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ITMI980144A1 - Proiettile sottocalibrato senza sabot - Google Patents

Proiettile sottocalibrato senza sabot

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Publication number
ITMI980144A1
ITMI980144A1 ITMI980144A ITMI980144A1 IT MI980144 A1 ITMI980144 A1 IT MI980144A1 IT MI980144 A ITMI980144 A IT MI980144A IT MI980144 A1 ITMI980144 A1 IT MI980144A1
Authority
IT
Italy
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projectile
sub
calibrated
core
coaxial
Prior art date
Application number
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English (en)
Inventor
Giovanni Dondi
Original Assignee
Giovanni Dondi
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
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Publication date
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Publication of ITMI980144A1 publication Critical patent/ITMI980144A1/it
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  • Solid-Sorbent Or Filter-Aiding Compositions (AREA)

Description

DESCRIZIONE
La presente invenzione riguarda i cosiddetti proiettili sottocalibrati per armi a canna liscia, particolarmente per la caccia (per esempio la caccia al cinghiale).
Come è noto agli esperti del ramo, i proiettili sottocalibrati sono quei proiettili la cui superficie frontale è sostanzialmente minore dell'area interna della sezione trasversale della canna dell'arma da cui il proiettile viene sparato. I proiettili sottocalibrati noti sono pertanto dotati di un cosiddetto sabot o compensatore di calibro, cioè di un involucro lateralmente cilindrico (costituito in genere da due semigusci), che racchiude il proiettile, permettendo così di compensare la differenza di calibro tra proiettile e canna dell'arma, oltre che di centrare il proiettile entro la relativa cartuccia. A seguito dell'accensione della polvere della cartuccia (collocata nella camera di scoppio dell'arma), il pistone (borra) della cartuccia spinge violentemente fuori da quest'ultima l'assieme proiettile-sabot che percorre poi tutta la canna liscia dell'arma fuoriuscendo dalla bocca di quest'ultima. La resistenza all'avanzamento opposta dall'aria fa sì che i due semigusci del sabot si separino, liberando così il proiettile, che prosegue nella sua traiettoria.
E' stato tuttavia verificato che il sabot, a causa del grande attrito che sviluppa in canna e per il fatto di costituire un appesantimento dei componenti passivi della cartuccia, impedisce in sostanza al proiettile di raggiungere le velocità che si pensava di ottenere con 1'introduzione dei proiettili sottocalibrati.
Scopo della presente invenzione è di realizzare un proiettile sottocalibrato che non presenti gli inconvenienti dei noti proiettili di questo tipo.
Tale scopo viene raggiunto grazie al proiettile sottocalibrato secondo la presente invenzione, caratterizzato dal fatto di presentare un nucleo dal quale si dipartono alette compensatrici di calibro. Pertanto tale proiettile è privo di sabot .
Preferibilmente le alette compensatrici di calibro saranno in numero di quattro, angolarmente equidistanziate e presentanti aree di contatto con la canna dell'arma molto ridotte.
L'invenzione risulterà più facilmente comprensibile dalla seguente descrizione di una sua forma di realizzazione. In tale descrizione si farà riferimento ai disegni allegati, in cui:
la fig. 1 è una vista laterale di un proiettile secondo l'invenzione;
la fig. 2 ne è una vista frontale, secondo la freccia 2 di fig. 1;
la fig. 3 ne è una vista posteriore, secondo la freccia 3 di fig. 1;
le figg. 4-6 mostrano tre momenti successivi del passaggio di un proiettile secondo l'invenzione attraverso il cono di raccordo della canna liscia dell 'arma.
Come si vede dalle figg. 1-3, il proiettile 10 presenta un nucleo 12 dal quale sporgono radialmente quattro elette uguali e angolarmente equidistanziate 14 formanti un sol pezzo con il nucleo 12. Il nucleo 12 del proiettile presenta una parte anteriore troncoconica 16 di lunghezza ridotta rispetto alla lunghezza totale del proiettile, seguita da una prima parte intermedia coassiale 18 affusolata che si raccorda con una seconda parte intermedia coassiale rastremata 20, per terminare con una parte posteriore coassiale svasata 22 di diametro massimo uguale al diametro massimo della prima parte intermedia 18.
Ciascuna delle alette 14 è composta di tre parti (fig. 1) denticolate e longitudinalmente allineate, rispettivamente 14.1, 14.2 e 14.3. Come si vede dalle figg. 1-3, il bordo esterno di ciascuna delle suddette tre parti di un'aletta 14 è arrotondato sia in direzione longitudinale che trasversale, in modo da ridurre al minimo l'attrito con la superficie interna liscia della canna dell'arma. La particolare conformazione delle alette 14 permette di ottenere un proiettile con alette di sufficiente robustezza, pur mantenendo limitati i componenti passivi della cartuccia.
Come si vede dalle figg. 1 e 3, nell'estremità posteriore del nucleo 12 del proiettile 10 è ricavata una cavità troncoconica coassiale 24 atta ad accogliere una corrispondente sporgenza coassiale troncoconica prevista nella borra (non mostrata) della cartuccia allo scopo di centrare esattamente il proiettile 10 nella cartuccia, oltre a meglio distribuire la spinta della borra sul proiettile 10 a seguito dell'esplosione della carica della cartuccia. Si fa notare che nel presente caso la borra non è vincolata al proiettile (come ad esempio avviene invece per il proiettile Brenneke e per molti altri). Anche allo scopo di migliorare la stabilità del proiettile 10, il nucleo (12) dello stesso esso viene anteriormente appesantito prevedendo una sua zona anteriore 26 di un metallo avente un peso specifico maggiore di quello del metallo che ne costituisce la parte restante. Preferibilmente la zona anteriore 26 sarà realizzata di un metallo malleabile (per esempio piombo), mentre il resto del proiettile 10 sarà ad esempio di ottone. Ciò consente anche di ottenere l'espansione radiale del proiettile 10 in conseguenza dell'impatto della sua parte anteriore col bersaglio. Infatti il piombo della zona anteriore 16, a seguito dell'impatto con il bersaglio, viene forzato entro la relativa cavità coassiale 28, provocando l'espansione radiale verso l'esterno della parete cilindrica che circonda lateralmente la massa di piombo 26.
Nelle figg. 4-6 è rappresentata una sezione longitudinale coassiale di un-tratto di una canna liscia 38 di un'arma, in tale tratto essendo compreso il cosiddetto cono di raccordo 30 tra anima 32 e camera di scoppio 34, in quest'ultima essendo rappresentata parte del bossolo 36 di una cartuccia .
Nella fig. 4 il proiettile 10 (di conformazione leggermente diversa da quella del proiettile delle figg. 1-3) è rappresentato nella fase in cui, a seguito dell'esplosione della carica della cartuccia, lo stesso ha cominciato ad uscire dal bossolo 36 della cartuccia. In tale situazione, le parti anteriori 14.1 delle quattro alette 14 si trovano in corrispondenza del cono di raccordo 30 della canna 38, per cui sono libere. Tuttavia le parti intermedie 14.2 e le parti posteriori 14.3 delle alette 14 risultano ancora ingaggiate entro il bossolo 36, fornendo per ogni aletta 14 due punti (o, meglio, due ridotte superfici) di contatto con il bossolo 36, che permettono di evitare sfarfallamenti del proiettile 10. Procedendo nel suo avanzamento nella canna 38, il proiettile 10 viene poi a trovarsi nella situazione illustrata nella fig. 5, in cui le parti anteriori 14.1 delle quattro alette 14 risultano già ingaggiate con l'anima 32 della canna 38, le parti posteriori 14.3 delle alette 14 sono ancora ingaggiate entro il bossolo 36, mentre le parti intermedie 14.2 delle stesse alette si trovano in corrispondenza del cono di raccordo (per cui risultano libere). Pertanto, anche in questa fase è impedito lo sfarfallamento del proiettile 10, dato che anche qui ciascuna aletta 14 presenta due ridotte superfici di contatto rispettivamente con la canna 38 e il bossolo 36.
Proseguendo il proiettile 10 nel suo avanzamento, lo stesso verrà a trovarsi nella situazione di fig. 6, nella quale le parti anteriori 14.1 e intermedie 14.2 delle alette 14 sono entrambe ingaggiate nell'anima 32 della canna 38 (due ridotte superfici di contatto per ciascuna aletta 14), mentre le parti posteriori 14.3 delle alette 14 si trovano (libere) in corrispondenza del cono di raccordo 30 della canna 38.
Da quanto precede si comprende come, grazie alla particolare conformazione delle alette 14, nel passare attraverso il cono di raccordo 30 il proiettile 10 viene sempre mantenuto in assetto (coassiale alla canna 38). Le alette 14, grazie alla ridotta superficie di contatto con la canna 38, sviluppano un attrito minimo tra proiettile 10 e la canna 38. Una volta che il proiettile 10 ha superato il cono di raccordo 30 della canna 38 non esistono più problemi nel mantenere il proiettile 10 in assetto, dato che tutte e tre le parti di ogni aletta 14 risultano ingaggiate nell'anima 32 della canna 38.
Si tenga presente che le parti anteriori 14.1 delle alette 14 servono anche come appoggio per effettuare l'orlatura del bossolo 36, oltre a provocare lo svolgimento di tale orlatura quando il proiettile inizia ad uscire dal bossolo 36.
Come si vede dalla fig. 1, le parti posteriori 14.3 delle alette 14 hanno una superficie laterale sostanzialmente maggiore delle altre due parti (14.1 e 14.2) delle alette 14, funzionando da timone per il proiettile 10 così da mantenerlo in assetto durante la traiettoria.
A titolo di esempio, un proiettile del tipo rappresentato nelle figg. 1-3 e approntato per il calibro 12 ha un'area frontale di 1,37 cm<2 >contro i 2,65 cm<2 >dei calibri nominali (per cui il proiettile appartiene alla categoria dei sottocalibrati). Tuttavia, a differenza dei sottocalibrati noti, tale proiettile non è dotato di sabot, il che si traduce in un rilevante incremento della velocità iniziale, a vantaggio delle prestazioni generali. Ovviamente il proiettile secondo la presente invenzione potrà essere realizzato per qualsiasi calibro.
Inoltre, al pari dei migliori sottocalibrati, il proiettile secondo la presente invenzione è caratterizzato dall'assenza di cavità interne ed è dotato di una notevole densità sezionale {peso del proiettile rapportato all'area frontale dello stesso) . In particolare, nel precedente esempio relativo al calibro 12, la densità sezionale è 0,250 g/mm<2>, contro lo 0,119 di un calibro nominale come quello della statunitense Foster o lo 0,129 di un proiettile (pure non sottocalibrato) Brenneke di peso equivalente.
La forma a fuso del nucleo del proiettile 10 e in particolare sia il profilo a paraboloide della prima parte intermedia 18 dello stesso, sia la forma svasata della parte posteriore 20 favoriscono la penetrazione nell'aria e limita la formazione dei vortici di coda (che frenano il proiettile).
Tutto ciò si traduce in un ottimo coefficiente balistico (capacità di penetrazione nell'aria) e in una bassa caduta di velocità.
La dimostrazione di ciò è che un proiettile come il 10, realizzato per il calibro 12, con una carica di due grammi di polvere progressiva del tipo Tecna (che è minore di quella normalmente usata), ha registrato al banco di prova una velocità di 552 m/s che, rapportata ai suoi 31 g di peso, si traduce in un'energia cinetica di oltre 450 kgm (=4413J) alla bocca dell'arma.
Il raffronto tra questi valori e quelli dei migliori proiettili sottocalibrati in commercio evidenzia le straordinarie caratteristiche del proiettile secondo la presente invenzione. Infatti sia il proiettile B.R.I. di 28,8 g che il Balle Flèche di 25,7 g, nonostante la loro relativa leggerezza, non sono riusciti a varcare la soglia dei 450 m/s. La loro energia cinetica alla bocca rimane confinata rispettivamente a 223 e 231 kgm (rispettivamente 2187 e 2265 J), cioè quasi la metà di quella registrata dal proiettile di calibro 12 secondo la presente invenzione. La dimostrazione di ciò e che quest'ultimo penetra nel legno per oltre 26 cm contro i circa 16 dei sottocalibrati di cui sopra.
Riassumendo, il proiettile secondo le figg. 1-3, approntato per il calibro 12, ha:
densità sezionale a livello dei migliori proiettili sottocalibrati noti e quasi doppia rispetto a quella dei convenzionali proiettili; velocità largamente superiore a quella di tutti proiettili in commercio per armi a canna liscia;
- energia cinetica superiore del 45% rispetto a quella di un proiettile Brenneke convenzionale e del 15% rispetto a quella del più potente proiettile oggi sul mercato (Brenneke magnum da 38,9 g);
- energia sezionale superiore del 105% rispetto al Brenneke magnum, del 162% rispetto a quella del Brenneke convenzionale e del 36% rispetto a quella del miglior sottocalibrato.
In campo venatorio il proiettile secondo la presente invenzione può essere utilizzato in armi a canna liscia per la caccia di tutte le grandi specie animali dell'emisfero nord e per molte tra le più coriacee e pericolose dei continenti africano e asiatico.
In precedenza si è citato a titolo d'esempio il calibro 12 in quanto è il più diffuso in assoluto. Come già accennato sarà comunque possibile realizzare il proiettile secondo la presente invenzione per qualsiasi calibro.
Poiché calibri minori non comportano una riduzione della lunghezza della camera di scoppio e del bossolo, per tali calibri sarà possibile realizzare proiettili aventi un rapporto lunghezza/calibro maggiore di quello per il calibro 12, con conseguente incremento della densità sezionale, il che si traduce in un aumento delle potenzialità del proiettile.

Claims (11)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Proiettile sottocalibrato (10) per armi a canna liscia, caratterizzato dal fatto di presentare un nucleo (12) dal quale si dipartono alette (14) compensatrici di calibro.
  2. 2. Proiettile sottocalibrato (10) secondo la rivendicazione 1, in cui le alette compensatrici di carico (14) sono quattro e disposte longitudinalmente .
  3. 3. Proiettile sottocalibrato (10) secondo la rivendicazione 2, in cui il nucleo (12) del proiettile (10) presenta una parte anteriore troncoconica (16) di lunghezza ridotta rispetto alla lunghezza totale del proiettile (10), seguita da una prima parte intermedia coassiale e affusolata (18) che si raccorda con una seconda parte intermedia coassiale rastremata (20), per terminare con una parte posteriore coassiale svasata (22) di diametro massimo uguale al diametro massimo della prima parte intermedia (18).
  4. 4. Proiettile sottocalibrato (10) secondo la rivendicazione 3, in cui nell'estremità posteriore del nucleo (12) è ricavata una cavità troncoconica coassiale (24).
  5. 5. Proiettile sottocalibrato (10) secondo la rivendicazione 2, in cui ciascuna delle alette (14) è composta di tre parti (14.1, 14.2, 14,3) denticolate e longitudinalmente allineate.
  6. 6. Proiettile sottocalibrato (10) secondo la rivendicazione 5, in cui il bordo esterno di ciascuna delle tre parti (14.1, 14.2, 14.3) di un'aletta (14) è arrotondato sia in direzione longitudinale che trasversale.
  7. 7. Proiettile sottocalibrato (10) secondo la rivendicazione 5, in cui le parti posteriori (14.3) delle alette (14) hanno una superficie laterale sostanzialmente maggiore delle altre due parti (14.1, 14.2) delle alette (14).
  8. 8. Proiettile sottocalibrato (10) secondo la rivendicazione 1, in cui il nucleo (12) viene anteriormente appesantito prevedendo una zona anteriore (26) di un metallo avente un peso specifico maggiore a quello del metallo che ne costituisce la parte restante.
  9. 9. Proiettile sottocalibrato (10) secondo la rivendicazione 8, in cui il metallo (26) con peso specifico maggiore è contenuto in una cavità (28) coassiale aperta anteriormente ricavata nella parte restante del nucleo (12), le pareti laterali di tale cavità (28) potendo espandersi radialmente a seguito dell'impatto del proiettile (10) con il bersaglio.
  10. 10. Proiettile sottocalibrato (10) secondo la rivendicazione 6, in cui la distanza in senso longitudinale della sommità delle tre parti (14.1, 14.2, 14.3) che formano ciascuna aletta (14) è tale che quando il proiettile (10) attraversa il cono di raccordo (30) della canna (38) almeno due delle tre parti di ciascuna aletta 4 sono in contatto con l'anima (32) della canna (38) o con il bossolo (36) della cartuccia inserita nella camera di scoppio (34).
  11. 11. Proiettile sottocalibrato (10) secondo la rivenidazione 1, in cui nell'estremità posteriore del nucleo (12) del proiettile (10) è ricavata una cavità troncoconica coassiale (24) atta ad accogliere una corrispondente sporgenza coassiale troncoconica prevista nella borra della cartuccia.
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