di un altro veicolo per la movimentazione dei carichi modificato che concretizza l’invenzione,
la Figura 16 è una vista in pianta del veicolo della Figura 15,
la Figura 17 è una vista laterale opposta della Figura 15,
la Figura 18 è una vista frontale del veicolo della Figura 15 e,
la Figura 19 è una vista dal dietro del veicolo della Figura 15.
La Figura 20 è una vista laterale di una forma di realizzazione alternativa del mezzo a pistone di spinta (crowd ram).
La Figura 21 è una vista schematica e uno schema circuitale parziale di un braccio secondo una forma di realizzazione ulteriore della presente invenzione.
Facendo riferimento alle Figure da 1 a 7 dei disegni, un veicolo per la movimentazione dei carichi del tipo a carrello elevatore telescopico è indicato in generale con 10. Il veicolo 10 presenta un’estremità anteriore 1 1 e un’estremità posteriore 12. In una regione terminale anteriore è disposta una coppia di ruote anteriori 13 che possono impegnare con il terreno che sono distanziate nel senso della larghezza del veicolo in modo tale da essere disposte ognuna su un lato 14, 15 del veicolo. In una regione terminale posteriore del veicolo è provvista una coppia di ruote posteriori 16 che possono entrare in impegno con il terreno anch’esse disposte nel senso della larghezza del veicolo in modo tale che le ruote siano disposte ognuna su un lato 14, 15 del veicolo.
Il veicolo comprende inoltre un telaio 100.
Un sedile per il manovratore 17 è disposto all’interno di una cabina per il manovratore 18 in cui è disposto un volante 19 e i comandi convenzionali a pedale e manuali del veicolo.
La cabina del manovratore 18 è provvista di una parte superiore 18a avente una pluralità di aperture 18b che se desiderato possono essere fornite di vetri. Ovviamente la configurazione delle aperture e il fatto che esse siano o non siano dotate di vetri’ possono essere modificati all’occorrenza. La cabina del manovratore 18 è fatta in modo da avere una resistenza adeguata per soddisfare in maniera convenzionale i necessari requisiti di sicurezza.
Al di sotto del sedile del manovratore 17 è disposto un motore 20 collegato in maniera convenzionale ad una pompa a disco inclinato ad angolo variabile 21 che fornisce fluido attraverso adatti condotti ai motori 22 collegati in modalità di trasmissione alle ruote anteriori 13 che sono montate in maniera convenzionale sul veicolo e che non sono sterzabili. Il fluidi idraulico viene trasmesso in maniera convenzionale ai motori 22 da un regolatore di velocità 21 azionabile manualmente, si veda la Figura 8, utilizzando il circuito idraulico derivato indicato generalmente con VI in Figura 8 in maniera convenzionale.
Le ruote posteriori 16 sono montate mediante mezzi di sospensione convenzionali 16a e non sono azionate ma sono sterzabili per mezzo di uno stantuffo idraulico di comando dello sterzo 23, si vedano le figure 5, 8 e 9. Lo stantuffo idraulico di comando dello sterzo 23 viene rifornito di fluido mediante una valvola di comando dello sterzo indicata in generale con V2 nelle Figure 8 e 9.
Le ruote anteriori e posteriori unitamente ai motori 22 che azionano le ruote anteriori comprendono solo un mezzo di propulsione del veicolo, che può entrare in impegno con il terreno.
Il veicolo· è provvisto di un unico braccio telescopico 25 che si estende in avanti rispetto al carrello parallelamente a e decentrato nel senso della larghezza da un piano centrale X-X del veicolo. Il braccio 25 è montato sulla struttura in modo da eseguire un movimento di oscillazione in su e in giù mediante un mezzo a perno
<3⁄4> 26 disposto in una regione terminale posteriore 27 del braccio e disposto inoltre in una regione terminale posteriore 28 del veicolo. Il mezzo a perno 26 è disposto posteriormente rispetto all’asse di rotazione delle ruote posteriori 16 ma longitudinalmente airintemo della loro circonferenza in modo tale che in questo esempio una linea verticale attraverso l’asse del mezzo a perno 26 si trova in una posizione che è circa il 30% del diametro delle ruote posteriori 16 posteriormente rispetto al loro asse di rotazione. La lunghezza complessiva del braccio è pari al 95% della lunghezza totale del veicolo.
Il braccio 25 è decentrato rispetto al piano centrale X-X in modo tale da trovarsi in generale sopra le ruote anteriori e posteriori 13, 16 su un lato 14 del veicolo e da fornire spazio per la cabina del manovratore 18 tra il braccio 25 ed il lato opposto 15 del veicolo.
Il motore 20 è posizionato in modo da essere decentrato dalla linea centrale X-X del veicolo, di circa 100 mm nell’esempio illustrato, in una direzione in allontanamento dal braccio 25, permettendo in questo modo che lo spazio al di sotto del braccio non sia ostruito dal motore.
Così, se si desidera, il braccio, quando viene abbassato, può essere almeno parzialmente di fianco ad una parte del motore. Ovvero, la parte inferiore del braccio e/o un componente collegato al braccio e che pende verso il basso da esso si può trovare al di sotto della parte superiore del motore.
Il braccio 25 comprende una porzione posteriore 29a ed una porzione anteriore 29b accolte telescopicamente allintemo della porzione posteriore 29a in una maniera convenzionale. Uno stantuffo idraulico di estensione è provvisto tra le parti del braccio 28 e 29 alPintemo della parte del braccio 28 ed è indicato in generale in Figura 7 con 30.
m La parte di braccio anteriore 29a è provvista di una porzione 3 1 estendentesi nel senso della larghezza che si estende dalla parte del braccio 29a verso il lato opposto 15 del veicolo e che sostiene un mezzo per il supporto di attrezzi 32. Il mezzo per il supporto di attrezzi 32 può essere provvisto di qualsiasi attrezzo per la movimentazione dei carichi desiderato come ad esempio una coppia di forcelle o una piattaforma oppure qualsiasi altro attrezzo per la movimentazione dei carichi desiderato.
Il mezzo per il supporto di attrezzi 32 è collegato alla parte che si estende trasversalmente 3 1 mediante una coppia di mezzi a perno 33 per un movimento di spinta impemiabile intorno ad un asse generalmente orizzontale. I mezzi a perno 33 sono supportati ciascuno su un lembo 34 che si estende verso il basso dall’elemento 31 che si estende trasversalmente.
Il mezzo per il supporto di attrezzi 32 è collegato ai lembi 34 per un movimento di rotazione comandato da un mezzo a pistone di spinta comprendente una coppia di pistoni di spinta 35 che sono collegati in modo da poter ruotare ai mezzi per il supporto di attrezzi 32 e 32a e all’elemento 31 che si estende trasversalmente in corrispondenza di 3 la. La disposizione del circuito idraulico dei pistoni di spinta 35 verrà descritta nel seguito.
Il braccio 25 viene fatto oscillare su e giù da uno stantuffo idraulico di sollevamento 40 collegato in corrispondenza di 40a, b ad una aletta della parte di braccio 29a ed al telaio 100 per estendersi tra di essi dal punto di vista operativo.
Uno stantuffo idraulico di compensazione 41 è anch’esso collegato in modo da poter ruotare in corrispondenza di 4 la, b ad una sporgenza della parte di braccio 29a ed al telaio 100 per estendersi tra di essi dal punto di vista operativo.
La cabina può essere disposta in modo da ruotare in avanti rispetto al resto della struttura intorno ad un asse fornito mediante un mezzo a perno 38 in modo tale che la cabina del manovratore possa essere inclinata verso l’alto e in avanti insieme al sedile, al piantone dello sterzo e ai comandi in maniera convenzionale lungo una “linea di divisione” B per fornire accesso al motore 20 ed alla pompa 21.
La cabina del manovratore 18 può essere fornita di vetri su uno o più lati. Se è fornita di vetri su tutti i lati è provvista di una portiera di accesso, non mostrata.
Facendo ora riferimento alle Figure 6 e 7, il veicolo presenta un telaio 100 di costruzione saldata. Il telaio 100 comprende una coppia di elementi di intelaiatura laterali generalmente planari 101, 102 disposti su un lato del veicolo ed un elemento di intelaiatura laterale con sezione a scatola 103 disposto sul lato opposto del veicolo. Gli elementi di intelaiatura 101, 102 e 103 sono collegati insieme mediante porzioni anteriori e posteriori che si estendono trasversalmente 104, 105 del telaio che sono di configurazione ricurva ed essenzialmente forniscono archi di ruota per le ruote anteriori e posteriori 13, 16 del veicolo. Gli elementi di intelaiatura laterali 101, 102 presentano alla loro estremità una parte che si estende verso l’alto 101a, 102a rispettivamente provviste di un’apertura 10 lb per i mezzi a perno 26.
Gli elementi di intelaiatura 101, 102 presentano inoltre elementi di troncone 106 mediante cui lo stantuffo idraulico di compensazione 41 è collegato al telaio 100 in corrispondenza della posizione 4 la.
Gli elementi di intelaiatura laterali 101, 102 sono inoltre provvisti di mezzi a perno per Io stantuffo idraulico di sollevamento 107 mediante cui lo stantuffo idraulico di sollevamento 40 è collegato alla struttura in corrispondenza della posizione 40a.
Quattro supporti di assorbimento 108 per smorzare le vibrazioni sono fomiti sulPelemento di intelaiatura interno 102 e sull’elemento di intelaiatura laterale opposto 103 per montarvi sopra il complesso motore/pompa 20, 21.
L’elemento trasversale frontale 104 è provvisto di una coppia di staffe verticali 109 che forniscono una coppia di fessure 110 per i mezzi a perno 38.
Il telaio 100 è inoltre provvisto di un montante 114, sul suddetto altro lato del telaio, per creare uno spazio per la cabina del manovratore 18.
In aggiunta, il telaio è provvisto all’estremità anteriore di una coppia di parti che sporgono in avanti fomite di aperture parzialmente circolari 116 che accolgono i motori anteriori 22.
Nel presente esempio il rapporto tra la larghezza della cabina del manovratore e la larghezza complessiva del veicolo è pari a 1:0,72 e il rapporto sopra citato può essere compreso, se desiderato, neH’intervallo tra 1 :0,5 e 1 :0,8.
Nel presente esempio il veicolo ha una larghezza complessiva di 1.180 mm, se desiderato la larghezza può essere diversa da quella specificamente descritta in riferimento all’esempio e generalmente è inferiore a 1.200 mm.
Il braccio 25 è disposto in modo tale che, quando si trova in una posizione abbassata, come illustrato, un manovratore possa vedere di lato nonché in avanti e indietro sopra la parte superiore del braccio e l’attrezzo per il trasporto del carico. Anche quando il braccio viene sollevato o abbassato, la visuale del manovratore è relativamente libera poiché la sua visione è disturbata solo quando l’attrezzo e un sostegno del carico su di esso è nel suo campo visivo. Ciò è in contrasto con un carrello elevatore a forcella convenzionale in quanto la visuale del manovratore in avanti non è disturbata da un albero sempre presente.
Nel presente esempio l’asse del mezzo a perno 26 del braccio 25 è disposto in una posizione che è a meno di circa il 30% del diametro della ruota posteriore dietro l’asse di rotazione della ruota posteriore, tuttavia può essere collocato in qualsiasi posizione desiderata nell 'intervallo dallo 0% al 50% del diametro della ruota posteriore essendo il suddetto asse di rotazione delle ruote posteriori.
L’asse del mezzo a perno 26, nel presente esempio, è collocato al 55% dell’altezza complessiva del veicolo sopra il terreno su cui sono disposte le ruote del veicolo, ma può essere disposto in qualsiasi posizione desiderata nell’ intervallo dal 40% al 70%.
Facendo ora riferimento alla Figura 8, un serbatoio per il fluido idraulico del veicolo è indicato generalmente con 50 ed è riempito di fluido mediante un sistema di riempimento e sfiato 51.
Il fluido viene alimentato dal serbatoio 50 sulla linea 52 ad un congegno a pompa azionato mediante motore indicato generalmente con 53 in maniera convenzionale e fluido sotto pressione viene fornito mediante il congegno a pompa 53 al congegno a valvola di comando dello sterzo V2 e, sulla linea 54, ad un blocco di valvole per il comando del braccio V3. Il fluido viene fornito attraverso la linea 54a per caricare la pompa 21a che a sua volta fornisce fluido sotto pressione alla pompa a disco inclinato a portata variabile 21. Il fluido sotto pressione viene fornito ai motori 22, la sua direzione e la sua portata essendo comandate da VI che è comandato dal manovratore in maniera convenzionale.
Sono previsti adatti rinvìi dai mezzi a valvola V1-V3 al serbatoio 50.
Facendo ora riferimento in particolare alla Figura 9, lo stantuffo idraulico di estensione 30 è collegato mediante le linee 30a, 30b ad una valvola di controllo dell’estensione 30c all’interno del blocco di valvole V3 in modo tale che il funzionamento manuale della valvola 3 Oc possa fornire liquido sotto pressione al cilindro 30. Lo stantuffo idraulico di sollevamento 40 è collegato mediante le linee
<3⁄4> 40a, 40b ad una valvola che può essere fatta funzionare manualmente 40c del blocco di valvola V3 in modo tale da permettere il rifornimento di fluido sotto pressione al cilindro 40d su lati opposti di un pistone 40e alloggiato al suo interno in modo da determinare l’estensione o la retrazione di una biella 40f associata al pistone 40e e di conseguenza il movimento di oscillazione in elevazione o abbassamento del braccio 25.
Ciascun pistone di spinta 35 differisce dagli stantuffi idraulici fomiti per lo stantuffo idraulico di sollevamento e lo stantuffo idraulico di estensione grazie al fatto di comprendere una coppia di cilindri separati 55, 56 che sono separati dal punto di vista idraulico ma sono collegati dal punto di vista meccanico, nel presente esempio, mediante il fatto di essere disposti in modo coassiale con gli estremi a contatto. Il cilindro 55 fornisce alloggiamento ad un pistone 57 collegato mediante una biella 58 al supporto dell’attrezzo 32. Il cilindro 56 alloggia un pistone 59 che è collegato mediante una biella 60 al braccio collegato 34. Il cilindro 55 e il suo pistone 57 comprendono un primo stantuffo idraulico, e il cilindro 56 e il pistone 59 comprendono un secondo stantuffo idraulico cui nel seguito si farà riferimento come mezzo di inclinazione.
I cilindri -56 sono collegati mediante linee 56a, 56b ad una valvola di inclinazione 56c del blocco di valvole V3, mentre i cilindri 55 sono collegati mediante linee 55a, 55b a lati opposti di un cilindro 41d dello stantuffo idraulico di compensazione 41 nel quale è alloggiato un pistone 4 le collegato mediante una biella 41 f al braccio 25, mentre il cilindro 41 d è collegato all’estremità opposta dello stantuffo idraulico al telaio 100.
Di conseguenza, quando il braccio 25 viene alzato o abbassato si determina un corrispondente movimento di rotazione del supporto dell’attrezzo mediante il fluido spostato dal relativo lato dello stantuffo idraulico di compensazione 41 nei cilindri 55.
Qualora si desideri eseguire un movimento di spinta, la valvola di inclinazione azionabile manualmente 56c viene azionata per far sì che il fluido venga alimentato al relativo lato dei pistoni 59 nei cilindri 56.
Di conseguenza, il movimento di inclinazione dell’attrezzo rispetto al braccio determinato dal mezzo a pistone di spinta nel complesso può comprendere un componente dovuto al funzionamento dei primi stantuffi idraulici per mantenere l’attrezzo in un’orientazione desiderata rispetto ad un piano orizzontale o un componente dovuto al funzionamento del mezzo di inclinazione comprendente i secondi stantuffi idraulici per il movimento di inclinazione dell’attrezzo rispetto al braccio sotto controllo manuale oppure può comprendere entrambi i componenti a causa del funzionamento sia dei primi che dei secondi stantuffi idraulici. In breve, i primi e i secondi stantuffi idraulici sono disposti in modo tale che le uscite dei due stantuffi idraulici siano collegate “in serie”. Così il funzionamento dei primi o dei secondi stantuffi idraulici provoca un movimento di inclinazione dell’attrezzo rispetto al braccio, ma il funzionamento di entrambi gli stantuffi idraulici provoca un conseguente movimento dell’attrezzo rispetto al braccio che è effettivamente una somma algebrica dei movimenti dei componenti.
Conformemente alla presente invenzione, i cilindri per il movimento di compensazione e per il movimento di inclinazione sono indipendenti e i rispettivi cilindri possono essere di dimensioni adeguate per consentire la realizzazione di un movimento di rotazione desiderato per il movimento di compensazione e di inclinazione. Nel presente esempio il braccio 25 può essere fatto oscillare in su e in giù lungo un arco di circa 70° mentre il movimento di inclinazione può essere fornito su un intervallo da -5° dall’orizzontale a 12° dall’orizzontale.
Se si desidera, la configurazione meccanica dei pistoni di spinta 35 può essere fornita a piacere. Per esempio, invece di fornire una coppia di cilindri disposti con gli estremi a contatto in relazione coassiale, ciascun pistone di spinta 35 può comprendere due cilindri separati uno di fronte all’altro in direzioni opposte ma disposti, per esempio, uno di fianco all’altro oppure in qualsiasi altra configurazione adatta in cui i cilindri di inclinazione e di compensazione siano disposti in modo da funzionare in modo indipendente.
Una configurazione meccanica alternativa del mezzo a pistone di spinta è mostrata in Figura 20, in cui sono stati usati gli stessi simboli numerici di riferimento per fare riferimento a parti corrispondenti del mezzo a pistone di spinta come è mostrato nelle forme di realizzazione del veicolo come sono state descritte con riferimento alle Figure da 1 a 19. Il mezzo di supporto dell’attrezzo 32 è collegato ai bracci 34 per un movimento di rotazione intorno a mezzi a perno 33 ed è controllato per il movimento di rotazione da un primo stantuffo idraulico 71 comprendente un singolo stantuffo idraulico a doppia azione ed un secondo stantuffo idraulico comprendente un singolo stantuffo idraulico a doppia azione 70 che fornisce un mezzo di inclinazione. Il secondo stantuffo idraulico 70 comprende un cilindro 70a che alloggia un pistone (non mostrato) collegato mediante una biella 70b al mezzo per il supporto di attrezzi 32 tramite un perno 72. Il primo stantuffo idraulico 71 comprende analogamente un cilindro 71a che alloggia un pistone (non mostrato) collegato mediante una biella 71 b al secondo stantuffo idraulico 70 mediante il perno 73. Il primo stantuffo idraulico 71 è collegato alla sua altra estremità al braccio 34 mediante mezzi a perno 74 forniti su un orecchio 75 del braccio 34. Per forzare il movimento del primo e del secondo stantuffo idraulico, un anello 76 è unito in modo da poter ruotare al cilindro 70a e alla biella 7 1 b mediante il· perno 73 ed è unito in modo da poter ruotare al braccio 34 mediante il perno 77. Il primo stantuffo idraulico 71 è collegato in circuito di fluido con uno stantuffo idraulico di compensazione (non mostrato) come è descritto nelle forme di realizzazione descritte qui precedentemente per mantenere l’attrezzo per la movimentazione dei carichi in un’orientazione costante rispetto ad un piano orizzontale quando il braccio viene alzato o abbassato. Il secondo stantuffo idraulico è collegato in circuito di fluido con un comando del manovratore (non mostrato) come descritto nelle forme di realizzazione che precedono per fornirgli fluido per determinare il movimento di inclinazione delPattrezzo rispetto al braccio sotto il controllo del manovratore.
Gli stantuffi idraulici per il movimento di compensazione e per il movimento di inclinazione sono pertanto indipendenti e possono essere fatti funzionare mediante un circuito idraulico adeguatamente modificato del tipo mostrato in Figura 9. I rispettivi stantuffi idraulici possono essere di dimensioni appropriate per consentire la realizzazione di un movimento di rotazione desiderato per il movimento di compensazione di inclinazione come prima descritto.
Le Figure da 10 a 14 mostrano una modifica del veicolo descritto qui in precedenza con riferimento alle Figure da 1 a 9. In queste figure la disposizione del veicolo è illustrata schematicamente, poiché i dettagli del veicolo sono uguali a quanto descritto in relazione alle Figure da 1 a 9 ad eccezione di quanto verrà detto nel seguito e sono stati usati gli stessi simboli numerici di riferimento per indicare parti corrispondenti.
In questo esempio, le ruote posteriori 16, oltre ad essere sterzabili, sono anche azionate. Come meglio mostrato in Figura 14, le ruote posteriori 16 sono supportate su elementi a staffa 200, fissati al telaio 100, per la rotazione intorno ad un asse verticale 201 e ciascuna ruota 16 è azionata da un motore idrostatico 202 che può venire fatto ruotare con la ruota. I motori idrostatici 202 vengono azionati in maniera convenzionale a partire dalla pompa 21 mediante mezzi di condotto flessibili.
Facendo ora riferimento alle Figure da 15 a 19, nuovamente il veicolo è come descritto qui in precedenza con riferimento alle Figure da 1 a 9 e, come nella prima modifica citata, le ruote posteriori 16 sono sterzabili ed azionabili. In questo esempio, le ruote posteriori 16 sono supportate su estremità opposte di un complesso di asse 300 che è provvisto di un motore idrostatico 301 che aziona le ruote 16 attraverso un adatto meccanismo di guida differenziale alFinterno dell’asse 300. Il motore idrostatico 301 è azionato a partire dalla pompa 21 in maniera convenzionale e le ruote 16 sono montate sull’asse 300 in modo tale da poter ruotare intorno ad un asse di sterzata verticale 302.
Facendo ora riferimento alla Figura 21, è mostrata una forma di realizzazione alternativa del mezzo a pistone di spinta. Il mezzo a pistone di spinta può essere applicato ad un veicolo come descritto qui in quanto precede con riferimento alle Figure da 1 a 19, dove gli stessi simboli numerici di riferimento si riferiscono a parti corrispondenti. Come prima, il veicolo comprende un singolo braccio telescopico 25 al quale è unito uno stantuffo idraulico di compensazione 41. Viene fornito un primo stantuffo idraulico 401 comprendente uno stantuffo idraulico a doppia azione, unito al mezzo di supporto dell’attrezzo 32 e al braccio 34. Il suddetto primo stantuffo idraulico 401 comprende un cilindro 402 che alloggia un pistone 403 collegato mediante una biella 404 al supporto dell’attrezzo 32 mediante un perno 405. Il cilindro 402 è collegato su lati opposti del pistone 403 a ciascun lato del pistone 41e alloggiato all’interno di un cilindro 41 d dello stantuffo idraulico di compensazione 41. Il cilindro è ulteriormente collegato mediante la linea 40 lb ad una valvola di controllo 406 del tipo mostrato in Figura 56c nella Figura 9. Viene fornito un mezzo di inclinazione comprendente un vaso di dosaggio 407, il vaso di dosaggio 407 comprendendo un cilindro 407a che alloggia un pistone 407b. Il cilindro 402 è collegato sulla linea 40 la ad un lato del vaso di dosaggio 407, l’altro lato del suddetto vaso di dosaggio 407 essendo collegato mediante la linea 411 alla valvola di controllo 406. Fluido pressurizzato viene fornito alla valvola di controllo 406 mediante una pompa 408 che preleva fluido da un serbatoio 409, mentre una linea di ritorno 410 porta dalla valvola di controllo 406 al serbatoio 409. Risulterà chiaro che una tale disposizione potrebbe essere inclusa in un circuito del tipo mostrato nelle Figure 7 e 8.
Come prima, quando il braccio 25 viene alzato o abbassato, si determina un corrispondente movimento di rotazione del supporto dell’attrezzo 32 mediante fluido spostato dal rispettivo lato dello stantuffo idraulico di compensazione 41 nel cilindro 402.
Per provocare la rotazione a perno verso il basso del supporto dell’attrezzo 32 sotto il controllo del manovratore, la valvola di controllo 406 viene spostata in una prima posizione in cui la linea 40 lb è collegata alla pompa 408 e la linea 411 è collegata alla linea di ritorno 410 al serbatoio 409. Come si vede in Figura 21, la pressione del fluido viene fornita al lato inferiore dello stantuffo idraulico 403, costringendolo a muoversi verso l’alto, e quindi inclinando verso il basso il supporto dell’attrezzo 32. La pressione viene poi incrementata sulla linea 40 la che agisce sul pistone 407b del vaso di dosaggio 407, facendolo muovere verso il basso. Al contrario, quando si desidera inclinare il supporto dell’attrezzo 32 verso l’alto, la valvola di controllo viene spostata in una seconda posizione in cui la linea 411 viene collegata alla pompa 408 e la linea 40 lb è collegata alla linea 410. La pressione di fluido viene fornita al lato inferiore del pistone del vaso di dosaggio 407b che viene costretto a muoversi verso l’alto, aumentando la pressione nella linea 40 la e quindi nella parte superiore del cilindro 402, forzando il pistone 403 e lo stantuffo idraulico 404 verso il basso ed inclinando verso il basso il supporto dell’attrezzo 32.
L’escursione massima di movimento del pistone 403 in risposta al funzionamento della valvola di controllo 406 viene vincolata dall’escursione di movimento del pistone del vaso di dosaggio 407b nel cilindro 407a. Quando la valvola di controllo 406 viene azionata per fornire fluido al primo stantuffo idraulico 401 per inclinare verso il basso il supporto dell’attrezzo 32. un corrispondente volume di fluido viene spostato dal primo stantuffo idraulico 401 che di conseguenza costringe il 407b del vaso di dosaggio 407 a muoversi verso il basso. Se al primo stantuffo idraulico 401 viene fornito fluido supplementare, infine il pistone 407b raggiungerà l’estremità inferiore del cilindro del vaso di dosaggio 407a come è mostrato in Figura 21 e non potrà più muoversi ulteriormente. Non è più possibile spostare fluido dallo stantuffo idraulico 401 sulla linea 40 la e quindi il pistone 403 e la biella 404 non possono muoversi ulteriormente, e il supporto dell’attrezzo 32 ha raggiunto il limite dell’escursione del movimento di inclinazione verso il basso che può venire eseguito dal manovratore. Al contrario, quando si desidera inclinare il supporto dell’attrezzo 32 verso l’alto e il fluido viene fornito al lato inferiore del pistone del vaso di dosaggio 407b, una volta che il pistone 407 ha raggiunto il limite superiore della sua escursione di movimento nel cilindro del vaso di dosaggio 407a, non è più possibile spostare ulteriore fluido dal cilindro del vaso di dosaggio 407b al primo stantuffo idraulico 401, e quindi il supporto dell’attrezzo 32 si trova al limite dell’escursione del movimento di inclinazione verso l’alto che può venire eseguito dal manovratore.
La fornitura di fluido al primo stantuffo idraulico 401 ovviamente non ha alcun effetto di azionamento dello stantuffo idraulico di compensazione 41 ma ha unicamente la funzione di modificare l’inclinazione dell’attrezzo per la movimentazione dei carichi 32. Nel caso in cui il braccio venga fatto funzionare, lo stantuffo idraulico di compensazione 41 provocherà il movimento del pistone 403 del primo stantuffo idraulico 401 come descritto nelle forme di realizzazione che precedono. Questa forma di realizzazione elimina la necessità di un secondo stantuffo idraulico separato come è stato usato nelle forme di realizzazione che precedono.
I mezzi di propulsione che possono entrare in impegno con il terreno in tutte le forme di realizzazione comprendono una coppia di ruote anteriori ed una coppia di ruote posteriori che possono entrare in impegno con il terreno ed un motore di comando per azionare almeno una delle suddette coppie di ruote.
Oltre alle disposizioni di azionamento descritte qui in quanto precede, se desiderato il motore di comando può azionare solo le ruote posteriori sterzabili. Di regola, se desiderato, le ruote anteriori possono essere sterzabili come le o al posto delle ruote posteriori e le ruote anteriori e/o le ruote posteriori possono essere azionate per mezzo di un adeguato adattamento delle sospensioni, dei mezzi di sterzo e di azionamento come qui precedentemente descritto. Inoltre, sebbene i mezzi di azionamento idrostatici siano stati descritti qui in quanto precede, se desiderato in qualsiasi versione i mezzi di azionamento possono essere provvisti del tutto o in parte di una trasmissione meccanica dal motore alle ruote.
Se desiderato, il veicolo qui descritto precedentemente può essere fornito senza la struttura di pistone di spinta descritta qui in quanto precede con riferimento alle Figure 8 , 9, 20 o 21 oppure, in alternativa, la struttura di pistone di spinta descritta con riferimento alle Figure 8, 9, 20 o 21 può essere fornita in un veicolo di configurazione diversa rispetto a quella descritta qui precedentemente con riferimento alle altre figure.
Le caratteristiche rivelate nella descrizione che precede, oppure nelle rivendicazioni che seguono o nei disegni allegati, espresse nelle loro forme specifiche o in termini di un mezzo per adempiere la funzione rivelata, o un metodo o un processo per ottenere il risultato rivelato, secondo quando appropriato, possono essere utilizzate separatamente o in qualsiasi combinazione di tali caratteristiche, per realizzare l’invenzione nelle sue varie forme.
Claims (10)
- RIVENDICAZIONI 1. Un veicolo per la movimentazione di carichi del tipo specificato in cui il mezzo per il trasporto del carico comprende un braccio telescopico montato, in modo imperniato sulla struttura in corrispondenza di una regione terminale posteriore del braccio per un movimento di oscillazione in su e in giù mediante il suddetto mezzo motorizzato in un piano che si estende in avanti e indietro rispetto al veicolo e il braccio avente un attrezzo per il trasporto del carico in corrispondenza di una sua regione terminale anteriore, le ruote anteriori che possono entrare in impegno con il terreno essendo azionate dal suddetto motore e le ruote posteriori che possono entrare in impegno con il terreno essendo sterzabili e il sedile avendo una regione disposta in generale al di sotto del sedile in cui è disposto il motore.
- 2. Veicolo secondo la rivendicazione 1 in cui le ruote posteriori che possono entrare in impegno con il terreno non sono azionate dal suddetto motore.
- 3. Veicolo secondo la rivendicazione 1 o la rivendicazione 2 in cui l’asse di rotazione del albero a gomiti del motore è decentrato in allontanamento dalla linea centrale della macchina in una direzione che è distanziata dal braccio.
- 4. Veicolo secondo la rivendicazione 3 in cui l’asse dell’albero a gomiti è decentrato in allontanamento dalla linea centrale della macchina in una direzione che è distanziata dal braccio.
- 5. Veicolo secondo la rivendicazione 3 o la rivendicazione 4 in cui, quando viene abbassato, il braccio, o un componente che pende verso il basso dal braccio, si trova in parte di fianco al motore.
- 6. Veicolo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti in cui il braccio è decentrato, nel senso della larghezza del veicolo, in modo da essere sostanzialmente sopra le ruote anteriori e posteriori su un lato del veicolo e per creare spazio nel senso della larghezza del carrello affinché il sedile del guidatore possa essere disposto di fianco al braccio.
- 7. Veicolo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti in cui il veicolo presenta una larghezza complessiva inferiore a 1,2 metri.
- 8. Veicolo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti in cui il sedile del manovratore è collocato aH’intemo di una cabina del manovratore.
- 9. Veicolo secondo la rivendicazione 8 in cui il rapporto tra la larghezza della cabina del manovratore e la larghezza complessiva del veicolo è compreso nell’intervallo tra 1:0,5 e 1:0,8.
- 10. Veicolo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti in cui il motore è collegato in modalità di trasmissione alle ruote posteriori mediante mezzi di azionamento idrostatici. 12. Veicolo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti in cui l’attrezzo per il trasporto del carico è decentrato nel senso della larghezza del veicolo del braccio in modo tale che l’attrezzo per il trasporto del carico sia disposto in una regione che è disposta sostanzialmente al centro del veicolo in una direzione nel senso della larghezza. 13. Veicolo secondo la rivendicazione 8 o una qualsiasi delle rivendicazioni da 9 a 12 quando queste dipendano dalla rivendicazione 8 in cui la cabina del manovratore, sedile incluso, è montata in modo imperniato rispetto alla struttura intorno ad un asse che si estende nel senso della larghezza del veicolo in una posizione disposta nella parte frontale della cabina in modo tale che la cabina e il sedile possano essere fatti ruotare verso l’alto e in avanti per fornire accesso al motore. m 14. Veicolo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti in cui l’asse di perno del braccio è disposto in una posizione che è a meno di circa il 30% del diametro delle ruote posteriori dietro l’asse di rotazione della ruota posteriore. 15. Veicolo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti in cui la lunghezza complessiva del braccio è pari al 95% della lunghezza totale della macchina. 16. Veicolo sostanzialmente come qui descritto in quanto precede con riferimento ai disegni allegati. 17. Qualsiasi nuova caratteristica o combinazione di caratteristiche descritte qui e/o nei disegni allegati.
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